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  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"Se ci ritroveremo tutti in fondo al lungo viaggio,

avremo indietro l'anima, l'amore ed il coraggio.

Felice è lo stupore dopo il suono dei rintocchi,

perché so che l'infinito avrà i tuoi occhi..."

 

Enrico Ruggeri - L'infinito avrà i tuoi occhi

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29 luglio 2017 6 29 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Marco Masini 4

…e per questo amore figlio di un'estate,


ci vorrebbe il sale per guarire le ferite,


dei sorrisi bianchi fra le labbra rosa,


a contare stelle mentre il cielo si riposa…

 

(Ci vorrebbe il mare - 1990)

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28 luglio 2017 5 28 /07 /luglio /2017 15:04
Intervista con... Marco Masini

1.Marco, tu sei uno dei grandi nomi del cantautorato italiano e hai scritto alcune tra le pagine più belle della nostra musica. Figlio artistico dell'ultima grande scuola del settore che aveva come mentore Giancarlo Bigazzi con il quale hai collaborato a lungo. Fondamentale, poi, anche l'apporto di Giuseppe Dati mentre recentemente ti stai avvalendo prevalentemente della penna di Antonio Iammarino. Come è nato e poi finito il tuo rapporto artistico con Bigazzi?Che ricordo hai di lui?La collaborazione con Dati può dirsi conclusa?

I rapporti artistici non si possono mai considerare conclusi, possono rinascere da un momento all'altro. Bigazzi era il genio, inimitabile, incontrollabile e piacevolmente imprevedibile.

2.Nel 1990 arriva il successo nella categoria giovani del Festival di Sanremo con "Disperato" anche se avresti dovuto partecipare alla manifestazione canora già l'anno prima con "Uomini" per poi essere sostituito. Al Festival poi ci sei tornato altre otto volte (una come autore) ottenendo anche la vittoria nel 2004 con "L'uomo volante". Cosa ha significato il debutto vincente nel 1990?E la vittoria del 2004?Poggioni ci ha parlato della vostra scommessa, come mai credevi così poco in quel successo al punto di giocarti il trofeo?

Io c'ho sempre creduto negli obiettivi da raggiungere. Fossero essi raggiungibili nella realtà o soltanto nella fantasia. Diciamo che non credevo che "L'uomo volante" avesse le potenzialità per vincere.

3.Negli anni '90 eri considerato come una sorta di profeta per quella generazioni di giovani. Tu hai sempre umilmente rifiutato quella etichetta ma è fuori dubbio che hai rappresentato la realtà di quegli anni e hai dato voce a quei ragazzi mettendo in poesia le loro ansie, le loro problematiche in anni in cui parlarne era quasi un tabù. Che ricordo hai di quel periodo?Come spieghi quel viscerale legame artista-fans, nato in quegli anni e tuttora vivo, così forte e quasi unico nel panorama musicale italiano?

Erano gli anni dello smarrimento generazionale, di confusione sociale, politico e soprattutto esistenziale. Gli anni di tangentopoli e dei paninari. Cantare la verità così com'era fu una novità assoluta.  

4.Dopo tanti successi arrivano gli anni più duri legati all'infamante etichetta da iettatore che ti ha portato ad abbandonare provvisoriamente l'attività discografica per poi tornare in grande stile dopo quasi tre anni di silenzio in cui, comunque, non mancavi di premiare la tua gente con concerti gratis in tutte le piazze italiane. Tutti quelli che ti conoscono sanno che sei una persona allegra e gioviale, come nasce quella assurda diceria?Tu rispetto a Mimì, vittima della stessa cattiveria, hai reagito con più forza. Come si esce da certi incubi?Hai sempre detto che un giorno farai i nomi di chi diede linfa a quella ignobile situazione. E', per caso, giunto quel giorno?

No. Ancora quel giorno non è giunto. Ma non credo che la gente sia cattiva o spietata, credo che la gente si adatti alla società e credo anche che quando ti succede qualcosa per la maggior parte delle volte, sia colpa tua. Gli altri non c'entrano!! Con te stesso devi essere umile, critico, freddo e obiettivo!!

5.Come detto, poi, sei tornato al successo pubblicando altri ottimi lavori di qualità e ritrovando una serenità privata ed artistica che si rispecchia anche nella tua nuova musica in cui è meno evidente la rabbia di un tempo. Come valuti il tuo recente percorso artistico?C'è qualche giovane in cui ti rivedi?

La mia musica la valuto in continua evoluzione e non saprei dove potrebbe andare da domani in poi. Giovani ce ne sono tanti. Gabbani scrive molto bene e Ermal Meta è un grande musicista!! 

6.In un sondaggio tra i nostri lettori, la tua canzone più amata, è risultata "Lontano dai tuoi angeli", vera perla della tua seconda fase artistica. Tra i tuoi numerosissimi successi, per te, qual è più bello?Quale quello che credi andrebbe rivalutato?Quale, infine, quello di un tuo collega che ti sarebbe piaciuto scrivere?

Non sono adatto per giudicare le canzoni che ho scritto. E' bene farlo fare agli altri... Canzoni di altri che avrei voluto scrivere io???Tutte ;)

7.Nella tua carriera hai fatto diversi duetti. Quale collaborazione ti ha dato più soddisfazioni?Con chi ti piacerebbe duettare in futuro?

I duetti che ho fatto mi hanno dato tutti grandi soddisfazioni, altrimenti non li avrei fatti. I duetti sono figli di una complicità artistica. Vengono quando vengono, non è possibile desiderarli o programmarli.

8.In diverse occasioni hai parlato delle difficoltà nella promozione radio-televisiva della musica italiana?Qual è oggi il tuo pensiero?Cosa pensi dei talent show?Faresti da giudice?

I talent hanno salvato la musica in Italia. Quando non c'erano più gli spazi per dare a giovani un barlume di possibilità!! Mi dovessero chiamare?? Non mi hanno mai chiamato...

9.Dopo "Spostato di un secondo" quale sarà il tuo futuro musicale?Conti di continuare su questa linea elettronica, pensi ad altre sperimentazioni o sei più tentato da un ritorno alla melodia che, tra l'altro, non manca nemmeno in questo ultimo lavoro?Hai già qualche nuovo brano nel cassetto?

Ancora non so niente. Il percorso musicale cambia insieme alla mia vita... te lo saprò dire strada facendo...

10.Marco, ti ringrazio infinitamente della tua disponibilità e augurandoti il meglio per il tuo futuro umano e professionale ti chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Un saluto sincero a tutti i lettori de "La musica che gira intorno..." da Marco Masini. Un bacio e a presto.

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24 luglio 2017 1 24 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Franco Battiato 3

Non prestare orecchio alle menzogne,


non farti soffocare dai maligni,


non ti nutrire di invidie e gelosie…

 

(Le aquile non volano a stormi - 2004)

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19 luglio 2017 3 19 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Ivano Fossati 3

E intanto guardo questo amore, 


che si fa più vicino al cielo,


come se dopo tanto amore,


bastasse ancora il cielo…

 

(La costruzione di un amore - 1978)

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14 luglio 2017 5 14 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Francesco De Gregori 2

La storia non ha nascondigli,


la storia non passa la mano.


La storia siamo noi,


siamo noi questo piatto di grano…

 

(La storia - 1985)

 

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10 luglio 2017 1 10 /07 /luglio /2017 23:01

"Putesse essere allero" è uno dei brani che contraddistinuge la prima magnifica fase della carriera di Pino Daniele. Pubblicata nel suo secondo album "Pino Daniele" del 1979, il brano rende il meglio del sound e dello stile inconfondibile dell'artista napoletano che, con questi brani, ha conquistato un posto importante tra i big della musica internazionale. Pino Daniele, nei primi anni di carriera, divenne un vero manifesto per la cultura meridionale del mondo ed in particolare per l'area partenopea di cui divenne presto un simbolo portando la tradizione culturale e musicale della sua terra in tutto il mondo intrecciandola con un blues tutto suo che lo ha reso unico. Accompagnato da musicisti d'eccellenza quali Rino Zurzolo, James Senese, Rosario Jermano ai quali poi si aggiunsero Tony Esposito, Tullio De Piscopo e Joe Amoruso, Daniele portò avanti un onda musicale senza precedenti arrivando a conquistare i palcoscenici più importanti. "Putesse essere allero" è uno dei tanti brani che ben rappresenta quel periodo della sua carriera: spensieratezza mista a malinconia è la sensazione che viene fuori in questi capolavori che trovano la loro forza nella semplicità e nella leggerezza con le quali vengono espressi concetti, talvolta, importanti e talvolta della vita quotidiana. Un mix straordinario, quindi, che ben si lega con le grandi doti degli elementi di quel gruppo e con la caratteristica voce di Pino Daniele. Il brano in questione rappresenta come si potrebbe essere felici rivalutando il valore delle piccole cose che spesso vengono dimenticate dagli uomini sempre in cerca di chissà cosa per essere felici. Daniele invita, quindi, a trovare quella serenità nei piccoli gesti quotidiani e di non avvelenarsi l'esistenza per cercare un qualcosa di utopico che, con tutta probabilità, non si raggiungerà mai. Un concetto semplice ma significativo espresso attraverso il dialetto napoletano, il cui uso, già denota un invito alla semplicità ed alla libertà di agire secondo la propria natura. Un Pino Daniele unico, quello degli esordi, che di tanto in tanto è comparso anche nelle ultime produzioni prima del decesso dove, da artista consolidato, non ha perso occasioni per sperimentare nuove sonorità anche se molti fans, innamorati ancora di quel repertorio, non hanno accolto sempre in maniera positiva gli ultimi lavori. 

 

 

 

     

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9 luglio 2017 7 09 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Fabrizio De André 4

Quei giorni perduti a rincorrere il vento,


a chiederci un bacio e volerne altri cento…

 

(Amore che vieni, amore che vai - 1966)

 

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8 luglio 2017 6 08 /07 /luglio /2017 23:01

"I migliori anni della nostra vita" è uno dei brani più noti ed amati di  Renato Zero, Fiacchini all'anagrafe, eppure non tutti sanno che non si tratta di una composizione dello stesso artista romano. Il brano, infatti, era stato scritto da Maurizio Fabrizio e Guido Morra per la voce di Giorgia che, incredibilmente, lo scartò. In quell'occasione, alla giovane cantautrice mancò quella capacità di capire che si trovava davanti ad un capolavoro assoluto cosa che non mancò al più esperto re dei sorcini. Zero, infatti, accettò subito il brano facendolo suo ed assumendone, naturalmente, la paternità. La canzone venne inserita nell'album "Sulle tracce dell'imperfetto" del 1995 con il quale, Zero, festeggiava i trent'anni di carriera e si addentrava in una nuova fase della sua gloriosa strada artistica: quella della maturità. Il brano consentì alla stella di Zero di brillare di nuova luce e favorì l'avvicinamento delle nuove generazioni alla sua musica dando un ulteriore slancio al suo successo. Arrangiata da Renato Serio, la canzone, assunse una matrice molto vicina allo stile dell'artista romano diventando uno tra i pezzi più popolari e distintivi di Zero. Il titolo del brano prende spunto dal celebre film americano "The best years of our lives", uscito in Italia con lo stesso titolo della canzone, del 1946 diretto da William Wyler e vincitore di ben sette premi oscar. I riferimenti al film, però, si fermano al titolo poichè la rappresentazione cinematografica parla di tre commilitoni della seconda guerra mondiale e del loro ritorno alla vita civile. "I migliori anni della nostra vita" verrà poi inserita nei live "Amore dopo amore, tour dopo tour" del 1999 e "Figli del sogno" del 2004 mentre al "Live 8" del 2005, Renato, esegue questa canzone accompagnato da Claudio Baglioni e Laura Pausini. Il brano, inoltre, ha ispirato anche il titolo della fortunata trasmissione televisiva "I migliori anni" ideata e condotta da Carlo Conti dove viene usata come sigla e come leitmotiv. Come tutti i grandi successi, anche questa canzone, è stata oggetto di diverse cover come quella in spagnolo di Marta Sanchez dal titolo "Los mejores anos de nuestra vida" o quelle in italiano di Mina e di Mango. Un frammento del brano, preso dal dvd, è stato inserito anche nelle scene finali del film "Il divo" di Paolo Sorrentino del 2008 dove si vede il senatore Giulio Andreotti, interpretato da Toni Servillo, guardare insieme alla moglie il video della canzone. Un classico, quindi, della musica italiana che ha segnato una fase importante della storia di un artista che ha saputo capire la forza di un brano che, anche se non nato dalla propria penna, ben si poteva adattare al proprio stile e lo ha portato ad essere, grazie alla sua interpretazione, uno dei pezzi più conosciuti ed amati dell'intera discografia italiana.

 

 

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5 luglio 2017 3 05 /07 /luglio /2017 23:01

"La canzone di Marinella" è un brano di Fabrizio De Andrè del 1964 e pubblicato in un 45 giri insieme a "Valzer per un amore". Arrangiata da Gian Piero Reverberi, la canzone, ebbe un'importanza significativa per il cantautore genovese soprattutto in tema di popolarità anche grazie all'interpretazione di Mina che consentì al brano ed all'autore una visibilità molto più estesa su tutto il territorio nazionale. I due artisti ne fecero anche una versione in duetto ma gli amanti della musica di De Andrè non restarono particolarmente colpiti dal brano considerandolo popolare e poco adatto al repertorio solito del cantautore ma la canzone, sebbene appaia come una storia d'amore e presenti alcune rime facili non è per niente commerciale e tanto meno leggera visto anche il triste epilogo della protagonista. In realtà il brano, infatti, nasce da un fatto di cronaca che vede come vittima una prostituta uccisa e massacrata lungo un torrente. Una storia triste che più volte si è ripetuta nella storia e che De Andrè ha voluto trascrivere in musica prendedosi qualche licenza poetica che gli ha permesso di trasformare una tragedia in una storia d'amore ove solo la fatlità rompe l'idillio. ""La canzone di Marinella" non è nata per caso, semplicemente perchè volevo raccontare una favola d'amore. E' tutto il contrario. E' - dichiarò De Andrè - la storia di una ragazza che a sedici anni ha perduto i genitori, una ragazza di campagna dalle parti di Asti. E' stata cacciata dagli zii e si è messa a battere e si è messa a battere lungo le sponde del Tanaro, e un giorno ha trovato uno che le ha portato via la borsetta dal braccio e l'ha buttata nel fiume. E non potendo far niente - concluse l'artista - per restituirle la vita, ho cercato di cambiarle la morte.". A chi, invece, ritenesse che la canzone non fosse all'altezza della sua produzione il cantautore disse: "...una tavoletta zeppa di concessioni retoriche, è vero. Uno come me, quando ha quasi trent'anni, deve pur pensare che non ha nè cassa malattie nè pensioni: e la famiglia, Gesù, è una cosa concreta. Quindi pensa anche al guadagno." ed, inoltre, dicharò : "non cosidero "La canzone di Marinella" nè peggiore nè migliore di altre canzoni che ho scritto. Solo che le canzoni si distinguono in fortunate e sfortunate, e probabilmente il fatto che Marinella facesse rima con parole come "bella" o come "stella" l'ha resa più fortunate delle altre.". Naturalmente alcune rime facile ed un testo diretto ha consentito al brano una ricezione ed una comprensione accessibile al grande pubblico ma ciò non toglie nulla alla grande portata poetica del testo di De Andrè. Come detto, grande risalto al brano, venne dato dall'esecuzione di Mina, figura all'epoca certamente più popolare del cantautore ligure. Oltre a Mina, la canzone, negli anni successivi è stata reinterpretata, tra gli altri, anche da Gianni Morandi, Renato Zero, Dori Ghezzi, Roberto Ferri in francese col titolo "La romance de Marinella" e dal figlio Cristiano De Andrè. In quanto alla storia che ispirò la canzone, la prostituta rispondeva al nome di Maria Boccuzzi e fu ritrovata nel fiume Olona (e non nel Tanaro come dichiarato dallo stesso De Andrè) nel 1953. La donna, che era anche una ballerina, fu crivellata di colpi. Una storia triste di come se ne leggono ancora oggi tra i fatti di cronaca ma che colpì la sensibilità di un genio come De Andrè che grazie alla sua arte è riuscito a donare una sorta di eternità a questa sfortunata vittima della cattiveria umana.

 

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4 luglio 2017 2 04 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Francesco Guccini 2

Bisogna saper scegliere in tempo,


non arrivarci per contrarietà:


Tu giri adesso con le tette al vento,


io ci giravo già vent'anni fa…

 

(Eskimo - 1978)

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