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  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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Citazione del mese

"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

la verità che muore..."

Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

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6 novembre 2016 7 06 /11 /novembre /2016 00:01
Marco Masini - "Principessa" - (G.Bigazzi - M.Masini) - "Il cielo della vergine" 1995

Gemelli DiVersi - "Mary" - (A.Merli - F.Stranges - E.Busnaghi - L.Aleotti) - "Fuego" 2002

Luca Barbarossa - "L'amore rubato" - (L.Barbarossa - P.Pirazzoli) - "Non tutti gli uomini" 1988

Renato Zero - "Qualcuno mi renda l'anima" - (R.Fiacchini) - "Invenzioni" 1974

Adriano Celentano_Nada - "Il figlio del dolore" - (G.Rapetti - G.Bella - A.Celentano) - "Esco di rado e parlo ancora meno" 2000

Carmen Consoli - "Mio zio" - (C.Consoli) - "Elettra" 2009

Mia Martini - "La vergine e il mare" - (L.Matalon - J.Musy - A.De Sanctis) - "Oltre la collina" 1971

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5 novembre 2016 6 05 /11 /novembre /2016 00:01
Citazioni: Nino D'Angelo 1

"...Nun me scurda' nisciuna sera,

 

ca io nun m'addormo se nun chiamme,

 

pecche' me serve 'a voce toia,

 

pe me senti' nu coccheruno..."

 

(Guagliò - 1997)

 

Traduzione: "Non dimenticarmi nessuna sera, che non mi addormento se non chiami, perchè mi serve la tua voce, per sentirmi un qualcuno"

 

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3 novembre 2016 4 03 /11 /novembre /2016 00:01
Marco Masini - "Cenerentola innamorata" - (G.Bigazzi - M.Masini .Dati) - "Malinconoia" 1991

Gianna Nannini - "Morta per autoprocurato aborto" - (G.Nannini) - "Gianna Nannini" 1976

Francesco Guccini - "Piccola storia ignobile" - (F.Guccini) - "Via Paolo Fabbri 43" 1976

Vasco Rossi - "Laura" - (V.Rossi) - "Canzoni per me" 1998

Nek - "In te(il figlio che non vuoi)" - (G.Isgrò - F.Neviani - A.De Sanctis) - "In te" 1993

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2 novembre 2016 3 02 /11 /novembre /2016 00:01
Citazioni: Franco Califano 2

"...Com'è, com'è, com'è,

 

che c'era posto pure per le favole,

 

e un vetro che rilucicca,

 

sembrava l'America,

 

e chi l'ha vista mai..."

 

(La nevicata del '56 - 1990)

 

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1 novembre 2016 2 01 /11 /novembre /2016 00:01
Sondaggi: La più bella di... Nicola Di Bari
La più bella di... Nicola Di Bari
 
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31 ottobre 2016 1 31 /10 /ottobre /2016 00:01

La più bella di...

 

X Neri per Caso: "Le ragazze" 67%

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28 ottobre 2016 5 28 /10 /ottobre /2016 23:01
Citazioni: Renato Zero 2

"Madre, quei segni sul mio corpo,

 

certo, non li hai capiti mai!

 

In quel gioco losco,

 

vinsi un aquilone, 

 

e persi l'anima!

 

persi l'anima,

 

persi l'anima,

 

persi l'anima,

 

Qualcuno mi renda l'anima!"

 

(Qualcuno mi renda l'anima - 1974)

 

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26 ottobre 2016 3 26 /10 /ottobre /2016 23:01
Citazioni: Franco Califano 1

"Io piango,

 

quanno casco nello sguardo de' 'n cane vagabondo perchè,

 

ce somijamo in modo assurdo,

 

semo du soli al monno;

 

Me perdo,

 

in quell'occhi senza nome,

 

che cercano padrone,

 

in quella faccia de malinconia,

 

che chiede compagnia..."

 

(Io nun piango - 1977)

 

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24 ottobre 2016 1 24 /10 /ottobre /2016 23:01
Citazioni: Roberto Vecchioni 2

"Io non appartengo al tempo del delirio digitale,

 

del pensiero orizzontale,

 

di democrazia totale.

 

Appartengo a un altro tempo scritto sopra le mie dita,

 

con i segni di chitarra che mi rigano la vita.

 

Io l'ho vista la bellezza e ce l'ho stampata in cuore,

 

imbranata giovinezza a ogni antico nuovo amore."

 

(Io non appartengo più - 2013)

 

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23 ottobre 2016 7 23 /10 /ottobre /2016 23:01

Pubblicata nel 1990 all'interno dell'album "Le nuvole", la canzone "Don Raffaè", scritta da Fabrizio De Andrè e Massimo Bubola e musicata da Mauro Pagani, divenne subito uno dei pezzi più particolari del repertorio del cantautore genovese sia per l'uso del dialetto napoletano e sia per il tema trattato che includeva l'allusione, confermata dallo stesso De Andrè, a Raffaele Cutolo, noto boss della camorra e fondatore della NCO - Nuova Camorra Organizzata. Il testo racconta di Pasquale Cafiero, un brigaderie del carcere napoletano di Poggioreale e del suo rapporto confidenziale condito da un ossequioso servilismo con uno dei detenuti che risponde al nome di Don Raffaè appunto. L'ammirazione e il rispetto provata verso quest'uomo definito geniale lo porta ad chiedergli piccoli piaceri come il prestito di un elegante cappotto e raccomandazioni per il fratello disoccupato. Questi colloqui interessati ed intrisi in realtà di corruzione e sottomissione prendono il carattere d'incontri amichevoli attraverso quella tazzina di caffè che la guardia sorseggia come consuetudine con l'eccellente ospite. La canzone, infatti, non è altro che la rappresentazione del regime carcerario privilegiato destinato alle persone che contano e alla ruffianeria di agenti scorretti che pur di avere favori personali si dimenticano del loro ruolo di tutori della legge e si lasciano piacevolemente corrompere dagli uomini di potere diventando, tra quelle mura, loro umili servitori. Il ritratto descritto da De Andrè non lasciò indiffrente Raffaele Cutolo che si riconosse in quel personaggio e dal carcere di Ascoli Piceno decise di scrivere una lettera al poeta ligure dove si complimentava con l'artista per la canzone e si chiedeva come avesse fatto a cogliere alcuni aspetti della sua personalità senza averlo mai incontrato e come fosse riuscito a descrivere così dettagliatamente la sua situazione carceraria. Inoltre aggiunse che non si era affatto offeso e che aveva molto gradito il verso "Don Raffaè voi politicamente, io ve lo giuro sarebbe 'nu santo". Il boss della camorra, tra l'altro, insieme alla lettere spedì a De Andrè anche un libro di poesie, di cui un paio definite davvero pregevoli dallo stesso De Andrè, magari con l'intento che il cantautore le mettesse in musica. Faber che dichiarerà la sua sorpresa per questa lettera si definì "facile profeta" poichè, sebbene il testo alludeva a Cutolo, né lui né Bubolo, coautore del brano, disponevano di notizie di prima mano sulla sua detenzione. In ogni caso, De Andrè, rispose a quella missiva ringraziando il boss con tono gentile e distaccato lasciandolo libero di pensare che la canzone fosse ispirata a lui o meno. In seguito, De Andrè, dichiarò di aver ricevuto una seconda lettera da Cutolo alla quale non aveva risposto spiegando che: "Un carteggio con Cutolo non mi sembra il massimo. Per finire in galera basta assai meno.". La disponibilità dimostrata in questa corrispondenza con un boss della camorra, ora custodita insieme a tanti altri cimeli al Centro Studi Fabrizio De Andrè nella facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena, palesa la grandezza di un uomo che, da grande poeta, sapeva parlare proprio a tutti anche se, l'artista genovese, non concordava con questa definizione poichè a suo dire : "A fare poesia dopo i tredici anni rimangono solo due categorie di persone: i poeti e i cretini. Per precauzione preferisco considerarmi un cantautore.". 

 

 

 

 

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