Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"...Ricorda Signore questi servi disobbedienti

alle leggi del branco,

non dimenticare il loro volto,

che dopo tanto sbandare,

è appena giusto che la fortuna li aiuti,

come una svista, come un'anomalia, come una distrazione,

come un dovere..."

Fabrizio De André & Ivano Fossati - Smisurata preghiera

Sondaggi

La Sfida dei 100, 3°Fase-9°Sfida
 
 
 
 
pollcode.com free polls
25 marzo 2020 3 25 /03 /marzo /2020 00:01

"Gli spari sopra" è una cover incisa da  Vasco Rossi da "Celebrate" della band irlandese "An Emotional Fish" e pubblicata nell'omonimo album del 1993. Scritta da Gerard Whelan, Martin Murphy, David Frew e Enda Wyatt e pubblicata nel 1990 nel disco d'esordio del gruppo che portava per titolo proprio "An Emotional Fish", la canzone, venne tradotta ed adattata in italiano dallo stesso Vasco Rossi che la pubblicò prima come singolo insieme a "Delusa", "Se è vero o no" e "L'uomo che hai di fronte". Già dal singolo si intuì la forza di questa canzone arrivando a vendere oltre 200 mila copie in tre giorni. Insieme al lancio del singolo venne diffuso anche il videoclip trasmesso in contemporanea da ben 180 sale cinematografiche e girato nello stesso penitenziario dove venne girato il film "Fuga da Alcatraz" di Don Siegel del 1979 e tratto dal libro di J.Cambell Bruce del 1963. Anche il disco, come il singolo, ottenne un grosso di riscontro dal pubblico ottenendo ben 10 dischi di platino. In seguito a questo successo venne realizzato anche un VHS nel 1994 diretto da Stefano Salvati con immagini riprese dal tuor nato da questo disco che rappresenta uno dei più lunghi di tutta la sua carriera: durò, infatti, per sei mesi in cui Vasco cantò in 44 tappe. Il VHS venne poi ristampato in DVD nel 2006. Il testo del brano rappresenta lo spirito di ribellione dei giovani ad un certo sistema che vigeva nella società italiana a quei tempi. Un sistema che spesso premiava i furbi, gli ipocriti e quelli che riuscivano a manipolare a proprio piacimento e per i propri interessi il pensiero ed i comportamenti della società. L'autore, quindi, ipotizza uno scenario capovolto dove chi va controcorrente assume il comando della massa a discapito di chi, fino ad allora, aveva giovato del loro sostegno attraverso loschi mezzucci o false promesse. Un successo straordinario, quindi, che conferma la figura di Vasco come artista e, soprattutto, come trascinatore di masse in un periodo storico in cui i giovani cercavano una guida per evadere da un determinato contesto civile perbenista e, talvolta, estremamente politicizzato. Una figura, quindi, che rompesse gli schemi e che liberasse da quella morsa moralista che opprimeva la ribellione e le idee delle nuove generazioni. All'epoca, nessuno come Vasco, seppe assumere quel ruolo nel migliore dei modi: lui era ciò che i giovani chiedevano e che seguono ancora oggi che il rocker di Zocca si è trasformato in un divulgatore virtuale attraverso le attuali forme di comunicazione, ovvero, i social network restando sempre a passo coi tempi.

 

 

 


 

Altro su:

Vasco Rossi

Condividi post

Repost0
24 marzo 2020 2 24 /03 /marzo /2020 00:01

"Inevitabile follia" rappresenta l'esordio discografico in italiano di  Raf, all'anagrafe Raffaele Riefoli ed è stata pubblicata nell'album "Svegliarsi un anno fa" del 1988. Come detto, questo, fu il primo disco in italiano per l'artista pugliese che aveva esordito nel mondo musicale con l'album, in inglese, "Self Control" nel 1983. In realtà, il primo approccio con la lingua italiana Raf lo ebbe nel 1987 quando in coppia con Umberto Tozzi presentò "Gente di mare" all'Eurovision Song Concert classificandosi terzo. In qualità di autore, invece, era stato coautore sempre nel 1987 di  "Si può dare di più" portata al trionfo a Sanremo da Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri, che sostituì lo stesso Raf che per volontà dello stesso artista il quale non voleva ancora cantare in italiano ma preferiva presentarsi al pubblico solo in inglese. Dopo il successo di "Gente di mare", però, Raf sciolse le sue personali riserve verso la lingua italiana nella musica e con la collaborazione di diversi grandi autori diede vita al suddetto album. Tra gli autori che presero parte al progetto oltre allo stesso Raf ci sono il suo scopritore Giancarlo Bigazzi, Lucio Dalla, Gaetano Curreri e Francesco Baccini. Sempre nell'ambito degli autori è da segnalare anche la presenza di Alfredo Rapetti, in arte Cheope, figlio di Giulio, ovvero Mogol. Il brano che dà il titolo all'album scritto da Bigazzi-Raf parla di un tema difficile come la sieropositività mentre "Inevitabile follia", scritta dagli stessi autori e che fece da traino all'intero disco, parla della forte passione di due ragazzi innamorati. Il brano venne presentato al 38° Festival di Sanremo, il primo per l'artista, e si classificò undicesimo ma questo risultato non proprio esaltante diede comunque la giusta visibilità ad un artista che farà molta strada e saprà farsi valere nella giungla della discografia italiana. Come detto, l'album, presentato dopo questa partecipazione al Festival è un concentrato di passione, intensità e poesia che ben rappresenta lo stile e la direzione artistica che Raf seguirà in tutta la sua rispettabile storia futura nel mondo della musica. Negli anni successivi Raf si confermerà con altri successi consolidando la sua posizione tra gli artisti più quotati degli anni '90 ed ancora oggi continua a proporre una musica di ottima qualità.

 

 

 


 

 

Altro su:

Enrico Ruggeri

Francesco Baccini

Gaetano Curreri

Giancarlo Bigazzi

Gianni Morandi

Lucio Dalla

Raf

Sanremo Story

Umberto Tozzi

Condividi post

Repost0
23 marzo 2020 1 23 /03 /marzo /2020 00:01

"Mai più da soli" è il singolo lanciato da Renato Zero che anticipa "Zero il folle", prossimo album dell'artista in pubblicazione ad ottobre. Registrato e prodotto a Londra, il disco, si avvale di una nuova collaborazione con Trevor Horn dopo quella del 2003 per l'album "Amo". Il brano apripista ci mostra un Renato in grande forma che ci esorta a concedersi al contatto, allo scambio fisico ed intellettuale senza aver paura del confronto rifugiandosi dietro ad uno schermo in cerca di facili ma false illusioni. I nostri tempi, l'avvento della tecnologia, dei social, degli smartphone e delle infinite applicazioni ci porta verso una vita virtuale e sempre più tendente alla solitudine effettiva. Non ci si fida più delle persone reali ma poi ci si concede senza remore ad un qualunque profilo fittizio confidando il nostro essere più profondo senza sapere veramente chi si nasconde dietro a quel nome e quella foto senza anima. Allo stesso modo, poi, ci si costruisce un proprio mondo ed un proprio personaggio "social" attraverso selfie ed eccessi sempre alla ricerca di nuovi follower che ci confermino di essere vivi, seguiti, visibili, che ci diano una forma di eternità e che ci salvino dall'anonimato e dall'indifferenza della rete. Zero, quindi, ci invita all'abbraccio, all'incontro, a scappare da una solitudine che ha cambiato pelle, una solitudine che si veste di "social" e ci scaraventa, piano piano, nel reale oblio. Un messaggio importante, dunque, che non deve demonizzare internet o i dispositivi che ci consentono questa estensione della vita reale ma deve sensibilizzare, soprattutto le nuove generazioni, all'uso corretto e misurato dei suddetti senza dimenticarsi che ai confini di un display c'è un mondo ed una umanità tutta da vivere, finché si è in tempo!    

Condividi post

Repost0
22 marzo 2020 7 22 /03 /marzo /2020 00:01

"Come lacrime nella pioggia" è uno dei brani, e primo singolo, dell'ultimo album di Enrico Ruggeri "Alma". Il testo parte da una citazione, il titolo, dal film "Balde Runner" di Ridley Scott per poi svilupparsi in un pop-rock avvolgente tipico dell'artista che accompagna un testo attento e di grande spessore. Il cantautore, tra i massimi esponenti della nostra musica, ci mette davanti ad una considerazione cruda e realistica sulla vita di ognuno di noi. La forza che ci spinge a vivere, costruire, nel caso di Ruggeri a scrivere ancora musica credendo in ciò che fa, è l'unica cosa che rimane di noi e che ci accompagnerà per sempre. Gli aspetti fisici, culturali, intellettuali che attraversano le varie fasi della vita sono destinati inevitabilmente a mutamenti atti all'età, all'esperienza, allo studio e, quindi, l'intero bagaglio che un uomo coltiva, arricchisce, snellisce, cambia di giorno in giorno risultando alla fine dei giorni evanescente. Tutto si cancella "Come frasi che hai scritto in spiaggia, come lacrime nella pioggia" appunto. Solo quella forza interiore, quello spirito identificabile con l'amore verso una persona, verso una professione, verso un arte non ci lascerà mai ed anche dopo di noi, se quello stesso sentimento è stato onorato al massimo, avrà prodotto qualcosa che andrà oltre la materia. Nel caso dell'artista, ad esempio, ci resteranno le sue opere che sono frutto dell'amore, della passione e, quindi, di quella forza insita nel suo animo che lo ha spinto verso l'immortalità. Anche noi comuni mortali, nel nostro piccolo, mettendo a frutto al meglio quella risorsa rimarremo, anche dopo la morte, sempre vivi nella memoria di chi ha ricevuto da noi quell'amore. Apparentemente, quindi, nulla resta di noi ma ci conviene amare e non sprecare la nostra forza per lasciare una traccia del nostro passaggio che nemmeno la pioggia potrà cancellare.      

Condividi post

Repost0
21 marzo 2020 6 21 /03 /marzo /2020 00:01

"Erba di casa mia" è un grande successo di Giovanni Calone ovvero,  Massimo Ranieri del 1972 e pubblicata nell'omonimo album. Scritta da  Giancarlo Bigazzi, Enrico Polito e Gaetano Savio, la canzone, venne presentata dall'artista napoletano a "Canzonissima" dello stesso anno dove si classificò al primo posto vincendo il duello con l'amico e rivale di quei tempi Gianni Morandi che presentava "Il mondo cambierà". Da scaramatico, Ranieri, indossò per il suddetto show lo stesso smoking con il quale due anni prima vinse con "Vent'anni" la medesima manifestazione. Tanta la tensione accumulata durante la gara che Ranieri fu vittima di un piccolo malore quando Pippo Baudo annunciò la sua vittoria. All'epoca Ranieri commentò la vittoria con queste parole: "Questo trionfo significa il riscatto di tanti mesi di umiliazioni, dispiacieri e malignità" rivolgendosi, pricipalmente, al mondo della discografia. Per ciò che riguarda le vendite, il singolo risultò tra i più venduti dell'anno arrivando a raggiungere anche il primo posto nelle classifiche italiane. Il testo, invece, rappresenta un ricordo nostalgico di tempi andati: dai calci ad un pallone ai primi teneri e amori. Nel brano, quindi, avviene una sorta di bilancio della vita che, arrivati ad un certo punto della stessa, può essere raffigurata come "uno strano gioco da equilibrista" per gli alti e bassi che la stessa vita ci propone. Ma nel brano viene rappresentata anche quella voglia di tornar bambini che spesso assale nei momenti di forte nostalgia. Un brano magnifico e senza tempo, quindi, che nasce dalla grande penna di Giancarlo Bigazzi, sicuramente uno dei più profondi autori della storia della musica italiana e portata al successo da quell'eccezionale interprete che è Massimo Ranieri, un vero artista completo capace di emozionare e di far penetrare nell'anima e nel cuore ciò che canta come davvero in pochi sanno fare nel nostro Paese.

 

 

 

Condividi post

Repost0
20 marzo 2020 5 20 /03 /marzo /2020 00:01

"Ci vorrebbe un amico" è uno dei brani più noti della discografia di  Antonello Venditti ed è stato pubblicato nel 1984 nell'album "Cuore" e, come singolo, in un 45 giri insieme a "Notte prima degli esami" per poi essere inserito in ben sei raccolte uscite dal 1985 al 2009. Il singolo ebbe un enorme successo confermando l'amore del pubblico italiano verso il cantautore romano il cui nome era già all'epoca tra le grandi firme della nostra musica. Tanti i successi di Venditti, infatti, che hanno contribuito a rendere ricco il patrimonio musicale italiano. Il testo di "Ci vorrebbe un amico" esprime il desiderio del protagonista di avere una persona cara al suo fianco per dimenticare una importante storia d'amore ormai finita. Un sostegno, quindi, quello che cerca l'uomo della canzone in un momento di particolare sconforto morale. Una persona con la quale condividere quel dolore e per cancellare tutto il male che la fine di questa relazione ha portato nel suo stato psico-fisico. Nonostante la ricerca di aiuto per dimenticare quella donna, il protagonista, ne è ancora innamorato al punto di perdonargli il dolore provocatogli e di aspetterla sotto il suo portone per provare a ricucire il rapporto. Nel testo viene citato anche Dante Alighieri nel verso "E se amor che a nulla ha amato, amore, amore mio perdona..." che richiama i celebri versi del V canto dell'Inferno nella "Divina Commedia". Inoltre, la canzone, è stata oggetto anche di una simpatica cover ad opera di Rosario Fiorello che nel suo album "Nuovamente falso" del 1992 la proposta imitando proprio la voce del cantautore romano. Un successo straordinario, quindi, che è solo una ulteriore conferma delle capacità autoriali ed espressive di uno dei cantautori più importanti del nostro panorama musicale che ancora oggi riesce a regalare emozioni attraverso la sua grande musica.

 

 

 


 

Altro su:

Antonello Venditti

Rosario Fiorello

Condividi post

Repost0
19 marzo 2020 4 19 /03 /marzo /2020 00:01

"Firenze Santa Maria Novella" è un brano di  Pupo, Enzo Ghinazzi all'anagrafe, inciso nell'album "Più di prima" del 1980 e scritto in collaborazione con Paolo Barabani. Inoltre il brano venne pubblicato anche in un 45 giri insieme a "Cosa farai". Questo album, terzo lavoro discografico dell'artista, arriva dopo un primo approccio con il successo dovuto a "Ciao" e, soprattutto, a "Gelato a cioccolato" della fine degli '70 scritta in collaborazione con Cristiano Malgioglio che gli porta notorietà ed i primi incassi importanti sul mercato discografico. Ma è proprio nel 1980 che arriva il suo cavallo di battaglia, infatti, nel suddetto album è presente anche la notissima "Su di noi" che Pupo presenta al Festival di Sanremo piazzandosi terzo nell'edizione vinta da Toto Cutugno con "Solo noi". L'album "Più di prima" vincerà il Premio Gondola d'oro nel 1981 oltre ad essere tradotto in diverse lingue ed essere immesso su gran parte del mercato europeo. Pupo, infatti, ancora oggi è uno dei cantanti italiani più apprezzati all'estero ed, in particolare, nei Paesi del nord d'Europa. Subito dopo "Su di noi", in termini di successo per quel disco, arriva la particolarissima "Firenze S. Maria Novella" che sarebbe il nome della stazione ferroviaria principale del capoluogo toscano sita nell'omonimo storico quartiere della città. Nato a Ponticino, frazione del comune di Laterina in provincia di Arezzo, Pupo è legatissimo alla sua terra tanto da voler dedicare alla mgnifica città di Firenze questo dolcissimo brano. Il testo parla proprio della stazione che secondo l'artista è lo specchio della città e, per tale motivo, racchiude usi, costumi, pregi e difetti del luogo e della sua gente. Viene, quindi, citata la bellezza artistica della città, la passione per la squadra calcistica della Fiorentina e per il suo simbolo Giancarlo Antognoni, il giornale della città "La Nazione", la relativa tranquillità in termini di criminalità e caos rispetto alle stazioni delle altre grandi metropoli italiane e anche lo spirito sognante della città che, secondo l'artista, appare "povera ancora di vergogna". Pupo parla anche dei pendolari che affollano la stazione e dei tanti turisti che giurano di ritornarci perchè come lo stesso testo, giustamente, dice: "A Firenze, sulla mia parola, non vedi niente in una volta sola". L'artista non dimentica di sottolineare la vita notturna della stazione, per certi versi molto simile, tra l'altro, a tutte le altre grandi stazioni italiane, dove non mancano clochards e travestiti. Una canzone molto particolare, quindi, che rappresenta tutto il fascino di una città unica ed esprime il valore di un autore, spesso bistrattato dai media e dalla satira, ma capace di ottimi slanci artistici come per il suddetto brano.

 

 

 


 

 

Altro su:

Pupo

Toto Cutugno

 

Condividi post

Repost0
18 marzo 2020 3 18 /03 /marzo /2020 19:33
Intervista con... Marco Masini (II)

1. Marco sono 30! Complimenti per questo prestigioso traguardo che deve essere solo un nuovo inizio. Oggi che "...hai vinto tutto...", per la collettività, hai consolidato il tuo nome nell'olimpo dei grandi e tutti ora, talvolta in maniera falsa, ti inondano di messaggi di stima e di applausi. Non tantissimi anni fa, però, non era così; Calcavi palchetti di piccoli paesi accompagnato solo dai tuoi fedelissimi fans e vivevi una lotta interiore tra la voglia di smettere e la passione per la musica che ti spronava ad andare avanti. Per fortuna quest'ultima ha avuto la meglio alla faccia di elementi della discografia, dei media, dell'ambiente musicale che ieri ti ostacolavano e che ora, magari, ti strizzano l'occhio. Tu hai sempre trattato la vicenda da gran signore, non facendo nomi e quasi lasciando scorrere la cosa nel dimenticatoio ma, mi chiedevo, dopo tutto quello che ti hanno fatto vi è stato qualcuno che ha avuto il coraggio e la forza di scusarsi con sincerità? E c'è stato un complimento da qualcuno che proprio non ti aspettavi? Nel caso, è possibile svelare i nomi?

Credo che tutte le cose che ti succedono durante un percorso artistico ti aiutino a crescere, maturare ed evolverti. Credo quindi che nessuno si debba scusare con me perché è anche grazie a lui che ho capito i miei errori !! 

2. "Masini+1" è un vero gioiello. Belli duetti su grandi canzoni e inediti di qualità dove spicca la perla "Non è così" oltre a "Il confronto". In merito al disco, però, non si sarebbe potuto osare utilizzando i duetti su brani meno noti al grande pubblico al fine di dargli nuova luce? Lo dico perché sono tanti i capolavori nascosti nella tua discografia che non hanno avuto la giusta divulgazione mediatica e sarebbe stato bello offrire questa possibilità di riscoprirli alle nuove generazioni di utenti musicali. Tra l'altro, non potevo non notare l'assenza tra i duetti di alcuni amici colleghi che mi sarei aspettato come Enrico Ruggeri o Raf per citarne due. Vi è qualche ragione particolare? Inoltre come mai non hai pensato di inserire la strepitosa cover di "Vacanze romane" con Arisa? 

Le scelte fatte riguardanti i duetti e i pezzi inediti, le ho fatte insieme a Sony, seguendo anche le loro direttive tecniche e artistiche !!

3. In attesa della grande festa all'Arena di Verona di Settembre che chiuderà questo trentennale i tuoi fans già sono curiosi di come inizierà il 31° anno. Vi sarà un dvd del concerto? Hai già qualcosa di nuovo tra le mani? Cosa ti aspetti dal futuro?

In questo momento di piena emergenza sanitaria è difficile per tutti fare qualsiasi tipo di previsione !!

4. Ringraziandoti per la tua consueta disponibilità e rinnovandoti i più sinceri complimenti per la tua storia artistica ed umana ti invito a lasciare un saluto a tutti i lettori del blog. 

Un saluto a tutti i lettori di “La musica che gira intorno” augurandoci di poterci riabbracciare presto.
Marco Masini

Condividi post

Repost0
18 marzo 2020 3 18 /03 /marzo /2020 00:01

"Da Napoli e New York" è un brano pubblicato da  Aleandro Baldi, Civai all'anagrafe, nel 1992 all'interno dell'album "Il sole". Scritta dallo stesso Baldi in collaborazione con il produttore dello stesso disco e di gran parte dei lavori dell'artista toscano  Giancarlo Bigazzi ed arrangiata da Marco Falangiani, il brano, inizia parlando del nonno del protagonista fuggito in America dalla sua Napoli agli inizi del '900 per evitare un arresto dovuto all'omicidio di un boss che pretendeva il pizzo. L'uomo citato nel brano si ribellò al racket ma senza affidarsi alle forze dell'ordine nè denunciando il fatto bensì risolvendo la questione con una pistola. Da questo comportamento si comprende la matrice dell'uomo e della mentalità che esisteva in quell'epoca nel sud d'Italia e che ancora oggi non è del tutto debellata. Dal testo di deduce che lo stesso uomo, una volta in America, non si limitò ad una vita regolare ma da ciò che racconta il nipote, protagonista del brano, si deduce che si era ritagliato un posto d'onore nella malavita locale e che anche lo stesso nipote, nato in America, aveva seguito la medesima strada. Il ragazzo, infatti, racconta questa storia dall'Ucciardone, carcere di Palermo, dove evidentemente è stato trasferito. Si trova, quindi, a vivere la stessa nostalgia della propria patria vissuta dal nonno avendo, però, opposti natali. Il giovane, infatti, è americano di nascita e sogna il Bronx ricordando quella canzone che imparò dal nonno, il quale con superbia, la cantava in faccia all' FBI. Il brano si conclude con il desiderio di raggiungere il proprio luogo di nascita che lo spingerebbero perfino ad attraversare a piedi un ipotetico ponte da Napoli a New York, qualora esistesse. Napoli e New York, infatti, si trovano alla stessa latitudine ovvero all'altezza del 41° parallelo. Un rapporto stretto, quindi, quello tra le due città che in passato hanno rappresentato una tratta significativa per la mafia italo-americana ed anche per tutti quei disoccupati del sud che andavano a cercare fortuna negli Stati Uniti d'America. Storie, quindi,di emigranti, di miseria e di affari loschi che Aleandro Baldi ha ben disegnato in questa affascinante canzone che rappresenta la vita e la mentalità di quegli anni particolarmente difficili per il nostro meridione. Un ulteriore esempio, quindi, della grande capacità autoriale e della sensibilità di un artista fuori dal comune che meriterebbe molto più spazio nell'attuale mondo mediatico per tutto ciò che ha regalato alla nostra storia musicale e per tutto quello che ancora oggi, anche senza pubblicità, continua a proporre.

 

 

 


 

 

Altro su:

Aleandro Baldi

Giancarlo Bigazzi

Condividi post

Repost0
17 marzo 2020 2 17 /03 /marzo /2020 00:01

"Messico e nuvole" è un brano del 1970 ed è stata scritto per la musica da Paolo Conte con la collaborazione di Michele Virano mentre il testo è di Vito Pallavicini. A lanciarla nel mondo discografico è Enzo Jannacci nell'album "La mia gente" proprio del 1970 con il titolo "Mexico e nuvole". Nel 1988, invece, sarà lo stesso Conte ad inciderla nel disco "Paolo Conte live" e nello stesso anno la canzone compare anche in un altro album di Jannacci intitolato "Quando un musicista ride". Tra le altre cover c'è da sottolineare la grande interpretazione di Fiorella Mannoia che la pubblica nell'album "Concerti" del 2004 e quella di Giuliano Palma & the bluebeaters per il disco "Long Playing" del 2005. Brano, quindi, che ha attraversato le epoche non perdendo mai la sua forza e la sua brillantezza che lo hanno reso sempre affascinante. "Messico e nuvole" ha ispirato, tra le altre cose, anche uno spettacolo teatrale di Angelo Orlando. Il testo del brano parla di un amore lontano provato da un uomo verso una donna che vive in Messico e che viene definito "amore di contrabbando". L'uomo desiste dal tornare in Messico preferendo di restare nella propria realtà e di osservare con malinconia il proprio cielo pensando al suono di una chitarra che accompegnarà i passi della donna che vive "la faccia triste dell'America". A sottolineare quest'aria malinconica c'è quel suono di un'armonica soffiata dal vento e la continua voglia di piangere che viene al protagonista innamorato ma poco convito ad oltrepassare le barriere logistiche e culturali per amore. L'autore, quindi, si chiede anche della incoscienza degli uomini nel pronunciare tanti si e, quindi, di sposarsi pur sapendo di vivere un amore provvisorio, matrimoni che appaiono come "situazioni di contrabbando". Amore e malinconia, mancanza di coraggio e di spirito di avventura, legame con la propria terra ma anche una sorta di egoismo, sono un po' i temi che emergono da questa canzone dal ritmo affascinante e coivolgente. Un successo della nostra musica figlio di una squadra di autori guidata da un grande nome quale quello di Paolo Conte.

 

 

 


 

Altro su:

Enzo Jannacci

Fiorella Mannoia

Giuliano Palma

Paolo Conte

 

Condividi post

Repost0

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua, Pagina Facebook e Donazioni

English French German Spain Italian Dutch Russian Portuguese Japanese Korean Arabic Chinese Simplified
 


this widget by www.AllBlogTools.com

La musica che gira intorno

Promuovi anche tu la tua Pagina

Chat

Flag Counter

Flag Counter