Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"Se ci ritroveremo tutti in fondo al lungo viaggio,

avremo indietro l'anima, l'amore ed il coraggio.

Felice è lo stupore dopo il suono dei rintocchi,

perché so che l'infinito avrà i tuoi occhi..."

 

Enrico Ruggeri - L'infinito avrà i tuoi occhi

Sondaggi

Come ami ascoltare musica
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
26 aprile 2017 3 26 /04 /aprile /2017 23:01

"Da Napoli e New York" è un brano pubblicato da  Aleandro Baldi, Civai all'anagrafe, nel 1992 all'interno dell'album "Il sole". Scritta dallo stesso Baldi in collaborazione con il produttore dello stesso disco e di gran parte dei lavori dell'artista toscano  Giancarlo Bigazzi ed arrangiata da Marco Falangiani, il brano, inizia parlando del nonno del protagonista fuggito in America dalla sua Napoli agli inizi del '900 per evitare un arresto dovuto all'omicidio di un boss che pretendeva il pizzo. L'uomo citato nel brano si ribellò al racket ma senza affidarsi alle forze dell'ordine nè denunciando il fatto bensì risolvendo la questione con una pistola. Da questo comportamento si comprende la matrice dell'uomo e della mentalità che esisteva in quell'epoca nel sud d'Italia e che ancora oggi non è del tutto debellata. Dal testo di deduce che lo stesso uomo, una volta in America, non si limitò ad una vita regolare ma da ciò che racconta il nipote, protagonista del brano, si deduce che si era ritagliato un posto d'onore nella malavita locale e che anche lo stesso nipote, nato in America, aveva seguito la medesima strada. Il ragazzo, infatti, racconta questa storia dall'Ucciardone, carcere di Palermo, dove evidentemente è stato trasferito. Si trova, quindi, a vivere la stessa nostalgia della propria patria vissuta dal nonno avendo, però, opposti natali. Il giovane, infatti, è americano di nascita e sogna il Bronx ricordando quella canzone che imparò dal nonno, il quale con superbia, la cantava in faccia all' FBI. Il brano si conclude con il desiderio di raggiungere il proprio luogo di nascita che lo spingerebbero perfino ad attraversare a piedi un ipotetico ponte da Napoli a New York, qualora esistesse. Napoli e New York, infatti, si trovano alla stessa latitudine ovvero all'altezza del 41° parallelo. Un rapporto stretto, quindi, quello tra le due città che in passato hanno rappresentato una tratta significativa per la mafia italo-americana ed anche per tutti quei disoccupati del sud che andavano a cercare fortuna negli Stati Uniti d'America. Storie, quindi,di emigranti, di miseria e di affari loschi che Aleandro Baldi ha ben disegnato in questa affascinante canzone che rappresenta la vita e la mentalità di quegli anni particolarmente difficili per il nostro meridione. Un ulteriore esempio, quindi, della grande capacità autoriale e della sensibilità di un artista fuori dal comune che meriterebbe molto più spazio nell'attuale mondo mediatico per tutto ciò che ha regalato alla nostra storia musicale e per tutto quello che ancora oggi, anche senza pubblicità, continua a proporre.

 

 

 


 

 

Altro su:

Aleandro Baldi

Giancarlo Bigazzi

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento
25 aprile 2017 2 25 /04 /aprile /2017 23:01

"Pensiero" è uno dei brani classici dello storico gruppo dei Pooh fondato negli anni '60. Il brano, scritto per il testo da Valerio Negrini e per la musica da Camillo Ferdinando "Roby" Facchinetti, è stato pubblicato nel 1971 prima in un 45 giri insieme a "A un minuto dall'amore" e poi nell'album "Opera prima" che, in realtà, sarebbe il quarto disco dei Pooh ma il primo con una nuova casa discografica ovvero la "CBS". Del gruppo all'epoca faceva ancora parte anche Riccardo Fogli che è l'interprete canoro principale di "Pensiero" mentre sarebbe giunto in seguito a questo album Stefano D'Orazio che entrerà in formazione al posto di Valerio Negrini, il quale rimarrà comunque paroliere e componente occulto della band. Il singolo, che venne prodotto anche in castigliano con il titolo "Pensamiento/A un minuto del amor", ottenne un grandissimo successo e, se vogliamo, anche superiore al precedente brano estratto dallo stesso album, ovvero l'intramontabile "Tanta voglia di lei". Oltre che sul mercato italiano, dove superò il milione di copie, "Pensiero" ebbe un grosso riscontro, mai ripetutosi per un brano italiano, in Sud America dove arrivò ad oltre 1.200.000 copie vendute. Ad accompagnare i Pooh in questo progetto con gli arrangiamenti ci fu l'orchestra diretta da Gianfranco Monaldi. Il testo parla di un carcerato, tra l'altro innocente, che prova a raggiungere la propria amata nell'unico modo possibile trovandosi rinchiuso in una cella e cioè col pensiero. Al pensiero, l'uomo, chiede di portare alla donna la propria verità sull'accaduto che lo costringe ingiustamente a stare in prigione oltre a chiedergli di portargli in dono il suo sorriso. L'uomo, ormai stanco, cerca quindi di trasmettere il proprio pensiero all'unica persona che gli è rimasta nell'anima e che ben conosce la sua sincerità. Un brano, quindi, molto particolare che ha fatto la storia della musica italiana e che rappresenta uno dei maggiori successi dell'infinita discografia dei Pooh che, ancora oggi, continuano a sfornare brani di qualità.

 

 

 

  

 

Altro su:

Pooh

Riccardo Fogli

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento
24 aprile 2017 1 24 /04 /aprile /2017 23:01

"Firenze Santa Maria Novella" è un brano di  Pupo, Enzo Ghinazzi all'anagrafe, inciso nell'album "Più di prima" del 1980 e scritto in collaborazione con Paolo Barabani. Inoltre il brano venne pubblicato anche in un 45 giri insieme a "Cosa farai". Questo album, terzo lavoro discografico dell'artista, arriva dopo un primo approccio con il successo dovuto a "Ciao" e, soprattutto, a "Gelato a cioccolato" della fine degli '70 scritta in collaborazione con Cristiano Malgioglio che gli porta notorietà ed i primi incassi importanti sul mercato discografico. Ma è proprio nel 1980 che arriva il suo cavallo di battaglia, infatti, nel suddetto album è presente anche la notissima "Su di noi" che Pupo presenta al Festival di Sanremo piazzandosi terzo nell'edizione vinta da Toto Cutugno con "Solo noi". L'album "Più di prima" vincerà il Premio Gondola d'oro nel 1981 oltre ad essere tradotto in diverse lingue ed essere immesso su gran parte del mercato europeo. Pupo, infatti, ancora oggi è uno dei cantanti italiani più apprezzati all'estero ed, in particolare, nei Paesi del nord d'Europa. Subito dopo "Su di noi", in termini di successo per quel disco, arriva la particolarissima "Firenze S. Maria Novella" che sarebbe il nome della stazione ferroviaria principale del capoluogo toscano sita nell'omonimo storico quartiere della città. Nato a Ponticino, frazione del comune di Laterina in provincia di Arezzo, Pupo è legatissimo alla sua terra tanto da voler dedicare alla mgnifica città di Firenze questo dolcissimo brano. Il testo parla proprio della stazione che secondo l'artista è lo specchio della città e, per tale motivo, racchiude usi, costumi, pregi e difetti del luogo e della sua gente. Viene, quindi, citata la bellezza artistica della città, la passione per la squadra calcistica della Fiorentina e per il suo simbolo Giancarlo Antognoni, il giornale della città "La Nazione", la relativa tranquillità in termini di criminalità e caos rispetto alle stazioni delle altre grandi metropoli italiane e anche lo spirito sognante della città che, secondo l'artista, appare "povera ancora di vergogna". Pupo parla anche dei pendolari che affollano la stazione e dei tanti turisti che giurano di ritornarci perchè come lo stesso testo, giustamente, dice: "A Firenze, sulla mia parola, non vedi niente in una volta sola". L'artista non dimentica di sottolineare la vita notturna della stazione, per certi versi molto simile, tra l'altro, a tutte le altre grandi stazioni italiane, dove non mancano clochards e travestiti. Una canzone molto particolare, quindi, che rappresenta tutto il fascino di una città unica ed esprime il valore di un autore, spesso bistrattato dai media e dalla satira, ma capace di ottimi slanci artistici come per il suddetto brano.

 

 

 


 

 

Altro su:

Pupo

Toto Cutugno

 

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento
23 aprile 2017 7 23 /04 /aprile /2017 23:01

"Mille giorni di te e di me" è uno dei brani più noti di Claudio Baglioni e pubblicato in un album svolta del cantautore romano intitolato "Oltre" del 1990. Con questo disco, Baglioni, conclude la prima fase della carriera ed abbandona il suo stile iniziale fatto di testi tendenzialmente semplici e di melodie comuni. Infatti, suscitando un certo scalpore ed iniziale diffidenza sia nel pubblico che nella critica, Baglioni adotta in questo disco testi piuttosto criptici e metriche che risultano meno dirette rispette a quelle utilizzate in precedenza. Anche "Mille giorni di te e di me" non sfugge a questo cambiamento e sarà forse il brano con il Baglioni ha davvero realizzato di aver fatto una scelta giusta. Infatti, il brano come tutto il disco, superata la fase di diffidenza ottiene un clamoroso successo restando in classifica per oltre quaranta settimane e risultando molto apprezzato ancora oggi. Il cambio musicale dell'artista è dovuto, anche, all'incontro avuto con Peter Gabriel che gli trasmette la passione per la musica etnica che Baglioni utilizzerà parzialmente già da questo album. L'uscita del disco era prevista per l'anno precendente e doveva chiamarsi "Un mondo più uomo sotto un cielo mago" poi divenuto "Un mondo uomo sotto un cielo mago" e mantenuto come sottotitolo dell'album. "Mille giorni di te e di me", come detto, dimostra bene il cambiamento dello stile di Baglioni viste le metriche usate per le strofe e la musicalità lontana dalla classica melodia del tempo. Anche nel testo e nell'interpretazione, scompare quella etichetta di cantore dei buoni sentimenti per far spazio ad un più disincatato osservatore della vicenda di cui si narra e cioè della fine di una storia d'amore e di tutte le sue conseguenze interiori e materiali. Un brano e un album, quindi, che hanno segnato la storia artistica di Balgioni che continuerà su questa strada regalandoci ancora tantissime perle che impreziosicono le pagine più belle della nostra storia musicale. Prima del 1990, Baglioni, aveva comunque già portato alla luce tanti successi e si era già consolidato tra i grandi della musica italiana ma questa svolta ha proposto un Balgioni diverso che ha solo dato una nuova veste al suo grande ed indiscusso talento che continua ad esprimere ancora oggi proposte di qualità cercando sempre di rinnovarsi e di non fossilizzarsi mai sul proprio glorioso passato.

 

 

 


 

Altro su:

Claudio Baglioni

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento
22 aprile 2017 6 22 /04 /aprile /2017 23:01

"Ci vorrebbe un amico" è uno dei brani più noti della discografia di  Antonello Venditti ed è stato pubblicato nel 1984 nell'album "Cuore" e, come singolo, in un 45 giri insieme a "Notte prima degli esami" per poi essere inserito in ben sei raccolte uscite dal 1985 al 2009. Il singolo ebbe un enorme successo confermando l'amore del pubblico italiano verso il cantautore romano il cui nome era già all'epoca tra le grandi firme della nostra musica. Tanti i successi di Venditti, infatti, che hanno contribuito a rendere ricco il patrimonio musicale italiano. Il testo di "Ci vorrebbe un amico" esprime il desiderio del protagonista di avere una persona cara al suo fianco per dimenticare una importante storia d'amore ormai finita. Un sostegno, quindi, quello che cerca l'uomo della canzone in un momento di particolare sconforto morale. Una persona con la quale condividere quel dolore e per cancellare tutto il male che la fine di questa relazione ha portato nel suo stato psico-fisico. Nonostante la ricerca di aiuto per dimenticare quella donna, il protagonista, ne è ancora innamorato al punto di perdonargli il dolore provocatogli e di aspetterla sotto il suo portone per provare a ricucire il rapporto. Nel testo viene citato anche Dante Alighieri nel verso "E se amor che a nulla ha amato, amore, amore mio perdona..." che richiama i celebri versi del V canto dell'Inferno nella "Divina Commedia". Inoltre, la canzone, è stata oggetto anche di una simpatica cover ad opera di Rosario Fiorello che nel suo album "Nuovamente falso" del 1992 la proposta imitando proprio la voce del cantautore romano. Un successo straordinario, quindi, che è solo una ulteriore conferma delle capacità autoriali ed espressive di uno dei cantautori più importanti del nostro panorama musicale che ancora oggi riesce a regalare emozioni attraverso la sua grande musica.

 

 

 


 

Altro su:

Antonello Venditti

Rosario Fiorello

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento
21 aprile 2017 5 21 /04 /aprile /2017 23:01

"Erba di casa mia" è un grande successo di Giovanni Calone ovvero,  Massimo Ranieri del 1972 e pubblicata nell'omonimo album. Scritta da  Giancarlo Bigazzi, Enrico Polito e Gaetano Savio, la canzone, venne presentata dall'artista napoletano a "Canzonissima" dello stesso anno dove si classificò al primo posto vincendo il duello con l'amico e rivale di quei tempi Gianni Morandi che presentava "Il mondo cambierà". Da scaramatico, Ranieri, indossò per il suddetto show lo stesso smoking con il quale due anni prima vinse con "Vent'anni" la medesima manifestazione. Tanta la tensione accumulata durante la gara che Ranieri fu vittima di un piccolo malore quando Pippo Baudo annunciò la sua vittoria. All'epoca Ranieri commentò la vittoria con queste parole: "Questo trionfo significa il riscatto di tanti mesi di umiliazioni, dispiacieri e malignità" rivolgendosi, pricipalmente, al mondo della discografia. Per ciò che riguarda le vendite, il singolo risultò tra i più venduti dell'anno arrivando a raggiungere anche il primo posto nelle classifiche italiane. Il testo, invece, rappresenta un ricordo nostalgico di tempi andati: dai calci ad un pallone ai primi teneri e amori. Nel brano, quindi, avviene una sorta di bilancio della vita che, arrivati ad un certo punto della stessa, può essere raffigurata come "uno strano gioco da equilibrista" per gli alti e bassi che la stessa vita ci propone. Ma nel brano viene rappresentata anche quella voglia di tornar bambini che spesso assale nei momenti di forte nostalgia. Un brano magnifico e senza tempo, quindi, che nasce dalla grande penna di Giancarlo Bigazzi, sicuramente uno dei più profondi autori della storia della musica italiana e portata al successo da quell'eccezionale interprete che è Massimo Ranieri, un vero artista completo capace di emozionare e di far penetrare nell'anima e nel cuore ciò che canta come davvero in pochi sanno fare nel nostro Paese.

 

 

 

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento
20 aprile 2017 4 20 /04 /aprile /2017 23:01

"Inevitabile follia" rappresenta l'esordio discografico in italiano di  Raf, all'anagrafe Raffaele Riefoli ed è stata pubblicata nell'album "Svegliarsi un anno fa" del 1988. Come detto, questo, fu il primo disco in italiano per l'artista pugliese che aveva esordito nel mondo musicale con l'album, in inglese, "Self Control" nel 1983. In realtà, il primo approccio con la lingua italiana Raf lo ebbe nel 1987 quando in coppia con Umberto Tozzi presentò "Gente di mare" all'Eurovision Song Concert classificandosi terzo. In qualità di autore, invece, era stato coautore sempre nel 1987 di  "Si può dare di più" portata al trionfo a Sanremo da Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri, che sostituì lo stesso Raf che per volontà dello stesso artista il quale non voleva ancora cantare in italiano ma preferiva presentarsi al pubblico solo in inglese. Dopo il successo di "Gente di mare", però, Raf sciolse le sue personali riserve verso la lingua italiana nella musica e con la collaborazione di diversi grandi autori diede vita al suddetto album. Tra gli autori che presero parte al progetto oltre allo stesso Raf ci sono il suo scopritore Giancarlo Bigazzi, Lucio Dalla, Gaetano Curreri e Francesco Baccini. Sempre nell'ambito degli autori è da segnalare anche la presenza di Alfredo Rapetti, in arte Cheope, figlio di Giulio, ovvero Mogol. Il brano che dà il titolo all'album scritto da Bigazzi-Raf parla di un tema difficile come la sieropositività mentre "Inevitabile follia", scritta dagli stessi autori e che fece da traino all'intero disco, parla della forte passione di due ragazzi innamorati. Il brano venne presentato al 38° Festival di Sanremo, il primo per l'artista, e si classificò undicesimo ma questo risultato non proprio esaltante diede comunque la giusta visibilità ad un artista che farà molta strada e saprà farsi valere nella giungla della discografia italiana. Come detto, l'album, presentato dopo questa partecipazione al Festival è un concentrato di passione, intensità e poesia che ben rappresenta lo stile e la direzione artistica che Raf seguirà in tutta la sua rispettabile storia futura nel mondo della musica. Negli anni successivi Raf si confermerà con altri successi consolidando la sua posizione tra gli artisti più quotati degli anni '90 ed ancora oggi continua a proporre una musica di ottima qualità.

 

 

 


 

 

Altro su:

Enrico Ruggeri

Francesco Baccini

Gaetano Curreri

Giancarlo Bigazzi

Gianni Morandi

Lucio Dalla

Raf

Sanremo Story

Umberto Tozzi

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento
19 aprile 2017 3 19 /04 /aprile /2017 23:01

"Bandiera bianca" è brano di  Franco Battiato del 1981 e pubblicato nell'album "La voce del padrone" giudicato come secondo album di sempre tra quelli italiani nella classifica stilata dalla celebre rivista del settore "Rolling Stone" ed anche dal referendum proposto da "Musica e dischi" dove viene preceduto solo da  "Creuza de ma" di Fabrizio De Andrè. "Bandiera bianca" è una delle canzoni trainanti del disco insieme a  "Centro di gravità permanente" che è stato prodotto anche in spagnolo col titolo "La voz de su amo" oltre ad essere diffuso attravero sette singoli in Spagna, Francia e Germania. Inoltre, "La voce del padrone" fu il primo lp italiano a superare il milione di copie vendute. Un successo straordinario che già dai numeri rende l'idea dell'importanza storica che questo disco rappresenta per Battiato e per tutta la musica italiana in generale. Per questo album Battiato abbandona quel rock progressivo che aveva contraddistinto i primi anni della sua carriera e propone un lavoro più accessibile al popolo che, come detto, otterrà un grosso riscontro commerciale. Non per questo, però, Battiato tralascia la qualità e la profondità dei testi e dei messaggi da lanciare. Infatti, a contrario della musica commerciale e spesso banale studiata a tavolino con il solo scopo di vendere, Battiato in "Bandiera bianca" per esempio offre molti spunti di riflessioni ponendo molte citazioni e riferimenti a persone ed avvenimenti dell'epoca che non soddisfa l'immagine di civiltà immaginata dall'autore. Per tale motivo, appunto, l'autore sventola bandiera bianca ovvero si arrenda alla mediocrità ed alla bassezza di determinate situazioni o personaggi che hanno contraddistino quell'epoca. Si parte con "Mr. Tamburino" riferimento al mito di quella generazione Bob Dylan che cantava "Mr. Tambourine Man" e che ricita con il verso: "i tempi stanno per cambiare..." per il brano "The times they are a-changing", invitandolo a mettere la maglia perchè con il passare del tempo si invecchia. Si continua in campo musicale con il riferimento ad Alan Sorrenti, passato da cantautore sperimentale a brani prettamente commerciali come "Figli delle stelle" e, quindi, alla musica vista come sola fonte di guadagno sottolineando la capacità del danaro nell'influenzare le scelte artistiche nel verso: "Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maetà il denaro...". Ma Battiato non risparmia la televisione, la politica, il cinema e la pubblicità dell'epoca. Cita, infatti le "demenziali" tribune elettorali condotte da Ugo Zatterin negli anni '70, le rissose rivolte studentesche, la miseria della vita negli abusi di potere, l'ascesa del cinema horror (erano gli anni dei successi di Dario Argento "Profondo rosso" e "Suspiria") e l'ossessiva attenzione all'apparire invocata dalla pubblicità facendo anche un ironico riferimento a se stesso ed al nuovo look sfoggiato a quei tempi nel verso: "C'è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero". Inseguito troviamo altri riferimenti alla musica come quello per la canzone "Tutte le mamme del mondo" di Gino Latilla del 1954 nel verso: "Uh com'è difficile restare padre quando i figli invecchiano e le mamme imbiancano..." sottolineando come, in quell'epoca, un uomo avrebbe potuto meschinamente risentirsi del progressivo invecchiamento della moglie. Sempre in tema musicale Beethoven, Sinatra e Vivaldi ovvero i simboli della musica classica, leggera e barocca per poi citare la chiassosa musica disco in voga in quell'epoca ed a tutta quella musica di scarsa qualità proposta in quegli anni nel verso: "...e sommersi soprattutto da immondizie musicali...". Anche il ritornello: "Su ponte sventola bandiera bianca..." è un chiaro riferimento alla poesia "L'ultima ora di Venezia" di Arnaldo Fusinato dell'800 in cui veniva ripresa la resa della città all'Impero Austriaco. Nel finale appaiono altre due citazioni, la prima verso il filosofo Theodor Adorno e la sua opera "Minima Moralia" a cui dedica il coro ironico: "minima immoralia...minima immoralia..." e l'altra al brano "The end" di Jim Morrison con il verso conclusivo: "The end...my only friend this is the end..." ovvero "La fine...il mio unico amico questa è la fine...". Un brano, qundi tutt'altro che banale o commerciale bensì ricco di riferimenti e messaggi più o meno nascostri velati ad una realtà che stava vivendo un epoca effettivamente mediocre se ci si basa sulle osservazioni sottolineate da Battiato. Proprio questa perfetta ed accurata analisi dell'epoca, probabilmente, è stata la chiave per il clamoroso successo di questo brano e dell'intero album vero e proprio capolavoro della nostra storia musicale e culturale composta da un genio assoluto del nostro tempo quale il maestro Franco Battiato.

 

 

 


 

Altro su:

Fabrizio De Andrè

Franco Battiato

 

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento
18 aprile 2017 2 18 /04 /aprile /2017 23:01

"Last minute" è un brano di  Ivano Fossati del 2008 e pubblicato nell'album "Musica moderna". Come sempre, anche in questo disco, è palese la maestria e la qualità di uno dei più grandi autori del nostro tempo che riesce sempre a cogliere degli aspetti particolari e delle sensazioni che solo un attento osservatore sa fare e, allo stesso tempo, riesce a trasmettere le stesse a chi lo ascolta attraverso l'uso delle parole giuste e della musica. In "Last minute" Fossati esprime la solitudine di un uomo costretto, evidentemente per lavoro, a vagare tra le città d'Europa senza trovare del tempo da dedicare a veri affetti ed alla propria vita. A causa di questa vita, il protagonista, si trova a bere in compagnia di sconosciuti per evadere dalla propria condizione che lo vede solo anche in posti affollati come, ad esempio, gli aeroporti. In questi viaggi, l'autore, mostra le conoscenze acquisite dal viaggiatore sulle varie culture e mentalità ritrovate nei tanti paesi visitati sottolineando anche la sostanziale uguaglianza che esiste, in temi di sentimenti e di complicità, tra le persone delle diverse nazioni. In tutto questo vagare, però, il protagonista non dimentica il proprio amore a cui spendisce ogni giorno un pensiero e che sogna di portarla con lui in determinati luoghi già ammirati da solo non appena ritornerà dall'ennesima trasferta. La solitudine e la mancanza della propria compagna si fa ancor più forte quando arriva la notte in quegli aeroporti illuminati ma privi di un reale calore umano. Un brano fantastico accompagnato da sonorità in pieno stile Fossati che rendono questo pezzo davvero molto particolare ed annoverabile tranquillamente tra i tanti grandi successi del cantautore genovese. Inoltre, "Last minute", è stata oggetto anche di un progetto molto interessante che ha visto sei giovani artisti tra cui Lele Battista, Niccolò Agliardi e Le Strisce reinterpretare a loro modo il brano rispettando il senso e la natura della composizione orginale ma ottenendo dei risultati molto differenti tra loro. Le sei nuove versioni più l'originale sono state raccolte in un ep ed è stato distribuito in tutti gli store digitali. "Mi ha colpito molto come gli artisti che hanno reinterpretato "Last minute" - commentò Fossati - ne abbiano compreso perfettamente la natura obliqua e realistica. Nessuno di loro ha tradito minimamente lo spirito della canzone, pur andando in sei direzioni diverse. "Last minute" esce dalle loro versioni ancor più ruvida e sinceramente - concluse l'artista in merito a questo progetto - era proprio quello che speravo". Quindi, questo brano, ha rappresentato anche una opportunità per diversi giovani di belle speranze di mettersi in mostra e cimentarsi con un capolovoro di uno dei grandi nomi della nostra storia musicale quale, appunto, Ivano Fossati.

 

 

 


 

Altro su:

Ivano Fossati

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento
17 aprile 2017 1 17 /04 /aprile /2017 23:01

"Gli spari sopra" è una cover incisa da  Vasco Rossi da "Celebrate" della band irlandese "An Emotional Fish" e pubblicata nell'omonimo album del 1993. Scritta da Gerard Whelan, Martin Murphy, David Frew e Enda Wyatt e pubblicata nel 1990 nel disco d'esordio del gruppo che portava per titolo proprio "An Emotional Fish", la canzone, venne tradotta ed adattata in italiano dallo stesso Vasco Rossi che la pubblicò prima come singolo insieme a "Delusa", "Se è vero o no" e "L'uomo che hai di fronte". Già dal singolo si intuì la forza di questa canzone arrivando a vendere oltre 200 mila copie in tre giorni. Insieme al lancio del singolo venne diffuso anche il videoclip trasmesso in contemporanea da ben 180 sale cinematografiche e girato nello stesso penitenziario dove venne girato il film "Fuga da Alcatraz" di Don Siegel del 1979 e tratto dal libro di J.Cambell Bruce del 1963. Anche il disco, come il singolo, ottenne un grosso di riscontro dal pubblico ottenendo ben 10 dischi di platino. In seguito a questo successo venne realizzato anche un VHS nel 1994 diretto da Stefano Salvati con immagini riprese dal tuor nato da questo disco che rappresenta uno dei più lunghi di tutta la sua carriera: durò, infatti, per sei mesi in cui Vasco cantò in 44 tappe. Il VHS venne poi ristampato in DVD nel 2006. Il testo del brano rappresenta lo spirito di ribellione dei giovani ad un certo sistema che vigeva nella società italiana a quei tempi. Un sistema che spesso premiava i furbi, gli ipocriti e quelli che riuscivano a manipolare a proprio piacimento e per i propri interessi il pensiero ed i comportamenti della società. L'autore, quindi, ipotizza uno scenario capovolto dove chi va controcorrente assume il comando della massa a discapito di chi, fino ad allora, aveva giovato del loro sostegno attraverso loschi mezzucci o false promesse. Un successo straordinario, quindi, che conferma la figura di Vasco come artista e, soprattutto, come trascinatore di masse in un periodo storico in cui i giovani cercavano una guida per evadere da un determinato contesto civile perbenista e, talvolta, estremamente politicizzato. Una figura, quindi, che rompesse gli schemi e che liberasse da quella morsa moralista che opprimeva la ribellione e le idee delle nuove generazioni. All'epoca, nessuno come Vasco, seppe assumere quel ruolo nel migliore dei modi: lui era ciò che i giovani chiedevano e che seguono ancora oggi che il rocker di Zocca si è trasformato in un divulgatore virtuale attraverso le attuali forme di comunicazione, ovvero, i social network restando sempre a passo coi tempi.

 

 

 


 

Altro su:

Vasco Rossi

Repost 1
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua e Pagina Facebook

English French German Spain Italian Dutch Russian Portuguese Japanese Korean Arabic Chinese Simplified
 


this widget by www.AllBlogTools.com

La musica che gira intorno

Promuovi anche tu la tua Pagina

Chat

Flag Counter

Flag Counter