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"...E ti ricordo ancora,
 
dimmi che non è cambiato niente da allora,
 
chissà se parli ancora agli animali,
 
se ti commuovi davanti a un film.
"

 
Fabio Concato - Ti ricordo ancora

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28 giugno 2017 3 28 /06 /giugno /2017 23:01

"Vivere" è un brano di Vasco Rossi del 1993 e pubblicato nell'album "Gli spari sopra". La canzone è stata scritta dallo stesso rocker di Zocca in collaborazione con il compianto Massimo Riva, che ha ideato l'accordo da cui è nato il progetto, e con Tullio Ferro, già autore delle musiche di "Vita spericolata". Come raccontato dallo stesso artista, il brano, è nato per caso durante un breve soggiorno dei tre autori a Villa Condulmer nel veneto. Per questo fortunato album che vinse 10 dischi di platino, già trainato dal singolo che ne da il titolo, ne è stato fatto anche un importante tour poi pubblicato in vhs. Per Vasco, già artista affermato, sono gli anni della defintiva consacrazione come trascinatore di folle e re degli stadi. Ancora oggi, i successi ottenuti da questo album in termini di vendite, rimangono record assoluto per Vasco Rossi che, nonostante tanti altri album significativi per la sua carriera, non ha mai bissato tale exploit. Il testo del brano è, nella sua semplicità, molto intenso poichè su di un giro armonico che si ripete più volte, l'autore rappresenta i diversi aspetti e le condizioni morali e psicologiche del vivere quotidiano. Assumendo uno stato riflessivo e malinconico Vasco esprime le sue riflessioni sul tempo che passa cercando di scandire le ore di una esistenza affichè si possa vivere nel modo in cui si crede ogni istante della propria vita. Poi vivere può essere come perder tempo o può essere visto come un comandamento in cui si deve solo seguire una strada già segnata da chi già ci è passato e, quindi, anche come un processo logico in cui emulando la massa si può perdere la propria individualità. Proprio in questo senso, Vasco, esprime la sua personalità ed il suo modo di vivere la vita fuori dagli schemi e senza aver alcuna cura dei giudizi altrui con il verso probabilmente più bello e significativo del brano ovvero: "Oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento!". Un gran bel brano, quindi, in pieno stile Vasco che appare solo come una ennesima prova di un grande autore talvolta sminuito in tal senso da una certa critica per la sua immagine da rocker e per alcuni suoi comportamenti politicamente scorretti. Vasco è questo: un artista fuori dal comune che sa come attirare le masse con semplici composizioni estive ma da sempre capace di scrivere anche testi importanti che esaltano la sua matrice cantautoriale figlia della sua grande passione per alcuni dei maggiori esponenti italiani di tale corrente artistica come Fabrizio De Andrè o Francesco Guccini.

 

 

 


 

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Fabrizio De Andrè

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27 giugno 2017 2 27 /06 /giugno /2017 23:01

"C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" è un celebre brano di Gianni Morandi del 1966 e pubblicato in un singolo insieme a "Se perdo anche te". Scritta da Franco Migliacci e Mauro Lusini, la canzone, venne presentata al Festival delle Rose in due versioni: quella di Morandi e quella dell'autore della musica e coautore del testo Lusini. Oltre a queste due versioni ne esiste un'altra sempre di Gianni Morandi del 1998 realizzata per l'album "30 volte Morandi". Inoltre già nel 1966, ci furono delle modifiche sulla stesura presentata in origine e per tale motivo la casa discograficò ritirò dal mercato la primissima verisone per diffondere la successiva che presenta un genere meno beat e l'introduzione dell'armonica. Gli arrangiamenti sono curati da Ennio Morricone come anche per l'altro singolo. Il brano poi verrà incluso nell'album "Gianni 4" del 1967. Fu da subito un grande successo ed ancora oggi rimane tra i brani più rappresentativi della ricca discografia dell'artista di Monghidoro. Il testo parla di un ragazzo americano appassionato di musica, come gran parte dei giovani, che viene richiamato dall'esercito per prendere parte alla guerra in Vietnam. Il giovane, quindi, è costretto a tagliare i suoi lunghi capelli e a lasciare la sua chitarra per imbracciare un altro strumento, ovvero il mitra. Il testo si conclude con la morte del ragazzo che lascia il suo cuore in Vietnam e di lui rimangono solo inutili e fredde medaglie. Testo intenso che esprime la crudele realtà della guerra che strappa via giovani vite nei loro anni migliori solo per la volontà di un potere che non a pietà nemmeno per i propri connazionali bensì usa le loro vite per difendere una poltrona o per assurde ambizioni di dominio. Un grande successo entrato nella storia della musica italiana e che, come tale, è stato oggetto di diverse cover come quella di Rosario Fiorello, eseguita imitando la voce dello stesso Morandi, o quella di Lucio Dalla. Ci sono state diverse cover realizzate anche da artisti stranieri come quella di Joan Baez che l'ha cantata in italiano o quelle in portoghese delle band Os Incriveis e Engenheiros do Hawaii che l'hanno esportata in Sud America con il titolo "Era um garoto que como eu amava os Beatles e os Rolling Stones" ottenendo un grosso riscontro rispettivamente nel 1970 e nel 1990. Un pezzo di storia, quindi, della nostra musica che ha contribuito ad impreziosire il patrimonio della ricca discografia di Morandi e della musica italiana in generale. 

 

 

 


 

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Gianni Morandi

Lucio Dalla

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26 giugno 2017 1 26 /06 /giugno /2017 23:01

"Questione di feeling" è un brano del 1985 cantato in duetto da Mina e Riccardo Cocciante e scritto dallo stesso cantautore di origine vietnamita in collaborazione con Giulio Rapetti in arte Mogol. Il brano, arrangiato da Paul Buckmaster, venne inciso in un 45 giri come singolo oltre ad essere pubblicato negli album dei due artisti "Il mare dei papaveri" di Cocciante e "Finalmente ho conosciuto il conte Dracula..." di Mina. Il singolo ebbe un grosso successo restando nelle classifiche per ben 18 settimane. Inoltre, anche l'album di Cocciante riscosse un successo strepitoso arrivando a superare le 250 mila copie vendute e venendo pubblicato, oltre che in italiano, anche in inglese, francese, portoghese e spagnolo. Mentre Mina ne eseguirà anche una versione in spagnolo nel 2007 in duetto con Tiziano Ferro per l'album "Todavìa" con il titolo "Cuestiòn de feeling" e con il testo in spagnolo realizzato da Luis Gòmez Escolar. Inoltre, la versione originale, divenne anche la sigla della trasmissione televisiva "Pentatlon" condotta da Mike Bongiorno. Il testo parla della complicità naturale di due persone il cui grado di appartenenza non è dato sapere che si lasciano andare in un espressione artistica improvvisata con la massima leggerezza contando solo sul loro feeling innato. Una complicità che gli dona la possibilità di lasciarsi andare in libertà senza alcuna forma di timore o di freno inibitorio. Cantare quasi per scherzo ciò che si ha dentro rende i due anche più sinceri poichè abbandonano incosapevolamente quelle maschere che ogni individuo si trova inevitabilmente a portare nel quotidiano. Una espressione di libertà e di verità, quindi, che viene rappresentata mediante un duetto canoro ma che può essere tranquillamente metafora di una relazione sentimentale o di un qualsivoglia rapporto interpersonale. Un grande brano nato dalla penna di due grandi autori ed eseguito da quei grandi interpreti della nostra musica che corrispondono ai nomi di Mina e di Riccardo Cocciante. Un duetto che ha fatto storia e che ci ha regalato una perla della nostra storia musicale che ancora oggi mantiene intatta la sua forza.  

 

 

 

 


 
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25 giugno 2017 7 25 /06 /giugno /2017 23:01

"I maschi" è un brano di  Gianna Nannini pubblicato nell'album "Maschi e altri" del 1987. Scritta in collaborazione con il chitarrista Fabio Pianigiani, la canzone, fu presentata al World Popular Song Festival di Tokyo e fu da subito un successo. L'album arrivò a vendere oltre un milione di copie dando la definitiva consacrazione all'artista toscana. Già reduce da successi come "America", "Fotoromanza", "Profumo" e "Bello e impossibile", la Nannini, si conferma tra le certezze della musica italiana di quei tempi e non, visto che, ancora oggi l'artista senese è tra le cantautrici femminili più apprezzate del nostro panorama musicale. Dell'album "Maschi e altri" ne venne fatta anche una vhs nel 1989 che raccoglieva 14 brani e 13 videoclip. Il singolo in Italia raggiunse il quarto posto in classifica così come in Svezia, in Austria si fermò alla quattordicesima posizione mentre in Francia arrivò addirittura al secondo posto. "I maschi" è poi stata inserita in cinque diverse raccolte della Nannini dal 1989 al 2004. Il testo parla dei ragazzi dell'epoca, dei loro atteggiamenti e dei loro comportamenti soprattutto dal punto di vista sentimentale e nel modo di approcciare l'altro sesso. Quell'aria malinconica espressa tra emozioni e bugie vissute tra bar, metrò e juke-box sono marchi di un'epoca e di una generazione di giovani che la Nannini ha voluto descrivere in questo brano. L'autrice rappresenta i giovani del tempo nella fase di innamoramento dove anche una semplice carezza appare come una autentica relazione amorosa. Inoltre, la Nannini, come suo solito non evita riferimenti sessuali non abbandonando quell'alone di scandalo che spesso contraddistingue il repertorio dell'artista. Un grande successo, quindi, che ancora oggi è tra i brani più noti della ricca discografia della Nannini che, nonostante i tanti successi, non osa fermarsi a guardare il passato ed a vivere sulla loro scia bensì continua a sfornare successi su successi.    

 

 

 


 

 

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24 giugno 2017 6 24 /06 /giugno /2017 23:01
Citazioni: Lorenzo Jovanotti 1

"Di notte le parole scorrono più lente,

 

però è molto più facile parlare con la gente.

 

Conoscere le storie, ognuna originale,

 

sapere che nel mondo nessuno è normale.

 

Ognuno avrà qualcosa che ti potrà insegnare,

 

gente molto diversa di ogni colore..."

 

(Gente della notte - 1990)

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23 giugno 2017 5 23 /06 /giugno /2017 23:01

"Bella" è un brano di Lorenzo Jovanotti, Cherubini all'anagrafe, del 1996 quando fu lanciata come singolo per poi essere inserita, l'anno successivo, nell'album "Lorenzo 1997 - L'albero". L'album ottenne un grosso successo in Italia dove arrivò al primo posto delle classifiche di vendite ma ci fu un riscontro positivo anche in altri Paesi europei come l'Austria e la Svizzera. Il disco, che all'epoca risultò il più costoso tra quelli della discografia dell'artista con ben 600 milioni di lire, fu definito da Lorenzo : "Lo specchio sonoro della mia vita...un disco confuso...il mio disco più bello. Di sicuro". Inoltre, l'album, è legato anche ad un film che porta lo stesso titolo diretto da Eros Puglielli e che è stato trasmesso su Raidue. Nel film, lo stesso artista, recita nel ruolo di sè stesso insieme a Claudio Cecchetto e Red Ronnie. L'intento del disco, secondo lo stesso Jovanotti, è: "Estremizzare le pulsioni della vita nello sbandamento dell'epoca senza valori". Quindi, l'artista, vuole far passare un messaggio positivo ed ottimista ed è per questo che gran parte delle canzoni hanno per tema l'amore tranne che nel caso di "Occhio non vede cuore non duole" che è l'unico pezzo a sfondo politico. "Bella" è sicuramente il brano che traina questo disco e che diventa il tormentone dell'estate grazie al suo genere R&B che offre una sonorità molto piacevole ed a un testo semplice ma allo stesso tempo molto significativo. Non si tratta di un brano impegnato bensì di una sincera dedica d'amore alla sua donna in un insieme di metafore e di pensieri che innalzano la figura di questa persona agli occhi del proprio uomo. Il video della canzone è stato girato in Argentina nella città di Buenos Aires. Una canzone allegra, dunque, che esprime quell'armonia che esiste nella relazione che il protagonista sta vivendo e la totale devozione dell'uomo verso la partner che è figlia di un forte sentimento. Positività, ottimismo, allegria ed amore profondo sono queste le sensazioni che Lorenzo intende trasmettere e ci riesce in pieno. Jovanotti, a quei tempi, si offre come una sorta di giullare della musica italiana molto distante dalla storica figura del cantautore italiano e, proprio per questo, mette a disposizione una nuova prospettiva per la musica italiana. Quelle sonorità che mischiano un rap fatto in casa con l'R&B e la world music fanno di Lorenzo una novità assoluta nel panorama italiano. Con gli anni e la maturità artistica, Lorenzo, poi regalerà anche perle di grande intensità in una fase della sua carriera, quella attuale, dove alternerà le sue solite sonorità ad altre più soft con testi molto più intimisti e profondi. 

 

 

 


 

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Lorenzo Jovanotti

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22 giugno 2017 4 22 /06 /giugno /2017 23:01

"Ci vorrebbe il mare" è uno dei brani più noti ed apprezzati di  Marco Masini ed è stato pubblicato nell'album d'esordio dell'artista che porta come titolo "Marco Masini" del 1990. Scritta con i collaboratori degli anni d'oro e di gran parte della sua storia artistica Giancarlo Bigazzi e Giuseppe Dati, il brano, nutre fin da subito dell'appellativo di capolavoro e tutt'ora è riconosciuto tra le canzoni più belle della musica italiana. Trainato da "Disperato" con la quale Masini vinse a Sanremo Giovani, l'album, che venne pubblicato anche Germania e in Argentina oltre che in Spagna, in lingua iberica, nel 1992, arrivò a vendere oltre 900 mila copie consentendo al cantautore fiorentino di ergersi tra gli artisti più promettenti degli anni '90 oltre che a vincere tre dischi di platino. Masini non delude le aspettative sfornando album di grandissima qualità e consacrandosi tra i cantautori più amati di quegli anni. L'album d'esordio contiene diverse perle ma "Ci vorrebbe il mare" è forse quella più apprezzata anche da chi non ama particolarmente lo stile dell'artista toscano. Ciò si spiega soprattutto dalla con la grande portata poetica del testo che esprime quella turbolenza e quelle sensazioni malinconiche provate quando si chiude una storia d'amore. Nel testo, in particolare, si parla di un amore estivo in cui forse solo il protagonista ci aveva messo il cuore mentre la partner, evidentemente, l'ha vissuto come una avventura stagionale. Viene fuori, quindi, lo stato d'animo ferito di un uomo che si sente abbandonato al suo destino dopo essere stato sedotto da questo folle sentimento dove il mare faceva da sfondo e che ora potrebbe essere utile per cancellare i ricordi ed affogare le angoscie che vive. Il mare visto come tarlo in ricordo di quell'amore che anora sbatte forte sulle finestre del proprio essere ma, anche un mare visto come palcoscenico di una profonda delusione. Metafore, quindi, in cui il mare assume differenti aspetti che rispecchiano lo stato d'animo di questa persona ferita da un amore in cui aveva creduto. Come ogni grande brano, anche questo è stato oggetto di diverse cover come quelle in italiano di Milva, Alessandro Safina e del soprano spagnolo Montserrat Caballè o quella in spagnolo di Valeria Lynch con il titolo "Necesito el mar". Un testo profondo su di una affascinante musicalità espressa prevalentemente al pianoforte fanno di questa canzone un vero e proprio capovolaro che tutt'ora brilla di luce proprio nel ricco repertorio di Marco Masini senza dimenticare l'apporto di due grandi autori come Bigazzi e Dati che sono parte integrante della storia della nostra musica. L'interpretazione e la voce roca di Masini, inoltre, aggiungono al brano una atmosfera unica e fortemente emozionante.

 

 

 


 

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Alessandro Safina

Giancarlo Bigazzi

Marco Masini

Milva

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21 giugno 2017 3 21 /06 /giugno /2017 23:01

"Andamento lento" è sicuramente il brano più noto e più apprezzato di  Tullio De Piscopo in versione cantautore scritto insieme a Mario e Giosy Capuano. Il grande percussionista infatti, nel 1988 presenta il brano al 38° Festival di Sanremo  piazzandosi solo diciottesimo ma la sua canzone risulterà la più venduta della manifestazione. Con l'album "Bello carico", De Piscopo, rimane in vetta alle classifiche per ben sette mesi e vince l'Arena d'oro al Festivalbar come album più venduto dell'anno. Le sonorità ed il ritmo coinvolgente portati dall'artista sulla scena musicale rappresentano una assolutà novità per la musica italiana e per tale motivo ottengono un grande successo soprattutto tra i giovani. Celebre per sua grande dimestichezza con la batteria, De Piscopo, oltre ad essere componente essenziale della band che ha accompagnato gli anni d'oro della carriera di Pino Daniele, ha suonato le percussioni in tanti lavori discografici per i grandi artisti della scena italiana come Roberto Vecchioni, Mina, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Ornella Vanoni, Franco Battiato e tanti altri. Inoltre, ha collaborato anche a diverse colonne sonore tra cui quella con il maestro Ennio Morricone per il film "L'uccello dalle piume di cristallo" di Dario Argento oltre ad essere stato autore per quelle dei film "Mi manda Picone" di Nanni Loy, "32 dicembre" di Luciano De Crescenzo e "Razza selvaggia" di Pasquale Squitieri. Nella sua lunga e gloriosa carriera da grande batterista, De Piscopo, ha collezionato anche diverse esibizioni con alcuni dei migliori musicisti, particolmente jazzisti, internazionali come Billy Cobham, Tony Mimms, Victor Bach, Bill Conti e tanti altri. Una storia musicale importante, quindi, quella scritta da Tullio soprattutto dietro la sua batteria che rimane la sua unica e grande passione oltre al canto che rimane un puro divertimento. Con le percussioni De Piscopo ha girato il mondo risultando tra i migliori grazie alla sua fluida rullata ed al suo stile coivolgente e passionale. Un dono, quello dell'amore per la musica e per la batteria, ereditato dal padre Giuseppe che suonava nell'orchestra del Teatro San Carlo di Napoli e che Tullio ha coltivato fin da piccolo riuscendo ad emergere e diventando uno tra i migliori, se non il numero uno, percussionisti italiani.   

 

 

 

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20 giugno 2017 2 20 /06 /giugno /2017 23:01

"Su di noi" è, sicuramente, il brano più noto di Enzo Ghinazzi, in arte  Pupo. Con questo brano, divenuto poi il cavallo di battaglia del suo repertorio musicale, l'artista toscano si piazza terzo al Festival di Sanremo 1980 nell'edizione vinta da Toto Cutugno con "Solo noi". Oltre al buon piazzamento a Sanremo, "Su di noi" riscuote un ottimo successo sul mercato nazionale e non. Pupo, infatti, è uno dei cantanti italiani più apprezzati in Europa e, soprattutto, nei Paesi dell'Est. Il brano è stato scritto dallo stesso Pupo in collaborazione con Paolo Barabani e Donatella Milani ed è stato incluso nell'album "Più di prima". "Su di noi" venne anche lanciata in un singolo insieme al brano "Lucia". Il testo parla di una storia d'amore che vive il suo momento più brillante dove è forte la passione e dove non esistono ancora ombre ed incompresioni. Un amore che esplode a dispetto di chi non vedeva un futuro sereno e felice per questa relazione. Una storia su cui forse nemmeno i due protagonisti avrebbero scommesso ma che oggi splende alla luce del sole e non presenta nuvole sul proprio cielo. Una canzone, quindi, che rappresenta il momento più bello di una relazione sentimentale, quando tutto, proprio a causa del forte sentimento, sembra perfetto e niente pare possa scalfire quel legame e quella sinergia di intenti. Con questo brano, come detto, Pupo scala le classifiche nazionali e conferma il suo nome tra gli artisti più amati del momento arrivando già dai successi ottenuti nel 1978 con "Ciao" ed, un anno dopo, con "Gelato al cioccolato" scritta da Cristiano Malgioglio. Nello stesso album "Più di prima" è presente un'altro dei pezzi di maggior successo del cantautore di Ponticino ovvero  "Firenze Santa Maria Novella", dedicata alla stazione ferroviaria del capoluogo toscano. A Sanremo, Pupo, ci tornerà altre cinque volte ottenendo un piazzamento da finalista nel 2009 con il brano  "L'opportunità" cantato con Paolo Belli e Youssou N'Dour ed un secondo posto nel 2010 con la discussa "Italia amore mio" presentata insieme al tenore Luca Canonici ed al principe Emanuele Filiberto di Savoia. A parte per le occasioni sanremesi, Pupo, negli ultimi anni ha messo un po' in disparte la propria carriera musicale ottenendo un buon riscontro in qualità di conduttore televisivo per diverse produzioni Rai. In ogni caso, alcuni suoi successi come appunto "Su di noi", gli consentono di continuare a girare l'Europa ed a tenere concerti sempre molto seguiti ed apprezzati.

 

 

 


 

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19 giugno 2017 1 19 /06 /giugno /2017 23:01
Citazioni: Claudio Baglioni 1

"Avrai avrai avrai la stessa mia,

 

triste speranza

 

e sentirai di non avere,

 

amato mai abbastanza:

 

se amore amore avrai..."

 

(Avrai - 1982)

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