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  • : La musica che gira intorno...
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...E chissà se è solo un gioco,

se le stelle c'hanno i fili,

se qualcuno sa già tutto,

di questi bimbi nei cortili..."

 

 

Luca Carboni - La nostra storia

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La Sfida dei 100, 4°Fase-5°Sfida
 
 
 
 
 
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31 marzo 2020 2 31 /03 /marzo /2020 23:01
Sondaggi: La Sfida dei 100, 3°Fase-3°Sfida
La sfida dei 100 - 3°Fase-3°Sfida
 
 
 
 
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30 marzo 2020 1 30 /03 /marzo /2020 23:01
Sondaggi: Risultati Marzo 2020

 

X La Sfida dei 100, 3°Fase-2°Sfida: Domenico Modugno 55% e Edoardo Bennato 27%

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23 marzo 2020 1 23 /03 /marzo /2020 00:01

"Mai più da soli" è il singolo lanciato da Renato Zero che anticipa "Zero il folle", prossimo album dell'artista in pubblicazione ad ottobre. Registrato e prodotto a Londra, il disco, si avvale di una nuova collaborazione con Trevor Horn dopo quella del 2003 per l'album "Amo". Il brano apripista ci mostra un Renato in grande forma che ci esorta a concedersi al contatto, allo scambio fisico ed intellettuale senza aver paura del confronto rifugiandosi dietro ad uno schermo in cerca di facili ma false illusioni. I nostri tempi, l'avvento della tecnologia, dei social, degli smartphone e delle infinite applicazioni ci porta verso una vita virtuale e sempre più tendente alla solitudine effettiva. Non ci si fida più delle persone reali ma poi ci si concede senza remore ad un qualunque profilo fittizio confidando il nostro essere più profondo senza sapere veramente chi si nasconde dietro a quel nome e quella foto senza anima. Allo stesso modo, poi, ci si costruisce un proprio mondo ed un proprio personaggio "social" attraverso selfie ed eccessi sempre alla ricerca di nuovi follower che ci confermino di essere vivi, seguiti, visibili, che ci diano una forma di eternità e che ci salvino dall'anonimato e dall'indifferenza della rete. Zero, quindi, ci invita all'abbraccio, all'incontro, a scappare da una solitudine che ha cambiato pelle, una solitudine che si veste di "social" e ci scaraventa, piano piano, nel reale oblio. Un messaggio importante, dunque, che non deve demonizzare internet o i dispositivi che ci consentono questa estensione della vita reale ma deve sensibilizzare, soprattutto le nuove generazioni, all'uso corretto e misurato dei suddetti senza dimenticarsi che ai confini di un display c'è un mondo ed una umanità tutta da vivere, finché si è in tempo!    

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22 marzo 2020 7 22 /03 /marzo /2020 00:01

"Come lacrime nella pioggia" è uno dei brani, e primo singolo, dell'ultimo album di Enrico Ruggeri "Alma". Il testo parte da una citazione, il titolo, dal film "Balde Runner" di Ridley Scott per poi svilupparsi in un pop-rock avvolgente tipico dell'artista che accompagna un testo attento e di grande spessore. Il cantautore, tra i massimi esponenti della nostra musica, ci mette davanti ad una considerazione cruda e realistica sulla vita di ognuno di noi. La forza che ci spinge a vivere, costruire, nel caso di Ruggeri a scrivere ancora musica credendo in ciò che fa, è l'unica cosa che rimane di noi e che ci accompagnerà per sempre. Gli aspetti fisici, culturali, intellettuali che attraversano le varie fasi della vita sono destinati inevitabilmente a mutamenti atti all'età, all'esperienza, allo studio e, quindi, l'intero bagaglio che un uomo coltiva, arricchisce, snellisce, cambia di giorno in giorno risultando alla fine dei giorni evanescente. Tutto si cancella "Come frasi che hai scritto in spiaggia, come lacrime nella pioggia" appunto. Solo quella forza interiore, quello spirito identificabile con l'amore verso una persona, verso una professione, verso un arte non ci lascerà mai ed anche dopo di noi, se quello stesso sentimento è stato onorato al massimo, avrà prodotto qualcosa che andrà oltre la materia. Nel caso dell'artista, ad esempio, ci resteranno le sue opere che sono frutto dell'amore, della passione e, quindi, di quella forza insita nel suo animo che lo ha spinto verso l'immortalità. Anche noi comuni mortali, nel nostro piccolo, mettendo a frutto al meglio quella risorsa rimarremo, anche dopo la morte, sempre vivi nella memoria di chi ha ricevuto da noi quell'amore. Apparentemente, quindi, nulla resta di noi ma ci conviene amare e non sprecare la nostra forza per lasciare una traccia del nostro passaggio che nemmeno la pioggia potrà cancellare.      

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18 marzo 2020 3 18 /03 /marzo /2020 19:33
Intervista con... Marco Masini (II)

1. Marco sono 30! Complimenti per questo prestigioso traguardo che deve essere solo un nuovo inizio. Oggi che "...hai vinto tutto...", per la collettività, hai consolidato il tuo nome nell'olimpo dei grandi e tutti ora, talvolta in maniera falsa, ti inondano di messaggi di stima e di applausi. Non tantissimi anni fa, però, non era così; Calcavi palchetti di piccoli paesi accompagnato solo dai tuoi fedelissimi fans e vivevi una lotta interiore tra la voglia di smettere e la passione per la musica che ti spronava ad andare avanti. Per fortuna quest'ultima ha avuto la meglio alla faccia di elementi della discografia, dei media, dell'ambiente musicale che ieri ti ostacolavano e che ora, magari, ti strizzano l'occhio. Tu hai sempre trattato la vicenda da gran signore, non facendo nomi e quasi lasciando scorrere la cosa nel dimenticatoio ma, mi chiedevo, dopo tutto quello che ti hanno fatto vi è stato qualcuno che ha avuto il coraggio e la forza di scusarsi con sincerità? E c'è stato un complimento da qualcuno che proprio non ti aspettavi? Nel caso, è possibile svelare i nomi?

Credo che tutte le cose che ti succedono durante un percorso artistico ti aiutino a crescere, maturare ed evolverti. Credo quindi che nessuno si debba scusare con me perché è anche grazie a lui che ho capito i miei errori !! 

2. "Masini+1" è un vero gioiello. Belli duetti su grandi canzoni e inediti di qualità dove spicca la perla "Non è così" oltre a "Il confronto". In merito al disco, però, non si sarebbe potuto osare utilizzando i duetti su brani meno noti al grande pubblico al fine di dargli nuova luce? Lo dico perché sono tanti i capolavori nascosti nella tua discografia che non hanno avuto la giusta divulgazione mediatica e sarebbe stato bello offrire questa possibilità di riscoprirli alle nuove generazioni di utenti musicali. Tra l'altro, non potevo non notare l'assenza tra i duetti di alcuni amici colleghi che mi sarei aspettato come Enrico Ruggeri o Raf per citarne due. Vi è qualche ragione particolare? Inoltre come mai non hai pensato di inserire la strepitosa cover di "Vacanze romane" con Arisa? 

Le scelte fatte riguardanti i duetti e i pezzi inediti, le ho fatte insieme a Sony, seguendo anche le loro direttive tecniche e artistiche !!

3. In attesa della grande festa all'Arena di Verona di Settembre che chiuderà questo trentennale i tuoi fans già sono curiosi di come inizierà il 31° anno. Vi sarà un dvd del concerto? Hai già qualcosa di nuovo tra le mani? Cosa ti aspetti dal futuro?

In questo momento di piena emergenza sanitaria è difficile per tutti fare qualsiasi tipo di previsione !!

4. Ringraziandoti per la tua consueta disponibilità e rinnovandoti i più sinceri complimenti per la tua storia artistica ed umana ti invito a lasciare un saluto a tutti i lettori del blog. 

Un saluto a tutti i lettori di “La musica che gira intorno” augurandoci di poterci riabbracciare presto.
Marco Masini
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4 marzo 2020 3 04 /03 /marzo /2020 17:57

"Fammi sentire bella" è l'inedito di Mia Martini lanciato in questi giorni dalla Sugar Music di Caterina Caselli che ne aveva acquistato i diritti nel 2005 aspettando il momento giusto per renderlo pubblico. Questa occasione è arrivata con il docufilm trasmesso da Raitre dal titolo omonimo realizzato da Giorgio Verdelli. Scritto da Giancarlo Bigazzi e Angelo Valsiglio, il brano, doveva far parte dell'album "Lacrime" del 1992 per poi essere sostituito da "Gli uomini non cambiano" che Mimì presentò a Sanremo. La morte dell'artista nel 1995 non le diede più l'occasione di pubblicare il brano anche perché lo si voleva presentare al Festival. Fortunatamente il provino piano e voce fatto tra il 1991 e 1992 non andò perso ma fu custodito gelosamente da Gianna Bigazzi, moglie di Giancarlo, anch'esso prematuramente deceduto, che aveva con Mimì un rapporto speciale. Il brano parla di una donna che invita il proprio uomo a non trascurare la sua femminilità e a non dare per scontato e consumato il loro amore. Lo sprona, quindi, a farla sentire bella come agli albori della loro storia. La voce è quella roca, quella degli ultimi anni, quella che sprigiona rabbia, forza, grinta, passione, quella che non può non prendere l'anima, quella che non può non toccare le corde del cuore. Pensando poi che questo bellissimo brano arriva a venticinque anni dalla sua tragica scomparsa è inevitabile la commozione ed il rimpianto per ciò che poteva essere ancora oggi e che non è stato per la crudeltà di cui è stata fragile vittima. Avrebbe reagito alle difficoltà della sua storia con la stessa rabbia che esprimeva in musica forse oggi sarebbe ancora tra noi e questo pezzo sarebbe stato solo uno delle tante fantastiche interpretazioni da ascoltare aspettando il prossimo. Prossimo che, eccetto nuove sorprese dimenticate, non ci sarà rendendo questo raro nastro un cimelio di inestimabile valore che grazie alla Caselli e alla signora Bigazzi oggi è patrimonio di tutti. Ciò che attenua il dolore della sua mancanza è però l'amore che ancora oggi, dopo appunto un quarto di secolo dalla scomparsa, gli è riconosciuto dalla gente anche da chi, nel 1995, non era nemmeno nato. Una artista che ha fatto innamorare grandi autori ed interpreti che hanno voluto scrivere per lei o cantare insieme in prestigiosi contesti. Su tutti il legame di vita e professionale con Ivano Fossati, le collaborazioni con Roberto MuroloBruno LauziEnzo Gragnaniello, Franco Califano, Giancarlo Bigazzi o l'infatuazione artistica provocata al grande chansonnier francese Charles Aznavour che la volle al suo fianco in diversi concerti. Una carriera ricca e tormentata come tutta la sua breve esistenza che le ha dato però il tempo per farsi amare e per rendersi eterna grazie alla sua arte e al suo cuore che ritroviamo ogni qual volta quella voce, seppur registrata, torna a graffiarci l'anima.     

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4 marzo 2020 3 04 /03 /marzo /2020 17:46

"Masini+1 30th Anniversary" è l'album con il quale il cantautore fiorentino Marco Masini celebra i suoi trent'anni di carriera iniziati nel lontano '90 dal palco dell'Ariston dove si impose tra i giovani e conclusi sullo stesso palco il mese scorso con una prestazione da veterano. Il disco è una raccolta di successi cantati in duetto con tanti celebri colleghi e quattro inediti tra cui spiccano il brano sanremese "Il confronto" e la bellissima "Non è così" scritta con Antonio Iammarino. Tra gli amici che hanno voluto omaggiare Marco vi sono Eros Ramazzotti, Lorenzo Jovanotti, Umberto Tozzi, Luca Carboni e tanti altri che hanno ripercorso una piccola parte di questo lungo e meraviglioso cammino in musica. Le canzoni scelte per i duetti sono le più famose della sua discografia ed è forse un peccato non aver ripescato grandi brani passati un po' in sordina rispetto ai soliti cavalli di battaglia. Certo è difficile escludere per tale ricorrenza testi così celebri ma si sarebbe potuto rischiare favorendo la curiosità delle nuove generazioni verso perle meno note all'utenza di massa che avrebbero potuto ricevere una nuova luce. In ogni caso, si spera, che chi apprezzerà questo lavoro non conoscendo in toto il suo repertorio si vada a ricercare il suo passato musicale per rimanere sorpresi da cotanta qualità. Qualità e professionalità oggi da tutti riscontrata, applausi e complimenti arrivano da stampa, addetti ai lavori, colleghi e media vari mentre gli anni e i successi non cancellano i veleni e le difficoltà che Marco ha dovuto subire e lottare proprio per voce di alcuni componenti delle suddette categorie. Chissà, se almeno in forma privata, oltre agli applausi siano arrivate anche delle scuse sentite e non di facciata. Chissà ma poco importo perché, Marco, per dirla con le parole della sua canzone sanremese "ha vinto tutto". Il confronto con il mondo ostile che si è trovato intorno nella discografia l'ha battuto a colpi di musica e parole, con qualità e mestiere, con la sua arte che non ha trovato barriere altrettanto forti per non arrivare diretta all'anima della gente. Oggi, se pur talvolta in maniera falsa, quell'arte è riconosciuta da tutti e la sua partecipazione a Sanremo, al di là delle classifiche, non ha potuto che amplificare la sua portata. Non andando nell'analisi del brano, seppur bellissimo, c'è da soffermarsi sulla tecnica e sulla padronanza del mestiere. Esecuzioni perfette in tutti i suoi aspetti ed una maturità nel mantenere il palco ancor più consolidata dagli anni che è servita da lezione a molti presunti colleghi della kermesse. Da ricordare anche la magistrale rielaborazione ed interpretazione di una cover, "Vacanze romane", che sembrava a priori molto distante dalle sue solite melodie eppure ha spiazzato anche i più ottimisti con una performance da standing ovation. Questa ennesima presenza a Sanremo e questo disco celebrativo celebrano, più che i trent'anni di carriera, una posizione salda, e finalmente univocamente riconosciuta, nell'olimpo dei grandi artisti della nostra musica. Celebrazione che troverà il suo culmine nel mega concerto di settembre all'Arena di Verona dove, in compagnia di molti amici, Marco riceverà il sincero abbraccio della sua gente, quella stessa gente che, non molti anni fa, lo ha seguito nelle piazze di piccoli paesi italiani quando, abbandonato da media e discografici, viveva i mesi più duri di questi trent'anni combattuto tra la voglia di smettere e la passione per la musica. Per fortuna, la sua passione ha avuto la meglio e solo grazie ad essa oggi possiamo essere certi che questa festa sarà solo uno nuovo inizio.       

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1 marzo 2020 7 01 /03 /marzo /2020 00:01
Sondaggi: La Sfide dei 100, 3°Fase-2°Sfida
La sfida dei 100 - 3°Fase-2°Sfida
 
 
 
 
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29 febbraio 2020 6 29 /02 /febbraio /2020 00:01
Sondaggi: Risultati Febbraio 2020

 

X Sanremo 2020, Il migliore: Marco Masini 24%

X Sanremo 2020, Il peggiore: Achille Lauro 38%

 

X La sfida dei 100, 3°Fase-1°Sfida: Adriano Celentano 50% e Antonello Venditti 38%

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28 febbraio 2020 5 28 /02 /febbraio /2020 00:01

"Il peso del coraggio" è uno degli ultimi successi di Fiorella Mannoia contenuto nell'album "Personale" del febbraio 2019. Scritto da Marialuisa De Prisco ed Erika Mineo, in arte Amara, il brano invita ogni essere umano a prendersi le proprie responsabilità sul progresso del Mondo. Ogni azione, ogni parola, ogni comportamento di ogni singola persona, quindi, assume nel meccanismo globale e nello sviluppo dell'umanità, un valore discriminate e fondamentale. Fiorella, con la sua solita magistrale cifra interpretativa, chiarisce ad ognuno di noi l'importanza di pesare le nostre azioni, di riflettere su ciò che facciamo e su quello che diciamo per poi assumersi, con coraggio, il peso delle nostre idee e delle nostre scelte. L'appello rappresentato dalla Mannoia riguarda tutti ma è chiaro che il messaggio è diretto in primis a chi è a capo della nostra società, a chi ha in mano il potere di gestire i grandi problemi del nostro pianeta. I capi di Stato, giudici, magistrati e via discorrendo fino alla gente comune che, nel loro piccolo, non si devono sentire immuni da questa responsabilità. Lo si deve fare per noi stessi e, soprattutto, per le nuove generazioni affinché ci sia sempre più coscienza nelle scelte di vita e sempre più rispetto verso i valori umanitari, civili e morali troppo spesso, con superficialità, calpestati ai giorni nostri. Una gran bella canzone, quindi, con un testo nobile che ci viene offerto dalla più grande interprete del nostro Paese.     

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