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  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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Citazione del mese

"...Ricorda Signore questi servi disobbedienti

alle leggi del branco,

non dimenticare il loro volto,

che dopo tanto sbandare,

è appena giusto che la fortuna li aiuti,

come una svista, come un'anomalia, come una distrazione,

come un dovere..."

Fabrizio De André & Ivano Fossati - Smisurata preghiera

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La Sfida dei 100, 3°Fase-9°Sfida
 
 
 
 
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29 giugno 2018 5 29 /06 /giugno /2018 23:01
Sondaggi: Risultati Giugno 2018

 

X La sfida dei 100 - 1°Fase-1°Sfida: Adriano Celentano 25% Aleandro Baldi 25% Andrea Bocelli 25% Antonello Venditti 17% Amedeo Minghi 8%

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28 giugno 2018 4 28 /06 /giugno /2018 23:01

Siamo nel 1964 quando  Fabrizio De Andrè pubblica "La guerra di Piero" all'interno di un 45 giri che contiene anche una seconda versione di "La ballata dell'eroe", già edita nel 1962. Entrambe le canzoni hanno per tema la guerra e Fabrizio De Andrè ha più volte dichiarato che questi brani erano ispirati alla figura di suo zio Francesco che di ritorno da un campo di concentramento aveva passato il resto della sua vita alla deriva e che con i suoi racconti aveva segnato profondamente la sensibilità del cantautore genovese. "Io della guerra ne ho parlato molto, ne ho parlato soprattutto ne "La guerra di Piero" - dichiarò De Andrè - attraverso i racconti che me ne faceva mio zio, il fratello di mia mamma, che si fece tutta la campagnia di Albania". Mentre il testo della canzone appartiene unicamente a Fabrizio De Andrè, la musica venne composta in collaborazione con il chitarrista Vittorio Centanaro che, però, non essendo all'epoca iscritto alla Siae non compare tra gli autori ufficiali. Quando venne pubblicata, la canzone, non ebbe molta visibilità ma fu con la rivolta del '68 che trovò la sua dimensione entrando nel repertorio militante degli studenti di sinistra e in quello dei cattolici. Grazie a queste lotte sociali, il brano, venne divulgato ed ottenne quel ruolo importante nella nostra cultura e nella nostra storia che ancora oggi mantiene. Lo stesso De Andrè dichiarò: "Quando è uscita, "La guerra di Piero" rimase praticamente invenduta. Divenne un successo solo cinque anni dopo, con il boom della protesta, con Dylan, Donovan e compagnia. Penso che finirò per scrivere una canzone in favore della guerra, che naturalmente venderò nel 1980 quando ci sarà qualche "guerra sacra" in nome di qualche non meglio identificato ideale". Per ciò che riguarda il brano in se, i critici, hanno notato dei riferimenti e delle somiglianze più o meno volute all'interno della composizione. Pare ci siano, infatti, richiami ad una celebre poesia del 1870 di Arthur Rimbaud, "Le dormeur du val" ovvero "L'addormentato nella valle", musicata e cantata da Leo Ferrè nel 1955. Inoltre si possono notare corrispondenze, probabilmente casuali, con la canzone "Le soldat de Marsala" di Gustave Nadaud ispirata alla spedizione dei mille guidata da Garibaldi. Altro richiamo, verosimilmente voluto, è quello al brano "Dove vola l'avvoltoio" scritta da Italo Calvino nel 1958 e musicata da Sergio Liberovici. De "La ballata di Piero" esiste una seconda versione pubblicata da De Andrè nel 1968 in "Volume III" che varia nella velocità della esecuzione rispetto all'originale che ha un ritmo lento. Nel 1979, inoltre, arriva la versione live con gli arrangiamenti curati dalla PFM  in "Fabrizio De Andrè in concerto". Il brano, come tutti i grandi classici, è stato oggetto anche di diverse cover come quella di Adriano Celentano del 2003 e quella dei Modena City Ramblers in duetto con  Piero Pelù. Un pezzo di storia, quindi, della musica italiana ed ennesima prova della grandezza assoluta del maestro del cantautorato italiano.

 

 

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27 giugno 2018 3 27 /06 /giugno /2018 23:01

"Dio è morto" è un brano scritto da Francesco Guccini nel 1965 e portata al successo dai Nomadi che la pubblicarono nel 1967 nell'album "Per quando noi non ci saremo" oltre a proporla al Cantagiro. "Dio è morto" è la prima canzone depositata alla Siae a nome di Francesco Guccini che, nel frattempo, aveva superato i due esami come autore di testi e come musicista non trascrittore. Infatti, il cantautore modenese, scrisse sia il testo che la musica anche se non ha mai inciso in studio questa canzone in tutta la sua lunga carriera ma è stata inserita in diversi dischi nelle solo versioni live che Guccini ha interpretato durante i suoi concerti. "Dio è morto", nonostante questo, è ancora oggi tra i grandi classici della discografia di Guccini pur restando un cavallo di battaglia anche dei Nomadi che ebbero il merito di lanciarla sul mercato discografico. Il titolo del brano riprende un celebre aforisma di Friedrich Nietzsche, ma da dichiarazioni dello stesso autore, la canzone prende spunto dal poema "Urlo" di Allen Ginsberg, almeno per quello che riguarda l'incipit. Nella versione dei Nomadi, il brano subì delle piccole modifiche ad opera del tasterista dello storico gruppo, Beppe Carletti mentre l'originale venne proposta una sola volta da Caterina Caselli che la pubblicò a pochi mesi di distanza nell'album "Diamoci del tu". La canzone ebbe anche problemi di censura: venne ritenuta blasfema dalla Rai ma, nel contempo, venne proposta da "Radio Vaticana" e pare che anche il Papa Paolo VI apprezzasse questo brano, il quale non presenta alcun elemento antireligioso bensì richiama a sani principi morali. Gli stessi Nomadi, all'epoca, si recarono in Vaticano con l'intenzione di regalare una copia del disco al Santo Padre. Tra le tante cover registrate negli anni sono da segnalare quelle di Luciano Ligabue nell'album "Tributo ad Augusto" del 1995 in omaggio ad Augusto Daolio, prima storica voce dei Nomadi, quella di Ornella Vanoni del 2001 nell'album "Un panino una birra e poi...", quella rock della band "L'invasione degli Omini Verdi" del 2003 per il disco "Non è un gioco" e quella di Fiorella Mannoia in "Canzoni nel tempo" del 2007. Un pezzo storico, quindi, della discografia italiana che, ancora oggi, dopo tanti anni rimane ancora tra le performance più attese nei concerti sia dei Nomadi sia in quelli dell'autore Francesco Guccini. 

 

 

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21 giugno 2018 4 21 /06 /giugno /2018 23:01

"Bandiera bianca" è brano di  Franco Battiato del 1981 e pubblicato nell'album "La voce del padrone" giudicato come secondo album di sempre tra quelli italiani nella classifica stilata dalla celebre rivista del settore "Rolling Stone" ed anche dal referendum proposto da "Musica e dischi" dove viene preceduto solo da  "Creuza de ma" di Fabrizio De Andrè. "Bandiera bianca" è una delle canzoni trainanti del disco insieme a  "Centro di gravità permanente" che è stato prodotto anche in spagnolo col titolo "La voz de su amo" oltre ad essere diffuso attravero sette singoli in Spagna, Francia e Germania. Inoltre, "La voce del padrone" fu il primo lp italiano a superare il milione di copie vendute. Un successo straordinario che già dai numeri rende l'idea dell'importanza storica che questo disco rappresenta per Battiato e per tutta la musica italiana in generale. Per questo album Battiato abbandona quel rock progressivo che aveva contraddistinto i primi anni della sua carriera e propone un lavoro più accessibile al popolo che, come detto, otterrà un grosso riscontro commerciale. Non per questo, però, Battiato tralascia la qualità e la profondità dei testi e dei messaggi da lanciare. Infatti, a contrario della musica commerciale e spesso banale studiata a tavolino con il solo scopo di vendere, Battiato in "Bandiera bianca" per esempio offre molti spunti di riflessioni ponendo molte citazioni e riferimenti a persone ed avvenimenti dell'epoca che non soddisfa l'immagine di civiltà immaginata dall'autore. Per tale motivo, appunto, l'autore sventola bandiera bianca ovvero si arrenda alla mediocrità ed alla bassezza di determinate situazioni o personaggi che hanno contraddistino quell'epoca. Si parte con "Mr. Tamburino" riferimento al mito di quella generazione Bob Dylan che cantava "Mr. Tambourine Man" e che ricita con il verso: "i tempi stanno per cambiare..." per il brano "The times they are a-changing", invitandolo a mettere la maglia perchè con il passare del tempo si invecchia. Si continua in campo musicale con il riferimento ad Alan Sorrenti, passato da cantautore sperimentale a brani prettamente commerciali come "Figli delle stelle" e, quindi, alla musica vista come sola fonte di guadagno sottolineando la capacità del danaro nell'influenzare le scelte artistiche nel verso: "Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maetà il denaro...". Ma Battiato non risparmia la televisione, la politica, il cinema e la pubblicità dell'epoca. Cita, infatti le "demenziali" tribune elettorali condotte da Ugo Zatterin negli anni '70, le rissose rivolte studentesche, la miseria della vita negli abusi di potere, l'ascesa del cinema horror (erano gli anni dei successi di Dario Argento "Profondo rosso" e "Suspiria") e l'ossessiva attenzione all'apparire invocata dalla pubblicità facendo anche un ironico riferimento a se stesso ed al nuovo look sfoggiato a quei tempi nel verso: "C'è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero". Inseguito troviamo altri riferimenti alla musica come quello per la canzone "Tutte le mamme del mondo" di Gino Latilla del 1954 nel verso: "Uh com'è difficile restare padre quando i figli invecchiano e le mamme imbiancano..." sottolineando come, in quell'epoca, un uomo avrebbe potuto meschinamente risentirsi del progressivo invecchiamento della moglie. Sempre in tema musicale Beethoven, Sinatra e Vivaldi ovvero i simboli della musica classica, leggera e barocca per poi citare la chiassosa musica disco in voga in quell'epoca ed a tutta quella musica di scarsa qualità proposta in quegli anni nel verso: "...e sommersi soprattutto da immondizie musicali...". Anche il ritornello: "Su ponte sventola bandiera bianca..." è un chiaro riferimento alla poesia "L'ultima ora di Venezia" di Arnaldo Fusinato dell'800 in cui veniva ripresa la resa della città all'Impero Austriaco. Nel finale appaiono altre due citazioni, la prima verso il filosofo Theodor Adorno e la sua opera "Minima Moralia" a cui dedica il coro ironico: "minima immoralia...minima immoralia..." e l'altra al brano "The end" di Jim Morrison con il verso conclusivo: "The end...my only friend this is the end..." ovvero "La fine...il mio unico amico questa è la fine...". Un brano, qundi tutt'altro che banale o commerciale bensì ricco di riferimenti e messaggi più o meno nascostri velati ad una realtà che stava vivendo un epoca effettivamente mediocre se ci si basa sulle osservazioni sottolineate da Battiato. Proprio questa perfetta ed accurata analisi dell'epoca, probabilmente, è stata la chiave per il clamoroso successo di questo brano e dell'intero album vero e proprio capolavoro della nostra storia musicale e culturale composta da un genio assoluto del nostro tempo quale il maestro Franco Battiato.

 

 

 


 

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Fabrizio De Andrè

Franco Battiato

 

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15 giugno 2018 5 15 /06 /giugno /2018 23:01

"Pensiero" è uno dei brani classici dello storico gruppo dei Pooh fondato negli anni '60. Il brano, scritto per il testo da Valerio Negrini e per la musica da Camillo Ferdinando "Roby" Facchinetti, è stato pubblicato nel 1971 prima in un 45 giri insieme a "A un minuto dall'amore" e poi nell'album "Opera prima" che, in realtà, sarebbe il quarto disco dei Pooh ma il primo con una nuova casa discografica ovvero la "CBS". Del gruppo all'epoca faceva ancora parte anche Riccardo Fogli che è l'interprete canoro principale di "Pensiero" mentre sarebbe giunto in seguito a questo album Stefano D'Orazio che entrerà in formazione al posto di Valerio Negrini, il quale rimarrà comunque paroliere e componente occulto della band. Il singolo, che venne prodotto anche in castigliano con il titolo "Pensamiento/A un minuto del amor", ottenne un grandissimo successo e, se vogliamo, anche superiore al precedente brano estratto dallo stesso album, ovvero l'intramontabile "Tanta voglia di lei". Oltre che sul mercato italiano, dove superò il milione di copie, "Pensiero" ebbe un grosso riscontro, mai ripetutosi per un brano italiano, in Sud America dove arrivò ad oltre 1.200.000 copie vendute. Ad accompagnare i Pooh in questo progetto con gli arrangiamenti ci fu l'orchestra diretta da Gianfranco Monaldi. Il testo parla di un carcerato, tra l'altro innocente, che prova a raggiungere la propria amata nell'unico modo possibile trovandosi rinchiuso in una cella e cioè col pensiero. Al pensiero, l'uomo, chiede di portare alla donna la propria verità sull'accaduto che lo costringe ingiustamente a stare in prigione oltre a chiedergli di portargli in dono il suo sorriso. L'uomo, ormai stanco, cerca quindi di trasmettere il proprio pensiero all'unica persona che gli è rimasta nell'anima e che ben conosce la sua sincerità. Un brano, quindi, molto particolare che ha fatto la storia della musica italiana e che rappresenta uno dei maggiori successi dell'infinita discografia dei Pooh che, ancora oggi, continuano a sfornare brani di qualità.

 

 

 

  

 

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Pooh

Riccardo Fogli

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3 giugno 2018 7 03 /06 /giugno /2018 23:01

E' il 1979 quando Francesco De Gregori e Lucio Dalla decidono di unire i propri repertori per creare un evento che avrebbe segnato la storia della musica italiana ovvero "Banana Republic". Un tour diventato presto simbolo della nuova concezione di fare e proporre la musica italiana dal vivo. I due, infatti, furono i primi a portare la musica cantautorale negli stadi e fu un successo clamoroso in tutta Italia. La proposta partì da De Gregori dopo che due avevano collaborato per l'incisione del singolo "Come fanno i marinari/Cosa sarà" e si erano esibiti dal vivo a Roma. Dalla all'inizio si mostrò perplesso credendo di sfigurare dinnanzi ad un artista del calibro di De Gregori ma poi il suo spirito ironico e la sua capacità di mostrarsi sempre aperto a nuove esperienze ebbero la meglio dando il via al progetto. I due artisti portarono nello spettacolo 28 brani pescati tra i loro successi oltre ad alcune realizzate per l'occasione come il brano che da il titolo sia all'album che al tour "Banana Republic" che è una cover, tradotta da De Gregori, del brano scritto ed inciso da Steve Goodman e portato al successo da Jimmy Buffet. Un'altra eccezione è "Gelato al limon" scritta da Paolo Conte ed inserita dallo stesso autore nel suo album di quell'anno. Di questi inediti non esistono versioni registrate in studio né in duetto e né singolarmente ma solo in versione live. Nei concerti i brani venivano cantanti quasi sempre in duetto ad eccezione "Piazza Grande" per Dalla e di "Bufalo Bill" e "Santa Lucia" per De Gregori. Inoltre, ogni concerto, si chiudeva con "Come fanno i marinai" preceduta da un breve accenno di "Addio a Napoli". Tra le curiosità che accompagnano il mito di questo tour ci sono alcune presenze sul palco che, anonime a quei tempi, sarebbero diventate famose qualche anno dopo. C'erano, infatti, Rosalino Cellamare, in arte Ron, arrangiatore dei brani del concerto e corista e chitarrista degli stessi nei live e Gaetano Curreri, che insieme a gli altri musicisti presenti sul palco avrebbe poi dato vita agli Stadio. In particolare la band di Curreri suonava di supporto a Dalla mentre per De Gregori suonava il gruppo Cyan. Il lungo tour diete vita anche ad un film-concerto diretto da Ottavio Fabbri dove si possono trovare interviste e scene inedite riprese dai concerti. Un vero è proprio evento che ha lasciato un segno molto profondo nella storia della nostra musica ed il successo che ha scaturito  la reunion dei due a trent'anni di distanza per il progetto "Work in progress" del 2010 ne una prova. Anche in questo caso sono stati presi i successi dei due con l'innesto di due inediti quali "Non basta saper cantare" e "Gran turismo" scritte insieme per l'occasione. Di questo secondo progetto è stato prodotto anche un dvd dal titolo "Back to Back". L'addio recente di Dalla ha messo fine alla sua vita terrena ma la sua arte rimarrà per sempre patrimonio dell'umanità come, daltronde, quella di De Gregori: due veri mostri del cantautorato italiano.

 

 

 


 

Altro su:

Francesco De Gregori

Gaetano Curreri

Lucio Dalla

Paolo Conte

Ron

Stadio

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1 giugno 2018 5 01 /06 /giugno /2018 23:01

"Donna" è un brano scritto da Enzo Gragnaniello per Mia Martini e pubblicato nel 1989 nell'album "Martini Mia". Questo album, che comprende anche "Almeno tu nell'universo", arriva dopo diversi anni di inattività della cantante calabrese e proprio per tale motivo, Mimì, declinò inizialmente la proposta di Gragnaniello in merito ad una collaborazione in qualità di autore. Quando, però, la Martini ascoltò le prime note di "Donna" ne rimase affascinata ed è chiaro che questo brano fu un'ulteriore spinta verso il ritorno sul palco. Il testo di Gragnaniello, infatti, non lascia indifferenti bensì da grande autore quale è, il cantautore napoletano riesce, da osservatore esterno, a raffigurare la visione femminile in determinati rapporti con un certo tipo di uomini: rapporti fatti di umiliazioni, soprusi o privi di alcuna forma di rispetto verso la donna. Da uomo, Gragnaniello osserva, quindi, l'irriguardosa superficialità con la quale alcuni uomini si avvicinano alla donna vedendola spesso come solo strumento sessuale ed ignorando la dignità ed i sentimenti delle stesse. Una visione affascinante quanto schietta di una determinata realtà che continua a mietere vittime ogni giorno creando gravi disordini nell'animo e nella psiche delle donne che sfortunatamente incappano in questo tipo di situazioni. Gragnaniello, per l'esecuzione di questa canzone, non poteva fare scelta migliore che affidarla alla voce raffinata e penetrante di Mia Martini che la rende un capolavoro assoluto. Il brano viene presentato al Festivalbar del 1989 dove, Mimì, ricevette il Disco d'oro per le 100 mila copie vendute dall'album. Vista la rilevanza del brano, Mimì, lo reinterpreta anche in duetto con Gragnaniello regalando una perla assoluta alla storia della musica italiana. Proprio questa versione, infatti, è quella più diffusa ed apprezzata vista l'unione di due grandi artisti che viaggiano sulla stessa onda emotiva ed interpretativa. Negli anni successivi la collaborazione tra i due continuerà anche in altre occasioni come nella magnifica "Cu'mme" che vede anche l'eccellente partecipazione di Roberto Murolo. Dopo la scomparsa di Mimì, Gragnaniello ripropose "Donna" sia da solo che in un emozionate duetto con Loredana Bertè, eseguito a "Domenica in" nel 1997 nel secondo anniversario della morte della sorella.        

 

 

 


 

Altro su:

Enzo Gragnaniello

Loredana Bertè

Mia Martini

Roberto Murolo

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31 maggio 2018 4 31 /05 /maggio /2018 23:01
Sondaggi: La sfida dei 100, 1° Fase-1° Sfida
La sfida dei 100 - 1°Fase-1°Sfida
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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31 maggio 2018 4 31 /05 /maggio /2018 23:01
Sondaggi: La sfida dei 100

Da una lista di 100 artisti, tra i più significativi della storia della musica italiana, lanceremo, tramite sondaggi mensili, delle sfide, per decretare l'artista italiano più influente della nostra musica. Ovviamente, il tutto, va preso per quello che è: un gioco. Non è sempre possibile, infatti, comparare artisti di grande valore che per diversi aspetti: genere, epoca, stile, caratteristiche, linguaggio e via discorrendo. Inoltre, sicuramente, fra i tanti nomi mancherà qualcuno vista la vasta schiera di artisti che negli anni si sono distinti nel panorama nazionale ma con questa selezione sono rappresentate un po' tutte le categorie. Con questo giochino, quindi, cerchiamo di capire per grandi linee chi, per gli utenti di questo blog, ha avuto un ruolo fondamentale nella nostra storia musicale. La sfida di dividerà in 8 fasi e gli sfidanti passeranno da 100 a 50, poi a 30, poi a 20, a 10, a 6, a 4 e infine a 2 prima di decretare il vincitore. Di seguito troverete regolamento completo, la lista dei 100 e, di volta in volta, le varie sfide: quelle attive indicate dal segno O e quelle chiuse dal segno X. Buon divertimento!

REGOLAMENTO:

FASE 1: 100 nomi divisi in 10 sfide da 10 concorrenti in cui passeranno i 5 più votati. CONCLUSA

FASE 2: 50 nomi divisi in 10 sfide da 5 concorrenti in cui passeranno i 3 più votati. CONCLUSA

FASE 3: 30 nomi divisi in 10 sfide da 3 concorrenti in cui passeranno i 2 più votati.

FASE 4: 20 nomi divisi in 5 sfide da 4 concorrenti in cui passeranno i 2 più votati.

FASE 5: 10 nomi divisi in 2 sfide da 5 concorrenti in cui passeranno i 3 più votati.

FASE 6: 6 nomi divisi in 2 sfide da 3 concorrenti in cui passeranno i 2 più votati.

FASE 7: 4 nomi divisi in 2 sfide da 2 concorrenti in cui passerà il più votato.

FASE 8: 2 nomi per la sfida finale che decreterà il vincitore.

I 100:

1. Adriano Celentano

2. Albano Carrisi 1°FASE

3. Aleandro Baldi 3°FASE

4. Alex Britti 1°FASE

5. Amedeo Minghi 2°FASE

6. Andrea Bocelli 2°FASE

7. Angelo Branduardi 1°FASE

8. Anna Oxa 1°FASE

9. Antonello Venditti

10. Biagio Antonacci 1°FASE

11. Bobby Solo 1°FASE

12. Bruno Lauzi 1°FASE

13. Carmen Consoli 2°FASE

14. Claudio Baglioni 3°FASE

15. Claudio Villa 1°FASE

16. Cristiano De André 1°FASE

17. Domenico Modugno

18. Don Backy 2°FASE

19. Edoardo Bennato

20. Elio e le Storie Tese 1°FASE

21. Enrico Ruggeri 3°FASE

22. Enzo Jannacci 1°FASE

23. Eros Ramazzotti 1°FASE

24. Eugenio Finardi 1°FASE

25. Fabio Concato 2° FASE

26. Fabrizio De André

27. Fausto Leali 1°FASE

28. Federico Salvatore 1°FASE

29. Fiorella Mannoia 2°FASE

30. Francesco De Gregori

31. Francesco Guccini 3°FASE

32. Francesco Renga 1°FASE

33. Franco Battiato

34. Franco Califano

35. Gaetano Curreri 1°FASE

36. Gerardina Trovato 1°FASE

37. Gianluca Grignani 1°FASE

38. Gianna Nannini 1°FASE

39. Gianni Bella 2°FASE

40. Gino Paoli 2°FASE

41. Giorgia 1° FASE

42. Giorgio Gaber

43. Giuseppe Povia 3°FASE

44. Irene Grandi 1° FASE

45. Iva Zanicchi 1°FASE

46. Ivana Spagna 1°FASE

47. Ivano Fossati

48. Jimmy Fontana 2°FASE

49. Johnny Dorelli 2°FASE

50. Laura Pausini 1°FASE

51. Loredana Bertè 2°FASE

52. Lorenzo Jovanotti 2°FASE

53. Luca Barbarossa 1°FASE

54. Luca Carboni 3°FASE

55. Luciano Ligabue 1°FASE

56. Luciano Pavarotti 1°FASE

57. Lucio Battisti 1°FASE

58. Lucio Dalla

59. Luigi Tenco

60. Mango 1°FASE

61. Marcella Bella 1°FASE

62. Marco Masini

63. Massimo Ranieri 3°FASE

64. Matia Bazar 1°FASE

65. Max Gazzè 2°FASE

66. Max Pezzali 1°FASE

67. Mia Martini

68. Michele Zarrillo 2°FASE

69. Milva 1°FASE

70. Mina 1°FASE

71. Mino Reitano 1°FASE

72. Nek 1°FASE

73. Niccolò Fabi 1°FASE

74. Nicola Di Bari 2°FASE

75. Nilla Pizzi 1°FASE

76. Nino D'Angelo

77. Nomadi 2°FASE

78. Ornella Vanoni 1°FASE

79. Paolo Conte

80. Paolo Vallesi 3°FASE

81. Patty Pravo 1°FASE

82. Peppino Di Capri 1°FASE

83. Pierangelo Bertoli 2°FASE

84. Piero Pelù 1°FASE

85. Pino Daniele

86. Pooh

87. Pupo 1°FASE

88. Raf 1°FASE

89. Renato Zero

90. Riccardo Cocciante 2°FASE

91. Rino Gaetano 2°FASE

92. Roberto Vecchioni

93. Ron

94. Samuele Bersani 1°FASE

95. Sergio Endrigo 1°FASE

96. Tiziano Ferro 1°FASE

97. Toto Cutugno 1°FASE

98. Umberto Bindi 2°FASE

99. Umberto Tozzi 1°FASE

100. Vasco Rossi

 

FASE 1:

X 1° SFIDA: Adriano Celentano 25% Aleandro Baldi 25% Andrea Bocelli 25% Antonello Venditti 17% Amedeo Minghi 8%

X 2° SFIDA: Domenico Modugno 25% Carmen Consoli, Claudio Baglioni, Don Backy e Edoardo Bennato 15%

X 3° SFIDA: Fabrizio De André 50% Enrico Ruggeri e Francesco De Gregori 18% Fiorella Mannoia 11% Fabio Concato 4%

X 4° SFIDA: Francesco Guccini e Franco Battiato 24%, Franco Califano e Gino Paoli 18% Gianni Bella 12%

X 5° SFIDA: Ivano Fossati 35%, Giorgio Gaber 25%, Giuseppe Povia 15%, Jimmi Fontana e Johnny Dorelli 10%

X 6° SFIDA: Lucio Dalla e Luigi Tenco 25%, Loredana Bertè, Lorenzo Jovanotti e Luca Carboni 15%

X 7° SFIDA: Mia Martini 36%, Marco Masini 27%, Massimo Ranieri 18%, Max Gazzè e Michele Zarrillo 9%

X 8° SFIDA: Nino D'Angelo 33%, Paolo Conte 25%, Nicola Di Bari e Nomadi 17%, Paolo Vallesi 8%

X 9° SFIDA: Pino Daniele e Renato Zero 18%, Pierangelo Bertoli, Pooh, Riccardo Cocciante 15%

X 10° SFIDA: Roberto Vecchioni 27%, Rino Gaetano e Vasco Rossi 18%, Ron 14%, Umberto Bindi 9%

FASE 2:

X 1°SFIDA: Adriano Celentano e Antonello Venditti 40%, Aleandro Baldi 20%

X 2°SFIDA: Domenico Modugno 50%, Edoardo Bennato 33%, Claudio Baglioni 17%

X 3°SFIDA: Fabrizio De André 47%, Enrico Ruggeri e Francesco De Gregori 21%

X 4°SFIDA: Franco Battiato e Franco Califano 33%, Francesco Guccini 25% 

X 5°SFIDA: Ivano Fossati 57, Giorgio Gaber 29, Giuseppe Povia 14%

X 6°SFIDA: Lucio Dalla 58%, Luigi Tenco 32%, Luca Carboni 11%

X 7°SFIDA: Mia Martini 46%, Marco Masini 38%, Massimo Ranieri 15%

X 8°SFIDA: Nino D'Angelo e Paolo Conte 45%, Paolo Vallesi 9%

X 9°SFIDA: Pino Daniele e Renato Zero 43%, Pooh 14%

X 10°SFIDA: Roberto Vecchioni 40%, Ron e Vasco Rossi 20%

FASE 3:

X 1°SFIDA: Adriano Celentano 50% e Antonello Venditti 38%

X 2°SFIDA: Domenico Modugno 55% e Edoardo Bennato 27%

X 3°SFIDA: Fabrizio De André 77% e Francesco De Gregori 15%

X 4°SFIDA: Franco Battiato 50% e Franco Califano 33%

X 5°SFIDA: Ivano Fossati 75% e Giorgio Gaber 17%

X 6°SFIDA: Lucio Dalla 75% e Luigi Tenco 25%

X 7°SFIDA: Marco Masini 67% e Mia Martini 22%

X 8°SFIDA: Nino D'Angelo 58% Paolo Conte 33%

O 9°SFIDA: ? 

 

 

    

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29 maggio 2018 2 29 /05 /maggio /2018 23:01

E' il 1988 quando  Massimo Ranieri, Giovanni Calone all'anagrafe, dopo circa dieci anni dedicati prevalentemente al teatro, decide di rimettersi in pista come cantante. Si presenta al 38° Festival di Sanremo con "Perdere l'amore" un brano scritto da Marcello Marrocchi e Giampiero Artegiani e il successo fu clamoroso. Il brano ottenne un plebiscito dalle votazioni allora legate al concorso Totip e rimase per ben 5 settimane in vetta alle classifiche italiane. Una curiosità legata a questo capolavoro è che solo un anno primo, presentata da Gianni Nazzaro, la canzone venne scartata dalla commissione del Festival. Dopo il successo di Ranieri non furono poche, infatti, le polemiche scatenate dallo stesso Nazzaro che definì imparziale e contraddittoria la scelta della giuria di Sanremo. Sta di fatto, però, che nonostante l'assoluta qualità del brano anche l'interpretazione sia canora che attoriale apportata da Ranieri è risultata fondamentale per l'esito positivo della performance che ha portato questa canzone tra le perle assolute della nella storia della musica italiana. Nel vinile che portava lo stesso nome del suddetto brano era presente anche "Dove sta il poeta" firmata dagli stessi autori. Tornando a "Perdere l'amore", il testo parla della difficoltà di uomo maturo nel rassegnarsi alla fine di un amore importante: un destino inatteso che il protagonista non riesce proprio ad accettare. Un'altra chicca legata al celebre brano è la partecipazione di Rocco Tanica, Sergio Conforti all'anagrafe, tastierista degli  "Elio e le storie tese" che ha oltre a curare l'arrangiamento ha composto e suonato la celebre l'introduzione del brano al pianoforte. Negli anni la canzone è diventata il cavallo di battaglia di Ranieri ed ha permesso allo stesso artista napoletano di riconquistare quel giusto posto di rilievo tra i grandi artisti del nostro spettacolo. Infatti Ranieri non è un asso solo della musica ma anche della televisione e del teatro come sta dimostrando ancora in questi giorni portando in tv il grande teatro di Eduardo De Filippo e riscuotendo grandi successi. Negli anni, "Perdere l'amore", è stata cantata dai più grandi artisti della musica internazionale e, in particolare, è stata oggetto di due cover realizzate da Lara Fabian e Di Quinto Rocco.

 

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