Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"Se ci ritroveremo tutti in fondo al lungo viaggio,

avremo indietro l'anima, l'amore ed il coraggio.

Felice è lo stupore dopo il suono dei rintocchi,

perché so che l'infinito avrà i tuoi occhi..."

 

Enrico Ruggeri - L'infinito avrà i tuoi occhi

Sondaggi

6 giugno 2017 2 06 /06 /giugno /2017 23:01

"Minuetto" è uno dei brani più noti di  Mia Martini, Domenica Bertè all'anagrafe ed è stato inciso nel 1973 con un singolo insieme a "Tu sei così" che rimarrà il più venduto della storia artistica di Mimì. Inoltre, il brano venne inserito nell'album "Il giorno dopo". Della canzone, scritta da  Franco Califano per il testo e Dario Baldan Bembo per la musica, ne furono fatte anche delle versioni in spagnolo ed in francese dalla stessa Mia Martini. Successivamente la canzone venne cantata ed incisa anche dallo stesso Califano e da Albano Carrisi nel 2008. Il testo parla della tipica donna dell'epoca innamorata e decisa a rincorrere il proprio amore anche dopo aver subito ripetute umiliazioni ed abbandoni. La figura di una donna, quindi, priva di dignità ed orgoglio che nonostante tutti i comportamenti egoistici dell'uomo che ama torna a chiedere, elemosinando, le sue attenzioni. Un testo significativo basato su una rivisitazione moderna di un minuetto che poi nella seconda parte diventa una ballata lenta e malinconica. Una canzone molto importante per la carriera dell'artista calabrese che l'ha portata a vincere quell'anno il Festivalbar. Di "Minuetto" esiste anche un'altra versione con testo scritto da Luigi Albertello e pubblicata solo dopo la misteriosa morte dell'artista avvenuta nel 1995 nell'album "Canzoni segrete" con il titolo "Salvami". Un grande brano rimasto nella memoria collettiva del pubblico come una delle perle più rappresentative del talento interpretativo e della intensità vocale ed emozionale di Mia Martini che rimane tutt'ora tra le più grandi, se non la più grande, voci femminili del nostro panorama artistico. La prematura morte, infatti, ci ha privato di una grande artista ma non è servita a cancellare tutto l'immenso patrimonio musicale che Mimì ha espresso lungo la sua tartassata carriera. Le difficoltà e le avversità dovute soprattutto agli addetti ai lavori che gli hanno reso dura la sua storia sul palco e che, probabilmente, l'hanno portata alla morte non sono bastate a demolire il suo mito che vive ancora oggi in tutti coloro che hanno amato ed amano la sua musica ed il suo unico stile interpretativo capace di emozionare e di arrivare nel profondo dell'anima.

 

 

Condividi post
Repost0
4 giugno 2017 7 04 /06 /giugno /2017 23:01
Citazioni: Ron 1

"...dolce profumo nelle notti,

 

abbracciata al mio cuscino,

 

staro' sveglio per guardarti,

 

nella luce del mattino...

 

(Vorrei incontrarti fra cent'anni - 1996)

Condividi post
Repost0
31 maggio 2017 3 31 /05 /maggio /2017 23:01
Sondaggi: Altri, Sei favorevole all'ipotesi di cambiare sede al Festival di Sanremo
Sei favorevole all'ipotesi di cambiare sede al Festival di Sanremo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Condividi post
Repost0
30 maggio 2017 2 30 /05 /maggio /2017 23:01
Sondaggi: Risultati Maggio 2017

 

X Come ami ascoltare musica: Live 75%

Condividi post
Repost0
29 maggio 2017 1 29 /05 /maggio /2017 23:01
Citazioni: Amedeo Minghi 1

"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

 

vedere il cammino, diverso del mondo,

 

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

 

la verità che muore..."

 

(Un uomo venuto da lontano - 1998)

Condividi post
Repost0
26 maggio 2017 5 26 /05 /maggio /2017 23:01

"Ma il cielo è sempre più blu" rappresenta la vera nascita artistica di Rino Gaetano, Salvatore Antonio all'anagrafe. Nonostante già avesse debuttato come interprete con il pseudonimo di Kammamuri's con il singolo "I love you Marianna" che conteneva anche "Jaqueline", Gaetano scoprì la sua vera natura di interprete delle proprie canzoni proprio con il suddetto brano. L'artista, infatti, già conosciuto in qualità di autore dagli addetti ai lavori non si sentiva capace di cantare ciò che scriveva e, quindi, destinava ad altri le proprie composizoni come nel caso di "Ad esempio a me piace il Sud" concessa a Nicola Di Bari. Convinto dal suo scopritore Vincenzo Micocci, proprietario del ritrovo dei giovani cantautori "Folkstudio" e della casa discografica "It" che contava tra le sue fila gli "amici" di Gaetano, Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Lucio Dalla non ancora esplosi del tutto, Rino decide di abbandonare nomi d'arte e lingua inglese per cantare ciò che lui stesso scriveva e che solo lui poteva interpretare nel migliore dei modi. Il 45 giri lanciato nel 1975 "Ma il cielo è sempre più blu" ottiene un grosso successo e Gaetano, per la sua personalità crea un personaggio schietto e naturale che è conteso da tutti i media. Il testo è un elenco di fatti, avvenimenti, comportamenti ed usi della società dell'epoca che sembrano essere buttati a caso ma è evidente che Gaetano vuole rappresentare una speranza per tutti, anche nelle situazioni più difficili e, talvolta, drammatiche, c'è sempre una prospettiva positiva, ovvero, il cielo è sempre più blu. Una sorta di nuova "Nel blu dipinto di blu" che riempe le radio e le tv e diventa il nuovo fenomeno musicale. Dalla durata originale di 8 minuti e 43 secondi, il brano venne diviso in due parti e fu anche vittima di censura per le frasi: "...Chi tira la bomba...chi nasconde la mano..." e :"...Chi ascolta Baglioni...chi rompe i coglioni". Il disco vendette oltre 100.000 copie è un fu la vera esposione dell'artista che all'epoca aveva solo 24 anni. Il brano poi è stato ripreso dal dj Molella per una versione remix nel 2003 e da Giusy Ferreri nel 2009 per l'album "Fotografie". Gaetano, in seguito, si confermerà con tanti altri successi diventando uno dei cantautori più innovativi e più amati dell'epoca soprattutto dalle nuove generazioni per il suo modo eccentrico di affrontare il palco. Ma questo atteggiamento, Gaetano, lo aveva anche nella vita di tutti i giorni o, meglio, nelle notti che lui amava vivere fino al mattino andando a cantare amichevolmente tra un bicchiere e l'altro nei locali di Roma. Sempre a spasso con la sua chitarra, Gaetano, viveva una vita semplice e, forse, il grande successo gli provocò un cambiamento della sua routine non semplice da affrontare. In ogni caso, Rino, nonostante questi evidenti turbamenti dovuti anche al passaggio da giovane promessa a cantautore affermato continuava la sua strada e anche nella vita privata erano in previosione importanti novità tra cui il matrimonio. Ma la sua carriera e la sua vita vennero stroncate da un incidente stradale il 2 giugno del 1981 quando all'età di trent'anni la sua Volvo343 si schiantò contro un camion sulla via Nomentana a Roma. Gaetano venne trasportanto in fin di vita in cinque diversi ospedali della capitale che, però, rifiutarono l'artista. Questo triste epilogo, Gaetano, l'aveva cantato sorprendentemente all'inizio della sua carriera nel brano del 1971 "La ballata di Renzo" dove diceva: "Quando Renzo morì io ero al bar...la strada molto lunga si andò al San Camillo e li non lo vollero per l'orario...la stada tutta scura si andò al San Giovanni e lì non l'accetteranno per lo sciopero...". Una strana coincidenza che innesca un alone di mistero sulla morte dell'artista. Gaetano venne sepolto nel cimitero di Mentana per poi essere trasferito al Verano dove si trova tuttora. Una storia senza lieto fine, quidni, quella di un'artista particolare che anche nella morte ha lasciato sbalorditi come in tutte le sue esibizioni sul palco. Il suo ricordo, però, ancora oggi non si è spento e i suoi brani sono ancora molto diffusi tra i giovani e ciò è la prova più evidente della sua grande modernità.

 

 

Condividi post
Repost0
24 maggio 2017 3 24 /05 /maggio /2017 23:01
Citazioni: Paolo Vallesi 1

"Dov'è la sigaretta, che si fumava già,

 

le corse in bicicletta, la tua felicità,

 

dov'è perché hai paura, del buio ed io lo so,

 

piramidi di luna, per te io accenderò..."

 

 

(Piramidi di luna - 1991)

Condividi post
Repost0
24 maggio 2017 3 24 /05 /maggio /2017 14:25

"Zerovskij...solo per amore" è il nuovo lavoro discografico di Renato Zero nato parallelamente allo spettacolo teatrale che lo porterà in tour dal prossimo luglio. Spettacolo teatrale che assume i tratti dell'opera visto che l'artista romano sarà accompagnato da oltre 100 figure tra musicisti diretti dal consueto maestro Renato Serio e attori che metteranno in scena ciò che Zero ha confezionato con questo album. Ben 19 pezzi, Renato, come in tutti gli ultimi lavori autoprodotti non si risparmia e regala sempre dischi ricchi di inediti e con ottima frequenza a dimostrazione della sua prolificità artistica. Non a caso è giunto al ventinovesimo album in studio essendo ancora uno degli artisti più amati ed apprezzati del panorama italiano. Questo affetto del pubblico parte soprattutto dalla capacità dell'artista di regalare emozioni in versi come pochi riescono a fare. La teatralità, le interpretazioni, il modo di affrontare il palco e la gente sono solo alcuni dei punti che fanno di Zero una icona della nostra musica e della nostra cultura e se ancora oggi, dopo tanti anni di successi, è sempre pronto a rimettersi in gioco forse è proprio "...solo per amore", come recita il sottotitolo di questo disco. Per amore del pubblico e per amore di una musica che ha caratterizzato la sua vita e quella dei suoi "sorcini". Analizzando l'album che presenta tutti inediti tranne "Infiniti treni" ripresa da "Soggetti smarriti" del 1986, si scopre che Renato si affida ai collaboratori di sempre e diventa subito ed inevitabilmente magia. Un'alchimia già testata che produce senza eccessivi sforzi una naturale essenza di poesia che va a toccare i temi centrali delle nostre vite e cioè l'amore, l'odio, il tempo, la vita stessa e la morte. Su questo tracciato esistenziale si dirama l'album e le sue pagine intrise di sospiri, sorrisi, smorfie, lacrime e riflessioni talvolta molto profonde. "Stalker""Colpevoli", "Vivo" ma anche il primo singolo "Ti andrebbe di cambiare il mondo?" sono manifesti chiari di questo prodotto di grande qualità che ci riporta il "solito Renato" in grande forma che non delude mai. Come detto, gente come Maurizio Fabrizio, Vincenzo IncenzoMariella Nava, sono cavalli di razza e difficilmente sbagliano un colpo se poi si affiancano ad un genio come Renato il risultato non può che essere eccellente come succede ormai da decenni quando in squadra vi sono questi fuoriclasse. Questo disco celebra anche i 50 anni di carriera di Zero e quindi 50 anni della nostra storia, del nostro patrimonio musicale, della nostra arte, della nostra vita. Non resta, quindi, che applaudire ancora una volta Renato e augurare, a lui e a tutti noi, che questo sia solo l'inizio dei prossimi 50 anni di nuovi successi. Auguri Nì!   

Condividi post
Repost0
19 maggio 2017 5 19 /05 /maggio /2017 23:01
Citazioni: Lucio Dalla 1

"Fratello dobbiamo volare nei cieli più limpidi;

 

Bisogna imparare a sognare per essere liberi..."

 

(Latin lover - 1993) 

Condividi post
Repost0
17 maggio 2017 3 17 /05 /maggio /2017 23:01

"Lazzari felici" è un brano di Pino Daniele del 1984 e pubblicato nell'album "Musicante". Il disco rientra nella prima fase artistica del cantautore napoletano e cioè nell'era d'oro della sua storia in musica. Le sue radici popolane ed il suo innovativo modo di fare musica, infatti, non sono ancora contaminate da quell'immersione in un pop più commerciale e meno impegnato che lo vedrà protagonista negli anni successivi. Pino, in questo disco, intende proseguire quel filone rappresentativo della sua natura e delle sue origini iniziato nel 1977 con "Terra mia" e  "Napule è". Proprio "Lazzari felici", una delle perle del repertorio dell'artista, vuole essere una rappresentazione, a tratti malinconica e struggente, del popolo che vive quella Napoli così ben descritta anni prima. La sonorità, che inizia a richiamare la world music, è accompagnata da un testo che esprime la condizione di adattamento di una popolazione, quella napoletana appunto, ad un territorio e ad una realtà sociale non sempre facile e piena di contraddizioni. Nonostante tutto, però, il brano termina con un velato ottimismo per il futuro contando sulla storia e sulla tradizione di una realtà che rimane tra le più belle ed affascinanti del mondo. Del brano esiste anche una bellissima versione realizzata dal maestro Roberto Murolo nell'album "Na voce, 'na chitarra" del 1990. Un brano storico, quindi, che appartiene al repertorio tradizionale di Pino Daniele ovvero quella produzione artistica che gli ha permesso di diventare uno dei cantautori più apprezzati del tempo e, soprattutto, un simbolo della città di Napoli nel mondo. Nel prosieguo della sua carriera, però, Daniele ha variato spesso il suo modo di fare musica cercando nuove sonorità e perdendo un po' di quella forza che lo ha reso grande. Pur proponendo sempre musica godibile e di qualità, l'artista, ha optato per una strada meno impegnata e sicuramente più congeniale alle logiche del mercato discografico nazionale accantonando, quasi del tutto, la sua vera natura. Il passato, però, nessuno lo cancella e questo brano, come tanti altri, sono testimonianze autentiche di ciò che Pino Daniele è stato con la speranza che ritrovi presto la voglia di tornare a scrivere e ad emozionare come sa.

 

 

 


 

Altro su:

Pino Daniele

Roberto Murolo

Condividi post
Repost0

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua, Pagina Facebook e Donazioni

Chat

Flag Counter

Flag Counter