Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"...Ricorda Signore questi servi disobbedienti

alle leggi del branco,

non dimenticare il loro volto,

che dopo tanto sbandare,

è appena giusto che la fortuna li aiuti,

come una svista, come un'anomalia, come una distrazione,

come un dovere..."

Fabrizio De André & Ivano Fossati - Smisurata preghiera

Sondaggi

La Sfida dei 100, 3°Fase-9°Sfida
 
 
 
 
pollcode.com free polls
2 luglio 2020 4 02 /07 /luglio /2020 23:01

"Che sarà" è un successo internazionale nato in Italia da autori italiani per poi essere tradotta e pubblicata in diverse versioni in tutto il mondo. A scriverla è Jimmy Fontana, Enrico Sbriccoli all'anagrafe, che insieme a Franco Migliacci e Carlo Pes mettono nero su bianco il testo e la musica con l'obiettivo, richiesto dalla RCA Italiana, di riportare Josè Feliciano, allora grande stella del panorama musicale mondiale ed amico personale di Fontana, al Festival di Sanremo dopo vari tentativi andati male. La canzone piacque a Feliciano che la incise negli studi di Los Angeles, dove lo raggiunse lo stesso Fontana, in tre lingue: italiano, spagnolo col titolo "Que serà" e inglese intitolandola "Shake a Hand". Avendo in mano il si di Feliciano per quel Sanremo del 1971 ed essendo l'autore del brano, Fontana, è convinto che ad accompagnare sul palco dell'Ariston, all'epoca si partecipava in coppia, l'artista portoricano sarà proprio lui ed, invece, la casa discografica ha altri progetti e non crede in un rilancio disografico per Jimmy Fontana. L'artista, deluso, lascerà per anni il mondo della disocgrafia dedicandosi prima alla gestione di un bar aperto a Macerata per poi ritornare sulle scene musicali per sporadiche apparizioni celebrative. Per "Che sarà", invece, la RCA pensa a Gianni Morandi che rifiuta perchè non convinto dal brano per la sua vaga somiglianza, più nel titolo che nel brano, con "Que sera sera" di Doris Day. Per ciò che riguarda le voci di plagio, inoltre, esiste anche una netta somiglianza della musica con "London Lodon" di Caetano Veloso, scritta nel 1968. Però, si mormora, che quel rifiuto di Morandi sia figlio delle parole di alcune persone che sconsigliarono ,in quel momento della carriera dell'artista di Monghidoro, un confronto diretto con un artista del calibro di Josè Feliciano. In ogni caso, però, bisognava trovare un'altra soluzione e la RCA decide di puntare su un giovane gruppo che aveva debuttato a Sanremo l'anno precedente ottenendo un ottimo riscontro: i Ricchi e Poveri. L'allora quartetto era formato da Franco Gatti, Angela Brambati, Angelo Sotgiu e Marina Occhiena, che lascerà il gruppo nel 1981 per contrasti con la Brambati. L'esibizione sanremse è un successo e il brano si classifica al secondo posto dietro a alla coppia formata da Nada e Nicola Di Bari con il brano "Il cuore è uno zingaro" che vede tra gli autori, insieme a Claudio Mattone, lo stesso Franco Migliacci co-autore di "Che sarà". Dopo Sanremo, la canzone, venne lanciata nelle diverse lingue in tutti i mercati internazionali ottenendo ottimi risultati un po' ovunque: dal Centro ed Est Europa alla Scandinavia, dal Centro e Sud America fino al Giappone. Un successo mondiale che diventa un inno all'immigrazione al punto tale di essere ufficialmente vietata a Cuba per evitare che i cittadini fossero incentivati a lasciare il paese. Il brano, che Fontana aveva dedicato a Bernalda, paese della Basilicata da cui proviene la moglie e che Migliacci, invece, l'aveva scritta pensando a Val di Chiana Cortona, suo paese d'origine, sembra, non volendo, la storia del suo interprete Josè Feliciano che, da giovane, lasciò il suo paese collinare di Lares dell'allora povera Porto Rico per cercare fortuna a New York. Nel 2012, Josè Feliciano è stato ospitato a Sanremo per riproporre il brano, in un particolare duetto con Arisa, in una serata di celebrazione per la musica italiana nel mondo. Un brano storico, quindi, che rappresenta la nostra musica nel mondo e che ha segnato, in un incrocio di destini, la vita dei personaggi che l'hanno cantata, scritta o rifiutata. Infatti, la canzone, che è stata la cosacrazione di Josè Feliciano, la fortuna dei dei Ricchi e Poveri ma ha rappresentato anche un rimpianto per Gianni Morandi che la rifiutò e, soprattutto, ha causato un segno indelebile e particolarmente triste per il suo autore principale Jimmy Fontana che con quello che poteva essere il suo più grande successo ha, invece, ottenuto un quasi totale oblio artistico.

 

 

Altro su:

Gianni Morandi

Jimmy Fontana

Josè Feliciano

Nada

Nicola Di Bari

Ricchi e Poveri  

Sanremo Story

Condividi post

Repost0
1 luglio 2020 3 01 /07 /luglio /2020 23:01

"Mi manchi" è un brano portato al successo da Fausto Leali e scritto da Fabrizio Berlincioni e Franco Fasano. L'artista bresciano partecipa con questo brano al Festival di Sanremo del 1988 classificandosi al quinto posto ma aprendo la strada ad una canzone che entrerà nella storia della musica italiana. Pubblicata nell'album "Non c'è neanche il coro", la canzone, segnerà in maniera postiva la carriera dell'interprete italiano dalla voce "nera". Reduce dal successo "Io amo" presentata al precedente Festival, Leali, arriverà alla vittoria dello stesso solo nel 1989 in coppia con Anna Oxa con il brano "Ti lascerò". Anche se già con una lunga e fortunata carriera alle spalle, questo periodo, rappresenta forse l'apice della storia artistica di Leali che riceve quella definitiva consacrazione popolare tra i grandi interpreti della musica italiana. "Mi manchi" è un brano bellissimo in cui un uomo si accorge dell'importanza della propria compagna solo dopo averla persa e non intende innamorarsi di altre donne perchè sarebbe solo un inganno ai propri sentimenti. Con la sua pesante assenza, il protagonista, capisce il valore di quei momenti e di certi comportamenti, talvolta vissuti con superficialità, che compongono la vita di coppia ed è sempre più forte il rammarico per non averlo capito a tempo debito tanto che, oggi, rappresenta questa persona e questa storia come "il mio rimorso senza fine". Una mancanza che si accentua quando arriva la notte e quando non vi è più quella presenza accanto spesso snobbata ed ora desiderata. Un testo stupendo reso ancor più intenso da quel timbro roco e caldo espresso dall'inconfondibile vocalità di un grande interprete quale Fausto Leali.

 

 

Altro su:

Anna Oxa

Fausto Leali 

Sanremo Story

Condividi post

Repost0
30 giugno 2020 2 30 /06 /giugno /2020 23:01
Sondaggi: La sfida dei 100, 3°Fase-6°Sfida
La Sfida dei 100, 3°Fase-6°Sfida
 
 
 
 
pollcode.com free polls

Condividi post

Repost0
29 giugno 2020 1 29 /06 /giugno /2020 23:01
Sondaggi: Risultati Giugno 2020

 

X La Sfida dei 100, 3°Fase-5°Sfida: Ivano Fossati 75% e Giorgio Gaber 17%

Condividi post

Repost0
28 giugno 2020 7 28 /06 /giugno /2020 23:01

"Malaunità" è un brano molto particolare che Eddy Napoli, Eduardo De Crescenzo all'anagrafe, ha voluto lanciare nel 2010 e cioè in occasione delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell'unità d'Italia. Proprio questa unità è l'oggetto principe della performance dell'artista napoletano per tanti anni voce dell'Orchestra Italiana di Renzo Arbore, figlio dell'autore di "Luna rossa" Vincenzo De Crescenzo e cugino dell'omonimo Eduardo De Crescenzo di "Ancora". Eddy Napoli, dopo aver girato il mondo con l'orchestra di Arbore, si è chiesto il perchè della presenza di tanti meridionali in ogni dove e così ha iniziato ad approfondire una questione meridionale che, a dir la verità, gli è stata sempre a cuore. E' così che ha potuto, in qualche modo, riscrivere la storia con questa canzone svelando delle verità che spesso sono nascoste dalla storia ufficiale e che rendono tutt'altro che gloriosi gli "eroi" dell'unità restiutendo a quei "briganti" che hanno dato la vita per difendere la propria terra, le proprie ricchezze e le proprie donne almeno la giusta riconoscenza. Lo stesso studio e le medesime riflessioni, inoltre, erano state realizzate da un altro grande artista napoletano e cioè Federico Salvatore che nel 2009, all'interno dell'album "Fare il napoletano stanca" lancia "Il monumento" brano, altrettanto intenso che rimarca la rabbia di un popolo da sempre martoriato da quelli che si vogliono far passare per fratelli. Due voci autorevoli, quindi, di due grandi figli di questa terra che dimostrano la volontà di palesare a tutti ciò che è stata la realtà di quegli anni in cui il Sud ha perso il suo potere e le sue ricchezze per un meschino furto del Nord celato sotto forma di guerra per favorire l'unità, una unità che l'allora Regno delle due Sicilie non avrebbe avuto motivo per appoggiare. Se questi avvenimenti, infatti, sarebbero stati evitati oggi probabilmente parleremo del Sud come una terra ricca e industrializzata e non di un territorio oppresso e vittima di quelle losche realtà che possono nascere e trovare terreno fertile solo tra fame e miseria come la mafia e la camorra. Questo destino lo dobbiamo ai nostri "cari" fratelli del Nord ed anche a chi, negli anni, ha nascosto queste verità al popolo definedo "eroi" chi ha portato l'unità e "briganti" chi provava a difendere, con dignità, la propria storia. Diamo, quindi, atto a gente come Eddy Napoli e Federico Salvatore che, fregandosene di eventuali ripercussioni sulle proprie carriere da Roma in su, cantano con orgoglio quella verità per troppi anni è stata oscurata dal potere.

 

Altro su:

Eddy Napoli

Eduardo De Crescenzo

Federico Salvatore 

Condividi post

Repost0
27 giugno 2020 6 27 /06 /giugno /2020 23:01

"Sijmadicandhapajiee" è un brano scritto ed inciso da Paolo Conte nell'album "Una faccia in prestito" del 1995 e ripreso nel 2007 dalla Piccola Orchestra Avion Travel per il disco "Danson metropoli - Canzoni di Paolo Conte". Il complesso, tornato dopo alcuni anni di silenzio, propone questo disco in una inedita formazione a tre elementi. Infatti, dei sei storici componenti del gruppo rimangono in quattro, ovvero: Peppe Servillo, Fausto Mesolella, Mimì Ciaramella e Vittorio Remino. In seguito, anche lo stesso Remino, lascerà il gruppo. "Sijmadicandhapajiee" ovvero "sima di can da pajee" significa, in dialetto astigiano, "siamo dei cani da pagliaio". I cani da pagliaio venivano usati come guardie dai contadini del territorio nonostante, in realtà, fossero innocui bastardini che avevano la sola capacità di abbaiare freneticamente. Questa espressione, quindi, veniva usata per indicare quelle persone prive di interessi o comunque che non escono mai dalla ristretta cerchia delle proprie conoscienze o attività: "...E' gente per cui le arti stan nei musei...". Conte usa questo modo di dire della sua terra e ne lega le parole creando una espressione unica e perfettamente conforme alla metrica ed alla sonorità scelta per questo pezzo. Un sorta di neologismo, quindi, creato in funzione della musica e della propria individuale forma d'arte. Conte, in pratica, con la sola creazione di questo termine si detrae, semmai ce ne fosse stato bisogno, da quella massa che ha definito "cani da pagliaio" seguendo una linea unica, personale ed aldilà di ogni congettura convenzionale. Gli Avion Travel, dal canto loro, riprendono il testo fornendo un nuovo arrangiamento dando un nuovo slancio commerciale alla canzone. Il concetto espresso da Conte assume, forse, più forza quando a cantarlo non è più un possessore di quel dialetto bensì un uomo del sud e cioè il casertano Peppe Servillo. Qui cade, quindi, ogni riferimento geografico ed il termine assume un valore unico e conforme a definire quel determinato stile di vita, figlio dell'indifferenza e dell'ignoranza, che spesso è al centro di un decadimento culturale e civile di un popolo. Un pezzo, quindi, che trasmette con la solita classe, espressa sia da Conte che dagli Avion Travel in tutta la loro carriera, un concetto alto e pienamente condivisibile. In occasione della versione degli Avion Travel, inoltre, è stato realizzato un videoclip con i dipinti e le animazioni realizzate da Giuseppe Ragazzini, linguista romagnolo scomparso nel 2004.

 

Altro su:

Avion Travel

Paolo Conte

 

Condividi post

Repost0
26 giugno 2020 5 26 /06 /giugno /2020 23:01

"Se io, se lei" è uno dei brani di maggior successo di Biagio Antonacci ed è stato pubblicato nell'album che porta il nome dello stesso artista del 1994. Sebbene sia il quarto album del cantautore milanese, la notorietà, è arrivata solo con il disco precedente "Liberatemi" che ha venduto oltre 150 mila copie e con "Biagio Antonacci", l'artista cerca conferme per continuare la sua carriera anche da interprete. Antonacci, infatti, in prima di questi due album, era conosciuto prevalentemente come autore visto lo scarso successo dei primi due lavori discografici che lo vedevano protagonista assoluto. Nel periodo dell'esordio ed anche negli anni a seguire, Biagio, ha scritto canzoni per diversi artisti come Mia Martini, Mietta, gli Stadio, Syria, Annalisa Minetti e tanti altri. Il suddetto disco, però, cambierà positivamente il futuro di Antonacci nel mondo della musica italiana. A lanciare il disco fu prima il brano "Non è mai stato subito", ma il vero capolavoro che fa da traino all'album è "Se io, se lei" che diventerà un vero cavallo di battaglia del cantautore e rimarrà uno dei pezzi più amati del suo vasto repertorio. Grazie a questo brano, l'album, venderà oltre 300 mila copie raddoppiando il successo del disco precedente e consacrando definitivamente l'artista tra i cantautori più promettenti dell'epoca. Ottenute le conferme desiderate, Antonacci, proseguirà la sua strada sfornando successi su successi e consoliderà la sua presenza tra i big della canzone italiana. Il testo parla di un uomo che, pensando ad una storia d'amore finita, riflette sugli errori commessi sia da parte sua che dalla partner rimpiangendo una relazione che poteva avere tutt'altro esito se solo fossero stati abili ad opprimere i propri impulsi. L'amore verso quella donna è ancora forte ed il protagonista la cerca pur accettando l'ipotesi che la stessa si sia già rifatta una vita accanto ad un altro uomo. Imparando dagli errori, l'uomo, mette da parte l'egoismo e si mostra comprensivo verso questa eventualità augurando alla donna di vivere la nuova esperienza senza rimorsi e senza condizionamenti figli del loro passato insieme. Il protagonista si dice, quindi, contento che lei possa trovare una serenità in un nuovo amore. Una dichiarazione d'amore dove il protagonista mostra tutto il suo profondo affetto verso quella ragazza augurandole un futuro felice anche accanto ad un altro uomo. Un bel testo che accompagnato da una sonorità coinvolgente ed un'ottima interpretazione dell'artista ha riscosso un enorme successo sin dalla sua presentazione. Della canzone esiste anche una cover realizzata da Marcella Bella nell'album "Uomo bastardo" del 2006. Un brano importante, quindi, che resta tra le canzoni più belle delle musica italiana oltre a rappresentare una vera svolta nella carriera personale di Biagio Antonacci.    

 

 

Condividi post

Repost0
25 giugno 2020 4 25 /06 /giugno /2020 23:01

"I dubbi dell'amore" è un brano lanciato da Fiorella Mannoia nel 1988 e pubblicato nell'album "Canzoni per parlare". Scritta da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone, la canzone, esprime le possibili evoluzioni di una relazione di coppia dinnanzi a scenari inaspettati e fallimentari per la loro storia. Ipotesi temute che non sono altro che ipotesi frutto dei dubbi che talvolta spuntano nei rapporti d'amore e che possono, se non controllati, determinare periodi di crisi nella coppia o, addirittura, la fine della relazione sentimentale. Il protagonista del brano, infatti, ipotizza, ad esempio, l'improvviso abbandono da parte del partner e prova a descrivere quella che potrebbe essere la sua reazione ed il suo futuro. Poi, l'autore, esamina un possibile scenario ove il quotidiano della vita di coppia è colpito dalla monotonia e dall'assenza di dialogo. In questa situazione, il protagonista, reagirebbe tirando in ballo la fantasia e cercando di variare sia l'ambiente che li circonda che il comportamento con piccoli accorgimenti che sarebbero utili ad innescare nuove sensazioni nella coppia. In ogni caso, l'uomo rassicura se stesso e la propria compagna sul loro futuro poichè anche il semplice dubbio che qualcosa possa rompere quella magia rappresenta una prova sincera del profondo amore che si prova. In fondo, tali ipotesi, sono solo frutto della paura di perdere, da un giorno all'altro, il proprio mondo che è rappresentato dalla persona che si ama. Un gran bel testo figlio della sensibile penna di uno dei più grandi cantautori italiani del nostro tempo ovvero Enrico Ruggeri. Lo stesso artista milanese pubblicherà la canzone nell'album "L'isola dei tesori" del 1999, dove Ruggeri incide diversi brani scritti per altri interpreti della scena musicale insieme a tre inediti. Il disco della Mannoia otterrà un buon riscontro dalle vendite e verrà pubblicato anche in Austria. Nel suddetto album vi sono ben quattro brani scritti da Ruggeri di cui due con la collaborazione di Riccardo Cocciante oltre a due brani scritti da Ron ed uno da Ivano Fossati. Un grande brano, quindi, che è possibile apprezzare in entrambe le versioni perchè sia la Mannoia che Ruggeri sono due interpreti eccezionali che riescono a personalizzare l'esecuzione grazie alle loro capacità interpretative e ai propri inconfondibili timbri vocali fornendo diverse prospettive emozionali e regalando differenti suggestioni a chi la ascolta.

 

 

 


 

 

Altro su:

Enrico Ruggeri

Fiorella Mannoia

Ivano Fossati

Riccardo Cocciante

Ron

Condividi post

Repost0
24 giugno 2020 3 24 /06 /giugno /2020 23:01

"Senza giacca e cravatta" è un brano di Nino D'Angelo, Gaetano all'anagrafe, del 1999 e pubblicato nell'album "Stella 'e matina" che ha segnato la sua strada artistica poichè il cantautore prende coscienza dell'esperienza maturata nel mondo della musica e intraprende una direzione più sofisticata con l'aiuto di nuove sonorità e di testi che assumono un carattere molto più importante rispetto al passato. La strada percorsa è tanta e, sempre con la stessa umiltà, D'Angelo prende atto di ciò un semplice ragazzo di provincia è riuscito a fare in un ambiente tanto ostico come quello musicale. In questo testo, presentato al 49° Festival di Sanremo e classificatosi ottavo, l'artista parla proprio di questo aspetto della sua vita e della determinazione avuta nell'inseguire quella speranza nata da quel dono vocale scoperto da ragazzino. Alla sua musica, D'Angelo, deve tutto e non solo un successo fine a se stesso bensì una vittoria nella vita che altrimenti, viste le condizioni economiche della sua famiglia d'origine, sarebbe stata tutt'altro che facile. Anche nella musica, l'artista, ha dovuto lottare non poco per far accettare la sua natura popolare a livello nazionale, ma il talento e la convinzione messa in campo hanno avuto la meglio riuscendo a raggiungere vette che non avrebbe nemmeno lontanamente immaginato quando ha iniziato a cantare nelle piazze napoletane. Arrangiata da Carmine Tortora, il brano, vede la partecipazione vocale di Brunella Selo che aggiunge una intensità ancor più viva nel ritornello dove l'autore rende merito a quell'arma che gli ha permesso tutto ciò, ovvero la musica. Trovatosi d'improvviso tra le grande personalità in un contesto del tutto nuovo per il ragazzo di San Pietro a Patierno, l'artista, si rende conto di cosa è riuscito a fare solo quando si volta a guardare il suo passato e tutti gli ostacoli, ormai superati ma che gli hanno dato la forza di credere nella propria arte e nella propria persona. Da li in poi, D'Angelo, proseguirà in un cammino all'insegna della qualità e verrà definitivamente consacrato come il maggior esponente della musica popolare napoletana che strizza l'occhio al cantautorato più raffinato. Proprio questa sua grande evoluzione gli ha permesso di superare ogni barriera geografica e linguistica ottenendo attestati di stima su tutto il territorio nazionale oltre che all'estero dove è tra gli artisti italiani più seguiti ed apprezzati. Inoltre, presentando questo brano a Sanremo, dove ha sempre e solo cantato in dialetto, D'Angelo ha dimostrato ancora una volta tutta la sua umiltà rendendo grazie al pubblico e alla musica per tutto ciò che ha ricevuto nella vita ed il ringraziamento è ovviamente ricambiato per quello che lui ha dato alla musica e alla cultura napoletana nel mondo.

 

 

 


 

Altro su:

Nino D'Angelo

Sanremo Story

Condividi post

Repost0
23 giugno 2020 2 23 /06 /giugno /2020 23:01

"Champagne" è un classico della discografia di  Peppino Di Capri, all'anagrafe Giuseppe Faiella, ed è stata pubblicata in un 45 giri insieme a "La prima sigaretta" nel 1973 oltre che in diversi album dell'artista. La canzone divenuta presto uno dei cavalli di battaglia di Di Capri è stata scritta da Salvatore De Pasquale, in arte Depsa, Sergio Iodice e Mimmo Di Francia. Tra l'altro, il brano, arriva in un periodo decisivo della sua lunga carriera, infatti, dopo alcuni anni di crisi professionale dovuti anche alla separazione con la prima moglie Roberta, Peppino cerca e trova il rilancio con la suddetta canzone che arriva subito dopo la vittoria al Festival di Sanremo con "Un grande amore e niente più", pur classificandosi solo quinta a Canzonissima riaprirà le porte del successo a Di Capri. Negli stessi anni, inoltre, Peppino incontra Giuliana che diventerà la sua seconda moglie. Un periodo magico, quidni, segnato da questa canzone che rimarrà una delle più vendute della sua storia artistica oltre ad essere, probabilmente, la più amata dal pubblico. Per il suo testo e la sua musica semplice, garbata e raffinata "Champagne" diventa un brano immancabile in ogni serata di pianobar e dei night del tempo oltre ad essere un punto essenziale in ogni festa matrimoniale. Si parla, infatti, d'amore ed anche se non c'è il lieto fine, la canzone, trasmette quel forte sentimento provato dal protagonista verso questa donna già legata ad un altro uomo con la quale viene istaurato un solo incontro clandestino capace di lasciare un segno indelebile. Un grande classico, quindi, della musica italiana ed un successo per un interprete dalla classe innata come Peppino Di Capri.

 

 

 


 

Altro su:

Peppino Di Capri

Condividi post

Repost0

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua, Pagina Facebook e Donazioni

English French German Spain Italian Dutch Russian Portuguese Japanese Korean Arabic Chinese Simplified
 


this widget by www.AllBlogTools.com

La musica che gira intorno

Promuovi anche tu la tua Pagina

Chat

Flag Counter

Flag Counter