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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"Io non appartengo al tempo del delirio digitale,

del pensiero orizzontale,

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Appartengo a un altro tempo scritto sopra le mie dita,

con i segni di chitarra che mi rigano la vita.

Io l'ho vista la bellezza e ce l'ho stampata in cuore,

imbranata giovinezza a ogni antico nuovo amore."

 

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7 aprile 2021 3 07 /04 /aprile /2021 23:01

"Malaunità" è un brano molto particolare che Eddy Napoli, Eduardo De Crescenzo all'anagrafe, ha voluto lanciare nel 2010 e cioè in occasione delle celebrazioni del 150esimo anniversario dell'unità d'Italia. Proprio questa unità è l'oggetto principe della performance dell'artista napoletano per tanti anni voce dell'Orchestra Italiana di Renzo Arbore, figlio dell'autore di "Luna rossa" Vincenzo De Crescenzo e cugino dell'omonimo Eduardo De Crescenzo di "Ancora". Eddy Napoli, dopo aver girato il mondo con l'orchestra di Arbore, si è chiesto il perchè della presenza di tanti meridionali in ogni dove e così ha iniziato ad approfondire una questione meridionale che, a dir la verità, gli è stata sempre a cuore. E' così che ha potuto, in qualche modo, riscrivere la storia con questa canzone svelando delle verità che spesso sono nascoste dalla storia ufficiale e che rendono tutt'altro che gloriosi gli "eroi" dell'unità restiutendo a quei "briganti" che hanno dato la vita per difendere la propria terra, le proprie ricchezze e le proprie donne almeno la giusta riconoscenza. Lo stesso studio e le medesime riflessioni, inoltre, erano state realizzate da un altro grande artista napoletano e cioè Federico Salvatore che nel 2009, all'interno dell'album "Fare il napoletano stanca" lancia "Il monumento" brano, altrettanto intenso che rimarca la rabbia di un popolo da sempre martoriato da quelli che si vogliono far passare per fratelli. Due voci autorevoli, quindi, di due grandi figli di questa terra che dimostrano la volontà di palesare a tutti ciò che è stata la realtà di quegli anni in cui il Sud ha perso il suo potere e le sue ricchezze per un meschino furto del Nord celato sotto forma di guerra per favorire l'unità, una unità che l'allora Regno delle due Sicilie non avrebbe avuto motivo per appoggiare. Se questi avvenimenti, infatti, sarebbero stati evitati oggi probabilmente parleremo del Sud come una terra ricca e industrializzata e non di un territorio oppresso e vittima di quelle losche realtà che possono nascere e trovare terreno fertile solo tra fame e miseria come la mafia e la camorra. Questo destino lo dobbiamo ai nostri "cari" fratelli del Nord ed anche a chi, negli anni, ha nascosto queste verità al popolo definedo "eroi" chi ha portato l'unità e "briganti" chi provava a difendere, con dignità, la propria storia. Diamo, quindi, atto a gente come Eddy Napoli e Federico Salvatore che, fregandosene di eventuali ripercussioni sulle proprie carriere da Roma in su, cantano con orgoglio quella verità per troppi anni è stata oscurata dal potere.

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