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"...E ti ricordo ancora,
 
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chissà se parli ancora agli animali,
 
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"

 
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18 dicembre 2016 7 18 /12 /dicembre /2016 00:01

"La cura" è sicuramente la canzone principe del vasto repertorio di Franco Battiato ed è stata scritta con la collaborazione di Manlio Sgalambro. Il cantautore catanese pubblica questo capolavoro assoluto nel 1996 all'interno dell'album "L'imboscata". Tra i tanti successi di Battiato "La cura" spicca su tutte per la sua unicità e per ciò che viene espresso nel testo attraverso un registro linguistico altamente qualitativo e significativo che viene utilizzato come mezzo di trasmissione di un messaggio, in fondo semplice, che sta al centro di ogni rapporto d'amore in qualsivoglia forma possibile:"Perchè sei un essere speciale...ed io...avrò cura di te". Un'espressione diretta quanto chiara ma che racchiude il più puro e primitivo instinto di protezione verso una persona amata. Una dichiarazione d'amore in cui il protagonista fa della cura dell'esistenza e della salute psicofisica del proprio partner/figlio la propria missione di vita riservando un'attenzione scrupolosa ed, a tratti, maniacale su di ogni possibile aspetto negativo che il cammino terrestre può comportare. L'autore si pone, quindi, a difensore supremo dell'incolumità di questo essere definito speciale promettendo di proteggerlo da paure, turbamenti, inganni, ossessioni, malattie e così via fino ad ergersi, metaforicamente, ad ostacolo del tempo per evitargli l'invecchiamento. Tra le canzoni più belle della storia musicale italiana, "La cura" è, probabilmente, il miglior brano d'amore scritto in italiano o, sicuramente, uno di quelli che rappresenta al meglio l'essenza di questo sentimento nel suo stato più puro ed incondizionato. Una pagina di storia artistica e di cultura popolare scritta da un maestro dei nostri tempi che ha saputo trasmettere messaggi ed emozioni attraverso un tipo di musica e scrittura particolarissima ed inconfondibile. Il marchio di Battiato è, infatti, unico e riconoscibile al primo ascolto ed il suo repertorio non è facilmente catalogabile in un genere musicale comune poichè, di fatto, ne ha creato uno tutto suo che intreccia la musica folk-mediterranea con influssi nord-europei ma anche pop, classica e rock con, in taluni casi, richiami alla musica tradizionale giapponese o di altre culture lontane. Inoltre, Battiato, si è espresso anche in opere da direttore d'orchestra e da regista cinematografico. Un artista completo, quindi, che non si è beato sui successi del passato ma ha continuato a scrivere ed a provare nuove espressioni artistiche senza mai fermare la sua ricerca ed i suoi studi. Attraverso le sue canzoni si può rintracciare la memoria del nostro paese e di culture lontane, trattati di storia e scritture poetiche ed istruttive che non lasciano mai spazio alla banalità ma solo al pensiero ed alla riflessione. Un esempio da seguire per tutti i giovani autori che si affacciano al mondo dell'arte e della musica per dare alla stessa una digintà intellettuale sapendo quanto può essere importante per la crescita culturale e civile di chi ascolta un messaggio od una riflessione proposta sotto le semplici note di una canzone.

 

             

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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commenti

Giuly 12/18/2011 18:34

Ultimamente con le mie amiche si parlava di poeti, quelli che vissuti a cavallo tra l'ottocento eil novecento, e si discuteva, su come mai non ci sono più, i nostri pronipoti cosa studieranno
ancora d'Annunzio (senzxa togliere il suo merito) e agli altri...be i nuovi poeti ci sono, uno è Battiato

Marco Liberti 12/18/2011 19:34



Senza alcun dubbio, è cambiato solo il mezzo. Alle parole è aggiunta la musica. Sinceramente, anche per invogliare allo studio, sarebbe ora che a scuola si incominciassero a studiare i grandi
autori della nostra musica. De Andrè, Battiato, De Gregori, Guccini, Bertoli, Vecchioni e tantissimi altri, che anche in minima parte, ha scritto pezzi importanti che possono essere benissimo
trasportati sui banchi di scuola per trasmettere ai giovani i messaggi di queste canzoni. Inoltre hanno una locazione temporale senz'altro più vicina alla nostra epoca e possono avere un
approccio più facile e diretto. Non è detto che debbano passare secoli per essere studiati, la cultura e l'arte non hanno età. Grazie per la visita e per la tua considerazione, ciao.... 



Sabrina 12/18/2011 12:51

Bellissima...

Marco Liberti 12/18/2011 18:16



Concordo...


 



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