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3 maggio 2014 6 03 /05 /maggio /2014 23:01
Intervista con... Nuccio Tortora

1.Carmine, per tutti Nuccio, Tortora lei è autore e compositore di grande esperienza. Nella sua carriera ha collezionato diverse collaborazioni importanti ma la più duratura e significativa è, probabilmente, stata quella con Nino D'Angelo che ha accompagnato nella sua grande crescita qualitativa degli ultimi quindici anni. Come nasce la sua storia in musica?E la sua collaborazione con D'Angelo?

Il mio primo approccio alla musica inizia a 8 anni. Mi fu regalato un pianoforte, e mia madre, notando la mia passione e predisposizione, mi avviò allo studio classico. Mi appassionai allo studio e riuscii a ottenere a 12 anni il diploma di solfeggio e a 13 il diploma di compimento inferiore di pianoforte. Proseguendo gli studi mi affacciai al mondo della musica leggera, con i primi gruppi musicali fino ad arrivare a mettere piede in uno studio di registrazione all'età di 17 anni, iniziai facendo dei turni di registrazioni; successivamente mi cimentai con i primi arrangiamenti, se ricordo bene avevo 19 anni. Con Nino D'Angelo credo di aver realizzato circa 11 album musicali, da "Le canzoni che cantava mamma" credo nel 1988, fino all'ultimo in cui abbiamo lavorato insieme che è "Il ragù con la guerra". Molte le canzoni composte insieme, fra cui "Senza giacca e cravatta", "Voglio penzà a te", "Marì", "'A storia 'e nisciuno", "'O schiavo e 'o rre", "Brava gente", ecc. Credo di avere il merito di aver contribuito al cambiamento musicale di Nino introducendolo nel mondo della musica etnica o meglio della World Music. Nel 1998 durante un incontro spiegai a Nino che mettendo insieme il suono e l'emozione della sua voce con un genere musicale come la World Music si poteva ottenere un risultato artistico di qualità che gli avrebbe dato grandi soddisfazioni e una maggiore considerazione artistica in un ambiente fino ad allora abbastanza critico nei suoi confronti. Un po' titubante accettò, ma i risultati artistici ottenuti credo mi abbiano dato ragione.

2. Oltre con D'Angelo, ha realizzato nella sua carriera tanti incontri artistici ed ha raccolto tante soddisfazione. Come valuta il suo percorso artistico?Non crede che mediaticamente sia un po' sottovalutato?

L'esperienza, come arrangiatore e produttore artistico, nasce nel 1976 ed è stata costellata da tantissime esperienze con artisti fra cui Enzo Gragnaniello, Tony Esposito, 99 Posse, Consiglia Licciardi & Gipsy King, Loredana Bertè, ed artisti di livello internazionale come Khaled, Les Negresses Vertes e in particolare Manu Chao, con cui ho creato un sodalizio non solo artistico ma di grande amicizia. L'esperienza di tanti anni e la competitività continua che il mio lavoro richiede mi ha fatto capire che per raggiungere certi livelli e mantenerli, non basta solo avere delle capacità artistiche innate, ma di sicuro l'impegno continuo e il desiderio costante di rinnovarsi musicalmente possono fare la differenza. Per ciò che riguarda la sottovalutazione mediatica, è la legge che pagano un po' tutti coloro come me che lavorano dietro le quinte. Sicuramente se devo fare un appunto dico che spesso gli artisti per cui lavoriamo dovrebbero avere una maggiore riconoscenza per il contributo che diamo al loro successo. Ma a parlare con i media e la stampa sono loro e quindi spesso "dimenticano" di dare i giusti meriti e crediti che di diritto spettano ad altri.

3.Come detto un'altra collaborazione interessante è stata quella con Loredana Bertè per il Festival di Sanremo del 2002. Cosa ricorda di quella esperienza?Qual è il suo pensiero sulla Bertè umanamente?Ed artisticamente?

Qualche mese prima del Festival ascoltò il provino di un brano composto da me insieme ad un autore di Milano. Si innamorò subito del brano e delle sonorità musicali del provino. Per realizzarlo, però, non fu facile da gestire in quanto lei stava attraversando un momento particolare con continui cambi di umore. Psicologicamente credo sia stato uno dei peggiori della sua vita. Ricordo che durante le prove a Sanremo un giorno Pippo Baudo dovette scendere fino alla toilette sotto il teatro a pregare Loredana di salire e fare le prove perché si era chiusa dentro a piangere e non voleva più uscire. Ritengo che Loredana sia una donna di grande personalità e intelligenza. Come artista Loredana Bertè la paragonerei ad un vulcano.....rock!

4.Lei come direttore d'orchestra, autore ed arrangiatore è stato diverse volte protagonista a Sanremo. Cosa pensa del Festival?A quale delle sue partecipazioni è più legato?

L'esperienza vissuta come direttore d'orchestra e compositore con le tre partecipazioni a Sanremo con Nino D'Angelo sono state sicuramente esaltanti sia dal punto di vista artistico che umano; in particolare ricordo con piacere la partecipazione al Festival con la canzone "Senza giacca e cravatta", che mi riempì di soddisfazioni e gratificazioni artistiche. Avevo quasi ottenuto il 1° premio come miglior arrangiamento, ma l'ultimo quarto d'ora scesi al secondo posto; credo che il 1° premio fu assegnato più per ragioni politiche che per meriti artistici. Ricordo un aneddoto di Nino la prima serata: prima di salire sul palco entrò nel panico, sottolineando che quel palco metteva timore a chiunque, anche ad una persona della sua esperienza. Dopo un po' di "smosse psicologiche" si riprese e andò tutto bene. Il Festival è un grande baraccone, in cui tutti gli interpreti fanno la loro parte, con professionalità seguendo le indicazioni e le regole di mamma RAI. La partecipazione al Festival a cui sono più legato, come detto, è di sicuro quella col brano "Senza giacca e cravatta".

5.Tra i tanti brani della sua carriera. Qual è quello che ama di più?Quale quello, invece, che pensa andrebbe rivalutato?Quale quello, invece, di un suo collega che le sarebbe piaciuto scrivere? 

Ogni brano ha qualcosa che ti appartiene come un'emozione, oppure un momento accompagnato da particolari ricordi della tua vita, sono come dei figli. La lista dei brani che avrei voluto comporre sarebbe molto lunga, non saprei dire adesso quali, qualcuno che mi viene in mente è "Oh que sera" di Chico Buarque rivisitata da Ivano Fossati, "Almeno tu nell'universo" di Bruno Lauzi, ma di sicuro a questi almeno altri cento che in questo momento mi sfuggono.

6.Ci racconta un aneddoto particolare vissuto con un protagonista della nostra musica?

Un aneddoto carino che mi ricordo riguarda Adriano Celentano. Ci trovavamo in uno studio a Milano qualche anno fa, e si stava realizzando un brano che dovevano cantare insieme Manu Chao ed Adriano Celentano. Si lavorava ininterrottamente a ritmo continuo. Verso le due di notte in studio c'erano 5 o 6 persone tra tecnici, musicisti e Adriano Celentano e sua moglie Claudia Mori che erano seduti su un divano alle spalle della regia. Adriano si accorse ceh eravamo stanchi e mezzo addormentati e all'improvviso che fa: senza dire una parola si alza dal divano, si mette al centro della regia e fa una di piroette famose che solo lui sa fare e subito dopo, come fosse niente, si rimise sul divano in silenzio. Immaginate l'effetto che fece. Tutti a terra a ridere.

7.Lei, oltre che con D'Angelo, ha lavorato molto nella musica napoletana. Qual è il suo pensiero sull'offerta attuale della canzone partenopea?Come valuta la spesso triste dei "neomelodici"?Chi sono per lei gli artisti che ancora oggi portano avanti con dignità e professionalità la storia e la tradizione della nostra cultura musicale?

La crisi internazionale che stiamo vivendo ha avuto di sicuro ripercussioni sulla musica, che certamente non è un prodotto di "prima necessità", sia a livello mondiale e quindi italiano che napoletano. A questo si aggiunge che la musica si ascolta più di prima ma si vende meno in quanto si scarica gratis. Il mercato dei Cd è ormai finito in quanto gli Mp3 hanno preso il sopravvento. La musica cosiddetta neomelodica ovviamente subisce tutto ciò. A questo si aggiunge che si alimenta anche grazie ai molti impegni come feste di piazza, festi di matrimoni. Ma con i problemi economici che abbiamo, la gente non si può permettere di spendere altri soldi. Molti artisti mediocri che vediamo o ascoltiamo nelle tv o radio esistono solo perché pagano la loro pubblicità e non perché hanno il consenso della gente. La musica neomelodica è lo specchio di una cultura popolare esistente. Non dirò chi sono ma sicuramente di artisti bravi che possono portare avanti la cultura musicale napoletana ce ne sono molti e di sicuro alla distanza emergono sempre.

8.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i prossimi progetti che la vedranno impegnata?

Sto lavorando su varie cose. Ho in cantiere alcuni progetti di nuovi artisti spagnoli e francesi, vari artisti nostrani e sto realizzando delle musiche per un progetto teatrale.

9.Nuccio, la ringrazio della disponibilità e augurandole sempre buona musica le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti lettori di "La musica che gira intorno...", Grazie. 

Grazie a te Marco per la tua bella iniziativa e saluto con affetto tutti i lettori di "La musica che gira intorno...", Un abbraccio e... "Buona Musica".

Nuccio Tortora

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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