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A cura di Marco Liberti

La musica che gira intorno...

A cura di Marco Liberti

Intervista con... Alberto Salerno

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                                                                   A.Salerno

1.Autore di qualità, talent scout, produttore, figlio e "marito" d'arte: lavorare nella e per la musica è stata una scelta di cuore o una consegenza logica?

E' stato naturale, mio padre scriveva, mio fratello studiava al conservatorio...

2.Uno dei suoi primi successi è stato "Avevo un cuore" incisa da Mino Reitano. Come nasce questo brano?E qual è il suo ricordo di Mino?

Questo brano è nato come tanti altri alla macchina per scrivere, e poi un po' aggiustato da mio padre. Di Mino ho un gran bel ricordo. Persona semplice ed entusiasta. Lo ricordo con affetto.

3.La perla della sua carriera autoriale è stata senza dubbio "Io vagabondo" portata al successo dai Nomadi. Qual è la genesi di questo brano?

Avevo 22 anni e come tutti i ragazzi di quell'epoca sognavamo di viaggiare: credo che sia stata questa la spinta a farmi scrivere quel testo, anche grazie alla musica di Damiano Dattoli, che poi il grande Augusto Daolio ha interpretato magistralmente.

4.Qual è la canzone del suo repertorio che ama di più?Quale, invece, quella che secondo lei andrebbe riscoperta?E quale, infine, quella di un suo collega che avrebbe voluto scrivere lei?

Non c'è una canzone che amo più delle altre, ma ce n'è una che andrebbe riscoperta ed è "Ritratti della mia incoscienza" cantata in un album da Mia Martini. Di un mio collega avrei voluto scrivere "Ancora" di Migliacci-Mattone.

5.Restando nel panorama italiano, chi sono i suoi miti?Chi ascolta oggi?Qual è il suo pensiero sul cantautorato attuale?

Miti italiani non ne ho. Ascolto ancora molta musica degli anni '70/'80 ma seguo con interesse il folk americano che sta esplodendo negli USA in questi ultimi anni.

6.Lei ha lanciato tanti artisti: Chi le ha dato le maggiori soddisfazioni?

Anche se non l'ho lanciato io, direi Beppe Carletti, leader dei Nomadi. Una persona eccezionale sotto tutti i punti di vista. Tra quelli, invece, lanciati da me sicuramente Tiziano Ferro.

7.Qual è il suo pensiero sui talent show?Sarebbe disponibile a parteciparvi come giudice?Le piacerebbe un programma simile che cercasse giovani autori più che belle voci?

All'inizio ero entusiasta di X-Factor, la trovavo una trasmissione fresca e pimpante ma, quando un format di riproduce per anni, diventa noioso. Io credo che un talent con band e cantautori, con divieto di cover, potrebbe essere una novità...

8.Ha altri brani nel cassetto?Per quale artista italiano le piacerebbe scrivere?

Io non ho brani nel cassetto: scrivo sempre per qualcuno. Se mi chiama qualcuno che mi piace, scrivo volentieri.

9.Lei e sua moglie Mara Maionchi avete fondato l'etichetta "Non ho l'età" e siete sempre in cerca di nuovi talenti da lanciare: ci farebbe qualche nome di cui, secondo lei, sentiremo presto parlare?

Si crediamo molto in Emanuele Corvaglia e, spero, ne sentirete parlare.

10.Maestro la ringrazio della disponibilità ed, augurandole di scovare il nuovo De André, le chiedo un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Grazie a te...e naturalmente un grande abbraccio per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Ciao!!!

Alberto Salerno 

 

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