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21 ottobre 2016 5 21 /10 /ottobre /2016 23:01

E' il 1995 quando  Amedeo Minghi, presso la sala Nervi a Roma, esegue per la prima volta il brano "Un uomo venuto da lontano" al cospetto del Papa Giovanni Paolo II a cui il testo è dedicato. Il Pontefice Karol Wojtyla apprezza la composizione nata dalla collaborazione tra lo stesso Minghi e Marcello Marrocchi e autorizza l'artista romano ad usare le proprie immagini per la realizzazione del video della canzone che sarà divulgato insieme alla pubblicazione del disco "Decenni" del 1998. In seguito, il Vaticano, commissiona a Minghi un brano per la celebrazione del Giubileo 2000 e l'artista confeziona "Gerusalemme" cantandola in anteprima proprio alla Santa Sede dinnanzi a Sua Santità. Un legame particolare, quindi, è quello che si crea tra il cantautore romano e il Pontefice negli ultimi anni della sua vita che si spegne nel 2005 tra la disperazione dei fedeli. Il suo ricordo rimane, però, sempre vivo e la beatificazione avvenuta il 1° maggio 2011 è una prova tangibile dello spessore dell'uomo e degli effetti del suo pontificato. Va riconosciuto, inoltre, il merito a Minghi e Marrocchi di aver composto un brano eccellente catturando gli aspetti più significativi della vita di questo grande uomo e l'interpretazione dello stesso Minghi riesce a penetrare nel cuore e nella mente di tutti compreso chi non ha un rapporto diretto con la fede e la religione. Nel brano, infatti, si parla dell'uomo Wojtyla e dei sentimenti di amore, carità e fratellanza che l'hanno spinto a viaggiare per il mondo ed a trasmettere il messaggio del Signore fino all'ultimo sospiro. La canzone ricorda le sue umili origini, l'attentato subito, gli infiniti viaggi tra le popolazioni colpite da povertà, guerre e malattie. Emrege, quindi, la forza di un uomo che si è mai arreso ed ha sempre creduto di poter cambiare certe mentalità per il bene dell'umanità tutta ma si nota anche la sofferenza interiore di chi vede le assurde condizioni di vita e le difficoltà che parte del mondo deve subire per mano di loro simili a causa di divergenze religiose, economiche o razziali. Il brano ci ricorda che l'uomo è nato peccatore ma, per il bene del mondo, ci invita a seguire la parola di Dio che grazie a persone come Karol Wojtyla non smetterà mai di essere divulgata. Un brano, quindi, che vale la pena essere ascoltato per ricordare questo grande uomo ma soprattutto per capirne il messaggio e farne tesoro attuandolo nel nostro quotidiano. Inoltre, questo messaggio, è accompagnato da una melodia ed una voce intensa ed emozionante come nelle migliori esibizioni di un maestro della nostra musica come Amedeo Minghi.

 

 

 


 

 

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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