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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...La noia è come il blues: ti fa pensare a dio,

 leggera come un gas che penetra il tuo io;

 La noia è nostalgia di un posto che non c'è,

 è voglia di andar via da tutti e anche da te..."

 

Marco Masini - Malinconoia

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13 febbraio 2013 3 13 /02 /febbraio /2013 00:01

Partito il Festival, ecco la mia impressione sulle canzoni dopo il primo ascolto:

Marco Mengoni - 5 - Passa giustamente con "L'essenziale" brano semplice in cui limita i suoi soliti e spesso inopportuni giochi vocali che ritroviamo nella canzone esclusa "Bellissimo". Oltre il tema sicuramente non innovativo "L'essenziale", ricorda un qualcosa di già ascoltato come, ad esempio, "Senza nuvole" di Alessandra Amoroso, il cui ritornello non si allontana molto da quello proposto da Mengoni. DEJA VU...

 

Rapahael Gualazzi - 7 - Innovativo nella sua forma di jazz adattato al pop che espone con chiarezza un grande talento ed una classe innata. Va avanti con l'elegante "Sai (ci basta un sogno)" ma anche "Senza ritegno" avrebbe potuto avere un bel cammino in questo Festival visto il ritmo coinvolgente. Proprio "Senza ritegno" si avvicina stilisticamente a "Follia d'amore" brano del trionfante esordio sanremese del 2011 di Gualazzi e, personalmente, l'avrei preferita alla comunque attraente "Sai (ci basta un sogno). CHAPEAU...

 

Daniele Silvestri - 8 - La sua "A bocca chiusa", brano con il quale è passato, è forse la perla di questa prima serata. Silvestri, in questo caso, ha offerto, su tema sociale tra cortei ed ideali molto da 1°maggio, un cantautorato garbato e teatrale allo stesso tempo con un finale farsesco che ricorda un po' il teatro-canzone del grande Giorgio Gaber. Anche l'uso della Lis, la lingua dei segni, è stato un segnale importante di condivisione verso le diverse categorie di emarginati della società come, appunto, i non udenti. L'altro brano "Il bisogno di te (ricatto d'onor)", invece, ripercorre il solito stile dell'artista e ricorda vagamente la sua celebre "Salirò" ed è, quindi, giusto che abbia lasciato il campo al Silvestri innovativo e più ispirato di "A bocca chiusa".  In una carriera di alti e bassi è forse arrivato il momento del grande salto. FATEJE LARGO...    

 

Simona Molinari con Peter Cincotti - 4 - Presentano un carino inedito di Lelio Luttazzi "Dr. Jekyll and Mr.Hyde" che viene esclusa per l'evidente estraneità musicale rispetto ai nostri tempi. La composizione, evidentemente datata, non ha portato altro che una simpatica performance rievocativa di un epoca ormai passata. Passano, invece, con "La felicità" che, comunque, appare una composizione stilisticamente retrodatata pur essendo attuale. L'operazione ricorda vagamente quella realizzata con originalità qualche anno fa da Arisa con "Sincerità". RITORNO AL FUTURO...

 

Marta sui Tubi - 3 - Visto il regolamento li rivedremo in gara con "Vorrei" mentre "Dispari" è stata esclusa. Probabimente, però, nessuno dei due brani, a mio parere, meritava la visibilità di un contesto tanto importante come il Festival di Sanremo. Sarà il loro modo di fare musica ma non credo, pur constatanto l'originalità delle loro proposte, siano adatti a tale platea. BOCCIATI...

 

Maria Nazionale - 7,5 - Ottime interpretazioni di brani dalla grande valenza autoriale. Passa con l'affascinante "E' colpa mia" scritta da Peppe Servillo e Fausto Mesolella degli Avion Travel ma anche la profonda "Quando non parlo", scritta da Enzo Gragnaniello, avrebbe meritato di continuare la gara. Il dialetto è un punto di forza per l'artista ma, in una kermesse nazionale, può diventare anche controproducente. In ogni caso, quando c'è qualità, non esiste confine di alcun tipo. TANTA ROBA...

 

Chiara Galiazzo - 6 - Passa con "Il futuro che sarà" la giovane promessa proveniente da X-Factor e promossa a Big in tempi record. La ragazza non eccede ma non accusa nemmeno il peso dell'esordio su di un palco tanto importante. Fa la sua buona figura ma niente di più. Probabilmente, dal punto di visto autoriale, "L'esperienza dell'amore", brano escluso, aveva un qualcosa in più rispetto a quello promosso che, invece, concede più spazio alle capacità vocali di Chiara. SENZA INFAMIA E SENZA LODE...    

 

Si aggira sulla sufficienza, quindi, il voto complessivo per le canzoni di questa prima serata con alcuni picchi notevoli ed alcune palesi delusioni. Vedremo, con la seconda serata, come si evolverà il giudizio sull'offerta musicale di questo Festival. Naturalmente, con i successivi ascolti, alcuni voti potrebbero mutare perchè non tutte le canzoni vengono recepite a pieno al primo ascolto. 

 

 

 

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Sanremo

 

 

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