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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"Io non appartengo al tempo del delirio digitale,

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Appartengo a un altro tempo scritto sopra le mie dita,

con i segni di chitarra che mi rigano la vita.

Io l'ho vista la bellezza e ce l'ho stampata in cuore,

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Roberto Vecchioni - Io non appartengo più

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6 marzo 2013 3 06 /03 /marzo /2013 00:01

A quattro anni dall'ultimo disco di inediti, "Presente", Renato Zero torna a proporre un nuovo lavoro dal titolo "Amo - Capitolo I". Il sottotitolo dell'album lascia intendere chiaramente che questo progetto, composto da 14 brani inediti, avrà un seguito. A lanciare questo disco è il singolo "Chiedi di me" che è in rotazione radiofonica dal primo marzo mentre l'album verrà pubblicato il 12 dello stesso mese. Il brano che anticipa questo disco è una sorta di ritorno al passato per Zero per ciò che concerne le sonorità più vicine alla musica proposta dall'artista negli anni '70 che a quella realizzata negli ultimi anni. "Chiedi di me", infatti, ricorda il Renato più movimentato e vivace di "Mi vendo", "Il triangolo", "Madame" più che quello più intimista che abbiamo potuto apprezzare negli anni della maturità. Ciò non significa che la scelta di Renato sia un errore anche perchè non è ancora dato sapere se l'intero album seguirà questa linea o se sarà un percorso che esprime la nuova musica di Renato attraverso tutte le sue mille sfaccettature artistiche. In fondo, Renato, ha sempre sorpeso il proprio pubblico innovando il suo modo di fare e di proporre la sua arte e non fossilizzandosi mai sul proprio passato. Dal punto di vista del testo, Renato, non perde occasione nemmeno in questo singolo di rimarcare l'importanza di una propria identità senza lasciarsi condizionare nel proprio cammino in nome di una individualità che va sempre più perdendosi in una società ove tutti sono spinti a seguire i medesimi modelli. Zero, quindi, si offre volontario come rigeneratore di una fantasia agli sgoccioli che fa posto, nel quotidiano, alla noia e all'odio. L'artista chiede, dunque, a chi ascolta di fidarsi e di condividere il proprio dolore e le proprie difficoltà affinchè si possano abbattare quelle barriere fatte di pregiudizi e di falsi moralismi atte a reprimere fantasia, curiosità ed amore libero. Il solito grande Renato, quindi, che sviluppa in un nuovo testo un concetto che lo ha reso paladino di una libertà di pensiero e di espressione fin dagli anni del suo esordio. In attesa, dunque, di scoprire gli altri brani di questo disco tra cui un inedito di Giancarlo Bigazzi ed un brano dedicato a Lucio Dalla, è consigliabile riascoltare più volte questo brano per non perdere la forza di credere nel proprio essere e di lottare per le proprie idee.

 

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