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A cura di Marco Liberti

La musica che gira intorno...

A cura di Marco Liberti

Intervista con... Ivana Spagna

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Intervista con... Ivana Spagna

1.Ivana, lei è una delle artiste italiane ad aver venduto più dischi all'estero oltre che in Italia, è stata l'ultima donna a vincere il Festivalbar e può vantare la più alta posizione nelle classifiche discografiche inglesi tra gli artisti italiani ad eccezione del primo posto ottenuto da Renato Pagliari nel 1982. Cosa rappresentano per lei questi dati?Non crede che, proprio in Italia, il suo nome sia, soprattutto negli ultimi tempi, troppo spesso dimenticato?Si sente protetta, in termini di promozione e di fiducia, dall'industria discografica italiana?

Sicuramente rappresentano per me un qualcosa di stupendo che è successo e che non mi aspettavo neanche. E' stato un premio ad una vita di sacrifici fatti di dodici anni di gavetta insieme a mio fratello Teo Spagna e il mio compagno Larry Pignagnoli in discoteca e poi altri due anni in studio di registrazione dove realizzavamo jingle per le pubblicità per pagarci l'affitto e guadargnarci da vivere e poi abbiamo vinto dei concorsi in Rai e così inventavamo dei brani, io mettevo la voce e li mandavamo all'estero con nomi di fantasia e arrivarono i primi successi in paesi come Olanda, Spagna, Germania, Finlandia. Così poi abbiamo deciso di fare qualcosa per me ed è così che è nata "Easy lady". Ed anche lì, ci furono difficoltà, come dicevi, nessuna etichetta italiana la voleva e così, il mio motto è, "aiutati che il ciel t'aiuta", e ci siamo stampati noi delle copie e li abbiamo mandati in giro. Per caso, poi, il brano arrivò in Francia ed i dj francesi impazzirono per il pezzo e appena l'hanno passato in radio è diventato top five in Francia e da li poi è diventato un successo internazionale. In quel momento poi, tutte le case discografiche italiane che ci avevano rifiutato ci hanno fatto la corte per farci il contratto e firmammo per la CBS ovvero l'attuale Sony Music. Quindi, con l'industria discografica italiana, c'è stato sempre un rapporto difficile. Anche quando sono arrivata seconda in Inghilterra dietro Michael Jackson, la stampa italiana aveva sempre da ridire: insomma, c'era un'artista italiana che è arrivata prima nella Union Parade davanti Jackson e Madonna e pure son sempre stati un po' snob nei miei confronti perché cantavo in inglese. Ma quella era la mia passione, la mia realtà, venivo dalle discoteche, e per fortuna c'è stata la gente che ha fatto la differenza e, quindi, è andata bene ma è sempre stato proprio come ha detto lei.   

2.I primi grandi successi arrivano, come detto, con la musica dance negli anni '80. "Easy lady" e "Call me", ad esempio, sono due pezzi che hanno fatto il giro del mondo e che le hanno dato molte soddisfazioni. Come è nato, da Valeggio sul Mincio (provincia di Verona), il suo amore per questo genere di musica?

Come dicevo, è nata cominciando a suonare nelle discoteche sia in Italia che in Svizzera e allora andavano Donna Summer, Barry White, Cull and Gang e noi suonavamo solo queste canzoni perché facevamo far ballare la gente e per me era un divertimento unico. Io impazzivo: era il mio genere quello e per dodici anni è stata quella la mia realtà e lo facevo per passione perché soldi non se ne prendevano, ho passato dodici anni a firmare cambiali e non si arrivava nemmeno alla fine del mese ma ero felice perché era la musica che io amavo e poi è stato naturale, quando ho iniziato a scrivere canzoni, fare quel tipo di musica in inglese perché avevo vissuto quella vita.

3.A metà degli anni '90, in seguito, alla realizzazione della verisone italiana di "Circle of life" di Elton John per la colonna sonora del film d'animazione "Il re leone". Lei si riavvicina alla musica italiana. Ed anche in questo caso vi sarà successo di critica oltre che commericale. "Gente come noi" presentata a Sanremo rappresenta, forse, il reale inizio di questa nuova fase che durerà fino al 2001. In seguito, poi, alternerà le due sue dimensioni artistiche. Non crede che questa alternanza ha potuto incidere, di volta in volta, su di un determinato taget di utenti?Come ha deciso di virare sulla musica italiana?E di tornare al primo amore? 

No, io non ho scelto di cambiare. Sono stati dei scherzi, per fortuna belli, che mi ha fatto il destino. Io non volevo cantare in italiano perché non mi sentivo pronta a cantare nella mia lingua avendo sempre cantato in inglese: avevo paura. Poi un giorno mi proposero un provino per un film d'animazione Disnay e proprio questo mi ha dato la forza di provarci e poi il destino per me è stato Elton John che ha scelto la mia voce per "Il re leone". Dopo ho iniziato a scrivere in italiano: Baudo mi ha voluto a Sanremo con "Gente come noi" e da lì è iniziato un nuovo cammino sconosciuto per me da scoprire. Mentre adesso, per la prima volta ho seguito la mia voglia e non il destino volendo tornare alla mia vera passione ovvero la dance. Così ho richiamato i miei vecchi produttori, che nel frattempo avevavo fatti tanti altri successi nella dance, e ho proposto loro una reunion che hanno accettato con un si corale e così nasce il nuovo singolo "Tha magic love", con un entusiasmo unico e la stessa passione di allora.

4.Chi sono i suoi miti?Chi ascolta oggi?Cosa pensa della situazione attuale della nostra musica?

I miei miti sono Donna Summer, Phil Collins, Joe Cocker: questa è la musica che io ho sempre ascoltato ed amato. Oggi ascolto sempre brani nuovi, che funzionano oggi anche se non ricordo i nomi degli artisti. Credo che da due, tre anni a questa parte siano state fatte tante belle canzoni. Poi, in casa, amo ascoltare musica classica e la mia preferita da me e dai miei gatti è Puccini: mette un'atmosfera in casa straordinaria. Poi mi piace molto anche Ryuichi Sakamoto, pianista eccezionale che adoro. Ascolto diversi generi e devo dire che anche la musica italiana negli ultimi tempi sta lanciando degli ottimi prodotti e dei bravissimi artisti.

5.Restando al suo repertorio italiano. Qual è il brano che ama di più?Quale quello, invece, che crede andrebbe riscoperto?E quale, infine, quello di un suo collega, che le sarebbe piaciuto realizzare?

Non posso dirne uno: ogni brano ha dietro una sua storia che ritorna nei miei pensieri quando le canto. Ogni canzone è, quindi, legata ad un emozione e ce sono diverse tra cui non saprei proprio scegliere come "Easy lady", "Call me", "Gente come noi", "Il re leone", "Davanti agli occhi miei", che, anche se poco nota, è dedicata ai miei genitori che non ci sono più ma li sento sempre con me: sono molto legata alla famiglia e, quindi brani che ho scritto per loro o quando loro erano i vita hanno per me un valore particolare e non posso sceglierne uno solo. Da rivalutare ce ne sarebbero due "You are my energy" e "Matter of time". Il brano di un altro, invece, che avrei voluto scrivere è "You are so beautifull" di Joe Cocker: mi fa morire ogni volta che la sento...

6.Lei ha collaborato, nella sua carriera, con diversi grandi artisti italiani ed internazionali. A quale di queste esperienze è legata particolarmente?Con chi sogna di collaborare in futuro?

Mi sono divertita molto con Loredana Bertè. Lei, poi ha un carattere difficile per andare avanti nelle collaborazioni ma ho fatto una settimana a Sanremo, come sua ospite, indimenticabile e mi sono divertita tanto. E' una grande artista ed ha una grinta ed un carisma incredibile. Mi sarebbe sempre piaciuto collaborare con Zucchero, perché è molto vicino al mio mondo musicale: fa brani divertenti da cantare e sempre con delle belle idee nei testi e mi piacerebbe molto fare qualcosa insieme. Un altro grande, poi, è Vasco Rossi, ma lui credo sia intoccabile. 

7.Ci racconta un aneddoto vissuto con un altro protagonista della nostra musica?

C'è un aneddoto che riguarda me molto simpatico: Quando ho vinto il Festivalbar mi vedevano tutti come straniera anche perché, in televisione, non mi facevano mai parlare: c'era solo la presentazione, cantavo e andavo via. E così ricordo che avevo il trofeo in mano e un ragazzo mi chiese un autografo in inglese e io gli dissi: "guarda che sono italiana, me lo puoi chiedere anche in italiano" e lui mi fa: "ma ti piace l'Italia?"....non mi volevano proprio vedere come italiana... Poi ce ne un altro che ho vissuto con un altro artista di cui, però, non posso fare il nome: eravamo in una cena, dopo un Festivalbar e, mentre mangiavamo, entravano dei ragazzi a chiedere gli autografi: io ero sempre molto disponibile, anche perché noi siamo vivi artisticamente proprio grazie al pubblico e, quindi, un segno d'affetto come un autografo, una foto o un sorriso è il minimo che noi possiamo dare e allora io continuavo a fare autografi. Mentre questo altro artista, disse, rivolto alla moglie: "Basta, basta, mi son stufato!Devo mangiare adesso..." e io gli dissi: "Ma come, li mandi via così?Guarda che arriverà il giorno che non ti li chiederanno più gli autografi..." e, per lui, è arrivato quel momento. Non è bello dire il nome, ma non si tratta così il pubblico: noi prendiamo molto da loro e dobbiamo ricambiare essendo almeno disponibili in queste piccole cose. 

8.Lei è stata tante volte protagonista al Festival di Sanremo. Cosa pensa di questa manifestazione?Conta di tornarci?

Ecco forse la pecca dell'attuale situazione musicale italiana è proprio il Festival di Sanremo. Negli ultimi anni, infatti, sono emersi pochi brani buoni di quanto ci si aspetta da questa manifestazione. Certo rimane un gran bello spettacolo per la televisione italiano ma non ha più la musica in primo piano. Al momento non credo proprio di tornarci anche perché ho scelto di tornare a cantare in inglese e, quindi, un ritorno a Sanremo lo vedo fuori discussione, almeno per ora.  

9.Da grande interprete, quale crede sia la voce femminile italiana più bella di sempre?C'è qualche giovane artista in cui si rivede?

Lasciando stare Mina, che è intoccabile, per me la più grande in assoluto di questo periodo è Giorgia. Poi mi piace molto Emma Marrone, ha una grande grinta ma io, mi rivedo, molto di più in un personaggio come Zucchero anche perché sono sempre stata molto maschile anche come abbigliamento. Come donna, al momento, non saprei dire in chi mi rivedo. 

10.Cosa pensa dei talneti show?Farebbe da giudice?

Apprezzo i talent perché danno la possibilità di emergere, ma non farei mai da giudice. Non mi piace l'idea di modificare il destino di un giovane. L'unica cosa che non condivido è il termine "reality" perché quella non è la realtà ed i ragazzi possono cadere in questa trappola. La gavetta, serviva e serve, proprio a plasmare un artista affinchè sappia prendere nella maniere giusta sia le cose belle che le cose brutte che ci sono in questo ambito. Sicuramente, per ragazzi non preparati in tal senso, una bocciatura o una risposta negativa del pubblico dopo un successo televisivo, può risultare un colpo non facile da superare per chi non ha saputo rimanere con i piedi per terra.

11.Come detto, ha da poco lanciato il singolo "The magic love" che segna il suo ritorno alla dance. Che ci racconta di questo progetto?Ci sarà un album?Pensa di abbandonare definitivamente la canzone italiana?

Adesso andiamo avanti con la promozione di questo singolo. Per ora c'è solo il singolo scaricabile da Itunes ma sto facendo altri provini perché ho voglia di fare qualcosa di più e spero, per la fine dell'anno, di fare uscire almeno un EP con delle canzoni che rispecchiano questa mia volontà di tornare in questo ambito musicale. Per ciò che riguarda la musica italiana, per il momento, credo di abbandonarla. 

12.Ivana, la ringrazio infinitamente per la disponibilità e augurandole il meglio per il suo futuro le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie 

Dalla donna più imbranata che c'è su internet, che sono io, (ho iniziato a mandare qualche twitt da appena 15 giorni), vi mando un abbraccio forte e vi auguro buona estate a voi che potete godervela magari al sole. In bocca al lupo, ne abbiam tutti bisogno...

Ivana Spagna  

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