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A cura di Marco Liberti

La musica che gira intorno...

A cura di Marco Liberti

"Senza titolo": In viaggio con Luca Carboni

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Il nuovo lavoro discografico del cantautore bolognese Luca Carboni "Senza titolo" propone il viaggio come tema dominante nella quasi totalità dell'album e come filo conduttore tra i vari testi. Naturalmente ogni brano ha vita a sè ma si legano perfettamente al tema centrale del disco espresso dall'autore in diverse e particolari interpretazioni. Nel primo singolo "Fare le valige" il viaggio viene inteso nel senso più comune del termine ma, può essere interpretato anche come il cammino della vita che ci pone inevitabilmente dinnanzi a nuove sfide in cui mettersi in gioco "...Insomma mi piace...che un'altra estate arriverà...fare le valige...sapere che si ripartirà...". Il viaggio inteso come fuga, come voglia di scappare dagli schemi, dalle logiche del nostro tempo è, invece, trattato in "Non finisce mica il mondo" che possiede anche una musicalità accattivante e radiofonica. Nel secondo singolo "Cazzo che bello l'amore", Carboni, tratta la sorprendente gioia di quell'attimo in cui scocca la scintilla di un amore e tutto ciò che questo comporta nel tragitto della vita che troviamo anche in "Per tutto il tempo". Il viaggio come trapasso è trattato sia nella tenera e toccante "Madre" e nell'intensa "Senza strade", rivolta al padre. In queste due dediche ai genitori, Carboni, esprime con affetto ed emozione ricordi ed insegnamenti di coloro che l'hanno instradato in questa vita per poi raggingere il cielo. Ancora in viaggio, nelle piccole realtà del nostro Paese, in "Provincia d'Italia" dove l'autore rispecchia, tra frane e sagre, il vero motore vitale della Nazione che produce il pane quotidiano, inteso sia come prodotti alimentari che come calore umano,sacrificio e dignità, atto a mantenere alta il nostro tricolore. In "Una lacrima", Carboni, rappresenta quelle emozioni che restano in fondo al cuore e che non vengono espresse se non da "...una lacrima che và...scende giù...riempe una pagina". Sempre in tema di viaggio, "Liberi di andare", esprime la possibilità di scegliere il proprio cammino quando la vita sembra porci dei confini che in realtà non esistono ma che è la singola persona che se li crea fino a quando si accorge che è "liberi di fare...il bene il male...liberi di andare o di fermarci qui...". Uno sgaurdo al passato, con il rimpianto per ciò che la sua generazione avrebbe potuto portare alla realtà di oggi è il manifesto di "Riccione - Alexander Platz". La tratta scelta come titolo di questa canzone è quella che l'autore si aspettasse compiesse la voce e la forza di quei ragazzi che dalle discoteche di Riccione negli anni ottanta sarebbe potuta arrivare fino alla famosa piazza di Berlino, simbolo della caduta del muro e di un epoca rivoluzionaria. Un album completo, intenso e ben scritto, quindi, che entra di diritto tra i lavori migliori dell'intera discografia dell'artista felsineo.  

 

 

 

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