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Marco Masini - Ci vorrebbe il mare

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1 maggio 2014 4 01 /05 /maggio /2014 23:01
Intervista con... Simone Papi

1.Simone lei è arrangiatore, produttore e musicista polistumentale specializzato nelle tastiere. Nella sua lunga carriera ha collaborato, in vario modo, con alcuni dei più grandi nomi della nostra musica come Raf, Laura Pausini, Mia Martini, Max Gazzè, Edoardo Bennato, Umberto Tozzi, Marco Masini, Paolo Vallesi, Carmen Consoli, Alex Britti, Pupo, Fiordaliso e tanti altri. Come nasce il suo amore per la musica?Qual è stata per lei l'esperienza che ha significato la svolta della sua carriera?C'è qualcuno con cui le piacerebbe collaborare in futuro? 

In effetti ho avuto molte collaborazioni, alcune anche sporadiche ma quella che mi ha segnato più di tutte è stata con Raf dove abbiamo condiviso e creato insieme brani come "Un grande salto", "Infinito" e "In tutti i miei giorni", l'elenco dei brani è molto lungo ma questi tre credo che siano i più rappresentativi del nostro sodalizio. Ci sono molti artisti con cui vorrei collaborare, ho sempre avuto un occhio di riguardo per la scena romana, Riccardo Sinigallia lo stimo moltissimo soprattutto per il suo lavoro di produttore, Filippo Gatti grandissimo artista con il quale ho avuto la fortuna di collaborare, comunque l'elenco è lungo.

2.Come detto ha lavorato con Mia Martini e con Marco Masini, due artisti che hanno dovuto subire l'infamante etichetta di "iettatori" e che sono stati vittime di dell'industria discografica. Per Mimì questo ha significato la fine mentre Marco ha saputo reagire e tornare sul palco più forte di prima. Lei che ha vissuto da vicino queste situazioni che ci dice in merito?Che ricordo ha di Mimì?Cosa pensa, invece, di Marco?

Mia Martini è stata una collaborazione casuale nata all'interno del team di lavoro di Giancarlo Bigazzi, avevo 24 anni e venivo da tour di Umberto Tozzi quando si è creata l'esigenza che qualcuno coordinasse il lavoro in studio per la registrazione dell'album "Lacrime" che conteneva "Gli uomini non cambiano". Sono stato chiamato da Giancarlo Bigazzi ma in realtà il mio ruolo in quell'album è stato solo di supervisionare il lavoro con l'aiuto diretto di Bigazzi. Ero dentro quel meccanismo lavorativo dove avevo il ruolo di un piccolo ingranaggio per cui le varie dicerie a quel tempo non avevano per me una grande importanza, la convivenza con questi personaggi ti fa scoprire quel lato umano che difficilmente appare al pubblico, di Mimì ho un ricordo bellissimo, una persona molto sensibile ma nel contempo anche molto pratica. Per Masini, invece, la cosa è molto diversa: conosco Marco dalla fine degli anni '80, ben prima che lui diventasse un'artista e proprio perché lo conosco da molto tempo non ho mai creduto alle bischerate che sono state dette, per dirla alla fiorentina, purtroppo spesso si casca nell'assioma artista uguale quello che canta. Marco ha reagito in un modo positivo perché è un artista purosangue e un grandissimo professionista. La cosa più curiosa comunque è che pur essendo un vecchio amico abbiamo iniziato a collaborare solo nel 2009, diciamo che ci siamo scoperti da grandi. Per il resto, per me, rimangono solo chiacchiere e cattiverie di persone talmente "piccole" che sinceramente non trovo necessario parlarne.

3.Inoltre lei ha avuto anche una lunga ed importante collaborazione con Francesco Nuti, altro grande artista sfortunato, per il quale ha lavorato a tre colonne sonore per i suoi film. Che ricorda di quelle esperienze?E di Francesco?Pensa che un giorno possa riprendere il suo percorso artistico?

La prima colonna sonora a cui ho partecipato con Francesco e Giovanni Nuti risale all'86, avevo 20 anni e muovevo i miei primi passi nell'ambito lavorativo. I miei ricordi sono bellissimi in quanto ho avuto per la prima volta la possibilità di lavorare in studio di registrazione, è un po' come quando porti un bambino a Disneyland, tutto sembra magico. Francesco è stato molto sfortunato ma dalle ultime news che leggo in rete sembra stia reagendo positivamente grazie al prezioso aiuto di suo fratello Giovanni. Ne approfitto per ricordare lo spettacolo benefico in occasione del compleanno di Francesco Nuti con Marco Masini, Carlo Conti, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni che si terrà al Mandela Forum di Firenze l'11 Maggio dove io sarò il direttore musicale.

4.Un incontro importante è stato anche quello con l'autore e produttore Giancarlo Bigazzi. Come è nata la sua collaborazione con lui?Che ricordo ha del compianto maestro?

Giancarlo Bigazzi è la causa per la quale tutti noi "fiorentini" siamo riusciti a fare quello che abbiamo fatto nell'ambito della musica "pop" italiana, un vero "genio" che è riuscito ad imporre la propria musica sia come autore che come produttore a livello internazionale, un personaggio di quelli veri con la follia e la genialità unite in un mix perfetto per partorire successi internazionali, due canzoni su tutte "Gloria" di Umberto Tozzi e "Sel control" di Raf. La collaborazione è nata con il tour di Umberto Tozzi "Gli altri siamo noi" ed è andata avanti per un paio di progetti in studio. Della persona ho un ricordo bellissimo, sempre pronto alla battuta, poteva perdere cinque ore vicino al pianoforte per sistemare una parte di una frase melodica che a detta sua non tornava, avevi la sensazione di aver a che fare con un "grande" e in realtà era proprio così.

5.Tra tutti i brani in cui a lavorato qual è quello che ama di più?Quale, invece, quello che pensa andrebbe riscoperto?Quale, infine, quello di un altro artista che le sarebbe piaciuto comporre?

Il brano a cui sono più affezionato è "In tutti i miei giorni" di Raf, la realizzazione è frutto della nostra collaborazione e lo reputo uno dei brani più belli della musica pop italiana. Tra quelli da riscoprire ce ne sono parecchi e ne vorrei segnalare due sempre di Raf: "Il nodo" che porta la firma di Pacifico e "Il prestigiatore", questi due brani hanno dei testi bellissimi, meritano di essere riascoltati. Volevo segnalare anche "Onde" sempre di Raf che porta la firma di Filippo Gatti, brano fantastico. Uno dei brani che mi sarebbe piaciuto comporre o produrre è sicuramente "Mille giorni di te e di me" di Claudio Baglioni.

6.Lei è anche il produttore di Alessandra Amoroso, una delle più promettenti interpreti attuali. Come nasce questo progetto?Qual è il suo pensiero sui talent show?

Alessandra Amoroso mi è stata affidata dalla Sony Music quando era una concorrente ad "Amici", quando è stata proclamata vincitrice io ero davanti al mix a chiudere "Stupida": è praticamente sbocciata tra le mie mani. E' stata un'esperienza unica perché ho gestito in prima persona la produzione artistica sia nei dischi che nel live e a quanto pare è stata una scelta vincente. Sui talent il discorso si fa più complicato, non ne posso parlare male in assoluto. Spesso mi sono ritrovato a tu per tu con i talent ma voglio ricordare che artisti come Francesco De Gregori o Lucio Battisti non sono nati con i talent. E' vero che i tempi sono cambiati ma quando si antepone l'esigenza televisiva a quella artistica qualche domanda ce la dobbiamo porre.

7.Chi sono i suoi miti?Come valuta la situazione attuale della nostra musica e della sua promozione radio-televisiva?e dell'industria discografica in generale?

I miei miti sono da sempre George Martin, Trevor Horn e Quincy Jones, tre produttori che contengono la fetta più ampia della produzione musicale in ambito pop in assoluto. La situazione attuale della musica in Italia è abbastanza grave perché se non iniziamo a dare credito ai talenti veri il rischio del collasso è dietro l'angolo, la musica non fa altro che rispecchiare i tempi in cui viviamo. La discografia è in piena crisi perché il supporto di vendita, il cd, purtroppo non ha più senso di esistere e come in tutte le crisi ci vorrebbero scelte coraggiose che investono sulla qualità e sul talento mentre molto spesso si vedono sprechi enormi solo per andare sul sicuro rendendo di conseguenza quel sicuro sempre meno sicuro. La discografia ha una grande responsabilità, la mia speranza è che ne abbiano coscienza più di quanto ne hanno avuta fino ad oggi.

8.Ci racconta un aneddoto particolare vissuto con un altro protagonista della musica italiana?

Il sigaro di Umberto Tozzi. Dopo i concerti andavamo a cena al ristorante e dopo la cena Umberto si accendeva il sigaro, molto spesso era una cubano, di quelli che durano un'ora e anche due spesso, accompagnato dal buon rum o cognac, per cui prima di mezzanotte non riuscivamo ad essere a cena e prime delle tre o le quattro a letto. Comunque da quelle lunghe chiacchierate mentre aspettavamo la fine del sigaro sono venute fuori cose molto istruttive tenendo conto che è stato il mio primo tour importante e un po' le rimpiango.

9.Nel vostro ambiente, chi può ritenere amico?Ha qualche sassolino che vuole togliersi dalla scarpa?

Bellissima domanda, in realtà siamo nel contempo tutti amici e nemici, nel senso che i rapporti sono sempre molto cordiali ma poi quando si tratta di lavoro le proprie esigenze sono sempre la priorità assoluta su tutto. Riguardo al sassolino avrei dei macigni da togliermi dalla scarpa ma credo ciecamente nella giustizia divina.

10.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i prossimi impegni che la vedranno protagonista?Da produttore ha qualche nome nuovo su cui crede particolarmente?

Ho appena finito la realizzazione della commedia musicale "Ladies" che ha protagonista Riccardo Fogli ed a breve inizieremo i lavori per il nuovo disco di Marco Masini. Come produttore ho molti progetti in cantiere, il 21 Marzo uscirà il nuovo singolo "Scintilla contro Scintilla" di Francesco Guasti, semifinalista alla scorsa edizione di "The Voice" con Piero Pelù. La storia di questo ragazzo è stata molto singolare, lo abbiamo "scovato" a Dicembre 2012 in un concorso per band emergenti in un locale a Prato e subito mi ha colpito la sua vocalità fuori dal comune. Quando la redazione di "The Voice" ha chiesto se c'erano personaggi da proporre noi abbiamo subito segnalato Francesco che non solo è entrato in trasmissione ma è stata una delle voci più particolari e belle di quell'edizione. Nel frattempo abbiamo anche inaugurato una nuova struttura, il "CarillonBit Recording Studio" dove vogliamo dare spazio ai giovani talenti proponendo le realizzazioni del disco, del video e della promozione a costi accessibili. Francesco Guasti è stato il primo progetto che è uscito da questa struttura. Un altro progetto che mi sta a cuore è quello del gruppo "Surface" al quale stiamo finendo l'EP, sono molto bravi, il cantante è inglese madrelingua, è un bellissimo ed ambizioso progetto di respiro internazionale. Staremo a vedere... 

11.Simone, la ringrazio della disponibilità e augurandole sempre buona musica le chiedo, infine, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Un caro saluto a tutti i lettori di "La musica che gira intorno...".

Simone Papi

 

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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