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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"Ogni giorno racconto la favola mia,

la racconto ogni giorno, chiunque tu sia

e mi vesto di sogno per darti se vuoi,

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3 gennaio 2021 7 03 /01 /gennaio /2021 00:01

"Dolcenera" è uno dei brani più particolari e, se vogliamo, criptici, del re dei cantautori italiani ovvero Fabrizio De André. Scritta con Ivano Fossati per l'album "Anima salve" del 1996, l'ultimo, tra l'altro, registrato in studio dallo stesso Faber prima della sua morte, la canzone viene riproposta, come in questi giorni, ogni qual volta vi è una alluvione a Genova, situazione ormai che si ripete in maniera sistematica sia per la formazione geografica del territoria sia e soprattutto per la non curanza delle istituzioni. Questo triste scenario, rappresentato in maniera cruda e profonda, da De André è appunto il teatro in cui si svolge il paranoico viaggio mentale di un folle innamorato. Quest'uomo, perso nel suo disperato sentimento verso una donna sposata e, quindi, non corrisposto attende l'arrivo della sua amata cancellando ogni possibile ostacolo dall'agognato incontro. La donna non arriverà mai a destinazione ma per il protagonista diventa quasi superflua la sua reale presenza. "Lui è convinto - spigava lo stesso De André - di farci l'amore, ma lei è con l'acqua alla gola". L'artista ligure paragona, inoltre, questo tipo di sogno a quello di un tiranno, il quale cerca di rimuovere ogni ostacolo che si oppone all'esercizio del proprio potere assoluto. Un capolavoro assoluto che, oltre l'aspetto sentimentale ed onirico, provoca brividi quando si ascolta l'attualità delle parole dell'artista in merito a quella alluvione. Dai suoi versi ci si accorge in maniera evidente che da allora non è cambiato nulla e che quelle parole, oggi, fanno ancora più male. "...Acqua che non si aspetta, altro che benedetta... acqua che spacca il monte, che affonda terra e ponte...acqua per fotografare per cercare i complici da maledire...", sono solo alcuni dei tratti di questo brano che a sentirli oggi, dopo quasi vent'anni, non si riesce a capire come le istituzioni non si siano ancora mosse per ovviare a questi disastri annunciati. Nell'ultima settimana, questo brano, ha fatto, in pratica da colonna sonora in tutti i telegiornali e programmi di approfondimento ma si spera solo che, le parole di Faber, siano arrivate finalmente nelle orecchie e nell'anima di continua a chiudere gli occhi. La patria della grande scuola cantautorale italiana non può più essere vittima di questa negligenza e le parole del più grande poeta del nostro '900 non possono essere perse nel vento. Forza Genova!    

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