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17 settembre 2014 3 17 /09 /settembre /2014 23:01
Intervista con... Antonio De Carmine

1.Antonio De Carmine, musicista, autore, produttore e interprete, meglio noto come Principe del duo partenopeo Principe & Socio M. che ha riscosso molti riconoscimenti soprattutto nei primi anni del 2000 prima di tornare ad intraprendere un percorso personale negli ultimi anni. Come nasce la tua passione per la musica?E la fortunata avventura con Mauro Spenillo?

La mia passione per la musica è un qualcosa che a parole non saprei spiegare, è una esigenza, qualcosa di naturale che ha sempre fatto parte delle mie giornate... le mie passioni sono altre... la musica è sempre andata oltre la passione, ha sempre fatto parte della mia vita, fondamentale come l'aria. L'avventura con Mauro Spenillo è stata e continua ad essere, ancor prima del Festival di Sanremo del 2001, qualcosa di simile a tutto questo, aria da respirare. Di recente abbiamo pubblicato, come Principe & Socio M., un nuovo singolo/video "Mimmo che volava" ... e resta il mio progetto principale, non solo dovuto ai tanti riconoscimenti di pubblico, radiofonici, televisivi (proprio qualche settimana fa siamo stati inseriti nel programma Techetechetè su Rai1) critica e addetti ai lavori, ai tanti dischi realizzati con tantissime etichette e major, e alle tantissime collaborazioni, ma perché tra me e Mauro Spenillo, Socio M., c'è un rapporto fraterno ancor prima dell'amicizia che ci lega da sempre, nella musica come nella vita. Il progetto Principe & Socio M. in realtà ha avuto delle pause non sempre causate da noi, ma anche da lentezze discografiche che hanno talvolta rallentato le uscite di lavori portati a termine. A breve faremo una tournée in Brasile. I lavori realizzati anche singolarmente, sia quelli miei da cantautore, che quelli di Mauro, trovano sempre e in ogni caso una collaborazione da parte di entrambi, o una consulenza. In realtà la nostra amicizia e collaborazione musicale nasce proprio così, quando mi esprimevo come cantautore e Socio mi accompagnava nelle serate dal vivo, ed in seguito chiamai Mauro, che aveva la tenera età di 13 anni e lo inserii in un mio lavoro musicale, una produzione discografica che vedeva musicisti come Angelo Cioffi, Vittorio Pepe, Marco Zurzolo, Roberto Schiano, Franco Giacoia, ecc... portando il suo giovane talento all'interno di un ensamble di professionisti. Poi l'apertura di uno studio di registrazione insieme, prima ai Quartieri Spagnoli e poi nella torre del Maschio Angioino, dove abitavo, e successivamente la nascita del nostro duo Principe & Socio M.. In tutto questo percorso è importante ricordare una terza presenza che ha spesso collaborato e scritto con noi, il cantautore Antonio Spenillo, fratello maggiore di Mauro.  

2.Come accennato, tu devi il tuo nome d'arte alla tua abitazione: la tua dimora nel Maschio Angoino grazie al lavoro di custode dello stesso di tuo padre è un qualcosa di eccezionale per chi ama la cultura e la storia del nostro territorio. Tra l'altro, come hai detto, proprio in una torre del castello, hai realizzato uno studio di registrazione dove dai vita alla tua musica. Che fonte di ispirazione è scrivere e suonare in quel contesto?Cosa pensi della situazione attuale della nostra città?

Si...il nomignolo Principe è dovuto alla mia infanzia nel castello Maschio Angioino, dove mio padre svolgeva il ruolo di coordinatore/capocustode... una infanzia incredibile... crescere tra quelle mura, giocare a nascondino in un posto simile, chiudere le porte sulla città di sera prima di dormire, vivere gli anni di "Estate a Napoli" nell'epoca Valenzi, che mi ha permesso di crescere tra le carezze di Eduardo De Filippo, Roberto De Simone, giusto per citare due colonne del nostro patrimonio artistico, ma potrei citarne tantissimi, come Carmelo Bene, o il nostro presidente Sandro Pertini o Mikhail Gorbaciov ai tempi del G7... Su mio padre potrei scrivere libri, sull'amore per quelle mura, per quelle torri, per tutto quello che circondava, le sue centinaia di chiavi di cui era gelosissimo... e mi fermo qui... dicendo che da quelle mura, come spesso diceva da vivo, ne è uscito senza vita. Avevamo uno studio di registrazione si, nella Torre San Giorgio, dove abitavo, ed insieme a Mauro Spenillo abbiamo registrato tantissime cose ed avuto il piacere e l'onore di ospitare e collaborare, realizzare dischi e progetti con tanti artisti come Enzo Gragnaniello, Caterina Caselli, Ornella Vanoni, Joe Amoruso, Beppe Vessicchio, Rino Zurzolo, Dario Franco... tantissimi... ma anche giovani dell'epoca, come Riccardo Veno e Ciccio Merolla, Antonio Onorato, lo stesso Antonio Spenillo, Marco Fasano, Luca Sepe, Pino Giorgio e tanti altri. L'ispirazione era la stessa per tutti... e lo confermano i lavori che uscivano in quegli anni, molti sono in distribuzione mondiale... Cosa penso della situazione attuale della nostra città? Qui ci vorrebbe una lunga intervista solo per rispondere a questa domanda. Ne penso bene... della città... ne penso male... di alcune persone. Come ogni grande amore... croce e delizia... ma tutto scorre... e le persone spariranno, mentre la città resta e resterà sempre!

3.Come detto, nel corso della tua carriera hai lavorato, in varie vesti, con diversi artisti come Enzo Gragnaniello, Ornella Vanoni, Joe Amoruso e tanti altri. Cosa ti hanno lasciato questi artisti?C'è qualcuno con cui ti piacerebbe lavorare in futuro?

Mi hanno lasciato un patrimonio artistico ed umano infinito. Con Enzo spesso e volentieri mi rivedo, anche con Joe... e per citare il grande Califfo, Franco Califano: "Non escludo il ritorno".

4.Nell'ambito partenopeo, hai conosciuto e collaborato con alcuni dei migliori musicisti ed autori ottenendo riconoscimenti oltre che da Gragnaniello anche dai fratelli Bennato e da Nino D'Angelo. Qual è il tuo pensiero sulla canzone napoletana attuale?E sullo spesso triste fenomeno dei neomelodici?Chi, tra gli artisti napoletani, ancora ti affascina?

Si, particolarmente con Giorgio Bennato, della famiglia Bennato, meglio conosciuto nella sua carriera da rocker come Giorgio Zito, oggi responsabile della etichetta Cheyenne Records, che ha sempre avuto tanta stima nei miei confronti... sin dalle mie prime canzoni come Antonio De Carmine, e spero prima o poi possa concretizzarsi questa voglia da parte di entrambi, di fare un progetto insieme. Intanto con la sua etichetta uscirono due video di Principe & Socio M., "Targato Na" e "Vamos chico" in una raccolta in DVD che si chiamava "Buon Compleanno Cheyenne". Con Nino D'Angelo, invece, facemmo, insieme a Mauro come Principe & Socio M., la Festa di Piedigrotta qualche anno fa, e volle fortemente la nostra canzone dal titolo "Jè mò"... che presto pubblicheremo. Fu una esperienza straordinaria, indimenticabile. Il mio pensiero sulla canzone napoletana attuale è molto positivo, si sta tornando finalmente ad usare la nosta lingua come un patrimonio da tutelare, dopo un periodo buio che vedeva spesso i discografici fare marcia indietro su progetti in dialetto. Sul discorso dei neomelodici non posso aggiungere molto, la mia opinione è la stessa della musica italiana in generale, ci sono canzoni belle... e canzoni brutte... Lo stesso vale per il mondo neomelodico... che tuttavia trovo più onesto e sincero di tanta musica italiana, nonostante mostri lati e fenomeni della nostra città che non ci piace vedere, ma è la verità... e la verità è sempre qualcosa che non bisogna far finta di non vedere, altrimenti si diventa snob. Se c'è qualcosa di più sano e di più coinvolgente per quei quartieri e per quel pubblico, si faccia avanti. Meno critici e più artisti ci vogliono in questa città. Anche ai tempi del Festival di Napoli c'erano fan di tutti i tipi... ecco questo è l'unico problema serio, portare più generi possibili per lasciare scegliere al pubblico dove orientarsi ed emozionarsi di più... come negli anni in cui potevi applaudire Merola, D'Angelo, Tony Astarita, Carmelo Zappulla, Mauro Nardi, ecc...e contemporaneamente fare lo stesso con Pino Daniele, Edoardo Bennato, Teresa De Sio, NCCP, Enzo Gragnaniello, Eduardo De Crescenzo, ecc... Chi tra gli artisti ancora mi affascina? Le belle canzoni... i buoni concerti... gli artisti che hanno sempre qualcosa da dire. Insomma, poca roba, ahaha!!

5.La tua canzone più nota è sicuramente "Targato NA" presentata a Sanremo nel 2001 e che raccontava la storia di un ragazzo gay contrario alla violenza che si arruola tra i Carabinieri ma che non sopporterà mai l'idea di sparare pagando con la vita la propria idea di pace. Come nasce questa stupenda canzone?Che peso hanno avuto, ad esempio, brani come "La guerra di Piero" di De André e "C'era un ragazzo..." di Morandi che ricordano un po' questo tipo di tematica?

"Targato Na" è semplicemente la conseguenza di un tipo di scrittura che ho sempre portato avanti, si da bambino, quando scrivevo canzoni come "Gennaro", un po' il padre di "Ciccio terrone"... la differenza tra "Gennaro", rivolta a Napoli, e "Targato Na" è l'essere figlio di un sud intero, più esteso, vasto, più che l'esser napoletano. Credo siano state più le canzoni che scrivevo da giovanissimo che le bellissime e straordinarie, epocali "La guerra di Piero" e "C'era un ragazzo..." ad influenzarmi. Il territorio, la vita sociale vissuta davveri e non solo attraverso i dischi, dico per onestà, ad influenzare "Targato Na". Però mentre "Gennaro" è una mia cratura, "Targato Na" è figlia mia e di Mauro Spenillo, Socio M. e credo anzi sono sicuro, che questa collaborazione a quattro mani abbia fatto la differenza per renderla nazionale e rappresentativa per tante generazioni. 

6.Tra i tuoi brani qual è quello che ami di più?Quello, invece, che avrebbe meritato maggior fortuna?E quale, invece, quello di un collega che ti sarebbe piaciuto scrivere?

Tra i miei sicuramente "ASH...core 'e lupo", un provino fatto in casa che ho pubblicato sul mio canale Youtube, che mi rappresenta in pieno, ma anche altri... (purtoppo ho la tendenza a pubblicarne alcuni e poi cancellarli). Tra quelli con Mauro, può sembrare scontato ma è "Targato Na"! Ma penso che tantissimi altri brani di Principe & Socio M. avrebbero meritato un esito diverso. Davvero tanti... che un giorno, spero presto, pubblicheremo. Tra le canzoni che avrei voluto scrivere c'è senz'altro "E cerca 'e me capì" di Pino Daniele. 

7.Come detto, quella di Sanremo 2001, è stata sicuramente una grande avventura. Ma il tuo rapporto con il Festival non si è concluso lì. Ci avevi provato già nel 1993 e ci sei tornato, in altre vesti, nel 2008. Cosa rappresenta per te il Festival di Sanremo?Conti di tornarci?

Beh... ovviamente e assolutameste SI! Sanremo è sempre stato nei miei sogni sin da bambino, e per fortuna ho avuto la possibilità di farvi parte, come artista, come autore, come produttore e come musicista/arrangiatore. In qualsiasi veste è sempre gratificante prendervi parte, ovvio che da artista mi gratificherebbe di più, il potermi esprimere è sempre un piacere totale.

8.Ci racconti un aneddoto particolare vissuto con un altro artista del panorama italiano?

Mi viene istintivamente di ricordare un episodio... ne potrei raccontare tantissimi, divertenti e magari di spessore, ma ho sentito nell'anima di ricordare questo: eravamo in una serata organizzata da VideoItalia, come Principe & Socio M. subito dopo il Festival di Sanremo, c'erano tanti artisti, da Antonello Venditti e Tiziano Ferro esploso in quell'anno, e dietro al palco c'era Pierangelo Bertoli, uno dei miei miti della canzone d'autore, seduto sulla sua sedia a rotelle, con cui scambiavo opinioni e pareri su vari argomenti. Con affetto e stima ero chinato, appoggiato dinanzi a lui... e sorridevo serenamente, quando all'improvviso un gruppo di persone di una "improbabile" security, iniziarono a correre scaraventando tutto e tutti per terra, facendo cadere il compianto Pierangelo con la sua sedia per le scale, ed io mi arrabbiai molto, litigai con tutta quella gentaglia. Era la scorta di Salvo, un nuovo personaggio dello spettacolo, che era stato chiuso in una casa per tanto tempo, cha arrivava nella serata senza cantare e/o fare altro, veniva solo a salutare i fans con la sua scorta impazzita, che teneva lontano da quella star tutto e tutti, anche scaraventando un disabile e la sua carrozzina per terra, al di là del grande nome di Pierangelo Bertoli. Rimasi scioccato! Poi mi resi conto di tutto... Era il 2001...era appena nato un nuovo fenomeno: GLI ARTISTI DEL GRANDE FRATELLO! 

9.Dal 2011, quindi, hai ripreso la strada del solista. Da dove nasce questa necessità?Cosa stai preparando ora?Quali saranno i tuoi progetti futuri?

La strada da solista, sia io che Mauro, l'abbiamo ripresa anche come valvola di sfogo ai tanti ostacoli che Principe & Socio M. hanno avuto negli ultimi anni... ma direi anche per allontanarci dallo showbiz, un modo per tornare a noi stessi, per riprendere la vita, per riprendersi qualcosa lasciato senza essere inquinato... e ci fa bene... ad entrambi... perché ci allontana e ci avvicina senza ingabbiarci necessariamente in un ruolo che ogni tanto bisogna toglierci di dosso, per ricordarci che oltre ad essere Principe & Socio M., che amiamo come noi stessi, noi siamo soprattutto Antonio e Mauro... come diceva una nostra canzone inserita nell'album "SSSHHH!!!" uscito nel 1999. Progetti futuri... come Antonio De Carmine sono quasi alla fine di una selezione di 14 brani per il mio primo disco da solo... poi sono in studio con un progetto insieme ad Ugo Gangheri, si chiama "Nativi Na" - frutto già di collaborazioni passate, sia con il progetto di Ugo Gangheri e Nomadia, quando ci esibiamo nelle serate live con Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Francesco Paolantoni, Stefano Sarcinelli ed altri... sia per un progetto insieme tra me e Ugo. Come Principe & Socio M. siamo coinvolti con Stefano Sarcinelli nel suo spettacolo "Chiedetelo a Pappagone" insieme ad Ugo Gangheri e Carlo Di Gennaro. Sempre come Principe & Socio M., faremo una tournée in Brasile a breve.

10.Antonio, ti ringrazio per la disponibilità e, augurandoti sempre buona musica ti chiedo, in conclusione, un saluto per i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie.  

Grazie a te... grazie a voi che leggerete queste mie risposte a queste domande così gratificanti e, aggiungo, preparate con cura e tanta informazione sulla mia umile carriera da Marco Liberti, a cui va davvero il mio grazie speciale! Ai lettori di "La musica che gira intorno..." auguro sempre di trovare un momento per ricordarsi di sorridere. A presto.

Antonio De Carmine, Principe.  

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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