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30 agosto 2012 4 30 /08 /agosto /2012 23:01

Atteso dopo il successo del singolo "Cemento armato", arriva "Siamo morti a vent'anni" l'album di debutto de Il Cile, nome d'arte di Lorenzo Cilembrini, uno dei giovani cantautori più promettenti del panorama italiano. Scoperto da Fabrizio Barbacci, già produttore dei Negrita e di Luciano Ligabue, il ragazzo ha destato fin da subito grande interesse dei media vista la positiva risposta avuta dalla sue pubblicazioni nella rete telematica. Gli importanti numeri ottenuti con il primo singolo, hanno portato a questa produzione che a poche ore dal lancio è già nei primissimi posti in quanto a vendite. Ciò che rende speciale questo debutto, oltro al parere del pubblico, è soprattutto quello degli addetti ai lavori ovvero critici musicali, emittenti radiofoniche e colleghi affermati come gli stessi Negrita o come Lorenzo Jovanotti che ha scritto: "Mi piace l'album de Il Cile. Qui c'è un autore nuovo che ha qualcosa da dire! Bravo!". Il successo del ragazzo aretino è arrivato con "Cemento armato" che non è altro che un grido di rabbia sulla precarità della società moderna. Ora, invece, a lanciare la pubblicazione dell'album c'è in rotazione radiofonica il nuovo singolo "Il mio incantesimo", che rappresenta il risveglio delle speranze di una generazione che rialza la testa per riappropiarsi della propria identità e dei propri spazi umani e mentali. Nell'album, inoltre, si parla del salto dall'adolescenza all'età adulta, nel brano che da il titolo al disco, che Il Cile vede come un punto di non ritorno dell'esistenza di un individuo. Si passa quel confine che ha concesso illusioni, eccessi ed esperienze e che permette, con qualche cicatrice, di rinascere dalle proprie ceneri ancor più forti. Non mancano canzoni che parlano di donne e di rapporti sentimentali ma, l'album, esprime una matrice molto più particolare ed introspettiva. Molto sono, infatti, le riflessioni sulla vita, sull'anima e sulla realtà odierna e non è esclusa nemmeno una parentesi sul mondo discografico con il brano "Lamette" in cui l'autore parla della difficoltà di entrare in questo mondo, delle tante porte in faccia ricevute chiarendo però sempre la sua determinazione spinta dall'idea che un giorno ce l'avrebbe fatta. Oggi pare proprio che quel giorno sia arrivato. Auguri! 

 

 

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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