Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"...E ti ricordo ancora,
 
dimmi che non è cambiato niente da allora,
 
chissà se parli ancora agli animali,
 
se ti commuovi davanti a un film.
"

 
Fabio Concato - Ti ricordo ancora

Sondaggi

Quale trasmissione musicale preferisci
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
23 ottobre 2016 7 23 /10 /ottobre /2016 23:01

Pubblicata nel 1990 all'interno dell'album "Le nuvole", la canzone "Don Raffaè", scritta da Fabrizio De Andrè e Massimo Bubola e musicata da Mauro Pagani, divenne subito uno dei pezzi più particolari del repertorio del cantautore genovese sia per l'uso del dialetto napoletano e sia per il tema trattato che includeva l'allusione, confermata dallo stesso De Andrè, a Raffaele Cutolo, noto boss della camorra e fondatore della NCO - Nuova Camorra Organizzata. Il testo racconta di Pasquale Cafiero, un brigaderie del carcere napoletano di Poggioreale e del suo rapporto confidenziale condito da un ossequioso servilismo con uno dei detenuti che risponde al nome di Don Raffaè appunto. L'ammirazione e il rispetto provata verso quest'uomo definito geniale lo porta ad chiedergli piccoli piaceri come il prestito di un elegante cappotto e raccomandazioni per il fratello disoccupato. Questi colloqui interessati ed intrisi in realtà di corruzione e sottomissione prendono il carattere d'incontri amichevoli attraverso quella tazzina di caffè che la guardia sorseggia come consuetudine con l'eccellente ospite. La canzone, infatti, non è altro che la rappresentazione del regime carcerario privilegiato destinato alle persone che contano e alla ruffianeria di agenti scorretti che pur di avere favori personali si dimenticano del loro ruolo di tutori della legge e si lasciano piacevolemente corrompere dagli uomini di potere diventando, tra quelle mura, loro umili servitori. Il ritratto descritto da De Andrè non lasciò indiffrente Raffaele Cutolo che si riconosse in quel personaggio e dal carcere di Ascoli Piceno decise di scrivere una lettera al poeta ligure dove si complimentava con l'artista per la canzone e si chiedeva come avesse fatto a cogliere alcuni aspetti della sua personalità senza averlo mai incontrato e come fosse riuscito a descrivere così dettagliatamente la sua situazione carceraria. Inoltre aggiunse che non si era affatto offeso e che aveva molto gradito il verso "Don Raffaè voi politicamente, io ve lo giuro sarebbe 'nu santo". Il boss della camorra, tra l'altro, insieme alla lettere spedì a De Andrè anche un libro di poesie, di cui un paio definite davvero pregevoli dallo stesso De Andrè, magari con l'intento che il cantautore le mettesse in musica. Faber che dichiarerà la sua sorpresa per questa lettera si definì "facile profeta" poichè, sebbene il testo alludeva a Cutolo, né lui né Bubolo, coautore del brano, disponevano di notizie di prima mano sulla sua detenzione. In ogni caso, De Andrè, rispose a quella missiva ringraziando il boss con tono gentile e distaccato lasciandolo libero di pensare che la canzone fosse ispirata a lui o meno. In seguito, De Andrè, dichiarò di aver ricevuto una seconda lettera da Cutolo alla quale non aveva risposto spiegando che: "Un carteggio con Cutolo non mi sembra il massimo. Per finire in galera basta assai meno.". La disponibilità dimostrata in questa corrispondenza con un boss della camorra, ora custodita insieme a tanti altri cimeli al Centro Studi Fabrizio De Andrè nella facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena, palesa la grandezza di un uomo che, da grande poeta, sapeva parlare proprio a tutti anche se, l'artista genovese, non concordava con questa definizione poichè a suo dire : "A fare poesia dopo i tredici anni rimangono solo due categorie di persone: i poeti e i cretini. Per precauzione preferisco considerarmi un cantautore.". 

 

 

 

 

Condividi post

Repost 0
Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
scrivi un commento

commenti

Letizia 12/11/2011 12:07

Conosco la frase riportata alla fine del tuo post. Lui era un genio, ma forse non ne era consapevole. Ciao!

Marco Liberti 12/11/2011 15:16



Secondo me ne era consapevole ma possedeva l'umiltà che solo i grandi hanno e l'ha dimostrata anche in questa corrispondenza con Cutolo.Ciao...



Monica Cadoria 11/11/2011 15:32


Curiosissimo l'incontro fra due personaggi simili. In ogni caso splendida canzone


Marco Liberti 11/11/2011 20:56



Infatti quasi incredibile se non l'avesse raccontato lo stesso De Andrè.



Giuly 11/11/2011 13:11


De andrè il cantastorie moderno...


Marco Liberti 11/11/2011 13:36



Immenso



Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua e Pagina Facebook

English French German Spain Italian Dutch Russian Portuguese Japanese Korean Arabic Chinese Simplified
 


this widget by www.AllBlogTools.com

La musica che gira intorno

Promuovi anche tu la tua Pagina

Chat

Flag Counter

Flag Counter