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7 settembre 2014 7 07 /09 /settembre /2014 23:01
Intervista con... Duccio Forzano

1.Duccio Forzano, regista televisivo e cinematografico, lei ha iniziato la sua carriera proprio con la musica italiana e cioè realizzando negli anni '90 videoclip per Claudio Baglioni oltre che curando, successivamente, la regia televisiva dei suoi concerti. Come nasce la collaborazione con Baglioni?Che ricordi ha di quelle prime esperienze professionali?

Claudio è il mio mentore, il mio padrino, la figura che ha segnato ogni momento di svolta della mia carriera e della mia vita. Inizialmente lavorai alla realizzazione di un videoclip per Paola Massari, sua moglie. Lavoro che piacque molto a Claudio e per questa ragione mi chiamò. Iniziò così. Abbiamo fatto davvero molte cose insieme. Lavorare con lui è sempre stato e continua ad essere stimolante e meraviglioso.

2.In seguito il suo talento la ha portato a curare la regia di numerose trasmissioni di successo soprattutto legate al sodalizio con Fabio Fazio che la ha portato anche a dirigere negli ultimi due anni quel meraviglioso circo mediatico che è il Festival di Sanremo che, tra l'altro, già aveva diretto nel 2010 con la conduzione di Antonella Clerici e nel 2011 nella prima edizione targata Morandi. Come valuta queste esperienze?Cosa pensa del Festival?Come nasce il suo sodalizio con Fazio?Come mai non ha diretto la seconda edizione di Morandi?Conta di tornare a dirigere il Festival in futuro?

Per noi televisivi il Festival di Sanremo è un traguardo. Tutto sogniamo di farlo prima o poi, chi dice di no non è sincero! Antonella Clerici per prima mi chiamò, non avevamo mai davvero lavorato insieme ma ci conoscevamo e lei pensò che io fossi adatto al Festival che voleva fare. Fu un grande successo. L'anno successivo fu la volta di Gianni Morandi di cui non curai la seconda edizione a causa di alcuni impegni che avevo preso in precedenza con altri conduttori in altre reti. Poi fu la volta di Fabio Fazio, con lui lavoro ormai da molti anni e quindi è stato automatico tornare all'Ariston. Sebbene il Festival sia sempre un'esperienza bellissima, quest'anno sono contento di non farlo, perché è giusto che ci sia ricambio, che lo si faccia a turno un po' tutti altrimenti rischierebbe di essere sempre uguale. Se dovesse ricapitarmi in futuro, potendo, certamente lo rifarei volentieri. Ora colgo l'occasione per fare un grande in bocca al lupo a Carlo Conti e al suo regista Maurizio Pagnussat per la prossima edizione.  

3.Dell'ultima edizione del Festival, che l'ha vista alla regia, quali sono stati i brani che ha apprezzato di più?Da un sondaggio relativo a quella manifestazione, i lettori del blog, hanno premiato come più meritevole del primo posto Cristiano De André. Lei, invece, a chi avrebbe dato la vittoria?

Mi è piaciuto molto Renzo Rubino. Ma anche De André e i Perturbazione.

4.Sempre in relazione all'ultimo Festival, è stato evidente il marchio genovese. Lei come Fazio è di Genova ed avete proposto oltre a Cristiano De André che ha portato anche il vostro dialetto all'Ariston in modo pregevole, omaggi ai grandi cantautori genovesi come Paoli, Tenco, Fossati, Bindi, Endrigo oltre allo stesso Faber. Che ricordi ha lei di quella grande scuola?Ha qualche ricordo particolare legato a questi artisti?Chi reputa il più grande?Vi è un erede genovese di quella formidabile scuola?

Sono nato e cresciuto in Liguria, tra Genova e Savona. Mi sono quindi intriso di "scuola Genevose" anche a livello inconsapevole. Gli artisti liguri occupano ovviamente un posto speciale nel mio cuore. Ho avuto anche la fortuna di lavorare con Ivano Fossati alla realizzazione del dvd della sua ultima tournée. Difficile dire chi fosse il più grande, parliamo di eccellenze e come tali è difficile anche nominare degli eredi. Il tempo ci dirà se fra i giovani c'è qualcuno a quell'altezza.

5.Chi sono i suoi miti musicali?Cosa ascolta oggi?Come valuta la situazione attuale della nostra musica?

Nel mio i-pod si può trovare Mozart, così come le sigle dei cartoni animati, De André, Jovanotti, Paola&Chiara, Emerson Lake&Palmer e Queen o Bryan Adams in rapidissima successione. Sono un ascoltatore ingordo. La situazione della musica è buona e fiorente, ci sono degli ottimi autori giovani e soprattutto nelle realtà più nascoste si può trovare della grande arte. Un po' più tragica è la situazione delle case discografiche, cioè il business legato alla musica che è cambiato radicalmente e dovranno inventarsi qualcosa per salvare questo mercato che schiaccia il bello in favore del commericale.

6.Qual è la canzone italiana che non può mancare nella sua playlist?

Difficile a dirsi, ne tradirei troppe altre. Comunque, anche per gratitudine, direi "Ancora la pioggia cadrà" di Claudio Baglioni. 

7.Da esperto del settore televisivo come vedrebbe meglio rappresentata la musica in tv?Qual è il suo pensiero sui talent show?Le piacerebbe una talk od una trasmissione divulgativa sulla storia della nostra musica?Avete mai pensato con Fazio di realizzare un qualcosa del genere?

Mi piacciono i grandi show musicali americani, quando ne ho la possibilità cerco di trarre spunti da essi. I talent sono programmi che possono essere molto interessanti anche se a volte diventano grotteschi e francamente brutti. In passato ne ho diretti alcuni: "The Bachelor" e "La Talpa". Sono state esperienze belle ed importanti. Le idee in questo senso sono sempre molte e spero che prima o poi si riesca a fare un bel programma come ai tempi di "Anima mia" o "Stasera pago io".

8.Ci racconta un aneddoto particolare vissuto con un protagonista della nostra musica?

Non so, potrei raccontare di quella volta che con Claudio (Baglioni) eravamo al montaggio di un lavoro, uscimmo a cena in un locale di Genova che all'epoca faceva il karaoke e lui, a sorpresa, si mise a cantare "Avrai" attirando nel giro di qualche minuto centinaia e centinaia di persone...

9.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i prossimi impegni che la vedranno protagonista?

Oltre al consueto impegno con "Che Tempo Che Fa", quest'anno mi occuperò della regia del nuovo programma di Giovanni Floris su La7. E' la prima volta che mi occupo di un talk puramente politico. L'idea mi stimola molto.

10.Duccio, la ringrazio per la disponibilità e augurandole il meglio per il suo futuro le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Grazie a tutti voi e Arrivederci.

Duccio Forzano

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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