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"...La noia è come il blues: ti fa pensare a dio,

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 La noia è nostalgia di un posto che non c'è,

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2 gennaio 2012 1 02 /01 /gennaio /2012 00:01

"Baccini canta Tenco" è l'ultimo lavoro discografico composto da Francesco Baccini che, lo scorso 29 novembre, ha deciso di pubblicare in un album il suo show tributo a Luigi Tenco. Il disco, infatti, è frutto di una rivisitazione dello spettacolo teatrale scritto da Marzio Angiolani con gli arrangiamenti di Armando Corsi e la regia di Pepi Morgia che ha portato, dal gennaio 2011, Baccini a riproporre la musica del grande cantautore piemontese nei teatri di tutta Italia riscontrando i favori del pubblico. Oltre ad essere un grande fan di Tenco, Baccini, è legato a quest'artista anche da alcune caratteristiche sia fisiche che interpretative che più di una volta hanno suscitato paragoni fra gli addetti ai lavori. Il primo a definirlo "Un Tenco a colori" fu Fabrizio De Andrè che vedendolo in televisione notò delle affinità che lo incuriosirono a tal punto da volerlo conoscere di persona instaurando con lui un bel rapporto di amicizia. Baccini definisce Tenco: "Un fine intellettuale che riesce a cogliere le contaddizioni degli anni sessanta e a trasformarle in canzoni che, anche se composte quarant'anni fa, affrontano temi sociali e di costume più che mai attuali". Il progetto nasce dalla volontà di Baccini di ricordare le canzoni di Tenco che spesso vengono tralasciate anche quando si parla dello stesso autore del quale viene ricordata solo la tragica morte avvenuta, pare, per suicidio in un albergo di Sanremo durante l'edizione del Festival del 1967 che, ancora oggi, fa discutere. Il corpo trovato, infatti, senza vita dalla cantante Dalida in una camera dell'Hotel Savoy riportava un foro di proiettile alla testa ed un biglietto attribuito, dopo varie perizie, allo stesso Tenco che diceva: "Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perchè sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda "Io tu e le rose" in finale e ad una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.". Tenco un anno prima aveva acquistato una pistola per difesa personale ma il non ritrovamento del proiettile fatale ha fatto nascere diverse tesi sul reale svolgimento dei fatti. Questo portò alla riesumazione della salma nel 2005 al fine di procede con nuovi esami che, però, portarono alla conferma della prima ipotesi. Sebbene ci siano ancora dei dubbi, il suicidio sembra l'ipotesi più fondata e, ad ogni modo, il caso è stato chiuso così dagli organi preposti. Il tutto, quindi, sarebbe nato dalla delusione provocata dall'eliminazione dalla gara canora della canzone "Ciao amore ciao" che Tenco, pare, in origine non apprezzasse e che fu convinto dalla cointerprete del brano Dalida. Tornando al disco, Baccini intende proteggere e portare avanti la grande tradizione del cantatuorato italiano sentendosi, a giusto merito, parte di essa e questo progetto sta ad indicare come l'artista genovese voglia distaccarsi da buona parte della musica attuale. "I cantautori - dice Baccini - sono una specie in via di estizione. Ormai siamo roba da wwf. La musica che gira intorno - conclude l'artista - è ben diversa dalla canzone d'autore purtroppo...". Appare difficile, in questo momento, dare torto a queste parole ma è anche vero che cercando bene qualcosa di buono lo si trova ancora. Intanto va concesso un meritato plauso a Baccini per aver dato modo alle nuove generazioni di riscoprire ed apprezzare la musica di qualità di uno dei più grandi autori italiani.

 

 

             

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