Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"...E chissà se è solo un gioco,

se le stelle c'hanno i fili,

se qualcuno sa già tutto,

di questi bimbi nei cortili..."

 

 

Luca Carboni - La nostra storia

Sondaggi

La Sfida dei 100, 4°Fase-5°Sfida
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
20 aprile 2014 7 20 /04 /aprile /2014 23:01

Parliamo ancora di "Almeno stavolta" incisa come inedito da Nek nella raccolta "The best of Nek - L'anno zero" del 2003 e scritta da Antonello De Sanctis e Daniele Ronda. In questo caso la confrontiamo con "The prince" incisa dal gruppo britannico dei Diamond Head nell'album "Lightning to the Nations" del 1980 e scritta da Sean Harris e Brian Tatler. Il brano inglese, inoltre, è stato ripreso anche dai Metallica nell'album di cover "Garage Inc." realizzato nel 1998.

 

Condividi post
Repost0
19 aprile 2014 6 19 /04 /aprile /2014 23:01

Qui possiamo notare una somiglianza tra il ritornello della canzone "Hey Dio" incisa da Nek nell'album "Filippo Neviani" del 2013 e scritta con Marco Baroni e quello della celebre "Wonderwall" pubblicata dagli Oasis nell'album "(What's the story) Morning glory?" del 1995

Condividi post
Repost0
18 aprile 2014 5 18 /04 /aprile /2014 23:01

Parliamo ancora di "Almeno stavolta" brano inciso da Nek come inedito nella raccolta "The best of Nek - L'anno zero" del 2003 e scritto da Antonello De Sanctis e Daniele Ronda. Qui lo confrontiamo con "Ghost of navigator" incisa dalla band britannica degli Iron Maiden nell'album "Brave new world" del 2000. Il brano inglese è stato scritto da Janick Gers, Bruce Dickinson e Steve Harris.

 

Condividi post
Repost0
17 aprile 2014 4 17 /04 /aprile /2014 23:01

Si parla ancora di "Almeno stavolta" pubblicata come inedito da Nek nella raccolta "The best of Nek - L'anno zero" del 2003 e scritta da Antonello De Sanctis e Daniele Ronda. Qui la mettiamo a confronto con "Big talk" incisa dal gruppo americano dei Warrant nel loro primo album del 1989 intitolato "Dirty rotten filthy stinking rich" e scritta da Jani Lane, voce della band.

 

Condividi post
Repost0
16 aprile 2014 3 16 /04 /aprile /2014 23:01
Intervista con... Fabrizio Berlincioni

1.Fabrizio, lei è uno dei grandi autori della musica italiana. Nella sua lunga carriera ha collaborato con alcuni dei più grandi artisti della nostra musica come Adriano Celentano, Mina, Massimo Ranieri, Peppino Di Capri, Fausto Leali, Anna Oxa, Franco Califano, Albano, Roberto Murolo, Toto Cutugno, Andrea Bocelli e tanti altri. Come nasce il suo amore per la musica? Quale di queste collaborazioni le ha dato maggiori soddisfazioni?

Nasce da ragazzino, quando, chitarra alla mano, scimmiottavo le canzoni di Claudio Baglioni che era il mio cantautore preferito. Da lì a comporne alcune il passo è stato breve. Ogni collaborazione ha il suo fascino e vive di proprie emozioni. Con alcuni artisti ho legato particolarmente, con altri un po' meno, ma tutti hanno avuto un senso importante nella mia carriera d'autore. Non c'è un artista che non mi abbia dato soddisfazioni. Peppino Di Capri mi ha regalato la prima vittoria a Sanremo, Leali e Oxa mi hanno consacrato come autore, Bocelli mi ha regalato notorietà nel mondo e Mina mi ha fatto entrare nel mito...!!

2.Lei è, tuttora, l'autore più giovane ad aver vinto il Festival di Sanremo. Lo ha fatto, infatti, a soli 19 anni nel 1976 con "Non lo faccio più" di Peppino Di Capri. E' anche il terzo autore più presente nella storia del Festival dopo Mogol e Franco Migliacci avendo partecipato alla manifestazione canora per ben 17 volte dal 1976 al 2011 ottenendo due vittorie. Cosa ricorda di queste esperienze?Cosa ha significato per lei il Festival e cosa rappresenta oggi?Conta di tornarci?

Sono esperienze che lasciano il segno: l'incredulità della prima vittoria, il trionfo della seconda volta e una serie di buoni piazzamenti che forse mi hanno dato più soddisfazioni della vittoria stessa. Basti pensare a "Mi manchi" e "Ti penso" che sono tra le canzoni più eseguite di quelle del mio repertorio d'autore. Oggi come oggi il festival ha perso gran parte del suo fascino in quanto ha perso credibilità nella scelta di cantanti e canzoni. Troppi favoritismi, troppa politica e troppa poca professionalità. Mi auguro di tornarci quando ci saranno le persone giuste che lo organizzeranno. Adesso sarebbe inutile.

3.Chi sono i suoi miti musicali?Cosa ascolta oggi?Cosa pensa della situazione attuale della musica italiana?C'è qualcuno con il quale le piacerebbe collaborare?

Oggi ascolto musica varia, avendo due figli giovani. Tra le cose che ascolto ce ne sono alcune valide e altre no, sempre in base a quello che è il mio gusto, ovviamente...!! Non ho dei veri e propri miti musicali. Di alcuni artisti amo la musica, di altri le parole, di altri ancora la voce. Diciamo: Vecchioni, Baglioni e Dalla per i testi, Cocciante e Cutugno per le musiche, Bocelli, Mina e Albano per la voce e Tiziano Ferro per tutto l'insieme. Lui è il numero uno, oggi come oggi.

4.Tra tutti i brani che ha scritto qual è quello che ama di più?Quale, invece, quello che crede andrebbe rivalutato?Quale, infine, quello di un suo collega le sarebbe piaciuto scrivere?

"Mi manchi", nelle versioni di Leali e di Bocelli. Andrebbe valutato e spinto di più "Amoreunicoamore" di Mina. Quello che vorrei aver scritto è "Un senso" di Vasco, un vero mix di semplice genialità.

5.Lei è anche un grande autore televisivo. Negli anni a collaborato a tantissime trasmissioni di successo. Da questo punto di vista cosa pensa dei talent show?Lei come vedrebbe al meglio la rappresentazione della musica in tv?Sta lavorando a qualche idea in tal senso?

I talent televisivi sono un ottimo mezzo per lanciare nuovi artisti e nuove canzoni. E' uno spazio indispensabile per conoscere nuovi talenti e creare spazi nuovi ad artisti nuovi. Sanremo resta comunque la migliore vetrina televisiva per farsi conoscere...ma purtroppo, come già dicevamo, a Sanremo arrivano artisti raccomandati che quasi nella totalità non valgono niente e sono lì solo perché spinti dalle etichette più importanti, a loro volta influenzate da raccomandazioni politiche. In questo periodo non sto lavorando su nessun progetto musicale-televisivo.

6.Inoltre lei è giornalista e scrittore. In quale veste si sente più a suo agio?Quale di queste avventure, oltre la musica, la appassionata di più?

Sicuramente lo scrivere è il lavoro che mi affascina di più. Scrivere è liberare sul foglio bianco le emozioni più importanti della propria anima. Che siano canzoni o libri è uguale, l'importante è raccontarsi.

7.Tra le sue collaborazioni, come detto, vi sono anche avventure professionali con Franco Califano e Roberto Murolo. Che ricordo ha di questi artisti?

Sono gli artisti con cui ho collaborato di meno e quasi non frequentato. Califano l'ho incontrato a casa sua solo una volta e lo stesso è successo con Murolo. Una sola canzone scritta a testa e nessun ricordo particolare.

8.Ci racconta un aneddoto particolare vissuto con un altro protagonista della nostra musica?

L'amicizia e l'affinità artistica che ho avuto con Franco Fasano. Non è un aneddoto ma è stato un periodo creativo che mi ha fatto vivere grandi emozioni e tantissime soddisfazioni. Di aneddoti spiccioli ce ne sarebbero tanti da raccontare ma sono Top Secret...!!

9.Ha brani nel cassetto?A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i prossimi appuntamenti che la vedranno protagonista?

Ho tante canzoni bellissime che custodisco gelosamente nel cassetto e che aspettano la giusta occasione per venirne fuori. Le canzoni non invecchiano mai, quelle buone e classiche ovviamente. In questo momento stanno per uscire due lavori molto importanti che ho realizzato: il nuovo lavoro discografico di Nicola Di Bari, che ha ripreso ad incidere dopo quasi 30 anni. Esce in tutto il mondo il 22 aprile. L'altro progetto, anche lui in uscita tra qualche giorno, è il nuovo cd di Omar Codazzi, 300 serate all'anno nelle balere di tutta Italia e una delle voci più interessanti che abbia mai sentito nel corso della mia carriera artistica. Gli ho rivoluzionato il repertorio...!!! Un vero animale da palcoscenico che sono certo mi darà tante soddisfazioni. E per ultimo, forse, perché fino all'ultimo momento non si può sapere con certezza, una canzone molto bella nell'album di Mina in uscita a maggio. Speriamo bene...!!!

10.Fabrizio la ringrazio per la disponibilità ed augurandole sempre buona musica le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie. 

La musica gira intorno al mondo e alla vita di ognuno di noi...ma anche noi giriamo attorno alla musica e la facciamo nostra qunado, girandoci attorno, ci regala le note giuste per vivere e andare avanti...!!! Saluti a tutti i lettori e a tutti gli amanti delle belle canzoni...!!

Fabrizio Berlincioni

Condividi post
Repost0
15 aprile 2014 2 15 /04 /aprile /2014 23:01

Qui vediamo il caso tra "Vivere senza te" incisa da Nek nell'album "Lei, gli amici e tutto il resto" del 1997 e scritta con Antonello De Sanctis e Massimo Varini e "Lunedì" scritta e pubblicata da Vasco Rossi nell'album "C'è chi dice no" del 1987.

 

Condividi post
Repost0
14 aprile 2014 1 14 /04 /aprile /2014 23:01

Qui vediamo il caso tra "Instabile" incisa da Nek nell'album "Nella stanza 26" del 2006 e scritta con Andrea Amati e "Cosa vuoi che sia" composta e pubblicata da Luciano Ligabue nell'album "Nome e cognome" del 2005.

 

Condividi post
Repost0
13 aprile 2014 7 13 /04 /aprile /2014 23:01
Intervista con... Piero Calabrese

1.Piero, lei ha iniziato la sua storia musicale con il gruppo La Bottega dell'Arte a metà degli anni '70. In quel contesto era anche interprete oltre che autore. Quella band comprendeva anche suo fratello Massimo, spesso suo collaboratore anche nell'attività prettamente autoriale che ha poi contraddistinto il suo cammino artistico, ed alcuni amici di infanzia. Come nasce il progetto de La Bottega dell'Arte?

La Bottega dell'Arte, uscì alla fine del 1975. Eravamo veramente ragazzini: amici d'infanzia tutti quanti. Cominciammo per divertimento, facendo "progressive", e poi, pian piano, cominciammo a scrivere cose nostre. Molta prolificità, e molte ore in sala prove, che a quei tempi, era una cantina presa in affitto, in una zona di campagna, nel cuore di Roma. Non ci siamo realmente accorti, di quando e quanto tutto questo, stesse diventando un vero e proprio lavoro. Arrivò subito il successo, che non fece altro che confermarci, che comunque la musica, per ognuno di noi, sarebbe stata la strada da seguire.  

2.Parlando della sua attività autoriale, il primo artista che ha avuto fiducia in lei, è stato Franco Califano.Come nasce quella collaborazione?Che ricordo ha di Franco?

Conoscemmo Califano in uno studio di registrazione, diventammo amici, e da lì nacque spontaneo scrivere qualcosa per lui. Una persona che viveva la vita, esattamente come nella iconografia che arrivò a tutti. Un grande cuore e un grande artista. Abitava in una villetta nel cuore di Boccea, zona popolare di Roma. Uomo del popolo, in mezzo alla gente. Bellissimo ricordo.

3.Arriva poi la soddisfazione legata al positivo lancio di Alex Baroni, con il quale ha collaborato in quasi tutti i suoi progetti.Come ricorda quella esperienza?E Alex?

Prima di Alex, arrivarono altre esperienze come autore e produttore in Francia, per artisti che divennero importantissimi come Jeanne Mas, Amanda Lear, Mirelle Mathieau. Alex, invece, era prodotto da mio fratello Massimo e da Marco Rinalduzzi. Scrissi molto per lui, insieme a loro. Un ragazzo umile e molto disponibile. Grande voglia di lavorare. Un successo che arrivò a 30 anni, una soddisfazione in più per tutti noi, dove gli altri con lui, non erano riusciti.

4.Ha collaborato anche con Tiziana Rivale, Giorgia, Marco Mengoni e tanti altri. Fra tutti, quale progetto le ha dato maggiori soddisfazioni?

Sicuramente creare da zero il progetto di Marco Mengoni, lavorarci tre anni prima di tentare la lotteria di X Factor. Tanto materiale tirato giù, cucito addosso al progetto che si sviluppa. Tanti premi e tanti dischi venduti per tutti il nostro gruppo di produzione. Cose che restano, e che danno il senso del sacrificio del lavoro.

5.Ci racconta un aneddoto che ha vissuto legato ad un protagonista della nostra musica?

Mi vengono in mente il gruppo siciliano degli Archinuè, che ho prodotto in studio e con i quali vincemmo nel 2002 a Sanremo, il premio della critica. Dei bravissimi musicisti di grande temperamento e determinazione, che frequentarono l'allora Accademia di Sanremo, che dava la possibilità di vincere un posto per partecipare al Festival. Per partecipare alle selezioni, dormirono in macchina, con uno spirito bellissimo, che dovrebbe essere l'esempio del sacro fuoco necessario, per provare a farcela in questo difficile e aleatorio mondo della musica.

6.Fra tutti i brani che ha scritto a quale è più legato?Quale quello, invece, che crede andrebbe riscoperto?Quale, infine, quello di un suo collega che le sarebbe piaciuto scrivere?

Sicuramente, c'è un brano che resta legato ad un momento importante della mia vita, e che Marco Mengoni, canta magistralmente: "In un giorno qualunque". Scritta in una notte alle soglie dell'estate. Da riscoprire, invece, c'è una canzone che appartiene ad una delle mie tante fughe e diverse esperienze musicali, del mondo hip hop e R&B, il gruppo era Erredieffe e il brano "L'uomo sull'albero". Infine, mi piacerebbe avere scritto tante bellissime canzoni che ci passano tra le orecchie e il cuore. Una canzone italiana su tutte..."La leva calcistica della classe '68".

7.Chi sono i suoi miti?Cosa ascolta oggi?Come valuta la situazione della nostra musica?Fra gli autori emergenti, chi la attira particolarmente?E fra gli interpreti?

Il mio mito giovanile e la mia ispirazione eterna, sono i Beatles. Mi tornano sempre nelle mani e nella testa, li ritrovo in tanta musica di tanti. In Italia, mi piace Tiziano Ferro, il suo modo trasversale di proporre un diverso modo si comporre. Tra gli interpreti, mi piace il piglio di Emma Marrone.

8.Lei ha lavorato molto anche in Francia. Come giudica la promozione della musica italiana nel nostro Paese rispetto a ciò che accade in Francia con la loro musica nazionale?Se non sbaglio, in Francia, tutte le radio hanno l'obbligo di passare il prodotto nazionale per almeno il 70% della loro totale diffusione musicale. Cosa pensa a riguardo?Non sarebbe giusto applicare anche in Italia questo tipo di misure per proteggere la nostra musica?

In Francia, ho rischiato di rimanerci a vivere e lavorare. Tanto rispetto per la musica, per la categoria dei musicisti e di tutti gli addetti. Molta protezione in più. Il loro nazionalismo spiccato, in questo caso, è una garanzia. La musica, va protetta prima di tutto, nei principi basilari del senso civico. Rubare la musica, la pirateria, non fanno altro che ridurre sempre più gli investimenti, specie sui giovani. Non c'è la cultura del possedere un CD o di avere una copia ufficiale digitale. Semplice e terribile.

9.Cosa pensa dei talent show?Cosa consiglierebbe ai giovani che intendo entrare nel mondo discografico?

I talent sono l'oppio della discografia e dei ragazzi attirati dal miraggio del successo immediato. Molte controindicazioni per i più. Bisogna andarci molto preparati, e con spalle molto forti, altrimenti, diventa quasi sempre un bagno di sangue. Partecipare ed uscire a metà, significa per la maggior parte, faticare tantissimo per trovare altre possibiliti chances. La discografia è terribile, e sentenzia i bocciati, come gente marchiata, quasi per sempre. Torniamo sempre al fatto, che servirebbe tanta cultura e preparazione in più. Fondamentale è una produzione e un team di lavoro che possano guidare e lavorare con l'artista, cercando veramente di tirare fuori da lui, il meglio.

10.Lei ha lavorato anche per il teatro e per il cinema. Che ci dice di questo tipo di esperienze?

Il teatro e il cinema, sono delle meravigliose espressioni artistiche, altre modalità e possibilità di poter fare musica. Bellissimo, interfacciarsi con esigenze diverse da quelle dei tre minuti di una canzone pop. Apre la mente, la fantasia, e sdogana ancora di più la libertà artistica.

11.Ha brani pronti nel cassetto?Quali saranno i prossimi progetti che la vedranno protagonista?Per chi le piacerebbe scrivere in futuro?

Brani pronti nel cassetto, si sono, come nei cassetti di tutti quelli che fanno questo mestiere. Ad ogni modo, io sono per il cucinato fresco, fatto apposta per l'artista o la produzione del momento. Risulta tutto più sincero e appropiato. Stiamo producendo una boy band un po' atipica, un gruppo di giovanissimi musicisti, in un genere di musica folk rock, loro si chiamano Aula 39. Stiamo per affacciarci...

12.Piero, la ringrazio della disponibilità e augurandole sempre buona musica le chiedo un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Un saluto ai lettori. Io credo che questa modalità colloquiale del web, possa avvicinare ancora di più le persone, e farle interagire.

Piero Calabrese

Condividi post
Repost0
12 aprile 2014 6 12 /04 /aprile /2014 23:01

Qui vediamo il caso tra "Instabile" incisa da Nek nell'album "Nella stanza 26" del 2006 e scritta con Andrea Amati e "Whenever wherever" pubblicata da Shakira nell'album "Laundry Service" del 2001 e scritta con Gloria Estefan e Tim Mitchell.

 

Condividi post
Repost0
11 aprile 2014 5 11 /04 /aprile /2014 23:01
Intervista con... Elio Cipri

1.Signor Luciano Cipressi, in arte Elio Cipri, lei è stato prima un cantante di successo negli anni '60 per poi diventare produttore discografico presso la Fonit Cetra prima di passare all'emittente radiofonica RTL. Una vita nella musica, come nasce il suo rapporto con la musica?E il suo nome d'arte?

Io nasco come cantante nel 1964. Ho partecipato al primo Disco per l'Estate e sono arrivato secondo. Poi, da li, siccome i tempi erano già magri, ho smesso subito di cantare e sono entrato nella casa discografico in cui già c'ero come cantante, la Fonit Cetra, ed ho iniziato a fare comunicazione per la musica. Allora non c'era nessuno che faceva questo tipo di lavoro: portavamo i dischi alle radio, alle televisione, facevamo lavoro di promozione per artisti come Claudio Villa, Alberto Rabagliati, Quartetto Cetra e, piano piano, questa professione ha preso corpo. Insieme ad altri giovani, anche di altre case discografiche, abbiamo quindi dato un ruolo ben definito a questa attività che oggi è la parte più importante di un azienda: promozione, comunicazione e ufficio stampa. Il nome d'arte, invece, nasce dal fatto che il mio nome vero, Luciano Cipressi, non era proprio da cantante e mi fu dato questo nome dalla mia casa discografica.  

2.Lei è anche padre di Cecilia Cipressi e cioè Syria. Come ha preso la sua scelta di seguire la sua stessa strada?Che ruolo ha avuto nella sua crescita professionale?

Io non ho avuto un ruolo nella sua scelta anzi le ho consigliato di non farlo. Poi, quando lei ha deciso di farlo si è affidata a Claudio Mattone e, piano piano, ha avuto successo ma io non l'ho mai stimolata in tal senso.

3.Per la carriera di quale artista crede sia stato fondamentale il suo apporto?

Sicuramente per Mia Martini, ma anche per Nek, Mango, Amedeo Minghi, Mietta, Claudio Cecchetto...per questi è stato fondamentale il mio apporto. 

4.Chi sono i suoi miti musicali?Cosa ascolta oggi?Come valuta la situazione attuale della discografia italiana?

I miei miti sono Otis Redding, i Beatles e Frank Sinatra. Oggi ascolto tutto, dai Coldplay a J-Ax. La discografia italiana è fallita: non abbiamo più idee, non abbiamo uomini, non abbiamo niente, siamo solo mercenari. Ai miei tempi seguivamo le cose dalla testa alla cosa, oggi non c'è più nessuno che lo fa. Oggi sono tutti stipendiati, sono stretti al loro posto di lavoro e c'hanno paura di essere cacciati via e rovinano la musica. Non fanno niente tanto loro c'hanno i talet e così vanno avanti le multinazionali. Loro, dall'interno non costruiscono niente: non c'è un artista che non esca dai talento almeno sono rari, molto rari.  

5.Cosa pensa della promozione musicale radio-televisiva del panorama italiano?Non pensa che si fin troppo spazio al prodotto estero e si salvaguardi poco il prodotto nazionale?Cosa pensa dei talent show?

Purtroppo la radio da troppo spazio al prodotto estero perché non esiste una legge che limita questa cosa come in Francia dove è imposto il passaggio del 70% di musica francese e solo il 30% del prodotto estero. In Italia questo non c'è perché non c'è nessuna legge e i dj e le radio pensano che sia più importante diffondere il prodotto estero rispetto a quello italiano. Mentre i talent show li detesto: hanno rovinato la musica.  

6.Qual è la sua canzone preferita?Quale quella, invece, che crede andrebbe rivalutata?Quale, infine, quella che le sarebbe piaciuto scrivere?

La mia preferita è "Singing in the rain". Da rivalutare ce ne sarebbero tante ma è difficile indicarne una in modo secco. Mi sarebbe piaciuto scrivere "Nel blu dipinto di blu"...ma non sono autore...

7.Ci racconta un aneddoto legato ad un protagonista della nostra musica?

Ce ne sono tanti...forse quello con Claudio Villa, dietro il palco del Festival di Sanremo. Lui era nella categoria dei Giovani e venne escluso. Beh...ho dovuto fermarlo perché stava per picchiare Gianni Ravera, direttore artistico dei Festival di allora.

8.Tra gli artisti italiani chi pensa sia sopravvalutato?E sottovalutato?Chi può ritenere amico in questo ambiente?Ha qualche sassolino che vorrebbe togliersi dalla scarpa?

Sopravvalutato no, di quelli che ci sono in giro, non credo ci sia nessuno. Sottovalutati, invece, ce ne sono tantissimi che meriterebbero di più come, ad esempio, Alex Britti. Amici ne ho tanti ed anche nella musica ma non tutti si possono definire amici amici come quelli del privato. Un mio caro fraterno amico del ambiente discografico è sicuramente Edoardo Vianello, che adesso ho riunito con la sua ex moglie Wilma Goich riformando i Vianella con grande successo. Di sassolini da togliere meglio di no...altrimenti devo buttare le chiavi e sparire... 

9.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i suoi prossimi progetti?

Oltre i Vianelli come produzione, seguo come promozione e comunicazione Iva Zanicchi, Alexia e tanti altri altri. Poi, alla vita, chiedo solo di vivere bene e tanto con salute.

10.Elio, la ringrazio della disponibilità e, augurandole il meglio per il suo futuro le chiedo, in conclusione, un saluto per tutto i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Grazie a te, ti saluto e saluto tutti i tuoi lettori di "La musica che gira intorno...".

Elio Cipri

 

Condividi post
Repost0

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua, Pagina Facebook e Donazioni

English French German Spain Italian Dutch Russian Portuguese Japanese Korean Arabic Chinese Simplified
 


this widget by www.AllBlogTools.com

La musica che gira intorno

Promuovi anche tu la tua Pagina

Chat

Flag Counter

Flag Counter