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  • : La musica che gira intorno...
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

la verità che muore..."

Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

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15 aprile 2014 2 15 /04 /aprile /2014 23:01

Qui vediamo il caso tra "Vivere senza te" incisa da Nek nell'album "Lei, gli amici e tutto il resto" del 1997 e scritta con Antonello De Sanctis e Massimo Varini e "Lunedì" scritta e pubblicata da Vasco Rossi nell'album "C'è chi dice no" del 1987.

 

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14 aprile 2014 1 14 /04 /aprile /2014 23:01

Qui vediamo il caso tra "Instabile" incisa da Nek nell'album "Nella stanza 26" del 2006 e scritta con Andrea Amati e "Cosa vuoi che sia" composta e pubblicata da Luciano Ligabue nell'album "Nome e cognome" del 2005.

 

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13 aprile 2014 7 13 /04 /aprile /2014 23:01
Intervista con... Piero Calabrese

1.Piero, lei ha iniziato la sua storia musicale con il gruppo La Bottega dell'Arte a metà degli anni '70. In quel contesto era anche interprete oltre che autore. Quella band comprendeva anche suo fratello Massimo, spesso suo collaboratore anche nell'attività prettamente autoriale che ha poi contraddistinto il suo cammino artistico, ed alcuni amici di infanzia. Come nasce il progetto de La Bottega dell'Arte?

La Bottega dell'Arte, uscì alla fine del 1975. Eravamo veramente ragazzini: amici d'infanzia tutti quanti. Cominciammo per divertimento, facendo "progressive", e poi, pian piano, cominciammo a scrivere cose nostre. Molta prolificità, e molte ore in sala prove, che a quei tempi, era una cantina presa in affitto, in una zona di campagna, nel cuore di Roma. Non ci siamo realmente accorti, di quando e quanto tutto questo, stesse diventando un vero e proprio lavoro. Arrivò subito il successo, che non fece altro che confermarci, che comunque la musica, per ognuno di noi, sarebbe stata la strada da seguire.  

2.Parlando della sua attività autoriale, il primo artista che ha avuto fiducia in lei, è stato Franco Califano.Come nasce quella collaborazione?Che ricordo ha di Franco?

Conoscemmo Califano in uno studio di registrazione, diventammo amici, e da lì nacque spontaneo scrivere qualcosa per lui. Una persona che viveva la vita, esattamente come nella iconografia che arrivò a tutti. Un grande cuore e un grande artista. Abitava in una villetta nel cuore di Boccea, zona popolare di Roma. Uomo del popolo, in mezzo alla gente. Bellissimo ricordo.

3.Arriva poi la soddisfazione legata al positivo lancio di Alex Baroni, con il quale ha collaborato in quasi tutti i suoi progetti.Come ricorda quella esperienza?E Alex?

Prima di Alex, arrivarono altre esperienze come autore e produttore in Francia, per artisti che divennero importantissimi come Jeanne Mas, Amanda Lear, Mirelle Mathieau. Alex, invece, era prodotto da mio fratello Massimo e da Marco Rinalduzzi. Scrissi molto per lui, insieme a loro. Un ragazzo umile e molto disponibile. Grande voglia di lavorare. Un successo che arrivò a 30 anni, una soddisfazione in più per tutti noi, dove gli altri con lui, non erano riusciti.

4.Ha collaborato anche con Tiziana Rivale, Giorgia, Marco Mengoni e tanti altri. Fra tutti, quale progetto le ha dato maggiori soddisfazioni?

Sicuramente creare da zero il progetto di Marco Mengoni, lavorarci tre anni prima di tentare la lotteria di X Factor. Tanto materiale tirato giù, cucito addosso al progetto che si sviluppa. Tanti premi e tanti dischi venduti per tutti il nostro gruppo di produzione. Cose che restano, e che danno il senso del sacrificio del lavoro.

5.Ci racconta un aneddoto che ha vissuto legato ad un protagonista della nostra musica?

Mi vengono in mente il gruppo siciliano degli Archinuè, che ho prodotto in studio e con i quali vincemmo nel 2002 a Sanremo, il premio della critica. Dei bravissimi musicisti di grande temperamento e determinazione, che frequentarono l'allora Accademia di Sanremo, che dava la possibilità di vincere un posto per partecipare al Festival. Per partecipare alle selezioni, dormirono in macchina, con uno spirito bellissimo, che dovrebbe essere l'esempio del sacro fuoco necessario, per provare a farcela in questo difficile e aleatorio mondo della musica.

6.Fra tutti i brani che ha scritto a quale è più legato?Quale quello, invece, che crede andrebbe riscoperto?Quale, infine, quello di un suo collega che le sarebbe piaciuto scrivere?

Sicuramente, c'è un brano che resta legato ad un momento importante della mia vita, e che Marco Mengoni, canta magistralmente: "In un giorno qualunque". Scritta in una notte alle soglie dell'estate. Da riscoprire, invece, c'è una canzone che appartiene ad una delle mie tante fughe e diverse esperienze musicali, del mondo hip hop e R&B, il gruppo era Erredieffe e il brano "L'uomo sull'albero". Infine, mi piacerebbe avere scritto tante bellissime canzoni che ci passano tra le orecchie e il cuore. Una canzone italiana su tutte..."La leva calcistica della classe '68".

7.Chi sono i suoi miti?Cosa ascolta oggi?Come valuta la situazione della nostra musica?Fra gli autori emergenti, chi la attira particolarmente?E fra gli interpreti?

Il mio mito giovanile e la mia ispirazione eterna, sono i Beatles. Mi tornano sempre nelle mani e nella testa, li ritrovo in tanta musica di tanti. In Italia, mi piace Tiziano Ferro, il suo modo trasversale di proporre un diverso modo si comporre. Tra gli interpreti, mi piace il piglio di Emma Marrone.

8.Lei ha lavorato molto anche in Francia. Come giudica la promozione della musica italiana nel nostro Paese rispetto a ciò che accade in Francia con la loro musica nazionale?Se non sbaglio, in Francia, tutte le radio hanno l'obbligo di passare il prodotto nazionale per almeno il 70% della loro totale diffusione musicale. Cosa pensa a riguardo?Non sarebbe giusto applicare anche in Italia questo tipo di misure per proteggere la nostra musica?

In Francia, ho rischiato di rimanerci a vivere e lavorare. Tanto rispetto per la musica, per la categoria dei musicisti e di tutti gli addetti. Molta protezione in più. Il loro nazionalismo spiccato, in questo caso, è una garanzia. La musica, va protetta prima di tutto, nei principi basilari del senso civico. Rubare la musica, la pirateria, non fanno altro che ridurre sempre più gli investimenti, specie sui giovani. Non c'è la cultura del possedere un CD o di avere una copia ufficiale digitale. Semplice e terribile.

9.Cosa pensa dei talent show?Cosa consiglierebbe ai giovani che intendo entrare nel mondo discografico?

I talent sono l'oppio della discografia e dei ragazzi attirati dal miraggio del successo immediato. Molte controindicazioni per i più. Bisogna andarci molto preparati, e con spalle molto forti, altrimenti, diventa quasi sempre un bagno di sangue. Partecipare ed uscire a metà, significa per la maggior parte, faticare tantissimo per trovare altre possibiliti chances. La discografia è terribile, e sentenzia i bocciati, come gente marchiata, quasi per sempre. Torniamo sempre al fatto, che servirebbe tanta cultura e preparazione in più. Fondamentale è una produzione e un team di lavoro che possano guidare e lavorare con l'artista, cercando veramente di tirare fuori da lui, il meglio.

10.Lei ha lavorato anche per il teatro e per il cinema. Che ci dice di questo tipo di esperienze?

Il teatro e il cinema, sono delle meravigliose espressioni artistiche, altre modalità e possibilità di poter fare musica. Bellissimo, interfacciarsi con esigenze diverse da quelle dei tre minuti di una canzone pop. Apre la mente, la fantasia, e sdogana ancora di più la libertà artistica.

11.Ha brani pronti nel cassetto?Quali saranno i prossimi progetti che la vedranno protagonista?Per chi le piacerebbe scrivere in futuro?

Brani pronti nel cassetto, si sono, come nei cassetti di tutti quelli che fanno questo mestiere. Ad ogni modo, io sono per il cucinato fresco, fatto apposta per l'artista o la produzione del momento. Risulta tutto più sincero e appropiato. Stiamo producendo una boy band un po' atipica, un gruppo di giovanissimi musicisti, in un genere di musica folk rock, loro si chiamano Aula 39. Stiamo per affacciarci...

12.Piero, la ringrazio della disponibilità e augurandole sempre buona musica le chiedo un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Un saluto ai lettori. Io credo che questa modalità colloquiale del web, possa avvicinare ancora di più le persone, e farle interagire.

Piero Calabrese

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12 aprile 2014 6 12 /04 /aprile /2014 23:01

Qui vediamo il caso tra "Instabile" incisa da Nek nell'album "Nella stanza 26" del 2006 e scritta con Andrea Amati e "Whenever wherever" pubblicata da Shakira nell'album "Laundry Service" del 2001 e scritta con Gloria Estefan e Tim Mitchell.

 

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11 aprile 2014 5 11 /04 /aprile /2014 23:01
Intervista con... Elio Cipri

1.Signor Luciano Cipressi, in arte Elio Cipri, lei è stato prima un cantante di successo negli anni '60 per poi diventare produttore discografico presso la Fonit Cetra prima di passare all'emittente radiofonica RTL. Una vita nella musica, come nasce il suo rapporto con la musica?E il suo nome d'arte?

Io nasco come cantante nel 1964. Ho partecipato al primo Disco per l'Estate e sono arrivato secondo. Poi, da li, siccome i tempi erano già magri, ho smesso subito di cantare e sono entrato nella casa discografico in cui già c'ero come cantante, la Fonit Cetra, ed ho iniziato a fare comunicazione per la musica. Allora non c'era nessuno che faceva questo tipo di lavoro: portavamo i dischi alle radio, alle televisione, facevamo lavoro di promozione per artisti come Claudio Villa, Alberto Rabagliati, Quartetto Cetra e, piano piano, questa professione ha preso corpo. Insieme ad altri giovani, anche di altre case discografiche, abbiamo quindi dato un ruolo ben definito a questa attività che oggi è la parte più importante di un azienda: promozione, comunicazione e ufficio stampa. Il nome d'arte, invece, nasce dal fatto che il mio nome vero, Luciano Cipressi, non era proprio da cantante e mi fu dato questo nome dalla mia casa discografica.  

2.Lei è anche padre di Cecilia Cipressi e cioè Syria. Come ha preso la sua scelta di seguire la sua stessa strada?Che ruolo ha avuto nella sua crescita professionale?

Io non ho avuto un ruolo nella sua scelta anzi le ho consigliato di non farlo. Poi, quando lei ha deciso di farlo si è affidata a Claudio Mattone e, piano piano, ha avuto successo ma io non l'ho mai stimolata in tal senso.

3.Per la carriera di quale artista crede sia stato fondamentale il suo apporto?

Sicuramente per Mia Martini, ma anche per Nek, Mango, Amedeo Minghi, Mietta, Claudio Cecchetto...per questi è stato fondamentale il mio apporto. 

4.Chi sono i suoi miti musicali?Cosa ascolta oggi?Come valuta la situazione attuale della discografia italiana?

I miei miti sono Otis Redding, i Beatles e Frank Sinatra. Oggi ascolto tutto, dai Coldplay a J-Ax. La discografia italiana è fallita: non abbiamo più idee, non abbiamo uomini, non abbiamo niente, siamo solo mercenari. Ai miei tempi seguivamo le cose dalla testa alla cosa, oggi non c'è più nessuno che lo fa. Oggi sono tutti stipendiati, sono stretti al loro posto di lavoro e c'hanno paura di essere cacciati via e rovinano la musica. Non fanno niente tanto loro c'hanno i talet e così vanno avanti le multinazionali. Loro, dall'interno non costruiscono niente: non c'è un artista che non esca dai talento almeno sono rari, molto rari.  

5.Cosa pensa della promozione musicale radio-televisiva del panorama italiano?Non pensa che si fin troppo spazio al prodotto estero e si salvaguardi poco il prodotto nazionale?Cosa pensa dei talent show?

Purtroppo la radio da troppo spazio al prodotto estero perché non esiste una legge che limita questa cosa come in Francia dove è imposto il passaggio del 70% di musica francese e solo il 30% del prodotto estero. In Italia questo non c'è perché non c'è nessuna legge e i dj e le radio pensano che sia più importante diffondere il prodotto estero rispetto a quello italiano. Mentre i talent show li detesto: hanno rovinato la musica.  

6.Qual è la sua canzone preferita?Quale quella, invece, che crede andrebbe rivalutata?Quale, infine, quella che le sarebbe piaciuto scrivere?

La mia preferita è "Singing in the rain". Da rivalutare ce ne sarebbero tante ma è difficile indicarne una in modo secco. Mi sarebbe piaciuto scrivere "Nel blu dipinto di blu"...ma non sono autore...

7.Ci racconta un aneddoto legato ad un protagonista della nostra musica?

Ce ne sono tanti...forse quello con Claudio Villa, dietro il palco del Festival di Sanremo. Lui era nella categoria dei Giovani e venne escluso. Beh...ho dovuto fermarlo perché stava per picchiare Gianni Ravera, direttore artistico dei Festival di allora.

8.Tra gli artisti italiani chi pensa sia sopravvalutato?E sottovalutato?Chi può ritenere amico in questo ambiente?Ha qualche sassolino che vorrebbe togliersi dalla scarpa?

Sopravvalutato no, di quelli che ci sono in giro, non credo ci sia nessuno. Sottovalutati, invece, ce ne sono tantissimi che meriterebbero di più come, ad esempio, Alex Britti. Amici ne ho tanti ed anche nella musica ma non tutti si possono definire amici amici come quelli del privato. Un mio caro fraterno amico del ambiente discografico è sicuramente Edoardo Vianello, che adesso ho riunito con la sua ex moglie Wilma Goich riformando i Vianella con grande successo. Di sassolini da togliere meglio di no...altrimenti devo buttare le chiavi e sparire... 

9.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i suoi prossimi progetti?

Oltre i Vianelli come produzione, seguo come promozione e comunicazione Iva Zanicchi, Alexia e tanti altri altri. Poi, alla vita, chiedo solo di vivere bene e tanto con salute.

10.Elio, la ringrazio della disponibilità e, augurandole il meglio per il suo futuro le chiedo, in conclusione, un saluto per tutto i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Grazie a te, ti saluto e saluto tutti i tuoi lettori di "La musica che gira intorno...".

Elio Cipri

 

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10 aprile 2014 4 10 /04 /aprile /2014 23:01
Sondaggi: Il più... Brutto decennio della Musica Italiana
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9 aprile 2014 3 09 /04 /aprile /2014 23:01
Intervista con... Davide De Marinis

1.Davide il tuo nome è venuto alla ribalta nel mondo discografico nel 1999 quando hai lanciato "Troppo bella", vero è proprio tormentone di quell'estate per poi, dopo alcune esperienze positive, sei stato un po' dimenticato dall'industria musicale e dai media nazionali. Credi che "Troppo bella" abbia condizionato il tuo cammino artistico in modo positivo o complice le mancate successive conferme sul piano del mercato ti abbia consegnato, prematuramente, il marchio di "meteora"?

Ahaha no...meteora no...grazie...sono vivo e vegeto artisticamente. Sono molto legato a "Troppo bella" e son felice di averla scritta...ho fatto tre edizioni del Festivalbar con tre canzoni diverse, "Troppo bella", "Gino" e "La pancia", e tre Festival di Sanremo, uno come autore ed interprete e gli altri due come autore per i Cattivi Pensieri e per Toto Cutugno. Poi oggi scrivo, faccio musica e tanto altro. Per ora, i grandi media, mi seguono meno ma per me non è un grande problema. 

2.Nel 2000 partecipi, tra le Nuove Proposte, al Festival di Sanremo con "Chiedi quello che vuoi" giunta al quinto posto mentre, nel 2008, torni al Festival in qualità di autore per il brano "Un falco chiuso in gabbia" proposto da Toto Cutugno arrivato ad un passo dal podio. Cosa ricordi di quelle esperienze?Cosa pensi del Festival?Conti di tornarci?

Collaborare con Toto è stato divertente e il Festival rimane la vetrina principe per la musica italiana. Si, mi piacerebbe tornarci.

3.Sei stato, inoltre, protagonista per ben tre volte al Festivalbar ottenendo degli ottimi riscontri. Che ricordi hai di quegli anni?Come valuti il Festivalbar rispetto a Sanremo?

Il Festivalbar era figo... ma per ora non c'è più e bisogna guardare avanti. Il più bel ricordo è, ovviamente, quello delle varie piazze d'Italia che si toccavano e la finale a Verona in Arena...ma, Sanremo, è altro...altre emozioni.

4.Nel 2011 hai realizzato il brano "Morandi Morandi". Testo ironico e sarcastico che punta il dito proprio sulle modalità di selezioni degli artisti ammessi a Sanremo e su l'intero sistema promozionale della musica italiana. Ti appellavi, quindi, simpaticamente a Morandi, conduttore del Festival di quell'anno per arrivare al Festival ed hai avuto la possibilità, in sala stampa, di improvvisare un duetto del brano proprio con Gianni. Come nasce questa canzone?Come la prese Morandi?Avevi realmente presentato brani per quella edizione?

Certo, avevo presentato un mio brano per la prima edizione del Festival di Sanremo di Morandi ma non son stato scelto. La canzone l'ho scritta in 30 minuti dopo che mi avevano comunicato che non ero tra i papabili, anche se artisticamente ero molto valido. Si, oggi i talent fanno il cast artistico sanremese... e poi i soliti noti...ma, cambierà. Io quell'anno con "Morandi Morandi" mi sono tolto delle belle soddisfazioni e anche il duetto con Morandi...che ridere, bello...

5.Chi sono i tuoi miti?Cosa ascolti oggi?Come valuti la situazione attuale della nostra musica?

I miei miti sono tanti. Diciamo che i cantautori italiani mi hanno sempre accompagnato. Tra i tanti, Lucio Dalla, GRANDE! Oggi ascolto, come sempre, un po' di tutto...e molta radio.

6.Ci racconti un aneddoto particolare vissuto con un altro protagonista della nostra musica?

In una tappa di un tour con RTL, Francesco Baccini, non aveva ancora una stanza in hotel e preso da un attacco di mal de PANZA, l'ho invitato in camera mia a battezzare in mio water...ahahahahah...mi fa ancora ridere...che storia di...

7.Tra tutti i tuoi brani qual è quello che ami di più?Quale quello, invece, che credi andrebbe riscoperto?Quale, infine, quello di un tuo collega che ti sarebbe piaciuto scrivere?

La canzone che amo di più è sempre l'ultima e, quindi, quella che ho adesso in promozione dal titolo "Vuoi far l'amore con me?" ma, live, amo sempre chiudere i miei concerti con "Chiedi quello che vuoi". Per quel che riguarda le canzoni degli altri artisti ce ne sono tantissime meravigliose che avrei voluto scrivere, ne dico una, "Mille giorni di te e di me" di Baglioni.

8.Il tuo ultimo lavoro discografico, oltre al singolo natalizio "Buo buo buon Natale", è stato "Come da 2 lunedì" del 2006. Come mai questa lunga assenza dal mercato discografico istituzionale?

I miei ultimi lavori discografici sono "Mela godo" e "Vuoi far l'amore con me?", l'album è in lavorazione. Inoltre, tutti i giorni, sono in diretta con un programma dalla 15 alle 16 dal titolo "Mela godo" con il mio amico Roberto Ferrari di Radio Deejay su Ferro Social, una social tv che potete trovare all'indirizzo www.robertoferrari.tv, iscrivetevi e seguitemi...

9.Hai brani nel cassetto?A cosa stai lavorando ora?Quali saranno i prossimi impegni che ti vedranno protagonista?

Nel cassetto e, soprattutto nell'armadietto, ho tantissime canzoni e progetti: ultimissimo, come dicevo, il Ferro Social. Poi, ho appena finito di scrivere una gran bella canzoni sulla tentazione del tradimento in amore. Per ciò che riguarda gli appuntamenti, per questa estate sarò in giro con la mia band in tutta Italia...figo...per info abmanagement@libero.it.

10.Davide ti ringrazio della disponibilità ed augurandoti sempre buona musica ti chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie.

Saluto e abbraccio tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". A presto e buona musica a tutti. GRAZIE, vi aspetto in giro e sul Ferro Social.

Davide De Marinis

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8 aprile 2014 2 08 /04 /aprile /2014 23:01
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7 aprile 2014 1 07 /04 /aprile /2014 23:01
Intervista con... Ivana Spagna

1.Ivana, lei è una delle artiste italiane ad aver venduto più dischi all'estero oltre che in Italia, è stata l'ultima donna a vincere il Festivalbar e può vantare la più alta posizione nelle classifiche discografiche inglesi tra gli artisti italiani ad eccezione del primo posto ottenuto da Renato Pagliari nel 1982. Cosa rappresentano per lei questi dati?Non crede che, proprio in Italia, il suo nome sia, soprattutto negli ultimi tempi, troppo spesso dimenticato?Si sente protetta, in termini di promozione e di fiducia, dall'industria discografica italiana?

Sicuramente rappresentano per me un qualcosa di stupendo che è successo e che non mi aspettavo neanche. E' stato un premio ad una vita di sacrifici fatti di dodici anni di gavetta insieme a mio fratello Teo Spagna e il mio compagno Larry Pignagnoli in discoteca e poi altri due anni in studio di registrazione dove realizzavamo jingle per le pubblicità per pagarci l'affitto e guadargnarci da vivere e poi abbiamo vinto dei concorsi in Rai e così inventavamo dei brani, io mettevo la voce e li mandavamo all'estero con nomi di fantasia e arrivarono i primi successi in paesi come Olanda, Spagna, Germania, Finlandia. Così poi abbiamo deciso di fare qualcosa per me ed è così che è nata "Easy lady". Ed anche lì, ci furono difficoltà, come dicevi, nessuna etichetta italiana la voleva e così, il mio motto è, "aiutati che il ciel t'aiuta", e ci siamo stampati noi delle copie e li abbiamo mandati in giro. Per caso, poi, il brano arrivò in Francia ed i dj francesi impazzirono per il pezzo e appena l'hanno passato in radio è diventato top five in Francia e da li poi è diventato un successo internazionale. In quel momento poi, tutte le case discografiche italiane che ci avevano rifiutato ci hanno fatto la corte per farci il contratto e firmammo per la CBS ovvero l'attuale Sony Music. Quindi, con l'industria discografica italiana, c'è stato sempre un rapporto difficile. Anche quando sono arrivata seconda in Inghilterra dietro Michael Jackson, la stampa italiana aveva sempre da ridire: insomma, c'era un'artista italiana che è arrivata prima nella Union Parade davanti Jackson e Madonna e pure son sempre stati un po' snob nei miei confronti perché cantavo in inglese. Ma quella era la mia passione, la mia realtà, venivo dalle discoteche, e per fortuna c'è stata la gente che ha fatto la differenza e, quindi, è andata bene ma è sempre stato proprio come ha detto lei.   

2.I primi grandi successi arrivano, come detto, con la musica dance negli anni '80. "Easy lady" e "Call me", ad esempio, sono due pezzi che hanno fatto il giro del mondo e che le hanno dato molte soddisfazioni. Come è nato, da Valeggio sul Mincio (provincia di Verona), il suo amore per questo genere di musica?

Come dicevo, è nata cominciando a suonare nelle discoteche sia in Italia che in Svizzera e allora andavano Donna Summer, Barry White, Cull and Gang e noi suonavamo solo queste canzoni perché facevamo far ballare la gente e per me era un divertimento unico. Io impazzivo: era il mio genere quello e per dodici anni è stata quella la mia realtà e lo facevo per passione perché soldi non se ne prendevano, ho passato dodici anni a firmare cambiali e non si arrivava nemmeno alla fine del mese ma ero felice perché era la musica che io amavo e poi è stato naturale, quando ho iniziato a scrivere canzoni, fare quel tipo di musica in inglese perché avevo vissuto quella vita.

3.A metà degli anni '90, in seguito, alla realizzazione della verisone italiana di "Circle of life" di Elton John per la colonna sonora del film d'animazione "Il re leone". Lei si riavvicina alla musica italiana. Ed anche in questo caso vi sarà successo di critica oltre che commericale. "Gente come noi" presentata a Sanremo rappresenta, forse, il reale inizio di questa nuova fase che durerà fino al 2001. In seguito, poi, alternerà le due sue dimensioni artistiche. Non crede che questa alternanza ha potuto incidere, di volta in volta, su di un determinato taget di utenti?Come ha deciso di virare sulla musica italiana?E di tornare al primo amore? 

No, io non ho scelto di cambiare. Sono stati dei scherzi, per fortuna belli, che mi ha fatto il destino. Io non volevo cantare in italiano perché non mi sentivo pronta a cantare nella mia lingua avendo sempre cantato in inglese: avevo paura. Poi un giorno mi proposero un provino per un film d'animazione Disnay e proprio questo mi ha dato la forza di provarci e poi il destino per me è stato Elton John che ha scelto la mia voce per "Il re leone". Dopo ho iniziato a scrivere in italiano: Baudo mi ha voluto a Sanremo con "Gente come noi" e da lì è iniziato un nuovo cammino sconosciuto per me da scoprire. Mentre adesso, per la prima volta ho seguito la mia voglia e non il destino volendo tornare alla mia vera passione ovvero la dance. Così ho richiamato i miei vecchi produttori, che nel frattempo avevavo fatti tanti altri successi nella dance, e ho proposto loro una reunion che hanno accettato con un si corale e così nasce il nuovo singolo "Tha magic love", con un entusiasmo unico e la stessa passione di allora.

4.Chi sono i suoi miti?Chi ascolta oggi?Cosa pensa della situazione attuale della nostra musica?

I miei miti sono Donna Summer, Phil Collins, Joe Cocker: questa è la musica che io ho sempre ascoltato ed amato. Oggi ascolto sempre brani nuovi, che funzionano oggi anche se non ricordo i nomi degli artisti. Credo che da due, tre anni a questa parte siano state fatte tante belle canzoni. Poi, in casa, amo ascoltare musica classica e la mia preferita da me e dai miei gatti è Puccini: mette un'atmosfera in casa straordinaria. Poi mi piace molto anche Ryuichi Sakamoto, pianista eccezionale che adoro. Ascolto diversi generi e devo dire che anche la musica italiana negli ultimi tempi sta lanciando degli ottimi prodotti e dei bravissimi artisti.

5.Restando al suo repertorio italiano. Qual è il brano che ama di più?Quale quello, invece, che crede andrebbe riscoperto?E quale, infine, quello di un suo collega, che le sarebbe piaciuto realizzare?

Non posso dirne uno: ogni brano ha dietro una sua storia che ritorna nei miei pensieri quando le canto. Ogni canzone è, quindi, legata ad un emozione e ce sono diverse tra cui non saprei proprio scegliere come "Easy lady", "Call me", "Gente come noi", "Il re leone", "Davanti agli occhi miei", che, anche se poco nota, è dedicata ai miei genitori che non ci sono più ma li sento sempre con me: sono molto legata alla famiglia e, quindi brani che ho scritto per loro o quando loro erano i vita hanno per me un valore particolare e non posso sceglierne uno solo. Da rivalutare ce ne sarebbero due "You are my energy" e "Matter of time". Il brano di un altro, invece, che avrei voluto scrivere è "You are so beautifull" di Joe Cocker: mi fa morire ogni volta che la sento...

6.Lei ha collaborato, nella sua carriera, con diversi grandi artisti italiani ed internazionali. A quale di queste esperienze è legata particolarmente?Con chi sogna di collaborare in futuro?

Mi sono divertita molto con Loredana Bertè. Lei, poi ha un carattere difficile per andare avanti nelle collaborazioni ma ho fatto una settimana a Sanremo, come sua ospite, indimenticabile e mi sono divertita tanto. E' una grande artista ed ha una grinta ed un carisma incredibile. Mi sarebbe sempre piaciuto collaborare con Zucchero, perché è molto vicino al mio mondo musicale: fa brani divertenti da cantare e sempre con delle belle idee nei testi e mi piacerebbe molto fare qualcosa insieme. Un altro grande, poi, è Vasco Rossi, ma lui credo sia intoccabile. 

7.Ci racconta un aneddoto vissuto con un altro protagonista della nostra musica?

C'è un aneddoto che riguarda me molto simpatico: Quando ho vinto il Festivalbar mi vedevano tutti come straniera anche perché, in televisione, non mi facevano mai parlare: c'era solo la presentazione, cantavo e andavo via. E così ricordo che avevo il trofeo in mano e un ragazzo mi chiese un autografo in inglese e io gli dissi: "guarda che sono italiana, me lo puoi chiedere anche in italiano" e lui mi fa: "ma ti piace l'Italia?"....non mi volevano proprio vedere come italiana... Poi ce ne un altro che ho vissuto con un altro artista di cui, però, non posso fare il nome: eravamo in una cena, dopo un Festivalbar e, mentre mangiavamo, entravano dei ragazzi a chiedere gli autografi: io ero sempre molto disponibile, anche perché noi siamo vivi artisticamente proprio grazie al pubblico e, quindi, un segno d'affetto come un autografo, una foto o un sorriso è il minimo che noi possiamo dare e allora io continuavo a fare autografi. Mentre questo altro artista, disse, rivolto alla moglie: "Basta, basta, mi son stufato!Devo mangiare adesso..." e io gli dissi: "Ma come, li mandi via così?Guarda che arriverà il giorno che non ti li chiederanno più gli autografi..." e, per lui, è arrivato quel momento. Non è bello dire il nome, ma non si tratta così il pubblico: noi prendiamo molto da loro e dobbiamo ricambiare essendo almeno disponibili in queste piccole cose. 

8.Lei è stata tante volte protagonista al Festival di Sanremo. Cosa pensa di questa manifestazione?Conta di tornarci?

Ecco forse la pecca dell'attuale situazione musicale italiana è proprio il Festival di Sanremo. Negli ultimi anni, infatti, sono emersi pochi brani buoni di quanto ci si aspetta da questa manifestazione. Certo rimane un gran bello spettacolo per la televisione italiano ma non ha più la musica in primo piano. Al momento non credo proprio di tornarci anche perché ho scelto di tornare a cantare in inglese e, quindi, un ritorno a Sanremo lo vedo fuori discussione, almeno per ora.  

9.Da grande interprete, quale crede sia la voce femminile italiana più bella di sempre?C'è qualche giovane artista in cui si rivede?

Lasciando stare Mina, che è intoccabile, per me la più grande in assoluto di questo periodo è Giorgia. Poi mi piace molto Emma Marrone, ha una grande grinta ma io, mi rivedo, molto di più in un personaggio come Zucchero anche perché sono sempre stata molto maschile anche come abbigliamento. Come donna, al momento, non saprei dire in chi mi rivedo. 

10.Cosa pensa dei talneti show?Farebbe da giudice?

Apprezzo i talent perché danno la possibilità di emergere, ma non farei mai da giudice. Non mi piace l'idea di modificare il destino di un giovane. L'unica cosa che non condivido è il termine "reality" perché quella non è la realtà ed i ragazzi possono cadere in questa trappola. La gavetta, serviva e serve, proprio a plasmare un artista affinchè sappia prendere nella maniere giusta sia le cose belle che le cose brutte che ci sono in questo ambito. Sicuramente, per ragazzi non preparati in tal senso, una bocciatura o una risposta negativa del pubblico dopo un successo televisivo, può risultare un colpo non facile da superare per chi non ha saputo rimanere con i piedi per terra.

11.Come detto, ha da poco lanciato il singolo "The magic love" che segna il suo ritorno alla dance. Che ci racconta di questo progetto?Ci sarà un album?Pensa di abbandonare definitivamente la canzone italiana?

Adesso andiamo avanti con la promozione di questo singolo. Per ora c'è solo il singolo scaricabile da Itunes ma sto facendo altri provini perché ho voglia di fare qualcosa di più e spero, per la fine dell'anno, di fare uscire almeno un EP con delle canzoni che rispecchiano questa mia volontà di tornare in questo ambito musicale. Per ciò che riguarda la musica italiana, per il momento, credo di abbandonarla. 

12.Ivana, la ringrazio infinitamente per la disponibilità e augurandole il meglio per il suo futuro le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie 

Dalla donna più imbranata che c'è su internet, che sono io, (ho iniziato a mandare qualche twitt da appena 15 giorni), vi mando un abbraccio forte e vi auguro buona estate a voi che potete godervela magari al sole. In bocca al lupo, ne abbiam tutti bisogno...

Ivana Spagna  

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6 aprile 2014 7 06 /04 /aprile /2014 23:01
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