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  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"Non so se sono stato mai poeta

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riempirò i bicchieri del mio vino,

non so com'è, però vi invito a berlo..."

Pierangelo Bertoli - A muso duro

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10 settembre 2014 3 10 /09 /settembre /2014 23:01
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8 settembre 2014 1 08 /09 /settembre /2014 23:01
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7 settembre 2014 7 07 /09 /settembre /2014 23:01
Intervista con... Duccio Forzano

1.Duccio Forzano, regista televisivo e cinematografico, lei ha iniziato la sua carriera proprio con la musica italiana e cioè realizzando negli anni '90 videoclip per Claudio Baglioni oltre che curando, successivamente, la regia televisiva dei suoi concerti. Come nasce la collaborazione con Baglioni?Che ricordi ha di quelle prime esperienze professionali?

Claudio è il mio mentore, il mio padrino, la figura che ha segnato ogni momento di svolta della mia carriera e della mia vita. Inizialmente lavorai alla realizzazione di un videoclip per Paola Massari, sua moglie. Lavoro che piacque molto a Claudio e per questa ragione mi chiamò. Iniziò così. Abbiamo fatto davvero molte cose insieme. Lavorare con lui è sempre stato e continua ad essere stimolante e meraviglioso.

2.In seguito il suo talento la ha portato a curare la regia di numerose trasmissioni di successo soprattutto legate al sodalizio con Fabio Fazio che la ha portato anche a dirigere negli ultimi due anni quel meraviglioso circo mediatico che è il Festival di Sanremo che, tra l'altro, già aveva diretto nel 2010 con la conduzione di Antonella Clerici e nel 2011 nella prima edizione targata Morandi. Come valuta queste esperienze?Cosa pensa del Festival?Come nasce il suo sodalizio con Fazio?Come mai non ha diretto la seconda edizione di Morandi?Conta di tornare a dirigere il Festival in futuro?

Per noi televisivi il Festival di Sanremo è un traguardo. Tutto sogniamo di farlo prima o poi, chi dice di no non è sincero! Antonella Clerici per prima mi chiamò, non avevamo mai davvero lavorato insieme ma ci conoscevamo e lei pensò che io fossi adatto al Festival che voleva fare. Fu un grande successo. L'anno successivo fu la volta di Gianni Morandi di cui non curai la seconda edizione a causa di alcuni impegni che avevo preso in precedenza con altri conduttori in altre reti. Poi fu la volta di Fabio Fazio, con lui lavoro ormai da molti anni e quindi è stato automatico tornare all'Ariston. Sebbene il Festival sia sempre un'esperienza bellissima, quest'anno sono contento di non farlo, perché è giusto che ci sia ricambio, che lo si faccia a turno un po' tutti altrimenti rischierebbe di essere sempre uguale. Se dovesse ricapitarmi in futuro, potendo, certamente lo rifarei volentieri. Ora colgo l'occasione per fare un grande in bocca al lupo a Carlo Conti e al suo regista Maurizio Pagnussat per la prossima edizione.  

3.Dell'ultima edizione del Festival, che l'ha vista alla regia, quali sono stati i brani che ha apprezzato di più?Da un sondaggio relativo a quella manifestazione, i lettori del blog, hanno premiato come più meritevole del primo posto Cristiano De André. Lei, invece, a chi avrebbe dato la vittoria?

Mi è piaciuto molto Renzo Rubino. Ma anche De André e i Perturbazione.

4.Sempre in relazione all'ultimo Festival, è stato evidente il marchio genovese. Lei come Fazio è di Genova ed avete proposto oltre a Cristiano De André che ha portato anche il vostro dialetto all'Ariston in modo pregevole, omaggi ai grandi cantautori genovesi come Paoli, Tenco, Fossati, Bindi, Endrigo oltre allo stesso Faber. Che ricordi ha lei di quella grande scuola?Ha qualche ricordo particolare legato a questi artisti?Chi reputa il più grande?Vi è un erede genovese di quella formidabile scuola?

Sono nato e cresciuto in Liguria, tra Genova e Savona. Mi sono quindi intriso di "scuola Genevose" anche a livello inconsapevole. Gli artisti liguri occupano ovviamente un posto speciale nel mio cuore. Ho avuto anche la fortuna di lavorare con Ivano Fossati alla realizzazione del dvd della sua ultima tournée. Difficile dire chi fosse il più grande, parliamo di eccellenze e come tali è difficile anche nominare degli eredi. Il tempo ci dirà se fra i giovani c'è qualcuno a quell'altezza.

5.Chi sono i suoi miti musicali?Cosa ascolta oggi?Come valuta la situazione attuale della nostra musica?

Nel mio i-pod si può trovare Mozart, così come le sigle dei cartoni animati, De André, Jovanotti, Paola&Chiara, Emerson Lake&Palmer e Queen o Bryan Adams in rapidissima successione. Sono un ascoltatore ingordo. La situazione della musica è buona e fiorente, ci sono degli ottimi autori giovani e soprattutto nelle realtà più nascoste si può trovare della grande arte. Un po' più tragica è la situazione delle case discografiche, cioè il business legato alla musica che è cambiato radicalmente e dovranno inventarsi qualcosa per salvare questo mercato che schiaccia il bello in favore del commericale.

6.Qual è la canzone italiana che non può mancare nella sua playlist?

Difficile a dirsi, ne tradirei troppe altre. Comunque, anche per gratitudine, direi "Ancora la pioggia cadrà" di Claudio Baglioni. 

7.Da esperto del settore televisivo come vedrebbe meglio rappresentata la musica in tv?Qual è il suo pensiero sui talent show?Le piacerebbe una talk od una trasmissione divulgativa sulla storia della nostra musica?Avete mai pensato con Fazio di realizzare un qualcosa del genere?

Mi piacciono i grandi show musicali americani, quando ne ho la possibilità cerco di trarre spunti da essi. I talent sono programmi che possono essere molto interessanti anche se a volte diventano grotteschi e francamente brutti. In passato ne ho diretti alcuni: "The Bachelor" e "La Talpa". Sono state esperienze belle ed importanti. Le idee in questo senso sono sempre molte e spero che prima o poi si riesca a fare un bel programma come ai tempi di "Anima mia" o "Stasera pago io".

8.Ci racconta un aneddoto particolare vissuto con un protagonista della nostra musica?

Non so, potrei raccontare di quella volta che con Claudio (Baglioni) eravamo al montaggio di un lavoro, uscimmo a cena in un locale di Genova che all'epoca faceva il karaoke e lui, a sorpresa, si mise a cantare "Avrai" attirando nel giro di qualche minuto centinaia e centinaia di persone...

9.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i prossimi impegni che la vedranno protagonista?

Oltre al consueto impegno con "Che Tempo Che Fa", quest'anno mi occuperò della regia del nuovo programma di Giovanni Floris su La7. E' la prima volta che mi occupo di un talk puramente politico. L'idea mi stimola molto.

10.Duccio, la ringrazio per la disponibilità e augurandole il meglio per il suo futuro le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Grazie a tutti voi e Arrivederci.

Duccio Forzano

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6 settembre 2014 6 06 /09 /settembre /2014 23:01
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4 settembre 2014 4 04 /09 /settembre /2014 23:01
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3 settembre 2014 3 03 /09 /settembre /2014 23:01
Intervista con... Zibba

1.Sergio Vallarino, in arte Zibba, hai ottenuto da poco la grande visibilità nazionale grazie alla bella partecipazione all'ultimo Festival di Sanremo ma la tua storia in musica è già ricca di esperienze e di riconoscimenti importanti. Come nasce la tua passione per la musica?E il tuo nome d'arte?Che ci dici, invece, del progetto Zibba & Almalibre che porti avanti dal 2002 e che hai dato vita con Andrea Balestrieri?

La mia passione per la musica nasce grazie ad una famiglia d'origine che ha sempre ascoltato ottimi dischi in casa. Aver conosciuto Andrea negli anni novanta mi ha dato lo slancio necessario per scegliere di crederci, sempre. Il mio nome d'arte è un semplice soprannome, nulla di interessante. Gli Almalibre sono una grande famiglia, perché così ci piace intendere la musica. Qualcosa che sia un insieme, un lavorare unendo le forze viaggiando nella stessa direzione e provando a costruire per quanto possibile un piccolo nucleo, una piccola società che funziona. Credo che il segreto del nostro piccolo successo arrivi anche dalla serenità che abbiamo ricercato e costruito in tutti questi anni.

2.A testimonare le tue grandi doti, vi sono le diverse collaborazioni realizzate in questi primi anni di attività con artisti del calibro di Eugenio Finardi, Tiziano Ferro, Cristiano De André e tanti altri. Come sono nate queste collaborazioni?Cosa ti hanno lasciato questi artisti?

Ogni collaborazione lascia dietro di se qualcosa di davvero importante. Anche la più piccola. Per questo credo continuerò a collaborare sempre. Perché sono anche gli incontri a determinare l'andamento della nostra crescita musicale. Aprirsi agli altri è come dare spazio alla magia di manifestarsi.

3."Senza di te" ha ottenuto il Premio della Critica a Sanremo oltre a tanti consensi dal pubblico. Ti aspettavi questo successo?Cosa rappresenta per te il Festival di Sanremo?Conti di tornarci?

Ad oggi posso dire che quella del Festival è stata un'esperienza che rifarei. La direzione artistica e lo staff hanno fatto si che noi ci sentissimo perfettamente a casa. Inoltre la visibilità televisiva per un progetto come il nostro è tutt'altro che controproducente. Ci ha aiutati molto, seppur lasciando buona parte delle cose immutate. Per questo vorrei tornarci, per questo il Festival almeno dal mio punto di vista è una manifestazione che vince. Magari non sempre. Non in tutto o non per tutti. Ma per quello che ci interessa si.

4.Nella tua discografia qual è il brano che ami di più?Quello, invece, che avrebbe meritato più fortuna?E quale, invece, quello di un collega che ti sarebbe piaciuto scrivere?

Non è facile rispondere a questa domanda. Uno che amo molto e che forse meritava di arrivare più lontano è "Una parte di te" interpretata con Federico Zampaglione. Una ballata romantica molto intensa, che amo tuttora suonare dal vivo ad ogni concerto. Ci sono migliaia di canzoni che avrei voluto scrivere. Ma sono anche uno che la musica la ascolta quindi ho bisogno che qualcuno scriva cose bellissime per lasciarmi ispirare ed emozionare. Bene così. I capolavori ai nostri idoli e a noi la necessità di fare musica perché sennò ci muore una parte dentro che ha voglia di vivere, di uscire allo scoperto.

5.Qual è il tuo pensiero sulla situazione attuale della nostra musica?Chi sono i tuoi miti?Cosa ascolti oggi?

La musica è bella sempre. Tutta. Quando ha qualcosa da dire. Continuo a spolverare i vinili di mio padre e resto un nostalgico che se deve mettere su qualcosa di immenso ascolta Stevie Wonder o Tom Waits o Oscar Peterson. Ma grazie alla tecnologia ho la grande fortuna di poter accedere ad una serie infinita di artisti magari sconosciuti che mi lasciano a bocca aperta per la bellezza della loro musica.

6.Ci racconti un aneddoto particolare vissuto con un altro protagonista della nostra musica?

Stare seduto davanti a Cristiano De André che canticchia una mia canzone appena sentita, e poi mettersi a parlare dei nostri padri. Questo è stato emozionante.

7.Qual è il tuo pensiero sui talent show?Faresti da giudice?

Ovviamente si. Sarebbe divertente. I talent hanno senso di esistere per molteplici motivi, e da autore li vedo anche come una fonte di lavoro. La discriminante è sempre il talento. Quando c'è può anche passare per il peggiore dei programmi tv, se poi ottiene lo spazio e l'attenzione giusta fuori dallo schermo. Quando un artista sale sul palco vedi le sue qualità. Quando scrive le proprie cose, quando racconta la sua versione. La sua vita, semplicemente.

8.Come componi i tuoi brani?Qual è il tuo metodo di scrittura?Hai brani nel cassetto?

Scrivo. Lo faccio di continuo. Non c'è un metodo. Non una regola. Ogni cosa che mi capita può diventare canzone da un momento all'altro. Così. Come parlare o respirare. Ho nel cassetto più canzoni che calzini, questo di certo.

9.Cosa stai preparando ora?Quali saranno i prossimi progetti che ti vedranno protagonista?

Un disco nuovo. Un film. Tante cose a dire il vero. Non riesco proprio a stare fermo. Non vedo un altro modo di affrontare le mie giornate. Come Bukowski quando di divertiva ad incasinare la vita dei suoi personaggi e poi il giorno dopo imprecava perché non sapeva come tirarli fuori dai guai.

10.Sergio, ti ringrazio per la disponibilità e augurandoti sempre buona musica, ti chiedo in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie.

La musica gira. Gira davvero intorno. La musica ci regala quegli attimi di libertà che non troviamo nel resto. Vi saluto, e vi abbraccio. Grazie a te!

Zibba

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2 settembre 2014 2 02 /09 /settembre /2014 23:01
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1 settembre 2014 1 01 /09 /settembre /2014 23:01
"Che momenti...": Il debutto di Yuri Salvatore

"Che momenti..." è il titolo dell'album d'esordio di Yuri Salvatore, giovane artista e figlio del cantautore napoletano Federico Salvatore. Dopo varie esperienze tra radio web, poesie e componimenti vari, Yuri ha deciso di realizzare quel sogno a cui pensava da tempo. Seguendo il consiglio del famoso papà, Yuri, ha inziato questa sua avventura in musica attraverso delle cover seguendo le sue passioni per trovare, quindi, una sua identità ed un contesto artistico in cui era possibile rispecchiarsi al meglio per riuscire a trasmettere emozioni sincere. Infatti, seguendo questa scuola di pensiero Yuri ha deciso di arrangiare ed incidere a modo suo i brani lanciati nella serie televisiva de "I Cesaroni" attraverso la voce del personaggio interpretato da Matteo Branciamore. L'artista, infatti, si è sempre rivisto nel carattere e nella sensibilità di quel personaggio e non ha trovato difficoltà nel calarsi nei suoi panni evitando però quella poteva apparire come una banale imitazione. Yuri, insieme a Paolo Crescenzo, quindi, ha rielaborato i brani rendendoli suoi e regalando un lavoro davvero ben fatto. C'è da dire, inoltre, che il progetto di Yuri è un vero e proprio omaggio alle sue passioni ed un ragalo per tutti coloro già lo seguivano in rete poiché l'album è interamente scaricabile gratuitamente seguando questo link. Il disco è stato lanciato all'inizio di agosto ed ha già ottenuto un numero considerevole di download. Ciò rappresenta non solo la bontà delle capacità canore di Yuri ma anche le sue doti umane, creative e caratteriali che lo fanno apprezzare come persona oltre che come artista. La sua voglia di "...vivere sogni senza lasciare segni..." è un qualcosa di magico e di coinvolgente ed anche se questo è solo l'inizio di favola di cui non si conosce il finale siamo certi che, con questa determinazione e questa volontà oltre alla qualità, di cui il cognome è senz'altro una garazia, non potrà che raccogliere tante soddisfazioni. Tra i brani, inoltre, c'è anche un inedito scritto totalmente da Yuri dal titolo "Nicholas" che è un omaggio ad un bimbo ed è liberamente ispirato dal tema de "Il soldatino di piombo", una delle fiabe sonore con il quale Yuri è cresciuto. Non resta, quindi, che augurare il meglio a Yuri per questo progetto, per tutto ciò che proporrà in futuro ma, soprattutto, di non perdere mai quest'anima da sognatore.

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31 agosto 2014 7 31 /08 /agosto /2014 23:01
Sondaggi: La più bella di... Cristiano De André
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30 agosto 2014 6 30 /08 /agosto /2014 23:01

Ecco tutti i risultati dei sondaggi con scandenza Agosto 2014 con le relative percentuali di voto:

La più bella di...

X Antonello Venditti: "Alta marea" 38%

X Carmen Consoli: "In bianco e nero" 60%

X Edoardo Bennato: "L'isola che non c'è" 43%

X Federico Salvatore: "Se io fossi San Gennaro" 83%

X Gianna Nannini: "Sei nell'anima" 50%

X Max Pezzali: "Gli anni" 50%

X Peppino Di Capri: "Il sognatore" 75%

X Ron: "Vorrei incontrarti fra cent'anni" 50%

X Samuele Bersani: "Il pescatore di asterischi" 32%

X Toto Cutugno: "L'italiano" 75% 

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