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11 settembre 2014 4 11 /09 /settembre /2014 23:01
Intervista con... Alberto Damiani

1. Alberto, tu sei uno di quei cantautori che ha scelto questa strada per passione. Senza l'appoggio dei media nazionali e con le proprie risorse sei arrivato a pubblicare tre album mescolando la tradizione del Cilento, tua terra d'origine, alle musicalità country, blues e folk rock più vicine alla cultura americana che alla nostra melodia italiana. Da dove nasce la passione per la musica? E per questo tipo di generi musicali?

La familiarità con la musica americana nasce dai Creedence Clearwater Revival, mio fratello maggiore aveva tutta la discografia in stereo 8 e i 45 giri. E' stato l'unico gruppo che mi ha colpito subito musicalmente (forse perché erano fuori dal coro). Tutti ascoltavano i commerciali Beatles, Rolling Stone, Deep Purple, etc. Io ho preferito sempre non seguire la massa, ma farmi una mia identità musicale, in seguito con i Dire Straits e Bruce Springsteen. Ovviamente ho ascoltato anche molta musica italiana, da Celentano, i Pooh, Little Tony, Battisti e Bennato. Ancora oggi, come nome quasi nessuno conosce i Creedence, ma alle prime note di "Proud Mary", "Have you evere seen the rain?", "Up around the band", etc, che nei miei live non mancano mai, tutti a urlare. Mi ha sorpreso la voce e la grinta di John Fogerty e i suoi Creedence, con brani corti, con la massimo tre accordi, arrivavano subito alla gente, in soli 4 anni John Fogerty ha scritto sette album.

2. Come detto, tu autoproduci i tuoi lavori che scrivi e arrangi da solo. Forse è questa la ragione che ti ha portato ad incidere il tuo primo album solo nel 2008. Le difficoltà, in questo mondo e con questi mezzi, evidenti. Come sei riuscito a realizzare il tuo sogno ottenendo anche grandi soddisfazioni solo con la propria forza?

Ho inciso il mio primo album nel 2008 perché mi sono affacciato alla musica solo nel 2007, riuscendo a scrivere in un anno, testi e melodia, poi l'arrangiamento in midi, e con la collaborazione di Antonello D'Urso, ho inciso in studio di registrazione, con professionisti. Dopo il primo album, "Scusate il ritardo", ho provato a contattare case discografiche, ma non mi hanno nemmeno risposto. E' stato molto difficoltoso con i pochi mezzi finanziari a disposizione e senza la collaborazione di una casa discografica. Sai è facile incidere dischi, quando hai la collaborazione di chi ti corregge i testi e gli arrangiamenti e quando hai un coach per la voce. Quanti artisti famosi possono vantarsi di aver scritto, arrangiato e prodotto i propri album?La maggior parte degli artisti famosi non scrivono i testi, o le melodie, o gli arrangiamenti. Sono molto soddisfatto del mio lavoro musicale nato dal nulla, creato tutto da me, ma in certi momenti preferirei essere meno soddisfatto, ma avere più riconoscimenti e successo.

3. Tra tutti i tuoi brani qual è quello che ti rappresenta di più? Quale, invece, quello di un tuo collega ti sarebbe piaciuto scrivere?

Tutti i brani che ho scritto mi rappresentano e sono tutti "pezzi" di me, di ricordi d'infanzia, di vita e di famiglia. Ma brani come "Nato nel Cilento" (Qua mi sono ispirato a "Born on the Bayon" e a "Born in U.S.A."), "Quando sei nato" (dedicato a mio figlio), "Proteggi la tua vita" (brano nato sulle continue notizie di incidenti stradali con vittime giovani), "Scusate il ritardo", "Ritorniamo alle nostre origini", "Chiedersi perché" e tutto l'album in dialetto, mi rappresentano molto. Non avrei MAI voluto scrivere il brano "23 Febbraio 1930" (per la perdita di mio padre nel 2009). Mentre mi sarebbe piaciuto aver scritto brani come "Terra promessa", "Vivere" di Vasco, "A muso duro", "Je so' pazzo", "Napule è", "Willy il coyote", "Donne", "Certe notti"...

4. Qual è il tuo metodo di scrittura? Hai brani nel cassetto?

Tutti i brani nascono con la chitarra, a volte scrivo prima il testo, a volte prima gli accordi, spesso la melodia nasce a passeggio, in montagna o al mare, e vicino al camino nella mia casa nel Cilento. Poi decido il genere musicale e infine l'arrangiamento. Ho molti brani nel cassetto, il quarto album scritto con testi e musica in italiano pronto da incidere e alcuni brani del secondo album in dialetto.

5. C'è qualche artista con il quale ti piacerebbe collaborare in futuro?

Mi farebbe piacere collaborare con artisti "non presuntuosi", con quello che non ti guardano dall'alto in basso. Sai ho provato a contattarne parecchi, MA IN POCHI HANNO RISPOSTO. Non mi dispiacerebbe collaborare con Eugenio Finardi, Pino Daniele, Bennato, Fiorella Mannoia, Paola Turci, Giorgia... anche per eventuali duetti.

6. Cosa pensi dei talent show? Parteciperesti? E del Festival di Sanremo? Conti di arrivarci?

Non amo i talent show e a mio avviso decidono già prima chi avrà successo e chi no. Ma soprattutto non sopporto che l'esibizione avviene con brani famosi, dove la melodia è conosciutissima. Si punta molto sull'intonazione, ma non sulla validità dell'artista a 360 gradi. Cioè per me l'artista non è solo saper cantare un brano famoso e parecchi non conoscono la differenza tra "Cantautore" e "Cantante". A mio avviso oggi giorno è più facile fare musica, ma è più difficile emergere, e sono convintissimo che parecchi artisti italiani nati musicalmente negli anni '80, oggi famosi (non faccio nomi), non sarebbero mai emersi in questo periodo. Non mi sono mai nemmeno scritto a un talent show e non ci parteciperei mai come concorrente, credo sia solo un modo di apparire e non sopporto le marionette dei "giudici musicali", parecchi non appartengono all'ambito musicale e altri sono dei pagliacci. Seguo il Festival di Sanremo da piccolo e credo che sia stata ed è la migliore vetrina musicale per emergere, anche se ultimamente la qualità musicale è scadente, questo anche per colpa dei talent show, e non sopporto alcuni generi musicali, non adatti all'evento. Io ci andrei già dal prossimo Festival, a proposito ho due brani (già depositati) nel cassetto per quest'occasione, uno dedicato alle donne e l'altro alla vita. Ma sinceramente non saprei nemmeno a chi rivolgermi per candidarmi, primo perché ho superato gli anni per le nuove proposte e poi perché attualmente non ho un'etichetta o una casa discografica. Anzi, a proposito, uso questa intervista per chiedere informazioni a chi può darmele: Vorrei candidare due miei brani al prossimo Festival di Sanremo come Big, come faccio? Sono pronto anche a collaborare o cedere qualche brano a un'artista, sarebbe il mio sogno andare a Sanremo, soprattutto dopo aver visto l'ultima edizione, con artisti non famosi. Spero tanto di arrivarci, ma non ne faccio una malattia, sai alla mia età ho imparato ad avere i piedi per terra.   

7. Chi sono i tuoi miti musicali? Cosa ascolti oggi? Cosa pensi della situazione attuale della nostra musica? Cosa consiglieresti ad un giovane che sogna di fare il cantautore?

I miei miti musicali sono ormai artisti datati, l'elenco è molto lungo: da John Fogerty, Neil Young, Bob Dylan, Mark Knopfler, Bruce Sprengsteen, Jhonny Lee Hooker, B.B. King, il primo Bennato, il primo Pino Daniele...Tutto in VERO Blues, in vero Rock e il Country. Non sopporto alcuni generi musicali come il Rap e la musica cosidetta satanica. Oggi ascolto le stesse cose che ascoltavo prima di essere un cantautore, ma non mi spiace la musica attuale, quella vera, ancora suonata e tutta la musica che non fa "rumore". La situazione attuale della musica la vedo molto nera, come la situazione in generale. La nascita di internet, dei negozi digitali e di tutte le applicazioni portatili, hanno dato la botta finale alla musica, facendo emergere molta musica "spazzatura". Poi ci sono le radio che non aiutano di sicuro artisti senza contratto musicale, facci caso in radio passano, oltre ad artisti stranieri, sempre i soliti artisti, li conti sulla mano. E' facile far diventare un brano famoso quando lo martelli oltre 10 volte al giorno in tutte le radio famose. Vorrei fare una prova, avere una possibilità di bombardare per un mese un mio brano nelle radio famose italiane e poi assaporarne il risultato. In radio passano ciò che impongono le case discografiche!!! Il mio consiglio a chi vuol fare il cantautore è soprattutto essere se stessi, ascoltare i consigli ma MAI farsi dire di non essere capaci di realizzare i propri sogni, provarci SEMPRE. Ricordo sempre un brano del grande Pierangelo Bertoli, e consiglio di farne tesoro per chi non lo conosce, il brano è "A muso duro". In questo brano è racchiusa la risposta alla tua domanda. Proprio in questi giorni passano una pubblicità in tv di un gruppo famoso, vestiti da "pagliacci" per il prossimo evento musicale. Mi spiace, mai io queste pubblicità non le sopporto.   

8. Il tuo ultimo album "Chisto è 'u Cilento" del 2013 è tutto in dialetto cilentano mentre le sonorità restano country, blues e folk rock. Come nasce questo progetto? Che messaggio intende lanciare?  

L'album "Chisto è u' Cilento" nasce dal fatto di onorare le proprie radici, anche se ho lasciato la mia terra dall'83 per lavoro, sono stato sempre legato e presente nel mio Cilento. Ispirato da brani famosi popolari, ho cercato di creare un progetto "dialettale" ma diverso, non con le solite sonorità e i soliti testi. Ho cercato di mettere in musica usi, consetudini, fatti accaduti e soprannomi come "U' Zulluso", "U' Chiachiello". Ma il brano "Chisto è u' Cilento" è stato il massimo della mia ispirazione (ti consiglio di ascoltarlo e di pensare che sia il luogo dove sei nato e cresciuto). Ricordo che non solo la corista si è commossa quando l'abbiamo registrato. A proposto l'album è stato registrato nel Cilento con musicisti del posto. Per poi passare al brano "Vu' porto cà o friscco" per onorare l'ospitalità Cilentana, al brano blues in stile Delta Blues "Buongiorno Blues", con un testo voluto. Infine al brano "A strada pì rivizzieddi" (un brano che parla della via del cimitero). Questo brano è nato sulle note di un famoso cantico dell'800, sulle note di "Greensleeves", con un arrangiamento tra Classico e Rock, con un testo che ancora adesso ne sento il perso per averlo scritto. Non so se posso parlare di messaggio, ma con questo album ho cercato di far capire che si può fare musica in dialetto senza per forza le solite "Tarantelle" e "Tammurriate", ma con un Folk moderno, vedi il brano "Indo u' Cilento", con il Country, il Rock con "A casa goppa a' cullina" (sulle note della famosa canzone popolare degli Animal "The house of the rising sun", fatta anche dai Pooh), con il Rock'n'Roll, vedi il brano "Si turnata ca' panza annandi", e con il Blues.

9. Che progetti hai per il futuro? Quali saranno i prossimi appuntamenti che ti vedranno protagonista?

Ho molti progetti per il futuro, a settembre al 95% firmo con un'etichetta indipendente, in autunno dovrebbe partire la mia tournée in teatri minori, auditoruim, palazzetti e locali, con professionisti di calibro: Pierluigi Mingotti (bassista di Guccini e Loredana Bertè), Ivano Zanotti alla batteria (Vasco Rossi, B.B. King, Loredana Bertè), Antonello D'Urso alla chitarra (Angelo Branduardi e Luca Carboni), Aristide Garofalo alla chitarra (uno dei migliori chitarristi del Cilento e non) e Michele Petruzzelli al sax, tastiere e cori. Comunque sono appena rientrato da una tournée estiva, tra tributo ai Creedence Clearwater Revival e mio repertorio, tra Emilia Romagna e pizze del Cilento, tra cui Marina di Camerota (un concerto di beneficenza per la "Vacanza del Sorriso"), ad Agnone Cilento (in occasione del "Blu Day" del comune di Montecorice) e un concerto acustico nella magica atmosfera del castello di Castellabate, SA. Anche andare in studio per il quarto album in lingua italiana... e magari propormi per il prossimo Festival di Sanremo, se trovo il modo di presentare i miei brani (hahahhahha). Ma il vero sogno di un cantautore, almeno il mio, è quello di portare in giro la propria musica, fare dei live anche all'estero magari anche nelle comunità italiane/cilentane, e qui faccio appello ai responsabili del settore: Non facciamo morire anche la musica live, ma con L maiuscola, senza basi nascoste o sequenze. Diamo spazio anche a nuovi progetti e non solo a gruppo che fanno le solite cover. In questo settore (ma anche in altri) purtroppo l'Italia è indietro di parecchio. All'estero c'è ancora spazione per nuovi artisti e musica live.

10. Alberto, ti ringrazio della disponibilità e augurandoti sempre buona musica ti chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie  

Saluto di cuore lettrici e lettori di "La musica che gira intorno...". Gli artisti, soprattutto famosi, non sarebbero niente senza gli appassionati di musica, li saluto con un piccolo e ingenuo messaggio: Ascoltare anche brani di artisti non famosi, magari ad occhi chiusi e senza sapere chi è, e se vi va di cliccare "Mi piace" sulla mia pagina facebook. Grazie a te Marco per la tua professionalità ma soprattutto per la disponibilità nel dare spazio a che a voci "fuori dal coro" come me. Un abbraccione a te, a tutte le lettrici e i lettori. Ciao e a presto. Questi sono i miei contatti: www.albertodamiani.it - www.facebook.com/damianialberto - www.twitter.com/damianialberto.

Alberto Damiani

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10 settembre 2014 3 10 /09 /settembre /2014 23:01
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8 settembre 2014 1 08 /09 /settembre /2014 23:01
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7 settembre 2014 7 07 /09 /settembre /2014 23:01
Intervista con... Duccio Forzano

1.Duccio Forzano, regista televisivo e cinematografico, lei ha iniziato la sua carriera proprio con la musica italiana e cioè realizzando negli anni '90 videoclip per Claudio Baglioni oltre che curando, successivamente, la regia televisiva dei suoi concerti. Come nasce la collaborazione con Baglioni?Che ricordi ha di quelle prime esperienze professionali?

Claudio è il mio mentore, il mio padrino, la figura che ha segnato ogni momento di svolta della mia carriera e della mia vita. Inizialmente lavorai alla realizzazione di un videoclip per Paola Massari, sua moglie. Lavoro che piacque molto a Claudio e per questa ragione mi chiamò. Iniziò così. Abbiamo fatto davvero molte cose insieme. Lavorare con lui è sempre stato e continua ad essere stimolante e meraviglioso.

2.In seguito il suo talento la ha portato a curare la regia di numerose trasmissioni di successo soprattutto legate al sodalizio con Fabio Fazio che la ha portato anche a dirigere negli ultimi due anni quel meraviglioso circo mediatico che è il Festival di Sanremo che, tra l'altro, già aveva diretto nel 2010 con la conduzione di Antonella Clerici e nel 2011 nella prima edizione targata Morandi. Come valuta queste esperienze?Cosa pensa del Festival?Come nasce il suo sodalizio con Fazio?Come mai non ha diretto la seconda edizione di Morandi?Conta di tornare a dirigere il Festival in futuro?

Per noi televisivi il Festival di Sanremo è un traguardo. Tutto sogniamo di farlo prima o poi, chi dice di no non è sincero! Antonella Clerici per prima mi chiamò, non avevamo mai davvero lavorato insieme ma ci conoscevamo e lei pensò che io fossi adatto al Festival che voleva fare. Fu un grande successo. L'anno successivo fu la volta di Gianni Morandi di cui non curai la seconda edizione a causa di alcuni impegni che avevo preso in precedenza con altri conduttori in altre reti. Poi fu la volta di Fabio Fazio, con lui lavoro ormai da molti anni e quindi è stato automatico tornare all'Ariston. Sebbene il Festival sia sempre un'esperienza bellissima, quest'anno sono contento di non farlo, perché è giusto che ci sia ricambio, che lo si faccia a turno un po' tutti altrimenti rischierebbe di essere sempre uguale. Se dovesse ricapitarmi in futuro, potendo, certamente lo rifarei volentieri. Ora colgo l'occasione per fare un grande in bocca al lupo a Carlo Conti e al suo regista Maurizio Pagnussat per la prossima edizione.  

3.Dell'ultima edizione del Festival, che l'ha vista alla regia, quali sono stati i brani che ha apprezzato di più?Da un sondaggio relativo a quella manifestazione, i lettori del blog, hanno premiato come più meritevole del primo posto Cristiano De André. Lei, invece, a chi avrebbe dato la vittoria?

Mi è piaciuto molto Renzo Rubino. Ma anche De André e i Perturbazione.

4.Sempre in relazione all'ultimo Festival, è stato evidente il marchio genovese. Lei come Fazio è di Genova ed avete proposto oltre a Cristiano De André che ha portato anche il vostro dialetto all'Ariston in modo pregevole, omaggi ai grandi cantautori genovesi come Paoli, Tenco, Fossati, Bindi, Endrigo oltre allo stesso Faber. Che ricordi ha lei di quella grande scuola?Ha qualche ricordo particolare legato a questi artisti?Chi reputa il più grande?Vi è un erede genovese di quella formidabile scuola?

Sono nato e cresciuto in Liguria, tra Genova e Savona. Mi sono quindi intriso di "scuola Genevose" anche a livello inconsapevole. Gli artisti liguri occupano ovviamente un posto speciale nel mio cuore. Ho avuto anche la fortuna di lavorare con Ivano Fossati alla realizzazione del dvd della sua ultima tournée. Difficile dire chi fosse il più grande, parliamo di eccellenze e come tali è difficile anche nominare degli eredi. Il tempo ci dirà se fra i giovani c'è qualcuno a quell'altezza.

5.Chi sono i suoi miti musicali?Cosa ascolta oggi?Come valuta la situazione attuale della nostra musica?

Nel mio i-pod si può trovare Mozart, così come le sigle dei cartoni animati, De André, Jovanotti, Paola&Chiara, Emerson Lake&Palmer e Queen o Bryan Adams in rapidissima successione. Sono un ascoltatore ingordo. La situazione della musica è buona e fiorente, ci sono degli ottimi autori giovani e soprattutto nelle realtà più nascoste si può trovare della grande arte. Un po' più tragica è la situazione delle case discografiche, cioè il business legato alla musica che è cambiato radicalmente e dovranno inventarsi qualcosa per salvare questo mercato che schiaccia il bello in favore del commericale.

6.Qual è la canzone italiana che non può mancare nella sua playlist?

Difficile a dirsi, ne tradirei troppe altre. Comunque, anche per gratitudine, direi "Ancora la pioggia cadrà" di Claudio Baglioni. 

7.Da esperto del settore televisivo come vedrebbe meglio rappresentata la musica in tv?Qual è il suo pensiero sui talent show?Le piacerebbe una talk od una trasmissione divulgativa sulla storia della nostra musica?Avete mai pensato con Fazio di realizzare un qualcosa del genere?

Mi piacciono i grandi show musicali americani, quando ne ho la possibilità cerco di trarre spunti da essi. I talent sono programmi che possono essere molto interessanti anche se a volte diventano grotteschi e francamente brutti. In passato ne ho diretti alcuni: "The Bachelor" e "La Talpa". Sono state esperienze belle ed importanti. Le idee in questo senso sono sempre molte e spero che prima o poi si riesca a fare un bel programma come ai tempi di "Anima mia" o "Stasera pago io".

8.Ci racconta un aneddoto particolare vissuto con un protagonista della nostra musica?

Non so, potrei raccontare di quella volta che con Claudio (Baglioni) eravamo al montaggio di un lavoro, uscimmo a cena in un locale di Genova che all'epoca faceva il karaoke e lui, a sorpresa, si mise a cantare "Avrai" attirando nel giro di qualche minuto centinaia e centinaia di persone...

9.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i prossimi impegni che la vedranno protagonista?

Oltre al consueto impegno con "Che Tempo Che Fa", quest'anno mi occuperò della regia del nuovo programma di Giovanni Floris su La7. E' la prima volta che mi occupo di un talk puramente politico. L'idea mi stimola molto.

10.Duccio, la ringrazio per la disponibilità e augurandole il meglio per il suo futuro le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Grazie a tutti voi e Arrivederci.

Duccio Forzano

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6 settembre 2014 6 06 /09 /settembre /2014 23:01
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4 settembre 2014 4 04 /09 /settembre /2014 23:01
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3 settembre 2014 3 03 /09 /settembre /2014 23:01
Intervista con... Zibba

1.Sergio Vallarino, in arte Zibba, hai ottenuto da poco la grande visibilità nazionale grazie alla bella partecipazione all'ultimo Festival di Sanremo ma la tua storia in musica è già ricca di esperienze e di riconoscimenti importanti. Come nasce la tua passione per la musica?E il tuo nome d'arte?Che ci dici, invece, del progetto Zibba & Almalibre che porti avanti dal 2002 e che hai dato vita con Andrea Balestrieri?

La mia passione per la musica nasce grazie ad una famiglia d'origine che ha sempre ascoltato ottimi dischi in casa. Aver conosciuto Andrea negli anni novanta mi ha dato lo slancio necessario per scegliere di crederci, sempre. Il mio nome d'arte è un semplice soprannome, nulla di interessante. Gli Almalibre sono una grande famiglia, perché così ci piace intendere la musica. Qualcosa che sia un insieme, un lavorare unendo le forze viaggiando nella stessa direzione e provando a costruire per quanto possibile un piccolo nucleo, una piccola società che funziona. Credo che il segreto del nostro piccolo successo arrivi anche dalla serenità che abbiamo ricercato e costruito in tutti questi anni.

2.A testimonare le tue grandi doti, vi sono le diverse collaborazioni realizzate in questi primi anni di attività con artisti del calibro di Eugenio Finardi, Tiziano Ferro, Cristiano De André e tanti altri. Come sono nate queste collaborazioni?Cosa ti hanno lasciato questi artisti?

Ogni collaborazione lascia dietro di se qualcosa di davvero importante. Anche la più piccola. Per questo credo continuerò a collaborare sempre. Perché sono anche gli incontri a determinare l'andamento della nostra crescita musicale. Aprirsi agli altri è come dare spazio alla magia di manifestarsi.

3."Senza di te" ha ottenuto il Premio della Critica a Sanremo oltre a tanti consensi dal pubblico. Ti aspettavi questo successo?Cosa rappresenta per te il Festival di Sanremo?Conti di tornarci?

Ad oggi posso dire che quella del Festival è stata un'esperienza che rifarei. La direzione artistica e lo staff hanno fatto si che noi ci sentissimo perfettamente a casa. Inoltre la visibilità televisiva per un progetto come il nostro è tutt'altro che controproducente. Ci ha aiutati molto, seppur lasciando buona parte delle cose immutate. Per questo vorrei tornarci, per questo il Festival almeno dal mio punto di vista è una manifestazione che vince. Magari non sempre. Non in tutto o non per tutti. Ma per quello che ci interessa si.

4.Nella tua discografia qual è il brano che ami di più?Quello, invece, che avrebbe meritato più fortuna?E quale, invece, quello di un collega che ti sarebbe piaciuto scrivere?

Non è facile rispondere a questa domanda. Uno che amo molto e che forse meritava di arrivare più lontano è "Una parte di te" interpretata con Federico Zampaglione. Una ballata romantica molto intensa, che amo tuttora suonare dal vivo ad ogni concerto. Ci sono migliaia di canzoni che avrei voluto scrivere. Ma sono anche uno che la musica la ascolta quindi ho bisogno che qualcuno scriva cose bellissime per lasciarmi ispirare ed emozionare. Bene così. I capolavori ai nostri idoli e a noi la necessità di fare musica perché sennò ci muore una parte dentro che ha voglia di vivere, di uscire allo scoperto.

5.Qual è il tuo pensiero sulla situazione attuale della nostra musica?Chi sono i tuoi miti?Cosa ascolti oggi?

La musica è bella sempre. Tutta. Quando ha qualcosa da dire. Continuo a spolverare i vinili di mio padre e resto un nostalgico che se deve mettere su qualcosa di immenso ascolta Stevie Wonder o Tom Waits o Oscar Peterson. Ma grazie alla tecnologia ho la grande fortuna di poter accedere ad una serie infinita di artisti magari sconosciuti che mi lasciano a bocca aperta per la bellezza della loro musica.

6.Ci racconti un aneddoto particolare vissuto con un altro protagonista della nostra musica?

Stare seduto davanti a Cristiano De André che canticchia una mia canzone appena sentita, e poi mettersi a parlare dei nostri padri. Questo è stato emozionante.

7.Qual è il tuo pensiero sui talent show?Faresti da giudice?

Ovviamente si. Sarebbe divertente. I talent hanno senso di esistere per molteplici motivi, e da autore li vedo anche come una fonte di lavoro. La discriminante è sempre il talento. Quando c'è può anche passare per il peggiore dei programmi tv, se poi ottiene lo spazio e l'attenzione giusta fuori dallo schermo. Quando un artista sale sul palco vedi le sue qualità. Quando scrive le proprie cose, quando racconta la sua versione. La sua vita, semplicemente.

8.Come componi i tuoi brani?Qual è il tuo metodo di scrittura?Hai brani nel cassetto?

Scrivo. Lo faccio di continuo. Non c'è un metodo. Non una regola. Ogni cosa che mi capita può diventare canzone da un momento all'altro. Così. Come parlare o respirare. Ho nel cassetto più canzoni che calzini, questo di certo.

9.Cosa stai preparando ora?Quali saranno i prossimi progetti che ti vedranno protagonista?

Un disco nuovo. Un film. Tante cose a dire il vero. Non riesco proprio a stare fermo. Non vedo un altro modo di affrontare le mie giornate. Come Bukowski quando di divertiva ad incasinare la vita dei suoi personaggi e poi il giorno dopo imprecava perché non sapeva come tirarli fuori dai guai.

10.Sergio, ti ringrazio per la disponibilità e augurandoti sempre buona musica, ti chiedo in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie.

La musica gira. Gira davvero intorno. La musica ci regala quegli attimi di libertà che non troviamo nel resto. Vi saluto, e vi abbraccio. Grazie a te!

Zibba

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2 settembre 2014 2 02 /09 /settembre /2014 23:01
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1 settembre 2014 1 01 /09 /settembre /2014 23:01
"Che momenti...": Il debutto di Yuri Salvatore

"Che momenti..." è il titolo dell'album d'esordio di Yuri Salvatore, giovane artista e figlio del cantautore napoletano Federico Salvatore. Dopo varie esperienze tra radio web, poesie e componimenti vari, Yuri ha deciso di realizzare quel sogno a cui pensava da tempo. Seguendo il consiglio del famoso papà, Yuri, ha inziato questa sua avventura in musica attraverso delle cover seguendo le sue passioni per trovare, quindi, una sua identità ed un contesto artistico in cui era possibile rispecchiarsi al meglio per riuscire a trasmettere emozioni sincere. Infatti, seguendo questa scuola di pensiero Yuri ha deciso di arrangiare ed incidere a modo suo i brani lanciati nella serie televisiva de "I Cesaroni" attraverso la voce del personaggio interpretato da Matteo Branciamore. L'artista, infatti, si è sempre rivisto nel carattere e nella sensibilità di quel personaggio e non ha trovato difficoltà nel calarsi nei suoi panni evitando però quella poteva apparire come una banale imitazione. Yuri, insieme a Paolo Crescenzo, quindi, ha rielaborato i brani rendendoli suoi e regalando un lavoro davvero ben fatto. C'è da dire, inoltre, che il progetto di Yuri è un vero e proprio omaggio alle sue passioni ed un ragalo per tutti coloro già lo seguivano in rete poiché l'album è interamente scaricabile gratuitamente seguando questo link. Il disco è stato lanciato all'inizio di agosto ed ha già ottenuto un numero considerevole di download. Ciò rappresenta non solo la bontà delle capacità canore di Yuri ma anche le sue doti umane, creative e caratteriali che lo fanno apprezzare come persona oltre che come artista. La sua voglia di "...vivere sogni senza lasciare segni..." è un qualcosa di magico e di coinvolgente ed anche se questo è solo l'inizio di favola di cui non si conosce il finale siamo certi che, con questa determinazione e questa volontà oltre alla qualità, di cui il cognome è senz'altro una garazia, non potrà che raccogliere tante soddisfazioni. Tra i brani, inoltre, c'è anche un inedito scritto totalmente da Yuri dal titolo "Nicholas" che è un omaggio ad un bimbo ed è liberamente ispirato dal tema de "Il soldatino di piombo", una delle fiabe sonore con il quale Yuri è cresciuto. Non resta, quindi, che augurare il meglio a Yuri per questo progetto, per tutto ciò che proporrà in futuro ma, soprattutto, di non perdere mai quest'anima da sognatore.

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