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  • : La musica che gira intorno...
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

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Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

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25 settembre 2014 4 25 /09 /settembre /2014 23:01

"L'importante è finire" è uno dei brani più rappresentativi di Anna Maria Mazzini, in arte Mina. La canzone pubblicata nell'album "La Mina" del 1975 diede un ultriore slancio alla carriera dell'artista scoprendo una nuova faccia, sensuale e maliziosa, rimasta fino ad allora celata sotto una icona di professionalità che la vedeva come uno dei volti di una Rai ancora legata a certi schemi invalicabili. Il brano impose Mina anche come artista eclettica, sorprendente, innovativa e originale in un epoca dove presentare questo tipo di canzoni, con chiare allusioni sessuali, poteva rappresentare un serio rischio per la sua carriera. Ciò dimostra, quindi, anche il coraggio di Mina che, ancora oggi, con le sue scelte controcorrente, palesa tutta la sua forza e unicità. Il brano fu composto da Cristiano Malgioglio e Alberto Anelli e permise sia al singolo che all'album di scalare le classifiche e di restare, tuttora uno dei brani più amati del repertorio di Mina oltre ad uno dei più "scomodi" di tutta la discografia italiana. Come detto, infatti, il testo parla di una donna che allude ad un rapporto intimo con un uomo andando oltre i termini allora consentiti in contesti televisivi e discografici. Manco a dirlo, la canzone, fu oggetto di una pesante opposizione dei moralisti dell'epoca e venne censurata dalla Rai per diverso tempo. Solo qualche tempo dopo, il brano, venne sdoganato e regalato senza remore alla platea televisiva italiana. Del brano, visto il grande successo, vennero fatte versioni in spagnolo, in inglese e in francese con i rispettivi titoli "Lo importante es el final", "Take me" e "Pour en finir comment faire" tutti eseguiti dalla stessa Mina tra il '76 e il '78. Una canzone, quindi, che fece scandalo e che, ancora oggi, non lascia indifferenti per la sua forte carica "proibita".

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24 settembre 2014 3 24 /09 /settembre /2014 23:01
Quiz: Prendi la nota 3

Clicca su Nino e buon divertimento!!!

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22 settembre 2014 1 22 /09 /settembre /2014 23:01
Quiz: Prendi la nota 2

Clicca su Renato e buon divertimento!!!

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20 settembre 2014 6 20 /09 /settembre /2014 23:01
Quiz: Prendi la nota

Clicca su Vasco e buon divertimento!!!


 

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19 settembre 2014 5 19 /09 /settembre /2014 23:01
Sanremo 2015: Tornano le eliminazioni e si corteggia Fiorello

Mentre continuano le voci sul cast che rappresenterà la musica italiana nel prossimo Festival di Sanremo, Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della manifestazione ha confermato delle anteprime sul regolamento che dovrebbe essere presentato a fine settembre e ha rilasciato indizi sui possibili protagonisti dello show. In primis, Conti, ha annunciato il ritorno delle eliminazioni nella gara canora sia tra i Big che tra le Nuove Proposte. Il numero degli artisti in gara, tranne inserimenti dell'ultimo momento, sarà di 16 per i Big e di 8 per le Nuove Proposte, preferendo così alla discutibile formula della doppia canzone, idea subito accantonata da Conti, una rosa di proposte più ampia e, possibilmente, variegata. E' questo, infatti, l'obiettivo prefissato dal direttore artistico per la scelta delle canzoni in gara. Conti ha poi fatto intendere che saliranno sul palco dell'Ariston, come ampiamente previsto, gli amici di sempre Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello, restando il linea con la volontà del conduttore di dare molto spazio, in questa edizione, anche alla comicità. A questi, si potrebbe aggiungere un altro componente del gruppo toscano e cioè Marco Masini, il cui nome, però, non poteva essere anticipato poiché la sua presenza dovrebbe rientrare tra i partecipanti alla gara. Stesso discorso per altri artisti toscani che potrebbero finalmente avere dall'amico Conti una chance per il loro rilancio come Paolo Vallesi e Aleandro Baldi. Tra gli altri nomi circolati restano in pole Alessandra Amoroso, che potrebbe presentare un brano scritto da Francesco Silvestri dei Modà così come Anna Tatangelo, i Dear Jack, altamente sponsorizzato dal popolo dei talent e favoriti, in questo contesto, rispetto a Suor Cristina di The Voice. Poi ci sono buone possibilità di rivedere qualche protagonista, in cerca di rilancio, delle prime edizioni di Tale e Quale Show come Silvia Salemi, Luisa Corna, Mietta, Riccardo Fogli, Attilio Fontana, etc. Resta, inoltre, aperta la candidatura di Albano Carrisi ma, come confermato dall'artista, senza Romina Power. Per ciò che riguarda, invece, ospiti e conduzione è stato fatto volutamente trapelare un video che certifica un incontro tra Conti e Fiorello nell'ufficio di quest'ultimo. Ovviamente subito si è collegata la cosa al prossimo Sanremo anche perché, in tempi non sospetti, tra i due vi era stata una sorta di scommessa scherzosa sulla partecipazione di Fiorello a Sanremo nel caso toccasse a Conti condurlo. Nasce, invece, da altre fonti l'indiscrezione che vorrebbe al fianco di Carlo Conti, nella conduzione della kermesse, Lorella Cuccarini. Non resta, quindi, che aspettare prima il regolamento e poi le prossime mosse di Conti per scoprire cosa ci riserverà questa prossima edizione del Festival.

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18 settembre 2014 4 18 /09 /settembre /2014 23:01
Sondaggi: La più bella di... Zucchero Fornaciari
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17 settembre 2014 3 17 /09 /settembre /2014 23:01
Intervista con... Antonio De Carmine

1.Antonio De Carmine, musicista, autore, produttore e interprete, meglio noto come Principe del duo partenopeo Principe & Socio M. che ha riscosso molti riconoscimenti soprattutto nei primi anni del 2000 prima di tornare ad intraprendere un percorso personale negli ultimi anni. Come nasce la tua passione per la musica?E la fortunata avventura con Mauro Spenillo?

La mia passione per la musica è un qualcosa che a parole non saprei spiegare, è una esigenza, qualcosa di naturale che ha sempre fatto parte delle mie giornate... le mie passioni sono altre... la musica è sempre andata oltre la passione, ha sempre fatto parte della mia vita, fondamentale come l'aria. L'avventura con Mauro Spenillo è stata e continua ad essere, ancor prima del Festival di Sanremo del 2001, qualcosa di simile a tutto questo, aria da respirare. Di recente abbiamo pubblicato, come Principe & Socio M., un nuovo singolo/video "Mimmo che volava" ... e resta il mio progetto principale, non solo dovuto ai tanti riconoscimenti di pubblico, radiofonici, televisivi (proprio qualche settimana fa siamo stati inseriti nel programma Techetechetè su Rai1) critica e addetti ai lavori, ai tanti dischi realizzati con tantissime etichette e major, e alle tantissime collaborazioni, ma perché tra me e Mauro Spenillo, Socio M., c'è un rapporto fraterno ancor prima dell'amicizia che ci lega da sempre, nella musica come nella vita. Il progetto Principe & Socio M. in realtà ha avuto delle pause non sempre causate da noi, ma anche da lentezze discografiche che hanno talvolta rallentato le uscite di lavori portati a termine. A breve faremo una tournée in Brasile. I lavori realizzati anche singolarmente, sia quelli miei da cantautore, che quelli di Mauro, trovano sempre e in ogni caso una collaborazione da parte di entrambi, o una consulenza. In realtà la nostra amicizia e collaborazione musicale nasce proprio così, quando mi esprimevo come cantautore e Socio mi accompagnava nelle serate dal vivo, ed in seguito chiamai Mauro, che aveva la tenera età di 13 anni e lo inserii in un mio lavoro musicale, una produzione discografica che vedeva musicisti come Angelo Cioffi, Vittorio Pepe, Marco Zurzolo, Roberto Schiano, Franco Giacoia, ecc... portando il suo giovane talento all'interno di un ensamble di professionisti. Poi l'apertura di uno studio di registrazione insieme, prima ai Quartieri Spagnoli e poi nella torre del Maschio Angioino, dove abitavo, e successivamente la nascita del nostro duo Principe & Socio M.. In tutto questo percorso è importante ricordare una terza presenza che ha spesso collaborato e scritto con noi, il cantautore Antonio Spenillo, fratello maggiore di Mauro.  

2.Come accennato, tu devi il tuo nome d'arte alla tua abitazione: la tua dimora nel Maschio Angoino grazie al lavoro di custode dello stesso di tuo padre è un qualcosa di eccezionale per chi ama la cultura e la storia del nostro territorio. Tra l'altro, come hai detto, proprio in una torre del castello, hai realizzato uno studio di registrazione dove dai vita alla tua musica. Che fonte di ispirazione è scrivere e suonare in quel contesto?Cosa pensi della situazione attuale della nostra città?

Si...il nomignolo Principe è dovuto alla mia infanzia nel castello Maschio Angioino, dove mio padre svolgeva il ruolo di coordinatore/capocustode... una infanzia incredibile... crescere tra quelle mura, giocare a nascondino in un posto simile, chiudere le porte sulla città di sera prima di dormire, vivere gli anni di "Estate a Napoli" nell'epoca Valenzi, che mi ha permesso di crescere tra le carezze di Eduardo De Filippo, Roberto De Simone, giusto per citare due colonne del nostro patrimonio artistico, ma potrei citarne tantissimi, come Carmelo Bene, o il nostro presidente Sandro Pertini o Mikhail Gorbaciov ai tempi del G7... Su mio padre potrei scrivere libri, sull'amore per quelle mura, per quelle torri, per tutto quello che circondava, le sue centinaia di chiavi di cui era gelosissimo... e mi fermo qui... dicendo che da quelle mura, come spesso diceva da vivo, ne è uscito senza vita. Avevamo uno studio di registrazione si, nella Torre San Giorgio, dove abitavo, ed insieme a Mauro Spenillo abbiamo registrato tantissime cose ed avuto il piacere e l'onore di ospitare e collaborare, realizzare dischi e progetti con tanti artisti come Enzo Gragnaniello, Caterina Caselli, Ornella Vanoni, Joe Amoruso, Beppe Vessicchio, Rino Zurzolo, Dario Franco... tantissimi... ma anche giovani dell'epoca, come Riccardo Veno e Ciccio Merolla, Antonio Onorato, lo stesso Antonio Spenillo, Marco Fasano, Luca Sepe, Pino Giorgio e tanti altri. L'ispirazione era la stessa per tutti... e lo confermano i lavori che uscivano in quegli anni, molti sono in distribuzione mondiale... Cosa penso della situazione attuale della nostra città? Qui ci vorrebbe una lunga intervista solo per rispondere a questa domanda. Ne penso bene... della città... ne penso male... di alcune persone. Come ogni grande amore... croce e delizia... ma tutto scorre... e le persone spariranno, mentre la città resta e resterà sempre!

3.Come detto, nel corso della tua carriera hai lavorato, in varie vesti, con diversi artisti come Enzo Gragnaniello, Ornella Vanoni, Joe Amoruso e tanti altri. Cosa ti hanno lasciato questi artisti?C'è qualcuno con cui ti piacerebbe lavorare in futuro?

Mi hanno lasciato un patrimonio artistico ed umano infinito. Con Enzo spesso e volentieri mi rivedo, anche con Joe... e per citare il grande Califfo, Franco Califano: "Non escludo il ritorno".

4.Nell'ambito partenopeo, hai conosciuto e collaborato con alcuni dei migliori musicisti ed autori ottenendo riconoscimenti oltre che da Gragnaniello anche dai fratelli Bennato e da Nino D'Angelo. Qual è il tuo pensiero sulla canzone napoletana attuale?E sullo spesso triste fenomeno dei neomelodici?Chi, tra gli artisti napoletani, ancora ti affascina?

Si, particolarmente con Giorgio Bennato, della famiglia Bennato, meglio conosciuto nella sua carriera da rocker come Giorgio Zito, oggi responsabile della etichetta Cheyenne Records, che ha sempre avuto tanta stima nei miei confronti... sin dalle mie prime canzoni come Antonio De Carmine, e spero prima o poi possa concretizzarsi questa voglia da parte di entrambi, di fare un progetto insieme. Intanto con la sua etichetta uscirono due video di Principe & Socio M., "Targato Na" e "Vamos chico" in una raccolta in DVD che si chiamava "Buon Compleanno Cheyenne". Con Nino D'Angelo, invece, facemmo, insieme a Mauro come Principe & Socio M., la Festa di Piedigrotta qualche anno fa, e volle fortemente la nostra canzone dal titolo "Jè mò"... che presto pubblicheremo. Fu una esperienza straordinaria, indimenticabile. Il mio pensiero sulla canzone napoletana attuale è molto positivo, si sta tornando finalmente ad usare la nosta lingua come un patrimonio da tutelare, dopo un periodo buio che vedeva spesso i discografici fare marcia indietro su progetti in dialetto. Sul discorso dei neomelodici non posso aggiungere molto, la mia opinione è la stessa della musica italiana in generale, ci sono canzoni belle... e canzoni brutte... Lo stesso vale per il mondo neomelodico... che tuttavia trovo più onesto e sincero di tanta musica italiana, nonostante mostri lati e fenomeni della nostra città che non ci piace vedere, ma è la verità... e la verità è sempre qualcosa che non bisogna far finta di non vedere, altrimenti si diventa snob. Se c'è qualcosa di più sano e di più coinvolgente per quei quartieri e per quel pubblico, si faccia avanti. Meno critici e più artisti ci vogliono in questa città. Anche ai tempi del Festival di Napoli c'erano fan di tutti i tipi... ecco questo è l'unico problema serio, portare più generi possibili per lasciare scegliere al pubblico dove orientarsi ed emozionarsi di più... come negli anni in cui potevi applaudire Merola, D'Angelo, Tony Astarita, Carmelo Zappulla, Mauro Nardi, ecc...e contemporaneamente fare lo stesso con Pino Daniele, Edoardo Bennato, Teresa De Sio, NCCP, Enzo Gragnaniello, Eduardo De Crescenzo, ecc... Chi tra gli artisti ancora mi affascina? Le belle canzoni... i buoni concerti... gli artisti che hanno sempre qualcosa da dire. Insomma, poca roba, ahaha!!

5.La tua canzone più nota è sicuramente "Targato NA" presentata a Sanremo nel 2001 e che raccontava la storia di un ragazzo gay contrario alla violenza che si arruola tra i Carabinieri ma che non sopporterà mai l'idea di sparare pagando con la vita la propria idea di pace. Come nasce questa stupenda canzone?Che peso hanno avuto, ad esempio, brani come "La guerra di Piero" di De André e "C'era un ragazzo..." di Morandi che ricordano un po' questo tipo di tematica?

"Targato Na" è semplicemente la conseguenza di un tipo di scrittura che ho sempre portato avanti, si da bambino, quando scrivevo canzoni come "Gennaro", un po' il padre di "Ciccio terrone"... la differenza tra "Gennaro", rivolta a Napoli, e "Targato Na" è l'essere figlio di un sud intero, più esteso, vasto, più che l'esser napoletano. Credo siano state più le canzoni che scrivevo da giovanissimo che le bellissime e straordinarie, epocali "La guerra di Piero" e "C'era un ragazzo..." ad influenzarmi. Il territorio, la vita sociale vissuta davveri e non solo attraverso i dischi, dico per onestà, ad influenzare "Targato Na". Però mentre "Gennaro" è una mia cratura, "Targato Na" è figlia mia e di Mauro Spenillo, Socio M. e credo anzi sono sicuro, che questa collaborazione a quattro mani abbia fatto la differenza per renderla nazionale e rappresentativa per tante generazioni. 

6.Tra i tuoi brani qual è quello che ami di più?Quello, invece, che avrebbe meritato maggior fortuna?E quale, invece, quello di un collega che ti sarebbe piaciuto scrivere?

Tra i miei sicuramente "ASH...core 'e lupo", un provino fatto in casa che ho pubblicato sul mio canale Youtube, che mi rappresenta in pieno, ma anche altri... (purtoppo ho la tendenza a pubblicarne alcuni e poi cancellarli). Tra quelli con Mauro, può sembrare scontato ma è "Targato Na"! Ma penso che tantissimi altri brani di Principe & Socio M. avrebbero meritato un esito diverso. Davvero tanti... che un giorno, spero presto, pubblicheremo. Tra le canzoni che avrei voluto scrivere c'è senz'altro "E cerca 'e me capì" di Pino Daniele. 

7.Come detto, quella di Sanremo 2001, è stata sicuramente una grande avventura. Ma il tuo rapporto con il Festival non si è concluso lì. Ci avevi provato già nel 1993 e ci sei tornato, in altre vesti, nel 2008. Cosa rappresenta per te il Festival di Sanremo?Conti di tornarci?

Beh... ovviamente e assolutameste SI! Sanremo è sempre stato nei miei sogni sin da bambino, e per fortuna ho avuto la possibilità di farvi parte, come artista, come autore, come produttore e come musicista/arrangiatore. In qualsiasi veste è sempre gratificante prendervi parte, ovvio che da artista mi gratificherebbe di più, il potermi esprimere è sempre un piacere totale.

8.Ci racconti un aneddoto particolare vissuto con un altro artista del panorama italiano?

Mi viene istintivamente di ricordare un episodio... ne potrei raccontare tantissimi, divertenti e magari di spessore, ma ho sentito nell'anima di ricordare questo: eravamo in una serata organizzata da VideoItalia, come Principe & Socio M. subito dopo il Festival di Sanremo, c'erano tanti artisti, da Antonello Venditti e Tiziano Ferro esploso in quell'anno, e dietro al palco c'era Pierangelo Bertoli, uno dei miei miti della canzone d'autore, seduto sulla sua sedia a rotelle, con cui scambiavo opinioni e pareri su vari argomenti. Con affetto e stima ero chinato, appoggiato dinanzi a lui... e sorridevo serenamente, quando all'improvviso un gruppo di persone di una "improbabile" security, iniziarono a correre scaraventando tutto e tutti per terra, facendo cadere il compianto Pierangelo con la sua sedia per le scale, ed io mi arrabbiai molto, litigai con tutta quella gentaglia. Era la scorta di Salvo, un nuovo personaggio dello spettacolo, che era stato chiuso in una casa per tanto tempo, cha arrivava nella serata senza cantare e/o fare altro, veniva solo a salutare i fans con la sua scorta impazzita, che teneva lontano da quella star tutto e tutti, anche scaraventando un disabile e la sua carrozzina per terra, al di là del grande nome di Pierangelo Bertoli. Rimasi scioccato! Poi mi resi conto di tutto... Era il 2001...era appena nato un nuovo fenomeno: GLI ARTISTI DEL GRANDE FRATELLO! 

9.Dal 2011, quindi, hai ripreso la strada del solista. Da dove nasce questa necessità?Cosa stai preparando ora?Quali saranno i tuoi progetti futuri?

La strada da solista, sia io che Mauro, l'abbiamo ripresa anche come valvola di sfogo ai tanti ostacoli che Principe & Socio M. hanno avuto negli ultimi anni... ma direi anche per allontanarci dallo showbiz, un modo per tornare a noi stessi, per riprendere la vita, per riprendersi qualcosa lasciato senza essere inquinato... e ci fa bene... ad entrambi... perché ci allontana e ci avvicina senza ingabbiarci necessariamente in un ruolo che ogni tanto bisogna toglierci di dosso, per ricordarci che oltre ad essere Principe & Socio M., che amiamo come noi stessi, noi siamo soprattutto Antonio e Mauro... come diceva una nostra canzone inserita nell'album "SSSHHH!!!" uscito nel 1999. Progetti futuri... come Antonio De Carmine sono quasi alla fine di una selezione di 14 brani per il mio primo disco da solo... poi sono in studio con un progetto insieme ad Ugo Gangheri, si chiama "Nativi Na" - frutto già di collaborazioni passate, sia con il progetto di Ugo Gangheri e Nomadia, quando ci esibiamo nelle serate live con Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Francesco Paolantoni, Stefano Sarcinelli ed altri... sia per un progetto insieme tra me e Ugo. Come Principe & Socio M. siamo coinvolti con Stefano Sarcinelli nel suo spettacolo "Chiedetelo a Pappagone" insieme ad Ugo Gangheri e Carlo Di Gennaro. Sempre come Principe & Socio M., faremo una tournée in Brasile a breve.

10.Antonio, ti ringrazio per la disponibilità e, augurandoti sempre buona musica ti chiedo, in conclusione, un saluto per i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie.  

Grazie a te... grazie a voi che leggerete queste mie risposte a queste domande così gratificanti e, aggiungo, preparate con cura e tanta informazione sulla mia umile carriera da Marco Liberti, a cui va davvero il mio grazie speciale! Ai lettori di "La musica che gira intorno..." auguro sempre di trovare un momento per ricordarsi di sorridere. A presto.

Antonio De Carmine, Principe.  

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16 settembre 2014 2 16 /09 /settembre /2014 23:01
Sondaggi: La più bella di... Pierangelo Bertoli
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15 settembre 2014 1 15 /09 /settembre /2014 23:01
Intervista con... Filippo Ferrante

1. Filippo, tu sei uno dei talenti emergenti della musica italiana. Dopo tanta gavetta tra palchi, locali, piazze e concorsi canori, prima con la band dei 61 Cygni e poi da solista, sei in cerca di quella consacrazione sempre più difficile da raggiungere nell'industria discografica attuale. In rete la tua musica ottiene sempre molti attestati di stima ma non sempre ciò diventa un reale viatico, vista la vasta concorrenza, per un accesso definitivo nella musica che conta. Come valuti questa situazione? Come nasce il tuo amore per la musica? 

Penso che oggi la "rete" a prescindere dal far parte di determinate categorie come big della musica o emergenti, sia da non sottovalutare. I social network hanno stabilito dei nuovi parametri di valutazione dell'essere artista nel senso che oggi non basta più fare delle belle canzoni o essere un personaggio "cool". Oggi conta molto come sei fuori dal palco, come interagisci con i tuoi fan, quanto li rendi partecipi di ciò che fai e quanto sei in sintonia con loro. Ritengo che il cantante, il cantautore o l'artista in genere abbia un ruolo attivo nella società, in quanto con la sua musica o la sua arte può influenzare, emozionare ed essere guida di un bacino esteso di persone. Nello stesso tempo il "live" ha sempre il suo fascino e la sua valenza. Dunque il lavoro in "rete" deve essere, senza ombra di dubbio, sostenuto da una presenza attiva su ogni tipo di palcoscenico dove poter farsi sentire dal vivo. Io cerco di seguire questa linea. L'ultima idea, infatti, è stata quella di creare una "canzone social" coinvolgendo tutti i miei fan e non solo. E' stato un evento unico, fin ora sperimentato da nessuno ed è ben riuscito. Grazie ai loro suggerimenti, infatti, ho creato un testo che inglobava tutte le loro idee, e il fatto di essere stati co-autori, per loro è stato motivo di grande soddisfazione e di affezione ulteriore al progetto. La consacrazione, secondo me, arriva nel momento in cui il pubblico cresce in maniera esponenziale e l'industria discografica premia il successo che sei riuscito ad ottenere da solo. Di qui l'importanza come dicevo poc'anzi di comunicare con il proprio pubblico e i propri fan. La concorrenza ci sarà sempre; ci sono tanti bravi artisti che fanno musica, ma quando lavori su un tuo stile e cerchi di differenziarti dai tuoi "colleghi" con la ricerca e con la sperimentazione, non temi più la concorrenza perché arrivi ad avere un connotato unico. E' questo il lavoro che sto facendo con calma e pazienza mettendomi in gioco, provando e sperimentando. Il mio amore per la musica nasce a 7 anni quando ho iniziato a suonare la chitarra classica, poi pian piano sono entrato a far parte nelle prime band "liceali" come chitarrista, poi come chitarrista e corista e quindi pian piano mi sono avvicinato al mondo del cantautorato; ho iniziato a comporre musiche e poi testi fino ad arrivare a formare una mia band, i 61 Cygni, di cui ero il frontman. E' stato un percorso graduale fatto di prove, esperimenti e di tanto studio, coraggio e passione.

2. Come detto, tu hai iniziato con il gruppo 61 Cygni. Come nacque quel progetto? E il nome della band? Come mai nel 2013 hai deciso di intraprendere la strada da solista? La scelta è definitiva?

Il progetto 61 Cygni nasce da una collaborazione artistica con un mio caro amico, Vito Angiuli, con il quale avevo scritto e musicato diversi brani. Tuttavia l'idea di creare un "duo" non ci entusiasmava più di tanto, così ci siam messi alla ricerca di musicisti per formare una vera e propria band. E dopo molta ricerca abbiamo trovato gli elementi giusti con cui condividere il nostro progetto. Il nome della band è venuto fuori dai libri di Geografia Astronomica. 61 Cygni, infatti, è una stella tra le più vicine alla Terra, dopo il Sole. Siamo stati attratti un po' dal nome originale e un po' dal fatto di voler dare alla band il nome di una stella, dunque carico di valore simbolico. A cavallo tra il 2008 e il 2011 la band grazie ad una collaborazione con una delle radio più conosciute del Sud Italia, Radionorba, ha avuto la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico attraverso il tour Battiti Live, ancora oggi tra i più importanti contest promozionali in Italia. In seguito però il progetto ha subito un lento processo di "congelamento", una fase di stallo dovuta al tentennamento di produttori discografici pronti ad investire ingenti capitali e soprattutto a dinamiche interne alla band non più rosee come i primi tempi. Di lì la decisione di lavorare ad un mio progetto solista, che si presentava come unica via da percorrere di fronte ad una situazione diventata ingestibile. Il periodo 61 Cygni resta un periodo ricco di soddisfazioni e grandi traguardi raggiunti ma è pur sempre una "fotografia" di un qualcosa che già è passato. Oggi è un nuovo giorno. 

3. Tra tutti i tuoi brani qual è quello che più ti rappresenta? Quale, invece, quello di un altro artista che ti sarebbe piaciuto scrivere?

Questa è una domanda difficile. I miei brani raccontano un vissuto, un'esperienza o sono una fotografia di un momento o di una storia che ho voluto trasformare in musica e parole. Ognuno ha il suo fascino per me. Non voglio eludere la domanda ma non esiste un brano che più mi rappresenta e se ci fosse in questo momento, magari domani ne scriverò un nuovo che può rappresentarmi ancora meglio. Un brano che avrei voluto scrivere? Ce ne sarebbero tanti. I primi che mi vengono in mente sono "Imagine" di John Lennon oppure una canzone di Lucio Battisti come "Emozioni" ad esempio. 

4. Chi sono i tuoi miti musicali? Cosa ascolti oggi?

Non ho miti musicali in particolare anche perché mi piace essere informato e ascoltare tanti generi musicali, a volte anche opposti, e non mi fossilizzo su uno in particolare. Oggi seguo molto il web e scopro tantissimi talenti che arrivano a fare tour mondiali, ma che in Italia si conoscono poco. Questo mi fa pensare che c'è quasi un mondo parallelo, ma esiste. Segnalo gli Amasic giovane band canadese uscita da Youtube, così come i Boyce Avenue che hanno iniziato la loro carriera riarrangiando alcune cover e adesso fanno featuring con artisti di fama mondiale. In Italia seguo Cesare Cremonini perché sperimenta di continuo e sorprende sempre. Secondo me è uno dei cantautori più "in forma", oggi, della scena musicale in Italia. Di emergenti sto seguendo con particolare interesse un rapper italiano, si chiama Surfa e in rete continua ad avere grande consenso. 

5. Durante la tua gavetta hai avuto già la possibilità di condividere il palco con artisti di certo calibro come Ron, Alex Britti, Federico Zampaglione, Gianluca Grignani e tanti altri. Che effetto ti ha fatto? C'è qualcuno con cui ti piacerebbe collaborare in futuro?

Beh, ad esempio cantare dopo Alex Britti, che ti cede il palco non capita spesso. E' stata una grande emozione. Oppure ricevere i complimenti da Ron per la performance è un evento che ti riempie di orgoglio. Fare un tour con loro è stato davvero formativo per tanti aspetti; confrontarsi è fondamentale per crescere. Sono amante delle collaborazioni. In futuro mi piacerebbe collaborare con voci femminili come Giorgia oppure penso ad un featuring con J-Ax. Sarebbe un esperimento interessante. Mi affascinano anche le collaborazioni con i musicisti. Ci sono tante idee che avrei in mente e molte le sto già mettendo in atto.

6. Come nascono le tue canzoni? C'è qualche artista famoso a cui ti ispiri?

Gli spunti per la nascita di canzoni sono molteplici. Spesso basta pochissimo per avere un'ispirazione. In ogni caso molte volte parto dalla musica. Mi vengono in mente idee melodiche che registro prontamente con qualsiasi supporto, anche con cellulare. Faccio un ascolto quotidiano di tutte queste idee e inizio a selezionare quelle che mi sembrano possano rappresentare potenziali embrioni di una canzone. Inizio a lavorarci su e parallelamente inizio a scrivere il testo che sia congruente a quella melodia e a quell'atmosfera che ho creato con la musica. Per farlo mi avvalgo di qualsiasi spunto che la vita quotidiana può presentarmi. A volte capita di scrivere melodia e testo "di getto", oppure parti di testo che poi avranno bisogno di essere musicate o forse rimarranno come pensieri sparsi sul mio diario di bordo. Diciamo che non ci sono regole precise. Nella scrittura non mi ispiro a nessuno in particolare, ma seguo con attenzione la comunicazione di Vasco Rossi, perché credo che il suo successo multi-generazionale non sia frutto del caso.

7. Cosa pensi dei talent show? Ci parteciperesti?

I talenti show oggi rappresentano l'unica scorciatoia per arrivare subito al grande pubblico. E' un'ottima opportunità per un'artista, purché abbia già una storia e una gavetta alle spalle. Penso, infatti, che partecipare ad un talent possa essere anche un'arma a doppio taglio per gli artisti che, seppur talentuosi, si ritrovano all'improvviso catapultati nel mondo dello spettacolo. Non condivido personalmente che 3 o 4 persone (giudici) debbano essere così influenti nel condannare o promuovere un'artista. E' giusto che mettano al servizio dello "show" la loro esperienza ma penso che il pubblico e solo il pubblico debba pronuciare sentenze. Io farei un talent in cui da subito il pubblico sia giudice supremo, quindi ampio potere al pubblico anche nelle fasi di preselezione magari attraverso casting in rete e poi penso che i giudici debbano limitarsi solamente a formare i ragazzi e a lavorare sui brani cercando di far vincere il proprio artista. In ogni caso io farei un talent show, se avessi l'opportunità; è una cara che mi giocherei sapendo però che di sono appunto dei pro e dei contro.

8. Nel 2012 sei stato ad un passo dal partecipare al Festival di Sanremo, nella categoria Nuove Proposte poi, per una manciata di voti, non hai superato la fase finale delle selezioni. Qual è il tuo pensiero sul Festival di Sanremo? Conti di riprovarci?

Si, è stata una bella esperienza. Il brano era "Volerò". Ricordo che molti ragazzi su Youtube si aspettavano di vedermi sul palco dell'Ariston non sapendo che il brano alla fine non era stato selezionato. Peccato!! Però è stato un gran risultato lo stesso! Il video di "Volerò", infatti, è girato tanto in rete anche grazie al contest Sanremo Social. Sono dell'idea che il Festival di Sanremo va provato sempre e quindi ci proverò ancora senz'altro. E' una grande vetrina per un'artista italiano anche se negli ultimi anni ha perso la sua valenza. Noto più spesso che a Sanremo va l'artista del momento e non la canzone che meriterebbe. Per intenderci meglio, secondo me, mentre qualche anno fa veniva fatta una selezione sulle canzoni, oggi vengono selezionati di più gli artisti. Detto questo penso che "Sanremo" sia ancora il palcoscenico più importante della nostra musica.

9. Hai brani nel cassetto? Cosa stai preparando ora? Quali saranno i prossimi progetti che ti vedranno protagonista?  

A fine Settembre uscirà il mio nuovo singolo di anteprima del nuovo Ep/Album in uscita a fine anno. Il brano sarà sugli store digitali e in radio. Il videoclip ruoterà su alcuni canali satellitari. In più ci saranno delle date promozionali di presentazione del singolo tra Milano e Roma. Nel frattempo sto preparando dei featuring su cover rivisitate con artisti italiani e internazionali. Di prossima uscita una cover con una cantante lirica e fotomodella coreana che vive in Italia, molto conosciuta in Sud-Corea.

10. Filippo, ti ringrazio della disponibilità e augurandoti sempre buona musica ti chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie. 

Ringrazio te per la disponibilità e le belle domande. Saluto tutti i lettori di "La musica che gira intorno..." sperando sia stato esaustivo e ti auguro buon lavoro. A presto.

Filippo Ferrante 

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14 settembre 2014 7 14 /09 /settembre /2014 23:01
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