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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...E chissà se è solo un gioco,

se le stelle c'hanno i fili,

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22 dicembre 2014 1 22 /12 /dicembre /2014 00:01
Intervista con... Marco Barusso

1.Marco tu sei tra i chitarristi più apprezzati del panorama italiano. Nella sua carriera ha collaborato sia come fonico, programmatore e sia come chitarrista oltre che, in alcuni casi, produttore, per con diversi grandi nomi della musica italiana come Max Pezzali, ai tempi degli 883, Alice, Enzo Jannacci, Eugenio Finardi, Elio e le Storie Tese, Antonello Venditti, Fausto Leali, Syria, Iva Zanicchi, Adriano Celentano, Paola Turci, Eros Ramazzotti, Modà e tanti altri. Come nasce la tua passione per la musica?E per la chitarra?Cosa hanno rappresentato per te questi incontri artistici?

La mia passione per la musica è iniziata praticamente da piccolo, la voglia di suonare o comunque avere a che fare col mondo dello spettacolo credo proprio alle prime rappresentazioni corali che organizzava il mio maestro delle elementari, poi grazie ai dischi di mio padre etc... La passione per la chitarra credo sia uscita nel momento in cui ho iniziato ad ascoltare gruppi come Deep Purple ed AC/DC da ragazzino, ed al conseguente desiderio di capire come si faceva a generare quella musica, in realtà ero si interessato alla chitarra, ma anche a quella cosa che ho poi scoperto chiamarsi "produzione musicale", cioè l'arte di fare coesistere sinergicamente i vari strumenti e organizzare le parti in un insieme creativo. Per quel che riguarda il mio lavoro devo dire che è stato un continuo processo di crescita, quindi ho piano piano conosciuto questi artisti non nell'ottica del fan, ma nell'ottica di una collaboratore, senza particolare spirito di deferenza, anche perché lavorando poi per giorni a stretto contatto è inevitabile che si sviluppi anche una certa forma di confidenza. Con alcuni di loro mi sono trovato molto bene e si è sviluppato anche un rapporto di lavoro continuativo ed a volte di frequentazione al di fuori del lavoro in se, con altri, invece, magari sono entrato in contatto solo di sfuggita lavorando pittuosto a stretto contatto con il loro produttore o arrangiatore. 

2.Tu sei uno di quegli addetti ai lavori completi che permettono ad un artista di dare il meglio. Come rappresenti la tua figura?La responsabilità di una performance spesso può decidere il futuro di un artista e, buona parte, di quella riuscita sta nelle mani di gente come te, ciò è riconosciuto dagli artisti quando le cose vanno bene?O è più un peso nelle situazioni più difficili?

Beh, dipende dalle situazioni, ci sono certi artisti che al momento giusto sono davvero riconoscenti verso le persone che gli hanno dato modo di arrivare dove sono, mentre è tristemente capitato di vedere "artisti" che magari alla vittoria di un Sanremo non sapevano nemmeno i nomi di chi gli aveva scritto il pezzo vincente. La mia figura può è essere di diversa valenza, colgo questa domanda per dipanare un po' della nebulosità che c'è intorno al mestiere della discografia, allora, in un mondo ideale le figure che sono necessarie alla realizzazione di un album, cioè arrivare al master definitivo, sono: 1) Artista/Interprete 2) Autore del brano 3) Musicisti 4) Tecnico del suono 5) Arrangiatore 6) Produttore artistico 7) Produttore esecutivo.

Il produttore esecutivo è generalmente il committente del lavoro, cioè colui che paga e che normalmente ha l'ultima parola su tutto, il produttore artistico che normalmente è colui che dovrebbe decidere la direzione musicale in cui orientarsi e scegliere i giusti collaboratori, arrangiatori, musicisti, tecnici, per realizzare il prodotto adatto e giusto per l'artista. L'"Artista", beh, è chiaramente colui che ci mette la faccia e a cui normalmente vanno i meriti, diciamo la punta dell'iceberg. Poi, nella vita reale può capitare che una persona ricopra diverse figure, ed in quel caso può risultare difficile separare l'attaccamento al proprio "orticello" per fare invece ciò che è meglio per il progetto, ci vuole molta maturità e non è affatto semplice, la cosa più difficile è lavorare con i gruppi, normalmente sono formati da musicisti che probabilmente se non facessero parte di una band non farebbero i musicisti di professione, quindi in certe occasioni ci si trova con il bassista che non sente il suo basso, il chitarrista che vuole le chitarre più alte, il batterista che vuole sentire di più le sfumature del piattino che si è appena comprato, il cantante che non sente la voce, etc, etc... non tutti sono in grado di capire che a volte si sta lavorando per proteggerli da loro stessi. Purtroppo mi è capitato di produrre dei dischi successivamente recensiti in maniera splendida che però mi hanno procurato le antipatie di questo o quel musicista perché fra le 50 parti che ha registrato gliene ho bocciata una perché non c'entrava nulla col brano, ma che fare, ad un certo punto bisogna assumersi delle responsabilità e se la responsabilità è mia allora devo per forza decidere io, confrontandomi con gli altri chiaramente, ma qualcuno deve avere l'ultima parola, se no non si arriva a capo di nulla, le band che si autoproducono sono un'utopia, anche li c'è sempre una figura che alla fine tira le fila di tutto.

3.Quale performance o collaborazione ti ha dato maggiori soddisfazioni?C'è qualche artista che, invece, ti ha umanamente o professionalmente deluso?

Beh, francamente eviterei di fare nomi e cognomi, ma devo dire che quando ho lavorato con Jared Leto ed i 30 Seconds To Mars, beh, una volta scelte insieme le giuste tracce su cui lavorare e capita la direzione del mix, loro sono andati nell'anticamera dello studio per non disturbarmi nel mio lavoro e sono entrati a sentire il mix solo quando io li ho convocati, hanno chiesto giusto un paio di piccole modifiche ed erano entusiasti del lavoro, mentre mi è capitato di lavorare con altri "artisti" o sedicenti (autoproclamati) "produttori" ed aspiranti tali che appena iniziavo anche solo a equalizzare un suono uscivano fuori incazzati con frasi del tipo: "Ma che stai facendo, perché modifichi IL MIO SUONO??!!!" (Eh, allora che mixo a fare?Pubblicalo così no?) Beh... che dire... se certi artisti sono ad un certo livello ci sarà pure un motivo, ed il fatto di non avere avuto mai nemmeno un mezzo problema a lavorare con veri artisti in grosse produzioni, anche impegnative, mi rincuora per certe incomprensioni che a volte ho dovuto affrontare con certi personaggi improbabili, ma ormai non me ne preoccupo più, certi lavori ad oggi per fortuna posso permettermi di rifiutarli.

4.Tre tutti i brani a cui a messo mano qual è quello che reputi il migliore?

Il migliore? Non saprei proprio, ci sono tanti progetti davvero belli a cui ho lavorato. Un disco a cui sono particolarmente affezionato è "Hit the right button", il disco che ho prodotto per gli Heavy Metal Kids, band di cui ho fatto parte per 8 anni, e sono anche molto fiero del disco che ho fatto con i Cayne, band che ho riformato con Claudio Leo che purtroppo ci ha lasciati qualche tempo fa. Ci sono anche diversi dischi che ho fatto e che poi per diverse ragioni non hanno visto la luce, tra cui un progetto molto rock con Juri Camisasca che mi sarebbe davvero piaciuto portare a termine. Personalmente amo suonare in situazioni disparate, mi piace molto trovarmi con altri bravi musicisti ed improvvisare a ruota libera come mi piace suonare in situazioni molto strutturate, brani a click, sequenze e parti obbligate molto definite, quello che non piace affatto sono le vie di mezzo e le cose fatte così così perché "tanto va bene lo stesso", ecco, per me il "tanto va bene" non va assolutamente bene.

5.Ti è mai capitato di lavorare a qualcosa che proprio non ti piaceva?

Si, mi è capitato molte volte, i gusti sono gusti, e tante volte lavoro su cose che non corrispondono esattamente alla musica che mi piace ascoltare, del resto non è che tutti sono in grado di scrivere ogni giorno "The dark side of the moon". In ogni caso cerco di fare il mio lavoro nella migliore maniera possibile, dipende chiaramente quale ruolo ho nella produzione, certe cose sono soggettive, altre no. La professionalità non è soggettiva, ed il mio compito è di fare la cosa migliore possibile per fare in modo che il cliente raggiunga il suo scopo, a volte anche proteggendolo da se stesso. Se un artista ha stima di me e si vuole avvalere della mia professionalità il mio compito è di fare ciò che posso per permettergli di raggiungere il suo obiettivo. Il fatto che il suo brano mi piaccia o meno ha un'importanza relativa, poi, sai, lavorando magari una giornata intera su un solo brano, per quanto ti possa piacere, beh, dopo un po' ti verrà voglia di ascoltare qualcos'altro, no?

6.Hai avuto anche tante esperienza all'estero e con artisti stranieri. Che differenze hai trovato con l'industria discografica italiana?Come valuti l'attuale situazione della nostra musica?

Mah... la situazione italiana è al collasso... chi dieci anni fa vendeva 120.000 copie oggi ne vende 12.000 se è fortunato, e chi ne vendeva 10.000, beh, dischi non ne fa più, ormai dai dischi non si guadagna praticamente nulla. Chi guadagna ancora qualcosa è chi riesce a fare molti concerti ed a riempire grandi spazi, gli artisti di media caratura stanno a galla appena appena, e per gli emergenti non c'è molto da fare, ormai fare dischi è un lusso che si può permettere solo chi ha modo di trovare un budget al di lò dei risultati di vendita.

7.In diverse occasioni hai collaborato anche per le performance di diversi artisti al Festival di Sanremo. Cosa pensi del Festival?

Ci lavoro da più di dieci anni ed ho collaborato con molti artisti, che dire, beh, è una buona occasione per un artista per raggiungere il grande pubblico e farsi promozione, nel bene e nel male a Sanremo l'artista porta se stesso. L'importante è che si riconosca in ciò che sta facendo, perché portare davanti a un pubblico così grande un progetto in cui non ci si riconosce o arrivarci impreparati può costare una carriera.

8.Chi sono i tuoi miti musicali?Cosa ascolti oggi?C'è qualcuno con cui ti piacerebbe collaborare in futuro?

Non penso alle mie fonti di ispirazione come a dei "miti", ma come degli esempi, esseri umani come me che sono stati però veramente talentuosi, bravi e tenaci per ottenere ciò in cui credevano, e ci si può riuscire solamente se il grande salto lo si fa "senza rete" come i veri trapezisti, cioè non dicendo "ci provo, magari ce la faccio", ma "o ce la faccio o... ce la faccio", ci hanno creduto fino in fondo e si sentivano adatti alle loro aspirazioni. I miei primi miti sono stati i chitarristi delle mie band preferite, quindi Malcom e Angus Young, Pete Townshend, Andy Summers, Jeff Beck, Ritchie Blackmore, Robert Fripp, Adrian Belew, Billy Gibbons, Van Halen, Jimmy Page, Tony Iommi, e successivamente produttori come Trevor Horn, George Martin, Rick Rubin, Todd Rundgren, Mutt Lange, etc... Attualmente, anche se sono stato associato alla musica metal per via del mio lavoro con i Cayne ed i Lacuna Coil, sono più orientato verso generi più vicini alla contaminazione con l'elettronica sempre con atmosfere crepuscolari, progetti tipo Necro Facility, Combichrist, Covenant, Peter Heppner, Pendulum, De/Vision, Katatonia, etc. Mi piacerebbe davvero lavorare con i Katatonia, o Peter Heppner, ma anche fare un disco con i Lacuna Coil seguendolo dall'inizio alla fine non mi dispiacerebbe affatto, visto che "Karmacode" l'ho solo registrato e "Dark Adrenaline" l'ho solo mixato, credo farei un buon lavoro. Un artista che ho sempre aqdorato è Franco Battiato, l'ho incontrato tante volte ma con lui non ho praticamente mai lavorato se non "di striscio", ecco, con lui mi piacerebbe davvero suonare, fare semplicemente il chitarrista e sentirmi parte della sua musica.

9.Ci racconti un aneddoto particolare vissuto con un protagonista della nostra musica?

Mmmhhh... ehhh ce ne sarebbero tanti ma nulla che io possa raccontare qui sopra...

10.A cosa stai lavorando ora?Quali saranno i prossimi progetti che ti vedranno impegnato?

Ho appena finito d mixare il nuovo disco di Nek, ho realizzato ed arrangiato un duetto fra Francesco Renga e Francesco Silvestre, e sto lavorando al nuovo disco dei Casablanca, la nuova band di Max Zanotti (ex Deasonika), un progetto veramente interessante, pensa che per registrare le batterie siamo riusciti ad utilizzare una sala completamente in pietra viva all'interno della Fortezza Castelfranco di Finale Ligure, suono pazzesco!

11.Marco, ti ringrazio della disponibilità e augurandoti sempre il meglio per il tuo futuro ti chiedo, in conclusione, un saluto a tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Un saluto a tutti, e se vi piace una canzone o un'artista comprate quel disco e magari se date un'occhiata al booklet, scoprite che i dischi non si fanno da soli, supportate gli artisti che amate o con molta probabilità non ci saranno più bei dischi da sentire.

Marco Barusso

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21 dicembre 2014 7 21 /12 /dicembre /2014 00:01
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19 dicembre 2014 5 19 /12 /dicembre /2014 00:01
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18 dicembre 2014 4 18 /12 /dicembre /2014 00:01

"Sabato" è il nuovo singolo di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che anticipa il prossimo lavoro discografico "Lorenzo 2015 CC" previsto per il 24 febbraio. In questo brano, Lorenzo, sorprende ancora e resta sempre il quel limbo tra il cantautorato più raffinato e il pop di massa che gli permette di ottenere buoni risultati dalla critica ed ottimi riscontri dal pubblico e dal mercato discografico. Un pezzo radiofonico che sicuramente diventerà un tormentone e che accompagnerà l'utenza musicale italiana almeno fino all'uscita dell'album ma che, come spesso succede per questo tipo di brani, non esclude la riflessione e non cade nella banalità. La cifra stilistica non si distacca molto da ciò a cui Lorenzo ci ha abituati ma l'originalità e, in alcuni punti, la profondità della tematica fanno di questo singolo, che ha tutte le caratteristiche per risultare attrattivo e, quindi, adempiere al suo scopo commerciale, un brano davvero interessante che ben si interseca in una discografia ricca e variegata del Jovanotti della maturità. Siamo apparantemente lontani dal Lorenzo intimista e commovente di alcune sue ultime proposte ma, in questo caso, è messa in evidenza il lato trascinante e popolare dell'artista non dimenticando, però, la matrice cantautoriale che ha palesato con forza in questa seconda fase della sua storia musicale. Il testo parla del sabato di periferia, quello vissuto tra illusioni e fasulle emozioni da giovani, che ieri come oggi, si ritrovano ad affrontare una monotonia di sensazioni e di comportamenti che colmano un quotidiano vuoto e povero di ambizioni. Questo senso del nulla, però, viene sapientemente celato da quel falso entusiasmo di una notte, come tutte le notti, in cui la follia prova ad oscurare la ragione. C'è quindi un richiamo all'andamento del nostro Paese, alla piaga della disoccupazione che rende "Sabato", inteso come giorno di festa, anche il lunedì perché se non si lavora non è possibile differenziare le giornate che appaiono tutte uguali, apatiche e senza scopo. Nel brano c'è anche l'apporto del rapper Salmo che ha curato anche il videoclip attualizzando ancor di più la canzone ma, dal punto di vista della tematica, vi sono richiami a diversi brani generazionali che, in tempi diversi, hanno affrontato la questione. Per citarne qualcuno possiamo pensare agli 883 e alla loro "Weekend" o, per alzare l'asticella, a Marco Masini in "Malinconoia" o ancora, seppur in maniera più velata, ad "Anna e Marco" di Lucio Dalla. Ma di richiami, nel nostro patrimonio musicale, ce ne sarebbero tanti ed è, quindi, giusto complimentarsi con Lorenzo per aver trattato questo tipo di tematica offrendo una proposta originale ed attuale anche dal punto di vista musicale. Non sarà un capolavoro ma, è sicuramente, un modo per attivare il pensiero, anche con un prodotto commerciale, ad una massa che troppo spesso spegne la propria mente inseguendo idoli di plastica e prodotti completamente vuoti di contenuti e di qualità. Con Lorenzo ciò non accade poiché riesce sempre ad alternare momenti di spensieratezza e di divertimento a momenti di riflessione in cui diventa obbligatorio accendere il proprio intelletto ed arrivare alle parole andando anche oltre le note che ne fanno da eccellente traino.          

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17 dicembre 2014 3 17 /12 /dicembre /2014 00:01
Sanremo 2015: Esclusi, ecco il cast alternativo

Dopo l'annuncio dei 20 Big del prossimo Festival di Sanremo sono cominciate le polemiche sul potenziale dello stesso e su tutti i nomi che, per un motivo o per un altro, sono stati bocciati dalla commissione artistica guidata da Carlo Conti. Se, infatti, Enrico Ruggeri ha preferito rinunciare all'ultimo momento per impegni legati al nuovo disco, ed altri artisti, dati per bocciati, hanno specificato di non essersi candidati come Fausto Leali e Rocco Hunt, sono tanti gli artisti che hanno manifestato pubblicamente la loro delusione per l'esclusione come Mariella Nava, esclusa per la tredicesima volta consecutiva, Loredana Bertè con Antonino Spadaccino, Donatella Rettore, Laura Bono, Francesco Baccini, Paolo VallesiClementino, Deborah Iurato, Loredana Errore, Michele Bravi, Karima e Marco Ligabue mentre, Franco Simone, ha criticato le scelte chiarendo, però, di non essersi candidato. Ci sono, poi, altri artisti che, dati per certi fino alla fine, hanno preferito la via del silenzio in seguito al cambiamento di rotta del direttore artistico come Luca Barbarossa, Anna Oxa, Sergio Cammariere, i Tiromancino, Dolcenera, Valerio Scanu, Syria, Marco Carta, Simona Molinari e Luisa Corna con Alessandro Safina. Ci sono, infine, quelli di cui si vocifera con forza l'esclusione ma che non hanno confermato pubblicamente la loro reale candidatura come i Nomadi, Patty Pravo, Mario Biondi, il trio Fabi-Gazzè-Silvestri e gli Stadio. Lo stesso Conti, ha ammesso, che delle 186 proposte presentate almeno altre 20 avrebbero potuto essere protegoniste del Festival. Ecco, quindi, come potrebbe apparire il cast alternativo a quello ufficiale:

1. Anna Oxa

2. Nomadi

3. Donatella Rettore

4. Fabi-Gazzè-Silvestri

5. Patty Pravo

6. Luca Barbarossa

7. Sergio Cammariere

8. Tiromancino

9. Paolo Vallesi

10. Francesco Baccini

11. Mariella Nava

12. Loredana Bertè con Antonino Spadaccino

13. Stadio

14. Simona Molinari

15. Mario Biondi

16. Laura Bono

17. Syria

18. Luisa Corna con Alessandro Safina

19. Clementino

20. Dolcenera

 

Come vi sembra?

Preferite il cast ufficiale o questo alternativo?

Personalmente, eccetto alcuni nomi del cast ufficiale (Marco Masini, Raf, Malika Ayane, Irene GrandiAlex BrittiGianluca Grignani e Nek), avrei preferito una massiccia integrazione con il suddetto elenco per avere realmente una gara tra Big. 

E voi? Come la pensate?

In attesa di nuovi sviluppi e di ascoltare, oltre ai brani del Festival, anche quelli esclusi non resta che augurarci che Conti abbia davvero fatto le scelte più giuste. 

  

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16 dicembre 2014 2 16 /12 /dicembre /2014 00:01

"La faccia delle donne" è una vera e propria chicca della musica italiana. Pubblicata dagli Stadio nell'omonimo loro secondo album del 1984, la canzone, è stata composta da Vasco Rossi e Ambrogio Lo Giudice per il testo e da Gaetano Curreri, leader del gruppo, per la musica. Il brano è cantato dal duo Curreri-Vasco che srà un binomio molto produttivo e di altissima qualità per la musica italiana fino ai giorni nostri. Sono molti i brani, infatti, sia per le loro rispettive attività che per diversi altri artisti che sono stati confezionati da questi due grandi professionisti della nostra discografia. "La faccia delle donne" contrappone il modo di approcciare e di vivere le donne da parte di due categorie di uomini completamente opposti: il timido e romatico rappresentato da Curreri ed il playboy menefreghista raffigurato da Vasco Rossi. Il primo che cerca in una donna anche un'amica per la vita oltre alla possibilità di innamorarsi e l'altro che le usa come un biglietto della lotteria, desiderandole a tutti i costi anche solo per un'ora con il solo scopo di ottenere una momento di passione. Mentre, quindi, il romantico crede solo all'amore vero e vede negli occhi di quelle donne il mondo intero, il playboy non si fa problemi a salutare indifferente la compagna di una notte sempre in cerca di nuove avventure. Due modi differenti, dunque, di vivere il rapporto con l'altro sesso e di vedere l'universo femminile che riescono a rappresentare un po' tutto il mondo maschile. Una cotrapposizione che risulta vincente anche osservando i caratteri, i modi di pensare ed i comportamenti, almeno in apparenza, dei due rappresentati di questa categoria. Infatti, anche dal punto di vista di musicale spesso Curreri si avvicina più ad uno spirito romantico e appassionato mentre Vasco ha sempre mostrato una schiettezza cruda e modo libertino tipico del playboy. Autori, interpreti, musicisti di grande livello, in pratica, che hanno espresso, in un testo goliadrico ed, in fondo, reale e sincero due diversi modi dell'uomo italiano di avvicinarsi all'emisfero in rosa e l'hanno fatto con la solita qualità che li ha sempre contraddistinti da allora ad oggi.       

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15 dicembre 2014 1 15 /12 /dicembre /2014 00:01
Sanremo 2015: Cast ufficiale, l'onda mediatica travolge anche Conti

L'annuncio del cast ufficiale dei Big in gara al prossimo Festival di Sanremo, avvenuto domenica scorsa, direttamente dalla voce di Carlo Conti ha lasciato un po' di amaro in bocca a chi, viste le anticipazioni, si aspettava un netto cambiamento di rotta rispetto agli ultimi anni. Per la verità, come dimostrano anche le previsioni del suddetto blog, i rumors sono stati quasi del tutto confermati come anche la presenza di qualche nome sapientemente celato che però ha deluso le aspettative. Le poche modifiche dell'ultimo momento hanno rilevato ancora una volta l'impotenza della direzione artistica di fronte all'onda mediatica ed a quelle leggi di un mercato discografico in crisi che impone determinate scelte. Conti, dal canto suo, ha cercato di ovviare alla strapresenza di talent e simili allargando il numero dei partecipanti e riuscendo ad inserire almeno alcuni reali Big che con pochi posti disponibili avrebbero forse fatto fatica ad entrare. La scelta, quindi, dei 20 Big è probabilmente riconducibile ad aumentare almeno un po' il tasso qualitativo e di notorietà del cast definitivo. A farne le spese, però, è stata la categoria dei veterani che, tranne alcune eccezioni (Masini e Raf su tutti), è stata completamente eliminata dalla gara togliendo al Festival qualità, esperienza ed un certo carisma che solo chi viene da una lunga carriera e tanti successi può offrire allo spettacolo. A parte la defezione last minute di Enrico Ruggeri, dovuta a impegni relativi al nuovo album e pubblicata sui social con tanto di scuse ed auguri a Conti, sono da rivedere le posizioni di Luca Barbarossa, Loredana Bertè, Patty Pravo, Sergio Cammariere, del trio Fabi-Gazzè-Silvestri e di tanti altri nomi accostati prepotentemente al Festival fino agli ultimi sviluppi. C'è da capire le reali ragioni delle loro mancate presenze per poi, nel caso, riflettere se un Moreno o una Platinette, siano davvero in grado, potenzialmente, di dare lo stesso contributo artistico alla kermesse. Certo, il giudizio finale, non può essere espresso prima dell'ascolto dei brani ma, è evidente che anche Conti ha dovuto pagare lo scotto della crisi discografica ed accettare tra i Big artisti sconosciuti fino a due giorni fa, una manciata di figli dei talent oltre che confermare il remunerativo quanto incontrollabile e manipolabile televoto per il giudizio finale. L'idea, quindi, di rivedere un Festival modello Baudo sembra svanire anche se, in ogni caso, vi sono anche degli aspetti da salvare come la scelta dei 20 big per ridare centralità alla musica, i ritorni sul palco dell'Ariston di artisti assenti da svariati anni come Raf, Nek e Grignani, le positive presenze di Marco Masini, Irene Grandi, Alex Britti e Malika Ayane ed anche lo spazio riservato a personaggi dello spettacolo prestati alla musica che, in passato, è stato spesso una parentesi affascinante nella competizione. Se però, in tempi migliori, tale compito è stato affidato a gente come Alberto Sordi, Gigi Proietti, Gigi Sabani, Giorgio Faletti, Paolo Rossi e tanti altri resterà arduo ripetere lo stesso effetto con I Soliti Idioti e Platinetti (con Grazia Di Michele) che rischiano, invece, di avvicinarsi di più alla trascurabile, per essere buoni, performance del Principe Emanule Filiberto di Savoia. Tali prime considerazioni, però, come detto restano del tutto indicative almeno finchè non verranno svelati i testi e gli autori dei brani dai quali si inizierà ad avere una visione più completa fino all'ascolto delle canzoni che permetterà di esprimere conclusioni più corrette ed effettive. Sperando, quindi, che le scelte di Conti e company possano sorprenderci al momento dell'ascolto e che si possa ritornare a vedere un grande Festival che riporti lustro alla nostra musica, vi ricordo la lista dei Big e i titoli delle canzoni in gara:

1. Annalisa - "Una finestra tra le stelle"

2. Malika Ayane - "Adesso è qui"

3. Marco Masini - "Che giorno è"

4. Chiara - "Straordinario"

5. Gianluca Grignani - "Sogni infranti"

6. Nek - "Fatti avanti amore"

7. Nina Zilli - "Sola"

8. Dear Jack - "Il mondo esplode"

9. Alex Britti - "Un attimo importante"

10. Biggio e Mandelli - "Vita d'inferno"

11. Moreno - "Oggi ti parlo così"

12. Bianca Atzei - "Il solo al mondo"

13. Raf - "Come una favola"

14. Lara Fabian - "Voce" 

15. Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi - "Io sono una finestra"

16. Il Volo - "Grande amore"

17. Anna Tatangelo - "Libera"

18. Nesli - "Buona fortuna amore"

19. Irene Grandi - "Un vento senza nome"

20. Lorenzo Fragola - "Siamo uguali"

         

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14 dicembre 2014 7 14 /12 /dicembre /2014 00:01

"Dimmi di si" è uno dei tanti successi dei Pooh ed anche uno di quei brani dal grande successo commerciale dello storico gruppo italiano. Scritta da Roby Facchinetti e da Stefano D'Orazio, che ne è anche la voce principale, la canzone è stata incisa nel fortunato album "Un posto felice" del 1999 ed è stato scelto come secondo singolo del disco dopo "Se balla da sola". Il brano, dal ritmo trascinante e dalla tematica inusuale, spopola nell'estate di quell'anno ottenendo ulteriore linfa dalla partecipazione al Festivalbar. Il pop misto alla musica dance offerto da questo pezzo mette subito colpisce ben presto pubblico ed anche la tematica ed il modo di trattarla fa sua parte allargando l'apprezzamento anche alla critica. "Dimmi di si", mostra la sua essenza già dal titolo e si evoleve nel testo palesando la volontà dichiarata di un uomo di chiedere una notte di sesso ad una donna sconosciuta ed avvenente senza troppi giri di parole. Il protagonista, quindi, mettendo al bando ipocrisie ed ogni futile comportamento che precede la conquista di un partner, manifesta chiaramente il suo desiderio e la sua attrazione primitiva, naturale e umana nei confronti di una persona fisicamente attraente. Non badando, quindi, alle classiche regole del corteggiamento, l'uomo, quindi, che la sua scelta è dovuta solo a quell'istinto visivo poiché nè l'eleganza nè la classe sono virtù che ha potuto riscontrare in lei e, d'altro canto, non sono elementi così importanti visto lo scopo prettamente sessuale che egli si è prefissato di raggiungere. Non è detto, poi, secondo il pensiero espresso dagli autori, che l'avventura non si tramuti in amore poiché lo stesso spesso a traiettore poco prevedibili e può esplodere anche nei casi e nelle situazioni meno scontate. Un brano, quindi, molto particolare che cattura il pubblico anche grazie alla garbata voce di Stefano D'Orazio, particolarmente adatta alla canzone, e ad una sonorità che non può far altro che coinvolgere chi la ascolta. Un successo tra i successi, dunque, che conferma la vasta capacità di una band storica sotto tutti i punti di vista che riuscendo sempre ad innovarsi ancora oggi, dopo cinquant'anni di attività, non tende a perdere la sua innata forza.  

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13 dicembre 2014 6 13 /12 /dicembre /2014 00:01
Sondaggi: La più bella di... Eugenio Finardi
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12 dicembre 2014 5 12 /12 /dicembre /2014 00:01
Intervista con... Luigi Lopez

1. Luigi Lopez, lei uno dei grandi compositori della musica italiana. Con la sua musica ha accompagnato le carriere di tanti grandi artisti della nostra musica oltre a ritagliarsi degli spazi personali anche come interprete. I successi e i riconoscimenti sono tantissimi ma dove è iniziato tutto ciò? Come nasce il suo amore per la musica?

Avevo 12 anni più o meno e seguendo le istruzioni di una trasmissione televisiva della tv dei ragazzi, mi costruii una rudimentale chitarra, fatta con un barattolo di pomodori pelati, una stecca di legno ed un filo di metallo. Uno strumento... meno che tribale. Mia sorella, intenerita dal vedermi armeggiare con quella... cosa mi regalò una chitarra vera. Eì comiciata così e con orgoglio posso dire, di aver fatto tutto da solo. Sono un autentico autodidatta. Pensare che il primo libretto di accordi l'ho proprio scritto di mia mano, annotandoci i progressi e le scoperte che facevo ogni giorno sulle... sei corde.

2. Lei ha avuto il merito di collaborare con artisti del calibro di Mia Martini, Mina, Patty Pravo, Franco Califano, Peppino Di Capri, Fiorella Mannoia, Riccardo Fogli, Michele Zarrillo e tanti altri ed avuto anche la possibilità di firmare un brano stupendo per il ritorno alle scene di Domenico Modugno prima della sua scomparsa e cioè "Delfini (sai che c'è)" interpretata da Modugno con il figlio Massimo. Ci racconta quell'emozione?Come è nato quel brano? Il suo ricordo, invece, della grande Mimì e di Franco Califano con i quali ha realizzato, fra le altre, la meravigliosa "La nevicata del '56"?

Modugno, il grande "Mister Volare", ci inchiodò tutti. Eravamo in studio e il fonico cercava un effetto da mettere sulla sua voce, per enfatizzarla un po'. Macchè... pretese di registrare quello e solo quello che effettivamente fosse stato in grado di cantare. Straordinario, insuperabile artista: il risultato lo potere apprezzare ascoltando quell'indimenticabile disco. "Delfini" mi ha dato l'opportunità di incontrare e collaborare con il più carismatico fra tutti gli artisti del nostro Paese: dire che fossi emozionato non basta: ero felice ed immensamente orgoglioso. La canzone era nata con una mia idea di base: doveva essere a due voci e inzialmente pensavo che sarebbe stato un "parlare" fra lui e la sua coscienza. A Franco Migliacci (l'autore della mitica "Nel blu dipinto di blu") piacque l'idea delle due voci e scrisse quel magnifico dialogo fra padre e figlio. E' stata questa una particolarità della canzone che l'ha fatta amare e scegliere da Domenico Modugno. Credo di aver battuto la concorrenza di centinaia (!!!) di autori, tutti i migliori in Italia, provarono a proporre una loro canzone per il ritorno del grande "Mimmo Nazionale", ma scelse la mia...

"La nevicata del '56" è un capitolo a parte. Erano i primi anni '70 e Carla Vistarini ed io (con la collaborazione di Massimo Cantini per la musica) la scrivemmo per Gabriella Ferri. A Gabriella la cantai personalmente, accompagnandomi con la mia inseparabile chitarra. Fu un successo, lei si commosse e pensammo che il suo prossimo 45 giri sarebbe stata la nostra canzone, non fu cos' e le ragioni di questo non le abbiamo mai sviscerate (misteri e interessi dell'editoria discografica). Comunque, passati quasi vent'anni, "La nevicata del '56" approdò a Mia Martini per una serie di circostanze che coivolsero anche Franco Califano che, innamoratosi del pezzo, ne voleva fare una sua versione cantautorale, al maschile. La scrisse ma, insieme, decidemmo di inserire solo un rigo della sua versione, nel testo originale di Carla Vistarini. E' per questo che il compianto cantautore compare nei credits del disco. E' con il testo di Carla Vistarini appunto, che Mia Martini presentò la canzone al Festival di Sanremo del 1990. Mia, Franco, compagni di viaggio, entrambi preziosi, entrambi irripetibili. 

3. Il suo boom come interprete, inoltre, è legato al mondo dei cartoon ed in particolare al personaggio di Pinocchio. Lei infatti è la voce ed il compositore della celebre sigla "Pinocchio perché no?", per la serie animata "Le nuove avventure di Pinocchio", che ha venduto oltre un milione di copie e continua ad essere amata dai bambini italiani. Come è nata quell'esperienza? Si aspettava quel tipo di successo?

Per dire la verità, no! Nessuno di noi poteva prevedere un boom così clamoroso. Un po' tutti avevamo sottovalutato l'impatto che quelle serie di cartoni avrebbero potuto avere sul pubblico dei giovanissimi. Addirittura faticarono a convincermi che la mia voce sarebbe stata perfetta per la mia canzone (...guarda un po'). Oggi ringrazio quei miei collaboratori, perché questa "canzoncina" mi ha dato e mi sta dando incredibili ed inaspettate soddisfazioni.

4. Il suo nome, come detto, ha attraversato un po' tutta la musica italiana dagli anni '70 ad oggi e, quindi, è stato più volte protagonista del Festival di Sanremo. Tra i suoi successi sanremesi c'è sicuramente "La notte dei pensieri" che permise a Michele Zarrillo di vincere tra le Nuove Proposte nel 1987 e di lanciarsi definitivamente nella musica che conta. Qual è l'edizione che ricorda con più piacere?

Beh, quella con Zarrillo fu una tappa fondamentale per me e soprattutto per lui che cominciò da lì il suo ricchissimo percorso di cantautore. "La notte dei pensieri" mi ha regalato soddisfazioni irripetibili, congratulazioni e complimenti da tutti i miei colleghi. In effetti non avevo solo firmato la musica ed il testo di quella fortunata canzone, ne avevo anche guidato la realizzazione e la produzione artistica. Insomma un grande impegno, ripagato poi dai risultati che sappiamo.

...Ma il Festival che mi è rimasto nel cuore è quello del 1990, dove ho avuto l'onore e il privielgio di avere due mie composizioni in gara e ben quattro interpreti. Fu il Festival che vide la partecipazione di grandissimi artisti internazionali: Ray Charles, Sarah Jane Morris e tanti altri. Proprio Sarah Jane Morris eseguì la versione in inglese di "Ma quale amore" presentata da Riccardo Fogli. Ma stiamo parlando anche del Festival de "La nevicata del '56" con Mia Martini (e Mijares nella sua versione in spagnolo, "La nevada") del prestigioso Premio della Critica e dell'impatto che la mia canzone ha determinato nell'immaginario del pubblico italiano: "La nevicata del '56" è ormai una canzone "cult", per sempre nella storia della nostra musica popolare.

5. Tra tutti i suoi brani qual è quello che ama particolarmente? Quale, invece, quello che crede sia stato sottovalutato?Quale, infine, quello di un suo collega che le sarebbe piaciuto comporre?

"La voglia di sognare" di Ornella Vanoni. Perché fu la prima mia canzone a dare il nome ad uno storico album della grande interprete, perché vinse il Premio della Critica discografica, nel 1975, come Migliore Canzone dell'Anno, perché Ornella ancora oggi, ripete che è questa la canzone che lei ama di più, perché è una straordinaria poesia di Carla Vistarini, perché mi ricorda un tempo della nostra vita in cui parlavamo di sogni e di un futuro gonfio di speranze, perché ancora oggi non riesco a cantarla senza commuovermi. Per ragioni molto diverse, "S.O.S. Verso il blu" cantata da Mia Martini è quella che avrei voluto il pubblico scoprisse. Il disco purtroppo, fu pubblicato solo dopo la scomparsa di Mimì e questa mia canzone non ha avuto la possibilità di farsi conoscere e amore come la amo io e, come credo, meriti. Invito i tuoi lettori ad ascoltarla. Quelle che, invece, avrei voluto comporre sono due: "Arrivederci" dei grandissimi Umberto Bindi e Giorgio Calabrese, che ha accompagnato le emozioni dei miei, ma direi nostri, primi innamoramenti della gioventù e "Aria" di Dario Baldan Bembo, una magica atmosfera sospesa nelle sue innovative (per quei tempi) sonorità elettroniche.

6. Chi sono i suoi miti musicali? Dal punto di vista della composizione chi sono i suoi punti di riferimento? C'è, invece, qualche giovane compositore che apprezza particolarmente?

Risposta facile facile: Paul McCartney, John Lennon... I Beatles, Simon and Garfunkel, James Taylor, Phil Collins, Peter Gabriel ma anche gente come Vollenweider e la sua magica arpa o le chitarre di Steve Vai, di Satriani, di Winwood, dell'inimitabile Tommy Emmanuel e i monumentali Gershwin, Rachmaninoff...uhh quanti ne dovrei nominare... impossibile ricordarli tutti. La musica, quando è ben fatta, eseguita con il cuore, nel rispetto della natura, dell'origine, dell'indole del musicista, quasi sempre mi arriva. Mi colpisce l'autenticità, percepisco l'emozione dell'artista se l'artista mette emozione nella sua musica...e non c'è un genere, uno stile preferito. E' buona musica anche quella di un semplice tronco d'albero se è percosso da un uomo che abbia voglia di esprimersi battendolo...mi spiego?

Fra gli emergenti...non saprei. C'è molta disattenzione e superficialità siamo anche distratti da prodotti inautentici che contaminano le innumerevoli produzioni che ancora si fanno e rendono difficilissima l'individuazione di valori reali, di artisti effettivi. Mi piace ricordare che gente come Lucio Battisti o Baglioni o Venditti e altri come loro oggi, non avrebbero avuto l'opportunità di affermarsi, non sarebbero stati sostenuti, come si faceva in anni più floridi, da una discografia desiderosa di scoprire dei veri, nuovi talenti. In Italia, a proposito, mmmh, ne salvo davvero pochissimi e non dirò i loro nomi, non vorrei dispiacere a qualcuno...

7. Cosa pensa della attuale situazione della musica e dell'industria discografica italiana?C'è qualche artista per il quale le piacerebbe scrivere in futuro?

La discografia è in crisi di appartenenza, di identità, di risultati. Assenza totale di uan filosofia della ricerca e dell'investimento. Gente poco qualificata alla guida delle direzioni artistiche, mancanza di fiuto e di coraggio. Infine totale asservimento alle logiche dello show-bussiness, e di un mercato opportunista e di routine, nel devastato scenario di una televisione in mano ai pochissimi che sembrano essersi ineluttabilmente impossessati di questo formidabile mezzo di comunicazione. Che dire di più? Ah si, mi piacerebbe scrivere per Malika Ayane, lei si che mi piace e faccio un complimento a Pacifico, per una magnifica canzone che scrisse per lei, per un Sanremo di qualche anno fa, "Ricomincio da qui".

8. Ci racconta un aneddoto particolare vissuto con un altro artista della musica italiana?

Avevamo finito di registare da poco una mia canzone, cantata da Mina in modo mirabile: "Ancora dolcemente". Ed io gasatissimo, avevo preparato per lei altre composizioni. Ce la misi tutta, solita voce e solita chitarra, nel fargliele sentire e alla fine, sapete cosa mi disse?: "Sei il mio George Harrison"...naturalemente di quelle canzoni, non ne fece nemmeno una...

9. Ha brani nel cassetto? Come nascono le sue composizioni?

Certo che si, almeno duemila! Non scherzo... Mi riesce facile comporre un tema, svilupparlo...anche adesso, qui, con la mia inseparabile chitarra potrei idearne uno...quello che è arduo, difficilissimo è farlo diventare qualcosa di perfetto, di scorrevole: tre o quattro minuti che non facciano mai calare l'interesse di chi ascolta, una canzone vincente insomma: Ma è una impresa ogni volta, credetemi, anche per quelli come me che sono nella "faccenda" da tantissimi anni...

10. A cosa sta lavorando ora? Quali saranno i prossimi impegni che la vedranno protagonista?

Sono un "padre d'arte": è mio figlio, infatti, che mi sta riportando a certi entusiasmi. Lo scorso anno una nostra canzone, "Sailor", ha scalato le classifiche di tutte le radio web del mondo e stiamo collaborando proprio in questi ultimi giorni del 2014, al suo prossimo album. Lui si chiama Riccardo Lopez, e vuol fare il cantautore... naturalemente. Per il resto, data la situazione generale di cui ho parlato mi sono tuffato nell'attività di esecutore delle mie canzoni. "Pinocchio perché no?", "Cybernella", "La fantastica Mimì", "Goal", sono diventati i miei cavalli di battaglia. In giro per l'Italia e dovunque ci siano mamme, papà, i bambini di oggi ma che quelli di ieri, che ricordino e amino queste mie fortunate sigle, tutte legate ai cartoni animati, mi potreste trovare per ricantarle insieme. Come è accaduto e accadrà, per esempio, il prossimo 23 dicembre, all'auditorium "Parco della Musica" di Roma. Ci incontriamo la?

11. Maestro, la ringrazio per la disponibilità ed augurandole sempre buona musica le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie.

Ringrazio di cuore te, Marco, che mi hai dato l'opportunità di passare qualche minuto con voi, su queste...righe e tutti coloro che mi hanno letto e talvolta anche...ascoltato! Vi abbraccio con infinito affetto e... "Buon Pinocchio" a tutti!

Luigi Lopez

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