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18 febbraio 2015 3 18 /02 /febbraio /2015 00:01

"Grande amore" canzone con la quale Il Volo ha vinto in maniera prevedibile la 65° edizione del Festival di Sanremo ha una storia lunga ben dodici anni e arricchiata da diverse bocciature. Il brano, scritto da Francesco Boccia e Ciro Esposito era stato presentato la prima volta a Sanremo nel 2003 dallo stesso Boccia e fu bocciato da Pippo Baudo. Boccia, tra l'altro, era già stato al Festival nel 2001 tra le Nuove Proposte in coppia con Giada Caliendo con una "indimenticabile" "Tututuru" che gli valse il terzo posto di categoria. Pasquale Mammaro, su consiglio di Sergio Bardotti, conservò il brano per occasioni migliori. L'anno scorso, Mammaro aveva già pensato di ripresentarlo ma optò per rimandare la cosa non credendo che Fabio Fazio avesse accettato il brano. Per l'edizone del 2015, invece, la canzone viene riproposta ed a cantarla nelle selezioni sono gli Opera Pop, duo destinato alle Nuove Proposte e composto da Enrico Giovagnoli e Francesca Carli, ma per problematiche relative al regolamento, Giovagnoli aveva appena superato l'età limite di 36 anni, i due e il brano, quindi, vengono ancora esclusi. Nel frattempo, Il Volo si era presentati a Sanremo con un altro brano a sua volta bocciato da Carlo Conti ed è stato proprio il conduttore a proporre "Grande amore" per i ragazzi de Il Volo. A quel punto arrivano, però, le perplessità di Michele Torpedine, manager de Il Volo, che non vede adatto un brano creato per un duetto per un trio. Ci vuole, quindi, l'intervento di Celso Valli per adattare l'arrangiamento e trovare la linea giusta per valorizzare i ragazzi di Torpedine. Una storia lunga, quindi, dove Il Volo trova sul piatto d'argento una canzone costruita ad arte per le loro caratteristiche, gradita dal conduttore e direttore artistico e condita da un testo semplice in cui la parola "amore" si ripete ben 12 volte. Ne esce, quindi, il pomposo, ultra tradizionale brano melodico pronto per eseltare le doti vocali de Il Volo, per raggiungere a mani basse una vittoria largamente annunciata anche da questo blog e per rappresentare nel modo più conformista l'Italia ed il suo antico "bel canto" al prossimo Eurovision Song Contest di Vienna.  

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17 febbraio 2015 2 17 /02 /febbraio /2015 00:01
Intervista con... Tosca

1. Tiziana Tosca Donati, in arte semplicemente Tosca, interprete raffinata ed elegante lei inizia la sua carriera muovendosi tra piano bar e teatro, altra sua grande passione, fino al primo incontro importante per la sua storia artistica: Renzo Arbore. Lui la porta in tv nel 1989 ma sarà solo grazie al suo talento che si farà notare dai grandi nomi dello spettacolo italiano collezionando molto presto collaborazioni di prestigio e palchi importanti attraversando con naturalezza cinema, teatro ed, ovviamente musica. Come nasce la sua passione per la musica? Ci racconta l'incontro con Arbore e l'impatto che ebbe nella sua vita?

Vengo da una famiglia di musicisti, anzi mi raccontano che da piccola ho prima cantato e poi parlato. La musica per me è come un elemento naturale, respirare, dormire, mangiare, qualcosa con cui ho sempre avuto un'estrema familiarità naturale.

Arbore è stato il mio primo vero grande padrino. Da lui ho imparato la libertà nel fare questo mestiere senza chiedermi troppo sul perché e sul percome fare o non fare certe cose. Mi butto istintivamente e cerco il bello e l'arricchimento in ogni progetto.

2. Come detto, nel corso del suo cammino, ha collaborato con artisti del calibro di Lucio Dalla, Renato Zero, Ivano Fossati, Riccardo Cocciante, Ennio Morricone, Rosario Fiorello, Carla Fracci, Massimo Bubola, Nicola Piovani e tanti altri fino ad arrivare a Ron a cui è legato forse il suo maggiore successo commerciale con la vittoria al Festival di Sanremo del 1996 con "Vorrei incontrarti fra cent'anni". Cosa hanno significato per lei queste collaborazioni? A quale si sente più legata? Qual è il suo ricordo di Lucio Dalla? C'è qualcuno con cui le piacerebbe collaborare in futuro? Come nacque il fortunato connubio con Ron?

Le collaborazioni mi hanno aiutata a diventare quello che sono. Da ognuno ho preso qualcosa. Sicuramente quella a cui mi sento più legata è la vittoria sanremese con Ron. Qualcosa di unico e inaspettato. Un connubio nato grazie proprio a Lucio Dalla che mi aveva voluta come sua supporter nel tour "Henna" e con il quale avevo duettato in "Rispondimi".

Feci un provino a casa sua, Rosalino mi scelse così, all'istante e tutta la mia vita cambiò. Gli devo molto. Anche se la vittoria sanremese mi colse impreparata e ho fatto degli errori. Ma poco male.

Lucio era un uomo schivo e introverso mascherato da folletto simpatico. Un'anima irrequieta. Un artista vero.

Mi piacerebbe collaborare con alcune grandi artiste portoghesi. Sto già lavorando per questo.

3. A proposito di quel Sanremo: la vostra vittoria fu oggetto di illazioni. Si parlò di combine e di situazioni poco chiare. "Striscia la notizia", tra l'altro, svelò in anticipo il nome del vincitore. Cosa può dirci in merito considerando che, in ogni caso, stiamo parlando di un pezzo stupendo meritevole del primo posto? Come si spiega l'anticipazione di "Striscia"?

"Vorrei incontrarti fra cent'anni" è una delle poche canzoni che le persone ricordano vincitrice di Sanremo. Il resto conta poco.

4. Nel 2014, dopo varie esperienze tra cinema e teatro, torna con prepotenza alla musica confezionando forse l'album più bello della sua carriera: "Il suono della voce". Lo stesso album, inoltre, è stato premiato come Miglior Album Inediti 2014 dai lettori di questo blog per il concorso "Note d'oro" e stessa sorte, stavolta come Miglior Canzone 2014, è toccata al brano che da il titolo all'album scritto per lei da Ivano Fossati. Anche l'anno scorso, tra l'altro, gli stessi due riconoscimenti per le "Note d'oro" furono vinti da un unico artista che risponde al nome di Roberto Vecchioni, non male direi? Cosa ha voluto rappresentare con questo disco così vario linguisticamente e musicalmente? Si aspettava tale risposta del pubblico? Cosa sente di dire ai lettori che l'hanno votata? E ad Ivano Fossati che le ha regalato questa perla?

"Il suono della voce" è il mio album della maturità. La canzone poi, un regalo unico di Ivano Fossati, una seconda pelle, forse e senza esagerazione la più bella canzone della mia carriera. "Il suono della voce" album rappresenta per me lo stato dell'arte di dieci anni di lavoro tra teatro e musica. Per questo tante etnie e tanti colori musicali. Tutti uniti da un filo conduttore, il suono della voce, appunto. Non mi aspettavo tanta accoglienza anche se un po' ci speravo contando sulla sensibilità musicale della gente oramai assopita e bulimizzata da troppe composizioni di plastica. Il mio disco è un inno all'artigianato e tale vuole rimanere.

5. Tosca, la ringrazio per la disponibilità ed augurandole sempre buona musica le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Grazie, grazie, grazie!!!

Tosca

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16 febbraio 2015 1 16 /02 /febbraio /2015 00:01
Sanremo 2015: Quel che rimane di questa edizione

Chiuso il primo Festival di Sanremo targato Conti si possono tirare le somme su ciò che si è visto all'Ariston in questo 2015. Vittoria annunciata de Il Volo nonostante la pochezza di un testo che è un po' il filo conduttore dell'intera proposta musicale di questa edizione. Che siano bravi è fuori dubbio ma la loro offerta è un qualcosa di fuori mercato e fuori tempo giusto, appunto, per il loro target più estero che nazionale. Propongono il bel canto ormai passato in Italia e torneranno presto a calcare con successo i palchi esteri con l'ennesimo volano, la vittoria del Festival, che era quasi un qualcosa di dovuto per un industria discografica ed i loro uomini di potere che hanno investito molto su questa macchina perfetta. Inoltre, quest'anno, i vincitori di Sanremo rappresenteranno l'Italia all'Eurovision Song Contest di Vienna ed Il Volo sono sicuramente i più idonei sotto questo punto di vista attraverso questo pomposo ed ultra tradizionale brano di un Italia d'altri tempi. Vittoria, quindi, prevista da molti ed anche da me su questo blog dove, tra l'altro, ho indicato con successo anche il secondo ed il terzo classificato della categoria Big con due serate d'anticipo. Tutto, insomma, secondo previsioni. Banalità in larga scala, assenza quasi totale di grandi autori e presenze inadatte e fuori luogo che sono frutto di scelte discografiche molto discutibili a cui Conti, forse, non ha potuto sottrarsi. Un Moreno capace solo di autocelebrarsi senza un minimo di talento compositivo, tre proposte scritte da Francesco Silvestre, leggersi Kekko dei Modà, che hanno portato forse al definitvo oblio di Anna Tatangelo, alla bocciatura sul nascere di Bianca Atzei ed all'ennesima cattiva scelta in tema d'autori di un'interprete promettente come Annalisa che, andando di questo passo rischia di fare la stessa fine della Tatangelo. Deludente anche Lara Fabian, giustamente eliminata per una canzone da film Disney. D'altro canto una presenza straniera nel Festival della Canzone Italiana che non porta qualità non è la migliore scelta se non, come si faceva un tempo, in coppia con un esponente italiano. Brave ma poco originali nelle loro proposte Chiara e Nina Zilli. Discutibili poi le presenze dal mondo dello spettacolo di Biggio e Mandelli e della coppia Coruzzi-Di Michele. I primi scandalosamente modesti e per nulla incisivi fanno rimpiangere i tempi in cui ad assumere questo ruolo su quel palco sono stati gente come Alberto Sordi, Giorgio Faletti, Gigi Proietti, ecc mentre i secondi, nonostante il miglior testo della manifestazione, non sono riusciti a superare i pregiudizi che gli ha precluso un probabile Premio della Critica. Premio che è andato,invece, con pieno con merito a Malika Ayane, come sempre sublime ed elegante che ha regalato poesia grazie anche all'apporto di un professionista della musica come Pacifico. Oltre Malika c'è da sottolineare la ventata di qualità offerta dai reduci degli anni '90 ed in primis Marco Masini, in gran forma vocale ha scelto di cambiare gli autori storici per questa avventura offrendo una tematica importante già affrontata negli anni migliori in modo certamente più crudo e poetico. Oggi si pone in maniera più pop e leggera dal punto di vista autoriale per trascorrere forse in modo più sereno un presente discografico dopo un passato da profeta anticonformista. La "tregua del leone" consentirà ai giovani di conoscere un artista mai banale, di grande qualità vocale ed interpretativa ma non può bastare a chi ha vissuto ed amato un artista estraneo alla massa. Seppur con queste limitazioni, Masini, ha messo in evidenza in maniera palese l'enorme differenza che c'è tra i veri artisti e quelli che, non solo per colpa loro, vengono catapultati su di un palco più grandi loro facendo tornare l'interrogativo del perché i FragolaDear Jack o i Nesli di turno non debbano fare il loro cammino iniziando dai Giovani come insegna la storia del Festival invece di rischiare di essere bruciati tra Campioni di tutt'altro spessore. Dei tre, a mio parere, solo Nesli ha dimostrato di poterci stare e sicuramente è un artista che si farà. Gli altri ad evidenziare questo divario sono gli altri figli degli anni '90 Grignani (testo e tamatica interessanti, buono anche il sound e il suo solito marchio vocale ed interpretativo) , Britti (ottimo musicista, non dà peso alla tecnica vocale ma trasmette bene il contentuo con un pezzo intimista perfetto per le sue corde), Nek (solito buon sound, non originalissimo e testo un po' banale ma in linea con la sua storia musicale di pop commericale e radiofonico), Grandi (un Irene matura che perde un po' in grinta con un brano intimista dai ritmi più lenti rispetto al suo passato ma che pone al pubblico sempre con grande qualità e stile) sono gente hanno dimostrato, pur non offrendo il meglio delle loro capacità, di avere quel qualcosa in più che solo l'esperienza e tanti anni di successi possono portare. Stesso discorso per Raf che è stato evidentemente penalizzato da una broncopolmonite che lo ha accompagnato durante tutta la kermesse ma che comunque ha espresso, anche se non con il suo miglior pezzo, come significa scrivere l'amore con qualità. Questi nomi pongono anche la questione relativa ai "Superospiti" italiani che andrebbero banditi per il solo fatto che, rispetto ai citati professionisti in gara, non hanno nulla di più anzi, forse, manca loro il coraggio di mettersi in gioco. L'unico plauso, in tema di artisti della canzone italiana ospiti va fatto ad Enrico Ruggeri che, senza troppi proclami ed in punta di piedi, ha regalato alla platea dell'Ariston un magico omaggio in musica e poesia a Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Giorgio Faletti con la sua inedita "Tre Signori". Ruggeri doveva essere in gara con questo pezzo per poi dover rinunciare last minute per impegni professionali ed è stato un vero peccato non averlo avuto in tutte le serate. Queste, quindi, le cose migliori anche se è chiaramente mancato il capolavoro (forse lo era proprio quella fuori gara di Ruggeri) e non sono così sicuro che, tra i tanti artisti esclusi da questo Festival, non ci fosse qualche proposta migliore. Per ciò che riguarda i comici bene Virginia RaffaeleGiorgio Panariello e, solo in parte, Luca & Paolo. Mediocri gli altri a parte la vera sorpresa, per chi non lo conosceva, Rocco Tanica: persona intelligente, grande autore di musica e capace di una comicità pungente e mai banale. Emma e Arisa erano fuori posto, lo si sapeva ed hanno fatto ciò che potevano, Rocio, invece, un fantasma. Buone, infine, le Nuove Proposte: tutto bene con qualche dubbio su di un trionfo firmato più dal potere di Caterina Caselli che da un Giovanni Caccamo, autore interessante ma non particolarmente con il brano in questione. Forse meritava qualcosa in più Amara, a dir poco perfetta e gli sprizzanti KuTso. Per il futuro, quindi, ci si augura una maggiore accuratezza nella scelta delle canzoni in cui deve prevalere la qualità delle stesse e non il peso mediatico e discografico dei loro interpreti. Solo così la musica italiana può avere dei riscontri a lungo termine mentre i brani "usa e getta" come quelli presentati quest'anno avranno vita breve. Tra una settimana saranno già dimenticate quasi per la totalità figuriamoci con il passare degli anni. La serata delle cover avrà significato pure qualcosa ed è da lì che si deve ripartire al di là del conduttore che sarà scelto poiché, a quanto pare, lo stesso anche se investito del ruolo di direttore artistico non pare avere lo stesso potere decisionale che, ad esempio, aveva Baudo ai suoi tempi. Proprio il paragone con Baudo, quindi, non coincide con il Festival di Conti a cui più volte è stato avvicinato. Nulla da dire sotto il punto di vista della conduzione, lì si che Conti si avvicina a Baudo ma non certo dal punto di vista delle canzoni. Baudo non aveva preclusioni ma valutava le canzoni al di là dell'età degli artisti mentre Conti si è volutamente fermato agli anni '90, forse non considerando nemmeno le proposte di artisti o autori più datati che anche attraverso interpreti contemporanei e "radiofonici" avrebbero potuto portare una qualità diversa al Festival. Il "Tutti cantano Sanremo", quindi, utilizzato come motto di questo Festival è facile ipotizzare che si trasformerà presto in: "Tutti dimenticano Sanremo" almeno questo Sanremo, sia chiaro.  

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15 febbraio 2015 7 15 /02 /febbraio /2015 00:02
Plagi: Sanremo 2015, Biggio e Mandelli vs Los Autenticos Decadentes

Qui, invece, vediamo il presunto plagio tra "Vita d'inferno" proposta da Biggio e Mandelli e scritta con Martino Ferro e il brano argentino "La guitarra (no quiero trabajar)" incisa dal gruppo Los Autenticos Decadentes nell'album "Mi vida loca" del 1995. A voi l'ultima parola...

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15 febbraio 2015 7 15 /02 /febbraio /2015 00:01
Sondaggi: Sanremo 2015, Il Migliore "Giovani"
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14 febbraio 2015 6 14 /02 /febbraio /2015 01:22
Sanremo 2015: Quarta serata con due macchie...e si prospetta la terza

Scorre quasi liscia la quarta serata del Festival di Sanremo 2015 tranne due macchie che lasciano aloni pesanti sulla correttezza della gara soprattutto tra i giovani. Il trionfo di Giovanni Caccamo, tre premi su tre, non sembrava così meritato ma basta leggere tra le righe per capire quanto può contare far parte di una scuderia potente come quella di Caterina Caselli. La "Sugar" del famoso ex caschetto biondo della musica italiana è sicuramente una delle fonti primarie del Festival e, spesso, i loro "protetti" ottengono risultati più che positivi anche quando non appaiono così meritati. Amara, i Kutso soprattutto avevano dimostrato, almeno in questa occasione, di meritare qualcosa in più del più bravo ed ovviamente incolpevole Caccamo, apparso anch'esso sorpreso dall'inatteso trionfo. Se per tutti i giovani, comunque, può rappresentare una vittoria il solo fatto di aver fornito una ottima performance in un contesto così importante non si può dire la stessa cosa per un professionista della musica italiana come Raf. L'artista si era avvicinato con entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco in questa avventura che lo rivedeva a Sanremo dopo oltre vent'anni. Le condizioni fisiche, una bronchite in via di guarigione, lo ha penalizzato nelle esecuzioni ma anche un Raf a mezzo servizio, anche fosse stato completamente afono, vale cento volte i Moreno e le Atzei di turno. Ma il televoto ha voluto che fossero ancora premiati questi neo talenti senza talento a danno di Raf che non rientrava, inizialmente, tra i partecipanti a rischio. Insieme a Raf, eliminati giustamente Anna Tatangelo e Lara Fabian. Discorso a parte per Biggio e Mandelli: il loro addio è indolore, non meritavano quel palco anche se, visti alcuni dei presenti già citati presentati come professionisti della musica, la loro presenza non era così indecente anzi è risultata sicuramente più efficace di diversi "artisti". Ricordando gli ultimi Festival, quest'anno, i danni del televoto sono stati limitati ma è emerso con evidenza il peso dell'industria discografica sulla regolarità della gara e la cosa potrebbe non finire qui perché la Caselli e la sua "Sugar" è dietro anche ad altri artisti in odore di vittoria tra i Big tra cui i ragazzi de Il Volo che possono contare anche sull'appoggio di Tony Renis, altro pezzo da novanta dell'industria discografica. Beh...spero vivamente di sbagliarmi!      

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14 febbraio 2015 6 14 /02 /febbraio /2015 00:04
Plagi: Sanremo 2015, Alex Britti vs David Bowie

Altra presunta somiglianza scovata a Sanremo 2015 riguarda l'intro di "Un attimo importante" proposta e scritta da Alex Britti contrapposto a quello del brano "China girl" di David Bowie e scritta con Iggy Pop per l'album di quest'ultimo "The idiot" del 1977 e poi incisa dallo stesso Bowie nell'album "Let's dance" del 1983. A voi il giudizio...

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14 febbraio 2015 6 14 /02 /febbraio /2015 00:03
Sondaggi: Sanremo 2015, Miglior Interpretazione
Miglior Interpretazione
 
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14 febbraio 2015 6 14 /02 /febbraio /2015 00:02
Plagi: Sanremo 2015, Bianca Atzei vs Malika Ayane

Qui vediamo, invece, la somiglianza del brano proposto da Bianca Atzei "Il solo al mondo" scritto da Francesco Silvestre con la canzone di Malika Ayane "E se poi" portata a Sanremo nel 2013 e scritta da Giuliano Sangiorgi per poi essere pubblicata nell'album "Ricreazione". Che ve ne pare?

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14 febbraio 2015 6 14 /02 /febbraio /2015 00:01
Sondaggi: Sanremo 2015, Miglior Testo
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