Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

la verità che muore..."

Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

Sondaggi

La Sfida dei 100, 8°Fase-Sfida Finale
 
 
 
pollcode.com free polls
31 luglio 2015 5 31 /07 /luglio /2015 23:01
Sondaggi: La più bella di... Syria
La più bella di... Syria
 
pollcode.com free polls
Condividi post
Repost0
30 luglio 2015 4 30 /07 /luglio /2015 23:01

Ecco i risultati dei sondaggi con scadenza Luglio 2015 con le relative percentuali di voto:

La più bella di...

X Claudio Villa: "Un amore così grande" 67%

X Dolcenera: "Com'è straordinaria la vita" 59%

X Eugenio Bennato : "Grande Sud" 100%

X Gianni Bella: "L'emozione non ha voce" 29%

X Nino Buonocore: "Scrivimi" 34%

X Tiromancino: "Un tempo piccolo" 50%

Condividi post
Repost0
26 luglio 2015 7 26 /07 /luglio /2015 23:01

"Bella" è un brano scritto da  Nino D'Angelo nel 2005 ed inserito nell'album "Il ragù con la guerra". Nel contesto di un disco di altissimo livello qualitativo, "Bella", è una delle canzoni che meglio rappresenta la crescita artistica dell'ex caschetto biondo partenopeo. Una crescita che non è passata attraverso la ricerca di una musica commerciale che avrebbe potuto portare all'abbandono delle radici e del dialetto napoletano al fine di risultare più accessibile dal mercato nazionale, bensì mediante un innalzamento deciso della qualità dei testi e delle tematiche trattate. Nino, in questo modo, non ha perso il suo stile ma ne ha migliorato il risultato grazie all'esperienza arrivata insieme al grigio dei capelli. Che la sua svolta non presenta alcuna origine di tipo commerciale lo evidenzia il fatto che Nino, in tal modo, non ha esteso di molto il proprio pubblico anzi, parte dei suoi sostenitori degli anni '80, legati ad un certo tipo di musica, non hanno apprezzato il mutamento. D'altro canto, sono in tanti che, pur vedendo del talento in quel ragazzo hanno dovuto attendere questo salto per definirlo un vero artista. In proporzione all'apprezzamento del pubblico anche le vendite dei suoi dischi non sono mutate notevolmente e ciò è anche dovuto alla crisi del settore discografico in Italia ed alla pirateria che, anno dopo anno, ha azzerato quasi del tutto la vendita dei cd. Tornando a "Bella", pare sia nata da un'ispirazione che Nino ha avuto percorredendo in auto le strade di Napoli di notte. La canzone, infatti, è dedicata alla città di Napoli e D'Angelo con le sue parole sembra cullare questa splendida terra, spesso umiliata e maltrattata, che non perde l'amore per i suoi "figli" e neanche la sua bellezza. "Bella comm' a 'na regina c'ha perduto 'a curona e s'è mis' a guardà 'o mare p'accuità 'o dolore..." ,ovvero, "Bella come una regina che ha perso la corona e si è messa a guardare il mare per placare il dolore..." è una delle immagini poetiche con le quali D'Angelo dipinge questa città oggi martoriata, tradita dal suo stesso popolo a cui a messo a disposizione tutto il suo patrimonio artistico, culturale e storico. "Povero ammore, terra 'e canzone...casa 'e poete e cantante c'hanno fatto parlà 'e piant e hanno pittat' 'a luna... tu ce purtant 'ncopp' 'e mane da gloria e nuje t'hammo tradute...bella ca' nun tiene 'e bracce e a te me sento astrignuto" cioè "Povero amore, terra di canzoni...casa di poeti e cantanti che hanno fatto parlare le piante e hanno dipinto la luna... tu ci hai portato sulle mani della gloria e noi ti abbiamo tradito...bella che non hai le braccia ma da te mi sento abbracciato". Un testo profondo e stupendo che rappresenta la città di Napoli ferita, stanca ma mai priva d'affetto per la sua gente. Nel brano ci sono riferimenti anche alle violenze subite da questa città sia dal punto di vista delle organizzazioni criminali che dal punto di vista mediatico in cui viene svenduta in ogni telegiornale. D'Angleo vede Napoli come un'entità umana che non può reagire a questi torti e pur non avendo occhi ha pianto spesso: "Te spacca 'o core e tu nun può fa niente pe chisto tuorto c'he avuto...bella ca nun tiene l'uocchie ma quanta vote e chiagnuto...". Un capolvoro assoluto, quindi, che dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, la grandezza di quello che può essere considerato l'ultimo grande cantore di Napoli.

 

 

Condividi post
Repost0
20 luglio 2015 1 20 /07 /luglio /2015 23:01

"La leva calcistica della classe '68" è un brano scritto da  Francesco De Gregori nel 1982 ed inserito nell'album "Titanic". Nel testo, il cantautore romano, riesce a estrarre tutta la poesia che può esserci dietro ad una carriera calcistica. De Gregori racconta di un bambino di che sostiene un provino presso una squadra di calcio con tutte le paure e le angoscie che può provare un ragazzino al cospetto di un esame. La canzone indaga sulle sensazioni del giovane calciatore, nel rapporto con l'allenatore, giudice del suo destino, e sui valori che fanno di uomo un vero giocatore e viceversa. Si passa , quindi, dalle paure di non farcela e diventare uno dei tanti "talenti" che hanno attaccate le scarpe ed il sogno al chiodo per rassegnarsi ad un destino da bar dietro un falso sorriso, alla gioia provata nel sentire le proprie gambe che scacciano le angoscie e tornano a fare ciò che sanno permettendo al ragazzo di dimostrare il suo talento figlio di tante partite nei campetti imporovvisati tra le strade della periferia cittadina. Nel ritornello, De Gregori, spinge sui veri valori che un uomo come un calciatore deve dimostrare nella vita come sul campo per essere tale: "Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia...". Tornando al tema della canzone, il provino, risulterà positivo e il ragazzo conquisterà l'agognata "maglia numero 7". Un lieto fine, quindi, con il quale l'autore intende esprimere l'idea che solo attravero i sacrifici, l'umiltà ed i sani principi si può raggiungere un sogno che può essere inteso anche come un pulito e rispettoso cammino di vita. La vita come una carriera calcistica, un provino come esame di maturità ed un rigore come come specchio dei propri valori sono le metafore che possono essere lette tra le righe di questo maglifico testo di Francesco De Gregori. Il brano, tra l'altro, è stato inserito nella colonna sonora del film "Marrakech Express" di Gabriele Salvatores su precisa richiesta del protagonista Diego Abatantuono, grande fan della canzone. Il regista accettò di buon grado il consiglio dell'attore poiche la storia del film si avvicinava molto a quella descritta da De Gregori. Nel 2010, inoltre, i "Nomadi" ne hanno fatto una cover inserendola nel disco "Raccontiraccolti". Musicalmente parlando è presente, nel finale del brano, una citazione strumentale alla canzone "Vento nel vento" di Lucio Battisti ed, inoltre, esiste una somiglianza melodica con il brano "The Greatest Discovery" di Elthon John del 1969. Ammesso che ci sia stato davvero uno spunto su altri brani per ciò che riguarda la musica, nulla va ad intaccare il capolavoro autoriale di De Gregori che, con questo brano, ha posto una ennesima firma nel libro d'oro della grande musica italiana.

 

 

Condividi post
Repost0
17 luglio 2015 5 17 /07 /luglio /2015 23:01

Nel 2005, i "Tiromancino" , gruppo romano guidato da Federico Zampaglione, pubblicano il loro primo best of dal titolo "95-05" e per lanciarlo chiedono un testo a  Franco Califano, uno dei cantautori che il gruppo stima di più considerandolo, viste le loro origine romane, un loro maestro. Il risultato è "Un tempo piccolo" che Califano proporrà anche nel suo disco dello stesso anno "Non escludo il ritorno"  che, tra l'altro, è anche il titolo del brano con il quale prese parte al Festival di Sanremo. La canzone vede come autori oltre al Califfo anche Antonio Gaudino ed Alberto Laurenti. Mentre sarà lo stesso Federico Zampaglione a curare la sceneggiatura e la regia per il videoclip vincendo anche il premio Cinecittà e Cinefestival di Ravello come "Miglior videoclip italiano". Il video ha come protagonista un bambino che insieme al nonno, interpretato da Angelo Infanti, costruisce un astronave raccattando i pezzi in un deposito di rifiuti ed, una volta conclusa, spicca in volo tra le stelle. Un video che trasforma in immagini le sensazioni e lo spirito poetico espresso dal testo. Nella canzone, il protagonista, prova a superare un momento di depressione causato dalla fine di un grande amore che non riesce a dimenticarlo. Per farlo, quindi, si ributta nel caos della città, prova a distrarre i suoi pensieri con l'arte, con la lettura o con la musica, cerca anche di ingannare il cuore con avventure occasionali o di affogare il dolore con l'alcool. Ma tutto ciò non lo porterà a dimenticare quell'amore folle vissuto in un tempo piccolo. Uno stralunato sognatore, quindi, che cerca di affrontare questo momento difficile della sua vita con la fantasia cercando, infine, di cancellare i ricordi addormentandosi sotto le stelle. Un gran bel testo figlio di un autore che ha dato tanto alla musica italiana e, sicuramente, più di quanto i media e l'opinione pubblica gli riconosce. Di Califano, infatti, se ne parla più come personaggio che come artista. Le sue presenze in tv, spesso, sono dirette alle sue esperienze amorose od al suo passato in carcere ma, raramente, si ricorda, soprattutto ai più giovani, che è stato l'autore di tante canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana. Bravi, quindi, i "Tiromancino", che hanno provato a far conoscere anche al loro giovane pubblico il talento di Franco Califano.      

 

Condividi post
Repost0
14 luglio 2015 2 14 /07 /luglio /2015 23:01

E' il 2007, quando dopo diversi tentativi,  Fabrizio Moro, Mobrici all'anagrafe, fa il botto. Si presenta nella categoria Giovani del 57° Festival di Sanremo con "Pensa" brano scritto dallo stesso Moro contro le mafie. La canzone, fin dalla prima esecuzione, riscuote un grande successo nella platea dell'Ariston ed andando avanti nelle serate Moro conquista una indiscutibile vittoria aggiudicandosi anche il premio della critica. Il successo tanto cercato è finalmente arrivato per Moro con un brano che entra nel profondo di chi la ascolta e raggiunge l'obiettivo per il quale è stata scritta e cioè quello di far riflettere la gente su di una piaga enorme del nostro Paese. L'album che porta lo stesso nome del fortunato brano gli consentirà di vincere il disco d'oro oltre che a ricevere vari premi come Lunezia Nuove Stelle, Radio & Stampa e Sorrisi e Canzoni TV. "Pensa" è anche oggetto di un particolare videoclip diretto Marco Risi che richiama i protagonisti di un suo celebre film "Mary per sempre" per sottolineare il messaggio del brano. Il video, che vede anche la partecipazione di Rita Borsellino, sorella di Paolo, si aggiudicherà il Premio Roma Videoclip. Secondo le dichiarazioni dell'autore, Moro, avrebbe scritto questo testo di getto dopo aver visto un film sulla vita di Paolo Borsellino. Infatti, nel testo della canzone è chiaro il riferimento al magistrato assassinato da Cosa Nostra ed a tutte le vittime delle organizzazioni criminali: "Ci sono stati uomini, che hanno scritto pagine, appunti di una vita dal valore inestimabile, insostituibili perchè hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato..." oppure "Ci sono stati uomini che sono morti giovani, ma consapevoli che le loro idee, sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole, intatte e reali come piccoli miracoli, idee di uguaglianza idee di educazione, contro ogni uomo che eserciti oppressione, contro ogni suo simile, contro chi è più debole, contro chi sotterra la coscenza nel cemento...". "Pensa", come detto, è un invito alla riflessione contro ogni forma di violenza e, soprattutto, contro le mafie che ha permesso al Paese intero di fermarsi ed, appunto, pensare, almeno per il tempo di una canzone a questa triste situazione. Moro, da allora, ha scritto altre buone cose ma non ha mai bissato questo enorme successo che sarà difficile da ripetere e rimarrà, con tutta probabilità, la perla più luccicante della sua discografia.

 

 

 

Condividi post
Repost0
13 luglio 2015 1 13 /07 /luglio /2015 23:01

La  Piccola Orchestra Avion Travel nel 2000 presenta "Sentimento" al 50° Festival di Sanremo vincendo la manifestazione e aggiudicandosi anche il premio della critica oltre a quelli assegnati dalla giuria di qualità per la migliore musica ed il migliore arrangiamento. Un vero successo, quindi, che apparve inaspettato poichè le sonorità portate sul palco dell'Ariston dagli Avion Travel non sono le tipiche melodie popolari che è solito sentire in quella manifestazione eppure la qualità del testo e la bravura dei musicisti oltre a quella di Peppe Servillo come interprete ottengono il giusto riconoscimento superando nel rush finale Irene Grandi con "La tua ragazza sempre", brano scritto da Vasco Rossi e Gaetano Curreri. "Sentimento", invece, porta la firma del gruppo che ora è composto da Servillo, Fausto Mesolella e Mimì Ciaramella ma nel 2000 comprendeva anche Mario Tronco, Ferruccio Spinetti e Peppe D'Argenzio. Altri elementi del gruppo sono stati Vittorio Remino, Sergio Buzzone e Davide Maria Del Vaglio. Malgrado il grande successo a Sanremo il best of pubblicato per l'occasione "Selezione 1990-2000" vende appena 70 mila copie. "Sentimento", nel testo della canzone, è il nome di una barca che aiuta il protagonista a rincorrere la propria idea di libertà portandolo, attraverso l'immensità del mare, in cima al mondo. La musica e l'intensità con cui viene espresso questo pensiero fanno di questa canzone un lavoro di eccelsa qualità. Nella loro storia, la band campana, ha collaborato con tanti grandi nomi della nostra musica come Francesco De Gregori, Paolo Conte, Antonello Venditti, Gianni Morandi, Andrea Bocelli oltre a lavorare per il teatro e per il cinema con Fabrizio Bentivoglio, Sergio Rubini e con Tony Servillo, fratello di Peppe. Una band raffinata, quindi, che spesso paga questa sua unicità nei confronti della pubblicità di massa ove prevale un certo tipo di musica più diretta ma spesso priva di contenuti artistici e spunti di riflessione.


 
Condividi post
Repost0
12 luglio 2015 7 12 /07 /luglio /2015 23:01

Siamo nel 2009 quando Pupo, Enzo Ghinazzi all'anagrafe, scrive a quattro mani con Giulio Repetti, ovvero Mogol, "L'opportunità". Il brano che tratta la problematica dell'immigrazione e spinge alla fratellanza invitando a prendere questa situazione come un'opportunità di interazione fra i popoli del mondo. La canzone, rientrando nei progetti benefici della  "Nazionale Cantanti", ha bisogno di visibilità e viene, così, presentata al 59° Festival di Sanremo. Per l'occasione, Pupo, sceglie di farsi accompagnare da un componente storico della nazionale cantanti come  Paolo Belli e, per agevolare il messaggio di unione delle razze, convoca l'artista senegalese  Youssou N'Dour, celebre nel mondo per la sua "7 seconds". Il brano va in finale e pur non rientrando nel podio del Festival raggiunge l'obiettivo di lanciare quel tipo di messaggio da una vetrina importante come quella del teatro Artiston e viene premiato dalle vendite conquistando il secondo posto nella classifica di "Itunes". A rafforzare la presenza della nazionale cantanti, nella serata dei duetti, partecipa alla canzone anche Gianni Morandi, uno dei fondatori della compagine calcistica a scopo umanitario. Un brano, quindi, contro la discriminazione razziale ed a favore dell'integrazione interpreta da un trio inedito e molto particolare che ha generato simpatia ed ha permesso alla nazionale cantanti di ottenere ulteriori fondi, grazie alle vendite del singolo, per adempiere alle loro ammirevoli campagne umanitarie. La nazionale cantanti è nata nel 1981 da un idea dello stesso Mogol e grazie a Gianni Morandi che è stato il primo a credere in questa operazione. Tra i primi storici componenti troviamo, appunto, Pupo che non ha perso l'occasione, anche dal teatro Ariston, di aiutare la sua squadra rendendosi utile e disponibile alla causa benefica che li vede impeganti da oltre 30 anni.

 

 

 


 
Condividi post
Repost0
11 luglio 2015 6 11 /07 /luglio /2015 23:01

E' il 2003 quando Roberto Satti, meglio conosciuto come Bobby Solo e Little Tony, Antonio Ciacci all'anagrafe, presentano al 53° Festival di Sanremo "Non si cresce mai", un vero inno all'amicizia. Il brano, scritto da Giancarlo Bigazzi con la collaborazione dello stesso Bobby Solo e di Gino Castaldi, si piazzerà solo sedicesimo ma avrà un valore particolare per i due interpreti. Infatti, Bobby Solo e Little Tony, hanno avuto una carriera parallela e condividendo lo stesso amore per il rock e per Elvis Presley hanno calcato lo stesso filone musicale passando, a gli occhi del pubblico, come rivali. La volontà di Satti di duettare in questo brano sull'amicizia proprio con Ciacci sta ad indicare, invece, la bontà di un rapporto che si fonda proprio sulle loro passioni in comune. La battaglia mediatica creata tra i due cantanti non è altro, quindi, che una bufala poichè sebbene sia sempre esistita una sana rivalità professionale non c'è mai stata rugine fra i due interpreti. L'affiatamento ed il trasporto con il quale è stata eseguita questa canzone sul palco dell'Ariston rendono bene l'idea di quanto il messaggio cantato sia davvero condiviso da entrambi anche nel loro personale quotidiano. Una esibizione goliardica, da veri amici che mette la parola fine a tutte le presunte discussioni che hanno accompagnato le loro strade artistiche. "Non si cresce mai" sarà poi pubblicato come singolo oltre che nella raccolta ufficiale del Festival e, successivamente, in altri best of, dei due artisti. La canzone otterrà un discreto successo in quanto a vendite ma l'obiettivo primario della loro partecipazione che era esprimere un messaggio positivo sull'amicizia oltre a divertirsi giocando sulla loro "rivalità" fu raggiunto a pieno. Il testo, dunque, parla dell'importanza di un amico che sa farsi trovare pronto nei momenti importanti della vita senza mai essere motivi di interessi personali ma solo per il legame fraterno che si prova. L'amicizia, quindi, nei momenti di sconforto ma anche in quelli spensieriati come stare a chiacchierare bevendo una birra per il solo piacere di stare insieme e di condividere istanti di vita in sincera amicizia.

 

 

 


 

Articoli correlati:

Giancarlo Bigazzi: Addio genio... 

Sanremo Story

Condividi post
Repost0
10 luglio 2015 5 10 /07 /luglio /2015 23:01
Sondaggi: La più bella di... Tiromancino
La più bella di... Tiromancino
 
pollcode.com free polls
Condividi post
Repost0

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua, Pagina Facebook e Donazioni

Chat

Flag Counter

Flag Counter