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  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...Ricorda Signore questi servi disobbedienti

alle leggi del branco,

non dimenticare il loro volto,

che dopo tanto sbandare,

è appena giusto che la fortuna li aiuti,

come una svista, come un'anomalia, come una distrazione,

come un dovere..."

Fabrizio De André & Ivano Fossati - Smisurata preghiera

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31 luglio 2020 5 31 /07 /luglio /2020 23:01
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30 luglio 2020 4 30 /07 /luglio /2020 23:01
Sondaggi: Risultati Luglio 2020

 

X La Sfida dei 100, 3°Fase-6°Sfida: Lucio Dalla 75% e Luigi Tenco 25% 

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29 luglio 2020 3 29 /07 /luglio /2020 23:01

"Terra mia" è il primo album che Pino Daniele realizza dopo essersi formato come musicista nella band "Napoli Centrale" di James Senese. Con questo disco, pubblicato nel 1977, Daniele mette in pratica il suo sogno artistico ovvero quello di coniugare la cultura napoletana ed il blues, sua grande passione. Ovviamente la cosa riesce in pieno e Pino Daniele diventa un simbolo per Napoli negli anni che vedono anche la scalata al successo di un altro grande artista napoletano qual'è Massimo Troisi. I due diventano amici e collaborano in diversi progetti sia cinematografici, attraverso le colonne sonore realizzate da Daniele nei film di Troisi, e sia attraverso dei brani che lo stesso Troisi ha scritto, e talvolta cantanto, insieme a Pino come, ad esempio, la bellissima "'O ssaje comme fa 'o core". Un connubbio che dà l'idea del florido parterre di artisti che Napoli poteva offrire in quegli anni. Tornando a "Terra mia", Daniele, volle sottolineare l'appartenenza al proprio territorio sia con il brano che dà il titolo all'album che, ovviamente, con la celebre "Napule è", anch'essa presente in questo disco. Inoltre, non va dimenticato, che pur essendo un lavoro prodotto a livello nazionale prevedeva tutti brani in dialetto napoletano. "Terra mia", in particolare, è un brano viscerale che rende l'idea del trasporto e della passione con la quale Pino vede e illustra la sua Terra senza voler nascondere le sue verità più crude e primitive. Nel brano, inoltre, viene sottolineata anche l'amarezza di chi guarda affascinato questi luoghi senza poter far niente per un loro sviluppo. Nella canzone, però, viene espressa anche la volontà di non perdere mai la speranza in un cambiamento perchè le cose variano giorno per giorno ed anche Napoli, quindi, è in continua evoluzione. Tutto l'album e questo brano in particolare regala delle atmosfere uniche grazie alla voce inconfondibile di Pino ed alla sua vena autoriale che, nei primi album della storia musicale, viene espressa nella maniere migliore forse perchè ancora fresca e priva di qualsivoglia contaminazione commerciale. Inoltre, per questo lavoro discografico, non va assolutamente dimenticato l'apporto dei grandissimi musicisti che accompagnavano Daniele i quegli anni come, ad esempio, Enzo Avitabile, Rino Zurzolo e Rosario Jermano. Un album, quindi, che lancerà sul mercato una grande voce ed una nuova grande espressione della cultura napoletana.

 

 

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Enzo Avitabile

James Senese

Massimo Troisi

Pino Daniele

Rino Zurzolo  

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28 luglio 2020 2 28 /07 /luglio /2020 23:01

"T'innamorerai" è uno dei brani più noti di  Marco Masini ed è anche il nome del fortunato album lanciato nel 1993. Nato tra le polemiche legate al singolo  "Vaffanculo", l'album riscosse un enorme successo arrivando a vendere oltre 800 mila copie oltre ad essere pubblicato anche in Germania, Francia ed in Spagna nella versione iberica "Te enamoraràs". Il brano, come gran parte dell'album e dell'intera produzione della prima fase artistica di Masini, porta la firma di Marco e di due grandi autori italiani come Giancarlo Bigazzi e Giuseppe Dati. Bigazzi accompagnerà Masini ancora per qualche anno fino al divorzio artistico avvenuto nel 2001 mentre Dati non hai mai smesso di collaborare con il cantautore fiorentino ed è comparso, anche se solo per due brani, anche tra gli autori dell'ultimo disco di inediti di Marco  "Niente d'importante". All'epoca di "T'innamorerai" Masini proveniva dalle positivissime prime esperienze artistiche ottenute sia sul placo dell'Ariston, nel 1990 con la vittoria tra i giovani e nel 1991 con il terzo posto tra i big, che nei palazzetti e nei teatri di tutta Italia dove si era fatto valere ed aveva iniziato brillantemente un cammino che lo porterà ad essere uno degli artisti più apprezzati della scena italiana. In quegli anni Masini era un vero e proprio manifesto generazionale poichè riusciva ad esprimere, in poesia, ciò che i giovani non avevano il coraggio o la forza di tirar fuori. Masini divenne, quindi, una guida per quelle generazioni che vedevano i lui una sorta di profeta, ruolo che Marco proprio con "Vaffanculo" ha declinato rifiutando ogni mania di grandezza o di superbia ed affermando la sua appartenenza ed uguaglianza al mondo giovanile dell'epoca. Marco non era, quindi, un profeta ma una nuova voce che cantava la vita reale, i problemi e le difficoltà che vivevano le nuove generazioni del tempo e per questo motivo era apprezzato e seguito. Marco, tutt'oggi, è tra i pochi artisti italiani ad avere un popolo di appassionati che va ben oltre il rapporto fan-artista e che, nel nostro Paese, si può paragonare solo a ciò che avviene tra Renato Zero ed i suoi seguaci. Un rapporto viscerale, sincero che supera le barriere di un determinato mondo dello spettacolo a cui Marco si è sempre guardato bene dall'appartenere rimacardo sempre la propria natura e la propria semplicità. "T'innamorerai" è, inoltre, un chiaro esempio di questa semplicità poichè Marco esprime in questo brano l'amore verso questa donna che probabilmente non lo corrisponderà ma che, comunque, desidera vedere felice preoccupandosi di cosa potrà trovare sulla sua strada se si accompagnerà ad un qualcuno che non prova lo stesso suo forte e sincero sentimento. Nel brano vengono espresse, quindi, le sensazioni positive e forti dell'innamoramento ma anche i momenti duri che possono far parte di un rapporto di coppia non proprio idilliaco. Il protagonista, dunque, mette in guardia la donna invitandola a riflettere sulla persona da avere accanto per la vita prima che sia troppo tardi. Un brano eccezionale che tramite una sonorità accattivante è diventato uno dei pezzi più amati del vasto repertorio di Masini ed ha ispirato, probabilmente in maniera involontaria, anche Ivano Fossati vista la forte somiglianza musicale con la sua "L'amore fa" del 2006. Del brano di Masini ne è stato fatto anche un videoclip diretto da Stefano Salvati ed inserito anche nella VHS realizzata proprio nel 1993. Un grande successo, quindi, che rimane uno dei tanti grandi successi di un artista troppo spesso sottovalutato. 

 

 

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Giancarlo Bigazzi

Ivano Fossati

Marco Masini

Renato Zero

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27 luglio 2020 1 27 /07 /luglio /2020 23:01

"Tu si' 'na cosa grande" è un classico della musica italiana portato al successo da Domenico Modugno nel 1964. In quell'anno, infatti, con questo brano scritto per il testo da Roberto Gigli e per la musica dallo stesso artista pugliese, Modugno, stravinse il Festival di Napoli in cui si presentò in coppia con Ornella Vanoni che, da milanese, stupì per la sua bravura nel cimentarsi nel dialetto napoletano. Il brano venne inciso per la Curci, casa disografica in cui era in procinto di passare proprio in quel periodo ma, visto il successo della canzone, la Fonit Cetra pubblicò l'album "Modugno" utilizzando un'incisione precedente del brano ed accompagnandolo con altri successi precedenti dell'artista. Come detto, il brano, ottiene un grosso successo sia per l'entità passoniale e romantica del testo sia per la sentita interpretazione che Modugno riesce a conferire al brano trasmettendo con chiarezza il messaggio di adorazione sentimentale così ben descritto nella composizione artistica. Pugliese di nascita, Modugno, è sempre stato affascinato dalla musica napoletana che ascoltava fin da bambino insieme al padre e nella sua carriera artistica più volte si è concesso la libertà di proporre brani in napoletano ed, alcuni di questi, sono diventati dei veri cavalli di battaglia per l'artista oltre che grandi classici della nosta storia musicale come "Resta cu'mme", "Strada 'nfosa" e, appunto, "Tu si' 'na cosa grande". Un filone di musica partenopea che ha accompagnato di pari passo la carriera in lingua italiana dell'artista infatti, anche nel 1964, oltre a vincere il Festival di Napoli con il suddetto brano in dialetto parteciò anche al Festival di Sanremo con "Che me ne importa... a me" in coppia con Frankie Laine arrivando alla finale. Tornando a "Tu si' 'na cosa grande", negli anni, il brano non perderà mai la sua forza anzi, otterrà sempre più consensi anche grazie alle più recenti reinterpretazioni di altri grandi artisti della scena italiana come Mina o Renato Zero che hanno fornito altre due meravigliose versioni di questo già straordinario brano.

 

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Domenico Modugno

Mina

Ornella Vanoni

Renato Zero 

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26 luglio 2020 7 26 /07 /luglio /2020 23:01

"Il battito animale" è un successo con il quale Raf, Raffaele Riefoli all'anagrafe, vince il Festivalbar del 1993, anno in cui viene pubblicato il fortunato album "Cannibali" che contiene dieci tracce tutte scritte dal cantautore pugliese insieme a Cheope, nome d'arte di Alfredo Rapetti figlio di Giulio ovvero Mogol. La canzone parla di quell'istinto primordiale che risiede in ognuno di noi e che torna a pulsare quando vi è un qualcosa che ci circonda che non ci piace. In un mondo che ha dimenticato i valori importanti e sembra perdere l'essenza della vita, l'autore, invita ad ascoltare quella voce interna e a non tapparne le ali. Vivere d'istinto ogni attimo della vita terrestre determina qualche rischio ma è adrenalina pura come la musica o come una moto che va controvento in velocità. Un discorso semplice quanto forte e diretto che Raf esprime con la grinta giusta per renderlo un cavallo di battaglia del suo ricco repertorio. La canzone otterrà per il suo ritmo e la sua forza un ottimo riscontro soprattutto dal pubblico giovanile che consacra Raf come uno dei simboli musicali degli anni '90. Il cantautore poi continuerà la sua strada collezionando tanti altri successi e sperimentando sempre nuove frontiere per rinnovare il suo modo di fare musica tenendo sempre alta la qualità e riscontrando sempre i favori del pubblico.

 

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Raf

 

 

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25 luglio 2020 6 25 /07 /luglio /2020 23:01

"Senza parole" è un successo di Vasco Rossi nato inizialmente come regalo ai soli soci del fan club ufficiale. Vasco, infatti, dichiarò che il singolo, stampato solo in cinque mila copie nel 1994, non sarebbe mai stato pubblicato in nessun album prima di ripensarci e di inserirlo nel disco "Rewind" del 1999 in versione live oltre in altre raccolte successive. Il brano ottenne poi una maggiore notorietà quando venne scelto come colonna sonora di una famosa pubblicità di una nota casa automobilistica italiana. D'altro canto, un capolavoro del genere, non poteva rimanere un privilegio di pochi fortunati ma era destinato a diventare un cavallo di battaglia dell'artista. Il testo ci parla di false illusioni che condizionano una vita che è giusto vivere così come viene, senza fermarsi tanto a pensare ma facendosi coinvolgere e guidare dalle emozioni, così, senza parole appunto. Nel brano, il protagonista, ad esempio prova ad illudersi che la sua partner non lo tradisca ma è consapevole che questa è solo una fantasia creata dalla sua mente per non vedere ciò che è palese. L'uomo capisce che quella donna sta solo rubando quel suo sentimento ma allo stesso tempo non riesce a domare le ragioni del cuore. Il protagonista, quindi, uscendo per strada, tra i rumori della stessa e la bellezza della natura, prende coscenza della immensa realtà che lo circonda dove tutti quei pensieri e quelle congetture mentali che ci condizionano i comportamenti non hanno ragione di esistere poichè la vita va vissuta facendosi guidare soltanto dalle sensazioni e dalle emozioni che la stessa ci regala ogni giorno. Nello stesso discorso, Vasco, include anche la televisione come mezzo che ci distoglie dalla realtà e ci priva da quel tempo che andrebbe vissuto in contatto con il mondo reale. Un pensiero profondo e pienamente condivisibile che Vasco, da grande autore, fa passare con semplicità attraverso il suo tipico stile diretto e, apparentemente, leggero.

 

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Vasco Rossi

   

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25 luglio 2020 6 25 /07 /luglio /2020 18:02
Talenti Emergenti: Con "Lovestronauta" Salvoemme mette in musica l'amore

Salvatore Messina, in arte Salvoemme, ha pubblicato e lanciato in questi giorni il suo secondo album in studio dal titolo "Lovestronauta". C'è da dire subito che si tratta di un lavoro suddiviso in due volumi e la seconda parte sarà resa pubblica all'inizio del prossimo anno. Con questo titolo è chiaro l'intento dell'autore di giocare con le due parole che lo compongono: "love", amore, che è il concetto centrale dell'album e astronauta, al fine che il messaggio cantato possa arrivare nell'universo. Lo stesso artista, ha definito, questo astronauta intento a portare una ventata di amore nell'universo come un modernissimo ed umanissimo Gesù spaziale. Il messaggio, nello specifico, non è altro che una ulteriore lente d'ingrandimento su di un sentimento che muove il mondo ma sul quale è pressoché impossibile trovare una formula o una teoria che si adatti in tutte le situazioni e per ogni tipo di individuo. Messina, da autore raffinato e sempre aperto alla ricerca ed alla sperimentazione di nuove sonorità per accompagnare le sue scritture degne figlie di una matrice evidentemente sviluppata dalla passione per il più alto cantautorato italiano, ci racconta la sua personale teoria sull'amore in tutti i suoi aspetti con brani delicati, orecchiabili, per nulla banali e che lasciano sempre, come dovrebbe essere per ogni canzone d'autore, spunti di riflessioni, dubbi, solchi aperti in tematiche quotidiane in cui ogni utente può analizzare il proprio essere, stuzzicare il suo intelletto, farsi un personale pensiero, rispecchiarsi o cercare una individualità lontana dal pensiero dell'autore o di quello della massa. I brani di plastica, usa e getta, che inondano il mercato in questi anni, soprattutto nel periodo estivo, di questi aspetti non se ne curano e, come accade puntualmente, sono destinati a scomparire proprio perché non lasciano niente. Se non si da spazio, nei media e nella grande distribuzione, a veri cantautori come Messina, di questi anni musicali, nel prossimo futuro, non rimarrà nulla. Mi chiedo , fra vent'anni, programmi come "Techetecheté" proporranno filmati delle canzoni di oggi o saranno costretti a replicare ancora i soliti grandi come De Andrè, Dalla, Zero e così via? La domanda è retorica, è ovvio e giusto che si preferirà tramandare ai nuovi giovani De André piuttosto che Baby K, Giusy Ferreri e via discorrendo. Ormai sono rimaste solo le radio e le case discografiche a non capire che e non si da spazio a nuovi veri cantautori tutto sarà destinato a finire in malo modo. In questa situazione non emergeranno mai i nuovi De Gregori, Battiato, Califano ma si cercherà la voce perfetta, aggiustata al computer, con il solito brano vuoto che permetta vendite, o meglio visualizzazioni, in poco tempo e nello stesso modo scomparire per far spazio al nuovo fenomeno di turno con già la data di scadenza sul retro. A Salvoemme e a tutti i giovani talenti nascosti dico solo di non mollare con la speranza che qualcuno presto si accorga di voi e decida di dare una sterzata a questo andazzo e garantire un futuro al nostro patrimonio musicale.        

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24 luglio 2020 5 24 /07 /luglio /2020 23:01

"Solo una volta (o tutta la vita)" è il primo successo discografico di Alex Britti, Alessandro all'anagrafe. Lanciato nell'estate del 1998 il brano sarà poi inserito nel primo album dell'artista "It.Pop" diventando un vero e proprio tormentone e consentendo al debuttante Britti di farsi conoscere. La canzone sarà uno dei grandi successi dell'anno e riscuoterà un discreto successo anche all'estero e precisamente in Francia dove arriva alla sedicesima posizione in classifica, in Spagna grazie alla cover realizzata da Sergio Dalma intitolata "Solo una vez" ed interpreta in duetto con lo stesso Britti per l'album "Vida Nueva" del 2000 e cantata anche da Naim Thomas ed Enrique Anaut per il loro disco "Generaciòn OT" del 2002. Inoltre, nel 1999, a realizzarne un'altra cover intitolata "Amore mio" è il cantante sloveno Jan Plestenjak. Insomma un grandissimo successo che apre le porte della musica che conta ad Alex Britti, autore interessante ed abilissimo musicista che di tanto in tanto piazzerà degli ottimi colpi nella storia della musica italiana. In questo caso, si nota un testo che ripercorre un po' le tematiche che Britti dimostrerà di essere particolarmente legato: l'atmosfera estiva, la leggerezza dei giorni felici ma anche piccole o grandi storie d'amore. In questo brano si parla di una desiderata prima esperienza amorosa che si spera si possa ripetere per tutta la vita. Testo semplice ed atmosfera allegra in pieno stile Britti che confeziona un classico tormentone che accompegnerà l'estate del 1998 e che consegnerà alla musica italiana un nuovo cantautore capace anche di exploit ben più importanti. Del brano verrà realizzato anche un videclip diretto dai Manetti Bros. ovvero Marco e Antonio Manetti in cui, i protagonisti, in una stanza decorata a tema estivo, fingono di trovarsi in spiaggia.

 

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Alex Britti

Sergio Dalma

 

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23 luglio 2020 4 23 /07 /luglio /2020 23:01

"Fermate nu mumento" ovvero "Fermati un momento" è un brano molto significativo che Nino D'Angelo incide nel 2003 per l'album "'O schiavo e 'o rre" e dedica a se stesso. Arrangiata da Nuccio Tortora, la canzone, è un invito a riconsiderare i veri valori della vita e a non dimenticarsi delle proprie radici in una vita troppo frenetica che ci fa pensare solo a cosa succederà domani senza mai concedersi l'opportunità di fermarsi ed apprezzare ciò che accade nel presente ne, tantomeno, di valorizzare il passato. D'Angelo, nel brano, lancia questo messaggio attraverso la propria esperienza e usa la sua voce per fare autocritica affichè chi ascolta possa fare tesoro di questo consiglio. Nino si rivolge a se stesso come parlasse ad una persona cara, ad un amico al quale ricorda di aver dimenticato, distratto da valori effimeri, la tortuosa strada fatta per conquistarsi quel posto di rilievo e lo accusa di non fermarsi mai a Casoria, luogo natale del cantautore, tra quella gente che non lo dimentica e lo decanta orgogliosa di averlo come concittadino. L'artista, invece, passa da quei luoghi sempre con le valigie alla mano pronto a ripartire presso le prossime tappe della sua vita che, seppur ricca e gratificante, non gli permette di assaporare le bellezze reali della vita ne di ricambiare nel modo adeguato quell'affetto che la sua gente gli offre in maniera incondizionata. E' qui, che D'Angelo, fa autocritica poichè lungo la sua storia artistica Nino non ha mai dimenticato le proprie radici non abbandonando mai, per esempio, il dialetto napoletano nella sua musica a favore della più commerciale lingua italiana. Anche a Sanremo, platea nazionale ed internazionale, Nino ha sempre espresso la propria arte in napoletano a differenza di altri che si sono adattati all'idioma nazionale per avere vita più facile nel mercato discografico. A parte il alto artistico, poi, Nino ha sempre usato la sua musica per dare voce a chi non ne ha e, quindi, per urlare le necessità e i diritti di un meridione spesso dimenticato dalle istituzioni. Per questi motivi, la presa di conscienza presente in questa canzone fa ancora più onore ad un artista o, meglio, ad un uomo che sente il desiderio di stare tra la sua gente nonostante la frenetica vita che conduce e non sempre consente una vera libertà. Inoltre, il suo messaggio, è utile anche da monito per ogni uomo affinchè trovi sempre il tempo di fermasi ad ascoltare le proprie origini e dar più peso al proprio passato ed ai veri valori della vita.       

 

 

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Nino D'Angelo

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