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  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

la verità che muore..."

Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

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24 luglio 2017 1 24 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Franco Battiato 3

Non prestare orecchio alle menzogne,


non farti soffocare dai maligni,


non ti nutrire di invidie e gelosie…

 

(Le aquile non volano a stormi - 2004)

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19 luglio 2017 3 19 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Ivano Fossati 3

E intanto guardo questo amore, 


che si fa più vicino al cielo,


come se dopo tanto amore,


bastasse ancora il cielo…

 

(La costruzione di un amore - 1978)

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14 luglio 2017 5 14 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Francesco De Gregori 2

La storia non ha nascondigli,


la storia non passa la mano.


La storia siamo noi,


siamo noi questo piatto di grano…

 

(La storia - 1985)

 

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10 luglio 2017 1 10 /07 /luglio /2017 23:01

"Putesse essere allero" è uno dei brani che contraddistinuge la prima magnifica fase della carriera di Pino Daniele. Pubblicata nel suo secondo album "Pino Daniele" del 1979, il brano rende il meglio del sound e dello stile inconfondibile dell'artista napoletano che, con questi brani, ha conquistato un posto importante tra i big della musica internazionale. Pino Daniele, nei primi anni di carriera, divenne un vero manifesto per la cultura meridionale del mondo ed in particolare per l'area partenopea di cui divenne presto un simbolo portando la tradizione culturale e musicale della sua terra in tutto il mondo intrecciandola con un blues tutto suo che lo ha reso unico. Accompagnato da musicisti d'eccellenza quali Rino Zurzolo, James Senese, Rosario Jermano ai quali poi si aggiunsero Tony Esposito, Tullio De Piscopo e Joe Amoruso, Daniele portò avanti un onda musicale senza precedenti arrivando a conquistare i palcoscenici più importanti. "Putesse essere allero" è uno dei tanti brani che ben rappresenta quel periodo della sua carriera: spensieratezza mista a malinconia è la sensazione che viene fuori in questi capolavori che trovano la loro forza nella semplicità e nella leggerezza con le quali vengono espressi concetti, talvolta, importanti e talvolta della vita quotidiana. Un mix straordinario, quindi, che ben si lega con le grandi doti degli elementi di quel gruppo e con la caratteristica voce di Pino Daniele. Il brano in questione rappresenta come si potrebbe essere felici rivalutando il valore delle piccole cose che spesso vengono dimenticate dagli uomini sempre in cerca di chissà cosa per essere felici. Daniele invita, quindi, a trovare quella serenità nei piccoli gesti quotidiani e di non avvelenarsi l'esistenza per cercare un qualcosa di utopico che, con tutta probabilità, non si raggiungerà mai. Un concetto semplice ma significativo espresso attraverso il dialetto napoletano, il cui uso, già denota un invito alla semplicità ed alla libertà di agire secondo la propria natura. Un Pino Daniele unico, quello degli esordi, che di tanto in tanto è comparso anche nelle ultime produzioni prima del decesso dove, da artista consolidato, non ha perso occasioni per sperimentare nuove sonorità anche se molti fans, innamorati ancora di quel repertorio, non hanno accolto sempre in maniera positiva gli ultimi lavori. 

 

 

 

     

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9 luglio 2017 7 09 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Fabrizio De André 4

Quei giorni perduti a rincorrere il vento,


a chiederci un bacio e volerne altri cento…

 

(Amore che vieni, amore che vai - 1966)

 

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8 luglio 2017 6 08 /07 /luglio /2017 23:01

"I migliori anni della nostra vita" è uno dei brani più noti ed amati di  Renato Zero, Fiacchini all'anagrafe, eppure non tutti sanno che non si tratta di una composizione dello stesso artista romano. Il brano, infatti, era stato scritto da Maurizio Fabrizio e Guido Morra per la voce di Giorgia che, incredibilmente, lo scartò. In quell'occasione, alla giovane cantautrice mancò quella capacità di capire che si trovava davanti ad un capolavoro assoluto cosa che non mancò al più esperto re dei sorcini. Zero, infatti, accettò subito il brano facendolo suo ed assumendone, naturalmente, la paternità. La canzone venne inserita nell'album "Sulle tracce dell'imperfetto" del 1995 con il quale, Zero, festeggiava i trent'anni di carriera e si addentrava in una nuova fase della sua gloriosa strada artistica: quella della maturità. Il brano consentì alla stella di Zero di brillare di nuova luce e favorì l'avvicinamento delle nuove generazioni alla sua musica dando un ulteriore slancio al suo successo. Arrangiata da Renato Serio, la canzone, assunse una matrice molto vicina allo stile dell'artista romano diventando uno tra i pezzi più popolari e distintivi di Zero. Il titolo del brano prende spunto dal celebre film americano "The best years of our lives", uscito in Italia con lo stesso titolo della canzone, del 1946 diretto da William Wyler e vincitore di ben sette premi oscar. I riferimenti al film, però, si fermano al titolo poichè la rappresentazione cinematografica parla di tre commilitoni della seconda guerra mondiale e del loro ritorno alla vita civile. "I migliori anni della nostra vita" verrà poi inserita nei live "Amore dopo amore, tour dopo tour" del 1999 e "Figli del sogno" del 2004 mentre al "Live 8" del 2005, Renato, esegue questa canzone accompagnato da Claudio Baglioni e Laura Pausini. Il brano, inoltre, ha ispirato anche il titolo della fortunata trasmissione televisiva "I migliori anni" ideata e condotta da Carlo Conti dove viene usata come sigla e come leitmotiv. Come tutti i grandi successi, anche questa canzone, è stata oggetto di diverse cover come quella in spagnolo di Marta Sanchez dal titolo "Los mejores anos de nuestra vida" o quelle in italiano di Mina e di Mango. Un frammento del brano, preso dal dvd, è stato inserito anche nelle scene finali del film "Il divo" di Paolo Sorrentino del 2008 dove si vede il senatore Giulio Andreotti, interpretato da Toni Servillo, guardare insieme alla moglie il video della canzone. Un classico, quindi, della musica italiana che ha segnato una fase importante della storia di un artista che ha saputo capire la forza di un brano che, anche se non nato dalla propria penna, ben si poteva adattare al proprio stile e lo ha portato ad essere, grazie alla sua interpretazione, uno dei pezzi più conosciuti ed amati dell'intera discografia italiana.

 

 

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5 luglio 2017 3 05 /07 /luglio /2017 23:01

"La canzone di Marinella" è un brano di Fabrizio De Andrè del 1964 e pubblicato in un 45 giri insieme a "Valzer per un amore". Arrangiata da Gian Piero Reverberi, la canzone, ebbe un'importanza significativa per il cantautore genovese soprattutto in tema di popolarità anche grazie all'interpretazione di Mina che consentì al brano ed all'autore una visibilità molto più estesa su tutto il territorio nazionale. I due artisti ne fecero anche una versione in duetto ma gli amanti della musica di De Andrè non restarono particolarmente colpiti dal brano considerandolo popolare e poco adatto al repertorio solito del cantautore ma la canzone, sebbene appaia come una storia d'amore e presenti alcune rime facili non è per niente commerciale e tanto meno leggera visto anche il triste epilogo della protagonista. In realtà il brano, infatti, nasce da un fatto di cronaca che vede come vittima una prostituta uccisa e massacrata lungo un torrente. Una storia triste che più volte si è ripetuta nella storia e che De Andrè ha voluto trascrivere in musica prendedosi qualche licenza poetica che gli ha permesso di trasformare una tragedia in una storia d'amore ove solo la fatlità rompe l'idillio. ""La canzone di Marinella" non è nata per caso, semplicemente perchè volevo raccontare una favola d'amore. E' tutto il contrario. E' - dichiarò De Andrè - la storia di una ragazza che a sedici anni ha perduto i genitori, una ragazza di campagna dalle parti di Asti. E' stata cacciata dagli zii e si è messa a battere e si è messa a battere lungo le sponde del Tanaro, e un giorno ha trovato uno che le ha portato via la borsetta dal braccio e l'ha buttata nel fiume. E non potendo far niente - concluse l'artista - per restituirle la vita, ho cercato di cambiarle la morte.". A chi, invece, ritenesse che la canzone non fosse all'altezza della sua produzione il cantautore disse: "...una tavoletta zeppa di concessioni retoriche, è vero. Uno come me, quando ha quasi trent'anni, deve pur pensare che non ha nè cassa malattie nè pensioni: e la famiglia, Gesù, è una cosa concreta. Quindi pensa anche al guadagno." ed, inoltre, dicharò : "non cosidero "La canzone di Marinella" nè peggiore nè migliore di altre canzoni che ho scritto. Solo che le canzoni si distinguono in fortunate e sfortunate, e probabilmente il fatto che Marinella facesse rima con parole come "bella" o come "stella" l'ha resa più fortunate delle altre.". Naturalmente alcune rime facile ed un testo diretto ha consentito al brano una ricezione ed una comprensione accessibile al grande pubblico ma ciò non toglie nulla alla grande portata poetica del testo di De Andrè. Come detto, grande risalto al brano, venne dato dall'esecuzione di Mina, figura all'epoca certamente più popolare del cantautore ligure. Oltre a Mina, la canzone, negli anni successivi è stata reinterpretata, tra gli altri, anche da Gianni Morandi, Renato Zero, Dori Ghezzi, Roberto Ferri in francese col titolo "La romance de Marinella" e dal figlio Cristiano De Andrè. In quanto alla storia che ispirò la canzone, la prostituta rispondeva al nome di Maria Boccuzzi e fu ritrovata nel fiume Olona (e non nel Tanaro come dichiarato dallo stesso De Andrè) nel 1953. La donna, che era anche una ballerina, fu crivellata di colpi. Una storia triste di come se ne leggono ancora oggi tra i fatti di cronaca ma che colpì la sensibilità di un genio come De Andrè che grazie alla sua arte è riuscito a donare una sorta di eternità a questa sfortunata vittima della cattiveria umana.

 

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4 luglio 2017 2 04 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Francesco Guccini 2

Bisogna saper scegliere in tempo,


non arrivarci per contrarietà:


Tu giri adesso con le tette al vento,


io ci giravo già vent'anni fa…

 

(Eskimo - 1978)

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30 giugno 2017 5 30 /06 /giugno /2017 23:01
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29 giugno 2017 4 29 /06 /giugno /2017 23:01
Sondaggi: Risultati Giugno 2017

 

X Sei favorevole all'ipotesi di cambiare sede al Festival di Sanremo: No, è una follia 60% 

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