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  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

la verità che muore..."

Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

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14 agosto 2017 1 14 /08 /agosto /2017 23:01
Citazioni: Roberto Vecchioni 3

Ho conosciuto il dolore:


ed era il figlio malato,


la ragazza perduta all'orizzonte,


il sogno strozzato,


l'indifferenza del mondo alla fame, alla povertà, alla vita…


Il brigante nell'angolo,


nascosto vigliacco battuto tumore,


Dio, che non c'era e giurava di esserci, ah se giurava di esserci….e non c'era…

 

(Ho conosciuto il dolore - 2013)

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9 agosto 2017 3 09 /08 /agosto /2017 23:01
Citazioni: Luca Carboni 2

…che buffo era Luca mentre provava a tenerti la mano,


non potevo non prendervi in giro ma capivo,


che nasceva qualcosa di strano…

 

(Silvia lo sai - 1987)

< precedente

 

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5 agosto 2017 6 05 /08 /agosto /2017 15:46

"Non gioco più" è il nuovo singolo di SALVOEMME. Salvatore Messina, all'anagrafe, è un cantautore molto promettente che si sta facendo largo nel mondo musicale grazie a sonorità vintage-pop molto affascinanti ed arricchite da una attenzione all'aspetto testuale non indifferente che comprova la sua matrice cantautorale. Non a caso, infatti, la sua storia musicale inizia al CET di Mogol dove si è diplomato alla fine degli anni '90. Questo nuovo brano è il quinto estratto del prossimo album che dovrebbe essere pubblicato tra novembre e dicembre 2017. In effetti, però, questo brano era già stato lanciato in versione home recording nel 2015 mentre ora è stata ripresa e riarrangiata da "La Force - Creative Chambers" di Roberto La Fauci come, tra l'altro, fatto per gli ultimi lavori. Per ciò che riguarda il video, invece, la realizzazione è da attribuire allo stesso cantautore che ha curato regia e montaggio partendo dalle riprese di Salvatore Giuseppe Russo e ricreando, con simboli ed immagini, le atmosfere trasmesse dal testo. La canzone è, in sintesi, un atto di consapevolezza di un uomo verso ciò che ci circonda nel quotidiano alla ricerca della verità e di quella libertà interiore che è simboleggiata da quel che resta di quel bambino, senza troppo pudore, che ognuno ha ancora dentro di sé. Vi è, quindi, un ipotetico dialogo dolceamaro tra l'adulto e il bambino che, per sua natura, si ribella alle imposizioni e insegue senza schemi la sua libertà cosa che un adulto spesso non può o non è più capace di fare. Solo i bambini o i folli, sanno in fondo riconoscere, per la loro ingenua visione del mondo, la reale differenza tra il bene e il male. Questo è, in pratica, l'interessante e il condivisibile messaggio lanciato da SALVOEMME in questo brano che, dopo gli altri ottimi singoli, si prepara a presentarci per fine anno un album che si prospetta davvero molto interessante e che sicuramente farà conoscere al grande pubblico un talento che farà strada.         

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4 agosto 2017 5 04 /08 /agosto /2017 23:01
Citazioni: Enrico Ruggeri 2

Tu dormi e non pensare,


ai dubbi dell'amore:


ogni stupido timore,


è la prova che ti dò,


che rimango,


che ti cerco,


che non ti lascio più,

non ti lascio più,

non ti lascio…

 

(I dubbi dell’amore - 1988)

< precedente

 

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1 agosto 2017 2 01 /08 /agosto /2017 23:01

"Pierre" è un brano affascinante dei Pooh del 1976 e scritta da Roby Facchinetti e Valerio Negrini. Pubblicata nell'album "Poohlover", la canzone racconta la storia di un amico d'infanzia del protagonista che, già da piccolo, mostrava segnali di diversità rispetto ai suoi coetanei. Si notava quella dolce tristezza di quel ragazzo che non si sentiva a proprio agio in quelle vesti che non rispecchiavano la propria natura. Una insoddisfazione che è cresciuta con gli anni e che lo ha portato a liberarsi di quelle false spoglie ed a trovare la sua vera identità solo mediante l'utilizzo di trucco e abiti femminili. La scoperta di questo radicale cambiamento da parte dell'amico protagonista arriva per caso una sera dopo diversi anni. L'uomo imbarazzato abbassa gli occhi non volendo riaprire pagine di un passato che non gli appartiene più. L'amico, però, non può non riconoscere quello sguardo anche se pesantemente truccato. Il protagonista, quindi, esprime tutto il suo rispetto verso quella persona che non si è arresa ad una realtà che non lo rispecchiava e lo apprezza per il coraggio che ha avuto nel compiere questo passo in una realtà che spesso non consente di mostrarsi come si è. Si fa, quindi, riferimento a quelle maschere che ogni uomo è costretto a portare nel quotidiano sociale per mostrarsi eticamente corretti e per farsi accettare da una collettività che non ammette diversità. Con il titolo "Pierre", gli autori, intendono rifarsi proprio ad una maschera, ovvero quella di Pierrot, nata in Italia verso la fine del '500 e da sempre raffigurata da un anima candida, vedi la veste bianca, ed un volto triste sul quale spesso è presente una lacrima di colore nero. Il personaggio cantato dai Pooh, infatti, ben rispecchia questa figura teatrale sia per l'aspetto emotivo che per gli aspetti legati al travestimento ed alle "maschere" che il nostro mondo ci induce a portare.

 

 

 


 

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Pooh   

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31 luglio 2017 1 31 /07 /luglio /2017 23:01
Sondaggi: Altri, Quale luogo preferisci per un concerto
Quale luogo preferisci per un concerto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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30 luglio 2017 7 30 /07 /luglio /2017 23:01
Sondaggi: Risultati Luglio 2017

 

X Quale trasmissione musicale preferisci: Festival di Sanremo 83%

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30 luglio 2017 7 30 /07 /luglio /2017 18:14

"Altre strade" è il nuovo album dell'artista vicentina Francesca De Mori. L'interprete, dal background prevalentemente jazz, ci regala un album ove mette in gioco tutto il suo bagaglio artistico costruito fin dagli anni '90 in diversi campi dell'universo musicale: dal puro cantutorato italiano, al pop fino alla recitazione. Ottenuti, infatti, i primi riscontri in importanti festival di musica jazz in giro per l'Italia, Francesca si è dedicata molto alla sua formazione diplomandosi in canto moderno all'AMM di Milano, vincendo una borsa di studio al CET di Mogol, frequentando corsi di recitazione e partecipando a diversi seminari sia di recitazione che di ricerca vocale. Fino poi ad arrivare anche a step innovativi come la bioenergetica e la biomusica, di cui è anche insegnante, che sono pratiche in cui il corpo assume una sua centralità. Sulla base di cotanta formazione, la De Mori, ha iniziato a collezionare soddisfazioni che iniziano a ripagare il suo impegno e la sua dedizione nello studio delle proprie capacità vocali ed interpretative. Ecco, quindi, che nasce "Altre strade" con la volontà di dare una veste musicale diversa è, in qualche modo, più ricca alla classica canzone d'autore italiana. Per tale ragione, avendo potuto studiare da maestri come Mogol, Gianni Bella e Mario Lavezzi, Francesca, ha voluto proporre questa sua ricerca del senso della vita proprio in italiano. L'album, come detto, affronta temi esistenziali, si interroga sul significato delle nostre azioni, del nostro quotidiano, della simbiosi con gli elementi della natura, dello scorrere del tempo e della nostra presenza che, nonostante tutto, resta sempre al centro del progetto divino. "Altre strade" è composto da cinque inediti che, proprio per le diverse e competenze dell'artista e la sua volontà di ricerca, non sono classificabili con un solo genere musicale ma spaziano tra il jazz, il pop e la musica classica creando atmosfere uniche ed assolutamente affascinanti. Agli inediti scritti da Daniele Petrosillo, l'artista, che ha collaborato anche alla stesura del testo del brano che dà il titolo all'album "Altre strade", ha voluto aggiungere tre canzoni storiche reinterpretate a suo modo che rimarcano le riflessioni lanciate nell'intero disco completandone il messaggio. Si tratta di "A che servono gli dei" cantata da Rossana Casale nel 1989 e scritta da Maurizio Fabrizio e Guido Morra, "L'isola" interpretata da Ornella Vanoni nel 1999 nata dalla penna di Ryuichi Sakamoto e Samuele Bersani e "E ti vengo a cercare" di Franco Battiato del 1988. Un disco ricco, quindi, da ascoltare per riflettere e per godere di un talento costruito con lo studio ed il sudore di un'artista che ha preferito la formazione e la ricerca alle scorciatoie per un facile quanto fragile successo popolare che molti giovani privi di solide basi continuano a cercare con frequenza tra web e talent.   

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29 luglio 2017 6 29 /07 /luglio /2017 23:01
Citazioni: Marco Masini 4

…e per questo amore figlio di un'estate,


ci vorrebbe il sale per guarire le ferite,


dei sorrisi bianchi fra le labbra rosa,


a contare stelle mentre il cielo si riposa…

 

(Ci vorrebbe il mare - 1990)

< precedente

 

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28 luglio 2017 5 28 /07 /luglio /2017 15:04
Intervista con... Marco Masini

1.Marco, tu sei uno dei grandi nomi del cantautorato italiano e hai scritto alcune tra le pagine più belle della nostra musica. Figlio artistico dell'ultima grande scuola del settore che aveva come mentore Giancarlo Bigazzi con il quale hai collaborato a lungo. Fondamentale, poi, anche l'apporto di Giuseppe Dati mentre recentemente ti stai avvalendo prevalentemente della penna di Antonio Iammarino. Come è nato e poi finito il tuo rapporto artistico con Bigazzi?Che ricordo hai di lui?La collaborazione con Dati può dirsi conclusa?

I rapporti artistici non si possono mai considerare conclusi, possono rinascere da un momento all'altro. Bigazzi era il genio, inimitabile, incontrollabile e piacevolmente imprevedibile.

2.Nel 1990 arriva il successo nella categoria giovani del Festival di Sanremo con "Disperato" anche se avresti dovuto partecipare alla manifestazione canora già l'anno prima con "Uomini" per poi essere sostituito. Al Festival poi ci sei tornato altre otto volte (una come autore) ottenendo anche la vittoria nel 2004 con "L'uomo volante". Cosa ha significato il debutto vincente nel 1990?E la vittoria del 2004?Poggioni ci ha parlato della vostra scommessa, come mai credevi così poco in quel successo al punto di giocarti il trofeo?

Io c'ho sempre creduto negli obiettivi da raggiungere. Fossero essi raggiungibili nella realtà o soltanto nella fantasia. Diciamo che non credevo che "L'uomo volante" avesse le potenzialità per vincere.

3.Negli anni '90 eri considerato come una sorta di profeta per quella generazioni di giovani. Tu hai sempre umilmente rifiutato quella etichetta ma è fuori dubbio che hai rappresentato la realtà di quegli anni e hai dato voce a quei ragazzi mettendo in poesia le loro ansie, le loro problematiche in anni in cui parlarne era quasi un tabù. Che ricordo hai di quel periodo?Come spieghi quel viscerale legame artista-fans, nato in quegli anni e tuttora vivo, così forte e quasi unico nel panorama musicale italiano?

Erano gli anni dello smarrimento generazionale, di confusione sociale, politico e soprattutto esistenziale. Gli anni di tangentopoli e dei paninari. Cantare la verità così com'era fu una novità assoluta.  

4.Dopo tanti successi arrivano gli anni più duri legati all'infamante etichetta da iettatore che ti ha portato ad abbandonare provvisoriamente l'attività discografica per poi tornare in grande stile dopo quasi tre anni di silenzio in cui, comunque, non mancavi di premiare la tua gente con concerti gratis in tutte le piazze italiane. Tutti quelli che ti conoscono sanno che sei una persona allegra e gioviale, come nasce quella assurda diceria?Tu rispetto a Mimì, vittima della stessa cattiveria, hai reagito con più forza. Come si esce da certi incubi?Hai sempre detto che un giorno farai i nomi di chi diede linfa a quella ignobile situazione. E', per caso, giunto quel giorno?

No. Ancora quel giorno non è giunto. Ma non credo che la gente sia cattiva o spietata, credo che la gente si adatti alla società e credo anche che quando ti succede qualcosa per la maggior parte delle volte, sia colpa tua. Gli altri non c'entrano!! Con te stesso devi essere umile, critico, freddo e obiettivo!!

5.Come detto, poi, sei tornato al successo pubblicando altri ottimi lavori di qualità e ritrovando una serenità privata ed artistica che si rispecchia anche nella tua nuova musica in cui è meno evidente la rabbia di un tempo. Come valuti il tuo recente percorso artistico?C'è qualche giovane in cui ti rivedi?

La mia musica la valuto in continua evoluzione e non saprei dove potrebbe andare da domani in poi. Giovani ce ne sono tanti. Gabbani scrive molto bene e Ermal Meta è un grande musicista!! 

6.In un sondaggio tra i nostri lettori, la tua canzone più amata, è risultata "Lontano dai tuoi angeli", vera perla della tua seconda fase artistica. Tra i tuoi numerosissimi successi, per te, qual è più bello?Quale quello che credi andrebbe rivalutato?Quale, infine, quello di un tuo collega che ti sarebbe piaciuto scrivere?

Non sono adatto per giudicare le canzoni che ho scritto. E' bene farlo fare agli altri... Canzoni di altri che avrei voluto scrivere io???Tutte ;)

7.Nella tua carriera hai fatto diversi duetti. Quale collaborazione ti ha dato più soddisfazioni?Con chi ti piacerebbe duettare in futuro?

I duetti che ho fatto mi hanno dato tutti grandi soddisfazioni, altrimenti non li avrei fatti. I duetti sono figli di una complicità artistica. Vengono quando vengono, non è possibile desiderarli o programmarli.

8.In diverse occasioni hai parlato delle difficoltà nella promozione radio-televisiva della musica italiana?Qual è oggi il tuo pensiero?Cosa pensi dei talent show?Faresti da giudice?

I talent hanno salvato la musica in Italia. Quando non c'erano più gli spazi per dare a giovani un barlume di possibilità!! Mi dovessero chiamare?? Non mi hanno mai chiamato...

9.Dopo "Spostato di un secondo" quale sarà il tuo futuro musicale?Conti di continuare su questa linea elettronica, pensi ad altre sperimentazioni o sei più tentato da un ritorno alla melodia che, tra l'altro, non manca nemmeno in questo ultimo lavoro?Hai già qualche nuovo brano nel cassetto?

Ancora non so niente. Il percorso musicale cambia insieme alla mia vita... te lo saprò dire strada facendo...

10.Marco, ti ringrazio infinitamente della tua disponibilità e augurandoti il meglio per il tuo futuro umano e professionale ti chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Un saluto sincero a tutti i lettori de "La musica che gira intorno..." da Marco Masini. Un bacio e a presto.

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