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  • : La musica che gira intorno...
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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”Ho conosciuto il dolore:

ed era il figlio malato,

la ragazza perduta all'orizzonte,

il sogno strozzato,

l'indifferenza del mondo alla fame, alla povertà, alla vita…

Il brigante nell'angolo,

nascosto vigliacco battuto tumore,

Dio, che non c'era e giurava di esserci, ah se giurava di esserci….e non c'era…”

 

Roberto Vecchioni - Ho conosciuto il dolore

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15 settembre 2017 5 15 /09 /settembre /2017 23:01

"Questo piccolo grande amore" è il primo grande successo di  Claudio Baglioni ed arriva nell'omonimo album del 1972 dopo due dischi non molto fortunati per l'artista. Il disco è in realtà un concept album, ovvero, una serie di canzoni che seguono un preciso disegno e che raccontano una unica storia in diversi momenti. Per tale motivo, molti brani riprendono le sonorità delle canzoni che le precedono nel disco che, inizialmente, prevedeva un doppio album con molte più canzoni poi eliminate. Nonostante il taglio, l'album, supera comunque a livello di tempo, gli standard dell'epoca durando oltre cinquanta minuti. Un esperimento vero e proprio, quindi, che grazie al successo del singolo diventerà un album storico per la musica italiana. Il singolo, lanciato prima insime a "Caro padrone" e dopo poco ritirato dal mercato e sostituito con un nuovo 45 giri che vedeva sul lato B "Porta Portese", arrivò a vendere oltre 900 mila copie e lo stesso album ottenne un grande successo restando nelle classifiche di vendite per svariate settimane. Il brano, invece, considerando tutti i dischi in cui è presente in tutte le versioni possibili, è ritenuto il più venduto in assoluto nella storia della discografia italiana. La canzone, arrangiata da Tony Mimms, rappresentò la vera consacrazione artistica di Baglioni come cantautore romantico in un'epoca dove era più usuale per i cantatuori dedicarsi a temi sociali che a questioni sentimentali. Quello di Baglioni, quindi, fu successo che superò ogni tipo di barriera e che gli diede quella visibilità che mertitava per dar luce al suo talento e continuare in una carriera che gli riserverà ancora tante soddisfazioni. Nel 1985, inoltre, Baglioni venne invitato al 35° Festival di Sanremo per ricevere il premio popolare vinto a Fantastico che decretò la suddetta come "Canzone del secolo". In quell'occasione, tra l'altro, Baglioni fu l'unico artista, considerando anche quelli in gara, a fare a meno del playback ed a realizzare, quindi, la sua performance dal vivo. Ancora oggi, nonostante la tanta strada fatta ed i tanti successi ottenuti, Baglioni ha sempre un occhio di riguardo per quel suo primo successo che rimane, in ogni caso, ancora uno dei suoi cavalli di battaglia più amati dal pubblico. Il brano che parla di un sentimento forte tra due giovani amanti e del loro primo approccio al sesso ed è dedicata alla sua ex moglie Paola Massari sposata nel 1973 fino al divorzio avvenuto nel 2008 dopo già 14 anni di separazione, non è stato immune da polemiche, infatti, oltre alla causa per presunto plagio intentata da Ricky Gianco e poi vinta da Balgioni, la canzone fu anche oggetto di censura per la strofa: "...la paura e la voglia di essere nudi..." divenne: "...la paura e la voglia di essere soli..." e per l'altra: "...mani sempre più ansiose di cose proibite..." che divenne: "...mani sempre più ansiose, le scarpe bagnate..." però mantenute nel disco nella versione originale. Nel 2009, l'intero album, fu oggetto anche di un film del regista Riccardo Donna che porta lo stesso titolo del brano e che ripercorre sul set le varie tappe della storia cantata da Baglioni. Come ogni grande successo anche "Questo piccolo grande amore" è stato protagonista di diverse cover come quelle eseguite da Mina nel 1986 o da Fiorello nel 1991.   

 

 

 


 

Altro su:

Claudio Baglioni

Mina

Rosario Fiorello

Sanremo Story

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9 settembre 2017 6 09 /09 /settembre /2017 23:01

"Il carrozzone" è uno dei brani più noti del repertorio di Renato Zero ed anche uno dei passi determinanti della sua carriera. Il brano, infatti, scritto da Franca Evangelisti e Piero Pintucci e pubblicato nell'album "EroZero" del 1979, arriva subito dopo i primi successi dell'artista ed appare, quindi, come la vera chiave per la definitiva consacrazione. Non a caso, questo album, è il primo di Renato Zero ad arrivare in cima alle classifiche di vendita così come il 45 giri che presentava il suddetto brano accompagnato da "Baratto". Grazie alle vendite del singolo, Zero, vincerà anche la "Gondola d'Oro". La canzone rappresenta una metafora affascinante dell'esistenza terrestre: una visione malinconica di quel grande circo della vita che, nonostante tutto, va avanti per la sua strada nel suo ciclo perenne. Una raffigurazione sicuramente poetica che ben rende l'idea del messaggio che l'artista e gli autori intendono far passare. Al fascino del testo, inoltre, va aggiunta la la grande capacità di Zero nel trasmettere quelle parole e la sua grande abilità nell'interpretazione e nella messa in scena. Renato Zero, infatti, tra gli artisti del panorama musicale italiano è sicuramente tra i più teatrali, ovvero, tra quelli che fanno della performance live un vero e proprio spettacolo integrante con l'aspetto musicale. Proprio con i suoi concerti, veri e propri eventi, Zero ha creato un personaggio che osa andare oltre soddisfando le fantasie del proprio pubblico e trasformando il quotidiano in poesia. Proprio nel 1979, come detto, Renato, ha la consapevolezza di aver definitivamente svoltato e ciò lo si capisce bene anche dall'esplicito titolo dell'album "EroZero". Nello stesso anno, l'artista romano, fa anche il suo esordio cinematografico con il film musicale "Ciao nì!" che riscuote un discreto successo. Ovviamente, però, la sua strada è un'altra e quel "carrozzone" lo accompagnerà a raccogliere successi su successi fino a portarlo a diventare quella vera e propria leggenda che oggi Reanto Zero rappresenta per la musica italiana.

 

 

 

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Renato Zero

 

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6 settembre 2017 3 06 /09 /settembre /2017 23:01

"Felicità" è una delle canzoni italiane più famose al mondo ed è tra i maggiori successi da Albano Carrisi. Presentanta al Festival di Sanremo 1982 in coppia con l'allora compagna Romina Power, la canzone ebbe subito un grande impatto popolare piazzandosi al secondo posto delle kermesse vinta da Riccardo Fogli con "Storie di tutti i giorni". Il brano, scritto da Cristiano Minellono, Dario Farina e Gino De Stefani, rappresenta un inno alla vita ed alla leggerezza con la quale è auspicabile trascorrere i propri giorni sulla Terra. Il testo, infatti, invita a vivere la propria vita con semplicità attraverso una serenita di corpo ed anima che si raggiunge dando il giusto peso alle cose e rivalutando anche le piccole cose che la vita ci offre che, in molti casi, poi rappresentano anche gli le cose più importanti nel cammino di vita. I valori dei piccoli gesti, la grandezza di un sentimento sincero, un pasto semplice, un avvenimento inaspettato e tante altre piccole cose che possono, se realmente apprezzati, riempire la vita di un uomo e renderla serena attraverso fugaci ma profondi attimi di vera felicità. Nel brano, in particolare, è forte il riferimento alla vita di coppia ed ai comportamenti che si susseguono nell'ambito di un sentimento amoroso dove tutto viene visto con occhi diversi. D'altro canto, non vi era allora migliore coppia di artisti che poteva rappresentare l'amore assoluto che quella formata da Albano e Romina, vero e proprio simbolo per anni dell'amore e della vita di coppia. Nessun, infatti, avrebbe potuto immaginare che un giorno i due si sarebbero separati, cosa che è avvenuta legalmente nel 1999 dopo ben 29 anni di matrimonio e quattro figli. Tornando a "Felicità", il brano venne lanciato in un 45 giri insieme ad "Arrivederci a Bahia" per poi essere inserito nell'album intitolato proprio "Felicità" e pubblicato in tutta Europa sia nella versione italiana che in quella spagnola con il titolo "Felicidad". Il disco arrivò a vendere circa 25 milioni di copie in tutto il mondo ed ancora oggi è un brano molto richiesto a livello internazionale. Tra le curiosità si ricorda la citazione nel brano "Tatranky" degli Offlaga Disco Pax, gruppo new wave italiano guidato da Max Collini, che venne inserita nella toccante scena conclusiva del film "Lourdes". Un classico, quindi, della musica leggera italiana che ancora oggi rappresenta uno dei brani italiani più noti ed amati al mondo anche perchè, forse, ben rispecchia quella tipica solarità e leggerezza tutta italiana nel vivere la vita accettando, talvolta passivamente, ciò che il destino ci riserva.

 

Altro su:

Albano Carrisi

Riccardo Fogli

Romina Power  

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3 settembre 2017 7 03 /09 /settembre /2017 23:01

"Nel blu dipinto di blu" anche nota come "Volare" è tra i primissimi brani italiani più conosciuti ed apprezzati al mondo ed è stata scritta per la musica da Domenico Modugno e per il testo dallo stesso artista pugliese in collaborazione con Franco Migliacci. La canzone venne presentata al Festival di Sanremo del 1958 da Modugno in coppia con Johnny Dorelli. Manco a dirlo, il brano, fu un successo e trionfò al Festival come nelle classifiche musicali di mezzo mondo. Quell'arrangiamento innovativo, quel testo leggero e arioso, quella interpretazione teatrale e gagliarda diedero alla canzone quel qualcosa di magico che tutt'ora la rende un successo intramontabile. La faccia pulita di Modugno si impose, quindi, sui divi del momento ed iniziò a fare incetta di premi in tutto il mondo. Dopo Sanremo, infatti, fu la volta del terzo posto all'Eurovision Song Contest e di ben due Grammy Awards, che furono istituiti proprio in quegli anni per celebrare quei pochi artisti che riuscivano ad attraversare gli oceani con la loro musica e uno di questi era proprio Modugno. Per molti anni, Modugno, è stato l'unico italiano a ricevere dei Grammy prima di essere eguagliato da Laura Pausini nel 2006. Inoltre, l'artista, ricevette l'oscar per la canzone dell'anno dalla Cash Box Bilboard. Un successo strepitoso, quindi, che portò Modugno ad incidere la canzone in 13 lingue ed a ridepositare il brano alla Siae anche con il titolo di "Volare". Il brano, infatti, che venne inciso in diverse occasioni dal 1958 in poi venne, talvolta, pubblicato proprio con il titolo acquisito di "Volare". L'artista di Polignano a Mare girò, quindi, tutto il mondo con questo brano ed in America, dove veniva chiamato Mr.Volare, il successo arrivò quando, secondo delle sue stesse dichiarazioni, "in una stazione radio del Michigan o dell'Indiana, arrivò un signore e mise il suo disco: il giorno dopo arrivarono duemila telefonate che volevano risentirla". "Nel blu dipinto di blu", secondo la Siae è il brano italiano più eseguito nel mondo ed, in America, detiene il record di 13 settimane consecutive per un brano italiano in testa alle classifiche di vendita. Il brano, nel complesso, ha venduto circa 800 mila copie in Italia e ben 22 milioni nel mondo. Un successo irripetibile che ha stabilito record in ogni angolo del pianeta ed ancora oggi rimane uno dei brani italiani più noti ed amati all'estero. L'unica cosa che rimane poco chiara di questo brano è la sua nascita poichè sia Modugno che Migliacci ne hanno dato diverse versioni nel corso degli anni. Inizialmente Modugno dichiarò che quel ritornello gli venne in mente osservando il cielo azzurro dalla sua abitazione di piazza Consalvo a Roma mentre Migliacci disse che l'idea era venuta a lui ammirando il quadro "Le coq rouge" di Marc Chagall e che, solo in un secondo momento, ne aveva parlato con Mimmo. In un'altra occasione, invece, Modugno disse che il testo nacque dalla frase "Di blu m'ero dipinto" che fu pronunciata da uno di loro due durante una passeggiata nei pressi di Ponte Milvio. Fra tutte queste discordanti versioni, però, quella che colpisce di più è sicuramente quella rilasciata nel 2007, in occasione dei cinquant'anni della canzone, da Franco Migliacci al Tg1 in cui afferma che la genesi del brano sarebbe da attribuire addirittura ad un incubo. La storia, infatti, vuole che Migliacci un giorno sarebbe dovuto andare al mare con Modugno ma, quest'ultimo non venne a prenderlo e, Migliacci, abbandonata l'idea della giornata al mare, per il caldo, si addormentò. Sarebbe stato proprio in quell'occasione che il coautore del brano sognò di volare nel cielo dipingendosi di blu. Sebbene questa visione potrebbe sembrare un sogno spensierato fu definito, dallo stesso Migliacci "un incubo avuto nel giorno più nero" della sua vita ovvero, in un periodo, in cui l'autore soffriva "l'iradiddio" per questioni sentimentali. In tal senso, quindi, non è escluso che quel volo immaginato in sogno non era altro che una incoscia volontà di farla finita e ciò chiarirebbe del tutto la definizione di incubo per questa visione onirica. Tra tante versioni, quindi, più o meno intriganti sulla nascita di questo brano rimane indiscutibile la sua forza e la sua immortalità tra i classici della nostra storia musicale. Ad ulteriore conferma della grandezza di questa composizione vi sono le numerosissime cover realizzate dai più grandi artisti del pianeta come Dean Martin, Mina, David Bowie, Barry White, Paul McCartney e tantissimi altri oltre alla versione di gruppo realizzata per scopi umanitari nel 1985 che vide impegnati oltre venti grandi artisti italiani tra cui Fabrizio De Andrè, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Enrico Ruggeri e Gianna Nannini. Il brano fu eseguito anche da Luciano Pavarotti in diverse occasioni e proprio questa versione fece da sigla iniziale al Festival di Sanremo del 1988. Inoltre, il celebre gesto delle braccia aperte durante l'esibizione sanremese di Modugno, è stato immortalato in una statua di bronzo di 3 metri nella sua Polignano a Mare dallo scultore argentino Hermann Mejer.

 

 

 

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Artisti citati

Domenico Modugno

Sanremo Story    

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31 agosto 2017 4 31 /08 /agosto /2017 23:01
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30 agosto 2017 3 30 /08 /agosto /2017 23:01
Sondaggi: Risultati Agosto 2017

 

 

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26 agosto 2017 6 26 /08 /agosto /2017 13:32
Sanremo 2018: Ecco i candidati alla conduzione

Al Festival di Sanremo 2018 manca ancora molto tempo ma è certo che proprio in questi giorni la "creatura" della Rai sta prendendo vita e non ci sarà ancora tanto da aspettare per conoscere l'ufficialità per ciò che riguarda la conduzione di questa edizioni. Le voci di corridoio hanno rilasciato la solita sfilza di nomi tra cui ci sarà, tranne sorprese eclatanti, il nome prescelto dalla dirigenza della tv di Stato. Ecco, quindi, tutti i nomi dei papabili con relative percentuali:

 

1. MASSIMO RANIERI: 80% - Impegni e problematiche varie che sembrano impedire a diversi presentatori di "mestiere" di condurre questo Sanremo in realtà nascondo la paura di venire dopo Conti e i suoi numeri record. Quindi, proprio come successo con Gianni Morandi qualche anno fa, la Rai sta pensando prepotentemente a questa ipotesi per scaricare la responsabilità di un flop non su un conduttore di ruolo ma di un'artista già tante volte protagonista sul palco dell'Ariston come cantante. Inoltre, Ranieri, dal canto suo non si troverebbe alla prima esperienza in questo senso e non avrebbe, quindi, problemi ad accettare l'incarico. Da vero istrione ha il carisma e l'esperienza di poter far tutto e farlo bene e gli uomini Rai lo sanno bene.

2. ANTONELLA CLERICI: 70% - Sarebbe lei la prescelta per accompagnare Ranieri e dare leggerezza e professionalità nella conduzione nel classico stile Rai. Da sola, probabilmente, non avrebbe possibilità di ripetere l'esperienza sanremese ma al fianco di new entry alla conduzione sarebbe una garanzia per mamma Rai.

3. CARLO CONTI: 60% - In realtà, viste le problematiche avute nel cercare un sostituito, l'idea dei dirigenti Rai era quella di confermare Conti che però, dopo essersi già autoescluso dopo lo scorso Festival e dopo i grandi successi ottenuti nelle sue edizioni, pare non abbia proprio preso in considerazione la cosa volendo far passare almeno uno/due anni dal ritorno alla conduzione del Festival. Per evitare una rottura con la Rai, però, Conti, in vista proprio della cessione dell'incarico a Ranieri (nella cui scelta c'è anche il suo zampino), sarebbe in procinto di accettare la carica di direttore artistico.

 

Quindi il trio dovrebbe essere questo: Ranieri-Clerici alla conduzione e Conti alla direzione artistica a cui poi, probabilmente verranno aggiunti elementi di accompagnamento e di rottura/comicità.

Oltre a questi sono volati tanti nomi come:

 

4. PIPPO BAUDO: 50% - I molti vorrebbero un "ultimo" Sanremo per Baudo e lui non aspetta altro ma la Rai fa orecchio da mercante e non sembra voler regalare questa ultima meritata soddisfazione a chi ha scritto molte delle pagine più belle di questa kermesse.

5. MIKA: 35% - L'ipotesi del cantante a guidare Sanremo era nata per quest'anno proprio con Mika a cui doveva essere affiancata VIRGINIA RAFFAELE, che non è detto non faccia comunque parte del cast, ma pare sia stato proprio MIka a non sentirsi pronto per una esperienza del genere e, col stringere dei tempi, si sarebbe scelto di affidarsi ad una sicurezza come Ranieri. 

6. AMADEUS e FABRIZIO FRIZZI: 30% - Loro Sanremo lo accetterebbero per prestigio, perché lo aspettano da tanto e perché da aziendalisti non si tirerebbero indietro ad una chiamata. Ma Amadeus sembra impedito da molti impegni durante tutto l'anno televisivo e Frizzi non convincerebbe la direzione o parte di essa.

7. FABIO FAZIO: 25% - Anche Fazio sarebbe tra gli "spaventati" dal dopo Conti eppure il suo passaggio a Raiuno, non senza polemiche, avrebbe potuto far pensare ad una scelta logica. Ma, forse, sarebbe solo servito ad enfatizzare e rinnovare le polemiche sul cachet e non avrebbe giovato nemmeno al Festival. Sia per lui che per la Rai è evidentemente meglio rimandare il suo ritorno all'Ariston.

8. PAOLO BONOLIS: 20% - Avrebbe chiesto di cambiare sede al Festival ma per ora la Rai e Sanremo non sembrano, giustamente, voler accontentare Bonolis. Questa potrebbe essere, inoltre, una delle tante scuse per non succedere a Conti.

9. ROSARIO FIORELLO: 10% - Il suo nome torna ogni anno e lui puntualmente smentisce. Quest'anno il suo nome girava in coppia con quello del fratello GIUSEPPE FIORELLO ma la cosa non sembra aver fatto effetto per convincere lo showman. 

10. GERRY SCOTTI: 5% - Anche lui aspetta da tanto questa occasione. Servirebbe il permesso di Mediaset ma, in tal senso, non ci sarebbero problemi visto i precedenti con Vianello, Bonolis e De Filippi ma la Rai  non sembra intenzionata a cedere il timone del suo show più importante ad un "debuttante", seppur bravo, della concorrenza.        

    

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24 agosto 2017 4 24 /08 /agosto /2017 23:01
Citazioni: Federico Salvatore 3

'Na poesia pe' l'uocchie verdi 'e Lisetta 'o primmo piano,


'a paura 'ca se perde dinto 'o lietto 'e 'na puttana.


'A speranza d'a famiglia 'ca addivienti n'avvocato,


'na chitarra ca' te piglia: quanno tiempo ca è passato…

 

(Trenta lire - 2000)

< precedente

 

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19 agosto 2017 6 19 /08 /agosto /2017 23:01
Citazioni: Renato Zero 4

Io sono qui, insultami, feriscimi; 


Sono così: tu prendimi o cancellami…

 

(Cercami - 1998)

< precedente

 

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14 agosto 2017 1 14 /08 /agosto /2017 23:01
Citazioni: Roberto Vecchioni 3

Ho conosciuto il dolore:


ed era il figlio malato,


la ragazza perduta all'orizzonte,


il sogno strozzato,


l'indifferenza del mondo alla fame, alla povertà, alla vita…


Il brigante nell'angolo,


nascosto vigliacco battuto tumore,


Dio, che non c'era e giurava di esserci, ah se giurava di esserci….e non c'era…

 

(Ho conosciuto il dolore - 2013)

< precedente

 

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