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  • : La musica che gira intorno...
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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”Ho conosciuto il dolore:

ed era il figlio malato,

la ragazza perduta all'orizzonte,

il sogno strozzato,

l'indifferenza del mondo alla fame, alla povertà, alla vita…

Il brigante nell'angolo,

nascosto vigliacco battuto tumore,

Dio, che non c'era e giurava di esserci, ah se giurava di esserci….e non c'era…”

 

Roberto Vecchioni - Ho conosciuto il dolore

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1 novembre 2017 3 01 /11 /novembre /2017 00:01
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Chi vorresti al fianco di Baglioni a Sanremo 2018
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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31 ottobre 2017 2 31 /10 /ottobre /2017 00:01
Sondaggi: Risultati Settembre/Ottobre 2017

 

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23 ottobre 2017 1 23 /10 /ottobre /2017 23:01

"Per me è importante" è sicuramente uno dei maggiori successi e tra i più noti della band dei Tiromancino guidati da Federico Zampaglione. Fin dal 1989, il gruppo, che non ha mai avuto una formazione stabile a parte Zampaglione, ha sempre cercato nuove sonorità e nuove espressioni artistiche su di una base cantautorale fornita dal loro frontman cresciuto tra le opere dei grandi cantautori italiani con una particolare attenzione verso Franco Califano a cui, dopo la sua morte, ha organizzato un concerto evento per ricordarlo. "Per me è importante", come detto, è forse il brano di maggior successo del gruppo ed è stata lanciata come primo singolo dell'album "In continuo movimento" del 2002. La canzone è stata scritta dallo stesso Zampaglione con la collaborazione per il testo di Camilla Triolo e per la musica di Andrea Pesce. Il testo parla di un forte legame sentito dal protagonista verso la sua donna che si rafforza dopo una fase di litigi e di incomprensioni che ha portato ad un distacco, probabilmente momentaneo, della coppia. La ragione e l'orgoglio non sempre sono alleati in tema d'amore poichè possono compromettere dei rapporti importanti in seguito ad incomprensioni spesso figlie di banalità. Tutto questo è cioè che capisce l'uomo stando lontano dalla sua metà almeno con il corpo visto che con la mente, il pensiero, vola sempre e solo a lei ed a quei momenti che hanno condiviso e che sono immagini ormai indelebili nella mente e nell'anima dell'uomo. L'uomo, quindi, non vede un futuro diverso da quello da vivere insieme a lei, condividendo tutto come sempre ed anche se ciò non avverrà nella realtà lui sarà sempre convinto di averla accanto in ogni istante del suo viaggio terrestre. Un bel testo, profondo e coinvolgente che disteso su di un tappeto musicale affascinante e delicato regala minuti di pura poesia. D'altro canto, la cifra stilistica di Zampaglione, oggi diviso tra musica e cinema essendo anche regista, è chiara ed evidente ed ha portato il gruppo ad avere una chiara identità in un panorama musicale spesso privo di originalità. Anche il videoclip del brano, inoltre, ha avuto un grande successo ed ha ricevuto numerosi premi essendo un capolavoro d'animazione creato dalla "Dicert 2 Brain".

 

Tiromancino 

 

 

 

 

 

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21 ottobre 2017 6 21 /10 /ottobre /2017 10:19
Sanremo 2018: Baglioni baudizza il Festival, sarà all'altezza?

Dalle prime informazioni rivelate dal direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo, Claudio Baglioni, ciò che si prospetta è più un ritorno al passato che una innovazione. Questo, però, non è detto che sia un male, anzi potrebbe essere la soluzione giusta per ridare centralità alla musica e restituire quella sorta di sacralità al Festival ormai ridotto negli ultimi anni ad un buon programma televisivo o poco più. Baglioni, da ciò che si sa fino ad ora, pare si sia ispirato ai Festival di Baudo, i migliori tra l'altro della storia della kermesse, ma il rischio è quello di non essere all'altezza, televisivamente parlando di costruire su queste basi uno spettacolo che sì metta in risalto la musica ma che sia bilanciato al punto giusto per mantenere alta l'attenzione dei telespettatori. Infatti, andando a spulciare le "novità" del prossimo Festival vi sono, ad esempio, l'abolizione delle eliminazioni e l'allungamento della durata massima dei brani. Due modifiche giuste e necessarie: Baglioni, da artista, non poteva che mettere la musica in primo piano e favorire i suoi colleghi evidenziando le priorità per una manifestazione simile. Nello specifico, le eliminazioni fanno più spettacolo, tengono attaccato il pubblico e portano anche più soldi, tramite televoto, alla produzione quindi abolirle è stata una scelta coraggiosa e sicuramente molto discussa nelle segrete stanze della Rai ma allo stesso tempo questa decisione sarà stata molto apprezzata dagli artisti ed avrà invogliato a partecipare alle selezioni anche i più restii. Anche modificare la regola dei tre minuti a brano portando la soglia ai 4 minuti non gioverà all'aspetto televisivo della manifestazione, i tempi si allungheranno e ogni singolo artista avrà più spazio rischiando così di arrivare alla conclusione in tarda notte ma anche questa decisione e questo evidente rischio è stato preso in favore della musica e degli artisti. Non era accettabile, infatti, che la fantasia di un'artista debba essere delimitata da un tempo. Se andiamo a notare i grandi successi del passato si aggirano quasi tutti sui quattro minuti e più di esecuzione proprio per dar spazio all'autore di esprimere al meglio il concetto del brano che si trova spesso tra le strofe e nei tre minuti le strofe devono essere per forza limitate la minimo considerano l'importanza del ritornello soprattutto in questo tipo di manifestazioni. Baglioni non poteva non mettere mano su questo punto pur tenendo in considerazione i tempi televisivi e per tale ragione si è ovviato portando la soglia ai quattro minuti invece di eliminarla completamente che, musicalmente parlando, sarebbe stata la scelta migliore. Ecco, Baglioni, in questi punti ha privilegiato musica e artisti e sicuramente in questo senso ci sarà un riscontro positivo ma ora la patata bollente sarà costruire, con questi elementi, quello che dovrà essere comunque uno show televisivo. Baudo per anni è riuscito egregiamente in questo compito ma lui aveva l'esperienza e la professionalità televisiva per farlo al meglio, Baglioni, evidentemente non possiede queste armi e farà bene ad affidarsi ad un team preparato in questo settore affinché anche i suoi giusti adeguamenti siano valorizzati al meglio senza penalizzare lo spettacolo televisivo. In bocca al lupo!    

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20 ottobre 2017 5 20 /10 /ottobre /2017 23:01

"Figli delle stelle" è un successo della musica disco italiana lanciato da Alan Sorrenti nell'omonimo album del 1977. La canzone è una delle prime del genere cantate in italiano poichè, fino ad allora, anche gli artisti italiani che si cimentavano in questo campo utilizzavano l'idioma inglese. Sono gli anni de "La febbre del sabato sera" ed il brano riscuote i favori del pubblico e, soprattutto, dei giovani frequentatori delle discoteche che, in questo pezzo, si sentono ben rappresentati. In discoteca, tra le luci basse e la musica alta i ceti sociali non contano e tutti hanno l'illusione di sentirsi ciò che si vuole e di vivere un sogno che alla luce del giorno, con molta probabilità, non sarebbe stato possibile. L'album arriva anche in cima alla classifica delle vendite per una settimana prima di lasciare il posto ai Bee Gees. Resterà, comunque, in classifica per sedici settimane risultando anche l'ottavo album più venduto dell'anno. La hit, quindi, è appoggiata dal pubblico e viene premiata dal mercato ma c'è chi rimane, in qualche modo deluso dalla svolta disco di Sorrenti. E' il caso di Franco Battiato, che raccogliendo il pensiero della gioventà underground, canta in "Bandiera bianca" del 1981: "...Siamo figli delle stelle, pronipoti di sua maestà il denaro..." facendo riferimento al drastico cambiamento di rotta artstica effettuata dal cantautore napoletano per presunti scopi economici. Sorrenti, infatti, aveva iniziato la sua carriera con tre album di musica rock progressivo e sperimentale dove presentava testi impegnati e messaggi rivoluzionari ed, improvvisamente, forse preso dalla voglia di uscire da una certa nicchia ha iniziato a rivolgersi ad un pubblico di massa utilizzando la più commerciale disco music. La scelta di uniformarsi ad un certo tipo di corrente non è piaciuta a Battiato ed a tutta quella cerchia di anticonformisti che vedevano in determinati stili cantautoriali delle forme di ribellione e di libera espressione verso un sistema sociale e politico a cui non sentivano di appartenere. In seguito, a parte poche altre canzoni di successo come "Tu sei l'unica donna per me", Sorrenti ha un netto declinio artistico passando per problemi giudiziari e sentimentali arrivando a trascorrere anche alcuni mesi in galera. Nonostante i suoi diversi ritorni sulle scene, Sorrenti, è ricordato sempre per la suddetta hit che nel 2010 è diventata anche un film diretto da Lucio Pellegrini ed interpretato da Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Fabio Volo, Claudia Pandolfi e Giorgio Tirabassi. Inoltre, il brano, è stato oggetto di diverse cover che rivitalizzano, di tanto in tanto, la linfa di questo successo ed il nome del suo autore altrimenti destinato al dimenticatoio.

   

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4 ottobre 2017 3 04 /10 /ottobre /2017 23:01

"Quelli che..." oltre che un brano ed un album del 1975 è un vero e proprio marchio di fabbrica per  Enzo Jannacci, artista eclettico e geniale del panorama musicale italiano. Scritta con il telecronista sportivo Beppe Viola, il brano rappresenta un elenco di vizi e virtù, luoghi comuni e segni particolari dell'italiano medio. La durata della composizione, circa nove minuti, fanno della stessa una vera opera cult del medico cardiologo milanese appassionato di cabaret e di musica. L'album, peò, non è ricordato solo per la sua ironia ma anche per l'assoluta valenza sia musicale che autoriale. Non a caso, il disco, è incluso dalla rivista "Rolling Stone Italia" tra i cento dischi italiani più belli di sempre. Ad avvalorare l'assoluta qualità musicale del prodotto c'è la presenza tra i musicisti di uno dei più grandi batteristi del nostro Paese ovvero Tullio De Piscopo. "Quelli che...", invece, ha un'impronta blues ed è chiaramente identificabile sia dalla presenza del sassofono che dall'intercalare "oh, yeah" che chiude, in maniera ironica, ogni frase della canzone. La composizone del brano, inoltre, consente a Jannacci di cambiare parti del testo a proprio piacimento e la cosa succederà spesso poichè, l'artista, adatterà il brano ai diversi momenti storici del Paese ad ogni nuova esibizione live. Nel 2011, inoltre, grazie all'interessamento del figlio Paolo, l'album è stato ristampato su cd e ripubblicato. Il titolo del brano, inoltre, ispirerà anche Fabio Fazio per la sua celebre trasmissione sportiva "Quelli che...il calcio" nata nel 1993 e per la quale, lo stesso Jannacci, proporrà un testo diverso legato al mondo del calcio. Un brano, quindi, che ha fatto epoca e che ha segnato la vita di un grande artista del nostro tempo e che ci ricorda, ogni qualvolta lo si ascolta, l'ironia e lo spirito con il quale il maestro proponeva la propria arte.

 

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2 ottobre 2017 1 02 /10 /ottobre /2017 23:01

"Ascolta" è un brano inciso dai Pooh nell'omonimo album del 2004 ed è stato scritto da Roby Facchinetti e Valerio Negrini, storico coautore del gruppo recentemente scomparso. Anche la voce principale in questa canzone è quella di Facchinetti che con il solito trasporto emotivo lancia questo monito soprattutto verso i giovani. L'importanza di saper ascoltare chi ha qualcosa da dire o anche la voce della natura senza dimenticare quella fondamentale della propria coscienza è senz'altro un fattore importante che può condizionare il cammino terrestre di una persona. Il consiglio, quindi, lanciato dai Pooh attraverso questa canzone di fermarsi e prestare attenzione a ciò che ci circonda è un qualcosa che non va sottovalutato per scegliere al meglio il proprio destino. Questo brano, tra l'altro, nasce proprio dall'esigenza di ricordare quanto può essere importante il saper ascoltare in un momento storico in cui, le nuove generazioni, hanno completamente perso questa attitudine preferendo agire d'istinto in una società dove tutto scorre veloce non concedendo nemmeno il tempo per fermarsi a riflettere. Riconquistare il pensiero e la ragione è proprio uno degli obiettivi che questa stupenda canzone si pone oltre che ristabilire quella forma di rispetto, andata ormai perduta, verso gli elementi della natura e verso le persone più grandi d'età. Un bel brano, dunque, proprosto con la solita maestria da un gruppo che ha fatto e continua a fare la storia della nostra musica anche dopo il ritiro del batterista Stefano D'Orazio. Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian continuano, infatti, a collezionare successi ed a conquistare nuove generazioni di fans.

 

Altro su:

Pooh

Valerio Negrini

     
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1 ottobre 2017 7 01 /10 /ottobre /2017 23:01

"Chiamami ancora amore" è un recente successo di Roberto Vecchioni che risale all'omonimo album del 2011 e con il quale ha trionfato al 61° Festival di Sanremo in un momento storico in cui i grandi cantautori hanno quasi del tutto rinunciato a presentarvi e dove, complice l'assurdo meccanismo del televoto, spesso penalizza la qualità rispetto alla notorietà portando, nella quasi totalità delle ultime edizioni, alla vittoria i ragazzi provenienti dai talent show, trasmissioni molto seguite soprattutto dagli adolescenti. Questa condizone poco meritocratica ha portato al definitivo abbandono dei grandi artisti che, comprensibilmente, non accettano di buon grado questo metodo di gudizio. Talvolta, però, sia per amicizia con il conduttore di turno sia per la volontà di rimettersi comunque in gioco sfindando anche il televoto senza avere aspirazioni di vittoria, accade che qualche grande nome accetta di portare la propria arte sul palco dell'Ariston. E' il caso,ad esempio, di Roberto Vecchioni che accetta l'invito dell'amico e collega Gianni Morandi e presenta un brano che, già al primo ascolto, è destinato alla vittoria finale. L'ostacolo del televoto, però, è ancora una minaccia pesante e l'artista non pensando alla vittoria continua la sua avventura emozionando sempre di più il pubblico ad ogni nuova esibizione. Il messaggio di speranza lanciato da questa canzone scritta con Claudio Guidetti è importante e sentito come si nota anche dalla magistrale interpretazione che Vecchioni riesce a regalare. A dare una ulteriore spinta al brano è anche l'esibizione che il professore realizza nella serata dei duetti insieme alla PFM. Nella serata finale, la sfida per la vittoria è una corsa a due: la qualità di Vecchioni contro i nuovi idoli delle regazzine i Modà accompagnati dall'allora ultima reduce dei talent Emma Marrone. Un mix ideale per il televoto che però non riesce ad evitare il trionfo di Roberto Vecchioni e della musica di qualità. Un tale successo non poteva che arrivare primo visto le altre canzoni eppure ha dovuto lottare non poco per l'assurda tecnica del televoto che, probabilmente, porta troppi introiti per essere eliminato. Spesso però a pagare questo prezzo è la qualità del prodotto musicale. Fortunatamente, però, di tanto in tanto la luce della nostra storia musicale torna a brillare ed in questo caso per mano di uno dei più grandi cantautori del panorama italiano qual è Roberto Vecchioni.     

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30 settembre 2017 6 30 /09 /settembre /2017 23:01

"Poster" è uno dei brani più celebri di Claudio Baglioni e rappresenta quell'utopica fantasia di scappare da una realtà in cui ci si sente insoddisfatti. Quel sogno che l'autore sviluppera anche in altre forme in altri brani del suo percorso artistico esprime la volontà di volere di più dalla propria vita in termini di emozioni e di gratificazioni ma anche di poter quella di poter trascorrere il quotidiano in una società migliore. "Poster" è stata scritta da Baglioni insieme ad Antonio Coggio ed è stata pubblicata nell'album "Sabato pomeriggio" del 1975. Il disco ebbe un enorme successo sia grazie al singolo che da il titolo all'album che grazie ad altri brani come il suddetto "Poster". Siamo, tra l'altro, in un periodo d'oro della carriera dell'artista che dopo il successo del disco "E tu..." bissa a distanza di un anno con il suddetto album il superamento del milione di copie vendute. Una consacrazione definitiva, quindi, per un artista che aveva conquistato ormai l'olimpo della musica italiana. Inoltre, il testo ed il significato di "Poster", offrono a Baglioni la possibilità di mostrare la maturità artistica raggiunta oltre ad aprire una nuova strada concettuale oltre al filone romantico che aveva caratterizzato, fino a quel momento, gran parte della sua produzione. Nel testo viene rappresentata una lunga attesa di un metrò in una stazione non meglio precisata e vengono descritti nei particolari gli scenari e i personaggi che circondono il protagonista durante questa, apparentemente interminabile, attesa. Un tempo, come detto, che lo divide da quel sogno di abbandonare una realtà decadente per un imprecisato mondo lontano. Da alcuni particolare si presume che il protagonista si trovi in Via Cavour a Roma alla fermata della linea B, soppressa nel 1987, che collegava la capitale con Ostia. Dal punto di vista musicale, invece, c'è una forte somiglianza con il brano "Valsinha" del 1971 di Chico Buarque De Hollanda che fu cantata un anno dopo anche da Mia Martini e da Patty Pravo attraverso due differenti adattamenti del testo in italiano composti entrambi da Sergio Bardotti. In ogni caso, "Poster" rimane uno dei picchi più alti dal punto di vista autoriale della straordinaria carriera di uno dei pilastri della nostra musica di qualità come Claudio Baglioni.

    
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29 settembre 2017 5 29 /09 /settembre /2017 23:01

"Cercami" è uno dei tanti brani di Renato Zero che fanno parte del patrimonio artistico del nostro paese essendo entrato nella memoria collettiva della popolazione italiana. La canzone arriva nel 1998 nel fortunatissimo album "Amore dopo amore" che sarà il disco più venduto dell'anno con circa 1.200.000 copie. Il singolo, in particolare, resterà in classifica per 8 settimane ottenendo un riscontro più chje positivo nel pubblico. Renato, in questa fase della carriera che va verso la maturità, si mostra al pubblico in maniera sobria e, quanto mai, essenziale pur non perdendo mai la sua forza e la sua vena artistica. Ed è proprio questo uno dei concetti che Zero vuole far passare attraverso questo testo dove chiede ancora di essere cercato da chi fino ad allora lo ha amato poichè, anche senza più quel fare eccessivo di un tempo e nonostante gli anni che passano, continuerà ad elargire amore e poesia non accettando mai di mettersi da parte. Quegli anni, in fondo, portano anche esperienza e Renato spinge il suo popolo a fidarsi ed a credere ancora una volta in lui con la consapevolezza di avere quel tessuto umano ed emozionale capace ancora di appassionare. Nel brano, però, il discorso non è solo personale ma è anche una considerazione sul modo di vedere e di vivere dei determinati anni in maniera superficiale e dimenticando i valori essenziali del rapporto tra esseri umani. Anni in cui era palpabile l'insoddisfazione ed, allo stesso tempo, c'era una ingenuità di fondo che non ha permesso di dubitare sulla bontà di certi comportamenti e di certe abitudini. Ora Renato, spogliato delle sue maschere, cerca la verità ed invita il suo popolo a seguirlo in nome dell'amore. Un capolavoro assoluto che rimane, ancora oggi, tra le più belle pagine della musica italiana.

 

Altro su:

Renato Zero

 

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