Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

”Ho conosciuto il dolore:

ed era il figlio malato,

la ragazza perduta all'orizzonte,

il sogno strozzato,

l'indifferenza del mondo alla fame, alla povertà, alla vita…

Il brigante nell'angolo,

nascosto vigliacco battuto tumore,

Dio, che non c'era e giurava di esserci, ah se giurava di esserci….e non c'era…”

 

Roberto Vecchioni - Ho conosciuto il dolore

Sondaggi

La Sfida dei 100, 4°Fase-4°Sfida
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Sanremo 2021, Il migliore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Sanremo 2021, Il peggiore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Sanremo 2021, Migliore Nuove Proposte
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
4 febbraio 2018 7 04 /02 /febbraio /2018 00:01
Sondaggi: Sanremo 2018, Migliore "Nuova proposta"
Sanremo2018, Migliore "Nuova proposta"
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Condividi post
Repost0
3 febbraio 2018 6 03 /02 /febbraio /2018 00:01
Sondaggi: Sanremo 2018, Il peggiore
Sanremo 2018, Il peggiore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Condividi post
Repost0
2 febbraio 2018 5 02 /02 /febbraio /2018 00:01
Sondaggi: Sanremo 2018, Il migliore
Sanremo2018, Il migliore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Condividi post
Repost0
31 gennaio 2018 3 31 /01 /gennaio /2018 00:01

In questa sezione valutiamo, attraverso i sondaggi, la storia del Festival della Canzone Italiana di Sanremo dal 1951 ad oggi.

                                                              

aaaa

 

X Miglior 1° anni '50: 1958 - "Nel blu dipinto di blu" - Modugno&Dorelli 88%

X Miglior 1° anni '60: 1966 - "Dio, come ti amo" - Modugno&Cinquetti 80%

X Miglior 1° anni '70: 1973 - "Un grande amore e niente più" - Peppino Di Capri 58%

X Miglior 1° anni '80: 1988 - "Perdere l'amore" - Massimo Ranieri 50%

X Miglior 1° anni '90: 1990 - "Uomini soli" - Pooh 63%

X Miglior 1° anni 2000: 2011 - "Chiamami ancora amore" - Roberto Vecchioni 56%

X Miglior 1° anni 2000/2009: 2007 - "Ti regalerò una rosa" - Simone Cristicchi 33%

Miglior Canzone Vincente: 1988 - "Perdere l'amore" - Massimo Ranieri 33%

Miglior Canzone Non Vincente: 1989 - "Almeno tu nell'universo" - Mia Martini 31% 

Miglior Canzone Vincente Giovani: 1990 - "Disperato" - Marco Masini 41%

X Miglior Conduttrice: Loretta Goggi 41%

X Miglior Decennio: Anni '90 44%

X Miglior Direttore Artistico: Pippo Baudo 42%

Miglior Presentatore: Pippo Baudo 29% 

X Miglior Ultimo Posto: 1968 - "La voce del silenzio" - Del Monaco/Warwick 38%

X Peggior 1° anni '80: 1983 - "Sarà quel che sarà" - Tiziana Rivale 40%

X Peggior 1° anni '90: 1998 - "Senza te o con te" - Annalisa Minetti 55%

X Peggior 1° anni 2000: 2009 - "La forza mia" - Marco Carta 30%

X Peggior 1° di sempre: 2009 - "La forza mia" - Marco Carta 53%

X Peggior 1° anni 2000/2009: 2009 - "La forza mia" - Marco Carta 46%

X Peggior Decennio: Dal 2010 in poi 46%

 

Come tutti i sondaggi presentati in questo blog, anche questi, hanno la durata di un mese e si può votare una volta al giorno. Il segno O rappresenta i sondaggi aperti e il segno X quelli chiusi. E', inoltre, possibile votare anche opzioni non presenti in quelle segnalate attraverso un commento nella pagina del relativo sondaggio. Grazie della partecipazione...

 

Altro su:

Sondaggi

Sanremo

 

 

Condividi post
Repost0
29 gennaio 2018 1 29 /01 /gennaio /2018 00:01

"Fermi con le mani" è un brano molto particolare di Fabrizio Moro, cantautore sempre molto attento alle tematiche dell'attualità e della cronaca. Fabrizio Mobrici, questo il vero nome, ha avuto il suo momento di maggiore popolarità nel 2007 con il trionfo al Festival di Sanremo, categoria Giovani, con la stupenda "Pensa", canzone incentrata sulla lotta alla mafia e dedicata alle figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che gli valse anche il Premio della Critica. Dopo quel successo, però, Moro ha continuato a sfornare sempre brani di ottima fattura sia per se che per altri artisti. Le sue doti autoriali, infatti, ed il suo modo di osservare le realtà e metterla in un musica è un qualcosa che rimanda alla grande tradizione cantautorale italiana, storia un po' tralasciata dall'attuale offerta musicale nazionale dove prevale la banalità e la ricerca del rapido quanto inutile successo commerciale a "tempo determinato". Moro, invece, incarna proprio quello spirito espresso dai nostri grandi cantautori soprattutto tra gli anni '70 e '80 per mano e voce di Fabrizio De André, Franco Battiato, Ivano FossatiFrancesco Guccini, Roberto Vecchioni e così via per poi essere riproposto agli inizi degli anni '90 dalla scuola toscana targata Giancarlo Bigazzi con i vari Masini, Baldi, Vallesi fino a cadere quasi nel dimenticatoio mediaticatemente ed essere ripescato di tanto in tanto non permettendo alle nuove generazioni di legarsi a questo tipo di musica pensante pur avendo, tra le file dei nostri artisti, diversi elementi capaci di portare avanti con grande qualità questa tradizione che sta alla base della nostra musica e della nostra cultura. In "Fermi con le mani", pubblicato come inedito nell'album dal vivo "Atlantico Live" del 2011, Moro, autore del testo e coadiuvato da Pier Cortese per la musica, canta la vicenda di cronaca nera relativa a Stefano Cucchi, morto in circostanze ancora poco chiare nel 2009 durante la custodia cautelare al carcere Regina Coeli di Roma in seguito ad un fermo per spaccio di stupefacenti. La vicenda, grazie soprattutto all'impegno della sorella del ragazzo, Ilaria Cucchi, ha ottenuto fin da subito una grande risonanza mediatica volta a far chiarezza sulle cause del decesso e sulle presunte responsabilità delle forze dell'ordine e del personale medico dell'ospedale Sandro Pertini di Roma, luogo dove è avvento il decesso, sull'accaduto. Dal punto di vista processuale, in primo grado nel 2013, c'era stata l'assoluzione per gli agenti penitenziari e per gli infermieri mentre erano stati condannati con diverse modalità cinque medici del presidio ospedaliero. All'appello nel 2014, però, anche questi ultimi sono stati assolti ma il legale della famiglia Cucchi ha annunciato la volontà di appellarsi alla Suprema Corte di Cassazione mentre la sorella Ilaria continua nella sua campagna di sensibilizzazione mediatica. A fare eco, quindi, alla vicenda c'hanno pensato trasmissioni televisive, organi di stampa, gente comune ed anche diversi artisti che hanno voluto dar voce alla triste vicenda oltre all'amico pugile di Stefano Emanuele Della Rosa che dal 2010 ha messo in atto il "Memorial Stefano Cucchi". Fra gli artisti musicali, invece, che hanno voluto dare visibilità alla cosa oltre Moro ci sono stati, fra gli altri, Rocco Hunt, Jack La Furia, Piotta, Alessandro Mannarino e i 99 Posse. Come in "Pensa", quindi, Moro accende ancora una volta il pensiero su di una situazione delicata e da non dimenticare mai. Come la mafia, infatti, anche il caso Cucchi è una di quelle vicende italiane che rischia di essere insabbiata e trascurata una volta spente le luci dei riflettori mediatici ed è ciò che non deve accedere sia per rispettare la memoria di Stefano ma anche per far sì che i responsabili non rimangano impuniti ed anche affinchè cose del genere non si ripetano mai più sulla pelle di nuove vittime senza voce. Un plauso, quindi, a Fabrizio Moro ed a tutti quegli artisti che hanno dato voce a Stefano ed alla sua famiglia cercando di smuovere le coscienze ed il pensiero di chi tutti con la speranza che sia fatta giustizia al più presto e consentire, in questo modo, che Stefano possa davvero riposare in pace.            

Condividi post
Repost0
27 gennaio 2018 6 27 /01 /gennaio /2018 00:01

"Padre davvero" è il primo singolo pubblicato da Domenica Rita Adriana Berté con il nome d'arte Mia Martini che presto entrerà nella storia della musica italiana ma che sarà, fin dal principio, accompagnato da una sorte avversa condita di polemiche, censure, illazioni e menzogne che ne condizioneranno prima la carriera artistica e poi la stessa vita. Nel 1971, quando "Padre davvero" viene pubblicata nell'album "Oltre la collina", i tempi del malessere dovuti all'infame etichetta da iettatrice che gli sarà affibbiata dal mondo discografico e che la porterà alla morte sono ancora lontani e di Mimì si nota solo la sua voglia di arrivare ed il suo indiscusso talento vocale ed interpretativo. E' per tale motivo che, Antonello De Sanctis, autore  del testo di questo brano, con musica di Piero Pintucci, decide di affidare la sua composizione a questa nuova stella della canzone italiana. Il testo nasce dal rapporto difficile avuto dall'autore con il proprio genitore ma, la storia appare incredibilmente vicina a quella della stessa Mimì. Negli successivi, infatti, quando emergono i contrasti avuti tra Mia Martini ed il padre, in molti pensano che il brano sia diretto proprio al padre di Mimì. La stessa Mia, però, ha dichiarato che quando la canzone fu scritta lei e gli autori del brano non si conoscevano e lei accettò d'istinto di interpretare questo brano non pensando mai che avrebbe provocato queste dicerie. D'altro canto, però, De Sanctis ha reso noto che quando presentò il brano alla Martini lei ritrovò molti punti comuni alla sua storia rivelando: "Hai descritto il rapporto con mio padre in modo ancor più vero di come l'ho vissuto io". Ciò significa che è vero che il brano non è stato scritto pensando a Mimì ma che lei lo sentiva particolarmente suo poiché molto vicino al suo reale rapporto padre-figlia. Anche per questo, l'interpretazione che ne esce è un qualcosa di straordinario, che rompe gli schemi ed inizia a far conoscere al mondo un'artista unica. Oltre le dicerie, però, questo brano provocò anche altri tipi di problemi a Mimì come quello della censura. Il rapporto violento e crudo raccontato nella versione originale, infatti, viene adattato dalla Rai in diversi punti per consentire la promozione televisiva. Uno dei versi censurati diceva, in origine: "...e con mia madre dormivi nel fieno, anche in aprile, e di me era piena. Padre davvero... sarebbe grande, sentire il parere della tua amante..." e divenne: "...e con mia madre giocavi ad un bel gioco, mano per mano, e la luna era piena. Padre davvero... dai i tuoi consigli, all'altra donna e agli altri tuoi figli...". Censurato, inoltre, anche il verso: "...Ti servo solamente, dentro il letto. Ti servo solamente, quando è notte...". Nonostante tutto, però, il brano ebbe un grande successo fin da subito, fu presentato al Cantagiro e vinse il Festival D'Avanguardie e Nuove Tendenze di Viareggio sempre nel 1971. Negli anni, la canzone, è diventata una perla della musica italiana ed è stata interpretata da diversi artisti tra cui Marco Masini, artista che ha vissuto un po' la stessa storia di Mimì, che ha regalato in una trasmissione Rai, "Per sempre Mia", omaggio all'artista del 2012 una sentita e profonda interpretazione del brano. Una storia di un successo, quindi, iniziata tra censure, dicerie e censure che rappresenta un po' lo specchio di ciò che sarà la carriera e la vita di Mimì fino a quel tragico 12 maggio 1995, data della scomparsa dell'artista ancora avvolta nel mistero. Talento puro e accanimento mediatico sono forse i due punti cruciali che racchiudono la vita artistica e terrena di questa grandissima "piccola donna".    

Condividi post
Repost0
20 gennaio 2018 6 20 /01 /gennaio /2018 00:01

"La mia banda suona il rock" è, forse, il brano più noto e sicuramente uno dei più quotati dal punto di vista commerciale di Ivano Fossati ma, forse proprio per questi motivi, è stato più volte rinnegato dallo stesso artista genovese. Il cantautore, che poi si farà conoscere al pubblico attraverso una cifra autoriale molto più profonda che lo porterà ad essere riconosciuto come uno dei più grandi autori della nostra cultura musicale, ha definito quel pezzo, divenuto in breve tempo un classico da karaoke e simili, un simpatico e divertente esperimento giovanile. Ovviamente, la stesura testuale di quel brano non ha molto del Fossati che oggi tutti conosciamo ma, allo stesso tempo, quella canzone fu fondamentale per lancio mediatico dell'artista reduce dall'esperienza con i Delirium, dai suoi primi album da solista e dai primi successi prettamente autoriali per Anna Oxa. "La mia banda suona il rock", quindi, ha permesso a Fossati una notorietà popolare che è servita a fare apprezzare, seppur in minima parte, le sue grandi capacità da musicista ed anche da autore. Infatti, anche se commercialmente forte, quel brano, non aveva per niente un testo banale. A differenza dei "successi" di massa attuale, infatti, "La mia banda suona il rock", possedeva una netta matrice autoriale oltre ad una originalità del vocabolario e delle sonorità difficilmente riscontrabili nelle canzonette usa e getta dei nostri tempi. Inciso nell'omonimo album del 1979, il brano, intende palesare la forza della musica e la sua capacità di abbattare frontiere e pregiudizi. Un messaggio simile a quelli che poi saranno riportati in veri capolavori del suo repertorio come "La musica che gira intorno" e "Panama". Il rock latineggiante, espresso con musicisti americani per il brano registrato a Miami offre, secondo l'autore, con tutti suoi limiti, sempre voglia di vivere e di ballare. Una miscela coinvolgente, quindi, dove tra i tanti temi si parla anche della voglia di arrivare dei giovani artisti disposti a tutto pur di essere considerati ed è, forse, proprio questo il tacito ed incoscio obiettivo di questo progetto. Fossati, infatti, pur sfiorando la top ten con questo brano al suo lancio e nonostante sia diventato un vero è proprio evergreen della sua lunga carriera non l'ha mai considerato tra i suoi migliori brani estromettendolo sistematicamente dalle sue raccolte di successi e dai dischi live. Seppur ripudiato dall'autore, comunque, il brano non ha mai visto l'oblio ed è da impaginare tra i maggiori successi della musica italiana di tutti i tempi. A certificare ciò vi sono anche le tante cover di cui la canzone è stata protagonista nel corso degli anni sia in italiano che in spagnolo. L'ultima, in ordine di tempo, è stata realizzata da Laura Pausini per il suo album "Io canto" del 2006. Un successo senza tempo che non rappresenterà l'immenso autore che dimostrerà di essere Fossati negli anni successivi ma che sicuramente ha influito in maniera importante nella sua carriera e nella storia della musica italiana e non anche se non pare sia servito a far capire agli addetti ai lavori che non per forza un brano commerciale debba essere sinonimo di banalità. La qualità, alla fine, paga sempre anche e rimane nel tempo a differenza del sole-cuore-amore che lascia il tempo che trova.    

Condividi post
Repost0
18 gennaio 2018 4 18 /01 /gennaio /2018 00:01

"La musica è finita" è un classico della canzone italiana. Presentata al Festival di Sanremo del 1967 da Ornella Vanoni in abbinamento con Mario Guarnera, la canzone, scritta per il testo da Franco Califano e Nicola Salerno e per la musica da Umberto Bindi viene poi pubblicata sempre nel 1967 nell'album "Ornella Vanoni" della stessa artista milanese. Con la suddetta squadra di autori non poteva che venir fuori un capolavoro che si piazza quarto a Sanremo per poi vivere di luce propria fino ai nostri giorni non perdendo mai la sua forza e venendo, di tanto in tanto, rinnovata con nuove incisioni di altri artisti. Nel corso degli anni, infatti, il brano è stato proposto, ad esempio, dallo stesso Califano ma anche da Mina, Renato Zero, Massimo Ranieri e tanti altri. Inoltre, è stata incisa anche una versione in inglese dal titolo "Our song" da Robert Plant, prima di diventare la voce dei Led Zeppelin. Il testo parla in maniera malinconica di una donna che ha l'opportunità di reincontrare il suo ex compagno che ancora ama in una festa tra amici ma, in pratica, non riesce a sfruttare l'occasione per chiarire i suoi sentimenti non trovando il coraggio di avvicinarlo. Tra i due, infatti, non vi sarà che l'accenno di saluto, un ombra di sorriso, nemmeno una parola fino a che, appunto, la musica finisce e gli amici se ne vanno insieme al suo amore lasciandola ancora una volta sola nel suo tormento. Lei, però, continua a sognare una nuova occasione per non buttar via quella speranza d'amore. Un brano magnifico, quindi, che rende bene nella vocalità della Vanoni ma che probabilmente, si presenta al meglio nell'interpretazione sentita di chi quelle parole le ha scritte e cioè Franco Califano, un maestro assoluto della nostra musica che ha saputo, con la sua sensibilità, innalzare le potenzialità di tante interpreti confenzionando per loro delle vere e proprie perle che non perderanno mai la loro luce.     

Condividi post
Repost0
2 gennaio 2018 2 02 /01 /gennaio /2018 00:01

"Piramidi di luna" è uno dei brani più belli della discografia di Paolo Vallesi, un artista troppo spesso dimenticato dai media che ha segnato, con diversi lavori di qualità, momenti significativi nella musica italiana dei primi anni '90 e che, vista la scarsa visibilità che gli viene concessa, ha tutt'ora difficoltà nel proporre del nuovo materiale quando, invece, viene dato tanto spazio a chi, la storia artistica di Paolo ed i suoi capolavori, ancora la sogna. Una di queste perle della sua carriera discografica è proprio "Piramidi di luna", canzone contenuta nel suo primo album "Paolo Vallesi" del 1991 e scritta con Giuseppe Dati. Il brano è dedicato alla memoria di Claudio, un caro amico di Paolo dell'adolescenza scomparso prematuramente proprio ai tempi della scuola. I due amici, oltre a dividere il banco di scuola, erano molto uniti dalla passione per la musica e sognavano, un giorno, di scrivere e cantare insieme le proprie canzoni e Paolo, dopo la sua morte promise a se stesso che, qualora fosse riuscito a diventare un cantante avrebbe ricordato il suo amico in ogni suo concerto. Quel ricordo, quindi, si è trasformato in questa intensa dichiarazione d'affetto verso un compagno con il quale ha condiviso gli anni più belli di una spensierata gioventù. Nel brano, infatti, si parla di tutte quelle piccole cose che i due amavano fare insieme come le corse in bicicletta, i dribbling coi palloni ma anche le prime esperienze amorose e quel vecchio tram che li accompagnava verso nuove avventure. La morte di Claudio sconvolse letteralmente la vita di Paolo che, pare, divenne molto più introverso da quel momento oltre a cambiare in modo netto anche il proprio rapporto con la fede. In una intervista fatta nel 1998 per il libro "Anima mia", che parlava proprio del rapporto tra fede e cantanti, Paolo rivelò che, all'epoca della scomparsa dell'amico, lui e gli altri compagni di scuola erano decisi a trascorrere la notte in chiesa per vegliare la salma di Claudio nel giorno prima del suo funerale ma, la toccante e tenera iniziativa dei ragazzi venne stroncata dal parroco che li mandò via senza alcuna delicatezza. Tutto il gruppo ci restò molto male per il comportamento del prete e, soprattutto, Paolo che lo conosceva essendo un assiduo frequentatore di quella parrocchia nella quale suonava anche l'organo durante le funzioni. Da quella scottante esperienza avuta in giovane età appena dopo la scomparsa dell'amico più caro, Paolo cambiò il suo rapporto con la religione ed inziò che la realtà è tutt'alta cosa di ciò che si immagina attraverso gli insegnamenti della scuola e della propria famiglia. Inoltre, questa esperienza, conferì un legame ancor più forte con quell'amico, abile chitarrista, e testimone di un sogno che poi, almeno per Paolo, forse anche grazie all'aiuto divino di quell'anima buona, si è realizzato. Dal 1991 ad oggi "Piramidi di luna" è un appuntamento immancabile in ogni concerto di Vallesi oltre che uno dei momenti più toccanti se si pensa a cosa provi lo stesso Paolo nell'interpretare questo profondo ricordo di un ragazzino che gli ha cambiato la vita e che, ancora oggi attraverso questo brano, cerca per proteggerlo, accendendo piramidi di luna, da quel buio di cui Claudio aveva paura da bambino. Un grande brano, quindi, di un cantautore che meriterebbe di essere presto rivalutato e al quale andrebbe data la giusta fiducia e l'adeguato appoggio dall'industria discografica per consentirgli un meritato grande ritorno in cantiere, ormai, da troppo tempo e mai concretamente realizzato tranne alcune, timide e poco sponsorizzate, pubblicazioni di singoli. 

 

 

Altro su:

Paolo Vallesi

 

Condividi post
Repost0
1 gennaio 2018 1 01 /01 /gennaio /2018 00:01
Sondaggi: Sanremo Story. Il peggior 1° anni 2000
Sanremo Story: Peggior 1°anni 2000
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Condividi post
Repost0

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua, Pagina Facebook e Donazioni

English French German Spain Italian Dutch Russian Portuguese Japanese Korean Arabic Chinese Simplified
 


this widget by www.AllBlogTools.com

La musica che gira intorno

Promuovi anche tu la tua Pagina

Chat

Flag Counter

Flag Counter