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  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
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  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

la verità che muore..."

Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

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La Sfida dei 100, 8°Fase-Sfida Finale
 
 
 
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31 dicembre 2020 4 31 /12 /dicembre /2020 00:01
Sondaggi: Risultati Dicembre 2020

X La musica che gira intorno...Note d'oro 2020:

Miglior Canzone: "Il confronto" Marco Masini 60%

Miglior Album: "Zerosettanta" Renato Zero 50%

Miglior Artista: Renato Zero 75%

 

X La Sfida dei 100, 4°Fase-1°Sfida: Domenico Modugno 55% e Adriano Celentano 27%  

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3 dicembre 2020 4 03 /12 /dicembre /2020 14:15
Sondaggi: Note d'oro 2020, Miglior Artista
Miglior Artista 2020
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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3 dicembre 2020 4 03 /12 /dicembre /2020 14:08
Sondaggi: Note d'oro 2020, Miglior Album
Miglior Album 2020
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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3 dicembre 2020 4 03 /12 /dicembre /2020 13:58
Sondaggi: Note d'oro 2020, Miglior Canzone
Miglior Canzone 2020
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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1 dicembre 2020 2 01 /12 /dicembre /2020 00:01
Sondaggi: La sfida dei 100, 4°Fase-1°Sfida
La Sfida dei 100, 4°Fase-1°Sfida
 
 
 
 
 
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30 novembre 2020 1 30 /11 /novembre /2020 00:01
Sondaggi: Risultati Novembre 2020

 

X La Sida dei 100, 3°Fase-10Sfida: Roberto Vecchioni 67% e Vasco Rossi 27%

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2 novembre 2020 1 02 /11 /novembre /2020 00:01

"Preghiera in gennaio" è uno dei capolavori di Fabrizio De André inciso nell'album "Volume 1" del 1967. Il testo è ispirato alla poesia "Prière pour aller au paradis avec le anes" (Preghiera per andare in paradiso con gli asini) composta nei primi del '900 dal poeta francese Francis Jammes. La musica è composta da Faber con la collaborazione di Giampiero Reverberi mentre il testo è dello stesso De André ed è legato ad una circostanza drammatica che legherà per sempre questa composizione al nome di Luigi Tenco, cantautore  morto suicida proprio nel gennaio dei 1967 dopo l'eliminazione di un suo brano al  17° Festival di Sanremo. De André stimava molto Tenco dal punto di vista artistico essendo uno di quei cantautori che trattava, nei suoi testi, tematiche molto vicine al proprio stile oltre ad avere un'idea politica molto simile. Non molto tempo prima della scomparsa di Tenco, tra l'altro, i due avevano parlato di una possibile futura collaborazione artistica che immaginavano da diverso tempo. Quella partecipazione a Sanremo che Tenco, come De André, aveva sempre rifiutato divenne per l'artista una gabbia mortale e, subito dopo appresa la notizia dalla telefonata di un amico nella notte tra il 26 e 27 gennaio, De André si precipita a Sanremo con Puny, nomignolo dell'ex moglie Enrica Rignon, e con Anna Paoli ed osserva il corpo di Luigi nell'obitorio e venne colpito dal pallore della morte e dal colore scuro delle sue labbra carnose: immagine che a De André rimarrà impressa per diverso tempo. Sulla strada di ritorno per Genova, in attesa dei funerali che si sarebbero tenuti due giorni dopo, De André, ancora ebbe l'ispirazione da cui nacque questa composizione. De André compose questo brano come un omaggio discreto ad un amico, un modo per gratificarlo e per ricordarlo senza, però, voler strumentalizzare la cosa. Proprio per evitare ciò, infatti, De André rivelerà solo alcuni anni dopo di aver scritto questo brano in memoria di Tenco. Parlando del testo, De André, compone un vero capolavoro parlando del trattamento che andrebbe riservato nell'aldilà da un suicida che ha preferito la morte all'odio e all'ignoranza presente nella vita terrena. Si elogia, quindi, il coraggio di un uomo che ha scelto di non vivere in un mondo che non gli apparteneva. De Andrè, quindi, si auspica che il buon Dio possa accoglierlo tra le sue braccia rincuorandolo ed aiutandolo a soffocare il singhiozzo di quelle labbra smorte con il benestare dei benpensanti che lo vorrebbero tra le fiamme dell'inferno. L'inferno, per De André, dovrebbe esistere solo per chi crede in questa eventualità non avendo una coscenza pura e non mostrando, di conseguenza, il coraggio di credere in una misericordia divina. Il paradiso, invece, per Faber è destinato soprattutto a chi, nella vita, non ha sorriso pur mantenendo una coscenza immacolata. Inoltre, queste anime, possono essere utili, meglio di nessun'altro, al Signore per comprendere gli errori degli uomini e salvarli da un triste destino. Nell'ultimo verso, inoltre, Faber invita Dio ad ascoltare la voce di Luigi, che ormai canta nel vento, convinto che ne sarà contento. Un'appello finale, quindi, al Signore che possa, nella sua misericordia, prestare orecchio ad un'anima pura sicuro che apprezzerà sia il suo pensiero che, evidentemente, la sua valenza artistica. Un capolavoro assoluto, dunque, che ci ricorda la purezza di un animo candido stritolato dal cinismo di certi ambienti come Tenco e l'inarrivabile profondità del più grande cantautore italiano che è stato Fabrizio De André.  

 

 

      
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1 novembre 2020 7 01 /11 /novembre /2020 00:01
Sondaggi: La Sfida dei 100, 3°Fase-10°Sfida
La Sfida dei 100, 3°Fase-10°Sfida
 
 
 
 
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31 ottobre 2020 6 31 /10 /ottobre /2020 00:01
Sondaggi: Risultati Ottobre 2020

 

X La Sfida dei 100, 3°Fase-9°Sfida: Renato Zero 64% e Pino Daniele 27%

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2 ottobre 2020 5 02 /10 /ottobre /2020 17:51

Un autunno ricco per la musica italiana che ci porta una pioggia di note e testi di grande qualità. Ad iniziare questa robusta dose di buona musica, anticipando la stagione autunnale, è stato Vincenzo Incenzo con l'affascinante album "Ego", poi è arrivato il ciclone di Renato Zero che per le sue settanta primavere si è regalato "Zerosettanta", un triplo album di inediti diviso in tre pubblicazioni mensili e, infine, è arrivato, dopo una gestazione travagliata durata ben sette anni, il nuovo album di Samuele Bersani dal titolo "Cinema Samuele". Un tris di artisti molto diversi tra loro che si uniscono, però, nella qualità dei loro prodotti e nella unicità dei loro punti di vista. Questo tsunami artistico arriva al termine dell'estate quasi a voler cancellare i segni della solita insignificante musica da ombrellone. La pochezza delle così dette hit estive lascia spazio finalmente alla vera musica. Incenzo, torna a due anni dal successo di "Credo" che lo ha spinto a proseguire nel presentare in prima persona le sue creazioni dopo una lunga e ricca carriera da autore. Fu proprio Renato Zero a spingere il fidato amico e collaboratore nel riprendere a cantare le sue canzoni come aveva iniziato agli albori della sua storia discografica ed a puntare su di lui curandone la produzione ed ha avuto ragione. Le vite e le carriere dei due si intersecano anche in questa circostanza perché Incenzo è anche presente come autore nel volume 3 di "Zerosettanta" con due brani. I due, oltre a ritrovarsi nel modo di scrivere, hanno una affinità particolare nella rappresentazione della propria arte che li rende compatibili ma unici allo stesso tempo. Una sensibilità spiccata ed un vissuto che li porta a toccare ogni tema della nostra realtà con estrema profondità e con una raffinatezza molto rara nel nostro panorama musicale. Delicati e duri, rivoluzionari, mai banali e, ognuno a suo modo, autentico. Più intimista l'uno e più teatrale l'altro sono due facce essenziali di un patrimonio artistico da difendere e supportare. Non è da meno Bersani, che dopo un blackout dovuto sia a problemi sentimentali che ad una fase di stallo concepibile in una lunga carriera, giunge nuovamente al suo pubblico con questo nuovo lavoro che non fa che confermare il rammarico per una così lunga assenza. Il suo modo di scrivere e di affrescare la realtà è assolutamente unico e non paragonabile con nessuno. Pur essendo chiara la sua matrice cantautoriale formatasi soprattutto sulle tracce di Dalla, Samuele, ha sempre avuto una suo sguardo, una sua capacità descrittiva fuori dal comune che gli ha consentito, fin da subito, di avere sua specifica collocazione nel mondo dei cantautori. Insieme a Fabi, Silvestri, Gazzè, Consoli, e pochi altri faceva parte della nuova leva del nostro cantautorato ed oggi che sono tutti intorno ai cinquant'anni viene considerato, insieme ai suoi compagni di viaggio, ancora come facente parte dell'ultima generazione di veri cantautori e questo ci deve far riflettere sul presente della nostra musica. I cantautori di qualità esistono ancora e continuano a nascere ma il problema resta la discografica che non sa o non vuole concedergli l'opportunità di presentarsi al grande pubblico. Il mercato va in altre direzioni ma si spera che ondate di qualità come questa possano far capire a chi di dovere l'importanza di cambiare rotta al più presto affinché anche le nuove generazioni possano avere la possibilità di innamorarsi della qualità e possano continuare a difendere la grande tradizione autorale della nostra musica.        

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