Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"Non so se sono stato mai poeta

e non mi importa niente di saperlo,

riempirò i bicchieri del mio vino,

non so com'è, però vi invito a berlo..."

Pierangelo Bertoli - A muso duro

Sondaggi

Sanremo Story, Miglior 1° anni 2010/2019
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
9 gennaio 2022 7 09 /01 /gennaio /2022 00:01

"Un nuovo amico" è uno dei brani più noti ed amati della ricca discografia di  Riccardo Cocciante. Scritta con Giulio Rapetti in arte Mogol, la canzone, è stata pubblicata nel 1982 all'interno del fortunato album "Cocciante" che conteneva, tra le altre, anche "Celeste nostalgia" e "In bicicletta" scritte sempre con Mogol. Per questo disco, infatti, Cocciante conferma il suo sodalizio con il celebre paroliere continuando a collezionare successi e ad affermarsi tra i più grandi esponenti della musica italiana. L'album in questione ottiene un grande successo e risulterà il secondo album più venduto dell'anno. La buona riuscita del disco a livello commerciale si deve sia alla grandezza dell'interprete che alla bellezza dei testi come appunto quello di "Un nuovo amico". Nel brano, si parla, della bellezza di un vero e sincero rapporto d'amicizia e dell'importanza che lo stesso può assumere nella vita di un uomo. Nel testo, quindi, viene espressa la purezza di un sentimento che, talvolta, può essere ancor più forte e profondo di quello che si può provare per una donna in una storia d'amore. Per preservare una vera amicizia si farebbe di tutto e Cocciante e Mogol usano diversi esempi che rendono bene l'idea di ciò che intendono esprimere come: "...andrei a piedi certamente a Bologna..." o "...passerei qualche notte in prigione...". Del brano, inoltre, ne è stata fatta anche una bellissima versione in spagnolo con il titolo "Por un amigo màs" cantata dallo stesso Cocciante e poi ripresa nel 1990 dall'artista messicano Pedro Fernàndez. Un bel testo, quindi, sublimato dalla solita grande qualità interpretativa di un vero artista della nostra scena musicale come Riccardo Cocciante. 

 

 

Condividi post
Repost0
8 gennaio 2022 6 08 /01 /gennaio /2022 00:01

"Stella napulitana" è un bellissimo brano che Nino D'Angelo ha pubblicato nell'album "Tra terra e stelle" del 2012. Cantata insieme al rapper napoletano Ciccio Merolla, la canzone, esprime quel senso di insoddisfazione manifestato dai giovani del territorio napoletano e non nel particolare momento storico che il nostro Paese sta attraversando. L'alto tasso di disoccupazione ed i relativi problemi economici stanno alla base di quella crisi psicologica che il cantautore napoletano ha voluto esprimere in maniera egregia in questo testo. Non manca inoltre l'amore per quella terra che, anche se non offre molte possibilità, rimane comunque difficile privarsene e lo si fa solo per la speranza di trovare fortuna altrove. Il desiderio, però, di credere ancora in un futuro nella propria città è anche sintomo di grande coraggio oltre che di estrema dignità poichè rappresenta quella determinazione nel potersi realizzare nella propria terra senza, per forza, calare il calo, accettare la sconfitta e piegarsi ad un destino di emigranti già vissuto qualche anno fa dalla nostra gente. Nel brano si parla di Napoli e dei figli di questa città ma la situazione riguarda un po' tutto il meridione italiano da sempre in cerca di uno sviluppo che non arriva mai. D'Angelo, quindi, da acuto osservatore della realtà è riuscito ad esprimere con la solita poesia quel palese senso di insoddisfazione che oggi risiede nell'animo dei giovani napoletani che non riescono a vedere un futuro nella propria terra.

 

Altro su:

Nino D'Angelo

 
Condividi post
Repost0
7 gennaio 2022 5 07 /01 /gennaio /2022 00:01

"Cuore di aliante" è un brano di Claudio Baglioni del 1999 e pubblicato nell'album "Viaggiatore sulla coda del tempo". Il brano, inoltre, prima dell'uscita del disco viene associata ad una celebre campagna pubblicitaria di un noto marchio di telefonia, che permette quindi di ascoltare il brano in anteprima. Il disco che ha venduto oltre 600 mila copie è tra i maggiori successi dell'artista romano ed espone in diversi brani una ricerca della libertà dal tempo che scorre. Per rafforzare questo senso di viaggio, Baglioni, presenta il disco in quattro hangar di altrettanti aeroporti italiani nelle città di Firenze, Milano, Napoli e Catania che l'artista raggiunge tutti in un solo giorno, il 30 ottobre 1999, a bordo di un ATR 42. Una anima di viaggiatore che cerca la strada per vivere il mondo ed il tempo in ogni suo aspetto. Un uomo che vuole essere protagonista del suo tempo che intende scandire a suo modo senza interferenze esterne. Un pensiero che viene espresso bene in "Cuore di aliante" dove il protagonista reduce da uno smarrimento della propria natura è in cerca della sua libertà e della sua vita che insegue con il suo spirito di viaggiatore nel tempo provando a domare lo stesso con la forza della musica. Scandire i suoi istanti con il ritmo di uno strumento che sostituisca o accompagna le pulsazioni ed i battiti del proprio cuore. Una visione suggestiva ed affascinante che vede il protagonista ricercare la propria libertà ed il proprio essere attraverso il suo cuore e la sua musica che può essere intesa come unica arma di cui l'uomo dispone per combattere il tempo o, almeno, scandirne il suo passaggio attimo per attimo affinchè si possa avere la percezione del suo reale scorrere e poter costruire sullo stesso la propria personale stesura. Una ricerca della libertà che può essere intesa anche come un bisogno di solitudine ovvero come la volontà di raggiungere quella condizione di poter vivere la propria esistenza come una esperienza personale senza condizionamenti esterni che possono avere conseguenze comportamentali in una società dove spesso si imita la massa perdendo la propria individuale essenza. La suddetta può essere una delle letture che possono essere date a questo testo che ha il pregio di donare differenti interpretazioni e sensazioni a seconda dell'ascoltatore. In ogni caso, rimane un grande successo di Baglioni ed ancora oggi, grazie alla sua poetica, rappresenta una delle canzoni più amate del suo vasto repertorio musicale.

 

 

 


 

Altro su:

Claudio Baglioni

Condividi post
Repost0
6 gennaio 2022 4 06 /01 /gennaio /2022 00:01

E' il 1982 quando Riccardo Fogli, già solista dopo aver chiuso nel 1973 la collaboraizone con i Pooh durata 7 anni, si presenta al 32° Festival di Sanremo con "Storie di tutti i giorni". L'artista toscano partecipa alla manifestazione canora con l'alone del favorito arrivando dalla vittoria al Festivalbar con "Malinconia" e tale etichetta, che spesso porta sfortuna ai cantanti in gara, verrà confermata al termine della kermesse. Proprio questa vittoria annunciata provocherà grandi polemiche guidate soprattutto da Claudio Villa, escluso clamorosamente dalla finale. Fogli si classifica primo davanti ad Albano e Romina con "Felicità" e a Drupi con "Soli" e zittirà le polemiche sulla vittoria asserendo che il ruolo da favorito gli era stato attribuito dagli addetti ai lavori che, essendo a conoscenza delle canzoni già da prima delle esecuzioni, avevano considerato la sua tra le migliori del Festival. Con Fogli hanno collaborato alla scrittura del brano, che sarà incluso nell'album "Collezione",  anche Guido Morra e Maurizio Fabrizio. La musica del brano ritmata e viva accompanga, invece, un testo abbastanza malinconico perchè parla della rassegnazione a cui è costretta la gente comune sempre alla ricerca di un grande amore che disattenderà le aspettative una volta trovato e con sogni in testa che non si realizzeranno mai. Una vita monotona, quindi, quella che esprime Fogli riferendosi alla gran parte della popolazione dove non ci sono nè grandi guai nè grandi soddisfazioni e dove spesso si perdono anche i rapporti d'amicizia con persone che scelgono altre strade dimenticando chi li ha accompagnati nei momenti bui. L'artista, quindi, tratta la questione con fatalismo pensando che questo destino per la gente comune non potrà mai cambiare. Il successo ottenuto all'Ariston venne poi confermato anche dal mercato: il singolo fu, infatti, tra i più venduti del 1982 raggiungendo anche il primo posto delle classifiche italiane. Come tutti i grandi successi anche "Storie di tutti di giorni" è stata oggetto di diverse cover come quella in olandese di Marco Borsato "Dromen zijn bedrog" ovvero "I sogni sono un inganno" del 1994 o quella di Gianni Morandi per l'album "Canzoni da non perdere" del 2009. Un grande pezzo, quindi, che rimane parte importante della storia della musica popolare italiana come, tra l'altro, il suo raffinato interprete.

 

 

 


 

Altro su:

Albano Carrisi

Gianni Morandi

Pooh

Riccardo Fogli       

Condividi post
Repost0
5 gennaio 2022 3 05 /01 /gennaio /2022 00:01

E' il 1996 quando Ron, Rosalino Cellamare all'anagrafe, si presenta la 46° Festival di Sanremo con "Vorrei incontrarti fra cent'anni". Ad accompagnarlo sul palco è Tiziana Tosca Donati, ovvero, Tosca che sostituisce dal progetto iniziale Ivana Spagna che si era presentata in gara con un altro brano dal titolo "E io penso a te" giunto poi quarto. La canzone di scritta dallo stesso Ron vincerà la manifestazione ottenendo un grosso successo da parte di critica e pubblico. La tradizionale melodia italiana proposta da Ron trionfa al Festival anche se nei giorni seguenti ci saranno feroci polemiche sulle votazioni che sarebbero state truccate per evitare la vittoria di Elio e le Storie Tese con "La terra dei cachi". Messe da parte le polemiche che esistono da quando è nato il Festival, il brano scritto da Ron segue tutti i canoni della canzone italiana d'amore. Una affascinate dichiarazione d'amore di un uomo verso la propria partner e viceversa che si augurano di reincontrarsi fra cent'anni per vivere e lottare ancora insieme. Una stupenda visione dell'amore disegnata da un autore molto particolare quale Ron cresciuto artisticamente al fianco di Lucio Dalla, che ha accompagnato anche nello storico tour "Banana Republic" con Francesco De Gregori. Autore, quindi, di pezzi importanti che hanno segnato la storia della musica italiana come "Piazza Grande" o "Attenti al lupo", Ron si è sempre saputo ritagliare anche un suo spazio personale oltre a trovare il tempo di scrivere capolavori per altri colleghi. Musicista, paroliere ed interprete raffinato Ron è uno di quegli artisti che si può definire davvero completo e se poi a tali capacità ci si aggiunge la qualità ed il talento è chiaro che si ottiene un esponente di spicco della nostra cultura musicale degli ultimi quarant'anni. Con "Vorrei incontrarti fra cent'anni" e la vittoria al Festival Ron forse raccoglie per la prima volta in pieno quella soddisfazione personale che tante volte ha potuto godere solo da comprimario. In questo caso, infatti, il successo è tutto suo e va a ripagare tutta l'alta qualità musicale offerta da Ron nella sua ricca storia artistica. Proprio per raccontare la sua storia Ron nel 2010 ha pubblicato la biografia "Ron si racconta: la gioia di fare musica" mentre per ciò che riguarda l'ultimo disco di inediti si deve tornare al 2008 quando prendendo spunto da una canzone di Giorgio Gaber incide l'album "Quando sarò capace di amare". Aspettando il prossimo lavoro discografico al più presto non è male ripassare la storia di questo grande artista.     

 

 

Condividi post
Repost0
4 gennaio 2022 2 04 /01 /gennaio /2022 00:01

Siamo nel 1991 quando il cantautore romano Antonello Venditti pubblica "Alta marea" nell'album "Benvenuti in Paradiso". Il successo è straripante e l'album è ancora oggi quello che conta più copie vendute nell'intera discografia di Venditti: sono, infatti, 1.500 mila. Uno dei brani che trascina l'album è, appunto, "Alta marea" che, in realtà, è una cover di "Don't dream it's over" della band australiana Crowded House del 1986. Venditti riscrive il testo in italiano mentre la musica rimane quella del neozelandese Neil Finn ed il risultato è sorprendente. Il brano spopola in radio ed in tv grazie al videoclip diretto Stefano Salvati che vede tra i protagonisti una giovanissima Angelina Jolie appena sedicenne. Inoltre, tra i musicisti che hanno collaborato al progetto del disco figura anche l'attore Carlo Verdone nelle vesti di batterista e percussionista oltre al maestro Demo Morselli alla tromba ed al flicorno. Verdone, in particolare, da grande amico di Venditti ha più volte collaborato nei lavori discografici di Venditti come nell'ultimo disco del cantautore capitolino  "Unica". Per Venditti "Alta marea" fu solo l'ennesimo successo di una carriera già saldamente consolidata e costellata di capolavori che lo hanno reso una delle colonne della nostra musica. Il testo del brano rappresenta la dipendenza o l'appartenenza che si prova in occasione di un forte legame d'amore ed anche la paura che la stessa persona, ormai parte di se, possa essere perduta. Il mistero della passione, quindi, la costande idea verso quella figura che per chi è fortemente innamorato rappresenta il mondo e la propria stessa vita. Nel brano c'è l'immagine della lunga autostrada deserta percorsa per il solo piacere di rivederla pur sapendo che durerà poco poichè è forte la consapevolezza che gli attimi vissuti insieme volino a causa dell'intensità della loro simbiosi. Un testo magnifico ed una interpretazione in pieno stile Venditti che hanno fatto di questa cover uno dei più grandi successi di tutto il repertorio artistico di Venditti e della stessa storia della musica italiana.

 

 

Condividi post
Repost0
3 gennaio 2022 1 03 /01 /gennaio /2022 00:01

"Vecchio frac" è uno dei brani più noti ed amati del repertorio di Domenico Modugno. Pubblicata nel 1955, la canzone, venne poi rivalutata negli anni successivi ottenendo ben 5 reincisioni oltre ad una versione inedita pubblicata dopo la morte del cantautore. Il singolo, che vedeva la presenza anche di "Sole, sole, sole" scritta con Riccardo Pazzaglia, ebbe un successo maggiore a quelli precedenti dell'artista ma solo dalla ristampa del 1960 le canzoni ottennero la giusta attenzione. Nel suddetto brano si racconta in modo intenso ed anche attraverso metafore il suicidio di un elegante signore dalla elevata estrazione sociale. Il testo, infatti, è ispirato alla storia del principe Raimondo Lanza di Trabia, allora marito dell'attrice Olga Villi, che all'età di 39 anni, nel novembre del 1954, si era tolto la vita gettandosi dalla finestra del suo palazzo in via Sistina a Roma. In seguito, poi, il poeta ed amico fraterno di Modugno, Giovanni Bruno, espresse anche una seconda fonte di ispirazione che l'artista ebbe per la nascita di questa canzone ovvero di una leggenda che la madre del cantautore gli raccontava quando era bambino che parlava di un fantasma che di notte usciva dal Castello di Conversano, in provincia di Bari, e vagava per la città. Un misto, quindi, tra leggenda e realtà che danno vita ad un capolavoro divenuto presto un cavallo di battaglia dell'artista oltre ad assumere un ruolo importante nella storia della nostra musica. Il carisma ed il modo che aveva Modugno di interpretare tale brano ha reso lo stesso unico e particolamente affascinante. All'epoca in cui venne pubblicata, la canzone, fu anche oggetto di censura sia per il tema del suicidio che per frasi che alludevano a contatti fisici ritenute immorali. Le strofe incriminate subirono delle variazioni ma Modugno, successivamente, le continuava a proporre nelle versioni originali. Per la cronaca "...Adieu, adieu, adieu, addio al mondo, ai ricordi del passato, ad un sogno mai sognato, ad un attimo d'amore che mai più ritornerà..." divenne "...ad un abito da sposa primo ed ultimo suo amor..." e "...chi mai sarà quell'uomo in frac..." si trasformò in "di chi sarà quel vecchio frac". Numerose, inoltre, sono state anche le cover del brano proposte da altri artisti come quelle di Claudio Villa nel 1963, di Enrico Ruggeri nel 1984 o quella dei Tiromancino insieme ai Negramaro del 2008.

 

 

Condividi post
Repost0
2 gennaio 2022 7 02 /01 /gennaio /2022 00:01

E' il 1990 quando  Nino Buonocore, Adelmo all'anagrafe, scrive il suo brano più noto e cioè "Scrivimi". Pubblicato sia come singolo che all'interno dell'album "Sabato, domenica e lunedì", il brano, ottiene un successo straordinario classificandosi terzo al Festivalbar e secondo al Cantagiro oltre a vendere 200 mila copie ed a restare per mesi nella top ten italiana. Negli anni, "Scrivimi", è stata oggetto di cover e di diverse versioni in tutto il mondo arrivando a vendere oltre 3 milioni di copie. Una delle ultime cover è stata quella eseguita da Laura Pausini ed inserita nell'album "Io canto" del 2006. La stessa Pausini ne ha fatto anche una versione per il mercato spagnolo dal titolo "Escribeme". Inoltre, due anni prima, la canzone è stata scelta da Sergio Castellitto come colonna sonora del suo film "Non ti muovere".Pur avendo già un nome affermato nella musica italiana ed avendo già preso parte a tre edizioni del Festival di Sanremo, Buonocore, con questa canzone ottiene il suo più grande successo che gli porterà notorietà in tutto il mondo e grandi riscontri commerciali. In seguito parteciperà ad un altro Sanremo e pubblicherà diversi dischi di ottima fattura ma non avendo la fortuna di rientrare tra le grazie dei media e nei canoni delle playlist radiofoniche, i suoi lavori, passano spesso in sordina senza lasciare tracce importanti. "Scrivimi" è una stupenda poesia del cantautore napoletano che esprime il desiderio di non essere dimenticato da un amore passato e gli chiede di concedergli, ogni tanto, un attimo del suo tempo scrivendogli una lettera anche di pensieri futuli ma per la gioia di sentirsi più vicini e combattere la solitudine. "A me basta di sapere che mi pensi anche un minuto, perchè io so accontentarmi anche di un semplice saluto, ci vuole poco per sentirsi più vicini...Scrivimi...". Un vero capolavoro che resta tra i brani più belli dell'intera discografia nazionale e che sarà capace di emozionare ancora tante generazioni perchè l'arte non ha età e non perderà mai la sua forza. D'altro canto ci si auspica per uno che ha dato tanto alla nostra storia musicale come Buonocore un trattamento diverso da parte di radio e tv fosse solo per rigraziarlo, da italiani, di questo grande dono che ha fatto alla nostra cultura popolare.    

 

 

Condividi post
Repost0
1 gennaio 2022 6 01 /01 /gennaio /2022 00:01
Sondaggi: Speciale Sanremo Story, Miglior 1° anni 2010/2019
Sanremo Story, Miglior 1° anni 2010/2019
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Condividi post
Repost0
31 dicembre 2021 5 31 /12 /dicembre /2021 00:01
Sondaggi: "La musica che gira intorno... Note d'oro 2021"

X Miglior Canzone 2021: Caparezza - El sendero 75%

Note d'oro 2021: Miglior Canzone
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls

X Miglior Album 2021: Nino D'Angelo - Il poeta che non sa parlare 75%

Note d'oro 2021: Miglior Album
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls

X Miglior Artista 2021: Orietta Berti 50%

Note d'oro 2021: Miglior Artista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
pollcode.com free polls
Condividi post
Repost0

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua, Pagina Facebook e Donazioni

Chat

Flag Counter

Flag Counter