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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"Ogni giorno racconto la favola mia,

la racconto ogni giorno, chiunque tu sia

e mi vesto di sogno per darti se vuoi,

l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi..."

 

Renato Zero- La favola mia

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5 settembre 2021 7 05 /09 /settembre /2021 23:01

"Un piccolo Chopin" è un brano molto bello ed intenso pubblicato da  Marco Masini enl fortunato album "T'innamorerai" del 1993. Scritta con i soliti fidati collaboratori Giancarlo Bigazzi e Giuseppe Dati il brano ci parla di come può incidere la passione per la musica nella vita di un uomo. In particolare, Marco, ci parla della sua esperienza fin da bambino quando ricevette per regalo la sua prima pianola con la quale iniziava a volare su quelle magiche vibrazioni che gli condizionaranno l'adolescenza e lo accompagneranno per tutta la vita. L'autore ci parla delle speranze e dei grandi sogni, non sempre come nel caso di Masini andati a buon fine, che ogni giovane prospetta per se dopo aver conseguito il diploma al conservatorio. Marco ci parla della sua gavetta e dei tanti anni passati facendo pianobar ma anche di quella grande voglia nascosta dentro se che non vedeva l'ora di palesarsi. Quella determinazione che lo faceva sentire, nel privato della sua stanza vuota, un piccolo Chopin inespresso. Quel talento però non ha aspettato molto per farsi spazio tra nomi della musica che conta ed ha guadagnato attraverso i sacrifici di una vita passata tra l'ebano e l'avorio dei tasti di un piano la giusta platea. In questo senso Masini è stato fortunato ma questo brano invita a non mollare mai ed a credere sempre in quella magia che solo le note musicali sanno sprigionare riuscendo a toccare le corde più nascoste dell'animo umano. Un brano affascinante e profondo che rende chiara quella passione per la quale si fanno tante rinuncie e, solo talvolta, si è ripagati con la giusta soddisfazione. Quel piccolo Chopin, quindi, che risiede anche nei musicisti alle prime armi non deve essere mai soppresso ma va alimentato giorno dopo giorno affinchè quel sogno possa diventare realtà. Ma anche se non si ottiene il successo sperato, la musica, rimane compagna di viaggio fedele per tutta la vita e riuscirà sempre a regalare emozioni e sensazioni anche fosse solo nel chiuso di una stanza. "Un piccolo Chopin" è solo una delle perle contenute in questo album che, nonostante scatenò polemiche dai soliti falsi moralisti per il brano "Vaffanculo" con consegenti censure in radio ed in tv, riuscì a vendere oltre un milione di copie in tutta Europa.

 

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4 settembre 2021 6 04 /09 /settembre /2021 23:01

"Disegno libero" è un brano di Paolo Vallesi pubblicato nel "Best of" del 2003 che non è altro che la ristampa della raccolta lanciata un anno prima dal titolo "Felici di essere" con l'aggiunta del suddetto singolo e del duetto di "C'è" con la cantante spagnola Mara. Il progetto è uno dei tanti tentativi con cui l'artista ha provato a rilanciarsi nel mondo discografico senza molta fortuna. Gli album di inediti, infatti, del cantante toscano si fermano al 1999 e da allora, pur avendo lanciato diversi singoli ed alcune raccolte, non è ancora riuscito a realizzare il progetto decisivo per una effettiva rinascita artistica. In un mondo discografico abbastanza povero di contenuti, resta difficile capire come un cantautore capace come Vallesi non riesca a ritrovare il suo spazio dopo i successi ottenuti negli anni '90. Ciò che Vallesi paga, probabilmente, è la scarsa attenzione dei media nei suoi confronti e, quindi, un difficile rapporto in termini di mercato che non gli consente di riproporsi nella maniera adeguata. Anche lanciare dei singoli di buona qualità non serve a molto se non vi è una macchina pubblicitaria alle spalle che permetta una giusta diffusione. Le nuove canzoni, pubblicate di tanto in tanto, ottengono, quindi, il solo scopo di accontentare lo zoccolo duro dei fans che ancora lo seguono prima di finire nel dimenticatorio o nel baule delle occasioni sprecate. Questa sorte, ad esempio, è capitata a "Disegno libero", brano scritto da Vallesi con Francesco Sighieri e Roberto Capaccioli che parla di un uomo che cerca, con le armi della fantasia, di riconquistare un amore finito che rappresenta la favola della sua vita. Per riuscire in questa impresa, il protagonista, abbassa le sue difese ed offre carta bianca alla sua ex partner mostrando, senza giri di inutili parole, l'essenza dei suoi sentimenti. Mettendo, quindi, da parte l'orgoglio affinchè "...nessuno sia leggenda di se stesso..." e lasciando alla donna la libertà di scrivere il destino della propria vita. Un messaggio affascinante che esprime la profondità e l'originalità di un artista che meriterebbe di avere una nuova occasione per diffondere a dovere la sua musica in un sistema discografico dove la meritocrazia non sempre è rispettata e dove ben altri pseudo-artisti meriterebbero l'oblio. Spesso, però, interessi economici o assurde leggi di mercato favoriscono personaggi che di artistico hanno ben poco togliendo spazio a chi, come Vallesi, avrebbe ancora tanto da dire.

 

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Paolo Vallesi 

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3 settembre 2021 5 03 /09 /settembre /2021 23:01

"Vola alto" è un brano di Renato Zero inciso nel album  "Amo - Capitolo I" e scritto con Danilo Madonia. In questa canzone Zero ricalca, con nuova luce, un concetto che gli sta molto a cuore avendo contrassegnato, in un certo senso la sua storia e che già ha espresso diverse volte nella sua eccellente discografia. Tale pensiero è quello di non darla vinta mai a chi desidera il fallimento altrui ma credere sempre nel sogno e non mollare mai. In questo testo, Zero, incita l'utente a a credere nei propri mezzi come ha saputo fare lui sapendo riconoscere i veri amici ed avendo sempre un profondo rispetto per se stesso. Con queste attenzioni, probabilmente, il cammino della vita può rivelarsi meno tortuoso e la lotta verso un destino già scritto che non è quello sognato può avere un lieto fine. Zero, quindi, mette al bando l'idea di lasciare che il tempo faccia il suo corso senza metterci la propria impronta bensì invita a lottare anche per chi di quello stesso diventa prigioniero e, soprattutto, per chi sarà costretto a rinunciarvi. La storia di Renato, le sue difficoltà. la sua gavetta e la sua gloria finale sono un chiaro esempio di come tutto ciò sia davvero possibile con la giusta determinazione. Ovviamente, nel caso di Renato, vi è un grande talento che ha reso tutto molto più facile anche se ognuno ha il proprio sogno e non è detto che sia lo stesso che ha inseguito e raggiunto con sudore e poesia un allora sconosciuto Renato Fiacchini che solo con il tempo e dopo tanti rifiuti è diventato l'artista che tutti conosciamo. Magari, se lo stesso Renato non avrebbe avuto questa grande forza di volontà non avremmo mai potuto godere dei tanti capolavori che accompagnano la vita di noi italiani fin dagli anni '70 e che, ancora oggi, rappresentano il meglio che musica cantautorale italiana può offrire. E' giusto, quindi, accettare questi consigli da chi ha vissuto sulla propria pelle l'amara sensazione di non farcela che si è presta trasformata in gioia solo grazie a quella forte convizione che aveva sul suo talento, prima sottovalutato ed oggi da tutti riconosciuto. Probabilmente chi qualche anno fa, ha chiuso la porta in faccia ad un artista così sta ancora rimpiangendo quel giorno mentre Renato è sempre pronto ad emozionare con la sua musica non dimenticando mai, però, chi ha provato a stroncare il suo sogno e quello dei tanti appassionati che lo seguono fin dal primo giorno.

 

 

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Renato Zero

 

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2 settembre 2021 4 02 /09 /settembre /2021 23:01

E' il 1995 quando tre artisti apparentemente diversi tra loro decidono di unirsi per presentare un brano al 45° Festival di Sanremo. I tre interpreti sono Peppino Di Capri, l'attore Gigi Proietti ed il maestro Stefano Palatresi e la canzone è "Ma che ne sai...(...se non hai fatto il piano-bar)" scritta da Claudio Mattone ed inclusa nell'omonimo e unico disco inciso dai tre denominati per l'occasione Trio Melody. La passione del pianobar è, quindi, la chiave che lega questi tre protagonisti dello spettacolo italiano che hanno iniziato il loro percorso artistico proprio con il pianobar. Nel testo, dunque, vengono elencate le diverse situazioni che compongono quella routine ormai assimilata da chi ha fatto per anni questa professione. Ogni serata sembra diversa per i clienti ma non per chi si trova su quella pedana che, non perdendo mai il sorriso, continua a ripetere lo stesso copione ogni sera. Un copione fatto di musica ma anche di comportamenti, di sguardi, di segnali che solo chi ci è passato può conoscere. I tre, quindi, giocano su queste cose e, soprattutto Proietti, e non poteva essere altrimenti, impreziosisce la performance con la sua grande ironia. Anche Di Capri e Palatresi, solitamente più professionali, si prestano al gioco e regalano una chicca che resterà nella storia dello spettacolo italiano. Il brano non aveva pretese di podio: si classificò, infatti, tredicesimo ma aveva l'intento di donare tre minuti di garbata e simpatica leggerezza. Dopo tanti anni, infatti, la canzone si lascia ascoltare ancora con piacere. Dopo questo brano, il relativo disco ed alcune esibizioni live fino al 1996 i tre artisti ripresero le rispettive strade del mondo dello spettacolo mantenedo con simpatia il ricordo di questa particolare esperienza.

 

         
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1 settembre 2021 3 01 /09 /settembre /2021 23:01

"Scimmie" è un album molto particolare nel percorso artistico di  Marco Masini perchè arriva una fase di ricerca dove Marco, reduce da quattro anni di silenzio dove aveva pubblicato una raccolta con il solo inedito "L'amore sia con te" oltre ad un duetto con Enrico Ruggeri in "La gente di cuore" prova a trovare nuove strade anche sonore per il suo cammino discografico futuro. Marco, quindi, riparte dalle sue passioni musicali riscoprendo un'anima rock da sempre presente in lui ma poco espressa nella sua giò ricca discografia. Masini, infatti, ha sempre ammesso il suo amore per le sonorità del rock anni '70 ed in questo disco, prodotto dalla casa disocgrafica Ma.Ma. appena fondata dallo stesso artista insieme a Mario Manzani e Marco Poggioni, lascia libero sfogo al suo estro realizzando nel 1998 questo concept album che ripercorre a ritroso l'evoluzione umana. Il primo singolo, che porta lo stesso titolo del disco, "Scimmie", è sicuramente il brano che meglio rappresenta questo album in cui l'autore esprime quella necessità di tornare alle origini dell'essere umano e, quindi, di riscoprire quell'istinto primordiale ed animale che è costretto nell'odierna civiltà. Masini invoca, dunque, un bisogno di naturalezza dove l'istinto prevale sul pensiero e sulla ragione sognando un mondo libero dove ognuno possa condurre la propria esistenza senza maschere proprio come i nostri cugini più stretti del regno animale. La canzone, come tutto l'album, offre ottimi spunti riflessivi e delle sonorità accattivanti che però spiazzano il pubblico abituato ad un Masini pop e certamente più melodico. Dal punto di vista commerciale, infatti, il disco pur realizzando buoni numeri se confrontati alle vendite odierne del panorama italiano, rappresenta un flop nella carriera di Masini. Dal punto di vista della critica, invece, l'album è molto apprezzato e viene premiato anche il coraggio avuto dall'artista che ha preferito sperimentare, con buoni risultati, dei nuovi orizzonti musicali invece di proporre ciò che tutti si aspettavano da lui che sarebbe stata la cosa più facile anche sotto il profilo commerciale. Questa scelta, inoltre, sottolinea quell'anarchia da un certo mondo discografico che Masini ha sempre espresso nella sua musica ed anche se "Scimmie" non sarà ricordato come uno dei suoi migliori album rimarrà sempre un segno distintivo del suo modo di essere e del suo modo di concepire la musica, pop o rock che sia ma sempre di grande qualità. Inoltre, per l'occasione, Masini aveva proposto anche un radicale cambiamento del proprio look sfoggiando capelli corti tinti di platino con pizzetto dello stesso colore. Dopo l'esperimento, però, Marco, tornò sui suoi passi sia per quanto riguarda il look sia per ciò che concerne la tipologia di musica pubblicando l'album "Raccontami di te" che si avvicina molto alle atmosfere della sua prima e migliore fase discografica.

 

 

   
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31 agosto 2021 2 31 /08 /agosto /2021 23:01

"Un'estate fa" è un celebre brano italiano, interpretato negli anni da diversi artisti ma che deve il suo successo nel nostro Paese a Franco Califano, autore del testo in italiano. Il brano, infatti, nasce in francese con il titolo di "Une belle histoire" e viene lanciata da Michel Fugain nel 1972 per l'album "Fais comme l'oiseau" realizzato con i Big Bazar. Lo stesso Fugain è l'autore delle musiche mentre il testo è di Pierre Delanoe. Sempre nel '72 la canzone viene incisa in Italia, con testo di Califano, dal gruppo degli Homo Sapiens in un 45 giri insieme a "Il sogno di Laura". La canzone, però, non ottiene fin da subito il clamoroso successo che poi otterrà negli anni successivi. Nel 1990, il brano, viene inciso da Mina per l'album "Ti conosco mascherina" ed inizia ad essere riscoperto fino agli anni 2000, quando il brano viene consacrato grazie ad una serie di cover realizzate da vari artisti. Nel 2001, infatti, i Delta V con la voce di Gi Kalweit realizzano una versione del brano che li porterà al Festivalbar ed a segnare un'estate con questo brano lanciato come singolo del loro album "Monaco '74". Lo stesso gruppo ne realizza anche una versione in inglese dal titolo "Summer ending". Rivalutata la canzone, lo stesso Franco Califano, dopo tante versioni live, la incide nella raccolta "Stasera canto io" del 2001 e nell'album "Le luci della notte" del 2003. Anche gli Homo Sapiens, a metà degli anni 2000, decidono quindi di riproporre il brano con un arrangiamento moderno e nel 2009 è la volta di Pago, nome d'arte di Pacifico Settembre, che ne incide una versione in duetto con Califano per l'album "Aria di settembre". Il testo parla di un amore estivo ormai concluso è che ha portato al protagonista un autunno malinconico fatto di ricordi e di sensazioni di una favola durata troppo poco. La magia di quell'amore strappata via dalla fine di una estate breve ma intensa rimane solo un ricordo lontano che ne enfatizzerà per la vita quella fugace storia tra due ragazzi. Un bellissimo concetto espresso in maniera poetica e affascinante che porterà al brano successo senza fine che, di volta in volta, è stato rispolverato mantenendo intatta la sua forza dal 1972 ad oggi. Tutto ciò è merito sicuramente degli autori originali del brano ma è notevole il contributo per il successo di questa canzone, soprattutto in Italia, di Franco Califano che ha saputo impreziosire quelle note con la sua solita sensibilità e con quell'animo di poeta di strada che lo ha reso, senza esagerare, uno dei più grandi autori italiani del '900. 

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30 agosto 2021 1 30 /08 /agosto /2021 23:01

"Mediterraneo" è una delle tante perle lasciate nella storia della musica italiana da Giuseppe Mango, artista recentemente scomparso che di questo mare e di questo mondo "mediterraneo" ne è stato un eccellente cantore. Il Mediterraneo, Pino, lo sentiva dentro anche per il legame forte con le sue origini meridionali e per quella sua terra, la Basilicata, che ha portato sempre nel cuore. Anche quella tragica sera in cui è stato colpito da un infarto letale mentre era sul palco lui era lì, nella sua terra e proprio da lì ha regalato al pubblico le ultime emozioni della sua lunga e ricca carriera da artista. La grande sensibilità autoriale ed interpretativa viene, nel suddetto pezzo, enfatizzata dall'apporto di uno dei parolieri più importanti del panorama italiano e cioè Giulio Rapetti, in arte Mogol. Il brano viene lanciato come singolo dell'album "Come l'acqua" del 1992 ed ottiene subito un grande successo di pubblico e critica. Il disco venderà oltre 400 mila copie e "Mediterraneo", in particolare, sarà proposta da Mango in alcune delle trasmissioni musicali più importanti e seguite del tempo come il Festivalbar, Azzurro e Vota la voce. "Mediterraneo" ripercorre nel testo le sensazioni e le emozione che quei luoghi tanto cari all'artista regalano anche solo con uno sguardo, una passeggiata, un attimo di riflessione. Proprio quest'ultimo punto sta al centro di questo brano che, in qualche modo, invita a soffermarsi un momento in queste terre affinchè la propria anima possa essere avvolta da quelle immagini e quei profumi che solo qui è possibile riscontrare. Perdersi tra gli ulivi, i pini, le arance, osservare il mare, i gabbiani, le montagne e lasciarsi cullare da quel sole che illumina e scalda i cuori di un popolo e di una terra che non ha eguali. Mango e Mogol, quindi, si fanno ambasciatori di questo universo e lo porgono agli utenti con la solita poesia e la solita raffinatezza che ha contraddistinto i loro percorsi artistici. Mango, quindi, ci regala con questa interpretazione un affascinante affresco dei suoi luoghi del cuore e mette a disposizione del ricco patrimonio musicale italiano una ulteriore perla che non smetterà mai di brillare e che continuerà a scaldare i cuori della "sua" gente mediterranea. 

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30 agosto 2021 1 30 /08 /agosto /2021 23:01
Sondaggi: Risultati Agosto 2021

 

X La Sfida dei 100, 6°Fase-2°Sfida: Lucio Dalla 50% e Renato Zero 33%

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29 agosto 2021 7 29 /08 /agosto /2021 23:01

"Maletiempo" è un bellissimo brano di Nino D'Angelo pubblicato nell'album "Gioia nova" del 2007. L'album arriva in momento della carriera dell'artista in cui, dopo la perdita della madre, aveva perso stimoli e dichiarava che non avrebbe più scritto canzoni. La nascita della nipotina Maia, invece, è la scintilla che provoca in D'Angelo nuove energie e, soprattutto nuove idee da mettere in musica. Il titolo dell'album rappresente prova questa nuova gioia provata nel diventare nonno per la prima volta. Una della canzoni più importanti di album ricco di belle canzoni è proprio "Maletiempo" in cui, l'autore, esprime le difficoltà dei nostri giorni e lo smarrimento degli uomini di quella serenità e di quella felicità da ritrovare nelle piccole cosa della vita. D'Angelo invoca un ritrovamento nella fede religiosa, qualunque essa sia ma sottolinea il fatto che la fede da solo non basta ma bisogna risoprire quei valori di fratellanza e di affetto che sembrano essere sopraffatti dalla cattiveria e dall'avidità. Nel brano vengono poi elencate diverse situazioni della vita odierna che meglio fotografano questa decadenza moderna che sembra aver colpito, come un virus, la collettività sociale. Un grande brano, quindi, che ben rappresenta la capacità autoriale di un artista che continua a confermare, anno dopo anno, la sua esponenziale crescita attraverso brani maturi e profondi che rispecchiano al meglio il nostro vivere soprattutto nella nostra realtà territoriale. Inoltre, come solo i grandi sanno fare, D'Angelo riesce a mutare in poesia ciò che osserva nella vita di tutti i giorni offrendo a chi ascolta punti di vista affascinanti e realistici e lasciando l'opportunità di fermarsi, almeno un momento, a riflettere su quanto espresso in musica.

 

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Nino D'Angelo

 

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28 agosto 2021 6 28 /08 /agosto /2021 23:01

"Sentimento pentimento" è un brano inciso dal gruppo vocale dei Neri per Caso nel loro disco d'esorido "Le ragazze" del 1995. L'album superò le 100 mila copie vendute conquistando 6 dischi di platino ed il suddetto brano venne scelto come secondo singolo, dopo la canzone che dava il titolo al progetto che vinse la categoria Nuove Proposte del 45° Festival di Sanremo di quell'anno. Scritte entrambe da Claudio Mattone, anche produttore del disco, le canzoni rappresentavano due dei tre inediti che impreziosivano un album di cover di celebri brani italiani eseguite a cappella. Proprio questa, infatti, è la caratteristica che ha fatto la fortuna del gruppo alla metà delgi anni '90 e che, acora oggi, li contraddistingue. La capacità di cantare senza orchestra e su di una base musicale realizzata con le proprie corde vocali oltre ad un accompagnamento ritmico prodotto con le mani a mo' di percussioni è, appunto, il segno distintivo di questo gruppo formato da sei ragazzi di cui tre nati a Salerno, uno a Napoli, uno Nocera Inferiore ed uno a Madrid. Dopo, quindi, il successo sanremese, i ragazzi decisero di proporre come secondo singolo proprio "Sentimento pentimento" presentandolo al Festivalbar. La canzone ottenne subito un ottimo riscontro dal pubblico sia per sua melodia orecchiabile sia per il testo semplice e diretto. Nel brano, infatti, la band lancia un messaggio ai giovani in merito alle avventure sentimentali ed al sesso specificando che quando in una relazione vi è sentimento non ci si deve mai pentire di ciò che si è fatto poichè, quando tutto è supportato da un reale coinvolgimento sentimentale, a qualunque età essa avviene, una relazione non ha niente di immorale o di imbarazzante. Anzi, i Neri per Caso, invitano a cancellare ogni tipo di tabù aprendo le porte all'amore che prima o poi, in ogni caso, avrà la meglio. Una teoria semplice e condivisibile, quindi, quella scritta da Mattone per i Neri per Caso che trovano nei giovani di quegli anni il giusto supporto. In seguito, la band, continuerà nella produzione di nuovi brani e di diverse cover ottenendo sempre ottime critiche ma non ripetendo mai i numeri di mercato ottenuti con questo disco anche perchè, al loro debutto, il pubblico di quei tempi nne sorpreso dalla loro tecnica innovativa e negli anni successivi quella magia è andata, inevitabilmente, a calare visto che non rappresentava più una novità. Nonostante tutto, però, i Neri per Caso continuano ad essere una espessione artistica fuori dal comune e le loro coinvolgenti performance, soprattutto dal vivo, vengono sempre molto apprezzate dal pubblico oltre che dalla critica.

 

 

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