Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

la verità che muore..."

Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

Sondaggi

La Sfida dei 100, 8°Fase-Sfida Finale
 
 
 
pollcode.com free polls
14 maggio 2021 5 14 /05 /maggio /2021 23:01

"Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers" noto anche come "Carlo Martello" è un brano molto particolare ed è anche il primo che consente a Fabrizio De André di avere un poco di notorietà visto che siamo nel 1963 quando ancora Faber non aveva lanciato i suoi grandi successi. A comporre questo brano, inciso insieme a "Il fannullone", fu l'amico Paolo Villaggio, anch'esso sconosciuto all'epoca. I due, in un giorno di pioggia del novembre 1962, attendevano la nascita dei loro figli che videro poi la luce nello stesso giorno e per ingannare il tempo Fabrizio prese la chitarra e fece ascoltare a Paolo una musica solenne che aveva composto. Paolo, forte delle sue conoscenze storiche, propose di scrivere una canzone su Carlo Martello, Re dei Franchi che fermò l'avanzata dell'Islam nell'ottavo secolo d.C. nella famosa battaglia di Poitiers. Villaggio, però, decise di accostare la grandezza dell'uomo e la solennità di quella musica ad un testo ironico e sarcastico sul mondo della cavalleria e della aristocrazia del tempo. Villaggio, quindi, immaginò l'atteso ritorno dell'eroe dalla battaglia che, invece, di avere pensieri alti e di grande levatura morale bramava dal desiderio sessuale dopo una lunga e forzata astinenza dovuta alla guerra. Per sottolineare ancor di più il contrasto, i due autori, scrissero il testo alternando due diversi ed opposti registri linguistici e cioè prima un linguaggio forbito e raffinato, come era d'uso nella cavalleria, e poi uno più popolare ed, a tratti, volgare. La vicenda poi narra dell'incontro del Re con una giovane donzella popolana che cede alle richieste del Sovrano prima di rivelarsi una prostituta e di chiedere il conto, per giunta salato, al sorpreso Martello. Il Re, a quel punto, con fare da cialtrone risale a cavallo e si dilegua ricordando che prima della sua partenza le tariffe delle prostitute erano più basse. L'ironica presa in gira di quel mondo aristocratico non passò inosservato poichè oltre a beffeggiare un Re di tale importanza si era trattato un argomento tabù usando, tra l'altro, termini poco consoni all'Italia bigotta dell'epoca. La canzone subì anche una censura nel verso che dall'originale: "...frustando il cavallo come un mulo, quella gran faccia da culo..." divenne: "...frustando il cavallo come un ciuco, tra glicine e il sambuco...". Nonostante ciò, a sollevare le polemiche fu un pretore di Catania soprattutto per il verso ritenuto immorale che recitava: "...E' mai possibile, o porco di un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane...". In questo modo, però, De André iniziò ad avere una certa visibilità e si può dire che quelle polemiche hanno, quindi, giovato alla storia culturale del nostro Paese che avrebbe potuto non accorgersi mai di un tale artista. L'apporto di Villaggio nella carriera di De André è stato , quindi, fondamentale anche se appare poco probabile che un genio di tale smisurata fattezza sarebbe potuto restare nell'ombra ancora per molto. La collaborazione artistica con Villaggio, però, si concluse con questi due brani presenti in questo 45 giri mentre la loro amicizia sarà forte e sincera fino alla scomparsa del cantautore.

 

   
Condividi post
Repost0
13 maggio 2021 4 13 /05 /maggio /2021 23:01

"Fermate nu mumento" ovvero "Fermati un momento" è un brano molto significativo che Nino D'Angelo incide nel 2003 per l'album "'O schiavo e 'o rre" e dedica a se stesso. Arrangiata da Nuccio Tortora, la canzone, è un invito a riconsiderare i veri valori della vita e a non dimenticarsi delle proprie radici in una vita troppo frenetica che ci fa pensare solo a cosa succederà domani senza mai concedersi l'opportunità di fermarsi ed apprezzare ciò che accade nel presente ne, tantomeno, di valorizzare il passato. D'Angelo, nel brano, lancia questo messaggio attraverso la propria esperienza e usa la sua voce per fare autocritica affichè chi ascolta possa fare tesoro di questo consiglio. Nino si rivolge a se stesso come parlasse ad una persona cara, ad un amico al quale ricorda di aver dimenticato, distratto da valori effimeri, la tortuosa strada fatta per conquistarsi quel posto di rilievo e lo accusa di non fermarsi mai a Casoria, luogo natale del cantautore, tra quella gente che non lo dimentica e lo decanta orgogliosa di averlo come concittadino. L'artista, invece, passa da quei luoghi sempre con le valigie alla mano pronto a ripartire presso le prossime tappe della sua vita che, seppur ricca e gratificante, non gli permette di assaporare le bellezze reali della vita ne di ricambiare nel modo adeguato quell'affetto che la sua gente gli offre in maniera incondizionata. E' qui, che D'Angelo, fa autocritica poichè lungo la sua storia artistica Nino non ha mai dimenticato le proprie radici non abbandonando mai, per esempio, il dialetto napoletano nella sua musica a favore della più commerciale lingua italiana. Anche a Sanremo, platea nazionale ed internazionale, Nino ha sempre espresso la propria arte in napoletano a differenza di altri che si sono adattati all'idioma nazionale per avere vita più facile nel mercato discografico. A parte il alto artistico, poi, Nino ha sempre usato la sua musica per dare voce a chi non ne ha e, quindi, per urlare le necessità e i diritti di un meridione spesso dimenticato dalle istituzioni. Per questi motivi, la presa di conscienza presente in questa canzone fa ancora più onore ad un artista o, meglio, ad un uomo che sente il desiderio di stare tra la sua gente nonostante la frenetica vita che conduce e non sempre consente una vera libertà. Inoltre, il suo messaggio, è utile anche da monito per ogni uomo affinchè trovi sempre il tempo di fermasi ad ascoltare le proprie origini e dar più peso al proprio passato ed ai veri valori della vita.       

 

 

Altro su:

Nino D'Angelo

Condividi post
Repost0
12 maggio 2021 3 12 /05 /maggio /2021 23:01

"Solo una volta (o tutta la vita)" è il primo successo discografico di Alex Britti, Alessandro all'anagrafe. Lanciato nell'estate del 1998 il brano sarà poi inserito nel primo album dell'artista "It.Pop" diventando un vero e proprio tormentone e consentendo al debuttante Britti di farsi conoscere. La canzone sarà uno dei grandi successi dell'anno e riscuoterà un discreto successo anche all'estero e precisamente in Francia dove arriva alla sedicesima posizione in classifica, in Spagna grazie alla cover realizzata da Sergio Dalma intitolata "Solo una vez" ed interpreta in duetto con lo stesso Britti per l'album "Vida Nueva" del 2000 e cantata anche da Naim Thomas ed Enrique Anaut per il loro disco "Generaciòn OT" del 2002. Inoltre, nel 1999, a realizzarne un'altra cover intitolata "Amore mio" è il cantante sloveno Jan Plestenjak. Insomma un grandissimo successo che apre le porte della musica che conta ad Alex Britti, autore interessante ed abilissimo musicista che di tanto in tanto piazzerà degli ottimi colpi nella storia della musica italiana. In questo caso, si nota un testo che ripercorre un po' le tematiche che Britti dimostrerà di essere particolarmente legato: l'atmosfera estiva, la leggerezza dei giorni felici ma anche piccole o grandi storie d'amore. In questo brano si parla di una desiderata prima esperienza amorosa che si spera si possa ripetere per tutta la vita. Testo semplice ed atmosfera allegra in pieno stile Britti che confeziona un classico tormentone che accompegnerà l'estate del 1998 e che consegnerà alla musica italiana un nuovo cantautore capace anche di exploit ben più importanti. Del brano verrà realizzato anche un videclip diretto dai Manetti Bros. ovvero Marco e Antonio Manetti in cui, i protagonisti, in una stanza decorata a tema estivo, fingono di trovarsi in spiaggia.

 

 

Condividi post
Repost0
11 maggio 2021 2 11 /05 /maggio /2021 23:01

"Senza parole" è un successo di Vasco Rossi nato inizialmente come regalo ai soli soci del fan club ufficiale. Vasco, infatti, dichiarò che il singolo, stampato solo in cinque mila copie nel 1994, non sarebbe mai stato pubblicato in nessun album prima di ripensarci e di inserirlo nel disco "Rewind" del 1999 in versione live oltre in altre raccolte successive. Il brano ottenne poi una maggiore notorietà quando venne scelto come colonna sonora di una famosa pubblicità di una nota casa automobilistica italiana. D'altro canto, un capolavoro del genere, non poteva rimanere un privilegio di pochi fortunati ma era destinato a diventare un cavallo di battaglia dell'artista. Il testo ci parla di false illusioni che condizionano una vita che è giusto vivere così come viene, senza fermarsi tanto a pensare ma facendosi coinvolgere e guidare dalle emozioni, così, senza parole appunto. Nel brano, il protagonista, ad esempio prova ad illudersi che la sua partner non lo tradisca ma è consapevole che questa è solo una fantasia creata dalla sua mente per non vedere ciò che è palese. L'uomo capisce che quella donna sta solo rubando quel suo sentimento ma allo stesso tempo non riesce a domare le ragioni del cuore. Il protagonista, quindi, uscendo per strada, tra i rumori della stessa e la bellezza della natura, prende coscenza della immensa realtà che lo circonda dove tutti quei pensieri e quelle congetture mentali che ci condizionano i comportamenti non hanno ragione di esistere poichè la vita va vissuta facendosi guidare soltanto dalle sensazioni e dalle emozioni che la stessa ci regala ogni giorno. Nello stesso discorso, Vasco, include anche la televisione come mezzo che ci distoglie dalla realtà e ci priva da quel tempo che andrebbe vissuto in contatto con il mondo reale. Un pensiero profondo e pienamente condivisibile che Vasco, da grande autore, fa passare con semplicità attraverso il suo tipico stile diretto e, apparentemente, leggero.

 

Altro su:

Vasco Rossi

   
Condividi post
Repost0
10 maggio 2021 1 10 /05 /maggio /2021 23:01

"Il battito animale" è un successo con il quale Raf, Raffaele Riefoli all'anagrafe, vince il Festivalbar del 1993, anno in cui viene pubblicato il fortunato album "Cannibali" che contiene dieci tracce tutte scritte dal cantautore pugliese insieme a Cheope, nome d'arte di Alfredo Rapetti figlio di Giulio ovvero Mogol. La canzone parla di quell'istinto primordiale che risiede in ognuno di noi e che torna a pulsare quando vi è un qualcosa che ci circonda che non ci piace. In un mondo che ha dimenticato i valori importanti e sembra perdere l'essenza della vita, l'autore, invita ad ascoltare quella voce interna e a non tapparne le ali. Vivere d'istinto ogni attimo della vita terrestre determina qualche rischio ma è adrenalina pura come la musica o come una moto che va controvento in velocità. Un discorso semplice quanto forte e diretto che Raf esprime con la grinta giusta per renderlo un cavallo di battaglia del suo ricco repertorio. La canzone otterrà per il suo ritmo e la sua forza un ottimo riscontro soprattutto dal pubblico giovanile che consacra Raf come uno dei simboli musicali degli anni '90. Il cantautore poi continuerà la sua strada collezionando tanti altri successi e sperimentando sempre nuove frontiere per rinnovare il suo modo di fare musica tenendo sempre alta la qualità e riscontrando sempre i favori del pubblico.

 

Altro su:

Raf

 

 

Condividi post
Repost0
9 maggio 2021 7 09 /05 /maggio /2021 23:01

"Tu si' 'na cosa grande" è un classico della musica italiana portato al successo da Domenico Modugno nel 1964. In quell'anno, infatti, con questo brano scritto per il testo da Roberto Gigli e per la musica dallo stesso artista pugliese, Modugno, stravinse il Festival di Napoli in cui si presentò in coppia con Ornella Vanoni che, da milanese, stupì per la sua bravura nel cimentarsi nel dialetto napoletano. Il brano venne inciso per la Curci, casa disografica in cui era in procinto di passare proprio in quel periodo ma, visto il successo della canzone, la Fonit Cetra pubblicò l'album "Modugno" utilizzando un'incisione precedente del brano ed accompagnandolo con altri successi precedenti dell'artista. Come detto, il brano, ottiene un grosso successo sia per l'entità passoniale e romantica del testo sia per la sentita interpretazione che Modugno riesce a conferire al brano trasmettendo con chiarezza il messaggio di adorazione sentimentale così ben descritto nella composizione artistica. Pugliese di nascita, Modugno, è sempre stato affascinato dalla musica napoletana che ascoltava fin da bambino insieme al padre e nella sua carriera artistica più volte si è concesso la libertà di proporre brani in napoletano ed, alcuni di questi, sono diventati dei veri cavalli di battaglia per l'artista oltre che grandi classici della nosta storia musicale come "Resta cu'mme", "Strada 'nfosa" e, appunto, "Tu si' 'na cosa grande". Un filone di musica partenopea che ha accompagnato di pari passo la carriera in lingua italiana dell'artista infatti, anche nel 1964, oltre a vincere il Festival di Napoli con il suddetto brano in dialetto parteciò anche al Festival di Sanremo con "Che me ne importa... a me" in coppia con Frankie Laine arrivando alla finale. Tornando a "Tu si' 'na cosa grande", negli anni, il brano non perderà mai la sua forza anzi, otterrà sempre più consensi anche grazie alle più recenti reinterpretazioni di altri grandi artisti della scena italiana come Mina o Renato Zero che hanno fornito altre due meravigliose versioni di questo già straordinario brano.

Condividi post
Repost0
8 maggio 2021 6 08 /05 /maggio /2021 23:01

"T'innamorerai" è uno dei brani più noti di  Marco Masini ed è anche il nome del fortunato album lanciato nel 1993. Nato tra le polemiche legate al singolo  "Vaffanculo", l'album riscosse un enorme successo arrivando a vendere oltre 800 mila copie oltre ad essere pubblicato anche in Germania, Francia ed in Spagna nella versione iberica "Te enamoraràs". Il brano, come gran parte dell'album e dell'intera produzione della prima fase artistica di Masini, porta la firma di Marco e di due grandi autori italiani come Giancarlo Bigazzi e Giuseppe Dati. Bigazzi accompagnerà Masini ancora per qualche anno fino al divorzio artistico avvenuto nel 2001 mentre Dati non hai mai smesso di collaborare con il cantautore fiorentino ed è comparso, anche se solo per due brani, anche tra gli autori dell'ultimo disco di inediti di Marco  "Niente d'importante". All'epoca di "T'innamorerai" Masini proveniva dalle positivissime prime esperienze artistiche ottenute sia sul placo dell'Ariston, nel 1990 con la vittoria tra i giovani e nel 1991 con il terzo posto tra i big, che nei palazzetti e nei teatri di tutta Italia dove si era fatto valere ed aveva iniziato brillantemente un cammino che lo porterà ad essere uno degli artisti più apprezzati della scena italiana. In quegli anni Masini era un vero e proprio manifesto generazionale poichè riusciva ad esprimere, in poesia, ciò che i giovani non avevano il coraggio o la forza di tirar fuori. Masini divenne, quindi, una guida per quelle generazioni che vedevano i lui una sorta di profeta, ruolo che Marco proprio con "Vaffanculo" ha declinato rifiutando ogni mania di grandezza o di superbia ed affermando la sua appartenenza ed uguaglianza al mondo giovanile dell'epoca. Marco non era, quindi, un profeta ma una nuova voce che cantava la vita reale, i problemi e le difficoltà che vivevano le nuove generazioni del tempo e per questo motivo era apprezzato e seguito. Marco, tutt'oggi, è tra i pochi artisti italiani ad avere un popolo di appassionati che va ben oltre il rapporto fan-artista e che, nel nostro Paese, si può paragonare solo a ciò che avviene tra Renato Zero ed i suoi seguaci. Un rapporto viscerale, sincero che supera le barriere di un determinato mondo dello spettacolo a cui Marco si è sempre guardato bene dall'appartenere rimacardo sempre la propria natura e la propria semplicità. "T'innamorerai" è, inoltre, un chiaro esempio di questa semplicità poichè Marco esprime in questo brano l'amore verso questa donna che probabilmente non lo corrisponderà ma che, comunque, desidera vedere felice preoccupandosi di cosa potrà trovare sulla sua strada se si accompagnerà ad un qualcuno che non prova lo stesso suo forte e sincero sentimento. Nel brano vengono espresse, quindi, le sensazioni positive e forti dell'innamoramento ma anche i momenti duri che possono far parte di un rapporto di coppia non proprio idilliaco. Il protagonista, dunque, mette in guardia la donna invitandola a riflettere sulla persona da avere accanto per la vita prima che sia troppo tardi. Un brano eccezionale che tramite una sonorità accattivante è diventato uno dei pezzi più amati del vasto repertorio di Masini ed ha ispirato, probabilmente in maniera involontaria, anche Ivano Fossati vista la forte somiglianza musicale con la sua "L'amore fa" del 2006. Del brano di Masini ne è stato fatto anche un videoclip diretto da Stefano Salvati ed inserito anche nella VHS realizzata proprio nel 1993. Un grande successo, quindi, che rimane uno dei tanti grandi successi di un artista troppo spesso sottovalutato. 

 

Condividi post
Repost0
7 maggio 2021 5 07 /05 /maggio /2021 23:01

"Terra mia" è il primo album che Pino Daniele realizza dopo essersi formato come musicista nella band "Napoli Centrale" di James Senese. Con questo disco, pubblicato nel 1977, Daniele mette in pratica il suo sogno artistico ovvero quello di coniugare la cultura napoletana ed il blues, sua grande passione. Ovviamente la cosa riesce in pieno e Pino Daniele diventa un simbolo per Napoli negli anni che vedono anche la scalata al successo di un altro grande artista napoletano qual'è Massimo Troisi. I due diventano amici e collaborano in diversi progetti sia cinematografici, attraverso le colonne sonore realizzate da Daniele nei film di Troisi, e sia attraverso dei brani che lo stesso Troisi ha scritto, e talvolta cantanto, insieme a Pino come, ad esempio, la bellissima "'O ssaje comme fa 'o core". Un connubbio che dà l'idea del florido parterre di artisti che Napoli poteva offrire in quegli anni. Tornando a "Terra mia", Daniele, volle sottolineare l'appartenenza al proprio territorio sia con il brano che dà il titolo all'album che, ovviamente, con la celebre "Napule è", anch'essa presente in questo disco. Inoltre, non va dimenticato, che pur essendo un lavoro prodotto a livello nazionale prevedeva tutti brani in dialetto napoletano. "Terra mia", in particolare, è un brano viscerale che rende l'idea del trasporto e della passione con la quale Pino vede e illustra la sua Terra senza voler nascondere le sue verità più crude e primitive. Nel brano, inoltre, viene sottolineata anche l'amarezza di chi guarda affascinato questi luoghi senza poter far niente per un loro sviluppo. Nella canzone, però, viene espressa anche la volontà di non perdere mai la speranza in un cambiamento perchè le cose variano giorno per giorno ed anche Napoli, quindi, è in continua evoluzione. Tutto l'album e questo brano in particolare regala delle atmosfere uniche grazie alla voce inconfondibile di Pino ed alla sua vena autoriale che, nei primi album della storia musicale, viene espressa nella maniere migliore forse perchè ancora fresca e priva di qualsivoglia contaminazione commerciale. Inoltre, per questo lavoro discografico, non va assolutamente dimenticato l'apporto dei grandissimi musicisti che accompagnavano Daniele i quegli anni come, ad esempio, Enzo Avitabile, Rino Zurzolo e Rosario Jermano. Un album, quindi, che lancerà sul mercato una grande voce ed una nuova grande espressione della cultura napoletana.

 

Condividi post
Repost0
6 maggio 2021 4 06 /05 /maggio /2021 23:01

"Il mio canto libero" è uno dei brani più noti ed apprezzati del repertorio musicale italiano. Incisa da  Lucio Battisti nell'omonimo disco del novembre 1972, la canzone, è stata scritta con l'autore che ha accompagnato gli anni d'oro dello stesso artista laziale e cioè Mogol, alias Giulio Rapetti. Estratto come singolo insieme a "Confusione", il brano, ottenne fin da subito un grosso successo restando per ben nove settimane in testa alle classifiche musicali e risultando il terzo singolo più venduto del 1973 con oltre 900 mila copie. Sorte simile anche per l'album che conquistò la vetta della classifica ben undici volte e risulto il più venduto del 1973. Il testo ha diversi spunti autobiografici, in riferimento a Mogol, che lo scrisse dopo la separazione con la moglie e l'incontro con la nuova compagna Gabriella Marazzi, pittrice e poeta, con la quale il celebre paroliere acquistò un mulino, divenuto poi lo studio di registrazione "Il mulino", e un vecchio cascinale in cui andò ad abitare ed a cui si riferisce il verso : "...ricoperto dalle rose selvatiche...". La canzone, quindi, vuole essere una espressione libera di un forte sentimento d'amore che non si lascia distogliere o condizionare dal ciò che lo circonda ma continua a rappresentarsi in tutta la sua candida e disinteressata realtà. Un canto libero atto a trasmettere sentimenti ed emozioni in piena sincerità alla persona interessata senza alcuna preclusione o remora comportamentale. Un testo ricercato e particolare abbinato ad una sonorità affascinante fanno di questo brano un vero capolavoro della musica italiana e, sicuramente, uno dei pezzi migliori della pur ricca e gloriosa discografia di nata dal binomio Battisti-Mogol. Come tutti i grandi successi anche "Il mio canto libero" è stato oggetto di numerose cover: lo stesso Battisti la incisa in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Nel 2006, poi, venne cantata anche da Laura Pausini in duetto con il cantante colombiano Juanes per l'album "Io canto". La stessa Pausini, come già fatto dall'interprete originale, ne fece anche una versione spagnola con la traduzione di Carlos Ramòn e con il titolo "Mi libre canciòn". Inoltre, il brano, è stato interpretato, tra gli altri, anche da Cristiano De Andrè nel 1994, da Josè Feliciano nel 1995 e da Riccardo Cocciante. Visto il messaggio d'amore che contiene, questa canzone, è spesso utilizzata da associazioni umanitarie o religiose come inno delle loro missioni benefiche. A conferma di ciò la squadra di calcio della Juventus, in merito di ad una campagna solidale a favore dell'ospedale Gaslini di Torino nel 2003, scelse di incidere proprio questa canzone attraverso la voce di alcuni suoi campioni come Ciro Ferrara, Alessandro Del Piero e Gigi Buffon che la cantarono, insieme a tutta la squadra, anche al 53° Festival di Sanremo. Un successo assoluto, quindi, che ancora oggi dopo quarant'anni mantiene inalterato tutto il suo splendore.

 

 

Condividi post
Repost0
5 maggio 2021 3 05 /05 /maggio /2021 23:01

Siamo nel 2007 quando Fabio Concato, Piccaluga all'anagrafe si presenta al 57° Festival di Sanremo con "Oltre il giardino", brano intenso scritto dallo stesso artista milanese che darà anche il nome all'antologia di successi pubblicata nello stesso anno. A Sanremo il brano si classifica tredicesimo ma ottiene un ottimo riscontro dalla critica e dal pubblico per il tema affrontato e per la solita raffinatezza con la quale Concato esprime le proprie composizioni. La canzone parla di uomo che a cinquant'anni deve fare i conti con un licenziamento e con la difficoltà di trovare lavoro nella realtà odierna soprattutto per una persona non più giovanissima. Il protagonista ipotizza di reinventarsi in altri mestieri pur di ritrovare quella serenità per sè e per la propia famiglia ormai perduta con l'assenza della busta paga. Ritrovarsi da un giorno all'altro a ridimensionare la propria vita per motivi economici è il dramma che viene espresso in questo intenso brano e senza dimenticare l'imbarazzo dell'uomo nel trovare le giuste parole per spiegare le inevitabili privazioni a dei figli ancora piccoli per comprendere questi repentini cambiamenti. L'uomo, però, pur rammaricato non perde la fiducia convinto di poter trovare la forza di ricominciare proprio come aveva fatto da ragazzo. Nel testo, quindi, viene trattato anche il tema delle esigenze della vita odierna e dei tanti bisogni fasulli che il quotidiano ci propone con prepotenza ed a cui non è sempre facile rinunciare. Gli agi e gli eccessi che assumono un falso ruolo di cose necessarie e che finiscono per condizionare l'esistenza di chi non può permetterseli. Il protagonista, tirate le somme, sogna di reiventasi giardiniere per il gusto di vivere, tra colori e profumi, una vita più semplice ma, allo stesso tempo, più pulita. In tal modo potrebbe ritrovare la vera essenza della vita ma, il sogno è ben diverso della realtà e pensare di cambiar mestiere a cinquant'anni potrebbe rimare una utopica fantasia. Il titolo del brano, anche se non inerente al tema, è tratto dall'ominimo celebre film del 1979 di Hal Ashby. Inoltre, a Sanremo, nella serata dei duetti, Concato, propone il brano con la partecipazione di Michele Zarrillo e di Tullio De Piscopo alla batteria.

 

 

 

       
Condividi post
Repost0

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua, Pagina Facebook e Donazioni

Chat

Flag Counter

Flag Counter