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"...E chissà se è solo un gioco,

se le stelle c'hanno i fili,

se qualcuno sa già tutto,

di questi bimbi nei cortili..."

 

 

Luca Carboni - La nostra storia

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2 novembre 2011 3 02 /11 /novembre /2011 10:10

 

Giuseppe Povia - "Luca era gay" - (G.Povia) - "Centravanti di mestiere" 2009

 

 

Federico Salvatore - "Sulla porta" - (F.Salvatore - G.Bigazzi - G.Dati) - "Il mago di Azz" 1996

 

 

Pooh - "Pierre" - (C.Facchinetti - V.Negrini) - "Poohlover" 1976

 

 

Fabrizio De Andrè - "Princesa" - (F.De Andrè - I.Fossati) - "Anime salve" 1996

 

 

Mariella Nava_Tosca - "La differenza" - (M.Nava) - "Incontri e passaggi" 1997 (Tosca) "Condivisioni" 2004 (Nava)

 

 

Renato Zero - "L'altra sponda" - (R.Fiacchini - C.Guidetti - G.Gouldman) - "Cattura" 2003

 

 

Gianna Nannini - "Lei" - (G.Nannini - R.Vecchioni) - "California" 1979

 

 

Dolcenera - "Resta come sei" - (E.Trane) - "Il popolo dei sogni" 2006

 

 

Pino Daniele - "Chillo è nu buono guaglione" - (G.Daniele) - "Pino Daniele" 1979

 

 

Mia Martini - "Uomini farfalla" - (M.Piccolo) - "Lacrime" 1992

 

 

Antonello Venditti - "Giulia" - (A.Venditti) - "Sotto il segno dei pesci" 1978

 

 

Charles Aznavour - "Quel che si dice" - (S.Aznavourian - G.Calabrese) - "Quel che si dice/Come uno stupido" 1972

 

 

Ivano Fossati - "Denny" - (I.Fossati - P.Cantarelli) - "L'arcangelo" 2006

 

 

Paola Turci - "Io e Maria" - (L.Carboni) - "Ragazze" 1993

 

 

Dhamm - "Johnny" - (A.Ventura - D.Benedetti - M.Conti - M.Munzi) - "Dhamm" 1995

 

 

 

 

 

 

 

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1 novembre 2011 2 01 /11 /novembre /2011 10:05

Aleandro Baldi, all'anagrafe Civai, dopo il grande successo riscosso negli anni '90, pur continuando a pubblicare album di qualità non è stato quasi mai preso in considerazione, nè tantomeno pubblicizzato dai media. Sarà che non ha più le spalle forti di Giancarlo Bigazzi, grande produttore discografico, scopritore e mentore di tantissimi artisti in quegli anni come lo stesso Baldi, sarà che nel mondo delle radio e delle playlist certe canzoni e certi artisti non vengono presi in considerazione, saranno gli scarsi investimenti in quanto a campagne pubblicitarie delle nuove etichette discografiche ma, sta di fatto che il cantautore toscano sembra totalmente sparito dalla scena musicale agli occhi della massa. Eppure canzoni che hanno segnato una generazione e che sono entrate di diritto nella storia della musica italiana dovevano far pensare ad una carriera futura ben diversa dalla situazione attuale. Dall'esordio a Sanremo con "La nave và" che gli garantì la prima notorietà ed un secondo posto sul podio del 1986 e con "La curva dei sorrisi" nello stesso anno si aggiudica la sezione giovani del Cantagiro per poi proseguire con la più celebre "Non Amarmi" che cantata in coppia con Francesca Alotta gli valse la vittoria del Festival di Sanremo del 1992 fra le nuove proposte, poi "Il sole" che sempre nel 1992 che lo porterà a vincere Un disco per l'estate ed il Cantagiro, e ancora "Passerà" che gli consegnerà il primo premio tra i big del Sanremo 1994 fino a "Soli al bar" che riscontrerà un discreto successo al Festival del 1996 in coppia con Marco Guerzoni e gli consentirà di vincere il Premio Famiglia Cristiana. Questo solo per citare i testi più conosciuti senza dimenticare brani come "Da Napoli a New York", "Come le stagioni", "Sarajevo", "Il ragazzo solitario" e tante altre passate sotto silenzio oltre alle diverse collaborazioni artistiche tra le quali quella con Fausto Leali per il quale scriverà "Perchè" che poi riproporrà in duetto con Danilo Amerio e quella indiretta con Jennifer Lopez e Marc Antony che ripropongono "Non amarmi" in versione spagnola "No me ames" e diventerà un successo internazionale con ben 8 milioni di copie vendute. Stessa storia con "Passerà" ripresa dal quartetto Il Divo che scalerà le classifiche di mezzo mondo con 3 milioni di copie vendute. In seguito pubblicherà "Il meglio e il nuovo" che contiene i suoi maggiori successi più cinque inediti tra cui "I care" dedicata a Don Milani e "Na ninna nanna 'e mare" scritta per lui da Federico Salvatore per il Festival di Napoli del 2001 ma, si inizia ad intravedere l'ombra dell'oblio mediatico che lo porterà a tre anni di inattività e che viene definitivamente confermata nel 2005 quando con "Bossanova" Baldi prova a dare una svolta, risultata inefficiente, al suo stile musicale facendosi accompagnare nel mondo del jazz e della bossanova appunto da cinque strumentisti del genere. Nello stesso anno partecipa al disco tributo al cantautore scomparso Pierangelo Bertoli interpretando "Per dirti t'amo". Tutto però sembra passare inosservato e questa crisi porta all'ennesimo cambio di rotta: l'addio a Bigazzi ed un ritorno al passato dal punto di vista musicale. Insieme a Marco Luca Massini scrive le 11 tracce che compongono l'album che avrebbe dovuto segnare il suo grande ritorno e cioè "Liberamente tratto". Il progetto del rilancio, però, avvenne a metà in quanto la qualità del disco era ottima, le canzoni affrontavano belle tematiche ed erano ben scritte da Baldi e Massini ed arrangiate da Maurizio Bozzi e Marco Pezzola ma il riscontro mediatico risulterà praticamente inesistente. La forza di volontà ritrovata e la grinta nel rimettersi in gioco con la consapevolezza che le regole del mercato erano cambiate portarono Baldi a dare il meglio di sè in quel disco e nello stesso tempo, la totale indifferenza dei media, lo riportarono nel dimenticatoio. E pensare che Baldi aveva espresso anche in una canzone di quel disco, "Greg", la vita e le difficoltà di un artista snobbato dal mondo mediatico che tanto lo aveva acclamato in passato. In quel disco c'erano anche altre canzoni che andrebbero riscoperte come "Felici e contenti", "Una donna", "Un grande errore", "Aquila grande" e "Oggi come ieri come domani" oltre al brano che racconta il suo ritorno "Ricomincio da qui". In seguito ci saranno solo spiccioli di pubblicità ed apparazioni sporadiche riconducibili alla sincera amicizia e stima reciproca col conterraneo Carlo Conti oltre al Premio Mia Martini che gli viene consegnato nel 2009 per l'apporto dato alla musica italiana nel mondo. In una recente intervista al "Corriere Fiorentino" Baldi dichiara che gli fu detto dai potenti dell'industria mediatica-musicale che uno tra lui e Bocelli era di troppo e che non potevano sostenere due non vedenti nel mondo dello spettacolo ma Aleandro a tutto questo non ha mai dato peso pensando solo alla sua passione per la musica. Nonostante tutto, Aleandro non vive di rimpianti nè di depressione ma continua a lavorare con dignità e serenità orgoglioso del suo passato e tranquillo per quello che gli riserverà il futuro. L'anno scorso oltre a conseguire il diploma in chitarra al conservatorio con 10/10 dichiarando che in passato l'avevano sempre respinto elogiando il suo talento ma palesandogli la difficoltà ad insegnare ad un cieco, ha pubblicato "Italian love songs" un album di cover, che seppur riduttivo per un autore di tali possibilità e comunque un modo per non arrendersi in una vita che già l'ha penalizzato alla nascita oscurandogli la luce dagli occhi ed ora qualcuno, che non nè ha il diritto, gli sta togliendo anche quella dei riflettori. Non permettiamolo! Per tutto quello che ha dato alla nostra musica e per quello che può ancora dare non possiamo permetterlo!     

 

 

 

 

 

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31 ottobre 2011 1 31 /10 /ottobre /2011 10:30

 

Fabrizio Moro - "Pensa" - (F.Moro) - "Pensa" 2007

 

 

Frankie HI-NRG MC - "Fight da faida" - (F.Di Gesù) - "Verba mament" 1993

 

 

Modena City Ramblers - "I cento passi" - (S.Bellotti) - "! Viva la vida, muera la muerte!" 2004

 

 

I Lautari_Carmen Consoli - "Ciuri di campo" - (P.Impastato - I Lautari) - "Arrè" 2007

 

 

Luca Carboni_Lorenzo Jovanotti - "Alzando gli occhi al cielo" - (L.Carboni) - "Carboni" 1992

 

 

Fabrizio De Andrè_Roberto Murolo - "Don Raffaè" - (F.De Andrè - M.Bubola - M.Pagani) - "Le nuvole" 1990

 

 

Nino D'Angelo - " 'A storia 'e nisciuno" - (G.D'Angelo - C.Tortora) - " 'O schiavo e 'o rre" 2003

 

 

Giorgio Faletti - "Signor Tenente" - (G.Faletti) - "Come un cartone animato" 1994

 

 

Aleandro Baldi - "Da Napoli a New York" - (G.Bigazzi - A.Civai) - "Il sole" 1992

 

 

Federico Salvatore - "La rosa sbocciata nera" - (F.Salvatore) - "Fare il napoletano...stanca!" 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

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30 ottobre 2011 7 30 /10 /ottobre /2011 11:00

Sebbene in quest'ultimo anno il cantautore napoletano Edoardo Bennato non abbia pubblicato alcun album di inediti non si è tenuto lontano dall'esprimere il punto di vista in tema di patria nell'occasione del centociquantesimo anniversario dell'unità d'Italia. "Italiani", questo il titolo della canzone, è stata presentata a marzo in diretta televisiva nella trasmissione "Centocinquanta" condotta da Pippo Baudo e Bruno Vespa ed è apparsa per la fedeltà e l'appartenenza espressa al tricolore, in contrasto ai precedenti brani che l'artista ha scritto sul tema del nostro Paese. In effetti, in "C'era un re", "La bandiera", "Il Paese dei balocchi" e "Il capo dei briganti", il cantautore non si è mostato esattamente un fan dell'Italia ma, a voler esaminare questi testi si legge l'amarezza di un italiano che ama le sue radici ma si sente tradito in determinate situazioni che possono far riferimento al razzismo e al maltrattamento verso il sud come in "Il capo dei briganti" e in "C'era un re" o al nazionalismo estremo che non porta altro che a odio e guerre in "La bandiera". Ne "Il Paese dei balocchi", invece, Bennato tratta l'immigrazione di diversi popoli in difficoltà che credono di trovare qui la propria America. Ecco spiegato in due righe quel contrasto che, in realtà, non è mai esistito: non avesse avuto amore per la propria terra, Bennato, si sarebbe potuto mostrare indifferente a queste tematiche ma, da attento osservatore della nostra realtà, ha voluto scrivere in musiche e parole le sue riflessioni. D'altro canto l'affetto per la nostra nazione, l'autore, l'ha evidenziato anche nell'inno scritto e cantato con Gianna Nannini per la nazionale di calcio in occasione dei Mondiali del 1990 "Un'estate italiana". Le radici terrene sono state un po' il simbolo di questo 2011 per Edoardo che a maggio presenta "La mia città"  un testo che rappresenta pregi e difetti della città che gli ha dato i natali e che porta nel cuore che è Napoli. La voglia di cambiare l'andazzo e la speranza che prima o poi accada davvero a patto che sia un volere comune è il messaggio che il cantautore vuole lanciare ai suoi concittadini "...Ma domani chi lo sa...vedrai che cambierà...magari sarà vero...ma non cambierà mai niente...se ci credo solo io...". Ma Bennato non è nuovo a questo tipo di messaggi che ritroviamo simile in un testo scritto dallo stesso autore nel 1974 e cioè "La mia città...(Tira a campare)". Il nuovo singolo rafforza il messaggio del precedente brano con la volontà di eliminare luoghi comuni che potrebbero servire da alibi o da giustificazioni per continuare a tirare a campare invece di vivere nella maniere più normale e civile possibile. Oltre questi due singoli, Bennato, in questi giorni, è di scena nei teatri italiani con "Peter Pan, il musical", di cui ha scritto l'intera colonna sonora che comprende oltre ai brani di "Sono solo canzonette" anche altri successi come "Viva la mamma" e "In fila per tre" oltre all'inedito "Che paura". Lo spettacolo è interpretato, tra gli altri, da Manuel Frattini, Pietro Pignatelli e Martha Rossi ed è diretto da Maurizio Colombi. Aspettando, quindi, un nuovo album di inediti è giusto apprezzare e ringraziare un grande grande artista come Bennato per questi nuovi profondi ritratti della nostra storia.

 

 

 

 


 
 

 

 

 

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28 ottobre 2011 5 28 /10 /ottobre /2011 11:18

Pubblicato in anteprima il nuovo video ufficiale di Federico Salvatore realizzato per la canzone "Il monumento" inserita nell'album "Fare il napoletano stanca" uscito nel 2009. Rispetto alla canzone, però, il video contiene anche un prologo recitato che prepara lo spettatore a quello che poi sarà il tema centrale proposto dal brano. Questo progetto, che arriva a due anni dalla pubblicazione del disco, è tornato di grande attualità quest'anno per la ricorrenza del centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia che poi è la chiave del testo provocatorio e veritiero proposto dal cantautore napoletano. Da vero uomo del sud, orgoglioso delle sue radici e grande conoscitore della storia gloriosa del meridione italiano, Salvatore, ha voluto ripercorrere la strada del meridionale medio dal post unità d'Italia ad oggi con tutte le conseguenze che quell'accordo e le guerre fatte per raggiungerlo hanno realmente portato nella vita di un uomo del sud. Si parte, dunque, dalla realtà di un uomo umile al servizio dei padroni normanni, tedeschi, francesi, spagnoli e borboni che non poteva che appellarsi alla pazienza per mantenere una famiglia numerosa e una briciola di dignità ormai calpestata in nome dell'obbedienza e del "Si, Sissignore padrone eccellenza!". L'epoca, quindi, delle occupazioni nel Regno delle due Sicilie che ha portato ricchezze, monumenti, cultura e gloria al nostro territorio ma tutto sulle spalle di popolo sottomesso che credeva nell'unità d'Italia come un traguardo per una liberazione e, che per tale motivo, sacrificò tantissimi figli nelle battaglie fatte per ottenerla. Si giunge, allora, al Risorgimento con i proclami all'eroe Garibaldi per aver unito il Paese ma, una volta aperte le mura del meridione quel fratello d'Italia con le piume al cappello divenne il primo traditore, un boia per l'uomo del sud ed uno stupratore-pappone per le donne. Uomini che, in effetti, rinnegavano la fratellanza acquisita sulla pelle dei martiri per la "Legge che spoglia Gesù per vestire i Savoia" dove si fa riferimento alla "Legge Rattazzi" approvata nel 1855 che provocò la soppressione di diverse corporazioni religiose. La ribellione di un popolo stanco di soprusi fu denominata dal potere Brigantismo e il meridionale, accusato ed ingiustamente perseguito, trovò come unica soluzione il vapore di un bastimento ed ecco l'epoca degli emigranti che videro nell'America la speranza di una nuova vita. Ma anche lì le cose non andarono per il verso giusto: "Dalla padella del padre padrone finì nella brace di Don Corleone". Infatti l'accoglienza ostile e la diffidenza spinsero i meridionali ad adeguarsi per ottenere rispetto per le loro famiglie e lo fecero nel modo più diretto e sbagliato e cioè con la mafia che resterà un marchio indelebile per ogni italiano. La valigia di cartone con la quale l'uomo del sud lasciò l'Italia fu, quindi, sostituita da un gessato con bottoni d'argento che suscitò, insieme ai dollari e ai gioielli indossati, un boato di felicità al suo ritorno al paese. Ma lo "zio d'America" tornato arricchito nota le facce dei compaesani che hanno gli stessi colori del tricolore "verde di rabbia, bianca di fame e rossa d'amore" e che nonostante il tempo passato vivevano ancora con le stesse difficoltà. Nessun progresso, tutti hanno i figli lontani perchè lo sviluppo, le fabbriche e quindi il lavoro lo si trova solo al nord ed anche il razzismo dei settentrionali per il Sud non è cambiato: il disprezzativo brigante di ieri si è solo tradotto nel terrone di oggi. Dopo tutto questo, però, ancora si alzano monumenti ad una libertà fittizzia per la gioia dei politici di turno senza mai ricordare i tanti martiri del sud caduti in nome di una libertà che non hanno mai ottenuto per le loro terre dove ancora si tira a campare con la forza della pazienza e ancora si lotta per diritti primari come quello al lavoro. Federico Salvatore racchiude questo pensiero con "Sulla base del marmo eretto, c'è una frase scritta in dialetto: "Quanno siente ca figlieto chiangne pecchè vò magnà, mò dalle nu' piezzo 'e sta libertà!" che tradotto è: "Quando senti che tuo figlio piange perchè vuol mangiare: dagli un pezzo di questa di libertà!". Il video è prodotto da Arancia Records e diretto da Andrea Simonetta con l'aiuto regia di Angelo Ferrara. Oltre a Salvatore, gli altri interpreti sono Mario Merone, Silvia Imperi ed il primogenito del cantautore Paride Salvatore. Consiglio vivamente di ascoltarla e di continuare sempre a seguire questo grande artista che è Federico Salvatore vera espressione dell'arte e della cultura contemporanea napoletana.

 

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27 ottobre 2011 4 27 /10 /ottobre /2011 09:22

 

Federico Salvatore - "Ali di fepo" - (F.Salvatore) - "L'osceno del villaggio" 2002

 

 

Lucio Dalla - "Il gigante e la bambina" - (L.Dalla - P.Pallottino) - "Il colonnello/Il gigante e la bambina" 1971

 

 

Danilo Amerio_Le voci di Novara - "Il mercato degli angeli" - (D.Amerio) - "Ali digitali" 2003

 

 

Fabio Concato - "051/222525" - (F.Concato) - "Giannutri" 1990

 

 

Aleandro Baldi - "Felici e contenti" - (A.Civai) - "Liberamente tratto" 2007

 

 

Giorgio Gaber - "Non insegnate ai bambini" - (G.Gaberscik) - "Io non mi sento italiano" 2003

 

 

 

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26 ottobre 2011 3 26 /10 /ottobre /2011 08:57

Uscito, in questi giorni, "Colosseo" il primo album live di Biagio Antonacci pubblicato dalla Sony che è tratto dal concerto evento tenuto al celebre Anfiteatro Flavio di Roma "Biagio Antonacci Colosseo Concerto per l'Unesco" organizzato dalla Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, a supporto delle istituzioni di borse di studio per giovani archeologhe e archeologi provenienti da paesi in stato di guerra. Data la causa, Biagio Antonacci, si è esibito in questo evento a titolo completamente gratuito. Il 3 luglio scorso, quando si tenne lo spettacolo, per motivi di sicurezza e per garantire l'integrità della storica arena, la disponibilità di posti fu limitata solo a 600 fortunatissimi spettatori. Per tale motivo, quindi, il cantautore milanese ha voluto racchiudere tutta la magica serata in un confanetto che comprende un cd ed un dvd che ripercorrono l'intero concerto. Sempre per rispettare l'inusuale sito che è Patrimonio dell'Umanità, Antonacci in questa occasione, ha elaborato un concerto semi-acustico limitando luci ed elettrica e facendosi accompagnare solo da quattro archi, un'arpa e due chitarre. Così Biagio Antonacci ha voluto sottolineare l'importanza e il rispetto che la musica deve avere nei confronti del luogo dove viene suonata. In attesa del nuovo disco a cui sta lavorando e che dovrebbe uscire nella prossima primavera, l'artista, ha ripercorso in questo live parte della sua lunga carriera farcita di numerosi successi che fanno parte, oramai, del patrimonio musicale nazionale. Nel live sono presenti brani che hanno segnato le varie tappe della strada artistica di Biagio come "Iris (tra le tue poesie)", "Quanto tempo e ancora", "Pazzo di lei", "Non ci facciamo compagnia", "Convivendo" oltre ad una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti per Bruno Lauzi "Amore caro, amore bello" che Antonacci ha voluto reinterpretare alla sua maniera. Anche se, in qualità d'autore, ha scritto numerose canzoni per diversi artisti della musica italiana come Mia Martini, Mietta, Mina, Milva e gli Stadio, Antonacci, non aveva mai cantato in pubblico prima d'ora canzoni non scritte espressamente per il suo repertorio cosa che, invece, ha trovato giusto in quest'occaione rendendo omaggio a tre colonne della nostra musica. Nel dvd è possibile trovare, inoltre, anche il backstage della manifestazione tra i contenuti speciali. L'importanza del sito e la pressione dell'ingombrante passato che esso si porta dietro non hanno spaventato Antonacci che in merito dichiara: "Al Colosseo, che è stato luogo di morte, ho voluto cantare l'amore". La magia di una notte, quindi, in un confanetto da non perdere per gli appassionati della buona musica italiana oltre che per tutti coloro che apprezzano la sonorità e lo stile proposto dall'artista meneghino.

 

 

 

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24 ottobre 2011 1 24 /10 /ottobre /2011 15:54
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24 ottobre 2011 1 24 /10 /ottobre /2011 14:46
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24 ottobre 2011 1 24 /10 /ottobre /2011 10:16

Il nuovo percorso a tre dei Pooh cominciato lo scorso anno con l'album "Dove comincia il sole" dà vita all'omonimo live ripreso tra le mura del castello di Este, in provincia di Padova, teatro dell'ultima tappa di tour durato nove mesi e composto da 83 concerti tutti sold out. Nel nuovo lavoro discografico, oltre alle canzoni di "Dove comincia il sole", è composto da una ricca raccolta di successi più alcuni brani ripescati dall'infinito repertorio della band che non venivano eseguiti live dagli anni settata come "Il tempo, una donna, la città" e "L'anno, il posto e l'ora". Il cofanetto è disponibile in tre versioni: la prima contiene il doppio cd live più un libretto con le immagini più belle del concerto, la seconda è composta da due dvd che racchiudono il concerto con la regia di Claudio Asquini ed il backstage dell'intero progetto e, quindi, il ritiro a Castelbrando per la preparazione dei nuovi brani, il lavoro in sala d'incisione, il tour nei palasport e nei teatri e il tour estivo fino alla conclusione al Castello di Este. La terza versione ovvero la "Luxury" è destinata ai fans più esigenti e contiene oltre al materiale presente negli altri cofanetti anche cartoline autografate ed un pop-up che, una volta aperto, rappresenterà in modo dettagliato il palco della suddetta ultima esibizione compreso di luci, effetti speciali e pubblico. Un vero e proprio oggetto da appassionati dei Pooh. Camillo Ferdinando "Roby" Facchinetti, Donato "Dodi" Battaglia e Bruno "Red" Canzian, dopo il recente addio al gruppo di Stefano D'Orazio, non si sono persi d'animo e continuano la loro strada artistica con la stessa convinzione e qualità che ha contraddistinto questa formazione musicale fin dalla sua nascita e cioè dal lontano 1966 quando della band attuale faceva parte il solo Facchinetti. Tanti sono stati i mutamenti: cessioni ed acquisti come una squadra di calcio che, però, non hai mai perso la sua natura vincente pur cambiando gli interpreti. Battaglia è entrato nei Pooh nel 1968 quando già avevano lasciato la band Bob Gillot, Gilberto Faggioli e Mauro Bertoli e si apprestava a farlo anche Mario Goretti. Nel 1971 lascia il gruppo anche Valerio Negrini sostituito da Stefano D'Orazio e nel 1973, l'ultimo reduce del 1966 (insieme a Facchinetti) Riccardo Fogli, decide di proseguire la sua strada da solista. Nel 1990 arriva l'ennesimo acquisto azzeccato del team Red Canzian che non cambia fino al 2009 quando, appunto, D'Orazio, lascia la scena discografica per dedicarsi interamente alla vita privata. Un'evoluzione continua, dunque, che probabilmente non finirà qui ma che ha prodotto una costante innovazione che li rende sempre attuali ed al passo coi tempi. Presupposto che la qualità non ha età è la musica stessa che negli anni è mutata, si è evoluta, ha assunto musicalità e caratteri nuovi anche grazie a tecniche, strumenti e supporti diversi. I Pooh hanno seguito la scia della musica cambiando pelle insieme ad essa e adattandosi perfettamente alle nuove realtà facendo leva sulla grande qualità mista ad esperienza e professionalità dei suoi componenti.

 

 

 

 

 

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