Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog

Presentazione

  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
  • Contatti

Profilo

  • Marco Liberti
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.

Cerca

Citazione del mese

"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

la verità che muore..."

Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

Sondaggi

La Sfida dei 100, 8°Fase-Sfida Finale
 
 
 
pollcode.com free polls
7 novembre 2011 1 07 /11 /novembre /2011 10:26

Il singolo "Questione meridionale" lanciato oggi nel circuito radiofonico e disponibile su iTunes anticipa il ritorno di Eugenio Bennato dopo "Grande Sud", ultimo disco pubblicato dall'artista nel 2008. L'album che prende il titolo dal singolo uscirà nei prossimi mesi e vede Bennato trattare ancora le tematiche del sud con le musicalità che lo hanno reso paladino a colpi di taranta della cultura e della musica folk del meridione italiano e del Mediterraneo tutto. Infatti, con il suo movimento "Taranta Power" fondato nel 1998 porta quest'arte in giro per il mondo riscuotendo successi e riconoscimenti ovunque. Ma già nel 1969, Bennato, presentava tra i fondatori della "Nuova Compagnia di Canto Popolare" e nel 1976, insieme a Carlo D'Angio, dà vita a "Musicanova" il che la dice lunga sulla passione del cantautore napoletano per questo tipo di cultura spesso dimenticata dai media. Tornando a "Questione meridionale", l'autore dichiara di aver preso in prestito il titolo dal Parlamento di Torino dove l'espressione venne coniata in seguito all'unità d'Italia. "I miei maestri - commenta Bennato - sono stati la gente anonima del profondo sud, con le voci e gli stumenti che sono espressione di un umanità sommessa che viene dal Mediterraneo e ha dato voce ai flussi migratori della storia. Una musica - continua l'autore - reale e concreta con un ritmo che nasce e vive nel contatto diretto tra la gente, al di fuori delle logiche del mercato." Poi Bennato evidenzia la rinascita di questo tipo di musica e di cultura anche nelle nuove generazioni in un periodo storico in cui tutto questo sembrava dimenticato. "Le feste che coinvolgono migliaia di ragazzi, le scuole di taranta che nascono nelle città, i tamburi e le chitarre battenti che gli artigiani illuminato hanno ripreso a costruire, la fioritura di nuovi artisti che recuperano i loro dialetti e i ritmi tradizionali - conclude l'artista - sono tutti eventi sorprendentemente attuali che segnalano un ritorno, imprevedibile e positivo, di una creativa "Questione meridionale" che ha a che fare con un modo nuovo e antico di far sentire la musica". Ed è proprio questo mondo che Bennato intende rimarcare in questo nuovo lavoro discografico a favore dei giovani e di chi ancora non conosce questa realtà musicale. A patto, però, che le radio e le televisioni nazionali diano il giusto risalto ed un'adeguata pubblicità che quest'arte popolare merita. Infatti, oggi, per ascoltare questo tipo di musica non è facile come un tempo dove, al sud, in ogni festa di piazza veniva riproposta e tramandata alle generazioni future. Al giorno d'oggi queste tradizioni rimangono parte integrante della vita popolare solo nelle realtà più piccole del nostro Sud e se non fosse per artisti come Bennato, appunto, questa cultura meridionale, pezzo di storia del Mediterraneo, rischierebbe di essere completamente cancellata e dimenticata tra le onde di quel grande mare culla delle nostre radici e della nostra identità. Il lavoro eccellente di chi difende la nostra storia con chitarre e tamburelli non può che essere appoggiato e lodato da chi ancora sente un legame con la propria terra e le proprie origini. Grazie Maestro!  

 

 

 


 

  

Condividi post
Repost0
6 novembre 2011 7 06 /11 /novembre /2011 11:10
 

Enrico Ruggeri_Andrea Mirò - "Nessuno tocchi Caino" - (E.Ruggeri - R.Mogliotti) - "Gli occhi del musicista" 2003

 

 

Fabrizio De Andrè_Luvi De Andrè - "Geordie" - (F.De Andrè) - "Geordie/Amore che vieni amore che vai" 1966

 

 

Fabrizio De Andrè - "Ballata degli impiccati" - (F.De Andrè - G.Bentivoglio - G.P.Reverberi) - "Tutti morimmo a stento" 1968

 

 

Nomadi - "Una storia da raccontare" - (G.Carletti) - "Una storia da raccontare" 1998

 

 

Simone Avincola - "Il condannato" - (S.Avincola) - "Il giullare e altre storie" 2009

 

 

 

 

 

Commenta e vota la tua preferita o consigliane altre sul tema.

 

Condividi post
Repost0
5 novembre 2011 6 05 /11 /novembre /2011 09:02

Dopo circa 4 anni di silenzio Adriano Celentano è pronto a rimettersi in gioco con un nuovo album di inediti che uscirà a fine novembre e si intitola "Facciamo finta che sia vero". Questo ennesimo progetto di un mito della musica italiana come "il molleggiato" è anticipato nelle radio dal singolo "Non ti accorgevi di me", brano scritto per l'occasione da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro. Proprio l'artista milanese ha chiesto al giovane cantautore di mettersi a lavoro e scrivere una canzone per lui con una telefonata nella quale pare avrebbe detto: "Ue, Amaro, mi scrivi una canzone?". A queste parole, Sangiorgi, non ha saputo dire di no anche perchè, ovviamente, mai avrebbe rifiutato un così gratificante invito da parte di una colonna della nostra musica. "Ho cercato di valorizzare l'irruenza dell'Adriano delle origini, - dichiara Sangiorgi -  quello del twist e di 24 mila baci". Infatti, il brano in questione, riesce ad essere associato allo stile di Celentano anche se è evidente la mano dell'autore in una musicalità che ricorda inevitabilmente quelle dei Negramaro. Il cantante del gruppo salentino, però, non è l'unico ospite in questo disco che vede la collaborazione di diversi artisti come Franco Battiato con il quale canta la canzone che dà il titolo all'album "Facciamo finta che sia vero" su musica di Nicola Piovani, Lorenzo Jovanotti che ha scritto  testo e musica di "Fuoco nel vento" ed il testo di "La cumbia chi cambia" con la musica di Matteo Saggese che ha composto, insieme a Stephen Lipson, anche la musica di "Ti penso e cambia il mondo" che vede come autore del testo Pacifico, Raphael Gualazzi e Trilok Gurtu che collaborano nella rilettura liberamente ispirata all'arrangiamento originale di Giulio Libano in "La mezza luna"Manu Chao che compone la musica di "Non so più cosa fare" scritta da Corrado e Camillo Castellari. Un incontro di artiti, quindi, avvenuto col solo scopo di celebrare e dare lustro al ritorno in scena di uno dei più significativi artisti del nostro Paese. Nella tracklist, oltre alle canzoni già citate, troviamo anche "Anna parte" e "Il mutuo" che porta la firma del testo e della musica dello stesso Adriano Celentano. L'album prodotto dal "Clan Celentano" sarà distribuito da Universal Music a partire dal prossimo 29 novembre. Aspettando, quindi, di rivederlo in tv con un nuovo show e con i suoi personalissimi attacchi al potere Adriano torna a quello che sà fare meglio e cioè la musica con un disco che promette molto bene. D'altro canto quando uno come lui decide di tornare sulla scena non lo fa certo con approssimazione o superficialità ma da artista quale è avrà sicuramente lavorato attentamente ad ogni piccolo particolare al fine di ottenere qualcosa di molto vicino alla perfezione. Non ci resta che aspettare per ascoltare e valutare questo nuovo progetto di un monumento della cultura popolare italiana. 

 

 

Condividi post
Repost0
4 novembre 2011 5 04 /11 /novembre /2011 09:38

 

Fabrizio De Andrè - "Via del Campo" - (F.De Andrè - D.Fò) - "Via del Campo/Bocca di rosa" 1967

 

 

Federico Salvatore - "Vennimm'ammore" - (F.Salvatore) - "Azz..." 1995

 

 

Nino D'Angelo - "Nu biglietto po''o mare" - (G.D'Angelo) - " 'O schiavo e 'o rre" 2003

 

 

Nomadi - "L'angelo caduto" - (G.Carletti) - "Amore che prendi amore che dai" 2002

 

 

Pooh - "Tra la stazione e le stelle" - (C.Facchinetti - V.Negrini) - "Poohlover" 1976

 

 

Antonello Venditti - "Strada" - (A.Venditti) - "Ullalla" 1976

 

 

Modena City Ramblers - "Ebano" - (S.Bellotti) - "! Viva la vida, muera la muerte!" 2004

 

 

Gianluca Grignani - "Il gioco di Sandy" - (G.Grignani) - "Destinazione paradiso" 1995

 

 

Nek - "Nella stanza 26" - (A.De Sanctis - F.Neviani) - "Nella stanza 26" 2006

 

 

Enrico Ruggeri - "Il portiere di notte" - (E.Ruggeri - L.Schiavone) - "Enrico VIII" 1986

 

 

Alex Britti - "Lucciola" - (A.Britti) - "La vasca" 2000

 

 

Fabrizio De Andrè - "Bocca di rosa" - (F.De Andrè) - "Via del Campo/Bocca di rosa" 1967  

 

 

Mariella Nava - "Donne comunque" - (M.Nava) - "Uscire" 1995

 

 

Federico Salvatore - "Il progresso della marchetta" - (F.Salvatore) - "Fare il napoletano stanca" 2009

 

 

Albano Carrisi - "Amanda è libera" - (F.Berlincioni - A.Carrisi - A.Paoletti) - "Amanda è libera" 2011

 

 

Franco Battiato - "Ecco come va il mondo" - (M.Sgalambro - F.Battiato) - "L'imboscata" 1996

 

 

Pino Daniele - "Chillo è nu buono guaglione" - (G.Daniele) - "Pino Daniele" 1979

 

 

Pierdavide Carone_Lucio Dalla - "Nanì" - (P.Carone - L.Dalla) - "Nanì e altri racconti" (Carone) 2012

 

  

 

 

 

 

 

Commenta e vota la tua preferita o consigliane altre sul tema.

 

 

Condividi post
Repost0
3 novembre 2011 4 03 /11 /novembre /2011 10:34

Nel mondo musicale attuale, come in quello di ieri, ciò che conta per decretare un successo di una canzone o la sua bocciatura è la pubblicità. Senza passaggi radiofonici e televisivi un progetto, su cui un'artista magari ha dedicato anni di lavoro ed ha messo tutto sè stesso in termini di passione, creatività, fantasia, energia e sentimenti oltre al lato economico riguardante soprattutto le etichette discografiche che con coraggio ancora decidono di osare, anche se di qualità può finire nel dimenticatoio dopo pochi giorni dalla pubblicazione. Non è il caso di Renato Zero che, fortunatamente, ancora gode di una meritata visibilità e di una giustificata considerazione da parte dei media dovuta ad una vita di successi e poesie, ma da amante della propria arte ed attento osservatore della nostra realtà ha voluto sottolineare le difficoltà a cui un'artista, anche di consolidata fama, deve far fronte per sopravvivere nella musica di oggi fatta di mp3 e playlist nella canzone "Giù le mani dalla musica" pubblicata nell'album "Presente" del 2009. Oggi, infatti, non è così scontato che una radio passi e pubblicizzi i brani appena usciti ma per far sì che ciò avvenga gli autori devono rispettare delle regole che già di per sè limitano l'artista e raffigurano una restrizzione dell'inventiva e della creatività artistica di un compositore. Le regole che buona parte delle radio italiane impongono agli artisti vanno dalla durata che non deve superare, di solito, i 3 minuti e 40 secondi, all'argomento trattato, spesso i temi sociali non sono graditi, fino alla presenza di parole scomode ma che, entrate nel gergo comune fanno ormai parte del linguaggio del nostro Paese e si rendono, in alcune occasioni, necessarie per raggiungere l'intento voluto dall'autore e la forza che lo stesso vuole dare ad un determinato pensiero. Stesse considerazioni anche per quando riguarda il mondo televisivo che ancora oggi offre casi di censura da medioevo. Senza dimenticare lo spazio dedicato, talvolta inspiegabilmente, alle produzioni estere a svantaggio di quelle nazionali che, tranne che in alcuni network, non godono del giusto appoggio. Tutto ciò rientra nella logica del mercato musicale attuale che, oltre alla pirateria, spinge le case discografiche a limitare sempre di più gli investimenti economici dando poco spazio ai giovani emergenti che, magari, propongono qualcosa di diverso e concedono chances solo a chi si adegua al commercio sviluppando lavori programmati a tavolino fatti per vendere sopprimendo la reale propria natura artistica ed espressiva che spesso esce fuori nel corso della carriera, sempre se avrà avuto la fortuna di aprirne una. Tornando al testo di Zero, l'autore racconta le ansie di artisti a cui stanno strappando la propria arte e che fanno di tutto per esistere sul mercato. La contraffazione, la manipolazione delle immagini, l'anonimato delle palylist stanno rubando, secondo Zero, l'anima, la voce e la felicità di esprimersi dei poeti del nostro tempo che ormai vengono seguiti solo dagli osservatori più attenti che sanno cogliere quel fremito di unicità. Un'altro aspetto che evidenzia Renato Fiacchini, in arte Zero, è quell'appartenenza all'artista e a quelle canzoni che hanno accompagnato nel cammino della vita ogni singola esistenza che ormai sembra essere sopraffatto dalla ricerca frenetica della nuova hit, quelle particoli emozioni e sensazioni che ogni persona lega a determinate canzoni che rispecchiano attimi di vita vissuta insieme all'artista in questione. "Dalla ninna nanna al canto dell'Ave Maria...abbiamo condiviso le ansie e la serenità...e passo dopo passo ancora una canzone mia...ho i brividi...".Tutto ciò non può essere perso nè dimenticato e Zero incita i suoi fans a cantarlo sempre in ogni momento e sempre più forte così come ogni appassionato anche di altri cantanti deve fare per i suoi "compagni" di vita. Solo in questo modo si potrà far sentire un'anima e un'amore che ancora c'è per la musica e salvare quest'arte ferita a morte a dispetto del mercato, delle sue fredde leggi e delle multinazionali che incombono sulle nostre scelte. "Puoi salvarla se vuoi...ti amerò se lo fai...cantami...cantami".    

 

 

Condividi post
Repost0
2 novembre 2011 3 02 /11 /novembre /2011 10:10

 

Giuseppe Povia - "Luca era gay" - (G.Povia) - "Centravanti di mestiere" 2009

 

 

Federico Salvatore - "Sulla porta" - (F.Salvatore - G.Bigazzi - G.Dati) - "Il mago di Azz" 1996

 

 

Pooh - "Pierre" - (C.Facchinetti - V.Negrini) - "Poohlover" 1976

 

 

Fabrizio De Andrè - "Princesa" - (F.De Andrè - I.Fossati) - "Anime salve" 1996

 

 

Mariella Nava_Tosca - "La differenza" - (M.Nava) - "Incontri e passaggi" 1997 (Tosca) "Condivisioni" 2004 (Nava)

 

 

Renato Zero - "L'altra sponda" - (R.Fiacchini - C.Guidetti - G.Gouldman) - "Cattura" 2003

 

 

Gianna Nannini - "Lei" - (G.Nannini - R.Vecchioni) - "California" 1979

 

 

Dolcenera - "Resta come sei" - (E.Trane) - "Il popolo dei sogni" 2006

 

 

Pino Daniele - "Chillo è nu buono guaglione" - (G.Daniele) - "Pino Daniele" 1979

 

 

Mia Martini - "Uomini farfalla" - (M.Piccolo) - "Lacrime" 1992

 

 

Antonello Venditti - "Giulia" - (A.Venditti) - "Sotto il segno dei pesci" 1978

 

 

Charles Aznavour - "Quel che si dice" - (S.Aznavourian - G.Calabrese) - "Quel che si dice/Come uno stupido" 1972

 

 

Ivano Fossati - "Denny" - (I.Fossati - P.Cantarelli) - "L'arcangelo" 2006

 

 

Paola Turci - "Io e Maria" - (L.Carboni) - "Ragazze" 1993

 

 

Dhamm - "Johnny" - (A.Ventura - D.Benedetti - M.Conti - M.Munzi) - "Dhamm" 1995

 

 

 

 

 

 

 

Commenta e vota la tua preferita o suggeriscine altre sul tema. 

 

 

Condividi post
Repost0
1 novembre 2011 2 01 /11 /novembre /2011 10:05

Aleandro Baldi, all'anagrafe Civai, dopo il grande successo riscosso negli anni '90, pur continuando a pubblicare album di qualità non è stato quasi mai preso in considerazione, nè tantomeno pubblicizzato dai media. Sarà che non ha più le spalle forti di Giancarlo Bigazzi, grande produttore discografico, scopritore e mentore di tantissimi artisti in quegli anni come lo stesso Baldi, sarà che nel mondo delle radio e delle playlist certe canzoni e certi artisti non vengono presi in considerazione, saranno gli scarsi investimenti in quanto a campagne pubblicitarie delle nuove etichette discografiche ma, sta di fatto che il cantautore toscano sembra totalmente sparito dalla scena musicale agli occhi della massa. Eppure canzoni che hanno segnato una generazione e che sono entrate di diritto nella storia della musica italiana dovevano far pensare ad una carriera futura ben diversa dalla situazione attuale. Dall'esordio a Sanremo con "La nave và" che gli garantì la prima notorietà ed un secondo posto sul podio del 1986 e con "La curva dei sorrisi" nello stesso anno si aggiudica la sezione giovani del Cantagiro per poi proseguire con la più celebre "Non Amarmi" che cantata in coppia con Francesca Alotta gli valse la vittoria del Festival di Sanremo del 1992 fra le nuove proposte, poi "Il sole" che sempre nel 1992 che lo porterà a vincere Un disco per l'estate ed il Cantagiro, e ancora "Passerà" che gli consegnerà il primo premio tra i big del Sanremo 1994 fino a "Soli al bar" che riscontrerà un discreto successo al Festival del 1996 in coppia con Marco Guerzoni e gli consentirà di vincere il Premio Famiglia Cristiana. Questo solo per citare i testi più conosciuti senza dimenticare brani come "Da Napoli a New York", "Come le stagioni", "Sarajevo", "Il ragazzo solitario" e tante altre passate sotto silenzio oltre alle diverse collaborazioni artistiche tra le quali quella con Fausto Leali per il quale scriverà "Perchè" che poi riproporrà in duetto con Danilo Amerio e quella indiretta con Jennifer Lopez e Marc Antony che ripropongono "Non amarmi" in versione spagnola "No me ames" e diventerà un successo internazionale con ben 8 milioni di copie vendute. Stessa storia con "Passerà" ripresa dal quartetto Il Divo che scalerà le classifiche di mezzo mondo con 3 milioni di copie vendute. In seguito pubblicherà "Il meglio e il nuovo" che contiene i suoi maggiori successi più cinque inediti tra cui "I care" dedicata a Don Milani e "Na ninna nanna 'e mare" scritta per lui da Federico Salvatore per il Festival di Napoli del 2001 ma, si inizia ad intravedere l'ombra dell'oblio mediatico che lo porterà a tre anni di inattività e che viene definitivamente confermata nel 2005 quando con "Bossanova" Baldi prova a dare una svolta, risultata inefficiente, al suo stile musicale facendosi accompagnare nel mondo del jazz e della bossanova appunto da cinque strumentisti del genere. Nello stesso anno partecipa al disco tributo al cantautore scomparso Pierangelo Bertoli interpretando "Per dirti t'amo". Tutto però sembra passare inosservato e questa crisi porta all'ennesimo cambio di rotta: l'addio a Bigazzi ed un ritorno al passato dal punto di vista musicale. Insieme a Marco Luca Massini scrive le 11 tracce che compongono l'album che avrebbe dovuto segnare il suo grande ritorno e cioè "Liberamente tratto". Il progetto del rilancio, però, avvenne a metà in quanto la qualità del disco era ottima, le canzoni affrontavano belle tematiche ed erano ben scritte da Baldi e Massini ed arrangiate da Maurizio Bozzi e Marco Pezzola ma il riscontro mediatico risulterà praticamente inesistente. La forza di volontà ritrovata e la grinta nel rimettersi in gioco con la consapevolezza che le regole del mercato erano cambiate portarono Baldi a dare il meglio di sè in quel disco e nello stesso tempo, la totale indifferenza dei media, lo riportarono nel dimenticatoio. E pensare che Baldi aveva espresso anche in una canzone di quel disco, "Greg", la vita e le difficoltà di un artista snobbato dal mondo mediatico che tanto lo aveva acclamato in passato. In quel disco c'erano anche altre canzoni che andrebbero riscoperte come "Felici e contenti", "Una donna", "Un grande errore", "Aquila grande" e "Oggi come ieri come domani" oltre al brano che racconta il suo ritorno "Ricomincio da qui". In seguito ci saranno solo spiccioli di pubblicità ed apparazioni sporadiche riconducibili alla sincera amicizia e stima reciproca col conterraneo Carlo Conti oltre al Premio Mia Martini che gli viene consegnato nel 2009 per l'apporto dato alla musica italiana nel mondo. In una recente intervista al "Corriere Fiorentino" Baldi dichiara che gli fu detto dai potenti dell'industria mediatica-musicale che uno tra lui e Bocelli era di troppo e che non potevano sostenere due non vedenti nel mondo dello spettacolo ma Aleandro a tutto questo non ha mai dato peso pensando solo alla sua passione per la musica. Nonostante tutto, Aleandro non vive di rimpianti nè di depressione ma continua a lavorare con dignità e serenità orgoglioso del suo passato e tranquillo per quello che gli riserverà il futuro. L'anno scorso oltre a conseguire il diploma in chitarra al conservatorio con 10/10 dichiarando che in passato l'avevano sempre respinto elogiando il suo talento ma palesandogli la difficoltà ad insegnare ad un cieco, ha pubblicato "Italian love songs" un album di cover, che seppur riduttivo per un autore di tali possibilità e comunque un modo per non arrendersi in una vita che già l'ha penalizzato alla nascita oscurandogli la luce dagli occhi ed ora qualcuno, che non nè ha il diritto, gli sta togliendo anche quella dei riflettori. Non permettiamolo! Per tutto quello che ha dato alla nostra musica e per quello che può ancora dare non possiamo permetterlo!     

 

 

 

Condividi post
Repost0
31 ottobre 2011 1 31 /10 /ottobre /2011 10:30

 

Fabrizio Moro - "Pensa" - (F.Moro) - "Pensa" 2007

 

 

Frankie HI-NRG MC - "Fight da faida" - (F.Di Gesù) - "Verba mament" 1993

 

 

Modena City Ramblers - "I cento passi" - (S.Bellotti) - "! Viva la vida, muera la muerte!" 2004

 

 

I Lautari_Carmen Consoli - "Ciuri di campo" - (P.Impastato - I Lautari) - "Arrè" 2007

 

 

Luca Carboni_Lorenzo Jovanotti - "Alzando gli occhi al cielo" - (L.Carboni) - "Carboni" 1992

 

 

Fabrizio De Andrè_Roberto Murolo - "Don Raffaè" - (F.De Andrè - M.Bubola - M.Pagani) - "Le nuvole" 1990

 

 

Nino D'Angelo - " 'A storia 'e nisciuno" - (G.D'Angelo - C.Tortora) - " 'O schiavo e 'o rre" 2003

 

 

Giorgio Faletti - "Signor Tenente" - (G.Faletti) - "Come un cartone animato" 1994

 

 

Aleandro Baldi - "Da Napoli a New York" - (G.Bigazzi - A.Civai) - "Il sole" 1992

 

 

Federico Salvatore - "La rosa sbocciata nera" - (F.Salvatore) - "Fare il napoletano...stanca!" 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenta e vota il tuo brano preferito o consigliane altre sul tema.

 

 

 

 

Condividi post
Repost0
30 ottobre 2011 7 30 /10 /ottobre /2011 11:00

Sebbene in quest'ultimo anno il cantautore napoletano Edoardo Bennato non abbia pubblicato alcun album di inediti non si è tenuto lontano dall'esprimere il punto di vista in tema di patria nell'occasione del centociquantesimo anniversario dell'unità d'Italia. "Italiani", questo il titolo della canzone, è stata presentata a marzo in diretta televisiva nella trasmissione "Centocinquanta" condotta da Pippo Baudo e Bruno Vespa ed è apparsa per la fedeltà e l'appartenenza espressa al tricolore, in contrasto ai precedenti brani che l'artista ha scritto sul tema del nostro Paese. In effetti, in "C'era un re", "La bandiera", "Il Paese dei balocchi" e "Il capo dei briganti", il cantautore non si è mostato esattamente un fan dell'Italia ma, a voler esaminare questi testi si legge l'amarezza di un italiano che ama le sue radici ma si sente tradito in determinate situazioni che possono far riferimento al razzismo e al maltrattamento verso il sud come in "Il capo dei briganti" e in "C'era un re" o al nazionalismo estremo che non porta altro che a odio e guerre in "La bandiera". Ne "Il Paese dei balocchi", invece, Bennato tratta l'immigrazione di diversi popoli in difficoltà che credono di trovare qui la propria America. Ecco spiegato in due righe quel contrasto che, in realtà, non è mai esistito: non avesse avuto amore per la propria terra, Bennato, si sarebbe potuto mostrare indifferente a queste tematiche ma, da attento osservatore della nostra realtà, ha voluto scrivere in musiche e parole le sue riflessioni. D'altro canto l'affetto per la nostra nazione, l'autore, l'ha evidenziato anche nell'inno scritto e cantato con Gianna Nannini per la nazionale di calcio in occasione dei Mondiali del 1990 "Un'estate italiana". Le radici terrene sono state un po' il simbolo di questo 2011 per Edoardo che a maggio presenta "La mia città"  un testo che rappresenta pregi e difetti della città che gli ha dato i natali e che porta nel cuore che è Napoli. La voglia di cambiare l'andazzo e la speranza che prima o poi accada davvero a patto che sia un volere comune è il messaggio che il cantautore vuole lanciare ai suoi concittadini "...Ma domani chi lo sa...vedrai che cambierà...magari sarà vero...ma non cambierà mai niente...se ci credo solo io...". Ma Bennato non è nuovo a questo tipo di messaggi che ritroviamo simile in un testo scritto dallo stesso autore nel 1974 e cioè "La mia città...(Tira a campare)". Il nuovo singolo rafforza il messaggio del precedente brano con la volontà di eliminare luoghi comuni che potrebbero servire da alibi o da giustificazioni per continuare a tirare a campare invece di vivere nella maniere più normale e civile possibile. Oltre questi due singoli, Bennato, in questi giorni, è di scena nei teatri italiani con "Peter Pan, il musical", di cui ha scritto l'intera colonna sonora che comprende oltre ai brani di "Sono solo canzonette" anche altri successi come "Viva la mamma" e "In fila per tre" oltre all'inedito "Che paura". Lo spettacolo è interpretato, tra gli altri, da Manuel Frattini, Pietro Pignatelli e Martha Rossi ed è diretto da Maurizio Colombi. Aspettando, quindi, un nuovo album di inediti è giusto apprezzare e ringraziare un grande grande artista come Bennato per questi nuovi profondi ritratti della nostra storia.

 

 

 

 


 
 

 

 

 

Condividi post
Repost0
28 ottobre 2011 5 28 /10 /ottobre /2011 11:18

Pubblicato in anteprima il nuovo video ufficiale di Federico Salvatore realizzato per la canzone "Il monumento" inserita nell'album "Fare il napoletano stanca" uscito nel 2009. Rispetto alla canzone, però, il video contiene anche un prologo recitato che prepara lo spettatore a quello che poi sarà il tema centrale proposto dal brano. Questo progetto, che arriva a due anni dalla pubblicazione del disco, è tornato di grande attualità quest'anno per la ricorrenza del centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia che poi è la chiave del testo provocatorio e veritiero proposto dal cantautore napoletano. Da vero uomo del sud, orgoglioso delle sue radici e grande conoscitore della storia gloriosa del meridione italiano, Salvatore, ha voluto ripercorrere la strada del meridionale medio dal post unità d'Italia ad oggi con tutte le conseguenze che quell'accordo e le guerre fatte per raggiungerlo hanno realmente portato nella vita di un uomo del sud. Si parte, dunque, dalla realtà di un uomo umile al servizio dei padroni normanni, tedeschi, francesi, spagnoli e borboni che non poteva che appellarsi alla pazienza per mantenere una famiglia numerosa e una briciola di dignità ormai calpestata in nome dell'obbedienza e del "Si, Sissignore padrone eccellenza!". L'epoca, quindi, delle occupazioni nel Regno delle due Sicilie che ha portato ricchezze, monumenti, cultura e gloria al nostro territorio ma tutto sulle spalle di popolo sottomesso che credeva nell'unità d'Italia come un traguardo per una liberazione e, che per tale motivo, sacrificò tantissimi figli nelle battaglie fatte per ottenerla. Si giunge, allora, al Risorgimento con i proclami all'eroe Garibaldi per aver unito il Paese ma, una volta aperte le mura del meridione quel fratello d'Italia con le piume al cappello divenne il primo traditore, un boia per l'uomo del sud ed uno stupratore-pappone per le donne. Uomini che, in effetti, rinnegavano la fratellanza acquisita sulla pelle dei martiri per la "Legge che spoglia Gesù per vestire i Savoia" dove si fa riferimento alla "Legge Rattazzi" approvata nel 1855 che provocò la soppressione di diverse corporazioni religiose. La ribellione di un popolo stanco di soprusi fu denominata dal potere Brigantismo e il meridionale, accusato ed ingiustamente perseguito, trovò come unica soluzione il vapore di un bastimento ed ecco l'epoca degli emigranti che videro nell'America la speranza di una nuova vita. Ma anche lì le cose non andarono per il verso giusto: "Dalla padella del padre padrone finì nella brace di Don Corleone". Infatti l'accoglienza ostile e la diffidenza spinsero i meridionali ad adeguarsi per ottenere rispetto per le loro famiglie e lo fecero nel modo più diretto e sbagliato e cioè con la mafia che resterà un marchio indelebile per ogni italiano. La valigia di cartone con la quale l'uomo del sud lasciò l'Italia fu, quindi, sostituita da un gessato con bottoni d'argento che suscitò, insieme ai dollari e ai gioielli indossati, un boato di felicità al suo ritorno al paese. Ma lo "zio d'America" tornato arricchito nota le facce dei compaesani che hanno gli stessi colori del tricolore "verde di rabbia, bianca di fame e rossa d'amore" e che nonostante il tempo passato vivevano ancora con le stesse difficoltà. Nessun progresso, tutti hanno i figli lontani perchè lo sviluppo, le fabbriche e quindi il lavoro lo si trova solo al nord ed anche il razzismo dei settentrionali per il Sud non è cambiato: il disprezzativo brigante di ieri si è solo tradotto nel terrone di oggi. Dopo tutto questo, però, ancora si alzano monumenti ad una libertà fittizzia per la gioia dei politici di turno senza mai ricordare i tanti martiri del sud caduti in nome di una libertà che non hanno mai ottenuto per le loro terre dove ancora si tira a campare con la forza della pazienza e ancora si lotta per diritti primari come quello al lavoro. Federico Salvatore racchiude questo pensiero con "Sulla base del marmo eretto, c'è una frase scritta in dialetto: "Quanno siente ca figlieto chiangne pecchè vò magnà, mò dalle nu' piezzo 'e sta libertà!" che tradotto è: "Quando senti che tuo figlio piange perchè vuol mangiare: dagli un pezzo di questa di libertà!". Il video è prodotto da Arancia Records e diretto da Andrea Simonetta con l'aiuto regia di Angelo Ferrara. Oltre a Salvatore, gli altri interpreti sono Mario Merone, Silvia Imperi ed il primogenito del cantautore Paride Salvatore. Consiglio vivamente di ascoltarla e di continuare sempre a seguire questo grande artista che è Federico Salvatore vera espressione dell'arte e della cultura contemporanea napoletana.

 

Condividi post
Repost0

Scarica l'App 3.0

                                                                           8047838430_df19fcb94f.jpg

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lingua, Pagina Facebook e Donazioni

Chat

Flag Counter

Flag Counter