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"...E chissà se è solo un gioco,

se le stelle c'hanno i fili,

se qualcuno sa già tutto,

di questi bimbi nei cortili..."

 

 

Luca Carboni - La nostra storia

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14 novembre 2011 1 14 /11 /novembre /2011 10:10

 

Gianluca Grignani - "Destinazione paradiso" - (M.Luca - G.Grignani) - "Destinazione paradiso" 1995

 

 

Fabrizio De Andrè - "Preghiera in gennaio" - (F.De Andrè) - "Preghiera in gennaio/Si chiamava Gesù" 1967

 

 

Gianna Nannini - "Suicidio d'amore" - (G.De Crescenzo - G.Nannini) - "Gianna best" 2007

 

 

Fabrizio De Andrè - "Ballata del Michè" - (C.Petracchi - F.De Andrè) - "Ballata del Michè/Ballata dell'eroe" 1961

 

 

Antonello Venditti - "Tradimento e perdono" - (A.Venditti) - "Dalla pelle al cuore" 2007

 

 

Donatella Rettore - "Lamette" - (D.Rettore - C.Rego) - "Kamikaze rock'n'roll suicide" 1982

 

 

Domenico Modugno - "Meraviglioso" - (D.Modugno - R.Pazzaglia) - "Meraviglioso/Non sia mai" 1968

 

 

Claudio Baglioni - "Lacrime di marzo" - (C.Baglioni - A.Coggio) - "Claudio Baglioni" 1970

 

 

Franco Battiato - "Breve invito a rinviare il suicidio" - (M.Sgalambro - F.Battiato) - "L'ombrello e la macchina da cucire" 1995

 

 

Domenico Modugno - "Vecchio frac" - (D.Modugno) - "Vecchio frac/Sole, sole, sole" 1955

 

 

Herbert Pagani - "Albergo a ore" - (H.Pagani - E.Piaf 1962) - "Cento scalini/Albergo a ore" 1969

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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13 novembre 2011 7 13 /11 /novembre /2011 10:41

Presentato in anteprima al Festival Internazionale del Cinema di Roma, "Noi di Settembre" diretto da Stefano Veneruso, è un film documentario in cui Franco Califano racconta la propria travagliata vita e la carriera artistica fatta di alti e bassi. "Era ora che si parlasse di me come artista. Il mondo dello spettacolo - dichiara il cantautore - mi ha messo da parte, ma io sto bene da solo". Nella pellicola, infatti, si dà molto spazio al lato artistico di Califano molto spesso dimenticato e annotato solo come dettaglio della sua vita da rinomato amatore delle donne che è il concetto che più si rimarca quando si parla dell'artista in questione. Non va dimenticato, appunto, che Califano ha scritto canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana come il suo cavallo di battaglia "Tutto il resto è noia" o "Non escludo il ritorno", ma anche testi scritti per altri interpreti come "Minuetto" e "La nevicata del '56" per Mia Martini, "La musica è finita" e "Una ragione di più" per Ornella Vanoni, "Un grande amore e niente più" per Peppino Di Capri, l'intero album "Amanti di valore" per Mina, la versione italiana di "Un'estate fa" di Michel Fugain cantata dalla stessa Mina, "Un tempo piccolo" per i Tiromancino e tante altre sia italiano che in dialetto romanesco. Infatti, anche se le sue origini sono di Pagani in provincia di Salerno ed è nato per caso in aereo sul cielo della capitale libica Tripoli, Califano è cresciuto e vissuto a Roma diventando un simbolo della cultura popolare romana. Il Califfo, come viene simpaticamente chiamato, ha composto anche diverse poesie in forma di sonetti toccando temi delicati e di attualità come gravidanze inaspettate, transgender, chirurgia plastica e così via che vengono decantati dall'artista durante le sue apparizioni live. Ovviamente al percorso artistico viene accostata anche la burrascosa esistenza vissuta dall'artista fra accuse infamanti poi rivelatesi infondate per possesso di stupefacenti e per porto abusivo di armi. Nonostante l'assoluzione, Califano, ha provato la vita del carcere dove, tra l'altro, ha composto l'album "Impronte digitali" con canzoni basate sulle esperienze di quel triste periodo. Malgrado le difficoltà che un etichetta del genere può causare ad un uomo di spettacolo, Califano, ha saputo sempre riabilitarsi agli occhi del pubblico. "Nella mia vita ho avuto tanta forza e tanto coraggio. Ci sono momenti - dichiara l'artista - nei quali o crolli o rinasci, io sono rinato spesso e anche questo documentario è un momento di rinascita. Anche per questo lungo racconto della mia vita - conclude Califano - c'è voluto coraggio.". Diversi, infatti, sono stati i momenti negli ultimi anni che Califano ha trovato il modo di riconquistare la scena prima con il ritorno a Sanremo nel 2005 nella prima edizione di Paolo Bonolis, poi con il reality "Music Farm" condotto da Simona Ventura e ancora grazie alle apparizione collegate alle imitazioni interpretare da Fiorello e da Max Tortora, senza dimenticare la collaborazione coi Tiromancino e le comparsate in diversi programmi televisivi ed in alcuni film recenti. Il documentario proposto da Veneruso, tra l'altro, non è l'unico progetto cinematografico che vede come protagonista Franco Califano infatti, lo stesso cantautore, ha annunciato che Edoardo De Angelis, già regista di "Mozzarella story", sta preparando un altro film sulla sua vita e che è in cerca dell'attore che lo dovrà interpretare. "Trovare l'attore non sarà facile. - ha dichiarato l'artista in merito - Califano era Califano prima ancora di esserlo, già un'ira di Dio.". Un giusto omaggio, quindi, per un autore che è giusto ricordare ed elogiare per le sue grandi doti artistiche e per i suoi componimenti divenuti patrimonio popolare del nostro Paese.

 

 

 

 

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"Un tempo piccolo": Califano scrive per i Tiromancino   

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10 novembre 2011 4 10 /11 /novembre /2011 10:35

 

Giorgio Gaber - "Io non mi sento italiano" - (G.Gaberscik - S.Luporini) - "Io non mi sento italiano" 2003

 

 

Franco Battiato - "Povera Patria" - (F. Battiato) - "Come un cammello in una grondaia" 1991

 

 

Marco Masini - "L'Italia" - (G.Dati - M.Masini) - "L'Italia... e altre storie" 2009

 


 

 

Francesco De Gregori - "Viva l'Italia" - (F.De Gregori) - "Viva l'Italia" 1979

 

 

Ivano Fossati - "Una notte in Italia" - (I.Fossati) - "700 giorni" 1986

 

 

Luciano Ligabue - "Buonanotte all'Italia" - (L.Ligabue) - "Primo tempo" 2007

 

 

Eugenio Finardi - "Dolce Italia" - (E.Finardi) - "Dolce Italia" 1987

 

 

Toto Cutugno - "L'italiano" - (S.Cutugno - C.Minellono) - "L'italiano" 1983

 

 

Sergio Cammariere - "Nuova Italia" - (R.Kunstler - S.Cammariere) - "Sul sentiero" 2004

 

 

Pierangelo Bertoli - "Italia d'oro" - (P.Bertoli - M.Negri) - "Italia d'oro" 1992

 

 

Mino Reitano - "Italia" - (U.Balsamo) - "Italia" 1988

 

 

Edoardo Bennato - "Ok Italia" - (E.Bennato) - "Ok Italia" 1987

 

 

Elio e le storie tese - "La terra dei cachi" - (D.Civaschi - S.Belisari - S.Conforti - N.Fasani) - "Eat the Phikis" 1996

 

 

Antonello Venditti - "Italia" - (A.Venditti) - "Sotto la pioggia" 1982

 

 

Fabri Fibra_Gianna Nannini - "In Italia" - (F.Tarducci) - "Bugiardo" 2007

 

 

Paolo Rossi - "In Italia si sta male (si sta bene anzichè no) - (S.Gaetano) - "In Italia si sta male (si sta bene anzichè no)" 2007

 

 

Articolo 31 - "L'italiano medio" - (A.Aleotti - V.Perrini) - "Italiano medio" 2003

 

 

Francesco De Gregori - "La storia" - (F.De Gregori) - "Scacchi e tarocchi" 1985

 

 

Sergio Endrigo - "Il dolce Paese" - (S.Endrigo) - "Marianne/Il dolce Paese" 1968

 

 

Fiorella Mannoia - "Camicie rosse" - (M.Bubola) - "Gente comune" 1994

 

 

Pooh - "In Italia si può" - (C.Facchinetti - V.Negrini) - "Il cielo è blu sopra le nuvole" 1992

 

 

Federico Salvatore - "Il monumento" - (F.Salvatore) - "Fare il napoletano stanca" 2009

 

 

Luca Carboni - "Inno nazionale" - (L.Carboni) - "Mondo world welt monde" 1995

 

 

Francesco De Gregori - Il cuoco di Salò - (F.De Gregori) - "Amore del pomeriggio" 2001

 

 

Edoardo Bennato - "Italiani" - (E.Bennato) - "Italiani" 2011

 

 

Pupo_Emanuele Filiberto di Savoia_Luca Canonici - "Italia amore mio" - (E.Filiberto - E.Ghinazzi) - "Italia, amore mio" (L.Canonici) 2010

 

 

Luca Carboni - "Provincia d'Italia" - (L.Carboni) - "Senza titolo" 2011

 

 

Nino D'Angelo - "Italia bella" - (G.D'Angelo) - "Tra terra e stelle" 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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9 novembre 2011 3 09 /11 /novembre /2011 10:20

Partite in questi giorni le prove del nuovo spettacolo teatrale proposto da Nino D'Angelo,  all'anagrafe Gaetano, dal titolo "C'era una volta...Un jeans e una maglietta" in cui l'artista ripercorre la storia della sua vita attraverso racconti, aneddoti e, ovviamente, canzoni. Infatti lo spettacolo è una sorta di musical misto ad un "one man show" che prende spunto sia dalla prima opera autobiografica portata in scena dallo stesso artista partenopeo "Core pazzo" nel 1997 e sia al teatro canzone reso celebre da Giorgio Gaber. Il riferimento a "Un jeans e una maglietta" e cioè all'album che lo ha consacrato a livello di vendite e di popolarità nazionale è offerto come chiaro emblema di tutta una fase musicale ormai passata e mai rinnegata anche perchè senza quel Nino, probabilmente, non sarebbe mai venuto fuori l'artista di oggi. Ci sarà, quindi, un confronto tra il Nino giovane dall'inconfondibile caschetto biondo e il Nino maturo di oggi. Due ere musicali completamente diverse che hanno portato l'autore a vivere due volte: un destino che talvolta ha creato anche difficoltà in una ristretta cerchia di fans che non accettava il cambiamento. Ma ogni uomo cresce e l'età, oltre al grigio dei capelli, porta esperienza, maturità, consapevolezza della propria arte e, quindi, approcci differenti nei confronti della vita e delle sue infinite sfaccettature. La nostalgia dei tempi che furono torna anche nello spettacolo dove Nino ripropone pezzi del passato confrontandoli con le nuove musicalità e tematiche che ormai da diversi anni lo accompagnano in questa seconda fase della sua carriera. Una nuova pagina il cui inizio può essere rappresentato dall'album "Stelle 'e matina" del 1999, dove troviamo, tra le altre, "Senza giacca e cravatta".   Da quel momento Nino lascia la frivolezza della gioventù ed inizia questo percorso fatto di musicalità multietniche, tematiche sociali, testi impegnati e pure poesie in cui uscirà fuori tutto il talento artistico maturato in tanti anni di musica. L'enorme salto in termini di qualità lo riporta agli splendori di un tempo ed a vette artistiche forse mai raggiunte prima: stavolta le fugaci apparizioni televisive riconducibili al solo folklore napoletano in cui veniva usato a livello nazionale spesso solo per riproporre i classici della tradizione devono far spazio ad apprezzate e significative interpretazioni del suo repertorio. Nel 2005 arriva anche uno speciale televisivo dal titolo "Io non ti ho mai chiesto niente" trasmesso su Canale 5 in cui Nino è protagonista con la sua musica eseguendo, fra le altre cose, due duetti con Massimo RanieriGiancarlo Giannini davvero eccellenti. Anche in tv, però, Nino non dimentica le sue radici ed il suo passato che dimostra anche a Sanremo presentando sempre e solo canzoni in dialetto il che indica un'appartenenza alla propria terra ed una consapevolezza che l'arte, quando è di qualità, non ha bisogno di traduzioni e sottotitoli. La rinuncia ad una musica più commerciale e/o in lingua italiana che avrebbe garantito probabilmente più vendite e, quindi, un maggiore riscontro economico sta a sottolineare la volontà dell'artista di non abbandonare il proprio credo e la propria natura solo per freddi leggi di mercato. Venderà di meno ma di certo, chi compra i suoi dischi, non ne resterà deluso e lo ripagherà con la stessa fiducia in ogni nuova avventura. Nino, infatti, conserva un rapporto eccezionale con il suo pubblico fatto di stima e di reale contatto sia attraverso concerti nelle più svariate località che attraverso i social network. In attesa del prossimo lavoro disografico "Tra terra e stelle" che dovrebbe uscire tra dicembre 2011 e gennaio 2012 Nino aspetta tutti i suoi fans al teatro Bellini di Napoli dal 25 dicembre al 15 gennaio. Lo show sarà poi proposto anche all'Ambra Jovinelli di Roma, al Colosseo di Torino e allo Smeraldo di Milano.      

 

 

 

 

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"Bella": Nino D'Angelo dipinge la sua Napoli

"Capellone": Il più grande "insuccesso" di Nino D'Angelo

Nino D'Angelo: "Italia bella"

Nino D'Angelo: "Tra terra e stelle"

 

 

 

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8 novembre 2011 2 08 /11 /novembre /2011 09:16

 

 

Francesco Guccini - "Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)" - (F.Guccini) - "Bang bang/Auschwitz" (Equipe 84) 1966 - "Folk beat n.1" (Guccini) 1967

 

 

 

Fabrizio De Andrè_Luvi De Andrè - "Khorakhanè (A forza di essere vento)" - (F.De Andrè - I.Fossati) - "Anime salve" 1996

 

 

Caparezza - "Vengo dalla luna" - (M.Salvemini) - "Verità supposte" 2003

 

 

Angelo Branduardi - "Lo straniero" - (L.Zappa - A.Branduardi) - "Altro ed altrove" 2003

 

 

Ivano Fossati - "Mio fratello che guardi il mondo" - (I.Fossati) - "Lindbergh (Lettere da sopra la pioggia)" 1992

 

 

Franco Fasano_Anna Oxa_Fausto Leali - "Da fratello a fratello" - (G.T.Fasano - F.Berlincioni) - "Un cielo che non sai" 1990

 

 

 

Nino D'Angelo - "Bravo ragazzo" - (G.D'Angelo - G.Narretti) - "Bravo ragazzo" 1992

 

 

Giacomo Rizzo_Mauro Di Francesco - "Terroni dance" - (G.D'Angelo) - "Aitanic" 2000

 

 

Edoardo Bennato - "La bandiera" - (E.Bennato) - "I buoni e i cattivi" 1974

 

 

Fausto Leali - "Angeli negri" - (A.E.Blanco - M.A.Maciste - G.Rapetti) - "Il negro bianco" 1968

 

 

 

 

 

 

 

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7 novembre 2011 1 07 /11 /novembre /2011 10:26

Il singolo "Questione meridionale" lanciato oggi nel circuito radiofonico e disponibile su iTunes anticipa il ritorno di Eugenio Bennato dopo "Grande Sud", ultimo disco pubblicato dall'artista nel 2008. L'album che prende il titolo dal singolo uscirà nei prossimi mesi e vede Bennato trattare ancora le tematiche del sud con le musicalità che lo hanno reso paladino a colpi di taranta della cultura e della musica folk del meridione italiano e del Mediterraneo tutto. Infatti, con il suo movimento "Taranta Power" fondato nel 1998 porta quest'arte in giro per il mondo riscuotendo successi e riconoscimenti ovunque. Ma già nel 1969, Bennato, presentava tra i fondatori della "Nuova Compagnia di Canto Popolare" e nel 1976, insieme a Carlo D'Angio, dà vita a "Musicanova" il che la dice lunga sulla passione del cantautore napoletano per questo tipo di cultura spesso dimenticata dai media. Tornando a "Questione meridionale", l'autore dichiara di aver preso in prestito il titolo dal Parlamento di Torino dove l'espressione venne coniata in seguito all'unità d'Italia. "I miei maestri - commenta Bennato - sono stati la gente anonima del profondo sud, con le voci e gli stumenti che sono espressione di un umanità sommessa che viene dal Mediterraneo e ha dato voce ai flussi migratori della storia. Una musica - continua l'autore - reale e concreta con un ritmo che nasce e vive nel contatto diretto tra la gente, al di fuori delle logiche del mercato." Poi Bennato evidenzia la rinascita di questo tipo di musica e di cultura anche nelle nuove generazioni in un periodo storico in cui tutto questo sembrava dimenticato. "Le feste che coinvolgono migliaia di ragazzi, le scuole di taranta che nascono nelle città, i tamburi e le chitarre battenti che gli artigiani illuminato hanno ripreso a costruire, la fioritura di nuovi artisti che recuperano i loro dialetti e i ritmi tradizionali - conclude l'artista - sono tutti eventi sorprendentemente attuali che segnalano un ritorno, imprevedibile e positivo, di una creativa "Questione meridionale" che ha a che fare con un modo nuovo e antico di far sentire la musica". Ed è proprio questo mondo che Bennato intende rimarcare in questo nuovo lavoro discografico a favore dei giovani e di chi ancora non conosce questa realtà musicale. A patto, però, che le radio e le televisioni nazionali diano il giusto risalto ed un'adeguata pubblicità che quest'arte popolare merita. Infatti, oggi, per ascoltare questo tipo di musica non è facile come un tempo dove, al sud, in ogni festa di piazza veniva riproposta e tramandata alle generazioni future. Al giorno d'oggi queste tradizioni rimangono parte integrante della vita popolare solo nelle realtà più piccole del nostro Sud e se non fosse per artisti come Bennato, appunto, questa cultura meridionale, pezzo di storia del Mediterraneo, rischierebbe di essere completamente cancellata e dimenticata tra le onde di quel grande mare culla delle nostre radici e della nostra identità. Il lavoro eccellente di chi difende la nostra storia con chitarre e tamburelli non può che essere appoggiato e lodato da chi ancora sente un legame con la propria terra e le proprie origini. Grazie Maestro!  

 

 

 


 

  

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6 novembre 2011 7 06 /11 /novembre /2011 11:10
 

Enrico Ruggeri_Andrea Mirò - "Nessuno tocchi Caino" - (E.Ruggeri - R.Mogliotti) - "Gli occhi del musicista" 2003

 

 

Fabrizio De Andrè_Luvi De Andrè - "Geordie" - (F.De Andrè) - "Geordie/Amore che vieni amore che vai" 1966

 

 

Fabrizio De Andrè - "Ballata degli impiccati" - (F.De Andrè - G.Bentivoglio - G.P.Reverberi) - "Tutti morimmo a stento" 1968

 

 

Nomadi - "Una storia da raccontare" - (G.Carletti) - "Una storia da raccontare" 1998

 

 

Simone Avincola - "Il condannato" - (S.Avincola) - "Il giullare e altre storie" 2009

 

 

 

 

 

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5 novembre 2011 6 05 /11 /novembre /2011 09:02

Dopo circa 4 anni di silenzio Adriano Celentano è pronto a rimettersi in gioco con un nuovo album di inediti che uscirà a fine novembre e si intitola "Facciamo finta che sia vero". Questo ennesimo progetto di un mito della musica italiana come "il molleggiato" è anticipato nelle radio dal singolo "Non ti accorgevi di me", brano scritto per l'occasione da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro. Proprio l'artista milanese ha chiesto al giovane cantautore di mettersi a lavoro e scrivere una canzone per lui con una telefonata nella quale pare avrebbe detto: "Ue, Amaro, mi scrivi una canzone?". A queste parole, Sangiorgi, non ha saputo dire di no anche perchè, ovviamente, mai avrebbe rifiutato un così gratificante invito da parte di una colonna della nostra musica. "Ho cercato di valorizzare l'irruenza dell'Adriano delle origini, - dichiara Sangiorgi -  quello del twist e di 24 mila baci". Infatti, il brano in questione, riesce ad essere associato allo stile di Celentano anche se è evidente la mano dell'autore in una musicalità che ricorda inevitabilmente quelle dei Negramaro. Il cantante del gruppo salentino, però, non è l'unico ospite in questo disco che vede la collaborazione di diversi artisti come Franco Battiato con il quale canta la canzone che dà il titolo all'album "Facciamo finta che sia vero" su musica di Nicola Piovani, Lorenzo Jovanotti che ha scritto  testo e musica di "Fuoco nel vento" ed il testo di "La cumbia chi cambia" con la musica di Matteo Saggese che ha composto, insieme a Stephen Lipson, anche la musica di "Ti penso e cambia il mondo" che vede come autore del testo Pacifico, Raphael Gualazzi e Trilok Gurtu che collaborano nella rilettura liberamente ispirata all'arrangiamento originale di Giulio Libano in "La mezza luna"Manu Chao che compone la musica di "Non so più cosa fare" scritta da Corrado e Camillo Castellari. Un incontro di artiti, quindi, avvenuto col solo scopo di celebrare e dare lustro al ritorno in scena di uno dei più significativi artisti del nostro Paese. Nella tracklist, oltre alle canzoni già citate, troviamo anche "Anna parte" e "Il mutuo" che porta la firma del testo e della musica dello stesso Adriano Celentano. L'album prodotto dal "Clan Celentano" sarà distribuito da Universal Music a partire dal prossimo 29 novembre. Aspettando, quindi, di rivederlo in tv con un nuovo show e con i suoi personalissimi attacchi al potere Adriano torna a quello che sà fare meglio e cioè la musica con un disco che promette molto bene. D'altro canto quando uno come lui decide di tornare sulla scena non lo fa certo con approssimazione o superficialità ma da artista quale è avrà sicuramente lavorato attentamente ad ogni piccolo particolare al fine di ottenere qualcosa di molto vicino alla perfezione. Non ci resta che aspettare per ascoltare e valutare questo nuovo progetto di un monumento della cultura popolare italiana. 

 

 

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4 novembre 2011 5 04 /11 /novembre /2011 09:38

 

Fabrizio De Andrè - "Via del Campo" - (F.De Andrè - D.Fò) - "Via del Campo/Bocca di rosa" 1967

 

 

Federico Salvatore - "Vennimm'ammore" - (F.Salvatore) - "Azz..." 1995

 

 

Nino D'Angelo - "Nu biglietto po''o mare" - (G.D'Angelo) - " 'O schiavo e 'o rre" 2003

 

 

Nomadi - "L'angelo caduto" - (G.Carletti) - "Amore che prendi amore che dai" 2002

 

 

Pooh - "Tra la stazione e le stelle" - (C.Facchinetti - V.Negrini) - "Poohlover" 1976

 

 

Antonello Venditti - "Strada" - (A.Venditti) - "Ullalla" 1976

 

 

Modena City Ramblers - "Ebano" - (S.Bellotti) - "! Viva la vida, muera la muerte!" 2004

 

 

Gianluca Grignani - "Il gioco di Sandy" - (G.Grignani) - "Destinazione paradiso" 1995

 

 

Nek - "Nella stanza 26" - (A.De Sanctis - F.Neviani) - "Nella stanza 26" 2006

 

 

Enrico Ruggeri - "Il portiere di notte" - (E.Ruggeri - L.Schiavone) - "Enrico VIII" 1986

 

 

Alex Britti - "Lucciola" - (A.Britti) - "La vasca" 2000

 

 

Fabrizio De Andrè - "Bocca di rosa" - (F.De Andrè) - "Via del Campo/Bocca di rosa" 1967  

 

 

Mariella Nava - "Donne comunque" - (M.Nava) - "Uscire" 1995

 

 

Federico Salvatore - "Il progresso della marchetta" - (F.Salvatore) - "Fare il napoletano stanca" 2009

 

 

Albano Carrisi - "Amanda è libera" - (F.Berlincioni - A.Carrisi - A.Paoletti) - "Amanda è libera" 2011

 

 

Franco Battiato - "Ecco come va il mondo" - (M.Sgalambro - F.Battiato) - "L'imboscata" 1996

 

 

Pino Daniele - "Chillo è nu buono guaglione" - (G.Daniele) - "Pino Daniele" 1979

 

 

Pierdavide Carone_Lucio Dalla - "Nanì" - (P.Carone - L.Dalla) - "Nanì e altri racconti" (Carone) 2012

 

  

 

 

 

 

 

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3 novembre 2011 4 03 /11 /novembre /2011 10:34

Nel mondo musicale attuale, come in quello di ieri, ciò che conta per decretare un successo di una canzone o la sua bocciatura è la pubblicità. Senza passaggi radiofonici e televisivi un progetto, su cui un'artista magari ha dedicato anni di lavoro ed ha messo tutto sè stesso in termini di passione, creatività, fantasia, energia e sentimenti oltre al lato economico riguardante soprattutto le etichette discografiche che con coraggio ancora decidono di osare, anche se di qualità può finire nel dimenticatoio dopo pochi giorni dalla pubblicazione. Non è il caso di Renato Zero che, fortunatamente, ancora gode di una meritata visibilità e di una giustificata considerazione da parte dei media dovuta ad una vita di successi e poesie, ma da amante della propria arte ed attento osservatore della nostra realtà ha voluto sottolineare le difficoltà a cui un'artista, anche di consolidata fama, deve far fronte per sopravvivere nella musica di oggi fatta di mp3 e playlist nella canzone "Giù le mani dalla musica" pubblicata nell'album "Presente" del 2009. Oggi, infatti, non è così scontato che una radio passi e pubblicizzi i brani appena usciti ma per far sì che ciò avvenga gli autori devono rispettare delle regole che già di per sè limitano l'artista e raffigurano una restrizzione dell'inventiva e della creatività artistica di un compositore. Le regole che buona parte delle radio italiane impongono agli artisti vanno dalla durata che non deve superare, di solito, i 3 minuti e 40 secondi, all'argomento trattato, spesso i temi sociali non sono graditi, fino alla presenza di parole scomode ma che, entrate nel gergo comune fanno ormai parte del linguaggio del nostro Paese e si rendono, in alcune occasioni, necessarie per raggiungere l'intento voluto dall'autore e la forza che lo stesso vuole dare ad un determinato pensiero. Stesse considerazioni anche per quando riguarda il mondo televisivo che ancora oggi offre casi di censura da medioevo. Senza dimenticare lo spazio dedicato, talvolta inspiegabilmente, alle produzioni estere a svantaggio di quelle nazionali che, tranne che in alcuni network, non godono del giusto appoggio. Tutto ciò rientra nella logica del mercato musicale attuale che, oltre alla pirateria, spinge le case discografiche a limitare sempre di più gli investimenti economici dando poco spazio ai giovani emergenti che, magari, propongono qualcosa di diverso e concedono chances solo a chi si adegua al commercio sviluppando lavori programmati a tavolino fatti per vendere sopprimendo la reale propria natura artistica ed espressiva che spesso esce fuori nel corso della carriera, sempre se avrà avuto la fortuna di aprirne una. Tornando al testo di Zero, l'autore racconta le ansie di artisti a cui stanno strappando la propria arte e che fanno di tutto per esistere sul mercato. La contraffazione, la manipolazione delle immagini, l'anonimato delle palylist stanno rubando, secondo Zero, l'anima, la voce e la felicità di esprimersi dei poeti del nostro tempo che ormai vengono seguiti solo dagli osservatori più attenti che sanno cogliere quel fremito di unicità. Un'altro aspetto che evidenzia Renato Fiacchini, in arte Zero, è quell'appartenenza all'artista e a quelle canzoni che hanno accompagnato nel cammino della vita ogni singola esistenza che ormai sembra essere sopraffatto dalla ricerca frenetica della nuova hit, quelle particoli emozioni e sensazioni che ogni persona lega a determinate canzoni che rispecchiano attimi di vita vissuta insieme all'artista in questione. "Dalla ninna nanna al canto dell'Ave Maria...abbiamo condiviso le ansie e la serenità...e passo dopo passo ancora una canzone mia...ho i brividi...".Tutto ciò non può essere perso nè dimenticato e Zero incita i suoi fans a cantarlo sempre in ogni momento e sempre più forte così come ogni appassionato anche di altri cantanti deve fare per i suoi "compagni" di vita. Solo in questo modo si potrà far sentire un'anima e un'amore che ancora c'è per la musica e salvare quest'arte ferita a morte a dispetto del mercato, delle sue fredde leggi e delle multinazionali che incombono sulle nostre scelte. "Puoi salvarla se vuoi...ti amerò se lo fai...cantami...cantami".    

 

 

 

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