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"È la notte dei pensieri e degli amori,

questa notte io ti prendo come fossi un fiore,

è la mano nella mano che conosco,

per la vita e per amore io ti prendo adesso..."

 

Michele Zarrillo - La notte dei pensieri

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22 ottobre 2012 1 22 /10 /ottobre /2012 23:01

Francesco Guccini ha annunciato l'uscita del suo ultimo lavoro discografico che vedrà la luce il 27 novembre. Il titolo scelto dal cantautore emiliano è "L'ultima Thulè" dove è esplicto il richiamo alla leggendaria isola di Thule, luogo che evoca storie mitiche sin dal 330 a.C, dove venne citata nei diari dell'esploratore greco Pitea, e che rappresenta l'idea di un luogo all'estremità del mondo. Inoltre, l'aggettivo "ultima" presente nel titolo, non è altro che una conferma dell'addio alla carriera discografica che Guccini ha annunciato già da qualche mese. Non pare, quindi, averci ripensato il grande cantautore simbolo di una generazione e padre di tante intense pagine della musica cantautorale italiana che ha trovato in Guccini uno degli esponenti più rappresentativi di tale corrente. Uno stile unico e tanta qualità espressa in testi affascinanti che hanno contraddistinto il cammino di questo poeta ribelle che oggi decide di chiudere la sua storia almeno per ciò che riguarda l'aspetto commerciale. Infatti, Guccini, non ha precluso la possibilità di nuove canzoni e di nuovi appuntamenti live ma ha solo l'intenzione di non continuare a pubblicare lavori discografici dopo quest'ultimo cd. Nel nuovo lavoro ci saranno anche dei brani già cantanti nei concerti ma mai pubblicati come "Su in collina" e "Il testamento del pagliaccio". In quest'ultima, viene rappresentata la fine di un personaggio a cui non è stata data una precisa entità ma che può essere intesa anche come una Patria e, quindi l'Italia, vittima di una società mediocre. Inoltre, come già annunciato, nell'album ci sara anche "Canzone di notte n.4", dedicata al suo paese Pavana e mai eseguita in pubblico. Il disco, che uscirà anche in vinile, conterrà otto, nove tracce. L'annuncio del titolo di questo disco, Guccini, l'ha dato attraverso Facebook, dal suo mulino di Chicon che, per l'occasione, è stato adibito a studio di registrazione. Non mancherà, nel disco, la partecipazione di Vince Tempera, storico tastierista e compositore che ha accompagnato Guccini per gran parte delle sue produzioni. Non resta, quindi, che aspettare per ascoltare il nuovo disco e per sperare che, con il passar del tempo, Guccini possa tornare indietro sulla sua decisione. Perdere Guccini, dopo Fossati, per scelta, e Dalla e Bigazzi, per le premature scomparse, non sarebbe certo una notizia positiva per la musica italiana di qualità.

 

Altro su:

Francesco Guccini

Giancarlo Bigazzi

Ivano Fossati

Lucio Dalla 

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19 ottobre 2012 5 19 /10 /ottobre /2012 23:01

La storica band degli Stadio guidata da Gaetano Curreri e composta anche da Andrea Fornili, Roberto Drovandi e Giovanni Pezzoli festeggiano i loro primi trent'anni di attività discografica con un nuovo album celebrativo dal titolo "30 I nostri anni" lanciato dal singolo "I nostri anni" scritto per il testo da Fabrizio Moro, che partecipa anche come interprete,  e per la musica da Curreri e Fabrizio Foschini. La canzone, secondo lo stesso Curreri, rappresenta un brano generazionale, che segna un'epoca della band come, a loro tempo, furono anche "Chiedi chi erano i Beatles" e "Equilibrio instabile". Ma l'intero album è da considerare come un regalo per festeggiare questo ennesimo storico traguardo del gruppo. Per il singolo di lancio, gli Stadio, si sono affidati a Fabrizio Moro, considerato giustamente da Curreri come uno dei cantautori giovani più promettenti del panorama italiano e, se lo dice Curreri, autore di lungo corso per tantissimi grandi protagonisti della musica italiana oltre che voce e vera anima degli Stadio, c'è da crederci. Moro, infatti, ha scritto davvero un bel testo per raccontare il passare del tempo attraverso gli avvenimeti della storia del nostro Paese e tenendo sempre presente lo spirito con il quale gli Stadio hanno accompagnato con la loro musica ed i loro testi questi cambiamenti. Tra ricordi e punti di domanda mai risolti, quindi, si guarda al futuro non dimenticando mai il percorso fatto finora. Un brano fatto su misura e composto seguendo quell'impronta cantautoriale che gli Stadio hanno sempre portato avanti collaborando, negli anni, con alcuni dei più grandi autori della nostra musica. Se il singolo è già in rotazione da qualche giorno, l'album verrà pubblicato il 30 ottobre e conterrà tre inediti oltre ai grandi successi della storia della band emilina eseguiti con l'accompagnamento dell'orchestra sinfonica. Uno degli inediti, dal titolo "Bella" porta la firma di un altro grande cantautore italiano, amico e stimatissimo collega di Curreri e company, ovvero, Luca Carboni, già in passato autore per gli Stadio. In questo caso Carboni ha curato il testo mentre la musica è di Curreri in collaborazione con Fabio Liberatori. Le celebrazioni, inoltre, continueranno con i live del 24 novembre a Roma e del 12 dicembre a Bologna, dove tra amici e ospiti d'eccezzione la band darà vita a "Stadio 30 Anni Friendly Gala" per festeggiare in musica il loro traguardo insieme ai tanti fans che li seguono con passione fin dalla loro nascita.

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16 ottobre 2012 2 16 /10 /ottobre /2012 23:01

Eros Ramazzotti torna in pista a tre anni da "Ali e radici" con "Noi" un album di inediti composto da 14 brani e lanciato dal singolo "Un angelo disteso al sole" diffuso in contemporanea mondiale il 12 ottobre. Il nuovo album sarà pubblicato il 13 novembre data in cui finirà l'attesa dei tanti fans del cantautore romano in tutto il mondo. Il singolo rappresenta in pieno lo stile che ha contraddistino Eros nell'ultima fase della sua storia artistica, un ritmo che ne fa uno degli artisti italiani più esportati all'estero e che lo inserisce nella cerchia della grande musica pop-commerciale che non fatica a fare il giro del mondo. Questo stile internazionale, infatti, consente di abbattere ogni barriera linguistica culturale e fa arrivare queste canzoni ad un pubblico vasto ottenendo, inevitabilmente un grosso riscontro sul mercato. Non sempre però, le grandi vendite corrispondono alla qualità delle stesse canzoni che spesso hanno una occulta ma prevedibile data di scadenza. Forse ciò non è il caso di Eros e del suo nuovo disco ancora non diffuso a parte il singolo ma è una prospettiva più volte confermata per un certo tipo di musica che, con tutta probabilità, non passerà alla storia. La scelta di seguire un filone commerciale è condivisibile dal punto di vista del marketing internazionale ma ciò, in molti casi, finisce per intaccare la qualità dei testi che passa inevitabilemente in secondo piano rispetto all'aspetto musicale cosa alquanto ovvia se si punta ad un prodotto mondiale. Tra pro e contro, però, forse la verità di Ramazzotti sta nel mezzo ovvero la sua, tranne alcune eccezzioni degli esordi, è sempre stata una musica basata su testi semplici e ritmi coinvolgenti dove i temi dell'amore e dei sentimenti la fanno da padrona. In tal senso, Eros, non si è dovuto adattare alle leggi del marcato internazionale bensì ha trovato nelle stesse i parametri ideali della propria indole artistica. Proponendo la sua musica, quindi, senza grossi stravolgimenti studiati a tavolino come in altri casi, Ramazzotti, ha ottenuto quel consenso nel mondo del pop-commerciale che è diventato sempre più forte con l'esperienza acquisita in questo contesto musicale anno dopo anno. Aspettando, quindi, di ascoltare il nuovo album è facile ipotizzare che sarà un successo mondiale anche grazie al traino mediatico ed alla grande storia musicale che Eros si porta dietro ma, la cosa davvero importante che può darci l'ascolto del disco, è quella di capire se c'è qualche canzone che possa rimanere nel tempo ed affiancarsi ai successi più luminosi del Ramazzotti degli anni '90.

 

 

 


 

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Eros Ramazzotti   

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13 ottobre 2012 6 13 /10 /ottobre /2012 23:01

"Opera seconda" è il titolo del nuovo album dei Pooh uscito in questi giorni e rappresenta una raccolta di grandi successi eseguiti però con l'aiuto di una vera orchestra composta da ben 67 elementi oltre alla collaborazione di Phil Mer alla batteria e di Danilo Ballo per gli arrangiamenti. Il titolo ovviamente richiama all'opera classica mentre il "secondo" è dovuto alla pubblicazione di un altro disco chiamato "Opera prima" che i Pooh hanno lanciato nel lontano 1971. E', quindi, come rincongiungere quel filo musicale lungo una vita intera in cui lo storico gruppo, oggi formato da tre elementi, ha reglato emozioni attraverso le loro melodie e le loro inconfondibili voci. Nell'album ritroviamo brani come "Chi fermerà la musica", "Maria marea" cantata con Claudio Baglioni, "Ci penserò domani" con l'apporto vocale di Mario Biondi, "Pierre", "Canterò per te" e tanti altri successi che hanno arricchito le pagine più belle della storia della nostra musica e della nostra vita. I Pooh, infatti, restando sempre aggiornati dal punto di vista musicale, hanno contribuito in modo importante a diffondere la musica italiana nel mondo ed hanno rappresentato in musica l'evoluzione del nostro Paese essendo un gruppo nato nei primi anni '60 e che ancora oggi non vede fine. Insieme ai Nomadi, probabilmente, sono tra i gruppi più longevi della storia della musica italiana ed è una storia colma di successi e di soddifazioni che gli da l'energia e la forza di andare ancora avanti soprattutto per i tanti fans, di oltre tre generazioni, che aspettano con ansia i loro nuovi progetti e li attendono in ogni città per ascoltare i loro spettacolari live. Una nuova avventura alle porte, quindi, ed una nuova pagina di storia da scrivere per Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian con la convizione e la speranza che anche stavolta non sarà l'ultima.

 

 

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11 ottobre 2012 4 11 /10 /ottobre /2012 23:01

Raffaele Riefoli in arte Raf torna in questi giorni con una raccolta che ripercorre tutte la sua carriera musicale dal titolo "Le ragioni del cuore" che poi è anche uno dei due inediti insieme a "In questa notte". L'artista ha rivisitato i suoi brani più celebri usando sintetizzatori virtuali ma anche strumenti divenuti ormai vintage appartenenti alla sua collezione personale. Canzoni come "Due", "Battito animale", "Sei la più bella del mondo", "Infinito" e tante altre messe insieme in una nuova veste che mantiene le melodie originali ma che vengono proposte con sonorità innovative e, se vogliamo, in linea con le nuove tendenze musicali. Ovviamente nulla potrà mai sostituire le emozioni e le sensazioni delle basi originali che hanno permesso a Raf di vendere milioni di copie e che oggi gli consentono anche di giocare con la musica essendo certo di avere tra le mani brani storici ed amati dal pubblico. Nel brano "Salta più in alto", inoltre, Raf propone un duetto con il rapper Entics, Cristiano Zuncheddu all'anagrafe. Nel contempo l'artista continua i suoi concerti in giro per l'Italia in attesa del nuovo tour ufficiale di cui non si conoscono ancora le date. Un disco, quidni, che offre la possibilità di andare a riscoprire un cantautore molto particolare come Raf attraverso le tappe più significative della sua carriera che ha lasciato un segno importante soprattutto negli anni '90 e che ancora oggi riscuote i favori del pubblico ad ogni esibizione.

 

 

 


 

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Raf

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8 ottobre 2012 1 08 /10 /ottobre /2012 23:01

 Francesco De Gregori torna con un nuovo album di inediti a quattro anni da "Per brevità chiamato artista" e lo fa con un disco ispirato, almeno nel titolo, al celebre romanzo "On the road", ovvero "Sulla strada", di Jack Kerouac. Romanzo comprato da De Gregori al tempo dell'uscita ma mai letto fino a pochi mesi fa qunado, per caso, lo ha riscoperto. Sebbene tale volume sia stato un simbolo della sua generazione, De Gregori, non l'aveva mai sfogliato forse perchè, secondo le sue dichiarazioni, non gli è mai piaciuto fare le cose obbligate e così ha saltato diversi appuntamenti canonici del suo tempo. L'artista ha spiegato il lungo digiuno palesando la difficoltà di scrivere cose che siano a livello con il proprio repertorio passato ed anche per evitare di fare cose già fatte o già dette. Trovare nuove ispirazioni non è mai facile e lo diventa ancor di più qunado si ha come primo obiettivo la qualità cosa che Francesco ha sempre fatto nella sua lunga e gloriosa carriera. Il singolo che porta lo stesso titolo dell'album sarà in rotazione radiofonica e disponibile nei negozi digitali dal 28 settembre mentre il disco vedrà la luce il 20 novembre e sarà presentato in due live e cioè all' Atlantico Live di Roma nel giorno dell'uscita e il 28 novembre all' Alcatraz di Milano. Inoltre, per ciò che riguarda il singolo, De Gregori ha voluto fare un omaggio ai suoi fans in occasione del lancio dell'area riservata sul suo sito internet francescodegregori.net e cioè "Dock of the bay" ed anche per il raggiungimento dei primi 100mila "mi piace" sulla sua pagina Facebook. Il regalo è rappresentato da una anteprima del brano che è possibile ascoltare liberamente sul web mentre la versione completa è riservata agli iscritti dell'area apprena creata sul portale dell'artista romano. Un grande ed atteso ritorno, quindi, che dalle prime note sembra promettere bene e che si spera possa nascondere qualche nuova perla da inserire nelle pagine d'oro della musica italiana di qualità di cui De Gregori è stato un assiduo contribuente fin dal suo esordio artistico.

 

 

 


 

 

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Francesco De Gregori

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6 ottobre 2012 6 06 /10 /ottobre /2012 23:01

E' in rotazione radiofonica e disponibile nei negozi digitali il singolo "Passacaglia", brano che anticipa il nuovo album di  Franco Battiato che si chiamerà "Apriti Sesamo" e sarà pubblicato il 23 ottobre. Scritta in collaborazione con Manlio Sgalambro, la canzone è un adattamento della composizione classica "Passacaglia della vita" del sacerdote e compositore seicentesco Stefano Landi. Il termine "Passacaglia" proviene dallo spagnolo e significa passare il calle, ovvero la strada. Nel contesto musicale la "Passacaglia" è una forma melodica basata silla variazione continua su di un tenor e, col passar del tempo divenne anche danza popolare. Tale musica è stata ripresa da diversi grandi compositori europei come Corelli, Beethoven, Bach o Vivaldi. Battiato, dal canto suo, usa questa forma musicale per rappresentare gli inganni e le mediocrità del nostro tempo sognando di poter tornare indietro con gli anni per comprendere meglio cosa è stato smarrito e come è stata possibile tale trasformazione. Un passaggio temporare per ricercare il proprio essere e per capire gli errori del passato. Un bel testo non lontano dai temi che hanno reso grande questo cantautore e una sonorità che riecheggia nella storia della storia. Un biglietto da visita molto promettente per il nuovo album di inediti che arriva a tre anni da "Inneres Auge".

 

 

 


 

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Franco Battiato

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2 ottobre 2012 2 02 /10 /ottobre /2012 23:01

E' iniziata, come ogni anno, la bagarre di voci, conferme e smentite sul cast che formerà la prossima edizione del Festival di Sanremo. Se per la conduzione non ci sono più dubbi sulla coppia Fazio-Littizzetto e se su Saviano appare molto probabile una sua presenza in qualità di ospite per ciò che riguarda i cantanti in gara le voci sono ancora molto confuse. Prima di entrare nel dettaglio, c'è da annotare la possibile di partecipazione di Claudio Baglioni, la cui candidatura si fa sempre più insistente, in qualità di co-conduttore nella serata di venerdì dedicata alla storia del Festival e della musica italiana intitolata proprio "Sanremo Story". Inoltre, per ciò che riguarda i giovani è stata annanciuta come presidente della commissione addetta alle selezioni l'artista Andrea Mirò che, affiancata da Omar Pedrini e Niccolò Agliardi, sarà la prima donna a guidare le la squadra della sezione "Sanremo Lab", così come Francesca Montinaro in qualità di scenografa. Mettendo da parte il cast di contorno alla gara, per ciò che compete i veri protagonisti che dovrebbero essere 14 appaiono certe le partecipazioni di Gino Paoli, probabilmente accompagnato dal jazzista Danilo Rea, e quella di Nesli, al secolo Francesco Tarducci, rapper e fratello del più noto Fabri Fibra. Gli altri nomi su cui aleggia una particolare attenzione sono quelli di Fiorella Mannoia, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, i Modà e Il Cile. Inoltre, non è esclusa la presenza di Cristiano De Andrè nè quella di Paolo Vallesi che potrebbe puntare sulla visibilità del Festival per dare maggior risalto al suo annunciato ritorno discografico. Ma tra tante ipotesi sono in molti a puntare a salire su quel palco e per Fazio e comany la scelta non sarà facile. Per il resto è stato annunciato un Festival senza spese folli e senza super ospiti italiani. Per gli stranieri, invece, è aperta la porta ai grandi nomi a patto che si trovi un adeguato accordo economico. Novità anche in tema di votazioni dove è stata abolita la giuria demoscopica a favore di quella di qualità. Per l'intrattenimento, oltre al nome di Crozza gira anche quello dell'imitatrice Virginia Raffaele. In quanto ai "Figli dei Talent", è stata la smentita la voce che voleva l'esclusione a priori dei ragazzi provenienti dai talent anche se potrebbe essere stata una comunicazione di circostanza per evitare polemiche sul tema. In ogni caso i dubbi saranno sciolti solo all'unnuncio della lista ufficiale.

 

3559759508_c565b288b3.jpgAltro su:

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Claudio Baglioni

Cristiano De Andrè

Fiorella Mannoia

Gino Paoli

Il Cile

Paolo Vallesi

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 Vinicio Capossela

 

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28 settembre 2012 5 28 /09 /settembre /2012 23:01

A tre anni da "Fare il napoletano...stanca" torna Federico Salvatore, il cantautore che oggi meglio rappresenta l'anima e la cultura della vera Napoli. Evitando luoghi comuni e solite banalità Federico narra la sua città attraverso la storia della stessa della quale ne è un profondo conoscitore. Alle letture ed ai documenti di qualsivoglia genere, l'artista o meglio l'uomo Federico, affianca la propria esperienza da napoletano cresciuto in uno dei quartieri fulcro della mentalità e della tradizione partenopea come il quartiere "Stella". In quell'ambiente si è formato una persona che ha raccolto e recepito ogni segnale di quel popolo ed che oggi, acquisita una maggiore maturità, riesce a vedere ogni aspetto di quel folkloristico e crudo teatro rionale. Federico prende in esame pregi e difetti schierandosi anche tra i colpevoli dei tanti errori che hanno rovinato la faccia ad una realtà un tempo regina ma, al contempo, non accetta chi compiaciuto, per motivi campanilistici, politici od economici, punta il dito contro i napoletani lanciando calunnie che non tengono conto della storia bensì ne agevolano una distorsione della stessa per far fronte ai propri interessi. E' bene e giusto, quindi, che sia un napolatano cosciete ed istruito a mettere in piazza ciò che della città non và e ciò che, invece, non va dimenticato al fine di creare un falso storico che permetti la totale distruzione della cultura e della tradizione napoletana. In molti ci hanno provato e continuano a farlo senza tregua ed in ogni ambito senza alcuna vergogna o pudore: telegiornali, editoria, politica e media in generale spesso si prendono la briga di giudicare un luogo che non conoscono e che non vivono per il solo gusto di puntare il dito contro Napoli ed i napoletani. Si prova a far passare, ad esempio, Gigi D'Alessio come simbolo ed idolo di Napoli omettendo i fischi ricevuti dallo stesso in diverse esibizioni sul territorio o, di promuovere i neomelodici come la nuova musica di Napoli. Lo stesso Federico ha sottolineato questo concetto nella meravigliosa "Se io fossi San Gennaro" con la frase: "...il critico ha concesso al neomelodico l'evento di buttare in fondo al cesso Napoli del Novecento...". Quella dei neomelodici, infatti, non è altro che un cancro di Napoli da estirpare al più presto facendolo cadere nell'anonimato più assoluto poichè non si tratta solo di aspetto puramente musicale bensì di un disastro culturale per le nuove generazioni di napoletani. La musica e la cultura napoletana da far passare è quella di D'Angelo, di Gragnaniello, di Avitabile e di Salvatore appunto senza dimenticare mai le radici artistiche del vasto pastrimonio culturale della nostra città che andrebbero insegnate nelle scuole insieme allo stesso dialetto napoletano. Ed è proprio da quest'ultimo che Federico Salvatore riparte con la sua musica con un progetto totalmente in dialetto che è stato lanciato da un sublime singolo dal titolo "Napocalisse" scritto senza apostropo per legare Napoli all'apocalisse odierna. Nel brano vengono elencate, su di un elegante tappeto musicale, le iatture e le disgrazie di cui la città è stata vittima nella sua storia ma esce fuori forte anche quell'orgoglio del vero partenopeo, figlio della mitologica sirene Parthenope, che prende le distanze da una determinata realtà e afferma con fierezza di non aver seguito nè il consiglio eduardiano: "fujtevènne", ovvero fuggite, nè un miserabile "futtètenne", ovvero infischiatevene. Il napoletano che Federico rappresenta è quello che non si nasconde tra l'indifferenza generale ma quello che risponde stizzito alle accuse pilotate e lotta internamente sul territorio per promuovere la vera cultura e la reale anima di questo popolo facendo autocritica ed evitando che si lasci passare, senza alzar dito, che ciò che si racconta al di fuori dei nostri confini sia davvero la Napoli di oggi. Federico continua così che la vera Napoli è con te!!!Non smettere mai di cantare la nostra storia: sei tu la nostra voce!!!

 

 

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19 settembre 2012 3 19 /09 /settembre /2012 23:01

Dal palco del Festival di Filosofia di Carpi,  Francesco Guccini, dove è intervenuto per presentare il libro "Dizionario delle cose perdute", ha annunciato il suo ritiro dalla disografia precisando che il prossimo attesissimo album sarà l'ultimo della sua lunga e ricca carriera artistica. Guccini, in questi ultimi anni, ha più volte manifestato la volontà di porre un freno alla sua attività musicale sia per ciò che concerne la pubblicazione di nuovi dischi sia per quello che riguarda i concerti live. Circa un anno fa, infatti, il cantautore dichiarò la sua intenzione di ridurre le sue prestazioni live a pochi eventi sporadici ed ora ha annuciato per il prossimo Natale il disco conclusivo della sua storia musicale. L'album, che presenterà otto o nove canzoni, sarà pubblicato anche in vinile. Per ciò che riguarda le tracce, ci saranno due brani già noti agli appassionati del maestro che, seppur mai pubblicate, sono state eseguite diverse volte nei concerti dallo stesso Guccini. I brani in questione sono: "Il testamento del pagliaccio" e "Su in collina". Il primo rappresenta la fine di un personaggio o di una figura in cui ognuno ci si può rivedere ma che può essere inteso anche come una patria, l'Italia appunto, vittima di una società mediocre. "Su in collina", invece, parla di un episodio della guerra partigiana che Guccini ha riproposto partendo da una poesia dialettale bolognese. Le due canzoni che anticipano questo album ben rappresentano l'atmosfera gucciniana e già sono state inseriti, dai fans, tra i grandi capolavori del cantautore. Soprattutto "Su in collina" dove si respira l'aria della Restistenza e dei partigiani non può nascondere un marchio di fabbrica ben noto a chi ha seguito l'artista lungo tutta la sua straordinaria carriera. Il talento autoriale ha da sempre contraddistinto Guccini che non ha mai contato sulle proprie non eccelse doti canore bensì sulla qualità e sulla profondità di testi che hanno fatto la storia del nostro Paese e della nostra musica cantautoriale. Altra anticipazione del nuovo disco è la presenza del brano "Canzone di notte n.4" dedicata al suo paese Pavana che Guccini non ha mai eseguito live affinchè rimanga una delle sorprese davvero inedite del suo nuovo disco. L'annuncio del ritiro, ovviamente, induce tristezza soprattutto pensando alla povertà autoriale della attuale discografia italiana già di recente aggravata dal ritiro di  Ivano Fossati e dalle morti di  Lucio Dalla e Giancarlo Bigazzi. Per il futuro, Guccini ha dichiarato di voler dedicarsi principalmente alla scrittura di libri ma, come Fossati, non disdegnerà, di tanto in tanto, di comporre qualche nuovo brano e ciò non può che rendere meno amara la notizia del ritiro. Intanto, però, ci si può consolare con l'arrivo del nuovo album la cui attesa è durata ben otto anni e che, con tutta probabilità, vedrà la luce nei giorni di Natale.

 

 

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