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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"Se ci ritroveremo tutti in fondo al lungo viaggio,

avremo indietro l'anima, l'amore ed il coraggio.

Felice è lo stupore dopo il suono dei rintocchi,

perché so che l'infinito avrà i tuoi occhi..."

 

Enrico Ruggeri - L'infinito avrà i tuoi occhi

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25 novembre 2021 4 25 /11 /novembre /2021 00:01

L'ha fatto ancora, per l'ennesima volta Roberto Vecchioni ci ha rapito nei meandri della sua infinita poetica. "Formidabili quegli anni" è un nuovo manifesto delle emozioni umani, dei sentimenti primitivi di una vita nei suoi anni migliori, delle sensazioni incancellabili di un percorso terreno che chiamiamo vita. Vecchioni fa riferimento al suo momento principe, alla sua giovinezza ed è quindi inevitabile il richiamo agli anni '70 ed al '68 in particolare, anno di grandi cambiamenti evolutivi e di quel movimento giovanile che ha portato una vera rivoluzione nel nostro Paese. D'altro canto, però, lo stesso artista ha precisato di non voler contestualizzare il testo solo da un punto di vista personale e, quindi, ogni persona che ascolta questo brano può facilmente ricollocare quelle stesse emozioni di altri periodi temporali ovvero nei propri anni "formidabili". Le carezze emotive suggerite dal testo, infatti, possono appartenere a chiunque e chiunque è libero di immaginarsi in quelle istantanee di poesia e verità in qualsivoglia altro contesto più vicino al proprio cammino terrestre. Per tutti, infatti, vi sono anni di sogni e di grandi speranze, spesso in seguito disattese, ma comunque vissute con quello stesso spirito che aleggiava sul giovane Roberto e che ancora oggi, nel suo caso, lo guidano in queste avventure artistiche con la stessa passione di allora. Il brano è contento nell'album "L'infinito" che Vecchioni ha voluto rendere ancor più romantico pubblicandolo solo in versione fisica e non in forma di file scaricabile online. Un gesto che tende a sottolineare il valore delle cose e dei sentimenti nel disco raccontati e che non vuole essere una negazione del presente, Vecchioni vive di giovani e del loro linguaggio quotidianamente, ma un modo per tramandare a quegli stessi ragazzi un ulteriore messaggio sull'importanza di toccare con mano l'opera, di conservarla, di averne cura proprio come si fa con ogni cosa di tangibile invece di un effimero agglomerato di dati senza materia. Una nuova lezione, quindi, da un professore a cui non serve salire in cattedra per dimostrare la sua grandezza ma a cui basta la voce, oltre la sua dotta penna, per insegnarci la vita.           

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24 novembre 2021 3 24 /11 /novembre /2021 00:01

"Gli spari sopra" è una cover incisa da  Vasco Rossi da "Celebrate" della band irlandese "An Emotional Fish" e pubblicata nell'omonimo album del 1993. Scritta da Gerard Whelan, Martin Murphy, David Frew e Enda Wyatt e pubblicata nel 1990 nel disco d'esordio del gruppo che portava per titolo proprio "An Emotional Fish", la canzone, venne tradotta ed adattata in italiano dallo stesso Vasco Rossi che la pubblicò prima come singolo insieme a "Delusa", "Se è vero o no" e "L'uomo che hai di fronte". Già dal singolo si intuì la forza di questa canzone arrivando a vendere oltre 200 mila copie in tre giorni. Insieme al lancio del singolo venne diffuso anche il videoclip trasmesso in contemporanea da ben 180 sale cinematografiche e girato nello stesso penitenziario dove venne girato il film "Fuga da Alcatraz" di Don Siegel del 1979 e tratto dal libro di J.Cambell Bruce del 1963. Anche il disco, come il singolo, ottenne un grosso di riscontro dal pubblico ottenendo ben 10 dischi di platino. In seguito a questo successo venne realizzato anche un VHS nel 1994 diretto da Stefano Salvati con immagini riprese dal tuor nato da questo disco che rappresenta uno dei più lunghi di tutta la sua carriera: durò, infatti, per sei mesi in cui Vasco cantò in 44 tappe. Il VHS venne poi ristampato in DVD nel 2006. Il testo del brano rappresenta lo spirito di ribellione dei giovani ad un certo sistema che vigeva nella società italiana a quei tempi. Un sistema che spesso premiava i furbi, gli ipocriti e quelli che riuscivano a manipolare a proprio piacimento e per i propri interessi il pensiero ed i comportamenti della società. L'autore, quindi, ipotizza uno scenario capovolto dove chi va controcorrente assume il comando della massa a discapito di chi, fino ad allora, aveva giovato del loro sostegno attraverso loschi mezzucci o false promesse. Un successo straordinario, quindi, che conferma la figura di Vasco come artista e, soprattutto, come trascinatore di masse in un periodo storico in cui i giovani cercavano una guida per evadere da un determinato contesto civile perbenista e, talvolta, estremamente politicizzato. Una figura, quindi, che rompesse gli schemi e che liberasse da quella morsa moralista che opprimeva la ribellione e le idee delle nuove generazioni. All'epoca, nessuno come Vasco, seppe assumere quel ruolo nel migliore dei modi: lui era ciò che i giovani chiedevano e che seguono ancora oggi che il rocker di Zocca si è trasformato in un divulgatore virtuale attraverso le attuali forme di comunicazione, ovvero, i social network restando sempre a passo coi tempi.

 

 

 


 

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Vasco Rossi

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23 novembre 2021 2 23 /11 /novembre /2021 00:01

"Inevitabile follia" rappresenta l'esordio discografico in italiano di  Raf, all'anagrafe Raffaele Riefoli ed è stata pubblicata nell'album "Svegliarsi un anno fa" del 1988. Come detto, questo, fu il primo disco in italiano per l'artista pugliese che aveva esordito nel mondo musicale con l'album, in inglese, "Self Control" nel 1983. In realtà, il primo approccio con la lingua italiana Raf lo ebbe nel 1987 quando in coppia con Umberto Tozzi presentò "Gente di mare" all'Eurovision Song Concert classificandosi terzo. In qualità di autore, invece, era stato coautore sempre nel 1987 di  "Si può dare di più" portata al trionfo a Sanremo da Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri, che sostituì lo stesso Raf che per volontà dello stesso artista il quale non voleva ancora cantare in italiano ma preferiva presentarsi al pubblico solo in inglese. Dopo il successo di "Gente di mare", però, Raf sciolse le sue personali riserve verso la lingua italiana nella musica e con la collaborazione di diversi grandi autori diede vita al suddetto album. Tra gli autori che presero parte al progetto oltre allo stesso Raf ci sono il suo scopritore Giancarlo Bigazzi, Lucio Dalla, Gaetano Curreri e Francesco Baccini. Sempre nell'ambito degli autori è da segnalare anche la presenza di Alfredo Rapetti, in arte Cheope, figlio di Giulio, ovvero Mogol. Il brano che dà il titolo all'album scritto da Bigazzi-Raf parla di un tema difficile come la sieropositività mentre "Inevitabile follia", scritta dagli stessi autori e che fece da traino all'intero disco, parla della forte passione di due ragazzi innamorati. Il brano venne presentato al 38° Festival di Sanremo, il primo per l'artista, e si classificò undicesimo ma questo risultato non proprio esaltante diede comunque la giusta visibilità ad un artista che farà molta strada e saprà farsi valere nella giungla della discografia italiana. Come detto, l'album, presentato dopo questa partecipazione al Festival è un concentrato di passione, intensità e poesia che ben rappresenta lo stile e la direzione artistica che Raf seguirà in tutta la sua rispettabile storia futura nel mondo della musica. Negli anni successivi Raf si confermerà con altri successi consolidando la sua posizione tra gli artisti più quotati degli anni '90 ed ancora oggi continua a proporre una musica di ottima qualità.

 

 

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22 novembre 2021 1 22 /11 /novembre /2021 00:01

"Erba di casa mia" è un grande successo di Giovanni Calone ovvero,  Massimo Ranieri del 1972 e pubblicata nell'omonimo album. Scritta da  Giancarlo Bigazzi, Enrico Polito e Gaetano Savio, la canzone, venne presentata dall'artista napoletano a "Canzonissima" dello stesso anno dove si classificò al primo posto vincendo il duello con l'amico e rivale di quei tempi Gianni Morandi che presentava "Il mondo cambierà". Da scaramatico, Ranieri, indossò per il suddetto show lo stesso smoking con il quale due anni prima vinse con "Vent'anni" la medesima manifestazione. Tanta la tensione accumulata durante la gara che Ranieri fu vittima di un piccolo malore quando Pippo Baudo annunciò la sua vittoria. All'epoca Ranieri commentò la vittoria con queste parole: "Questo trionfo significa il riscatto di tanti mesi di umiliazioni, dispiacieri e malignità" rivolgendosi, pricipalmente, al mondo della discografia. Per ciò che riguarda le vendite, il singolo risultò tra i più venduti dell'anno arrivando a raggiungere anche il primo posto nelle classifiche italiane. Il testo, invece, rappresenta un ricordo nostalgico di tempi andati: dai calci ad un pallone ai primi teneri e amori. Nel brano, quindi, avviene una sorta di bilancio della vita che, arrivati ad un certo punto della stessa, può essere raffigurata come "uno strano gioco da equilibrista" per gli alti e bassi che la stessa vita ci propone. Ma nel brano viene rappresentata anche quella voglia di tornar bambini che spesso assale nei momenti di forte nostalgia. Un brano magnifico e senza tempo, quindi, che nasce dalla grande penna di Giancarlo Bigazzi, sicuramente uno dei più profondi autori della storia della musica italiana e portata al successo da quell'eccezionale interprete che è Massimo Ranieri, un vero artista completo capace di emozionare e di far penetrare nell'anima e nel cuore ciò che canta come davvero in pochi sanno fare nel nostro Paese.

 

 

 

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21 novembre 2021 7 21 /11 /novembre /2021 00:01

"Ci vorrebbe un amico" è uno dei brani più noti della discografia di  Antonello Venditti ed è stato pubblicato nel 1984 nell'album "Cuore" e, come singolo, in un 45 giri insieme a "Notte prima degli esami" per poi essere inserito in ben sei raccolte uscite dal 1985 al 2009. Il singolo ebbe un enorme successo confermando l'amore del pubblico italiano verso il cantautore romano il cui nome era già all'epoca tra le grandi firme della nostra musica. Tanti i successi di Venditti, infatti, che hanno contribuito a rendere ricco il patrimonio musicale italiano. Il testo di "Ci vorrebbe un amico" esprime il desiderio del protagonista di avere una persona cara al suo fianco per dimenticare una importante storia d'amore ormai finita. Un sostegno, quindi, quello che cerca l'uomo della canzone in un momento di particolare sconforto morale. Una persona con la quale condividere quel dolore e per cancellare tutto il male che la fine di questa relazione ha portato nel suo stato psico-fisico. Nonostante la ricerca di aiuto per dimenticare quella donna, il protagonista, ne è ancora innamorato al punto di perdonargli il dolore provocatogli e di aspetterla sotto il suo portone per provare a ricucire il rapporto. Nel testo viene citato anche Dante Alighieri nel verso "E se amor che a nulla ha amato, amore, amore mio perdona..." che richiama i celebri versi del V canto dell'Inferno nella "Divina Commedia". Inoltre, la canzone, è stata oggetto anche di una simpatica cover ad opera di Rosario Fiorello che nel suo album "Nuovamente falso" del 1992 la proposta imitando proprio la voce del cantautore romano. Un successo straordinario, quindi, che è solo una ulteriore conferma delle capacità autoriali ed espressive di uno dei cantautori più importanti del nostro panorama musicale che ancora oggi riesce a regalare emozioni attraverso la sua grande musica.

 

 

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20 novembre 2021 6 20 /11 /novembre /2021 00:01

"Firenze Santa Maria Novella" è un brano di  Pupo, Enzo Ghinazzi all'anagrafe, inciso nell'album "Più di prima" del 1980 e scritto in collaborazione con Paolo Barabani. Inoltre il brano venne pubblicato anche in un 45 giri insieme a "Cosa farai". Questo album, terzo lavoro discografico dell'artista, arriva dopo un primo approccio con il successo dovuto a "Ciao" e, soprattutto, a "Gelato a cioccolato" della fine degli '70 scritta in collaborazione con Cristiano Malgioglio che gli porta notorietà ed i primi incassi importanti sul mercato discografico. Ma è proprio nel 1980 che arriva il suo cavallo di battaglia, infatti, nel suddetto album è presente anche la notissima "Su di noi" che Pupo presenta al Festival di Sanremo piazzandosi terzo nell'edizione vinta da Toto Cutugno con "Solo noi". L'album "Più di prima" vincerà il Premio Gondola d'oro nel 1981 oltre ad essere tradotto in diverse lingue ed essere immesso su gran parte del mercato europeo. Pupo, infatti, ancora oggi è uno dei cantanti italiani più apprezzati all'estero ed, in particolare, nei Paesi del nord d'Europa. Subito dopo "Su di noi", in termini di successo per quel disco, arriva la particolarissima "Firenze S. Maria Novella" che sarebbe il nome della stazione ferroviaria principale del capoluogo toscano sita nell'omonimo storico quartiere della città. Nato a Ponticino, frazione del comune di Laterina in provincia di Arezzo, Pupo è legatissimo alla sua terra tanto da voler dedicare alla mgnifica città di Firenze questo dolcissimo brano. Il testo parla proprio della stazione che secondo l'artista è lo specchio della città e, per tale motivo, racchiude usi, costumi, pregi e difetti del luogo e della sua gente. Viene, quindi, citata la bellezza artistica della città, la passione per la squadra calcistica della Fiorentina e per il suo simbolo Giancarlo Antognoni, il giornale della città "La Nazione", la relativa tranquillità in termini di criminalità e caos rispetto alle stazioni delle altre grandi metropoli italiane e anche lo spirito sognante della città che, secondo l'artista, appare "povera ancora di vergogna". Pupo parla anche dei pendolari che affollano la stazione e dei tanti turisti che giurano di ritornarci perchè come lo stesso testo, giustamente, dice: "A Firenze, sulla mia parola, non vedi niente in una volta sola". L'artista non dimentica di sottolineare la vita notturna della stazione, per certi versi molto simile, tra l'altro, a tutte le altre grandi stazioni italiane, dove non mancano clochards e travestiti. Una canzone molto particolare, quindi, che rappresenta tutto il fascino di una città unica ed esprime il valore di un autore, spesso bistrattato dai media e dalla satira, ma capace di ottimi slanci artistici come per il suddetto brano.

 

 

 


 

 

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Pupo

Toto Cutugno

 

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19 novembre 2021 5 19 /11 /novembre /2021 00:01

"Da Napoli e New York" è un brano pubblicato da  Aleandro Baldi, Civai all'anagrafe, nel 1992 all'interno dell'album "Il sole". Scritta dallo stesso Baldi in collaborazione con il produttore dello stesso disco e di gran parte dei lavori dell'artista toscano  Giancarlo Bigazzi ed arrangiata da Marco Falangiani, il brano, inizia parlando del nonno del protagonista fuggito in America dalla sua Napoli agli inizi del '900 per evitare un arresto dovuto all'omicidio di un boss che pretendeva il pizzo. L'uomo citato nel brano si ribellò al racket ma senza affidarsi alle forze dell'ordine nè denunciando il fatto bensì risolvendo la questione con una pistola. Da questo comportamento si comprende la matrice dell'uomo e della mentalità che esisteva in quell'epoca nel sud d'Italia e che ancora oggi non è del tutto debellata. Dal testo di deduce che lo stesso uomo, una volta in America, non si limitò ad una vita regolare ma da ciò che racconta il nipote, protagonista del brano, si deduce che si era ritagliato un posto d'onore nella malavita locale e che anche lo stesso nipote, nato in America, aveva seguito la medesima strada. Il ragazzo, infatti, racconta questa storia dall'Ucciardone, carcere di Palermo, dove evidentemente è stato trasferito. Si trova, quindi, a vivere la stessa nostalgia della propria patria vissuta dal nonno avendo, però, opposti natali. Il giovane, infatti, è americano di nascita e sogna il Bronx ricordando quella canzone che imparò dal nonno, il quale con superbia, la cantava in faccia all' FBI. Il brano si conclude con il desiderio di raggiungere il proprio luogo di nascita che lo spingerebbero perfino ad attraversare a piedi un ipotetico ponte da Napoli a New York, qualora esistesse. Napoli e New York, infatti, si trovano alla stessa latitudine ovvero all'altezza del 41° parallelo. Un rapporto stretto, quindi, quello tra le due città che in passato hanno rappresentato una tratta significativa per la mafia italo-americana ed anche per tutti quei disoccupati del sud che andavano a cercare fortuna negli Stati Uniti d'America. Storie, quindi,di emigranti, di miseria e di affari loschi che Aleandro Baldi ha ben disegnato in questa affascinante canzone che rappresenta la vita e la mentalità di quegli anni particolarmente difficili per il nostro meridione. Un ulteriore esempio, quindi, della grande capacità autoriale e della sensibilità di un artista fuori dal comune che meriterebbe molto più spazio nell'attuale mondo mediatico per tutto ciò che ha regalato alla nostra storia musicale e per tutto quello che ancora oggi, anche senza pubblicità, continua a proporre.

 

 

 


 

 

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Aleandro Baldi

Giancarlo Bigazzi

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18 novembre 2021 4 18 /11 /novembre /2021 00:01

"Messico e nuvole" è un brano del 1970 ed è stata scritto per la musica da Paolo Conte con la collaborazione di Michele Virano mentre il testo è di Vito Pallavicini. A lanciarla nel mondo discografico è Enzo Jannacci nell'album "La mia gente" proprio del 1970 con il titolo "Mexico e nuvole". Nel 1988, invece, sarà lo stesso Conte ad inciderla nel disco "Paolo Conte live" e nello stesso anno la canzone compare anche in un altro album di Jannacci intitolato "Quando un musicista ride". Tra le altre cover c'è da sottolineare la grande interpretazione di Fiorella Mannoia che la pubblica nell'album "Concerti" del 2004 e quella di Giuliano Palma & the bluebeaters per il disco "Long Playing" del 2005. Brano, quindi, che ha attraversato le epoche non perdendo mai la sua forza e la sua brillantezza che lo hanno reso sempre affascinante. "Messico e nuvole" ha ispirato, tra le altre cose, anche uno spettacolo teatrale di Angelo Orlando. Il testo del brano parla di un amore lontano provato da un uomo verso una donna che vive in Messico e che viene definito "amore di contrabbando". L'uomo desiste dal tornare in Messico preferendo di restare nella propria realtà e di osservare con malinconia il proprio cielo pensando al suono di una chitarra che accompegnarà i passi della donna che vive "la faccia triste dell'America". A sottolineare quest'aria malinconica c'è quel suono di un'armonica soffiata dal vento e la continua voglia di piangere che viene al protagonista innamorato ma poco convito ad oltrepassare le barriere logistiche e culturali per amore. L'autore, quindi, si chiede anche della incoscienza degli uomini nel pronunciare tanti si e, quindi, di sposarsi pur sapendo di vivere un amore provvisorio, matrimoni che appaiono come "situazioni di contrabbando". Amore e malinconia, mancanza di coraggio e di spirito di avventura, legame con la propria terra ma anche una sorta di egoismo, sono un po' i temi che emergono da questa canzone dal ritmo affascinante e coivolgente. Un successo della nostra musica figlio di una squadra di autori guidata da un grande nome quale quello di Paolo Conte.

 

 

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17 novembre 2021 3 17 /11 /novembre /2021 00:01

"Trenta lire" è un brano del cantautore napoletano  Federico Salvatore contenuto nell'album "L'azz 'e bastone" del 2000. All'epoca dei fatti Salvatore era ancora nel limbo tra le due fasi della sua storia musicale e cioè quello che lo ha visto figura ironica della canzone demenziale ed ospite fisso al "Maurizio Costanzo Show" e quella artisticamente più rilevante che lo vede tutt'ora come eccellente e raffinato cantautore impegnato. Nel 2000 prevale ancora l'anima cabarettista di Federico anche se non disdegna di inserire nei suoi dischi qualche canzone che inizia a far capire la sua vera natura artistica. Il cabaret Federico, come chiarito in futuro, lo ha usato per ottenere notorietà e per avere quell'attenzione che i media non riservano a chi offre solo qualità senza avere ancora un nome. Segue, quindi, il filone lanciato dagli Squallor ed approda nel circuito nazionale e quando è sicuro di avere la giusta considerazione prova il salto decisivo. La sua  "Se io fossi San Gennaro" ha fatto storia come una delle più raccapriccianti censure degli ultimi anni. Dopo quel brano eseguito in diretta tv il suo nome venne cancellato da tutti i maggiori canali radio-televisivi e, solo, qualche personaggio coraggioso e contro questo tipo di sistema lo invita a denunciare il fatto come, appunto, fece Gianfranco Funari nel suo ultimo show televisivo. Ma Federico ha superato anche questo e grazie alla sua qualità ha riformato un folto gruppo di sostenitori che continua a seguire i suoi lavori nonstante siano privi di pubblicità a livello nazionale. Per molti suoi vecchi fans Federico è scomparso ma non è così anzi il cantautore si è evoluto e continua a proporre lavori di grandissima qualità che lo rendono tra i migliori esponenti attuali del cantautorato figlio di Fabrizio De Andrè e del teatro-canzone figlio di Giorgio Gaber. "Trenta lire", ad esempio, mostrava benissimo queste capacità sia interpretative ma soprattutto autoriali. Il testo, infatti, usando il mezzo del danaro e del suo valore che muta col tempo che passa parla del cammino della vita tenendo ben presente il proprio. L'autore, quindi, inizia ad analizzare la propria infanzia, l'adolescenza, il primo amore, le aspettative dei genitori per il suo futuro fino all'incontro magico con la chitarra che gli ha cambiato la vita. Ci sono ricordi appassionati delle sue giornate passate nei quartieri popolari della sua Napoli, delle situazioni vissute in famiglia, dei primi approcci al sesso e di tutto ciò comprende un cammino di vita che si avvia verso la parte conclusiva. Testo, quindi, di rara bellezza completato da una sonorità coinvolgente e da una interpretazione intensa e commovente. Per chi non lo conosce sarà una lieta novità mentre per chi già ha avuto modo di ascoltarlo non potrà fare altro che confermare l'assoluta grandezza di un vero artista che porta il nome di Federico Salvatore.  

 

 

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16 novembre 2021 2 16 /11 /novembre /2021 00:01

"Mary" è un brano dei  Gemelli DiVersi del 2003 e contenuto nell'album "Fuego". Il gruppo formatosi a Milano nel 1998 vede come componenti il dj Alessandro Merli, noto come THG, il cantante Francesco Strangers, Strano per i fans, ed i rapper Emanuele Busnaghi, detto Thema e Luca Aleotti, noto come Grido e fratello di Alessandro Aleotti, ovvero  J-Ax ex leader degli Articolo31. "Fuego" rappresenta per questa band forse l'album più riuscito e "Mary" sicuramente il pezzo che li ha portati ad ottenere una notorità consistente nel panorama musicale italiano. Grazie a questo brano, infatti, il gruppo ha ottenuto la vittoria come Best Italian Act agli Mtv European Music Awards. Il brano, infatti, ottenne un grosso successo restando per ben otto mesi nei primi posti delle classifiche italiane ed ottenendo, quindi, un grosso riscontro dalle vendite. Il testo parla di una ragazza vittima degli abusi sessuali da parte di un padre che presto rifiuta abbandonando il tetto domestico. La fuga è l'unica strada che la protagonista del brano trova per cancellare una adolescenza macchiata dalla presenza di quell'orco che gli ha segnato la vita per sempre. Lascia, quindi, il proprio paese di periferia ed anche quando torna risollevata da una nuova vita, un amore ed un figlio non riesce a versare lacrime sulla lapide di quel padre ormai defunto. Nonostante oggi il suo volto abbia, infatti, ritrovato una espressione serena Mary non riesce, ovviamente, a dimenticare quegli anni vissuti come in una prigione, dove subiva violenze fisiche e psicologiche davanti agli occhi di una madre che non aveva la forza per reagire e, soprattutto, dinnanzi al tradimento di quell'uomo che l'aveva messa al mondo e che gli aveva tolto la gioia di vivere con le sue violenze. Un tema delicato quanto difficile da trattare ma che i Gemelli DiVersi hanno saputo tramutare in un brano struggente quanto poetico ed il successo ottenuto per tale composizione ne è la prova più evidente. In seguito a questo disco, il gruppo milanese, ha proprosto altri buoni lavori ma non hanno mai toccato, finora, le vette raggiunte con "Mary" ma ci si augura, viste le capacità, che prima o poi si ripropongano con qualcosa di artisticamente simile. In questi giorni la band sta lavorando ad un nuovo progetto che dovrebbe essere pubblicato entro il 2012 dopo l'ultimo lavoro del 2009 rappresentato dalla raccolta "Senza Fine 98-09. The Greatest Hits" che presentava come inediti il solo singolo "Vivi per miracolo" con il quale presero parte al Festival di Sanremo di quell'anno. L'attesa dei fans è, quindi, tanta visto che l'ultimo album di inediti "Boom!" risale al 2007.

 

 

 


 

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