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  • : La musica che gira intorno...
  • : Blog di Marco Liberti dedicato principalmente alla musica italiana
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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

vedere il cammino, diverso del mondo,

la guerra e la gente, che cambia il suo cuore,

la verità che muore..."

Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

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2 luglio 2021 5 02 /07 /luglio /2021 23:01

"Infinto" è uno dei successi più noti di Raf, Raffaele Riefoli all'anagrafe. Pubblicata nel fortunato album "Iperbole" del 2001, la canzone, risulterà il singolo più venduto dell'estate e conquisterà anche la vittoria al Festivalbar. Nonostante il tema del brano non si allontani dai canoni dell'artista pugliese lo stile interpretativo appare subito molto differente dal passato di Raf. In questo caso, infatti, le strofe sono parlate più che cantate ed, in alcuni tratti, il cantautore offre veri e propri stralci di rap. Una formula nuova che, visto il successo, Raf, riproporrà anche in altri brani successivi. Il testo del brano, scritto dallo stesso Raf, parla di un forte sentimento d'amore che non svanisce nonostante la relazione amorosa si sia conclusa da quattro anni. Un amore infintio, dunque, che va oltre il trasporto fisico e passionale ma penetra nell'animo del protagonista che non riesce ad immaginare un futuro lontano da quella donna. Una storia già sentita, niente di originale ma scritta bene e messa in musica ancora meglio. Un brano che si lascia ascoltare e che ha segnato una fase importante dell'artista che veniva da un periodo non molto positivo dal punto di vista commerciale avendo sperimentato nel precedente lavoro delle sonorità rock ben accolte dalla critica ma molto meno dal pubblico. "Infinito", in qualche modo, rappresenta un po' la rinascita di un artista che ha sempre mostrato delle ottime potenzialità ma che è sempre alla ricerca di nuove sonorità ed atmosfere. Questa voglia di cambiare e di aggiornarsi è un bene se si pensa ad un certo immobilismo del panorama musicale italiano ma assume anche aspetti negativi dal punto di vista dell'identità stilistica e del rapporto con un determinato target di pubblico. Raf, però, ha sempre superato egregiamente queste difficoltà riuscendo a trovare, anno dopo anno, sempre le note e le parole giuste per nuovi successi.  

 

 

Altro su:

Raf

    

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1 luglio 2021 4 01 /07 /luglio /2021 23:01

"I treni a vapore" è un brano scritto da Ivano Fossati per la voce di Fiorella Mannoia nel 1992 che lo incide nell'omonimo album che risulterà tra i più belli della sua carriera. La canzone, anno dopo anno, è diventata un classico della musica cantautoriale italiana e, oltre ad essere ripresa ed incisa dall'autore in diverse raccolte, è stata interpretata anche da Mia Martini nel 1994 per l'album "La musica che mi gira intorno". Autore ed interpreti eccezionali per un brano che invita a sognare per dimenticare il dolore che, lentamente come i treni a vapore, scorrerà via cancellando ogni traccia del suo passaggio. Nel brano si parla di un dolore di carattere sentimentale ma, il messaggio lanciato dall'autore, può benissimo valere per ogni sorta di ferita o di preoccupazione. Addormentarsi, quindi, con la volontà e la consapevolezza di voler sognare al fine di rilassarsi e cancellare dalla mente ogni retaggio negativo della vita reale fino a quando la stessa, con l'andare del tempo e degli eventi, si presenterà rinnovata e ripulita dai pesanti e tristi detriti lasciati dalle più recenti esperienze negative. Viaggiare, quindi, sul treno della fantasia verso un'altra stazione e, forse, verso un altro dolore che sarà comunque utile a cancellare il precedente. Anche se di dolore in dolore, infatti, il tempo passerà e con esso quell'inverno rappresentato dai momenti difficili della vita fino all'arrivo di nuova e luminosa primavera. L'autore, dunque, invita a non demoralizzarsi per le difficoltà e le delusioni del quotidiano bensì di trovare la forza e la volontà di saper aspettare, aiutandosi con la fantasia ed un buon caffè, giorni migliori che sapranno rinconciliarci con la vita e le sue bellezze. Un messaggio importante che viene espresso con la poetica sublime di uno dei più grandi autori del nostro tempo quale è Fossati e magnificato dalla raffinata rappresentazione di Fiorella Mannoia, che, in chiave femminile, rappresenta il meglio, insieme alla compianta Mimì, in quanto ad interpretazione della musica cantautorale italiana. Non è un caso, infatti, che i più grandi cantautori italiani scelgono sovente di scrivere per lei. Solo in questo disco, ad esempio, troviamo le firme di Enrico Ruggeri, Massimo Bubola, Francesco De Gregori, Eugenio Finardi oltre, naturalmente, quella di Fossati per ben tre brani. 

 

 

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30 giugno 2021 3 30 /06 /giugno /2021 23:01
Sondaggi: La Sfida dei 100, 6°Fase-1°Sfida
La Sfida dei 100, 6°Fase-1°Sfida
 
 
 
 
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29 giugno 2021 2 29 /06 /giugno /2021 23:01
Sondaggi: Risultati Giugno 2021

 

X La Sfida dei 100, 5°Fase-2°Sfida: Lucio Dalla 38%, Renato Zero e Roberto Vecchioni 25%

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28 giugno 2021 1 28 /06 /giugno /2021 23:01

"Una su un 1.000.000" è una dolce canzone scritta da Alex Britti nel 2000 e pubblicata nell'album quattro volte disco di platino "La vasca". Lanciata come primo singolo, la canzone, è una romantica dichiarazione d'amore fatta dal protagonista adolescente ad una sua coetanea. Il ragazzo, quindi, prospetta alla ragazza quello che potrebbe essere il loro cammino di vita, mano nella mano, qualora venga accettata la proposta di condividere con amore gli anni futuri. Con varie metafore, dolci e talvota, volutamente infantili, Britti esprime bene l'idea di quella che potrebbe una dichiarazione fatta in seguito alla prima cotta. Un amore giovane, un sentimento di una tenerezza infinita che esce fuori con naturalezza e realismo dalle parole scritte dal cantautore romano che, in questa occasione, sembrano nascere proprio dalla penna, ancora priva di malizia, di un ragazzino in cerca del suo amore da favola. Una fiaba moderna, quindi, quella esposta da Britti che più di una volta ha dimostrato la sua capacità nello scrivere testi semplici, apparentemente banali, che però rappresentano spesso al meglio il contesto trattato. Pur facendo molta attenzione al lato strumentale, essendo Britti un validissimo musicista, l'artista in diversi casi ha proposto lavori interessanti anche dal punto di vista del testo. A parte, "Oggi sono io", capolavoro assoluto dell'artista ripreso anche da Mina, sono diversi i brani in cui Britti ha dato dimostrazione di saper scrivere delle buone cose anche su tematiche leggere e "Una su un 1.000.000" ne è un valido esempio.

 

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Alex Britti

Mina

 
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27 giugno 2021 7 27 /06 /giugno /2021 23:01

"Napoli" è un bellissimo brano di Franco Califano, scritto in collaborazione con Alberto Laurenti e Antonio Gaudino e pubblicato nell'album "Ma io vivo" del 1994. Nello stesso anno, la canzone, viene presentata al 44° Festival di Sanremo dove, però, arriva addirittura ultima. Il testo è centrato sull'eterna lotta interna all'Italia tra nord e sud e, Califano, prova a trovare le parole giuste per avvicinare le parti puntando sulla fratellanza e sull'uguaglianza. Il protagonista del brano, in particolare, si trova a Venezia ma, lontano dalle sue radici, soffre la mancanza della sua città e chiede ad un gondoliere, in un malinconico delirio, di essere accompagnato a Napoli. Un bel testo ed una atmosfera unica che Califano riesce a creare sia con la forza di parole forti e sentite e sia con quella capacità interpretativa che lo ha portato, pur non avendo grandi doti canore, ad essere uno dei cantautori più carismatici ed apprezzati dal pubblico italiano. La questione nord-sud, inoltre, appartiene non poco a Franco che pur essendo romano d'adozione, è nato a Tripoli da genitori campani e trascorse alcuni anni a Nocera Inferiore, provincia di Salerno, dopo il rientro dalla Libia dove il padre era impegnato nell'Esercito Italiano per poi trasferirsi, con la famiglia, definitivamente a Roma. Quindi, Calfiano, sentiva particolarmente la canzone non avendo dimenticato le proprie origini meridionali ed avendo vissuto direttamente o, indirettamente attraverso i suoi genitori, parole e comportamenti che spesso rasentano il più vile e palese razzismo. Probabilmente qualche evento in particolare è rimasto dentro quell'animo così sensibile del cantautore che nel 1994 ha dato vita a questo splendido testo tanto malinconico quanto profondo e poetico. Ovviamente una canzone, seppur bella, non può cambiare le cose ed ancora oggi, purtroppo, questa eterna lotta campanilistica continua ad essere alla base di incresciosi fatti di cronaca o di avvenimenti quotidiani, magari di minore rilevanza ma comunque inacettabili in una società che si ritiene civile. Ciò che manca, oggi più di ieri, è proprio quel rispetto, invocato anche dal Califfo, che dovrebbe essere alla base di ogni rapporto umano.

 

 

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26 giugno 2021 6 26 /06 /giugno /2021 23:01

Nel 2007, Paolo Rossi, attore e cabarettista friulano di nascita ma milanese d'adozione, riceve una proposta intrigante da Mauro Pagani, ex membro della PFM, ovvero quella di interpretare un brano inedito scritto da Rino Gaetano. Per amore verso l'indimenticato cantautore, Rossi, accetta di far sua questa canzone e decide di presentarla al 57° Festival di Sanremo. L'attore si cala nei panni di Gaetano interpretando il testo proprio con lo spirito di Gaetano che poi, tra l'altro, è molto vicino al proprio modo di esprimersi sul palco. La simbiosi è particolarmente azzeccata al punto che sul palco dell'Ariston, a tratti, pare che ad esibirsi è lo stesso Gaetano. Il brano dal titolo "In Italia si sta male (si sta bene anzichenò)", pubblicato poi nell'omonimo album, dall'attore che non è nuovo ad esperienze discografiche, è una ballata scanzonata e sarcastica sulla realtà del nostro Paese. La disarmante attualità del testo la fa sembrare una canzone scritta nell'odierno contesto storico italiano e ciò denota sia la grandezza dell'autore sia il mancato progresso del nostro Paese che sembra essersi fermato a quegli anni. Alla vigilia della kermesse musicale, Rossi, si diceva emozionato ma non per la gara bensì per la responsabilità di portare un brano di Gaetano al grande pubblico. La canzone venne molto apprezzata dalla critica ed ebbe un discreto riscontro anche dal pubblico ma, nella gara sanremese, non si classificò tra le dieci canzoni finaliste. Ma la gara, come detto, interessava poco sia a Rossi sia a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e lo hanno realizzato solo per omaggiare un grande cantautore della nostra storia musicale dando voce ad ultima sua creazione rimasta, fino ad allora, incompiuta.

 

      
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25 giugno 2021 5 25 /06 /giugno /2021 23:01

"Dalla pelle al cuore" è uno dei grandi successi della discografia recente di Antonello Venditti. Infatti, nella lunga carriera dell'artista romano, tante sono state le fasi in cui il cantautore ha saputo cambiare pelle e rinconquistare un successo mai realmente perso. Momenti di stasi, come ogni artista, né ha vissuti anche lui e una delle ultime rinascite è legata proprio a questo album del 2007 pubblicato poco dopo la scomparsa della mamma Wanda, a cui il disco è dedicato. La canzone che porta lo stesso titolo dell'album, "Dalla pelle al cuore" appunto, è un brano che rappresenta al meglio le sonorità ed il modo di scrivere tipico di Venditti. Non si può, infatti, che riconoscere il marchio inconfondibile del cantautore romano in questo lavoro che vede anche la partecipazione amichevole, alla batteria, dell'attore ed amico Carlo Verdone nel brano "Comunisti al sole". Come detto, il brano che rilancia Venditti verso una nuova ricca fase della sua storia musicale è proprio il singolo che esprime, tra l'altro un profondo concetto sulla vita sentimentale espresso chiaramente nella frase iniziale :"Il sesso fa partire, l'amore fa tornare..." e poi articolato in tutto il brano dove il protagonista, in pratica, con onestà ammette un tradimento e prova ad ottenere quel perdono dalla donna che ama senza però cercare una falsa comprensione. Un concetto semplice e diretto ma estremamente crudo e reale che rende l'idea della grande capacità autoriale che hanno fatto di Venditti uno degli elementi storici del migliore cantautorato italiano. In questo caso, come in tanti altri, Venditti ci parla di sentimenti ma, in altre stagioni della sua storia, non ha mancato di trattare temi molto più difficili da trattare in musica uscendone sempre in maniera eccellente. Come detto, l'artista, ha spesso dato spazio nella sua discografia ai rapporti umani ed alle questioni sentimentali ottenendo grandi successi grazie ad una abilità di scrittura fuori dal comune e ad una capacità di leggere l'animo umano in profondità come pochi.

 

   
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24 giugno 2021 4 24 /06 /giugno /2021 23:01

"Quanto tempo e ancora" è uno dei brani più celebri di Biagio Antonacci ed è anche uno dei più importanti, insieme a tutto l'album in cui è inserito, per la definitiva maturazione artistica. L'album, infatti, è il fortunatissimo "Mi fai stare bene" del 1998 che vende oltre 800 mila copie e resta in classifica per circa due anni. Oltre al brano citato ed al singolo che da il nome al disco, nello stesso, ci sono, tra le altre, anche "Iris (tra le mie poesie)" e "Il campione" dedicata al motociclista Max Biaggi. Un album ricco di successi, quindi, che consacra il nome del cantautore milanese tra i grandi della nostra musica. In "Quanto tempo e ancora" il protagonista incontra per caso, ad una festa, la sua ex ragazza e riaffiorano forte quei sentimenti mai realmente scomparsi. L'uomo, agli occhi degli amici, finge indifferenza ma nel suo profondo vive attimi di grande sofferenza perchè non riesce ad accettare che quell'amore sia finito. La ragazza, invece, sembra aver dimenticato quella storia e dopo aver salutato tutti gli amici abbandona la festa senza particolari attenzioni verso il suo ex che, dal canto suo, si sente in qualche modo sollevato, dalla sua uscita di scena, da quell'imbarazzante recita che stava portando avanti per mostrarsi indifferente alla presenza della donna in comitiva. In tutto questo, il protagonista, nel suo animo si chiede con rabbia per quanto tempo e ancora lei rimarrà al centro dei suoi pensieri facendolo star male. In fondo, per l'uomo, quella ragazza rappresenta ancora l'amore e non si rassegna che quel rapporto, almeno per lei, si sia concluso definitivamente. Un bellissimo pezzo, quindi, che resta tra le più belle pagine che Biagio Antonacci ha scritto nella storia della musica italiana.

 

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Biagio Antonacci

 
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23 giugno 2021 3 23 /06 /giugno /2021 23:01

"La gente di cuore" è un brano scritto da Enrico Ruggeri e pubblicato nell'album "Domani è un altro giorno" del 1997. La canzone è resa particolarmente affascinante, oltre che dal testo, dall'interpretazione a due voci con un grande amico e collega di Ruggeri ovvero Marco Masini. I due, infatti, non si erano mai trovati ad incidere un brano insieme e l'occasione capita con questo brano che, dal vivo, viene eseguito con due pianoforti contrapposti rendendo la performance ancor più coinvolgente. Il testo è una dichiarazione d'affetto e di complicità verso le persone più umili e, quindi, verso quel popolo che ha accompagnato le loro carriere e le loro vite. Ruggeri dedica queste parole a tutti gli onesti lavoratori, a chi si muove nel mondo in modo silente e gentile non chiedendo mai di apparire e non lamentandosi mai di ciò che la giornata gli riservi prima ancora che spunti l'alba. Per chi sorride al dolore, per chi riesce a riscaldare il cuore e l'anima di chi gli sta accanto, per chi non chiede clamore nè pubblicità. Nel mondo che ci circonda ce ne sono tante di queste persone ed è proprio a questa umile gente di cuore che i due artisti cantano queste parole di riconoscimento e ringraziamento. Ruggeri e Masini, quindi, come hanno spesso fatto nelle loro rispettive produzioni tornano a dar voce a chi voce non ne ha e lo fanno con la solita pacata qualità proprio come pacata è l'esistenza di queste persone. Il calore di questa gente, infatti, basta, senza troppe parole e nessuna richiesta, ad illuminare la vita e scaldare il cuore in un mondo spesso reso gelido dall'indifferenza. I due artisti, in tal modo, hanno provato ancora una volta a fendere quel gelo ringraziando, chi senza pretese, continua a farlo ogni santo giorno rendendo la vita un po' più umana e gradevole. Una chicca, la suddetta, tradotta anche in spagnolo con il titolo "La gente con alma", che ha consentito al disco, insieme ad altre diverse belle canzoni, di ottenere un doppio disco di platino che non è altro che un ulteriore riconoscimento alla grandezza di due veri artisti del nostro panorama musicale.     

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