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"...ma dentro i suoi occhi, un dolore profondo:

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Amedeo Minghi - Un uomo venuto da lontano

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5 maggio 2014 1 05 /05 /maggio /2014 23:01

Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri hanno lanciato nei giorni scorsi "Life is sweet", il singolo che lancia un disco di inediti che sarà pubblicato a settembre realizzato a sei mani da questi artisti-amici che più volte hanno incorciato i loro percorsi ma non erano mai arrivati a quella che appare senza dubbio una fusione di grande qualità. Tre cantautori originali che rappresentano un po' il meglio del prodotto musicale nazionale in tema di cantautorato. I tre, infatti, fanno parte di quella generazione di cantautori figlia della grande tradizione italiana in tal senso e, quindi, di quei grandi nomi che hanno dato vita ad un patrimonio culturale nel mondo della musica di grande spessore. De André, Tenco, Gaber, De Gregori, Fossati, Dalla, Vecchioni, Guccini, Battiato, Venditti sono solo alcuni dei nomi che hanno fatto la storia del nostro cantautorato e Fabi, Gazzé e Silvestri sono tra i migliori esponenti attuali di questa tradizone. In particolare, l'inedito trio, nasce dalla scuola romana del cantautorato italiano, ambiente dove sono cresciuti umanamente ed artisticamente e, quindi, i loro riferimenti principali sono stati gente come De Gregori, Venditti, Gaetano, Zero e così via. Come, detto, dopo tanti incroci nei locali e sui palchi prima della capitale e poi dell'Italia intera, finalmente arriva l'incontro artistico in un progetto completo composto da un album e da un tour. Non è dato sapere, poi, se l'esperienza avrà un seguito ma sicuramente resterà un evento da sottolineare per tutti gli amanti della buona musica italiana.     

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4 maggio 2014 7 04 /05 /maggio /2014 23:01
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3 maggio 2014 6 03 /05 /maggio /2014 23:01
Intervista con... Nuccio Tortora

1.Carmine, per tutti Nuccio, Tortora lei è autore e compositore di grande esperienza. Nella sua carriera ha collezionato diverse collaborazioni importanti ma la più duratura e significativa è, probabilmente, stata quella con Nino D'Angelo che ha accompagnato nella sua grande crescita qualitativa degli ultimi quindici anni. Come nasce la sua storia in musica?E la sua collaborazione con D'Angelo?

Il mio primo approccio alla musica inizia a 8 anni. Mi fu regalato un pianoforte, e mia madre, notando la mia passione e predisposizione, mi avviò allo studio classico. Mi appassionai allo studio e riuscii a ottenere a 12 anni il diploma di solfeggio e a 13 il diploma di compimento inferiore di pianoforte. Proseguendo gli studi mi affacciai al mondo della musica leggera, con i primi gruppi musicali fino ad arrivare a mettere piede in uno studio di registrazione all'età di 17 anni, iniziai facendo dei turni di registrazioni; successivamente mi cimentai con i primi arrangiamenti, se ricordo bene avevo 19 anni. Con Nino D'Angelo credo di aver realizzato circa 11 album musicali, da "Le canzoni che cantava mamma" credo nel 1988, fino all'ultimo in cui abbiamo lavorato insieme che è "Il ragù con la guerra". Molte le canzoni composte insieme, fra cui "Senza giacca e cravatta", "Voglio penzà a te", "Marì", "'A storia 'e nisciuno", "'O schiavo e 'o rre", "Brava gente", ecc. Credo di avere il merito di aver contribuito al cambiamento musicale di Nino introducendolo nel mondo della musica etnica o meglio della World Music. Nel 1998 durante un incontro spiegai a Nino che mettendo insieme il suono e l'emozione della sua voce con un genere musicale come la World Music si poteva ottenere un risultato artistico di qualità che gli avrebbe dato grandi soddisfazioni e una maggiore considerazione artistica in un ambiente fino ad allora abbastanza critico nei suoi confronti. Un po' titubante accettò, ma i risultati artistici ottenuti credo mi abbiano dato ragione.

2. Oltre con D'Angelo, ha realizzato nella sua carriera tanti incontri artistici ed ha raccolto tante soddisfazione. Come valuta il suo percorso artistico?Non crede che mediaticamente sia un po' sottovalutato?

L'esperienza, come arrangiatore e produttore artistico, nasce nel 1976 ed è stata costellata da tantissime esperienze con artisti fra cui Enzo Gragnaniello, Tony Esposito, 99 Posse, Consiglia Licciardi & Gipsy King, Loredana Bertè, ed artisti di livello internazionale come Khaled, Les Negresses Vertes e in particolare Manu Chao, con cui ho creato un sodalizio non solo artistico ma di grande amicizia. L'esperienza di tanti anni e la competitività continua che il mio lavoro richiede mi ha fatto capire che per raggiungere certi livelli e mantenerli, non basta solo avere delle capacità artistiche innate, ma di sicuro l'impegno continuo e il desiderio costante di rinnovarsi musicalmente possono fare la differenza. Per ciò che riguarda la sottovalutazione mediatica, è la legge che pagano un po' tutti coloro come me che lavorano dietro le quinte. Sicuramente se devo fare un appunto dico che spesso gli artisti per cui lavoriamo dovrebbero avere una maggiore riconoscenza per il contributo che diamo al loro successo. Ma a parlare con i media e la stampa sono loro e quindi spesso "dimenticano" di dare i giusti meriti e crediti che di diritto spettano ad altri.

3.Come detto un'altra collaborazione interessante è stata quella con Loredana Bertè per il Festival di Sanremo del 2002. Cosa ricorda di quella esperienza?Qual è il suo pensiero sulla Bertè umanamente?Ed artisticamente?

Qualche mese prima del Festival ascoltò il provino di un brano composto da me insieme ad un autore di Milano. Si innamorò subito del brano e delle sonorità musicali del provino. Per realizzarlo, però, non fu facile da gestire in quanto lei stava attraversando un momento particolare con continui cambi di umore. Psicologicamente credo sia stato uno dei peggiori della sua vita. Ricordo che durante le prove a Sanremo un giorno Pippo Baudo dovette scendere fino alla toilette sotto il teatro a pregare Loredana di salire e fare le prove perché si era chiusa dentro a piangere e non voleva più uscire. Ritengo che Loredana sia una donna di grande personalità e intelligenza. Come artista Loredana Bertè la paragonerei ad un vulcano.....rock!

4.Lei come direttore d'orchestra, autore ed arrangiatore è stato diverse volte protagonista a Sanremo. Cosa pensa del Festival?A quale delle sue partecipazioni è più legato?

L'esperienza vissuta come direttore d'orchestra e compositore con le tre partecipazioni a Sanremo con Nino D'Angelo sono state sicuramente esaltanti sia dal punto di vista artistico che umano; in particolare ricordo con piacere la partecipazione al Festival con la canzone "Senza giacca e cravatta", che mi riempì di soddisfazioni e gratificazioni artistiche. Avevo quasi ottenuto il 1° premio come miglior arrangiamento, ma l'ultimo quarto d'ora scesi al secondo posto; credo che il 1° premio fu assegnato più per ragioni politiche che per meriti artistici. Ricordo un aneddoto di Nino la prima serata: prima di salire sul palco entrò nel panico, sottolineando che quel palco metteva timore a chiunque, anche ad una persona della sua esperienza. Dopo un po' di "smosse psicologiche" si riprese e andò tutto bene. Il Festival è un grande baraccone, in cui tutti gli interpreti fanno la loro parte, con professionalità seguendo le indicazioni e le regole di mamma RAI. La partecipazione al Festival a cui sono più legato, come detto, è di sicuro quella col brano "Senza giacca e cravatta".

5.Tra i tanti brani della sua carriera. Qual è quello che ama di più?Quale quello, invece, che pensa andrebbe rivalutato?Quale quello, invece, di un suo collega che le sarebbe piaciuto scrivere? 

Ogni brano ha qualcosa che ti appartiene come un'emozione, oppure un momento accompagnato da particolari ricordi della tua vita, sono come dei figli. La lista dei brani che avrei voluto comporre sarebbe molto lunga, non saprei dire adesso quali, qualcuno che mi viene in mente è "Oh que sera" di Chico Buarque rivisitata da Ivano Fossati, "Almeno tu nell'universo" di Bruno Lauzi, ma di sicuro a questi almeno altri cento che in questo momento mi sfuggono.

6.Ci racconta un aneddoto particolare vissuto con un protagonista della nostra musica?

Un aneddoto carino che mi ricordo riguarda Adriano Celentano. Ci trovavamo in uno studio a Milano qualche anno fa, e si stava realizzando un brano che dovevano cantare insieme Manu Chao ed Adriano Celentano. Si lavorava ininterrottamente a ritmo continuo. Verso le due di notte in studio c'erano 5 o 6 persone tra tecnici, musicisti e Adriano Celentano e sua moglie Claudia Mori che erano seduti su un divano alle spalle della regia. Adriano si accorse ceh eravamo stanchi e mezzo addormentati e all'improvviso che fa: senza dire una parola si alza dal divano, si mette al centro della regia e fa una di piroette famose che solo lui sa fare e subito dopo, come fosse niente, si rimise sul divano in silenzio. Immaginate l'effetto che fece. Tutti a terra a ridere.

7.Lei, oltre che con D'Angelo, ha lavorato molto nella musica napoletana. Qual è il suo pensiero sull'offerta attuale della canzone partenopea?Come valuta la spesso triste dei "neomelodici"?Chi sono per lei gli artisti che ancora oggi portano avanti con dignità e professionalità la storia e la tradizione della nostra cultura musicale?

La crisi internazionale che stiamo vivendo ha avuto di sicuro ripercussioni sulla musica, che certamente non è un prodotto di "prima necessità", sia a livello mondiale e quindi italiano che napoletano. A questo si aggiunge che la musica si ascolta più di prima ma si vende meno in quanto si scarica gratis. Il mercato dei Cd è ormai finito in quanto gli Mp3 hanno preso il sopravvento. La musica cosiddetta neomelodica ovviamente subisce tutto ciò. A questo si aggiunge che si alimenta anche grazie ai molti impegni come feste di piazza, festi di matrimoni. Ma con i problemi economici che abbiamo, la gente non si può permettere di spendere altri soldi. Molti artisti mediocri che vediamo o ascoltiamo nelle tv o radio esistono solo perché pagano la loro pubblicità e non perché hanno il consenso della gente. La musica neomelodica è lo specchio di una cultura popolare esistente. Non dirò chi sono ma sicuramente di artisti bravi che possono portare avanti la cultura musicale napoletana ce ne sono molti e di sicuro alla distanza emergono sempre.

8.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i prossimi progetti che la vedranno impegnata?

Sto lavorando su varie cose. Ho in cantiere alcuni progetti di nuovi artisti spagnoli e francesi, vari artisti nostrani e sto realizzando delle musiche per un progetto teatrale.

9.Nuccio, la ringrazio della disponibilità e augurandole sempre buona musica le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti lettori di "La musica che gira intorno...", Grazie. 

Grazie a te Marco per la tua bella iniziativa e saluto con affetto tutti i lettori di "La musica che gira intorno...", Un abbraccio e... "Buona Musica".

Nuccio Tortora

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2 maggio 2014 5 02 /05 /maggio /2014 23:01
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1 maggio 2014 4 01 /05 /maggio /2014 23:01
Intervista con... Simone Papi

1.Simone lei è arrangiatore, produttore e musicista polistumentale specializzato nelle tastiere. Nella sua lunga carriera ha collaborato, in vario modo, con alcuni dei più grandi nomi della nostra musica come Raf, Laura Pausini, Mia Martini, Max Gazzè, Edoardo Bennato, Umberto Tozzi, Marco Masini, Paolo Vallesi, Carmen Consoli, Alex Britti, Pupo, Fiordaliso e tanti altri. Come nasce il suo amore per la musica?Qual è stata per lei l'esperienza che ha significato la svolta della sua carriera?C'è qualcuno con cui le piacerebbe collaborare in futuro? 

In effetti ho avuto molte collaborazioni, alcune anche sporadiche ma quella che mi ha segnato più di tutte è stata con Raf dove abbiamo condiviso e creato insieme brani come "Un grande salto", "Infinito" e "In tutti i miei giorni", l'elenco dei brani è molto lungo ma questi tre credo che siano i più rappresentativi del nostro sodalizio. Ci sono molti artisti con cui vorrei collaborare, ho sempre avuto un occhio di riguardo per la scena romana, Riccardo Sinigallia lo stimo moltissimo soprattutto per il suo lavoro di produttore, Filippo Gatti grandissimo artista con il quale ho avuto la fortuna di collaborare, comunque l'elenco è lungo.

2.Come detto ha lavorato con Mia Martini e con Marco Masini, due artisti che hanno dovuto subire l'infamante etichetta di "iettatori" e che sono stati vittime di dell'industria discografica. Per Mimì questo ha significato la fine mentre Marco ha saputo reagire e tornare sul palco più forte di prima. Lei che ha vissuto da vicino queste situazioni che ci dice in merito?Che ricordo ha di Mimì?Cosa pensa, invece, di Marco?

Mia Martini è stata una collaborazione casuale nata all'interno del team di lavoro di Giancarlo Bigazzi, avevo 24 anni e venivo da tour di Umberto Tozzi quando si è creata l'esigenza che qualcuno coordinasse il lavoro in studio per la registrazione dell'album "Lacrime" che conteneva "Gli uomini non cambiano". Sono stato chiamato da Giancarlo Bigazzi ma in realtà il mio ruolo in quell'album è stato solo di supervisionare il lavoro con l'aiuto diretto di Bigazzi. Ero dentro quel meccanismo lavorativo dove avevo il ruolo di un piccolo ingranaggio per cui le varie dicerie a quel tempo non avevano per me una grande importanza, la convivenza con questi personaggi ti fa scoprire quel lato umano che difficilmente appare al pubblico, di Mimì ho un ricordo bellissimo, una persona molto sensibile ma nel contempo anche molto pratica. Per Masini, invece, la cosa è molto diversa: conosco Marco dalla fine degli anni '80, ben prima che lui diventasse un'artista e proprio perché lo conosco da molto tempo non ho mai creduto alle bischerate che sono state dette, per dirla alla fiorentina, purtroppo spesso si casca nell'assioma artista uguale quello che canta. Marco ha reagito in un modo positivo perché è un artista purosangue e un grandissimo professionista. La cosa più curiosa comunque è che pur essendo un vecchio amico abbiamo iniziato a collaborare solo nel 2009, diciamo che ci siamo scoperti da grandi. Per il resto, per me, rimangono solo chiacchiere e cattiverie di persone talmente "piccole" che sinceramente non trovo necessario parlarne.

3.Inoltre lei ha avuto anche una lunga ed importante collaborazione con Francesco Nuti, altro grande artista sfortunato, per il quale ha lavorato a tre colonne sonore per i suoi film. Che ricorda di quelle esperienze?E di Francesco?Pensa che un giorno possa riprendere il suo percorso artistico?

La prima colonna sonora a cui ho partecipato con Francesco e Giovanni Nuti risale all'86, avevo 20 anni e muovevo i miei primi passi nell'ambito lavorativo. I miei ricordi sono bellissimi in quanto ho avuto per la prima volta la possibilità di lavorare in studio di registrazione, è un po' come quando porti un bambino a Disneyland, tutto sembra magico. Francesco è stato molto sfortunato ma dalle ultime news che leggo in rete sembra stia reagendo positivamente grazie al prezioso aiuto di suo fratello Giovanni. Ne approfitto per ricordare lo spettacolo benefico in occasione del compleanno di Francesco Nuti con Marco Masini, Carlo Conti, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni che si terrà al Mandela Forum di Firenze l'11 Maggio dove io sarò il direttore musicale.

4.Un incontro importante è stato anche quello con l'autore e produttore Giancarlo Bigazzi. Come è nata la sua collaborazione con lui?Che ricordo ha del compianto maestro?

Giancarlo Bigazzi è la causa per la quale tutti noi "fiorentini" siamo riusciti a fare quello che abbiamo fatto nell'ambito della musica "pop" italiana, un vero "genio" che è riuscito ad imporre la propria musica sia come autore che come produttore a livello internazionale, un personaggio di quelli veri con la follia e la genialità unite in un mix perfetto per partorire successi internazionali, due canzoni su tutte "Gloria" di Umberto Tozzi e "Sel control" di Raf. La collaborazione è nata con il tour di Umberto Tozzi "Gli altri siamo noi" ed è andata avanti per un paio di progetti in studio. Della persona ho un ricordo bellissimo, sempre pronto alla battuta, poteva perdere cinque ore vicino al pianoforte per sistemare una parte di una frase melodica che a detta sua non tornava, avevi la sensazione di aver a che fare con un "grande" e in realtà era proprio così.

5.Tra tutti i brani in cui a lavorato qual è quello che ama di più?Quale, invece, quello che pensa andrebbe riscoperto?Quale, infine, quello di un altro artista che le sarebbe piaciuto comporre?

Il brano a cui sono più affezionato è "In tutti i miei giorni" di Raf, la realizzazione è frutto della nostra collaborazione e lo reputo uno dei brani più belli della musica pop italiana. Tra quelli da riscoprire ce ne sono parecchi e ne vorrei segnalare due sempre di Raf: "Il nodo" che porta la firma di Pacifico e "Il prestigiatore", questi due brani hanno dei testi bellissimi, meritano di essere riascoltati. Volevo segnalare anche "Onde" sempre di Raf che porta la firma di Filippo Gatti, brano fantastico. Uno dei brani che mi sarebbe piaciuto comporre o produrre è sicuramente "Mille giorni di te e di me" di Claudio Baglioni.

6.Lei è anche il produttore di Alessandra Amoroso, una delle più promettenti interpreti attuali. Come nasce questo progetto?Qual è il suo pensiero sui talent show?

Alessandra Amoroso mi è stata affidata dalla Sony Music quando era una concorrente ad "Amici", quando è stata proclamata vincitrice io ero davanti al mix a chiudere "Stupida": è praticamente sbocciata tra le mie mani. E' stata un'esperienza unica perché ho gestito in prima persona la produzione artistica sia nei dischi che nel live e a quanto pare è stata una scelta vincente. Sui talent il discorso si fa più complicato, non ne posso parlare male in assoluto. Spesso mi sono ritrovato a tu per tu con i talent ma voglio ricordare che artisti come Francesco De Gregori o Lucio Battisti non sono nati con i talent. E' vero che i tempi sono cambiati ma quando si antepone l'esigenza televisiva a quella artistica qualche domanda ce la dobbiamo porre.

7.Chi sono i suoi miti?Come valuta la situazione attuale della nostra musica e della sua promozione radio-televisiva?e dell'industria discografica in generale?

I miei miti sono da sempre George Martin, Trevor Horn e Quincy Jones, tre produttori che contengono la fetta più ampia della produzione musicale in ambito pop in assoluto. La situazione attuale della musica in Italia è abbastanza grave perché se non iniziamo a dare credito ai talenti veri il rischio del collasso è dietro l'angolo, la musica non fa altro che rispecchiare i tempi in cui viviamo. La discografia è in piena crisi perché il supporto di vendita, il cd, purtroppo non ha più senso di esistere e come in tutte le crisi ci vorrebbero scelte coraggiose che investono sulla qualità e sul talento mentre molto spesso si vedono sprechi enormi solo per andare sul sicuro rendendo di conseguenza quel sicuro sempre meno sicuro. La discografia ha una grande responsabilità, la mia speranza è che ne abbiano coscienza più di quanto ne hanno avuta fino ad oggi.

8.Ci racconta un aneddoto particolare vissuto con un altro protagonista della musica italiana?

Il sigaro di Umberto Tozzi. Dopo i concerti andavamo a cena al ristorante e dopo la cena Umberto si accendeva il sigaro, molto spesso era una cubano, di quelli che durano un'ora e anche due spesso, accompagnato dal buon rum o cognac, per cui prima di mezzanotte non riuscivamo ad essere a cena e prime delle tre o le quattro a letto. Comunque da quelle lunghe chiacchierate mentre aspettavamo la fine del sigaro sono venute fuori cose molto istruttive tenendo conto che è stato il mio primo tour importante e un po' le rimpiango.

9.Nel vostro ambiente, chi può ritenere amico?Ha qualche sassolino che vuole togliersi dalla scarpa?

Bellissima domanda, in realtà siamo nel contempo tutti amici e nemici, nel senso che i rapporti sono sempre molto cordiali ma poi quando si tratta di lavoro le proprie esigenze sono sempre la priorità assoluta su tutto. Riguardo al sassolino avrei dei macigni da togliermi dalla scarpa ma credo ciecamente nella giustizia divina.

10.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i prossimi impegni che la vedranno protagonista?Da produttore ha qualche nome nuovo su cui crede particolarmente?

Ho appena finito la realizzazione della commedia musicale "Ladies" che ha protagonista Riccardo Fogli ed a breve inizieremo i lavori per il nuovo disco di Marco Masini. Come produttore ho molti progetti in cantiere, il 21 Marzo uscirà il nuovo singolo "Scintilla contro Scintilla" di Francesco Guasti, semifinalista alla scorsa edizione di "The Voice" con Piero Pelù. La storia di questo ragazzo è stata molto singolare, lo abbiamo "scovato" a Dicembre 2012 in un concorso per band emergenti in un locale a Prato e subito mi ha colpito la sua vocalità fuori dal comune. Quando la redazione di "The Voice" ha chiesto se c'erano personaggi da proporre noi abbiamo subito segnalato Francesco che non solo è entrato in trasmissione ma è stata una delle voci più particolari e belle di quell'edizione. Nel frattempo abbiamo anche inaugurato una nuova struttura, il "CarillonBit Recording Studio" dove vogliamo dare spazio ai giovani talenti proponendo le realizzazioni del disco, del video e della promozione a costi accessibili. Francesco Guasti è stato il primo progetto che è uscito da questa struttura. Un altro progetto che mi sta a cuore è quello del gruppo "Surface" al quale stiamo finendo l'EP, sono molto bravi, il cantante è inglese madrelingua, è un bellissimo ed ambizioso progetto di respiro internazionale. Staremo a vedere... 

11.Simone, la ringrazio della disponibilità e augurandole sempre buona musica le chiedo, infine, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Un caro saluto a tutti i lettori di "La musica che gira intorno...".

Simone Papi

 

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30 aprile 2014 3 30 /04 /aprile /2014 23:01
Sondaggi: La più bella di... Adriano Celentano
La più bella di... Adriano Celentano
  
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29 aprile 2014 2 29 /04 /aprile /2014 23:01

Ecco tutti i risultati dei sondaggi con scadenza Aprile 2014 con le relative percentuali di voto:

Il più...

X Bel decennio della Musica Italiana: Anni '90 53%

X Brutto decennio della Musica Italiana: Anni '50 46%

La più bella di...

X Aleandro Baldi: "Non amarmi" 39%

X Francesco Guccini: "Cirano" 32%

X Lucio Dalla: "Anna e Marco" 44%

x Nino D'Angelo: "Bella" 40%

 

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28 aprile 2014 1 28 /04 /aprile /2014 23:01
Sanremo 2015: Carlo Conti verso la conduzione

Manca ancora tanto al prossimo Festival di Sanremo ma in Rai già si inizia a pensare al progetto dello spettacolo televisivo più importante della stagione. Dopo diversi anni in cui si era fatto il suo nome per la conduzione della kermesse canora sembra, finalmente, arrivato il momento giusto per Carlo Conti. Alfiere tra i conduttori Rai che segue la scia dei grandi conduttori del passato e che aveva nel destino il teatro Ariston. Il direttore di RaiUno Giancarlo Leone ha infatti annunciato di aver proposto allo stesso Conti la conduzione del Festival e, quindi, di preparare nelle prossime settimane, un progetto per lo stesso prima di chiudere definitivamente la trattativa e mettere le firme del caso. Tutto ciò, però, appare evidente che è solo una formalità poichè l'aver già annunciato ciò significa praticamente che la decisione è già stata presa. Conti, dal canto suo, ha detto che proverà a lavorarci e vista l'importanza della cosa non si è detto ancora certo di accettare questa avventura. Parole di circostanza che lasciano il tempo che trovano perché, Carlo, probabilemente si aspettava già da diversi anni questa proposta e già avrà le idee molto chiare su cosa fare in merito al Festival. Partirà tra poco una nuova avventura televisiva con "Si può fare" e, vista il tempo che gli ruberà il progetto sanremese Conti ha anche abbandonato "L'eredità" la cui conduzione è passata a Fabrizio Frizzi. Molto probabilmente la prima conduzione di Conti a Sanremo sarà solo l'apertura di un ciclo. Il conduttore toscano, infatti, non sarà un padrone di casa di passaggio ma, appare chiaro, vista la carriera e la considerazione nutrita nei suoi confronti dal pubblico e dalla Rai, che sarà una figura molto presente ancora per tanti anni e sarà uno dei pochi nomi a poter inseguire i record di presenze di Baudo e Bongiorno. Aspettando, quindi, la conferma è certo che il Festival, attualmente, non poteva cadere in mani migliori vista la competenza e la passione verso la nostra musica che Conti ha sempre dimostrato nella sua carriera. Inoltre, pur trovando sempre innovazioni, Conti è uno di quelli che ancora riesce a promuovere una televisione fatta di artisti nella migliore tradizione dello spettacolo italiano ed è, quindi, la strada giusta per riportare quel fascino che, Sanremo, negli ultimi anni ha un po' smarrito.      

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27 aprile 2014 7 27 /04 /aprile /2014 23:01

Qui vediamo il caso di presunto plagio tra "Sto con te" pubblicata da Nek nell'album "In due" del 1998 e scritta con Antonello De Sanctis e Massimo Varini e "Song for the north star" scritta e incisa dall'artista americano Jorma Kaukonen nell'album "Quah" del 1974

 

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26 aprile 2014 6 26 /04 /aprile /2014 23:01

Torniamo a parlare di "Almeno stavolta" incisa da Nek come inedito nella raccolta "The best of Nek - L'anno zero" del 2003 e scritta da Antonello De Sanctis e Daniele Ronda. Qui il confronto è con "First date" pubblicata dal gruppo statunitense dei Blink-182 nell'album "Take off your pants and jacket" del 2001.

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