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"Io non appartengo al tempo del delirio digitale,

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Io l'ho vista la bellezza e ce l'ho stampata in cuore,

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10 giugno 2021 4 10 /06 /giugno /2021 23:01

"Sciummo" è un brano storico della cultura napoletana scritto da Enzo Bonagura e Carlo Concina e lanciato per la prima volta nel 1952 in occasione del primo Festival di Napoli con l'interpretazione di Sergio Bruni, una delle più grandi voci di Napoli. Anche se il brano non ottenne subito un gran successo, negli anni è diventato un successo internazionale ed è stata cantata anche in inglese da Frank Sinatra oltre che dai più grandi artisti napoletani ed italiani in genere. Mina, Fausto Leali, Claudio Villa, Peppino Di Capri, Roberto Murolo, Aurelio Fierro sono solo alcuni dei tanti grandi artisti che hanno reinterpreto questo classico della musica partenopea. Una delle versioni più belle, però, la regala un altro grande nome della musica napoletana ovvero Enzo Gragnaniello che, nel 1995, reinterpreta a modo suo questa canzone nell'album "Posteggiatore abusivo" dove ricanta diversi pezzi della tradizione. Il suo canto viscerale ben si sposa con la tematica trattata nel testo e con le atmosfere sia dell'arrangiamento originale sia in quello adattato per l'occasione. Il connubio tra la voce unica di Gragnaniello e la passionalità del brano rendono ancor più graffiante questa composizione in cui l'amore viene paragonato ad un fiume che si perde nel mare. "Sciummo" infatti, in dialetto napoletano, significa proprio fiume. Un capolavoro assoluto, quindi, che dal 1952 ad oggi non perde fascino e contiuna a conquistare ad ogni nuovo ascolto e ad ogni nuova versione. Se poi alla bellezza del testo si aggiunge la grandezza di uno dei più grandi interpreti della musica napoletana è facile farsi trasportare da queste acque.

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