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  • Cronista per vari giornali locali e articolista on line da diversi anni in svariati argomenti.
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"Io non appartengo al tempo del delirio digitale,

del pensiero orizzontale,

di democrazia totale.

Appartengo a un altro tempo scritto sopra le mie dita,

con i segni di chitarra che mi rigano la vita.

Io l'ho vista la bellezza e ce l'ho stampata in cuore,

imbranata giovinezza a ogni antico nuovo amore."

 

Roberto Vecchioni - Io non appartengo più

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19 luglio 2013 5 19 /07 /luglio /2013 23:01

Quella realizzata dall'8 al 10 marzo del 1956 dal Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo è una sesta edizione ridimensionata del Festival della Canzone Italiana che punta a ridare maggiore importanza ai brani rispetto agli interpreti. Si torna, infatti, ad una gara con 16 canzoni e soli 6 cantati per giunta debuttanti scelti attraverso un concorso nazionale a cui presero parte 6646 aspiranti artisti. Tra questi, sotto la direzione artistica del solito Giulio Razzi, furono selezionati: Luciana Gonzales, Ugo Molinari, Franca Raimondi, Gianni Marzocchi, Tonina Torrielli e Clara Vincenzi. Un cast di voci nuove che apparve un azzardo che le carriere future di questi giovani confermarono poichè la sola Torrielli, soprannominata poi la Caramellaia di Novi data la precedente professione da operaia del settore, ebbe un discreto successo. Tutti gli altri, invece, finirono nel dimenticatoio comprese le proposte musicali presentate in questa edizione del Festival dove solo "Musetto (La più bella sei tu)", tra l'altro finaita ottava, scritta da Domenico Modugno ed interpretata da Gianni Marzocchi ebbe un futuro soprattutto grazie alla successiva versione realizzata dal Quartetto Cetra. Le performance vennero eseguite sulle note dell'orchestra "Arcobaleno" diretta dal maestro Gian Stellari mentre a ripetere i motivi dei brani, in assenza della seconda esecuzione abolita per quell'anno, era l'orchestra del maestro George Melachrino. Da questa edizione, inoltre, tranne alcune eccezione, il brano vincitore partecipa di diritto all'Eurofestival. A vincere la kermesse, condotta dall'attore Fausto Tommei con Maria Teresa Ruta, zia omonima dell'odierna conduttrice tv, fu Franca Raimondi con "Aprite le finestre" di Pinchi, Giuseppe Perotti all'anagrafe, e Virgilio Panzuti che è un inno alla primavera ed a tutto ciò che questa bella stagione rappresenta. Seguirono sul podio "Amami se vuoi" di Mario Panzeri e Vittorio Mascheroni cantata da Tonina Torrielli e "La vita è un paradiso di bugie" di Diego Calcagno su musica di Nino Oliviero interpretata da Luciana Gonzales. Nonostante, quindi, la diretta televisiva oltre a quella radiofonica la scelta di escludere i big dell'epoca risulta, a tutti gli effetti, sbagliata.  

 

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