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"...La noia è come il blues: ti fa pensare a dio,

 leggera come un gas che penetra il tuo io;

 La noia è nostalgia di un posto che non c'è,

 è voglia di andar via da tutti e anche da te..."

 

Marco Masini - Malinconoia

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12 novembre 2015 4 12 /11 /novembre /2015 00:01

"Più su" è uno dei brani più belli della ricchissima discografia di  Renato Zero, Fiacchini all'anagrafe. Scritta dallo stesso cantautore romano per ciò che riguarda il testo e musicata da Dario Baldan Bembo, la canzone, venne pubblicata nell'album live "Icaro" del 1981 e in un singolo insieme a "Galeotto fu il canotto". Solo nel 2006 arriva, però, l'incisione in studio della canzone, finora ascoltabile solo in versione live, per la raccolta "Renatissimo!". Esiste, inoltre, anche una splendida verisone in duetto con Andrea Bocelli, eseguita durante uno dei concerti del tour "Sei Zero" del 2010 poi pubblicato in Dvd e realizzato in occasione dei sessant'anni dell'artista. Il singolo rimase in classifica per 12 settimane ottenendo un grande successo così come il disco che diede la consacrazione definitiva a Renato Zero nella schiera dei grandi della nostra musica. Lo storico finale parlato di quel live nel brano "Più su" e cioè: "Grazie di questo incontro...eh grazie...c'eravamo proprio tutti ed eravamo davvero più veri di ieri. Ehi dico a voi! A voi, indifferenti, a voi che non ci conoscete bene. Prestateci un sogno, lasciateci ancora sperare, perchè questa notte sia eterna, perchè sia una notte d'amore!" e, soprattutto, il saluto conclusivo: "Non dimenticatemi ehe..." sono diventati un vero marchio di fabbrica per Renato e per i suoi "sorcini". Il testo della canzone, ritenuta ancora oggi tra le perle della storia dell'artista romano, è una riflessione sulla vita terrena e sul rapporto dell'uomo con l'amore ed il bene fraterno. Parlando in prima persona, l'autore, immagina un incontro con Dio chiedendosi in che modo si sia meritato tanta grazia pur non avendo mai conosciuto l'amore e dopo aver capito l'importanza di questo sentimento nel quotidiano della nostra esperienza di vita professa ai suoi ascoltatori la fratellanza ed il bene più grande e sincero affinchè si possa sperare in un futuro sempre migliore. Ciò che impreziosisce questo testo sono le testimonianze sulla forza dell'amore e, talvota, sulla sua assenza nell'indiffirenza della vita sociale: "...sboccia un fiore malgrado nessuno lo annaffierà, mentre l'aquila fiera in segreto a morire andrà, il poeta si strugge al ricordo di una poesia, questo tempo affamato consuma la mia allegria, canto e piango pensando che un uomo si butta via, che un drogato è soltanto un malato di nostalgia, che una madre si arrende e un bambino non nascerà, che potremmo restare abbracciati all'eternità...". Questo è tanti altri sono i tratti più significativi di un grande testo dal forte significato figlio della penna di un vero e proprio poeta dei nostri tempi. Un grande artista che rimane tutt'oggi uno dei più grandi esponenti della nostra cultura musicale.

 

 

 


 

Altro su:

Andrea Bocelli

Renato Zero

 

 

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