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9 luglio 2016 6 09 /07 /luglio /2016 23:01

"Piramidi di luna" è uno dei brani più belli della discografia di Paolo Vallesi, un artista troppo spesso dimenticato dai media che ha segnato, con diversi lavori di qualità, momenti significativi nella musica italiana dei primi anni '90 e che, vista la scarsa visibilità che gli viene concessa, ha tutt'ora difficoltà nel proporre del nuovo materiale quando, invece, viene dato tanto spazio a chi, la storia artistica di Paolo ed i suoi capolavori, ancora la sogna. Una di queste perle della sua carriera discografica è proprio "Piramidi di luna", canzone contenuta nel suo primo album "Paolo Vallesi" del 1991 e scritta con Giuseppe Dati. Il brano è dedicato alla memoria di Claudio, un caro amico di Paolo dell'adolescenza scomparso prematuramente proprio ai tempi della scuola. I due amici, oltre a dividere il banco di scuola, erano molto uniti dalla passione per la musica e sognavano, un giorno, di scrivere e cantare insieme le proprie canzoni e Paolo, dopo la sua morte promise a se stesso che, qualora fosse riuscito a diventare un cantante avrebbe ricordato il suo amico in ogni suo concerto. Quel ricordo, quindi, si è trasformato in questa intensa dichiarazione d'affetto verso un compagno con il quale ha condiviso gli anni più belli di una spensierata gioventù. Nel brano, infatti, si parla di tutte quelle piccole cose che i due amavano fare insieme come le corse in bicicletta, i dribbling coi palloni ma anche le prime esperienze amorose e quel vecchio tram che li accompagnava verso nuove avventure. La morte di Claudio sconvolse letteralmente la vita di Paolo che, pare, divenne molto più introverso da quel momento oltre a cambiare in modo netto anche il proprio rapporto con la fede. In una intervista fatta nel 1998 per il libro "Anima mia", che parlava proprio del rapporto tra fede e cantanti, Paolo rivelò che, all'epoca della scomparsa dell'amico, lui e gli altri compagni di scuola erano decisi a trascorrere la notte in chiesa per vegliare la salma di Claudio nel giorno prima del suo funerale ma, la toccante e tenera iniziativa dei ragazzi venne stroncata dal parroco che li mandò via senza alcuna delicatezza. Tutto il gruppo ci restò molto male per il comportamento del prete e, soprattutto, Paolo che lo conosceva essendo un assiduo frequentatore di quella parrocchia nella quale suonava anche l'organo durante le funzioni. Da quella scottante esperienza avuta in giovane età appena dopo la scomparsa dell'amico più caro, Paolo cambiò il suo rapporto con la religione ed inziò che la realtà è tutt'alta cosa di ciò che si immagina attraverso gli insegnamenti della scuola e della propria famiglia. Inoltre, questa esperienza, conferì un legame ancor più forte con quell'amico, abile chitarrista, e testimone di un sogno che poi, almeno per Paolo, forse anche grazie all'aiuto divino di quell'anima buona, si è realizzato. Dal 1991 ad oggi "Piramidi di luna" è un appuntamento immancabile in ogni concerto di Vallesi oltre che uno dei momenti più toccanti se si pensa a cosa provi lo stesso Paolo nell'interpretare questo profondo ricordo di un ragazzino che gli ha cambiato la vita e che, ancora oggi attraverso questo brano, cerca per proteggerlo, accendendo piramidi di luna, da quel buio di cui Claudio aveva paura da bambino. Un grande brano, quindi, di un cantautore che meriterebbe di essere presto rivalutato e al quale andrebbe data la giusta fiducia e l'adeguato appoggio dall'industria discografica per consentirgli un meritato grande ritorno in cantiere, ormai, da troppo tempo e mai concretamente realizzato tranne alcune, timide e poco sponsorizzate, pubblicazioni di singoli. 

 

 

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Paolo Vallesi

 

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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